INFORM - N. 160 - 1 settembre 2010


DIRITTI UMANI

I ministri Franco Frattini e Mara Carfagna lanciano una campagna per salvare Sakineh

 

ROMA - Dall’Italia si continua a seguire con apprensione crescente il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata a morte per lapidazione da un tribunale iraniano con l’accusa di adulterio e di omicidio del marito.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini e la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna lanciano una campagna. “Un’azione senza precedenti - si legge in una nota congiunta - per mobilitare le coscienze e contribuire a salvare Sakineh da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione. Far sapere all’intera comunità internazionale che l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh Mohammadi Ashtiani”

“Di fronte a questo drammatico caso le iniziative diplomatiche, che l’Italia ha attuato, devono poter contare anche sul più ampio sostegno dell’opinione pubblica - aggiungono i due ministri -. Difendiamo insieme un principio che ha valore universale: non possiamo accettare che una donna, ovunque si trovi nel mondo, venga sottoposta alla pena di morte per lapidazione, una pratica orribile e disumana che condanniamo fermamente in quanto contraria ai diritti umani fondamentali. E per questa ragione, insieme, abbiamo voluto dare un segno di attenzione - anche visibile - alla storia di Sakineh, convinti come siamo che la sua vita possa e debba essere risparmiata. Da oggi, e fino a quando Sakineh non sarà salva e libera, il suo volto ci guarderà dal palazzo del Governo italiano”. (Inform)


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