ITALIANI ALL’ESTERO
Da “Globalpress.it”
Pietro Belardelli: da Roma
ai Balcani, storia di un imprenditore italiano nell’Est europeo
Non è affatto retorica affermare che
oggi, nel pieno della crisi economica e della recessione, l'Italia degli imprenditori
non fa altro che piangersi addosso rischiando quindi di non liberarsi mai dei
suoi fantasmi. Allo stesso modo però è anche vero che se le nostri migliori
menti imprenditoriali prendono il volo e continuano ad offrire la loro genialità
all'estero, in Italia ci sono aziende e uomini che avrebbero le potenzialità
per uscire dal tunnel, basterebbero solo un pò di
coraggio in più e quel modus operandi giusto per avere successo. Quel "saperci
fare" che in fondo è nel dna di ogni italiano. Ma che qualcuno lascia per
strada o dimentica di avere. I nostri uomini migliori, quindi, sia i più giovani
in cerca di lavoro, che gli imprenditori già con una certa esperienza alle spalle,
hanno costantemente la valigia in mano, perchè proprio all'estero trovano terreno fertile per investire,
ma soprattutto, almeno alcuni di loro, sanno trovare il coraggio per uscire
dal guscio e comprendere dove ci sono le occasioni migliori, le migliori possibilità
di investimento. Sanno presentarsi nel modo migliore nei paesi stranieri, certo
non tutti, ma una buona parte, contribuisce quindi a smentire che molto spesso
l'industriale italiano all'estero, soprattutto quello che da qualche anno lavora
nei Balcani, non ha idee concrete e parte per paesi come Romania, Albania o
Bulgaria senza delle idee ben precise. Se l'est europeo è ormai terreno fertile
per l'attività imprenditoriale italiana, bisogna fare una distinzione importante:
ci sono imprenditori e imprenditori. Quelli cioè capaci da soli o in gruppi,
di lavorare realmente bene e di lasciare il segno, e altri appunto, che all'insegna
della disorganizzazione e dell'improvvisazione non contribuiscono a migliorare
la "leggenda" dell'imprenditore italiano poco concreto e alla ricerca
solo di avventure e cavallini....
Ci sono uomini invece che hanno saputo
rinnovarsi, aggiornarsi, hanno saputo capire quando era il momento giusto per
prendere la valigia e partire. Ma lo hanno fatto lasciando il segno, con le
idee chiare, con la passione che contraddistingue ogni buon italiano, e con
competenza e coraggio.
Uno di questi è sicuramente il romano
Pietro Belardelli, tanta esperienza imprenditoriale
spalle, da qualche anno costantemente impegnato nei Balcani e nell'est europeo
nel mondo dell'edilizia. Incontriamo Pietro in una fresca mattinata sul litorale
di Civitavecchia, terra a lui molto cara e vicina come ricordi di uomo e di
professionista. Terra dall’enorme potenziale industriale, come molti altri territori
della provincia. Un potenziale industriale ancora inespresso.«Non mi fermo mai,
dice Pietro, fisico asciutto, viso sorridente, l'entusiasmo di un ragazzino.
Ogni nuova iniziativa, ogni nuovo viaggio, vanno affrontati nel modo giusto.
La passione non basta, servono competenza, idee chiare, coraggio, le giuste
relazioni. Io sono uno slegato dalla politica, dice Belardelli,
non per questo vado a ruota libera, significa che dove lavoro riesco sempre
a intrattenere relazioni importanti con governi locali e istituzioni italiane
all'estero, ma non ho vincoli politici, non ho mai avuto appoggi per prendere
appalti, sono un imprenditore che da buon romano si è fatto da solo e così andrò
avanti, cercando di inculcare ai miei collaboratori la mentalità del lavorare
sodo e del crederci fino in fondo per avere successo». Calcio e imprenditoria,
Pietro Belardelli fa sempre viaggiare di pari passo
queste due passioni. «E' vero, ammette, il pallone è come una vera passione
per me, sono stato presidente del Lecco, del Castel di Sandro e del Lugano, e tanti ricorderanno le mie
vittorie e le mie vicissitudini personali sportive e non, dalle quali sono uscito
per fortuna sempre a testa alta. Mi sono lasciato tutto alle spalle». Belardelli fa riferimento alla vicende giudiziarie che lo
hanno coinvolto dalle quali oggi è stato totalmente prosciolto (archiviato in
istruttoria) e che non hanno rovinato la sua immagine all'estero e fa anche
riferimento ai rapporti spesso non facili con le tifoserie dove ha lavorato.
Non si può dire che Belardelli quinsi
abbia sempre avuto strada facile sia nel calcio che nell'imprenditoria, tuttavia
nei Balcani è da qualche anno un punto di riferimento. Prima in Bulgaria, poi
in Albania, adesso è molto vicino alla Romania. Insomma non si ferma proprio
mai. «Ogni impresa è un sogno, ma un sogno da coltivare con i piedi ben saldi
a terra. Adesso posso solo dire che sono molto vicino alla Romania, è vero,
e posso anche dire che ancora una volta nei Balcani non sempre l'imprenditore
italiano si distingue per la sua genialità. Significa che c'è chi resta ancorato
all'Italia nonostante le enormi potenzialità, io che sono romano posso dire
che ci sono imprese nella mia provincia che avrebbero tranquillamente la forza
per operare all'estero, ci sono determinati territori che per la loro forza
fanno invidia al mondo, ma manca loro il coraggio, la mentalità giusta. Non
si esce dall'Italia come dei temerari all'avventura. L'edilizia per esempio
da anni non è un settore facile, da nessuna parte. Lavorare in Albania e Bulgaria
mi ha messo in contatto con realtà nuove, non sempre semplici da vivere. Eppure
laddove all'apparenza ci sono più problemi sociali, ci sono anche le potenzialità
migliori per investire. E se c'è da costruire un'autostrada, un ospedale, una
scuola, un palazzo, noi italiani sappiamo farlo bene, molto più di altri».
Belardelli non ci anticipa fino in fondo la sua
prossima avventura imprenditoriale, ma sappiamo per certo che sarà ancora est
europeo. E sappiamo anche che dove ci sarà lavoro ci sarà passione. A un italiano
non puoi togliere la voglia di divertirsi e per Belardelli
il calcio è anche voglia di vincere, sempre una nuova sfida. C'è qualche squadra
romena che lo aspetta all'orizzonte? Non è da escludere, e come nell'imprenditoria,
Belardelli farà di tutto per vincere di nuovo un'altra
sfida.
Belardelli non ce lo dice, lo diciamo noi allora.
Sappiamo che è vicinissimo alla Romania e che presto sarà ufficializzato un
pool di imprenditori italiani che lavoreranno a Bucarest e dintorni. Ma non
ci sono solo calcio e edilizia nel futuro di Belardelli, c’è anche l’editoria con il lancio di un nuovo
giornale sull’asse Romania Italia che si chiamerà Romania Domani. (www.globalpress.it / Inform )