INFORM - N. 158 - 30 agosto 2010


EMIGRAZIONE

Rappresentanze a confronto degli svizzeri, dei francesi e degli italiani all’88° Congresso degli svizzeri all’estero

Ai lavori il deputato italiano Franco Narducci (Pd)

 

SAN GALLO - Sono circa 700.000 gli svizzeri che, per motivi vari, hanno deciso di vivere all’estero. La cosiddetta Quinta Svizzera, coordinata dall’organizzazione degli svizzeri all’estero e rappresentata da diverse centinaia di delegati provenienti dai cinque continenti, si è riunita recentemente in congresso a San Gallo (Svizzera) alla presenza di ospiti eccellenti: il ministro degli Esteri della Confederazione elvetica Micheline Calmy-Rey, il gruppo parlamentare Svizzeri all'estero, il gruppo di lavoro interdipartimentale della Confederazione e la straordinaria presenza del parlamentare italiano Franco Narducci (Pd), vicepresidente della Commissione esteri della Camera dei deputati.

L’on. Narducci, che risiede a Wohlen nel cantone Argovia, ha aperto i lavori dell’ottantottesimo congresso dell’organizzazione degli svizzeri all’estero dialogando con i delegati nella lingua di Goethe, ha espresso un forte richiamo alla necessità, in un mondo che cambia ordinamenti e istituzioni a ritmi poderosi, di porsi nuove sfide per far affermare anche nelle cosiddette democrazie più avanzate e moderne i diritti dei cittadini, in particolare di coloro che per scelte personali decidono di vivere in paesi diversi da quelli d’origine. La sua convinzione – sottolinea una nota - è figlia di un’esperienza vissuta lontano dalla terra nativa e surrogata dal bagaglio acquisito durante gli otto anni trascorsi alla guida del Consiglio generale degli italiani all’estero, che a differenza dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero, sta percorrendo nuovi sentieri per ridefinire un nuovo ruolo della  rappresentanza intermedia degli italiani residenti all’estero. Su questo tema il parlamentare italiano ha dibattuto, successivamente, in un work shop con una rappresentante del Consiglio dei francesi all’estero e con il direttore dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero sottolineando le peculiarità che contraddistinguono le leggi istitutive dei Comites e del CGIE e del contributo che questi organismi mettono in essere da oltre un ventennio per rappresentare le nostre comunità verso le istituzioni locali e nei confronti di quelle italiane.

Il congresso degli svizzeri all’estero, dopo la bocciatura del tentativo di creare una circoscrizione elettorale con uno statuto del "27° cantone" ha imboccato un'altra strada per rafforzare la propria presenza nella politica della Confederazione: quella di eleggere direttamente con voto universale, e non più per cooptazione, il Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE), in modo da legittimarne il mandato di rappresentante a Berna.( Inform


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