EMIGRAZIONE
Rappresentanze a confronto degli svizzeri, dei francesi
e degli italiani all’88° Congresso degli svizzeri all’estero
Ai lavori il deputato italiano Franco Narducci (Pd)
SAN GALLO - Sono circa 700.000 gli
svizzeri che, per motivi vari, hanno deciso di vivere all’estero. La cosiddetta
Quinta Svizzera, coordinata dall’organizzazione degli svizzeri all’estero e
rappresentata da diverse centinaia di delegati provenienti dai cinque continenti,
si è riunita recentemente in congresso a San Gallo (Svizzera) alla presenza
di ospiti eccellenti: il ministro degli Esteri della Confederazione elvetica
Micheline Calmy-Rey, il
gruppo parlamentare Svizzeri all'estero, il gruppo di lavoro interdipartimentale
della Confederazione e la straordinaria presenza del parlamentare italiano Franco
Narducci (Pd), vicepresidente della Commissione esteri
della Camera dei deputati.
L’on. Narducci,
che risiede a Wohlen nel cantone Argovia,
ha aperto i lavori dell’ottantottesimo congresso dell’organizzazione degli svizzeri
all’estero dialogando con i delegati nella lingua di Goethe, ha espresso un
forte richiamo alla necessità, in un mondo che cambia ordinamenti e istituzioni
a ritmi poderosi, di porsi nuove sfide per far affermare anche nelle cosiddette
democrazie più avanzate e moderne i diritti dei cittadini, in particolare di
coloro che per scelte personali decidono di vivere in paesi diversi da quelli
d’origine. La sua convinzione – sottolinea una nota - è figlia di un’esperienza
vissuta lontano dalla terra nativa e surrogata dal bagaglio acquisito durante
gli otto anni trascorsi alla guida del Consiglio generale degli italiani all’estero,
che a differenza dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero, sta percorrendo
nuovi sentieri per ridefinire un nuovo ruolo della rappresentanza intermedia
degli italiani residenti all’estero. Su questo tema il parlamentare italiano
ha dibattuto, successivamente, in un work shop con una rappresentante del Consiglio
dei francesi all’estero e con il direttore dell’Organizzazione degli svizzeri
all’estero sottolineando le peculiarità che contraddistinguono le leggi istitutive
dei Comites e del CGIE e del contributo che questi
organismi mettono in essere da oltre un ventennio per rappresentare le nostre
comunità verso le istituzioni locali e nei confronti di quelle italiane.
Il congresso degli svizzeri all’estero,
dopo la bocciatura del tentativo di creare una circoscrizione elettorale con
uno statuto del "27° cantone" ha imboccato un'altra strada per rafforzare
la propria presenza nella politica della Confederazione: quella di eleggere
direttamente con voto universale, e non più per cooptazione, il Consiglio degli
svizzeri all'estero (CSE), in modo da legittimarne il mandato di rappresentante
a Berna.( Inform )