MATTMARK
45° anniversario: commemorazione in Svizzera il 3 e il
4 settembre
Una tragedia che vive sempre nel ricordo della comunità
italiana in Vallese
Il presidente del Comites Domenico
Mesiano: Occasione per rinnovato impegno a favore
dei lavoratori migranti di qualsiasi nazionalità
SION - Come ogni anno, dopo la pausa
estiva, alla ripresa dell’attività lavorativa, gli Italiani in Vallese
si ritrovano a Mattmark, nell’Alto Vallese per commemorare
i caduti sul lavoro di quella tragedia che strappò agli affetti familiari ben
88 lavoratori, di cui 56 lavoratori emigrati italiani, alcuni in giovane età,
e tutte le altre migliaia di caduti nelle altri parti del mondo. A Mattmark,
successivamente a tale tragedia, di incidenti ce ne furono degli altri. Alla
fine dei lavori, il bilancio complessivo fu di 110 morti.
E’ un appuntamento che ormai si ripropone
da 45 anni, da quando quel maledetto fronte del ghiacciaio dell’Allalin, assieme all’ingordigia ed alla mancanza di buon senso
dei responsabili del cantiere della diga, provocarono quella immane tragedia.
Un appuntamento denso di emozione!
Per la Comunità italiana in Vallese
ed i suoi rappresentanti , Mattmark è diventata l’occasione
per discutere dei problemi del mondo del lavoro dell’emigrazione italiana in
Vallese, in particolare delle questioni legate alla sicurezza nei posti di lavoro.
Ma è diventata anche il momento per fare un bilancio annuale dell’impegno sociale
delle Istituzioni rappresentative degli Italiani in Vallese nei riguardi della
Comunità, per ritrovare stimoli ad ulteriori iniziative, per ricordare
a tutti ed in particolare ai giovani che se oggi sono stati fatti dei passi
in avanti sulla via dell’integrazione e della crescita civile e sociale, lo
si deve anche e soprattutto al sacrificio di quegli uomini.
Inoltre, questo momento serve per ricordarci,
ricordare e riflettere sulla situazione di altre Comunità che oggi si trovano
ad affrontare gli stessi problemi che hanno vissuto i nostri padri e nonni al
momento del loro arrivo in Svizzera. Molti tendono a dimenticare e si
sente molto spesso dire che gli Italiani erano diversi rispetto ai nuovi migranti.
Ma tutto questo è falso. Quindi, se si vuole veramente rispettare la memoria
di quei caduti sul lavoro, ci si deve impegnare anche nei loro confronti, per
non fargli subire le tante umiliazioni patite dagli emigrati italiani al momento
del loro arrivo in Svizzera ed in Vallese.
Quest’anno, poi, in occasione del 45°
anniversario, la ricorrenza diventa un poco più speciale perché, come già avvenuto
cinque anni fa, ci sarà la presenza di una forte delegazione di cittadini ed
Autorità civili e religiose dalla Regione Veneto, perché 18 delle vittime erano
originari della provincia di Belluno. Saranno presenti il vescovo di Belluno
– Feltre, monsignore Giuseppe Andrich, sindaci e rappresentanti
della Provincia e della Regione, i responsabili dell’Associazione Bellunesi
nel Mondo, con il suo direttore Patrizio De Martin.
Il programma per tale ricorrenza prevede
già un momento molto forte la sera del 3 settembre presso la sala parrocchiale
di Briga con un concerto del “Coro alpino di Toggenburg
e proiezione in sottofondo del Dvd realizzato in occasione del 40° Anniversario.
La serata sarà introdotta da alcuni saluti di benvenuto da parte della presidente
della Colonia Italiana di Briga, Naters e Dintorni
Cinzia Viscomi, della responsabile dell’Agenzia Consolare
di Sion Rossana Errico e del presidente del Comites del Vallese Domenico Mesiano.
La serata sarà chiusa con un breve momento conviviale.
La giornata di sabato 4 settembre è
prevista a Mattmark, ai piedi del ghiacciaio dell’Allalin. Sul luogo dove è deposta la lapide, si terrà la cerimonia
religiosa e la parte ufficiale alla presenza delle Autorità italiane e svizzere.
Alla fine, davanti alla chiesetta a
valle, ci sarà l’aperitivo offerto come sempre dalla Colonia di Briga,
Naters e Dintorni. (Domenico Mesiano*/
Inform )
*Presidente del Comites del
Vallese