ITALIA-LIBIA
Aldo Di Biagio (Fli): Bene
il Trattato di Bengasi, ma ricordiamo anche i profughi italiani
ROMA - “A due anni dalla storica firma
del Trattato di Bengasi tra l’Italia e la Libia , che ha garantito il definitivo
superamento del colonialismo approdando a percorsi di sviluppo ed avanzamento
vantaggiosi e proficui su entrambi i versanti è bene riflettere sugli ulteriori
punti che sembrano essere stati lasciati a latere delle trattative”. E’ quanto
afferma Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà a proposito delle di chiara
zioni di protesta dell'Airl,
l'associazione degli italiani rimpatriati dalla Libia alla vigilia dell’arrivo
del colonnello Gheddafi in Italia (v. Inform n. 157
http://www.mclink.it/com/inform/art/10n15706.htm
). “Abbiamo il dovere di ricordare – spiega Di Biagio - che a molti connazionali,
costretti nel 1970 a rientrare in Italia, sono stati confiscati beni dal governo
libico ed attendono ormai da anni che venga riconosciuto loro un minimo indennizzo.
Al momento, questo è in attesa di essere definitivamente stanziato da un decreto
attuativo dell’ accordo di Bengasi che però stenta ad essere firmato dal ministro
Tremonti”. “Certamente le ingombranti uscite folcloristiche del leader libico
qui in Italia sollecitano la riflessione su un percorso di riconciliazione lasciato
a metà soprattutto se si tiene conto che si tratta di un contributo simbolico
ben distante dai circa 3 miliardi di euro equivalenti al valore dei beni confiscati
quarant’anni fa – conclude l’on. Di Biagio – ma che è atteso dalle centinaia
di ex profughi che vanamente attendono l’epilogo di questa annosa vicenda. Sarà
mia cura sollecitare proprio in queste ore la firma del decreto attuativo della
legge del febbraio 2009 di ratifica del trattato fra Italia e Libia dell'agosto
2008, affinché sia possibile definitivamente fare i conti con la nostra storia”.(
Inform )