DIRITTI UMANI
Sospesa temporaneamente la sentenza che condanna la donna
alla lapidazione
Frattini alle autorità iraniane: Clemenza per Sakineh Mohammadi Ashtiani
Farnesina: L’Italia incoraggia Teheran ad abbandonare
pene crudeli e degradanti
ROMA - Il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani - condannata a morte per lapidazione da un tribunale
iraniano con l’accusa di adulterio e di omicidio del marito - “è seguito da
vicino dalla Farnesina e personalmente dal ministro degli esteri Franco Frattini
che, informato della temporanea sospensione della sentenza, ha dato istruzioni
di mantenere uno stretto raccordo bilaterale con le autorità iraniane affinché
esse possano considerare un atto di clemenza in questo specifico caso”. Lo rende
noto il Ministero degli Affari Esteri.
La Farnesina sottolinea che “pur nel
pieno rispetto della sovranità iraniana l'Italia non ha mancato di esprimere
la più viva preoccupazione per il numero di esecuzioni capitali che ogni anno
hanno luogo in Iran in molti casi anche contro minorenni”. “Anche in sede europea
– prosegue la nota - l’Italia ha fatto sentire la propria voce nell’elaborazione
delle misure che a livello dell’UE sono state concordate per rappresentare al
governo iraniano l'aspettativa per il rispetto del diritto alla vita in relazione
al caso della signora Ashtiani ed altri casi simili
come quelli di Maryam Ghorbanzadeh, Kobra Babbei e Azar Bagheri”.
La Farnesina sottolinea ancora: “L’Italia,
che come noto da anni è impegnata nel portare avanti alle Nazioni Unite iniziative
per la moratoria e, in prospettiva, l'abolizione della pena di morte, ha sin
dall'inizio sostenuto nelle diverse sedi internazionali l'opportunità di inserire
nell'agenda politica complessiva con Teheran anche il tema dei diritti umani,
non in chiave inquisitoria, ma per poter sviluppare un dialogo basato il più
possibile sulla piena fiducia ed il rispetto reciproci. L’Italia incoraggia
Teheran a far cadere in definitiva desuetudine pene crudeli e degradanti che
appaiono incompatibili con la di chiara zione dell'assemblea
generale delle Nazioni Unite del 1975 approvata dallo stesso Iran che condanna
ogni forma di tortura e punizione inumana. In questo spirito – conclude la Farnesina
– l’Italia è intervenuta, oltre che bilateralmente con i rappresentanti del
governo iraniano, anche presso le Nazioni Unite a Ginevra”.( Inform
)