INFORM - N. 156 - 26 agosto 2010


DIRITTI UMANI

Sospesa temporaneamente la sentenza che condanna la donna alla lapidazione

Frattini alle autorità iraniane: Clemenza per Sakineh Mohammadi Ashtiani

Farnesina: L’Italia incoraggia Teheran ad abbandonare pene crudeli e degradanti

 

ROMA - Il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani - condannata a morte per lapidazione da un tribunale iraniano con l’accusa di adulterio e di omicidio del marito - “è seguito da vicino dalla Farnesina e personalmente dal ministro degli esteri Franco Frattini che, informato della temporanea sospensione della sentenza, ha dato istruzioni di mantenere uno stretto raccordo bilaterale con le autorità iraniane affinché esse possano considerare un atto di clemenza in questo specifico caso”. Lo rende noto il Ministero degli Affari Esteri.

La Farnesina sottolinea che “pur nel pieno rispetto della sovranità iraniana l'Italia non ha mancato di esprimere la più viva preoccupazione per il numero di esecuzioni capitali che ogni anno hanno luogo in Iran in molti casi anche contro minorenni”. “Anche in sede europea – prosegue la nota - l’Italia ha fatto sentire la propria voce nell’elaborazione delle misure che a livello dell’UE sono state concordate per rappresentare al governo iraniano l'aspettativa per il rispetto del diritto alla vita in relazione al caso della signora Ashtiani ed altri casi simili come quelli di Maryam Ghorbanzadeh, Kobra Babbei e Azar Bagheri”.

La Farnesina sottolinea ancora: “L’Italia, che come noto da anni è impegnata nel portare avanti alle Nazioni Unite iniziative per la moratoria e, in prospettiva, l'abolizione della pena di morte, ha sin dall'inizio sostenuto nelle diverse sedi internazionali l'opportunità di inserire nell'agenda politica complessiva con Teheran anche il tema dei diritti umani, non in chiave inquisitoria, ma per poter sviluppare un dialogo basato il più possibile sulla piena fiducia ed il rispetto reciproci. L’Italia incoraggia Teheran a far cadere in definitiva desuetudine pene crudeli e degradanti che appaiono incompatibili con la di chiara zione dell'assemblea generale delle Nazioni Unite del 1975 approvata dallo stesso Iran che condanna ogni forma di tortura e punizione inumana. In questo spirito – conclude la Farnesina – l’Italia è intervenuta, oltre che bilateralmente con i rappresentanti del governo iraniano, anche presso le Nazioni Unite a Ginevra”.( Inform )


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