INFORM - N. 146 - 29 luglio 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Illustrata al Comitato permanente sugli Italiani all’estero la proposta del Pd per la riforma della legge sull’esercizio del diritto di voto

 

ROMA - Ultima seduta ieri a Montecitorio, prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, del Comitato permanente sugli Italiani all’estero. Su invito del presidente Marco Zacchera, unico esponente del Pdl presente ai lavori del Comitato, i rappresentanti del Pd hanno illustrato la proposta di riforma delle modalità di voto dei cittadini italiani all’estero. Il Partito democratico, infatti, ha depositato alla Camera e al Senato un’identica proposta di legge a prima firma rispettivamente dei capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, ribadendo, con questo atto, la necessità di salvaguardare il voto all’estero e la rappresentanza parlamentare diretta delle comunità italiane nel mondo.

Il testo intende correggere alcuni punti deboli dell'attuale normativa e prevede una serie di modifiche tendenti a rendere più sicuro e certo il voto per corrispondenza tramite la stampa delle schede in Italia, lo scrutinio presso le quattro Corti di Appello di Milano, Firenze, Roma e Napoli e l’iscrizione nell’elenco degli aventi diritto di coloro che desiderano votare per corrispondenza. Al Senato i primi firmatari sono Finocchiaro, Bertuzzi, Casson, Latorre, Marcenaro, Micheloni, Pegorer, Sanna, Randazzo, Zanda. Alla Camera Franceschini, Bersani, Ventura, Maran, Calipari, Bucchino, Farina, Fedi, Garavini, Narducci, Porta, Bindi, Amici, Bressa.

Primo ad intervenire Gianni Farina, eletto in Europa, il quale ha sottolineato che la proposta del Pd è frutto di un'elaborazione approfondita, auspicando che anche il gruppo del Popolo della Libertà elabori una sua proposta ai fini di una riforma della legge n. 459 del 2001. A suo avviso, la proposta del Pd potrebbe favorire una convergenza di vedute, ad esempio, sulla questione della stampa delle schede elettorali, che presenta profili di tipo politico e non solo tecnico, in quanto il processo di spoglio dovrebbe ricadere sotto il controllo del ministero dell’Interno, svolgersi interamente in Italia e coinvolgere i consolati per la sola spedizione delle schede. Altro aspetto è l'iscrizione dei concittadini nell'albo degli elettori italiani all'estero sulla base di una manifestazione di volontà espressa. Ha infine ribadito la necessità che le operazioni di spoglio, effettuate in Italia, non si svolgano in una sola sede, come avviene attualmente, imponendo un considerevole sforzo anche in termini di reperimento del personale occorrente.

Marco Fedi, eletto nella ripartizione dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha accennato a talune questioni ancora aperte: la proposta presentata mantiene inalterata la questione politicamente centrale delle modalità di esercizio del diritto di voto, anche per quanto attiene al voto di preferenza. Nel segnalare la disponibilità ad aprire un confronto, ha precisato che sono ancora da risolvere la questione dei cittadini italiani temporaneamente all'estero e del personale della Pubblica Amministrazione, auspicando che il Comitato dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari individui una proposta condivisa sulla base degli aspetti che accomunano le diverse proposte.

Fedi ritiene inoltre rilevante, in vista della manovra finanziaria per il 2011, monitorare la situazione della rete consolare e della riforma del ministero degli Affari Esteri, eventualmente svolgendo un'audizione di un rappresentante del Governo. Ulteriori questioni da trattare in un confronto con l'esecutivo riguardano le scuole italiane all'estero, l'assistenza e la cittadinanza. Sul tema dell'editoria italiana all'estero, ritiene che alla luce dell'audizione informale delle agenzie di stampa sia opportuno procedere ad una proposta di riforma per il settore. Infine, sulle questioni sollevate dai rappresentanti dei sindacati dei pensionati all'estero, occorre individuare gli effetti della manovra finanziaria.

Rispondendo a Fedi il presidente Zacchera, nel fare presente che è già previsto lo svolgimento di un'audizione del sottosegretario agli Esteri Mantica alla ripresa dei lavori parlamentari, ha segnalato che è già stato elaborato un quadro sinottico sui temi trattati dalle diverse proposte di legge presentate. Mentre il Comitato è ancora in attesa di riscontro da parte del dipartimento per l'Informazione e l'Editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Ha poi preso la parola il vice presidente del Comitato Fabio Porta, eletto in America Meridionale, ponendo in risalto la valenza politica della proposta di legge del Pd, in quanto presentata contemporaneamente nei due rami del Parlamento, e sottoscritta dai presidenti del gruppi del Pd alla Camera e al Senato, oltre che dal segretario del partito Bersani. Ha fatto pertanto appello ai colleghi affinché questi temi siano al centro dell'attività del Comitato al fine di promuovere un rapido iter di esame delle proposte almeno alla Camera dei Deputati. Dopo aver richiamato i punti salienti della proposta di legge ha infine auspicato un'omogeneità di disciplina tra l'Italia e le circoscrizioni all'estero in tema di preferenze al fine di rafforzare l'istituto del diritto di voto all'estero.

Laura Garavini, eletta in Europa,  si è associata alle considerazioni dei colleghi del Pd intervenuti ed ha  sottolineato l'importanza di un'iniziativa unitaria sul voto degli italiani all'estero. Ha poi osservato che, alla luce della manovra finanziaria all'esame dell'Assemblea e in previsione di tagli ulteriori in occasione della legge finanziaria per il 2011, i lavori del Comitato dovrebbero avere per priorità anche la questione della rete consolare, tenendo conto delle prese di posizione da parte delle popolazioni locali, dei rappresentanti diplomatici italiani, delle stesse autorità locali straniere e, in alcuni casi, delle forze dell'ordine straniere.

Antonio Razzi, eletto per l’Italia dei Valori in Europa, ha ribadito le finalità della sua proposta di legge, a favore del voto elettronico o della scelta di fissare i seggi presso i consolati quali strumenti privilegiati per evitare brogli elettorali. Se si vuole tuttavia mantenere il voto per corrispondenza, secondo Razzi occorre eliminare le preferenze, in analogia con la disciplina nazionale, inviare le schede con raccomandata con ricevuta di ricevimento e mantenere strutture di supporto per i concittadini per garantire il corretto esercizio del diritto di voto. Un'ulteriore esigenza è quella dell'unificazione delle anagrafi degli italiani all'estero.

Il presidente Zacchera, prima di dichiarare chiusa la seduta, ha tenuto a riaffermare l’opportunità di contenere il numero delle questioni oggetto di attenzione da parte del Comitato per non compromettere il raggiungimento degli obiettivi. Ha inoltre fatto presente che le verifiche condotte sperimentalmente sull'anagrafe dei residenti all'estero presso il comune di Verbania - di cui è sindaco - hanno fatto emergere che circa un terzo degli indirizzi dei concittadini all'estero non sono aggiornati, con evidenti ripercussioni ai fini della manifestazione della volontà di esprimere il voto. (Inform)


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