INFORM - N. 141 - 22 luglio 2010


ITALIANI ALL’ESTERO

Processo in Perù al missionario italiano Mario Bartolini, accusato di attività sovversive

La risposta del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti all’interrogazione di Marco Zacchera

 

ROMA - Sul processo in Perù a padre Mario Bartolini, missionario marchigiano accusato di attività sovversive per essersi schierato a fianco dei suoi parrocchiani, indigeni dell’Amazzonia in rivolta per la cessione delle loro terre alle multinazionali, il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha risposto all’interrogazione del deputato Pdl Marco Zacchera, presidente del comitato permanente sugli italiani all’estero della Camera.

Scotti ha confermato che la richiesta inizialmente formulata dall'accusa, poi ritirata, era di 11 anni di carcere ed espulsione dal Perù, ricordando che il Mae, tramite l'Ambasciata a Lima, ha seguito fin dall'inizio la vicenda giudiziaria, rimanendo in continuo contatto telefonico con il nostro connazionale. L'ambasciata ha offerto ogni possibile assistenza consolare a padre Bartolini, che si è mostrato riconoscente, pur affermando di essere già ben assistito sul profilo legale e  fiducioso in una conclusione favorevole del processo.

Inoltre il direttore generale per i Paesi delle Americhe del Mae ha segnalato all'ambasciatore peruviano a Roma l’attenzione dell'opinione pubblica italiana verso la situazione vissuta in Perù da padre Bartolini, che si vorrebbe tutelare da minacce e possibili ingiuste condanne. Al rappresentante peruviano sono stati quindi manifestati l'auspicio e la convinzione che la magistratura peruviana, nella sua autonomia, agirà nel pieno rispetto delle procedure di legge e dei diritti umani. La pronuncia della sentenza, inizialmente attesa per la metà di giugno, è stata rinviata di un mese.

Nella sua interrogazione l’on. Zacchera chiedeva anche di conoscere la posizione del Governo italiano sulla situazione in Perù, con particolare riferimento alla zona di Lamas e Barranquita. E’ innegabile - ha  risposto Scotti - che in alcune zone del Perù, e in particolare in quella, si siano registrati abusi da parte di alcune grandi imprese e difficoltà nel dialogo fra popolazioni locali e istituzioni pubbliche. Va però registrata una crescente consapevolezza delle autorità di Lima della necessità di un maggior coinvolgimento delle popolazioni indigene nelle scelte che le riguardano più da vicino. Tra l’altro è stato istituito un apposito ministero dell’Ambiente, avviando l’eliminazione di alcune attività minerarie particolarmente inquinanti. Iniziative che vanno nel senso del superamento di una situazione di sostanziale assenza di dialogo interetnico che ha generato forti incomprensioni e situazioni di conflitto. Un nuovo corso che l'Italia, assieme ai partner europei, incoraggia e segue con grande attenzione.

Nella replica Zacchera si è detto soddisfatto per la risposta del Governo. (Inform)


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