ITALIANI ALL’ESTERO
Processo in Perù al missionario italiano
Mario Bartolini, accusato di attività sovversive
La risposta del sottosegretario agli Esteri
Vincenzo Scotti all’interrogazione di
ROMA - Sul processo
in Perù a padre Mario Bartolini, missionario marchigiano accusato di attività
sovversive per essersi schierato a fianco dei suoi parrocchiani, indigeni dell’Amazzonia
in rivolta per la cessione delle loro terre alle multinazionali, il sottosegretario
agli Esteri Vincenzo Scotti ha risposto all’interrogazione del deputato Pdl
Scotti ha confermato che la richiesta inizialmente formulata dall'accusa, poi ritirata, era di 11 anni di carcere ed espulsione dal Perù, ricordando che il Mae, tramite l'Ambasciata a Lima, ha seguito fin dall'inizio la vicenda giudiziaria, rimanendo in continuo contatto telefonico con il nostro connazionale. L'ambasciata ha offerto ogni possibile assistenza consolare a padre Bartolini, che si è mostrato riconoscente, pur affermando di essere già ben assistito sul profilo legale e fiducioso in una conclusione favorevole del processo.
Inoltre il direttore generale per i Paesi delle Americhe del Mae ha segnalato all'ambasciatore peruviano a Roma l’attenzione dell'opinione pubblica italiana verso la situazione vissuta in Perù da padre Bartolini, che si vorrebbe tutelare da minacce e possibili ingiuste condanne. Al rappresentante peruviano sono stati quindi manifestati l'auspicio e la convinzione che la magistratura peruviana, nella sua autonomia, agirà nel pieno rispetto delle procedure di legge e dei diritti umani. La pronuncia della sentenza, inizialmente attesa per la metà di giugno, è stata rinviata di un mese.
Nella sua interrogazione
l’
Nella replica
Zacchera si è detto soddisfatto per la risposta del Governo. (