INFORM - N.140 - 21 luglio 2010
CAMERA DEI
DEPUTATI
Assistenza sanitaria agli italiani all’estero: il ministro
della Salute Fazio risponde all’interrogazione di Bucchino
Il deputato Pd: Difficoltà del Governo nel far
fronte a interventi, per mancanza di fondi ma soprattutto per scelta politica
ROMA – “Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha finalmente
risposto alla mia interrogazione sui diritti sanitari degli italiani all’estero
illustrando la normativa e prospettando soluzioni e iniziative, anche se in
maniera generica e indeterminata nel tempo. Dalla risposta del ministro emergono
chiare le difficoltà di questo Governo nel far fronte e anche nel prospettare
interventi sanitari più rilevanti e concretamente utili per i nostri connazionali
all’estero, un po’ per l’oggettiva mancanza di fondi ma soprattutto per una
scelta politica di esorcizzare la questione dell’emigrazione e quindi ignorare
i problemi delle nostre collettività”.
Così Gino Bucchino, deputato
Pd eletto nella ripartizione del Nord e Centro America, che nella sua interrogazione
aveva denunciato il numero limitato delle convenzioni bilaterali per la copertura
sanitaria stipulate dall’Italia e anche l’efficacia parziale delle stesse. Il
ministro ha risposto - riferisce Bucchino - che allo
stato attuale esistono difficoltà economiche che impediscono la ratifica di
altre convenzioni. Bucchino aveva inoltre chiesto
di estendere nel tempo (da 90
a 180 giorni) e ampliare nella copertura l’erogazione
dell’assistenza sanitaria a favore degli emigrati italiani i quali rientrano
temporaneamente in Italia. Il ministro Fazio ha risposto che l’ipotesi di una
estensione dell’assistenza sanitaria sul territorio nazionale è legata anche
al contributo che gli italiani all’estero offrono al Sistema Sanitario Nazionale
e che quindi nell’eventualità di un miglioramento dell’assistenza i primi a
beneficiarne dovranno essere coloro i quali per effetto dell’attuale normativa
in materia fiscale sono tenuti al pagamento delle imposte in Italia (quindi,
commenta Bucchino, “no taxation
no medication!”). Bucchino
riferisce ancora che per quanto riguarda l’assistenza diretta all’estero, il
ministro Fazio ha chiesto il parere del Ministero degli Affari Esteri nella
cui nota si riscontra che: al fine di fornire una risposta alle esigenze dei
nostri connazionali indigenti all’estero, le rappresentanze diplomatico-consolari
gestiscono sul capitolo di bilancio del MAE n. 3121 i fondi per l’assistenza
diretta. Al fine di fornire tale assistenza (legale, sanitaria, geriatrica,
ecc.) le Rappresentanze diplomatico-consolari possono stipulare atti di cottimo
(per importi fino al limite di 130.000 euro) ovvero convenzioni (per importi
superiori a 130.000 Euro) con enti e istituti pubblici o privati che danno precise
garanzie di professionalità e accuratezza. Tali rappresentanze possono altresì
stipulare polizze assicurative per garantire l’assistenza sanitaria ai connazionali
indigenti residenti all’estero. In questo quadro e limitatamente ai Paesi extra-europei,
in caso di pericolo di vita e di comprovate difficoltà economiche del connazionale
possono disporre l’anticipazione della copertura delle spese sanitarie nei limiti
di 1.500 euro.
L’on. Bucchino aveva anche
chiesto chiarimenti sulle assicurazioni sanitarie stipulate dal Governo italiano
nei Paesi dell’America Latina a favore delle fasce più deboli dei nostri connazionali.
Il ministro Fazio ha risposto che per tali assicurazioni l’impegno di spesa
per il 2009 è stato di 8.031.000 euro, mentre per il corrente anno la ripartizione
per Paese dei connazionali indigenti che beneficiano delle convenzioni sanitarie
è la seguente: 8.230 in Argentina, 200 in Brasile (Rio de Janeiro),
50 in
Cile, 108 il Colombia, 113
in Messico, 200
in Uruguay, 1.000
in Venezuela. Secondo il ministro – conclude Bucchino
- i connazionali indigenti non inclusi nel piano delle convenzioni sanitarie
assicurative usufruiscono di altre forme di assistenza diretta tramite le rappresentanze
diplomatico-consolari, che vi provvedono attraverso sussidi oppure servizi offerti
da ospedali, ambulatori, farmacie con cui vengono stipulati atti di cottimo.(Inform)
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