ITALIANI ALL’ESTERO
Da
“In rete con l’Italia”, maggio-giugno 2010, bimestrale a cura della Direzione
Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del MAE
Passaporto biometrico: fase due in dirittura
di arrivo
Accrescere il livello di sicurezza nei
controlli. E’ questo lo scopo del nuovo passaporto biometrico che sostituisce
definitivamente il vecchio documento
ROMA - E’ fissata
al 28 giugno 2010 la data della scadenza per la definitiva messa a punto, in
Italia e all’estero, delle apparecchiature e del know-how necessari per l’emissione
del nuovo passaporto biometrico, così come voluto dal Regolamento dell’Unione
Europea 2252 del 2004. Il nuovo documento, che mantiene le stesse caratteristiche
di forma e di colore di quello rilasciato fino ad oggi, contiene uno speciale
microchip dove verranno registrate, oltre all’immagine del volto, anche le impronte
digitali del titolare. Sul piano operativo è ormai in fase di ultimazione il
piano di installazione della nuova procedura di emissione del passaporto elettronico.
Saranno sempre 48 pagine
Il prossimo 20 maggio, inoltre, entreranno in distribuzione i nuovi modelli di passaporto ordinario a formato unico a 48 pagine, che andrà a sostituire i libretti a 32 e a 48 pagine attualmente in uso, ed il passaporto temporaneo, previsto per i casi di impossibilità temporanea alla rilevazione delle impronte digitali. Si è optato per un modello unico a 48 pagine in considerazione dell’intensificarsi degli spostamenti legati a esigenze professionali o personali dei viaggiatori italiani: il maggior numero di pagine consente infatti una più agevole gestione dei visti nel periodo decennale di validità del documento.
Passaporto temporaneo e per minori
Il passaporto temporaneo, invece, costituisce una assoluta novità per il nostro Paese ed è stato concepito come documento di viaggio di emergenza: esso potrà essere rilasciato solo in circostanze motivate, di necessità ed urgenza per le quali lo stesso possa costituire l'unico strumento per garantire la sicurezza, la salute o gli interessi economici dei connazionali.
La circostanza di necessità, che dovrà concorrere con quella dell'urgenza, potrà essere ricondotta, oltre che alla obiettiva e certificata impossibilità contingente alla rilevazione delle impronte (ad esempio, in caso di fratture o ferite o inconvenienti simili), ad altre cause di impedimento non addebitabili alla responsabilità dell'interessato. Ciò potrà determinarsi, ad esempio, nel caso in cui quest'ultimo si trovi momentaneamente bloccato in luoghi da cui non possa muoversi (per detenzione o in degenza per malattia grave, o altro). L’introduzione del nuovo libretto non incide sulla validità dei passaporti attualmente in corso che resteranno validi fino alla prevista data di scadenza.
Ulteriore novità è quella che ha visto entrare in vigore lo scorso 25 novembre le modifiche alla legge sui passaporti relative all’introduzione del passaporto individuale per i minori. Le nuove norme, volute sempre a livello comunitario (Regolamento UE n. 444/2009) per garantire una maggiore individuabilità e quindi sicurezza per i minori che viaggiano, prevedono l’obbligatorietà del passaporto individuale per questi ultimi, e dunque l’eliminazione della possibilità di iscrizione sul passaporto del genitore (o tutore o altra persona delegata ad accompagnarli), e una durata temporale differenziata dello stesso al fine di poterne aggiornare la fotografia in relazione al mutamento delle sembianze degli aventi diritto.
Dallo scorso 25 novembre, dunque, il passaporto ha una validità di tre anni per i minori da zero a tre anni e una validità di cinque anni per i minori di età compresa tra i tre e i diciotto anni.
A partire dal 20 maggio è previsto, sempre a maggiore tutela del minore, che sui nuovi libretti di passaporto vengano inseriti, nella pagina riservata alle autorità, i nominativi dei genitori.
Il funzionario itinerante
Altra importante novità è l’istituzione, da parte del Ministero degli Affari Esteri, del “funzionario itinerante”. L’obiettivo è attenuare almeno parzialmente il disagio delle concentrazioni di connazionali residenti in località particolarmente lontane dall’Ufficio consolare di riferimento o in Paesi dai difficili collegamenti logistici, che fino ad oggi si sono servite del servizio postale e della Rete consolare onoraria per le proprie pratiche di rilascio di passaporto e che, con l’avvio della fase II del progetto di passaporto elettronico, sono tenute a recarsi di persona presso l’Ufficio consolare per l’apposizione delle impronte digitali. Si tratta, in pratica, di un dipendente dell'Ufficio consolare che, munito di una postazione mobile, si recherà, previa adeguata informativa all'utenza, una o più volte all'anno, a seconda delle necessità, delle distanze e delle concentrazioni di connazionali, in viaggio di servizio presso un determinato luogo (Consolati onorari, Sedi di corrispondenti consolari o di Associazioni italiane presenti nella Circoscrizione di competenza) per rilevare le impronte digitali di coloro che abbiano una pratica di rilascio di passaporto in corso per poi rientrare all'Ufficio consolare per il completamento della procedura e la stampa del documento che, una volta emesso, potrà essere spedito all'interessato.
Data la scarsità delle risorse finanziarie a disposizione, tale modello operativo è stato pensato specificamente per quei Paesi caratterizzati da notevoli distanze, inefficienza dei mezzi di trasporto e consistenti concentrazioni di connazionali distanti dal Consolato di riferimento.
In Europa, invece, le distanze relativamente contenute e l'efficienza dei mezzi di trasporto dovrebbero consentire ai connazionali di recarsi personalmente presso le Rappresentanze diplomatico-consolari con un disagio ridotto, considerata anche la durata decennale del passaporto.
Per le Sedi interessate dal programma di ristrutturazione della Rete consolare, è prevista l'installazione di una postazione di captazione delle impronte presso lo Sportello consolare permanente, che raccoglierà le domande e i dati biometrici e li trasmetterà al Consolato di riferimento, il quale rimane l’unico abilitato ad emettere il passaporto.
Ciò vale ovviamente
anche per gli Sportelli consolari attualmente esistenti. (In rete con l’Italia/