INFORM - N. 49 - 11 marzo 2010


ESTERI

Il ministro al convegno inaugurale delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d'Italia

Frattini: Sempre più necessaria per l’Italia una politica estera attiva ed intraprendente

“Italia apprezzata e rispettata nel mondo per la capacità di offrire un contributo sia militare che di ricostruzione civile”

 

ROMA – “Vi è sempre più la necessità, per l’Italia, di una politica estera attiva ed intraprendente”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini parlando oggi al convegno inaugurale delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d'Italia, all’Università di Roma Tor Vergata.

“Qualsiasi discorso sul futuro del nostro Paese nel sistema globale deve insomma partire dalle nuove esigenze dello scenario internazionale - ha sottolineato Frattini - Rispetto ad esse, anche il nostro sistema nazionale deve costantemente adattarsi in ragione delle sempre maggiori interconnessioni tra politica interna ed estera”. “A 150 anni dalla sua nascita – ha aggiunto -  l’Italia sarà più sicura e competitiva quanto più sarà consapevole, nella sua classe dirigente come nell’opinione pubblica, del ruolo di “responsible stakeholder” globale che ormai le spetta. E al quale non può e non vuole sottrarsi”.

Nel corso del suo intervento il titolare della Farnesina ha citato “la nostra partecipazione alle missioni internazionali di pace” come il “parametro che più di ogni altro misura oggi lo status globale dell’Italia” .“La qualità e la quantità dei contingenti italiani, la nostra capacità di offrire un contributo sia militare che di ricostruzione civile fanno dell’Italia – ha rimarcato Frattini -  un partner apprezzato e rispettato in ogni angolo del pianeta. Le missioni in Afghanistan o in Libano rappresentano, sotto questo profilo, i casi più eloquenti”.

Il ministro ha inoltre avvertito che “bisogna adoperarsi per dotare la UE di una mentalità e di un raggio d’azione globali”. E “uno dei modi per contribuire al raggiungimento di questo risultato è sicuramente quello, caro anche al Signor Presidente della Repubblica, di stimolare un ulteriore salto di qualità nella costruzione della dimensione di sicurezza e difesa dell’Unione Europea”.

In sostanza, “dobbiamo puntare ad un esercito comune europeo, sfruttando tutti i margini offerti dal Trattato di Lisbona, razionalizzando gli strumenti e le risorse che abbiamo già a disposizione e immaginando una “road map” che indichi le tappe da superare per conseguire l’obiettivo”. Sotto questo profilo, “la UE ha soprattutto bisogno di sviluppare appieno, in stretto raccordo con la NATO, le sue capacità civili e militari di crisis-management”. “Sarà infatti – ha sottolineato Frattini - la capacità dell’Unione di contribuire, tempestivamente ed in modo efficace, alla stabilizzazione delle aree di crisi il parametro che darà la misura del suo status globale. Che si tratti di Afghanistan, di Somalia, di Kosovo o, anche, di situazioni provocate da catastrofi naturali, come nel caso di Haiti”(per il testo integrale dell’intervento del ministro Frattini http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interventi/2010/03/20100311_Convegno_TorVergata.htm ). (Inform)

 

 


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