INFORM - N. 49 - 11 marzo 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

La Commissione Cultura chiede la concessione di agevolazioni per la stampa italiana all’estero, radio e tv locali

Dopo i tagli del decreto milleproroghe un primo segnale positivo per l’eventuale reintegro delle risorse decurtate

 

ROMA – Fra le condizioni contenute nel parere favorevole espresso dalla Commissione Cultura della Camera allo “schema di decreto del presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria”, vi è anche la richiesta di ripristino in via definitiva del diritto soggettivo dei giornali e di particolari agevolazioni a favore delle radio e tv locali, dei giornali italiani all’estero e di quelli dei movimenti dei consumatori, che sono state tagliate con il decreto milleproroghe. Un primo passo verso il reintegro delle risorse per le testate italiane all’estero che hanno visto decurtarsi del 50% i contributi pubblici.   

Riportiamo a seguire il testo integrale del parere favorevole espresso dalla VII Commissione. 

Parere approvato dalla Commissione

La VII Commissione (Cultura, scienza ed istruzione),

esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria (atto n. 183);

premesso che è necessario che il Parlamento proceda in tempi rapidi all'elaborazione e all’approvazione di una legge di riforma organica dell’Editoria, anche con un ampio confronto con le organizzazioni rappresentative del settore editoriale;

tenuto conto delle audizioni svolte dalla Commissione nelle sedute del 9, del 16 e del 23 febbraio 2010, nel corso delle quali sono intervenuti i principali attori del settore;

sottolineati positivamente gli interventi previsti dallo schema di decreto a favore della trasparenza e della semplificazione del settore come, ad esempio, l’introduzione di nuovi criteri di calcolo per i contributi; l’introduzione del criterio della vendita rapportato alla distribuzione anziché quello di tiratura, per evitare eccessi di copie stampate e, quindi, di contributi; la non considerazione ai fini della sussistenza del requisito di ammissione e del calcolo del contributo delle “vendite di blocco” a prezzi di comodo - che finivano per aumentare le tirature dei giornali -; le misure in favore dell'occupazione nel settore editoriale;

rilevato che occorre prevedere che le regole assegnate ai giornali di partito siano le stesse stabilite per tutti gli altri giornali ammessi ai contributi diretti;

sottolineato altresì che il tetto di 50 milioni di copie finanziabili per i periodici, rispetto al limite di un milione di copie previsto dalla normativa vigente, non appare congruo;

esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:

1) appare necessario ristabilire, non a titolo provvisorio, il cosiddetto “diritto soggettivo”, cioè il diritto di ricevere il totale dei contributi diretti derivanti dal calcolo effettuato sulla base dei parametri previsti dalla normativa vigente, superando così l'articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che prevede che, nell’erogazione dei contributi diretti, si tenga conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore, che costituiscono limite di spesa;

2) appare altresì necessario ripristinare «il tetto» del 30 per cento dei ricavi della pubblicità rispetto ai costi dell'impresa;

3) occorre inoltre considerare in termini di media annua, al fine di evitare un’interpretazione troppo rigida della norma, il numero minimo di 3 giornalisti dipendenti per i periodici e di 5 per i quotidiani, quale requisito per la percezione del contributo assegnato per favorire l'occupazione;

4) appare altresì necessario cancellare la disposizione che prevede la restituzione dei contributi percepiti in caso di soccombenza del soggetto percettore in sede giurisdizionale per violazione in materia previdenziale;

5) occorre inoltre ridurre il tetto di 50 milioni di copie finanziabili per i periodici rispetto al limite di un milione di copie previsto dalla normativa vigente;

6) occorre altresì prevedere, in tempo utile per la presentazione delle domande al Dipartimento per l'informazione dell'editoria, la concessione di particolari agevolazioni per l’emittenza radiofonica e televisiva locale e per i giornali italiani all'estero e per i giornali dei movimenti dei consumatori, dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 3210 di conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194 (il cosiddetto decreto legge «Milleproroghe»), convertito nella legge 26 febbraio 2010, n. 25, dell'emendamento che ha soppresso le provvidenze per questi specifici settori;

7) all'articolo 6 occorre uniformare la terminologia, dato che al comma 1 si usa la locuzione «accertamenti e approfondimenti», mentre al comma 2 si usa la locuzione «accertamenti e controlli»; occorre altresì esplicitare - come si fa, per simmetrica fattispecie, all'articolo 10, e come risulta dalla relazione illustrativa - che gli accertamenti riguardano, oltre che la documentazione presentata, anche l'attività delle imprese;

8) con riferimento all'articolo 14, al comma 6 appare necessario esplicitare la durata dei contratti di locazione finanziaria ai fini del riconoscimento del contributo in conto canoni ed indicare la durata del piano di ammortamento che deve essere sviluppato ai fini della determinazione del contributo stesso;

9) al comma 3 dell'articolo 17, in considerazione della previsione della sanzione ivi contenuta consistente nella revoca del beneficio, occorre indicare un termine univoco entro il quale deve essere inoltrata la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.

e con la seguente osservazione:

valuti il Governo l'opportunità di adottare iniziative affinché le agevolazioni previste siano estese anche ai quotidiani editi da partiti politici che, alla data del 31 dicembre 2005, facevano parte, come componente politica, del gruppo misto della Camera dei deputati. (Inform)


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