ATTIVITA’ PARLAMENTARE
Narducci (Pd) sull’audizione del Ministro Frattini
Chiesto il mantenimento di una direzione generale autonoma
per la promozione culturale. Il plauso per la conservazione della direzione
generale per gli Italiani all’Estero
ROMA - Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha illustrato
oggi, davanti alle Commissioni Esteri riunite di Camera e Senato, lo schema
di regolamento relativo alla riorganizzazione dell’amministrazione centrale
del Mae, facendo propri alcuni aspetti innovativi
sperimentati recentemente da altri importanti paesi come
In un quadro di riclassificazione delle competenze da
una ripartizione geografica, con la riduzione delle direzioni da
Nel dibattito che ha fatto seguito all’ampia illustrazione
del ministro Frattini, il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci,
ha affrontato il tema della promozione della cultura e della lingua italiana
nel mondo, a partire dalla scomparsa della direzione generale per
“Da anni - ha sostenuto Narducci
- chiediamo riforme che dovrebbero incidere sulla qualità della nostra azione
in campo culturale e il ministro lo sa perché il Cgie
le ha sollecitate innumerevoli volte, trovando per altro sempre ascolto dal
ministro Frattini, ma inspiegabilmente non si riesce a mettere mano alla riforma
della legge 153, risalente al 1971 mentre il mondo è cambiato radicalmente,
e non si vede neanche la volontà di mettere mano alla riforma degli Istituti
Italiani di Cultura, nonostante l’esempio che ci viene dalla Francia che sta
procedendo ad una riconversione totale dei propri istituti allo scopo di adeguare
e rendere competitiva la propria proposta culturale con quanto stanno facendo
inglesi, tedeschi e spagnoli”. Narducci ha poi aggiunto:
“non vorremmo che la con scomparsa della direzione delle Culturali la cultura
italiana diventi servente e “strumentale” soprattutto alle attività di promozione
commerciali, e che la direzione che in futuro si occuperà di cultura italiana
nel mondo e della diffusione della nostra lingua, così come i nostri Istituti
di Cultura, finiscano per occuparsi di fiere commerciali e di valutazione del
commercio di armamenti”.
Dopo avere espresso il proprio plauso e quello del Pd
per il mantenimento della direzione generale per gli Italiani all’Estero, Narducci ha rimarcato che “le nostre comunità nel mondo
non possono essere pensate come qualcosa di disgiunto dall’Italia e nemmeno
come un corpo a se stante, visti i processi d’integrazione molto avanzati che
con diverse gradualità le caratterizzano. Esse devono far parte di un progetto
più grande di Sistema Paese che non si esaurisce entro i confini nazionali”.
Concludendo i suo intervento, Narducci ha ribadito
l’esigenza espressa in tante occasioni che per la promozione della lingua e
della cultura italiana nel mondo occorre assolutamente un centro unico di coordinamento,
in grado di raccordare e di raccordarsi con le politiche culturali attivate
anche da altri ministeri e autonomie locali. “E’ un’esigenza alta postulata
allo storico convegno di Montecatini, organizzato con il grande sostegno del
Mae”.(