INFORM - N. 48 - 10 marzo 2010


TAVOLA ROTONDA

Casa editrice Ediesse insieme a Centro Studi Emigrazione Roma e Mei 

“Migranti di ieri e oggi: tra rifiuto e accoglienza”: il 16 aprile al Museo Nazionale Emigrazione Italiana

 

ROMA - “Migranti di ieri e oggi: tra rifiuto e accoglienza”. E’ la tavola rotonda che si terrà a Roma il 16 aprile, ore 16, presso il Museo Nazionale Emigrazione Italiana (Complesso del Vittoriano, sala Zanardelli). L’incontro è promosso da Casa editrice Ediesse, insieme al Centro Studi Emigrazione Roma (Cser) e al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (Mei)

Interverranno: Alessandro Nicosia, direttore del MEI, che illustrerà l’importanza di una iniziativa come questa nel contesto del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana; Matteo Sanfilippo, Università La Tuscia di Viterbo, con riflessione sull’assistenza ai migranti italiani: dall’azione della Chiesa a quella dello Stato Italiano;  Gioacchino Campese, missionario scalabriniano, parlerà delle migrazioni verso gli Stati Uniti e dell’attività delle Case del migrante scalabriniane; Marco Onofrio, scrittore, illustrerà il viaggio-testimonianza di Andrea Cantaluppi che, con la sua esperienza in Messico, è riuscito a dare voce ai migranti.

Coordinerà Lorenzo Prencipe, presidente del Centro Studi Emigrazione Roma (CSER).

“Sono 12 milioni i messicani che oggi vivono e lavorano negli Stati Uniti, dopo esserci arrivati soprattutto in maniera irregolare - ricordano i promotori dell’incontro - Nel solo 2009 questi migranti hanno inviato nel loro paese di origine, alle loro famiglie, più di 21 miliardi di dollari sotto forma di rimesse. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti cercano di proteggersi da questa pacifica invasione di lavoratori e continuano a portare avanti il progetto da circa 7 miliardi di dollari volto a rinforzare la frontiera con il Messico con un “muro virtuale” fatto di videocamere, sensori e radar, lungo il quale continuano a morire centinaia di migranti nell’inarrestabile tentativo di fuggire situazioni di miseria degradante e raggiungere un Paese in cui poter vivere con il frutto del proprio lavoro”. Negli ultimi cinque anni sono morti o dispersi circa 400 honduregni e 5.000 salvadoregni che cercavano di attraversare il Guatemala e il Messico per raggiungere gli Stati Uniti.

“In questo contesto – sottolineano i promotori della tavola rotonda - i missionari di San Carlo-Scalabriniani del 1985 hanno cominciato ad offrire accoglienza ed ospitalità a quanti, migranti, deportati e rifugiati, ne hanno bisogno. Hanno così aperto – spiegano - la prima Casa del Migrante a Tijuana, B.C., cui hanno fatto seguito quelle di Ciudad Juárez, Chih., Tecún Umán in Guatemala, Tapachula, Chis., Ciudad de Guatemala, Agua Prieta, Son, e Nuevo Laredo, Tamps. Queste Case del Migrante sono centri di accoglienza, dove i migranti, circa un migliaio all’anno per ogni casa) ricevono alloggio, alimento, sostegno morale e spirituale, assistenza medica, difesa e promozione dei diritti umani”.(Inform)

 

 


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