TAVOLA ROTONDA
Casa editrice Ediesse insieme a Centro Studi Emigrazione
Roma e Mei
“Migranti di ieri e oggi: tra rifiuto e accoglienza”:
il 16 aprile al Museo Nazionale Emigrazione Italiana
ROMA - “Migranti di ieri e oggi: tra rifiuto e accoglienza”.
E’ la tavola rotonda che si terrà a Roma il 16 aprile, ore 16, presso il Museo
Nazionale Emigrazione Italiana (Complesso del Vittoriano, sala Zanardelli). L’incontro è promosso da Casa editrice Ediesse, insieme al Centro Studi Emigrazione Roma (Cser) e al Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (Mei)
Interverranno: Alessandro Nicosia, direttore del MEI,
che illustrerà l’importanza di una iniziativa come questa nel contesto del Museo
Nazionale dell’Emigrazione Italiana; Matteo Sanfilippo,
Università
Coordinerà Lorenzo Prencipe,
presidente del Centro Studi Emigrazione Roma (CSER).
“Sono 12 milioni i messicani che oggi vivono e lavorano
negli Stati Uniti, dopo esserci arrivati soprattutto in maniera irregolare -
ricordano i promotori dell’incontro - Nel solo 2009 questi migranti hanno inviato
nel loro paese di origine, alle loro famiglie, più di 21 miliardi di dollari
sotto forma di rimesse. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti cercano di proteggersi
da questa pacifica invasione di lavoratori e continuano a portare avanti il
progetto da circa 7 miliardi di dollari volto a rinforzare la frontiera con
il Messico con un “muro virtuale” fatto di videocamere, sensori e radar, lungo
il quale continuano a morire centinaia di migranti nell’inarrestabile tentativo
di fuggire situazioni di miseria degradante e raggiungere un Paese in cui poter
vivere con il frutto del proprio lavoro”. Negli ultimi cinque anni sono morti
o dispersi circa 400 honduregni e 5.000 salvadoregni che cercavano di attraversare
il Guatemala e il Messico per raggiungere gli Stati Uniti.
“In questo contesto – sottolineano i promotori della
tavola rotonda - i missionari di San Carlo-Scalabriniani
del 1985 hanno cominciato ad offrire accoglienza ed ospitalità a quanti, migranti,
deportati e rifugiati, ne hanno bisogno. Hanno così aperto – spiegano - la prima
Casa del Migrante a Tijuana, B.C., cui hanno fatto
seguito quelle di Ciudad Juárez, Chih., Tecún Umán in Guatemala, Tapachula, Chis., Ciudad de Guatemala,
Agua Prieta, Son, e Nuevo
Laredo, Tamps. Queste Case del Migrante sono centri di accoglienza,
dove i migranti, circa un migliaio all’anno per ogni casa) ricevono alloggio,
alimento, sostegno morale e spirituale, assistenza medica, difesa e promozione
dei diritti umani”.(Inform)