CAMERA DEI
DEPUTATI
Interrogazione ai ministri Frattini, Sacconi e Maroni
Gino Bucchino (Pd): Anche gli immigrati hanno diritto
ad una giusta tutela previdenziale
Il deputato sollecita la ripresa di negoziati per la
stipula di accordi bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi di provenienza
dei lavoratori extracomunitari
ROMA – Considerata “la paralisi dei negoziati per la
stipula di accordi bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi di provenienza
degli immigrati in Italia”, il deputato Pd Gino Bucchino
ha presentato un’interrogazione ai ministri degli Affari Esteri (Franco Frattini),
del Lavoro (Maurizio Sacconi) e dell’Interno (Roberto Maroni) per chiedere le
“ragioni dell’inattività” e per sollecitare le autorità competenti “ad attivarsi”.
Il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero per
il Centro e Nord America, il quale ha svolto in Parlamento un’intensa attività
politica e legislativa a favore della tutela dei diritti socio-previdenziali
dei lavoratori migranti ritiene “ingiusti e ingiustificati i ritardi” nell’attività
dello Stato italiano per la ripresa dei negoziati con i Paesi degli immigrati.
Bucchino sostiene nella sua interrogazione
che la regolare presenza in Italia di milioni di lavoratori extracomunitari
impone allo Stato italiano l’obbligo di tutelare adeguatamente i loro diritti
previdenziali, con i criteri e le modalità con i quali tutela gli italiani residenti
nel territorio della Repubblica e i lavoratori italiani emigrati.
Secondo il parlamentare i diritti previdenziali dei lavoratori
extracomunitari immigrati in Italia possono essere adeguatamente tutelati tramite
la paritaria applicazione delle normativa nazionale in materia di sicurezza
sociale, ma anche e soprattutto con la stipula di accordi bilaterali di sicurezza
sociale con i Paesi di provenienza per consentire ai lavoratori migranti di
non perdere la contribuzione già versata in tali Paesi e di mantenere diritti
già acquisiti o da acquisire e che a causa dell’emigrazione andrebbero persi;
La stipula di tali accordi bilaterali di sicurezza sociale
potrebbe inoltre consentire ai lavoratori immigrati in Italia che per varie
ragioni al compimento dell’età pensionabile non siano in grado di perfezionare
un diritto autonomo per insufficienza contributiva, di attivare il meccanismo
della totalizzazione dei contributi versati nei Paesi contraenti ai fini del
perfezionamento del diritto ad un pro-rata e del proficuo utilizzo di contributi
che altrimenti diventerebbero “silenti”.
Bucchino evidenzia che gli accordi non rappresentano
un onere per le casse dello Stato giacché in virtù di quanto disposto da tutti
gli accordi di sicurezza sociale stipulati dall’Italia, la ripartizione dei
costi è proporzionale ai contributi versati in ciascun Paese contraente che
se ne assume l’onere in base alla propria legislazione.
E’ noto, ricorda Bucchino,
che con la stipula di numerose convenzioni multilaterali e bilaterali di sicurezza
sociale lo Stato italiano ha garantito nel tempo un buon livello di tutela previdenziale
ai nostri lavoratori emigrati all’estero.
Tuttavia, evidenzia il parlamentare, lo Stato italiano
ha ratificato ad oggi solo due convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con
i Paesi di immigrazione, e cioè con Tunisia e Capoverde
(sono altresì in vigore accordi con i Paesi della ex-Jugoslavia)
e che invece sono stati firmati da anni ma non ancora ratificati gli accordi
con le Filippine e il Marocco mentre sono stati avviati ma mai conclusi i negoziati
con altri Paesi originari dei principali flussi migratori come l'Egitto.
L’on. Gino Bucchino quindi
chiede, tra l’altro, nella sua interrogazione quale sia la politica del Governo
italiano in relazione alla tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori extracomunitari
con regolare permesso o carta di soggiorno e quali siano i motivi per cui gli
accordi bilaterali di sicurezza sociale con Paesi di forte immigrazione in Italia
non sono attualmente in programmazione e quelli già firmati o in corso di stipula
non sono stati ancora approvati. (Inform)