PENSIONI
La consulenza in Italia per gli ex lavoratori attivi
in Germania
In un incontro all’ambasciata tedesca di Roma, la collaborazione
tra Inps ed ente previdenziale tedesco per la pensione dei lavoratori italiani
rientrati. Un modello di best practice anche
a livello europeo
ROMA – E’ stata illustrata questa mattina a Roma, nel
corso di un incontro con la stampa svoltosi presso l’Ambasciata tedesca, la
collaborazione tra enti previdenziali italiano e tedesco – nello specifico l’Inps
e
Una realtà che coinvolge quasi 300.000 italiani rientrati
nel nostro Paese e che si è venuta a determinare a seguito del patto per l’approvvigionamento
di manodopera italiana in Germania, firmato a Roma nel 1955. Un evento che aprì
“un nuovo capitolo della storia dell’emigrazione tra i due Paesi”, come ha ricordato,
introducendo l’incontro, l’ambasciatore tedesco nella capitale, Michael Steiner.
“Complessivamente, negli ultimi 55 anni sono arrivati
in Germania più di 4 milioni di italiani, - ricorda Steiner, - di essi oltre
3.500.000 sono rientrati in Italia, mentre la comunità italiana rappresenta
nel nostro Paese un fattore costante di oltre 500 mila persone”.
“I lavoratori migranti hanno cambiato
Gli oltre 7 milioni destinati ogni anno dalla Germania
alle pensioni di cittadini italiani rientrati “non vengono erogati per gratitudine
però, – puntualizza l’ambasciatore, – ma perché si tratta di un diritto acquisito,
dato per scontato in uno Stato di diritto. I lavoratori migranti hanno versato
contributi alla collettività, hanno lavorato duramente e chi soddisfa i requisiti
richiesti ha diritto alla pensione a prescindere dal luogo in cui vive”.
Per Steiner “gli emigrati italiani sono divenuti, al
rientro in Italia, ambasciatori del nostro Paese; essi hanno contribuito a trasportare
una conoscenza più profonda della Germania in Italia”.
Il problema è che se pur riconosciuta universalmente
l’efficienza e la puntualità della pubblica amministrazione tedesca, la domanda
per ottenere il riconoscimento del diritto alla pensione va presentata. Gli
strumenti messi a disposizione per promuovere l’informazione necessaria ad accedere
alla pensione sono diversi. “Oltre ad una linea telefonica in lingua italiana,
l’ente previdenziale tedesco, che da anni collabora con quello italiano – aggiunge
Steiner – organizza delle giornate di informazione in diverse città, a cominciare
da Palermo”. Molti emigrati sono infatti giunti in Germania dal Mezzogiorno
ed è proprio volta all’incontro con i diretti interessati l’iniziativa di carattere
informativo messa in campo già da diversi anni.
Sottolinea la continuità del rapporto di collaborazione
tra i due enti previdenziali, Salvatore Ponticelli, coordinatore convenzioni
internazionali dell’Inps, che segnala come frutto dell’impegno congiunto lo
scambio telematico di informazioni, l’accesso agli archivi previdenziali e il
trasferimento di dati diretto. “Così facendo – afferma Ponticelli – il sistema
ha guadagnato in efficienza, accorciando i tempi per lo svolgimento delle pratiche
e producendo una maggiore garanzia dell’integrità dei dati immessi, che vengono
acquisiti da entrambi gli enti senza interventi intermedi”.
Una collaborazione esemplare, quella tra Inps e DRV,
che è stata indicata come best practice anche
a livello europeo – sottolineano, oltre a Ponticelli, anche il responsabile
dell’ente tedesco Raimund Spies
e l’ambasciatore Steiner – proprio in questi mesi in cui l’Unione è impegnata
a regolamentare e armonizzare la normativa in materia di sulla sicurezza sociale
dei suoi Stati membri.
“Sono i lavoratori migranti i veri cittadini europei
– ha sottolineato Spies, – grazie alle loro esperienza
diretta si costruisce l’Europa dal basso”. Spies ha
inoltre aggiunto che le richieste di pensioni di cittadini italiani inoltrate
in Germania sono circa 40.000 l’anno, dato destinato ad aumentare con l’età
dei contribuenti, per cui si prevede il picco massimo di richieste intorno al
2025.
“Le difficoltà più grandi riguardano il reperimento dei
documenti per coloro che hanno lavorato in Germania prima del 1973 – chiarisce
Spies, – data in cui è stata automatizzata la registrazione
dei periodi contributivi. Altro aspetto problematico è il contatto con gli aventi
diritto che spesso hanno abbandonato
Con le giornate informative si tenta quindi di raggiungere
i possibili beneficiari di pensione che non sono a conoscenza dei diritti acquisiti
o non sanno come inoltrare la domanda. Alla diffusione dell’informazione contribuiscono
inoltre sindacati e patronati, che Spies e Steiner ringraziano per il sostegno prestato direttamente
ai cittadini che vi si rivolgono. “La collaborazione dei nostri due enti previdenziali
incrementa quel senso di stabilità – conclude Steiner - che solo l’apertura
nei confronti del progetto europeo può garantirci”. Di seguito il calendario
della giornate di informazione: Palermo (Inps di via Laurana
59) il 4 e 5 maggio; Trapani (Inps di via Scontrino 28) il 6 e 7 maggio; Bolzano
(Inps di Piazza Vittoria 39) il 20 maggio, il 9 settembre e l’11 novembre; Brindisi
(Inps di Piazza della Vittoria 1), l’8 e 9 giugno; Taranto (Inps di via Golfo
di Taranto) il 9 e 10 giugno; Trento (Inps di via delle Orfane 8) l’8 settembre;
Ascoli Piceno (Inps di via Raismondo 1) il 14 e 15 settembre; Udine (Inps di via Savorgnana 37) il 14 e 15 settembre; Ancona (Inps di Piazza
Cavour 21) il 16 e 17 settembre; Bergamo (Inps di viale Vittorio Emanuele 5)
il 28 e 29 settembre; Torino (Inps di via Frola 2)
il 28 e 29 settembre; Milano (Inps di via Melchiorre Gioia 22) il 30 settembre
e il 1° ottobre. (