INFORM - N. 48 - 10 marzo 2010


INTERVENTI

Eugenio Sangregorio: “Il grande errore degli investitori italiani all’estero: trascurare l’Argentina”

 

BUENOS AIRES - In quest’ultimo periodo si stanno intensificando le visite di funzionari e dirigenti italiani in diversi Paesi del Sudamerica, fondamentalmente il Brasile, il Cile, il Perù, l’Uruguay e la Bolivia. L’Argentina, invece, sembra quasi non esistere, non essendo inclusa tra le destinazioni di funzionari governativi e investitori italiani. Questa situazione non fa che confermare il congelamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e l’Argentina, soprattutto a seguito della questione del debito legato ai Bond argentini.

Chi legge i miei articoli sa bene che da tempo insisto sulle grandi possibilità che offre l’Argentina ad un Paese come l’Italia. Le economie dei due Paesi sono complementari: l’Argentina possiede innumerevoli risorse naturali, ma ha bisogno di tecnologie e know-how come quelle che caratterizzano le aziende italiane. L’Italia ha un territorio di dimensioni ridotte, e ridotte sono anche le risorse naturali a disposizione. Inoltre, le aziende italiane devono inevitabilmente cercare dei mercati oltre confine per poter commercializzare i propri prodotti, essendo quello interno insufficiente per il livello di produzione raggiunto. E quale miglior mercato se non quello argentino? L’Argentina costituisce un Paese la cui produttività è pienamente compatibile con l’economia italiana, per la complementarietà cui accennavo prima, e in cui esiste una comunità italiana molto numerosa ed ivi radicata da moltissimi anni. La presenza di una collettività italiana così importante non è da sottovalutare, poichè il vincolo di sangue e culturale che lega l’Argentina all’Italia confluisce inevitabilmente anche nell’aspetto economico e commerciale. In questo senso, gli italiani residenti in Argentina sono i promotori del Made in Italy e, nella scelta dei prodotti da importare dall’estero e delle aziende straniere con cui instaurare dei rapporti commerciali, privilegiano indubbiamente quelli italiani.

Gli imprenditori e investitori italiani dovrebbero dunque distinguere gli affari dalla politica. La situazione che attualmente stanno attraversando le relazioni italo-argentine sul piano politico e diplomatico è del tutto circostanziale e temporale. Altrettanto temporale è il Governo argentino oggi in carica. Dopo le prossime elezioni nazionali del 2011, la coalizione muterà e così muteranno anche i rapporti dell’Argentina con l’estero, e con l’Italia in particolare.

Attualmente Paesi come il Brasile, il Cile e la Bolivia attirano numerosi investimenti stranieri. Fra questi, molti sono investitori italiani. Nel caso particolare della Bolivia, gli investitori italiani puntano alle riserve di litio esistenti in quel Paese. A questo riguardo, mi viene subito da evidenziare che nel nordovest argentino esistono delle immense riserve di litio. L’Argentina è infatti fra i quattro principali produttori mondiali di questa risorsa, accanto al Cile, l’Australia e la Cina. Non a caso, i giapponesi della Toyota hanno raggiunto degli accordi con l’Argentina per la somministrazione di grandi quantità di litio, necessarie per le batterie delle auto elettriche prodotte dall’azienda giapponese. Perchè allora l’Italia non investe in Argentina? Ritengo che il congelamento delle relazioni politico-diplomatiche abbia in qualche modo “contagiato” il settore imprenditoriale e degli investimenti.

La situazione è alquanto paradossale, soprattutto se pensiamo che i Paesi in cui invece l’Italia sì sta investendo, quali il Cile e il Brasile, investono a loro volta in Argentina.

Senz’altro lo stato di “debolezza” in cui versa oggi la comunità italiana in Argentina non contribuisce a superare questo impasse che stanno soffrendo gli investimenti italiani in questo Paese. Anche qui da tempo sostengo l’importanza di stabilire un’alleanza strategica tra l’Italia e l’Argentina, creando una vera e propria partnership da cui entrambi i Paesi non possono che trarre molteplici benefici quanto alla crescita delle proprie economie, al rafforzamento delle imprese e all’aumento dell’occupazione.

Il mio augurio è che gli imprenditori ed investitori italiani si rendano finalmente conto che l’Argentina è un Paese che offre delle grandi opportunità di crescita ed espansione per le aziende italiane. (Eugenio Sangregorio*-Inform)

* Vice presidente Pdl America Meridionale


Vai a: