INTERVENTI
Eugenio Sangregorio: “Il grande errore
degli investitori italiani all’estero: trascurare l’Argentina”
BUENOS AIRES -
In quest’ultimo periodo si stanno intensificando le visite di funzionari e dirigenti
italiani in diversi Paesi del Sudamerica, fondamentalmente il Brasile, il Cile,
il Perù, l’Uruguay e
Chi legge i miei articoli sa bene che da tempo insisto sulle grandi possibilità che offre l’Argentina ad un Paese come l’Italia. Le economie dei due Paesi sono complementari: l’Argentina possiede innumerevoli risorse naturali, ma ha bisogno di tecnologie e know-how come quelle che caratterizzano le aziende italiane. L’Italia ha un territorio di dimensioni ridotte, e ridotte sono anche le risorse naturali a disposizione. Inoltre, le aziende italiane devono inevitabilmente cercare dei mercati oltre confine per poter commercializzare i propri prodotti, essendo quello interno insufficiente per il livello di produzione raggiunto. E quale miglior mercato se non quello argentino? L’Argentina costituisce un Paese la cui produttività è pienamente compatibile con l’economia italiana, per la complementarietà cui accennavo prima, e in cui esiste una comunità italiana molto numerosa ed ivi radicata da moltissimi anni. La presenza di una collettività italiana così importante non è da sottovalutare, poichè il vincolo di sangue e culturale che lega l’Argentina all’Italia confluisce inevitabilmente anche nell’aspetto economico e commerciale. In questo senso, gli italiani residenti in Argentina sono i promotori del Made in Italy e, nella scelta dei prodotti da importare dall’estero e delle aziende straniere con cui instaurare dei rapporti commerciali, privilegiano indubbiamente quelli italiani.
Gli imprenditori e investitori italiani dovrebbero dunque distinguere gli affari dalla politica. La situazione che attualmente stanno attraversando le relazioni italo-argentine sul piano politico e diplomatico è del tutto circostanziale e temporale. Altrettanto temporale è il Governo argentino oggi in carica. Dopo le prossime elezioni nazionali del 2011, la coalizione muterà e così muteranno anche i rapporti dell’Argentina con l’estero, e con l’Italia in particolare.
Attualmente Paesi
come il Brasile, il Cile e
La situazione è alquanto paradossale, soprattutto se pensiamo che i Paesi in cui invece l’Italia sì sta investendo, quali il Cile e il Brasile, investono a loro volta in Argentina.
Senz’altro lo stato di “debolezza” in cui versa oggi la comunità italiana in Argentina non contribuisce a superare questo impasse che stanno soffrendo gli investimenti italiani in questo Paese. Anche qui da tempo sostengo l’importanza di stabilire un’alleanza strategica tra l’Italia e l’Argentina, creando una vera e propria partnership da cui entrambi i Paesi non possono che trarre molteplici benefici quanto alla crescita delle proprie economie, al rafforzamento delle imprese e all’aumento dell’occupazione.
Il mio augurio è che gli imprenditori ed investitori italiani si rendano finalmente conto che l’Argentina è un Paese che offre delle grandi opportunità di crescita ed espansione per le aziende italiane. (Eugenio Sangregorio*-Inform)
* Vice presidente Pdl America Meridionale