INFORM - N. 48 - 10 marzo 2010


DIRITTI UMANI

Il premio Nobel Perez Esquivel e registi italiani chiedono all’Iran la liberazione del Leone d’oro di Venezia Jafar Panahi

 

ROMA - Una petizione internazionale rivolta al presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejad per chiedere la liberazione del regista Jafar Panahi, degli altri suoI colleghi e di tutti coloro che sono stati arrestati in Iran per aver protestato pacificamente dopo le elezioni del giugno scorso, è stata annunciata ieri sera nel corso dell’incontro “Spezziamo il cerchio”, promosso dal premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel e da Fabio Alberti, fondatore di “Un Ponte per”. La petizione, raccoglie e rilancia le iniziative già avviate in Italia a sostegno del regista, come l’appello “Protestiamo per l’arresto di Jafar Panahi” che ha già raccolto su Facebook oltre 7.500 firme.

All’incontro, che si è tenuto presso la Fondazione Lelio Basso, sono intervenuti personaggi del cinema quali Gianluca Arcopinto, Marco Bellocchio, Daniele Cini, Amedeo Fago, Giuseppe Gaudino, Ugo Gregoretti, Wilma Labate, Citto Maselli, Giuliano Montaldo.

Shirine Ebadi, l’avvocatessa iraniana a cui il regime di Teheran ha sequestrato nel 2009 il premio nobel per la pace conferitole nel 2003, è intervenuta in collegamento dall’estero affermando che “la situazione in Iran è sempre più grave: le persone, ormai, non vengono più arrestate per quello che dicono ma per quello che pensano”. Il premio nobel Perez Esquivel, da Buenos Aires, ha invitato a sottoscrivere l’appello per la liberazione del regista e degli altri arrestati affermando di essere sopravvissuto “grazie alla mobilitazione internazionale e posso quindi testimoniare quanto siano importanti iniziative di questo tipo”.

Panahi, insignito a Venezia del Leone d'oro, è stato arrestato con altre 14 persone il primo marzo scorso per aver filmato le proteste popolari seguite alle elezioni, ed è attualmente detenuto, insieme a migliaia di persone per aver reclamato il rispetto dei diritti umani. (Inform)


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