CAMERA DEI
DEPUTATI
Interrogazione di Aldo Di Biagio (Pdl) al ministro
del Lavoro Maurizio Sacconi
Assegnazione case popolari: “Riservare posti ai residenti
all’estero che vogliono rientrare in Italia”
ROMA –“Criteri così stringenti possono creare problemi
di effettiva disparità di trattamento nei confronti di cittadini italiani residenti
all’estero nell’affermazione di un diritto generale riconosciuto alla generalità
dei cittadini, come il diritto alla casa”, sottolinea Aldo Di Biagio (Pdl)
in una interrogazione (a risposta scritta) rivolta al ministro del Lavoro e
delle Poliriche Sociali Maurizio Sacconi.
Il riferimento è al D.P.R. 30-12-1972 n. 1035 contenente
le norme per l'assegnazione e la revoca nonché per la determinazione e la revisione
dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica,
che “indica tra i requisiti necessari all’assegnazione degli alloggi di residenza
pubblica, acquisita cittadinanza italiana nonché la residenza nel luogo
in cui si presenta domanda di alloggio, oltre che requisiti di reddito minimo
familiare”.
Nella interpellanza il deputato eletto nella circoscrizione
Europa e responsabile italiani nel mondo del suo partito, chiede di sapere se
il ministro “non ritenga opportuno valutare l’inserimento nel quadro normativo
generale e nel rispetto delle competenze regionali e comunali, quale criterio
di assegnazione ai connazionali residenti all’estero, solo quello della iscrizione
all’AIRE, e valutare la possibilità di riservare, nelle adeguate percentuali
di legge,posti di alloggio a favore dei residenti all’estero che vogliono rientrare
in Italia; se si possano rivedere in modo equo i vari parametri di calcolo del
reddito tenendo conto della variante del reddito del richiedente all'estero;
se si può attuare attraverso i consolati, adeguate forme di pubblicità per portare
a conoscenza dei connazionali residenti all’estero i bandi di assegnazione di
residenze pubbliche”.
Di Biagio ricorda che “nei decenni successivi al conflitto
mondiale diversi connazionali , sono stati costretti ad emigrare all’estero,
poiché vivevano in condizioni di estrema indigenza”. Il deputato sottolinea
che “la stragrande maggioranza dei nostri connazionali all’estero ha sempre
rappresentato una risorsa per il nostro Paese e per i territori e i comuni dai
quali provenivano”, ma “non tutti hanno avuto la fortuna di potersi costruire
una dimora per l’agognato ritorno in Italia” e che “molti di loro, vorrebbero
tornare nei luoghi in cui sono nati e cresciuti, ma non hanno la possibilità
di investire nell’acquisto di una casa, poiché vivono condizioni economiche
non floride”. (