INFORM - N. 47 - 9 marzo 2010


CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione di Aldo Di Biagio (Pdl) al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi

Assegnazione case popolari: “Riservare posti ai residenti all’estero che vogliono rientrare in Italia”

 

ROMA –“Criteri così stringenti possono creare problemi di effettiva disparità di trattamento nei confronti di cittadini italiani residenti all’estero nell’affermazione di un diritto generale riconosciuto alla generalità dei cittadini, come il diritto alla casa”, sottolinea Aldo Di Biagio (Pdl) in una interrogazione (a risposta scritta) rivolta al ministro del Lavoro e delle Poliriche Sociali Maurizio Sacconi.

Il riferimento è al  D.P.R. 30-12-1972 n. 1035 contenente le norme per l'assegnazione e la revoca nonché per la determinazione e la revisione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica,  che “indica tra i requisiti necessari all’assegnazione degli alloggi di residenza pubblica, acquisita cittadinanza italiana  nonché la residenza nel luogo in cui si presenta domanda di alloggio, oltre che requisiti di reddito minimo familiare”.

Nella interpellanza il deputato eletto nella circoscrizione Europa e responsabile italiani nel mondo del suo partito, chiede di sapere se il ministro “non ritenga opportuno valutare l’inserimento nel quadro normativo generale e nel rispetto delle competenze regionali e comunali, quale criterio di assegnazione ai connazionali residenti all’estero, solo quello della iscrizione all’AIRE, e valutare la possibilità di riservare, nelle adeguate percentuali di legge,posti di alloggio a favore dei residenti all’estero che vogliono rientrare in Italia; se si possano rivedere in modo equo i vari parametri di calcolo del reddito tenendo conto della variante del reddito del richiedente all'estero; se si può attuare attraverso i consolati, adeguate forme di pubblicità per portare a conoscenza dei connazionali residenti all’estero i bandi di assegnazione di residenze pubbliche”.

Di Biagio ricorda che “nei decenni successivi al conflitto mondiale diversi connazionali , sono stati costretti ad emigrare all’estero, poiché vivevano in condizioni di estrema indigenza”. Il deputato sottolinea che  “la stragrande maggioranza dei nostri connazionali all’estero ha sempre  rappresentato una risorsa per il nostro Paese e per i territori e i comuni dai quali provenivano”, ma “non tutti hanno avuto la fortuna di potersi costruire una dimora per l’agognato ritorno in Italia” e che “molti di loro, vorrebbero tornare nei luoghi in cui sono nati e cresciuti, ma non hanno la possibilità di investire nell’acquisto di una casa, poiché vivono condizioni economiche non floride”. (Inform)

 

 


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