ITALIANI ALL’ESTERO
Il
futuro di Cgie e Comites, e i bilanci all’osso
“No ai colpi di spugna!”
Allarme per i tagli ai corsi di lingua
e cultura italiana che si traducono in una diminuzione di corsi, di insegnanti,
e nella progressiva eliminazione della qualificazione dei docenti
ROMA - Riflettendo sulla comunità italiana nel mondo, con le sue caratteristiche ma con lo sguardo rivolto alle sue prospettive, c’è la sensazione di trovarsi di fronte a istanze che attendono maggiori e più sicure garanzie. Da alcuni mesi, l’attenzione è rivolta al primo testo di legge sulla riforma dei Comites e del Cgie, elaborato dal Comitato ristretto istituito nella Commissione Affari Esteri del Senato. Il testo prevede un mutamento di questi organi di rappresentanza degli italiani nel mondo, ed è stato oggetto di analisi da parte dell’ultima assemblea plenaria del Cgie, oggi Consiglio degli Italiani all’Estero. La critica da parte del suo segretario generale, Elio Carozza, riguarda innanzitutto il taglio alla rappresentanza di base nei circuiti dei Comites e nell’elezione dei membri del Cgie. Associazioni, sindacati e patronati non troveranno spazio, sostituiti dai rappresentanti delle Regioni. Tra le scelte negative della Finanziaria 2010, emerge la riorganizzazione della rete consolare e i forti tagli di risorse per gli italiani all’estero. Come segno di speranza è stata la presenza dei rappresentanti delle nuove generazioni italiane all’estero, in risposta alla loro istanza di essere in contatto con gli organismi di rappresentanza di cui, però, è in discussione una radicale riforma.
Tra le riflessioni dei presidenti delle Commissioni tematiche, di grande attualità sono stati i rilievi di Alberto Di Giovanni, vicepresidente della Commissione Scuola e Cultura italiana. Di Giovanni ha ricordato come «la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo sia un passaggio obbligato per fare in modo che il coinvolgimento delle giovani generazioni non sia solo evocato in modo convenzionale e retorico: tutto ciò che si fa, si fa per il futuro».
Interessante l’apporto dei giovani delegati provenienti dall’estero. Carlo Erio, presidente della Commissione tematica del Cgie Nuove generazioni e Migrazioni nuove, ha auspicato la creazione di una commissione di giovani che possa affiancare i lavori del Cgie, come segno di partecipare e di coinvolgimento. Sabastian Nielsen, rappresentante dei giovani connazionali in Svezia e Danimarca, per incentivare l’avvicinamento dei giovani alle associazioni, ha suggerito seminari di formazione di dirigenti e investimenti sulla lingua e sulla cultura italiana. Una proposta, quest’ultima, sostenuta anche dalla rappresentante dell’Australia, Isabella Restifa; del Sud Africa, Giuseppina Gaglio; del Cile, Maria Paz Paladino; dell’Uruguay, Maria Lorena Inverso. Il delegato della Francia, Luigi Delia, ha accolto con soddisfazione l’iniziativa dei Comites di coinvolgere anche i giovani italiani nella circoscrizione di riferimento, mentre Maria Lorena Inverso e Isabella Restifa hanno ribadito l’importanza delle sedi consolari italiane all’estero, alcune delle quali non hanno un futuro.
Massimo Candusso
ed Eleonora Medda, provenienti dal Perù e dal Belgio, hanno espresso soddisfazione
per i loro rapporti con i Comites e per la formazione della «Commissione giovani»
nel Cgie. Propositivi anche gli interventi dell’italocanadese Cosmo Femia sulle
realtà giovanili operanti in Canada, e di Giuseppina Gaglio, sulla promozione
di scambi culturali a livello universitario, che hanno perorato il sostegno
degli enti economici nei confronti dei giovani imprenditori italiani all’estero.
Mario Borghese e Silvia Alciati, a nome dei giovani italiani di Argentina e
Brasile, hanno espresso l’interesse per i progetti Ites-Italia Lavoro.
Oggi la rete dei giovani connazionali nel mondo ha un suo sito: www.giovanitaliani.it. Interessante è stata la testimonianza di Francesco Dominoni sui servizi offerti ai giovani italiani in Irlanda, col sito web, su scambi con le università e sulle possibilità di trovare alloggio, lavoro e occasioni di aggregazione tra connazionali. (Luciano Segafreddo*-Messaggero di sant’Antonio, marzo 2010/Inform)
* Direttore del Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero