INFORM - N. 47 - 9 marzo 2010


ITALIA-BALCANI

Frattini, stabilizzare la Bosnia obiettivo chiave

“Passare dalla logica degli accordi di pace di Dayton a quella di avvicinamento all'Europa”

 

GORIZIA - Balcani ormai inseriti in un processo di avvicinamento all’Europa. Da Gorizia dove ha partecipato al Forum su "gli Scenari dello sviluppo dell'Area Adriatico-Balcanica", il ministro degli Esteri Franco Frattini ha fatto il punto su problemi e prospettive di un'area da sempre prioritaria per l'Italia.

Per la Bosnia,che rimane l’anello debole della stabilizzazione dei Balcani, "non dobbiamo – ha detto Frattini - sprecare il 2010 in attesa delle elezioni dell'autunno" e fare, dunque, dei passi avanti a partire dalla liberalizzazione dei visti, così come avvenuto per altri paesi dei Balcani. Ma il nodo chiave resta quello di passare dalla logica degli accordi di pace di Dayton a quella di avvicinamento all'Europa. In particolare, secondo il ministro, è importante chiudere l'ufficio dell'Alto rappresentante (istituito proprio da Dayton nel 1995) e passare a un ruolo guida da parte dell'Unione Europea. "A quindici anni da Dayton il contesto bosniaco continua a registrare difficoltà a procedere verso una definitiva stabilizzazione".

In questa prospettiva, Frattini ha sottolineato l'importanza della Conferenza sui Balcani che si terrà a giugno a Sarajevo, città che la "merita politicamente", perché è stata un simbolo di guerra ma ora è un simbolo di rinascita. Una conferenza, fortemente voluta dall'Italia, che sarà a guida europea ma con il coinvolgimento chiave di Stati Uniti e Russia.

Ma la questione Balcani è ampia, e se da una parte il futuro dell'area dipende dalla volontà di riforme dei governi locali per raggiungere gli standard europei, dall'altra è fondamentale la risposta che l'Ue saprà dare alla domanda d'Europa che viene da oltre Adriatico. Ed è strategico, pur nelle specificità nazionali, creare un'integrazione delle reti di comunicazione e sistemi di approvvigionamento energetico interbalcanico e con l'Italia. L'obiettivo è un'area di libero scambio e di sviluppo equilibrato delle economie territoriali.

Un'altra corsia, assieme a quella della stabilità politica, per l’avvicinamento all'Europa. In quest’ambito si inseriscono le iniziative dell’Enel ‘’interessata – come ha detto Carlo Tamburi responsabile della Divisione Internazionale – allo sviluppo energetico dell’area balcanica occidentale’’. Tamburi ha precisato che l’Enel è in contatto con la maggior parte dei Governi sia per gli impianti a carbone che per le gare per le concessioni idroelettriche ed è in attesa di conoscere l'evoluzione e l'accordo tra i Governi sloveno e croato per lo sviluppo della centrale nucleare di Krsko. (Inform)


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