INFORM - N. 44 - 4 marzo 2010


SENATO

Anche il voto all’estero nel dibattito in Aula per le dimissioni del senatore Di Girolamo

Micheloni (Pd): “Arrivare presto a proposte di riforma delle modalità di suffragio dei nostri connazionali nel mondo ”. Randazzo (Pd): “Evitare speculazioni estremistiche e populiste di quanti propongono l’abrogazione tout court dell’esercizio del diritto costituzionale di voto”

 

 ROMA – Si è parlato anche del voto e degli italiani nel mondo nel corso del dibattito, a Palazzo Madama, sulle dimissioni del senatore Di Girolamo. Durante il suo intervento in Aula il senatore del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione Europa, ha infatti invitato le forze politiche ha riflettere su quale importanza dia la politica italiana alla presenza in Parlamento di deputati e senatori che rappresentano milioni di connazionali all’estero. “È questa la domanda a cui dobbiamo rispondere, - ha spiegato Micheloni - ma finora la risposta di tutte le parti politiche non è stata rassicurante , perché i problemi delle candidature che emergono oggi nel centrodestra fanno capire che non è stata presa molto sul serio questa circoscrizione; ma per chiarezza ed onestà voglio dire che anche nel mio partito non è stata presa molto sul serio… Io sono convinto – ha aggiunto Micheloni  - che la presenza dei parlamentari all’estero in questo Parlamento sia importante per l’Italia più che per i connazionali all’estero; è importante per l’immagine del nostro paese nel mondo, perché l’immagine vera dell’Italia nel mondo non è quella che ci raccontiamo. Un tempo si parlava dell’Italia come del Paese “pizza e mandolino”; oggi a questa immagine in tutti i Paesi del mondo si aggiungono altre parole: mafia, camorra, ‘ndrangheta: Contro questa immagine ci sono milioni di italiani che tutti i giorni lavorano e si impegnano socialmente e politicamente”.

Micheloni ha poi sottolineato la necessità di accelerare l’indagine conoscitiva sull’applicazione delle norme che regolano le elezioni nella circoscrizione Estero, realizzata in modo congiunto dalla 1a e 3a Commissione del Senato. “Dobbiamo portare avanti fino in fondo questo lavoro – ha precisato  Micheloni - per poter fare delle serie proposte di riforma delle modalità di esercizio del voto all’estero. Tutto questo lo abbiamo chiesto subito dopo il voto, prima che scoppiasse il caso Di Girolamo”. Micheloni ha infine auspicato una diversa politica del Governo per le collettività degli italiani del mondo  che in questi ultimi anni sono stati duramente penalizzati dalla riduzione delle risorse finanziarie. 

L’importanza degli italiani nel mondo e della circoscrizione Estero è stata sottolineata anche dal senatore del Pd Nino Randazzo, eletto nella ripartizione Asia-Africa-Oceania-Antartide, che ha inoltre evidenziato l’esigenza di evitare che la vicenda Di Girolamo abbia delle ricadute negative sul sistema di rappresentanza dei nostri connazionali nel mondo. Randazzo ha poi ricordato come il pieno l’esercizio del voto all’estero rappresenti “un’autentica conquista di civiltà e democrazia che altre nazioni europee, quali Francia e Grecia, ci invidiano, stanno studiando e si preparano ad adottare…. Bisogna evitare – ha continuato Randazzo – che il polverone della vicenda getti ombre immeritate sulla legittimità e onorabilità di tutti gli eletti all’estero… si tratta di scongiurare, - ha aggiunto il senatore del Pd - che su un passaggio così triste per la nostra democrazia, si innestino le speculazioni estremistiche, populiste, reazionarie, di quanti propongono l’abrogazione tout court dell’esercizio del diritto costituzionale di voto dei cittadini italiani dovunque risiedano nel mondo.(Inform

 

 


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