CGIE
Il
documento letto in Assemblea da Claudio Provenzano (Comites di Hannover)
I giovani vogliono partecipare e contare.
Tra gli obiettivi, un Comitato Giovanile Nazionale
Narducci: “Impegno costruttivo per rinsaldare
i legami tra l’Italia e i giovani nel mondo”. L’auspicio che
ROMA – Un documento breve, che sintetizza in modo esaustivo
l’intenso lavoro svolto dalla delegazione dei giovani nel mondo, invitati
per la prima volta a partecipare attivamente ai lavori del CGIE. E che
al CGIE hanno esposto esperienze e proposte. Confluite nel testo sottoposto
all’attenzione dell’Assemblea dal giovane italiano in Germania Claudio Provenzano,
consigliere del Comites di Hannover, referente della Commissione giovani.
Il documento, che formula quattro “obiettivi programmatici”
considerati “fondamentali” dai giovani, come ha sottolineato Provenzano, contiene
un preambolo nel quale si chiede di colmare una “lacuna”: una Commissione rappresentativa
del mondo giovanile in seno al Consiglio Generale. Non contemplata nell’attuale
legge istitutiva del CGIE, ma che dovendo essa essere riformata...
Nel futuro immediato i giovani ritengono comunque necessario
“il riconoscimento ufficiale di alcuni referenti del CGIE in loco per le tematiche
giovanili, i quali avranno la legittimazione necessaria per interagire con associazioni
e operatori locali”.
Ed ecco i quattro obiettivi programmatici: la raccolta
in loco delle informazioni necessarie al fine di predisporre ed implementare
la comunicazione volta al coinvolgimento dei giovani italiani all'estero e discendenti,
indipendentemente dalla appartenenza associativa, per renderli parte attiva
nella presa di decisioni che li riguardano; la creazione di un Comitato Giovanile
Nazionale (Cgn) riconosciuto a livello istituzionale che sia in grado di prendere
decisioni operative in relazione alle tematiche e problematiche locali e internazionali;
la dotazione degli strumenti necessari al fine di realizzare gli obiettivi di
cui al punto precedente; l’elezione da parte del Comitato Giovanile Nazionale
di delegati ufficiali, che saranno chiamati a rappresentare la varie istanze
ed esigenze, emerse nelle comunità giovanili italiane all'estero, in seno al
CGIE.
I giovani precisano nel documento che “prima di addentrarsi
nelle specificità delle esigenze locali dei paesi rappresentati si è convenuto
di approfondire la conoscenza delle effettive esigenze delle realtà giovanili
attraverso un ascolto in loco da effettuarsi al momento del ritorno nelle varie
comunità italiane all'estero. A tale proposito – chiariscono i giovani - verranno
interpellate le varie associazioni, non solo giovanili ma di vario genere, i
Comites ed altri operatori locali nelle persone dei giovani che le compongono
o che potrebbero essere parte nell'immediato futuro”.
Il Segretario generale uscente Franco Narducci (il documento
è stato letto prima delle votazioni per il rinnovo delle cariche) ha sottolineato
l’importanza della presenza dei giovani ai lavori del CGIE: “ora tornano a casa
ma la loro missione non è conclusa” ha commentato evidenziando la portata delle
loro energie e del loro impegno per costruire una rete dei giovani che faccia
leva su valori portanti e che sia di riferimento per le comunità. Un impegno
quello dei giovani che “non deve essere strumentalizzato” dalla politica. Un
impegno che invece “deve essere costruttivo” per “rinsaldare i legami tra l’Italia
e i giovani nel mondo”.
E se il Vice ministro Danieli nell’incontro con i giovani
delegati due giorni fa ha auspicato che la tanto attesa Conferenza dei giovani
possa tenersi entro il 2008, Narducci si è augurato che essa possa svolgersi
a fine 2007 o inizio 2008 . Una conferenza per creare una assise di riferimento
come è stato per la vecchia emigrazione. (S.P.-Inform)