INFORM - N. 207 - 6 novembre 2006


DIRITTI

Concluso a Montevideo il XVI vertice ibero-americano “Migrazioni e sviluppo”

“Non criminalizzare i migranti”

 

MONTEVIDEO - "I paesi industrializzati del nord criminalizzano gli immigrati provenienti dal sud…quando l'emigrazione era dal nord al sud, non c’erano problemi anche se venivano saccheggiate le nostre risorse": queste affermazioni del presidente boliviano Evo Morales riassumono lo spirito di gran parte del XVI vertice ibero-americano 'Migrazioni e sviluppo' concluso ieri a Montevideo. Alla Cumbre Iberoamericana erano assenti , per i più diversi motivi ufficiali o ufficiosi, otto dei 19 paesi latino-americani che avrebbero dovuto parteciparvi: Brasile, Venezuela, Cuba, Perù, Panama, Nicaragua, Guatemala, Repubblica Domiciana. Dall’Europa c’erano Spagna, Portogallo e Andorra. Alla Spagna e all’Unione Europea (UE) i latino-americani hanno chiesto di “non criminalizzare” i loro cittadini che giungono in Europa e di fornire più aiuti economici per frenare il crescente flusso di migranti.

Nella conclusiva 'Dichiarazione di Montevideo' si aggiunge che tutti i governi "devono assumersi le rispettive responsabilità" per ridurre il flusso migratorio dalla regione verso l'UE, e di impegnarsi, per lo stesso motivo, in piani locali di sviluppo. Con un altro particolare documento è stato contestato il progetto americano di costruire una barriera di oltre 1.200 chilometri lungo la frontiera con il Messico. Brunson McKinley, ex-ambasciatore statunitense ora a capo dell'Organizzazione internazionale migrazioni, organismo associato all'Onu con sede in Svizzera, ha sostenuto che il muro, di cui peraltro esistono da tempo già alcune sezioni, "non verrà mai costruito perché è soltanto un argomento politico ed elettorale contingente".

McKinley ha preso esplicita posizione anche contro "i muri virtuali” che, a suo dire, Spagna e Italia avrebbero creato nel Mediterraneo.

Il primo ministro spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero ha assicurato che "in Spagna tutti gli immigrati vengono trattati bene" e che l' istituzione di visti d'entrata per tutti coloro che provengono dall'America Latina (già necessari per colombiani, peruviani ed ecuadoriani) non è iniziativa di Madrid ma di Bruxelles ed è "per il momento solo un'intenzione allo studio".

Argomenti collaterali della Cumbre – che intende affrontare l’anno prossimo in Cile il problema di oltre 200 milioni di latino-americani poveri su una popolazione totale di 523 milioni - sono stati i migliorati rapporti tra Cile e Bolivia e la disputa tra Argentina e Uruguay che intende costruire due cartiere inquinanti lungo un fiume al confine tra i due Paesi; Re Juan Carlos, presente a Montevideo con Zapatero, ha accettato la richiesta del presidente argentino Nestor Kirchner di fare da "mediatore" tra Buenos Aires e Montevideo.(MB-Misna)

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