INFORM - N. 191 - 12 ottobre 2006


ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Question Time alla Camera: il Ministro Amato risponde a una interrogazione Udc

“L'allargamento della Carta dei valori ad altre confessioni non è un annacquamento”

“L’attenzione al fondamentalismo è massima”

 

ROMA – “L'allargamento della Carta dei valori ad altre confessioni religiose non è un annacquamento”. La Carta sarà fondata su  principi “fermi, trasparenti e chiari” e saranno quelli che  “abbiamo il diritto e il dovere di chiedere a chiunque intende diventare cittadino italiano”. Nel frattempo l’attenzione al fondamentalismo, con occhi, orecchi ed altro, è massima”.

Lo ha detto il Ministro dell'Interno Giuliano Amato, rispondendo in Question time alla Camera ad una interrogazione dell’on. Luca Volontè  (Udc)

Nella interrogazione l’Udc aveva chiesto al Ministro “quale sia la sua posizione e quali iniziative intenda adottare per verificare l'osservanza da parte della comunità mussulmana dei principi della nostra Costituzione in tema di diritti umani e ordinamento civile e se non ritenga di procedere all'immediata redazione della carta dei valori, che sviluppi e diffonda, anche in Italia, un islam autentico perfettamente compatibile con i principi della laicità dello Stato e che condanni fermamente tutte le tendenze integraliste di stampo jihadista”.

Una richiesta motivata dal fatto che il 19 agosto scorso l'Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii) aveva fatto pubblicare su un quotidiano nazionale un'intera pagina sormontata dal titolo: ‘Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane’, in relazione alla guerra in atto in quei giorni tra Libano e Israele. Una inserzione che provocò, ha ricordato Volontè “dure reazioni nel mondo politico, tra i cittadini e persino tra la Consulta per l'islam”, organo di rappresentanza istituito presso il Ministero dell'interno e di cui l'Ucoii è membro costituente. Il deputato Udc ha osservato che il Ministro Amato “ha più volte sostenuto l'opportunità della sottoscrizione, da parte dei membri della consulta, di una carta dei valori e dei principi su cui costruire l'islam italiano, ma ha anche fatto proprie tutte le argomentazioni dei fondamentalisti dell'Ucoii, che avevano sostenuto più volte di non firmare la carta perché costituiva uno strumento di discriminazione nei confronti dei musulmani e che doveva essere estesa a tutte le altre confessioni religiose presenti in Italia”. Una impostazione che “è stata fortemente criticata dalle altri componenti della Consulta islamica, che si sono dissociate dall'atteggiamento ricattatorio messo in atto dall'Ucoii”. Volontè ha inoltre ricordato che nel corso di un'intervista al “Corriere della Sera” dell’8 ottobre scorso il Ministro ha dichiarato che ‘(l'Ucoii) non tende all'integrazione, ma alla preservazione di un'identità separata, che è quella su cui fa leva il fondamentalismo’. Volontè  ha infine rilevato che “si registra l'apertura, senza autorizzazione del provveditorato e senza i permessi del comune, di una nuova scuola araba in via Ventura a Milano”. Il Ministro Amato ha risposto al deputato dell’Udc ricordandogli che “l’idea di preparare una Carta dei valori fu mia, verso fine agosto”. Una iniziativa che fu proprio “sollecitata da quella inammissibile presa di posizione dell’Ucoii che negava l’irripetibilità dell’olocausto, ma anche da altre ragioni: nello stesso periodo era stata uccisa dal padre una ragazza perché voleva vivere come le altre, ed altri episodi ancora che non riguardavano soltanto gli islamici, pensiamo alla pratica dell’infibulazione che in qualche modo è entrata nel nostro Paese”. Di qui l’idea di una Carta dei valori “della quale io detti inizialmente soltanto le teste di capitolo da elaborare, da approfondire, entrando nello specifico su temi fondamentali come il ripudio della guerra, l’inesistenza della guerra santa, il rispetto della libertà di coscienza, della libertà di scegliere la religione anche da parte dei figli, l’eguaglianza di genere, la conduzione paritaria della famiglia. Il tema della donna .- ha ricordato Amato - è quello che emerge di più nell’ingresso di nuove comunità che vengono da Paesi arretrati”.

Questa Carta “naturalmente – ha precisato il Ministro -  è destinata non solo agli islamici che vogliono diventare cittadini, ma a chiunque voglia diventare cittadino, primo perché non è giusto identificare una sola comunità esterna come l’unica alla quale chiedere l’adesione ai valori, secondo perché il problema esiste anche per altri, anche se vi sono problemi specifici per gli islamici. Io parlai fin dall’inizio di una Carta sulla quale avremmo lavorato e che non sarebbe stata sottoposta alla firma di nessuno nelle settimane scorse”. “Tanto è vero – ha aggiunto - che preannunciai la creazione di un Comitato di esperti che elaborasse questa Carta e che ci lavorasse sentendo anche le rappresentanze delle comunità diverse da quella islamica che vogliono entrare con la cittadinanza nel nostro Paese. A questa mia impostazione nella Consulta nessuno ha obiettato”. E il fatto che la Carta “dovesse essere destinata anche ad altri, oltre che agli islamici, è stato sottolineato non solo dai rappresentati dell’Ucoii, ma da molti altri che con l’Ucoii non hanno niente a che fare”. Amato ha costituito la Commissione della quale fanno parte per ora i professori Carlo Cardia, Roberta Aluffi Beck Peccoz, Adnane Mokrani, Francesco Zannini, Khaled Fouad Allam. Ma nella Commissione entreranno anche altri , “ci lavoreranno, e quando sarà finita sarà sottoposta alla firma di una platea anche più ampia”. “Posso assicurare e che questo allargamento non è annacquamento e che i principi saranno fermi, trasparenti e chiari” ha sottolineato Amato . Aggiungendo che “saranno quelli che abbiamo il diritto ed il dovere di chiedere a chiunque diventa cittadino italiano. Nel frattempo, ha ribadito, l’attenzione al fondamentalismo “ è massimo”. (Inform)


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