INFORM - N. 159 - 29 agosto 2006
 

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce d’Italia” di Caracas 

Tre italo-venezuelani dispersi: 200 milioni di bolivares per chi aiuta a ritrovarli

Tre aerei scomparsi nel nulla, alberi alti quasi cento metri che ostacolano le ricerche, e i misteri delle registrazioni di Maiquetía.Bruno Venturi vuole la verità

 

CARACAS - “Qualcuno ci sta ingannando. Voglio vederci chiaro”. Sono nette le parole di Bruno Venturi, il padre di uno dei ragazzi che viaggiavano con il Cesna 2006 scomparso durante la tratta da Los Roques a Valencia. “Da Maiquetia non sono chiari, la registrazione che ci hanno fornito è incompleta, sembra sia stata tagliata in un punto, ed anche l’informazione sulla ora in cui è partito l’aereo è imprecisa, se così fosse avremmo solo sprecato tempo nelle ricerche. Tutti possono sbagliare, ma che almeno ce lo dicano, anche solo 5 minuti di differenza significa dover spostare le ricerche”. La famiglia Venturi, per scoprire dove l’aereo col figlio a bordo sia caduto, ha messo su, a spese proprie, una squadra di ricerche fino ad ora unica in Venezuela “Abbiamo impiegato circa duecento persone a cui noi, oltre al vitto e all’alloggio, assicuriamo un salario settimanale. Uomini e macchine impiegati a noi costano circa diecimila dollari al giorno”. Da parte sua il governo venezolano ha messo a disposizione due unità dell’esercito, composte da 25 uomini, mentre i velivoli impiegati non sono adatti per l’operazione di ricerca a causa della vegetazione. “Ci sono alberi alti quasi cento metri, ci vorrebbero degli elicotteri particolari, in questi giorni sto concludendo degli accordi commerciali per riuscire ad averli”. Come se non bastasse, assieme alla famiglia Buzzi Battaglia ,decimata in un incidente aereo similare due anni fa, è stata  stabilita una ricompensa di 200 milioni di bolivares per chi riuscisse a trovare sia l’aereo scomparso un mese fa, che quello scomparso nella stessa zona due anni fa. “Tante persone, tanti pastori, camminano per quelle montagne, potrebbero sicuramente darci una mano, insomma, com’è possibile che l’aereo sia scomparso nel nulla? Non è neanche l’unico. Ad un’intera famiglia è successo lo stesso nel 2004”. Il triangolo delle Bermuda venezolano si trova  tra i parchi San Esteban e Henri Pittier, e tocca anche la Colonia Tovar. Sono già tre gli aerei dispersi e mai ritrovati in questa stessa zona. A febbraio 2004 fu inghiottito nel nulla il Cesna bianco e azzurro guidato dal comandante Buzzi Fontanella, in cui viaggiavano anche le figlie Barbara e Betty, oltra allo sposo di quest’ultima  Franco Rosetta. A marzo di quest’anno è scomparso l’aereo comandato da Nestor Mata Lorenzo, ed infine a luglio il velivolo guidato Rogelio Sanchèz, in cui erano presenti Froiber Rodriguez, Olga Rivero, Vincenzo Rotunno, Franco Rotunno e Gabriele Venturi.

Il mistero degli aerei scomparsi però non è privo di colpevoli. E’ sempre Venturi a sottolinearlo: “Anche la comunità internazionale dovrebbe preoccuparsi, perché se non si fa qualcosa, potrebbe succedere ad altri aerei, magari di linea. Ci rendiamo conto che l’aereo è scomparso a 50 chilometri di distanza dall’aeroporto internazionale di Maiquetía, il più importante del Paese, a 50 chilometri da Valencia, secondo scalo internazionale, a 30 chilometri dalla base militare più importante del Venezuela. In questi ultimi due anni sono scomparsi, tre aerei, in cui uno viaggiavano quattro passeggeri tutti italiani. Inoltre, è inconcepibile che l’aeroporto più importante di questo paese sia sprovvisto di radar”. Intanto continuano le ricerche, nella speranza che da un momento all’altro dia i propri frutti. I numeri di telefono, per chi abbia notizie, sono 0412-4653949, 0414-4698351 e 0416-7312749.

Il triangolo delle Bermuda venezolano

Caracas- Una vasta area che include Ocumare, Choroni, Cuyagua. El Castaño, La Mesa Guayacama. E’ il triangolo delle bermuda venezolano, uno degli spazi aerei in cui  i piccoli veivoli si possono azzardare con poca tranquillità. Gli incidenti sono un mistero solo per chi ignora la reale condizione dell’area: le correnti termiche ascendenti e discendenti, combinate con i venti del mar dei Caraibi, generano forti turbolenze, che mettono in difficoltà i veivoli leggeri. Le ricerche non sono per niente facili: è un luogo in gran parte inesplorato, con alberi di 40 e 80 metri, e montagne alte tremila metri. L’ideale sarebbe l’elicottero con due turbine, per la maggior potenza e la capacità di mantenersi stabili.

E le nostre Autorità?

Caracas-Franco Rotunno Diaz, Vincenzo Efrain Rotunno Oteiza, Gabriel Venturini Ariza. Tre italo-venezolani. Bruno Venturi avrebbe voluto maggior appoggio da parte della autorità italiane, è infatti deluso: “Cosa ci perdevano ad inviarci un elicottero dall’Italia?Ne inviano tanti in giro per il mondo. Ho l’impressione che ci abbiano trascurati. Il console generale d’Italia a Caracas, Stefano Pontesilli, è stato qui a Valencia con noi un giorno e in poche parole ci ha detto che per questo tipo di assistenza soldi non ne hanno. Questo è il massimo della collaborazione, dirci tante grazie e arrivederci”. A onor del vero neanche l’Ambasciata spagnola ha dato un grande contribuito alle ricerche, nonostante due tra i dispersi abbiano anche la nazionalità spagnola. (Piero Armenti-La Voce d’Italia/Inform)

 

 

 


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