L'ultima tacca di Lazar Jakovic
L’impatto col pavimento mi obbliga a riemergere dalla breve fase di incoscienza. Un attimo prima ero in piedi, stupito dell’intensità del dolore che mi stava avvolgendo in spirali roventi dopo essere esploso all’altezza della nuca; e un attimo dopo mi ritrovo steso in terra, nella baracca che fa da ufficio allo sfasciacarrozze “Rottami & Ferraglia”, dove da un po’ di tempo svolgo la nobile professione di guardiano notturno.
Devo essermi parecchie ossa, perché al dolore iniziale si sono aggiunti gli spasmi di molte parti del mio corpo. L’unico “pezzo “ che non mi fa male è la mano destra. Semplicemente perché non c’è, è morta da tempo.Cerco di sollevarmi, puntellandomi sui gomiti. La fatica è enorme, l’aria si rifiuta di raggiungere con continuità i polmoni, gli occhi stentano a mettere a fuoco le immagini. Meglio così, qua dentro è tutto talmente squallido!Dopo vari tentativi riesco a conquistare una posizione più dignitosa, seduto in terra, ma con le spalle appoggiate al muro. Sento qualcosa di caldo e umidiccio che mi scorre sulla faccia e sul collo. Sto sudando così tanto? Passo rapidamente la mano sulla pelle. La vista è annebbiata, ma riesco a vedere il colore rossastro che ora la ricopre. Sangue. Dal naso (forse l’ho sbattuto cadendo!). Dagli occhi (forse mi si sono irritati e ...). Dalle orecchie (forse ... forse cosa?).Forse è il Big One.E’ la Crisi, quella con la C maiuscola.Quella che porrà fine a tutta questa storia.Mi tornano in mente gli occhi freddi del dottor Ivanovic, mentre con il suo tono distaccato e professionale mi spiegava quello che sarebbe accaduto se non avessi collaborato per trovare una soluzione:- Non scenderò nei particolari. Non serve a molto. Posso dirle soltanto che il suo cervello si staccherà dalla calotta cranica iniziando dai punti di sutura che sono stati apportati durante l'operazione di trapianto. Sarà una cosa molto dolorosa e, a quel punto non piu' rimediabile se non con un drastico intervento chirurgico di separazione prima che il distacco sia completo. Se il sangue non irrora il cervello regolarmente, il cervello smette di funzionare....Se tutto va bene, lei potrebbe avvertire i sintomi di quello che sta accadendo: intensificazione delle crisi, vista appannata, improvvisa afasia. Però chi può dire quanto tempo intercorre tra i primi sintomi e la crisi? Non ci sono precedenti.
*** - E tu, brutto stronzo, non hai collaborato!
- Ci mancavi solo tu, Alessio. Non potresti tacere, almeno in momenti come questo?- Ma stiamo morendo, te ne rendi conto? Non ci saranno altri momenti per riportarti alla ragione!- E allora? Sapevamo che sarebbe successo, no? E’ quello che aspettavamo. Si tratta di stringere i denti per un po’. E poi, finalmente...- UN CAZZO! Era quello che aspettavi TU! Tu vuoi morire. Io NO!
*** Alzo gli occhi per mettere a fuoco l’ambiente che mi circonda. Non riesco a vedere bene, ma mi rendo conto di non essere lontano dal tavolo-scrivania dell’ufficio. Sul bordo un oggetto che mi fa tornare in mente qualcosa. Caspita! E’ il cellulare del signor Muzzi, il mio datore di lavoro! Prima di andarsene si era raccomandato di metterlo sotto carica. E io mi sono dimenticato. Questo pensiero mi suscita angoscia. Buffo, nella situazione in cui mi trovo, mi preoccupo per un compito non eseguito! Sarà il mio dannato senso del dovere!
***
- Mi dispiace, Ale. Ma non posso fare nulla per te.
- Cristo! Qualcosa devi tentare. Cerca aiuto, qualcuno che ci dia una mano.- Una mano? La destra, magari? Non farmi dire spiritosaggini, che non ne ho voglia. Cercare aiuto. E perché?- Per sopravvivere.- E perché?- Perché la vita non si molla così. Mai sentito parlare di istinto di sopravvivenza in quel tuo cazzo di Paese?- Vita ... sopravvivenza ... parole vuote. Tutto ha perso di significato. Pensa CANE. Lo vedi, no?, un botolo simpatico che scodinzola, che ti lecca la mano e ti fa le feste. Pensa ancora cane, ma più ... lentamente ... staccando le sillabe, CA NE, poi le lettere C A N E. Sempre più lontane ... C ... A ... N ... E ... Il botolo non c’è più. Nessuno ti fa le feste. Le lettere perdono il legame che le univa. C A N E A N C ... non significa più niente. Tutto il mondo che conoscevi diviene una tempesta di lettere disunite, prive di significato. E ti accorgi che intorno a te c’é solo il vuoto, che dentro di te c’è solo il vuoto, che tu sei vuoto.- Ehi, fratello, va bene che sei strafatto. Ma adesso mi fai proprio incazzare di brutto. Già mi è toccata una spiacevole fine per colpa tua. Sono stato costretto a convivere con te e mi sono adattato. Dopo aver assaggiato la morte, ho riassaporato il gusto della vita, e ora mi ci sono affezionato. Sono VIVO, nonostante tutto, e VOGLIO continuare a VIVERE. Non ti permetterò di farmi morire di nuovo!- Ehi, ti accorgi di parlare come un libro stampato? (ma perché si dice così? i libri stampati parlano? avete strani modi di dire, voi italiani). Mi dispiace, amico mio. Non sei con me per mia volontà. Saresti stato meglio con Von Sebottendorf. Lui si che ce l’ha l’istinto di sopravvivenza. Ma è andata così. E non possiamo farci niente, ormai, qualunque cosa tu dica. Ma continua a parlare, fratello. Così mi distraggo e sento meno il dolore.
*** Il dolore. Una costante di questo ultimo anno. Ora la testa sembra esplodere. Cerco di massaggiarmi le tempie. La mia mano si sposta da destra a sinistra, da sinistra a destra. Ma il sollievo non arriva.
***
- No, no, no e no. Non mi arrendo. Me lo devi, cazzo! Grazie a me hai vissuto un anno speciale, hai conosciuto cose inimmaginabili, hai conosciuto l’amore, l’amicizia, le emozioni....
- Già, ma erano solo illusioni. E adesso non c’è più niente. Perché ti ostini ad aggrapparti a questa parvenza di vita? Anche tu sei stato tradito. Chi ha fatto del male a me sapeva di farlo anche a te.- Forse hai ragione, ma se continuiamo a vivere possiamo ricostruire qualcosa di buono. Forse ci sono stati equivoci che si possono chiarire. Prova a ricordare i momenti belli che hai vissuto con il tuo amore, prova a pensare alle emozioni che hai condiviso con lei.- Non ci provare, Alessio. Capisco che cerchi in tutti i modi di salvare la tua esistenza. Ma non pensare di riuscirci toccando quel tasto. Quell’amore di cui parli ... era qualcosa di meraviglioso, è vero, ma si è trasformato in qualcosa di terribile. E ancora non capisco perché. I suoi silenzi, il mio allontanamento, la distruzione di un sogno, il tradimento ...- Tradimento? Cosa dici?- Come chiameresti la trappola che mi è stata accuratamente preparata? Lo so, sono recidivo. In questo ultimo anno ci sono già cascato varie volte. Ma le altre volte si trattava di nemici. Questa volta invece ... la ragnatela è stata tessuta da chi un tempo diceva di amarmi.- Come puoi dire questo? Come puoi anche solo pensarlo? Non è possibile! Mi rifiuto di ascoltarti.- Solo lei sapeva che stavo correndo a casa, in preda alla disperazione e senza pensare ad altro che a guardarla negli occhi e trovarvi delle risposte.Solo lei sapeva....E quella specie di bipede cornuto è stato il suo esecutore, contento di potersi finalmente rifare per tutte le frustrazioni accumulate dopo aver conosciuto l'acre significato della gelosia. Cosa può aver provato, quando leggeva negli occhi di lei l'incanto delle emozioni che le facevo vivere, con la sola forza del mio amore "umano"? Da lui me lo aspettavo, un comportamento del genere. Di cosa altro potrebbe essere capace un essere così abietto?Ma lei ... anche se non mi amava più, anche se il suo silenzio mi aveva spinto lontano, lei no, non l'avrei mai creduta capace di ... ferirmi così profondamente.Capisci perché non ho più alcun motivo per aggrapparmi alla vita? Rassegnati, fratello. E' arrivato il momento di uscire di scena.- Aspetta, testa di cazzo. Può darsi che tu abbia ragione. Ma rifletti ancora un momento.Un amore così grande non può finire nel nulla. Scava dentro di te, quell’amore c’è ancora, forse prigioniero di un mostro orribile che cerca di soffocarlo.- Smettila di fare lo strizzacervelli, che il mio cervello si sta già strizzando da solo. Non c'è bisogno di scavare. E' vero. Quell'amore è stato talmente grande che è ancora dentro di me. E brucia, e fa male. Più delle crisi di rigetto. Per questo prima ce ne andiamo da questo mondo e meglio è. Non c'è più posto per noi.La storia è finita. The end.- E Neda? Fallo per lei. E' ancora nelle mani di chissachi. Non puoi abbandonarla al suo destino. Devi liberarla, restituire alla vita almeno lei.
- Ci ho provato, lo sai bene. Sembrava tutto a posto. E poi tutto è di nuovo precipitato. Se la sono ripresa, amico mio. E a quest'ora non credo che sia più viva nemmeno lei. Si saranno vendicati del tiro che gli abbiamo giocato. Ho sperato che mi contattassero di nuovo. Questa volta non avrei fatto trucchi. La mia vita in cambio della sua. Tanto per me non ci sarebbe stata una grande differenza. Ma nessuno mi ha cercato. Vuol dire che non c'è più nulla da scambiare. Come vedi, non mi resta proprio più niente.
- Allora fallo per me, fratello. Ti scongiuro. Io sono giovane, ho vissuto meno anni di te. Sono innocente di tutto. La MIA vita è in TE, e sono totalmente indifeso. Non hai il diritto di decidere della mia esistenza. Sarebbe come condannare a morte un bambino.***
Questo è veramente un colpo basso.
Gli incubi che ho vissuto in questi ultimi mesi mi si riversano tutti insieme addosso, soffocandomi più di quanto stia facendo l'afasia provocata dalla crisi.Distruggere un bambino ... Dragos dilaniato da una bomba sul ponte di Novi Sad, Dragos scomparso nel vento sulla costa frantumata del mio paese, Dragos strappato via dal suo nido con un freddo strumento chirurgico.Dragos, che non ha conosciuto l'amore, ma solo una morte spietata, senza un perché, senza possibilità di difesa.Non posso permettere che venga ucciso un altro bambino.*** - Va bene, Alessio. Vorrei fare qualcosa per te. Ma temo che sia troppo tardi.
- Provaci. C'è quel cellulare sul tavolo. Chiama qualcuno. Chiama il dottor Ivanovic.- No, Ivanovic no. Lui è legato a LORO. Non voglio più avere niente a che fare con quelli di Distruzione.- Allora telefona a quell'altro dottore che cercava di aiutarti.- Si, Carlo è un amico. Posso provare a chiamare lui. Ma probabilmente non ci sarà.- E tu prova! Dai, sbrigati. Stai peggiorando di minuto in minuto, lo sento. Fra poco perderai i sensi, e allora si che non potremo fare più niente. Dai, amico, stai facendo la cosa giusta! Andrà tutto bene!- Vaffanculo, Alessio. Non metterti a dire americanate! Questo non è un film. Questa è la vita vera.*** E' una grande, immane fatica trascinarmi fino alla scrivania. Pochi metri, ma sembrano distanze stratosferiche. E ora che sono arrivato, devo riuscire ad afferrare il cellulare, senza farlo cadere. Al terzo tentativo ce l'ho in mano.
Ma ora viene la parte più difficile. Dai miei occhi continuano a scorrere lacrime di sangue, e la vista è sempre più debole.La mano che tiene il cellulare, è umida e scivolosa, scossa di tanto in tanto da un tremito. Ma è l’unica che ho a disposizione! E il cellulare è quasi scarico.Devo riuscire a non farmi sfuggire il telefonino mentre cerco di comporre il numero.Il numero che sto cercando di ricordare. Ma col cervello che va a fuoco è difficile fare sforzi di memoria.0333 ... 4 8 ...7 ...o 6? 5 4 7...yes. Porto il cellulare all’orecchio.Silenzio.Una voce. Il numero da lei chiamato non corrisponde ad alcun utente...*** - Nooo, cretino. Hai sbagliato numero! Riprova, riprova subito.
- Calma, fratello. Evidentemente il terzo numero era un 6. Ora lo faccio giusto.
- Ecco, bravo. Con attenzione 0 3 3 3 ..4 8 . beh, che fai? Nooo ... ti è scivolato il cellulare di mano. Speriamo che non si sia rotto. Riprendilo, è qui vicino.- Scusa, ma è difficile tenerlo e contemporaneamente fare il numero.- Sei proprio cretino. Lascialo appoggiato in terra e componi il numero, lentamente.- Meno male che ci sei tu che sei intelligente. E’ troppo lontano, non ci vedo. Ecco, ora lasciami respirare un attimo, poi ci riprovo.- Non abbiamo tempo. Fra poco non riuscirai nemmeno a muovere quella tua dannata mano.Dai, 0 3 3 3 4 8 6 .... 5 dai 4 ...non ti fermare ... ancora un solo numero...- Mi manca il respiro. Alessio ... credo che ci dobbiamo salutare ....- Solo un ultimo sforzo! Ecco, bravo .... 7 ...yes. Ce l’abbiamo fatta!*** Biiiipppp biiiippp biiippp
un suono striduloun tenue lampeggiarel’ultima tacca è andatacellulare scaricotutto si spegnenon rimane altro che il silenzio.
PATHOS © 2000
Associazione di Letteratura Interattiva