TOLEDO E DESTINO FECERO IL RESTO...
di Laura Chiavini
Da parte mia??
Era un complotto contro di me!
Era uno scherzo orribile.
Generato dalla mente malata di qualcuno che mi odiava e voleva punirmi
per qualche mia malefatta.
Avevo dieci anni e lei sarebbe tornata.
Quei ridenti occhi verdi mi avrebbero guardato ancora, mi avrebbe di
nuovo sgridato per le mie marachelle, mi avrebbe tenuta stretta contro
di se,
dissolvendo le mie paure e nutrendo il mio cuore...
Io aspettai, paziente, desiderosa di gridare al mondo che ero io ad avere ragione.
Al suo funerale andai con occhi asciutti, svuotata di ogni pensiero
razionale.
Ero un guscio vuoto.
Julian piangeva accanto a me ed io tenevo stretta la sua mano.
L'incenso invadeva l'aria, il prete salmodiava una litania, figure
vestite di nero torreggiavano su di me; ci stavano abbracciando (erano
amici?,
colleghi? parenti? chissà....).
Alcuni ci additavano da lontano.
Parlavano fra loro, chini gli uni sugli altri.
Li odiai con tutta me stessa.
I loro occhi avidi e curiosi ci scrutavano, spolpavano le nostre anime
messe a nudo dal dolore.
La pietà che vi vedevo riflessa era rivoltante..........
Dentro me ancora aspettavo il colpo di scena, il momento del << ci siete cascati è tutto uno scherzo!!!! >>
Quando fu posto l'ultimo mattone, qualcosa si spezzò dentro me
con un fragore devastante.
La comprensione, il dolore invasero il mio cuore e la mia mente.
Gridai...
Gridai da sentirmi male
Ululai di dolore come un lupo ferito.
Nessuno si voltava....
Nessuno sentiva....
Quando non ebbi più fiato per gridare aprii gli occhi.
Ero immersa in una nebbia calata d'improvviso. Le figure accanto a
me, ferme in una staticità innaturale sbiadivano velocemente. La
mano che stringevo fino ad un istante prima, non c'era più.
Chiusi gli occhi come per scacciare la foschia. C'era una grande pace,
niente brusii di sottofondo, solo un silenzio ristoratore.
Riaprii gli occhi e mi guardai intorno.
C'era un prato verdissimo attorno a me ed ero sola.....
La pioggia scendeva sottile sottile ed ero già fradicia.
Ma in qualche modo felice.
Camminai...
Non avevo paura ( strano ), ne avevo una meta, solo un pò di
freddo.
Vagai per la pianura e dopo un tempo, che a me parve infinito, arrivai
vicino ad un boschetto di acacie in fiore. Vi ero attratta, irresistibilmente,
come un'ape dal miele.
Sentivo che qualcuno o qualcosa, dall'altra parte, mi stava aspettando.
Corsi allora e mano a mano che divoravo il sentiero la mia gioia aumentava.
Poi una radura con al centro un magnifico laghetto cristallino......
Qualcosa stava cambiando ma non sapevo cosa ( chi ) fosse......
Avanzai con passi incerti fino alla superficie dello specchio d'acqua
e fissai le piccole increspature che, dispettosa, la brezza aveva sollevato.
Piano piano le onde si diradarono ed io la vidi........
La tunica color zafferano era fermata da una fibula con incastonati
i colori dell'arcobaleno, i calzari in capretto avevano lacci che arrivavano
al
ginocchio, le ali erano ancora umide.
Sorrisi al riflesso......... poi un rumore che veniva dal lago.
Alzai gli occhi.
L'uomo era appena emerso dalle limpide acque, splendido nella sua nudità.
Bello come un Dio eppure solo Uomo.......
Udii le mie labbra mormorare il suo nome: <Titone, mio amato.....>
Mi prese la mano e si diresse verso il bosco dicendo: <Andiamo....>
Io mi fermai. Guardai la sua stretta. Alzai lo sguardo e vidi Julian.
Non capii, rimasi imbambolata a guardarlo.
Aveva gli occhi arrossati di chi non piange solo perché ha finito
tutte le sue lacrime. Strinse di più la mia mano, come per scrollarmi
e disse:
< Rae andiamo a casa....... inizia a far freddo.....>
Guardai il muratore.
Stava ancora aggiustando l'ultimo mattone. Il prete ancora salmodiava,
la gente si stava congedando da noi, l'odore di incenso era tornato.
Lo seguii docilmente..........
Sono passati 17 anni da quel giorno in cui tutto è cambiato,
ogni tanto affioravano visioni che avevano il sapore dolce-amaro di un
passato a me
appartenuto.......
Credevo stessi impazzendo......
Ho impiegato anni di analisi per cercare di capire quello che mi stava
accadendo, il dottore mi diceva che erano sogni generati dal mio Desiderio
di cambiare la realtà, di avere una figura femminile con la
quale confrontarmi.....io negavo la realtà generando la fanciulla
alata.
Oggi sono una persona come tante, una laurea in chimica, un amore sfrenato
per le arti marziali e la pallavolo, un cane, un negozio di antiquariato
e,
a parte il mio hobby preferito (cioè lo studio dei veleni dall'antichità
ai giorni nostri), si può dire che io sia una persona normalissima........
Regolare.
Davvero........
Allora come mai sono le 4.30 ed io sto qui, appoggiata al frigo, bevendo
il latte dal cartone?
E' notte.
Tutto tace.
Come mai mi sono svegliata così di soprassalto?
Ho aperto gli occhi,il cuore romba sfrenato nelle mie orecchie, sembra
una Ducati lanciata contro il vento, la mia pelle è coperta da un
velo di sudore come dopo un incontro di boxe finito alla 15° ripresa,
il mio corpo è coperto da migliaia di piccoli brividi quasi avessi
la febbre, quasi fossi il campo di battaglia per un esercito di virus.
E' eccitazione.
E' Istinto.
Qualcosa è cambiato (come allora, ma più profondamente).
Il bagliore dell'Aurora che sorge dentro me, mi rapisce, mi esalta!
Il bozzolo si è aperto!
Come farfalla che pompa sangue nelle ali, spiegandole per poi poter
volare, così milioni di ricordi affluiscono nella mia coscienza.
Rivedevo i miei amori, i miei nemici, le battaglie sostenute, la gioia
di ritrovare i miei Fratelli, il dolore di separarci quando Morte e Oblio
sopraggiungevano.
Rivedevo il mio carro e i miei fidi destrieri, Fetonte e Lampo.........
Sono tornata!
Il Dormiente si è svegliato dopo interminabili anni di oblio,
dopo mille vite vissute........
L'Ignara che ero esulta ed assapora il potere che le canta nelle vene.
Barcolla un pò, come se le, ci, mi! mancasse la coordinazione,
come fossi una coppia di attaccanti non ancora ben affiatati.
Mi avvicino al balcone e sorrido alla notte: < Amica degli amanti,
mantello della mia Signora è una gioia rivederti in tutto il tuo
splendore. E tu
luna, simulacro dei desideri umani e voi stelle silenti, compagne dei
sognatori, gioite con me!!!!
Sorelle.......Fratelli.......Madre/Padre mia/o......ora riesco a sentirvi.......esultate
con me!......Eos, l'Aurora, è tornata!!!>