SETTE PICCOLE STORIELLETTE

di Silvia Bunati


Uno, Due e Tre!
Salta il fosso e compare il Re!
La Donna, sua fidata compagna,
Lo segue di corsa e non si lagna.
Più lontano viene il Cavaliere a Cavallo,
Che segue deciso e senza Fallo,
La Polvere di anni su di lui si è raccolta,
Ma come tutti del Re continua a fare la scorta.
Ecco i Fanti di tutti i Colori,
E ancora più sotto i Dieci dai Tremendi Poteri,
Seguono quattro Nove a Braccetto,
E gli Otto di tutto Rispetto.
Prendi i Sette e uniscili al Resto,
I Sei con i Cinque usando un Pretesto,
I Quattro sollecitali all'Avventura,
Che li aspetterà senza Premura.
Ed infine la Gran Carovana al termine Giungerà,
Con i Due e gli Assi si Chiuderà,
E i Jolly, incuranti di tutta questa Baraonda,
Aggiungeranno quel pizzico di incerto che ogni Storia sempre Circonda.
Or dunque, mescola il Mazzo e fatti Coraggio,
Le tue mani non Creeranno un Miraggio,
Chiudi gli occhi con Decisione,
Afferra la Prima Carta con Attenzione.
E il Futuro a te svelato sarà…
 

Necessità

- Ne ho bisogno Mario, ne ho maledettamente bisogno.
- Ho detto di no.
- Ti pregotipregotiprego...

Un sospiro, poi uno sguardo seccato.

- Leda, stai oltrepassando i limiti.

La ragazza abbassa il capo e le sue spalle si incurvano come sotto un enorme peso. Passa qualche secondo.

- Mi devo inginocchiare? È questo che vuoi? Lo faccio. Vuoi che strisci per terra ai tuoi piedi? Non hai che da chiederlo.
- Leda...

La ragazza fa per ribattere, i capelli lisci che le ricadono sul viso, le mani strette a pugno, ma la voce, quando esce, quasi non si sente.

- Non c'è proprio nessun modo per averla?

Di nuovo silenzio. Lo sguardo dell'uomo passa in rassegna ai jeans strappati, al top nero aderente.

- Beh...

Lei si accorge dove punta la sua occhiata e arrossisce.

- Non puoi chiedermelo...
- La vuoi?
- Si ma...
- Questo è il prezzo.

Le labbra della ragazza diventano due fessure sottilissime, si gira e la mano si tende verso la porta, poi torna ad abbassarsi.

- D'accordo, dammela.
Il sorriso dell'uomo si apre mostrando due file di denti gialli, afferra la ragazza per il braccio e la tira a sè.

- Prima si paga, bambina.

Lei lo fissa ad occhi spalancati poi si fa trascinare dietro il bancone fino in un angusto stanzino.
Mezz'ora dopo è seduta su di una panchina, una mano fra le gambe e il viso acceso. Trema, ma si dice che è dovuto al marmo gelato. Con uno scatto improvviso si alza e comincia a camminare avanti ed indietro. Si guarda intorno, ma a quell'ora è difficile che passi qualcuno nel parco. Dopo un pò torna a sedersi e respira profondamente, fino a quando il tremito delle mani non cessa.
Apre la borsa ed estrae la busta bianca che posa con cura sulle gambe stando attenta a non farla cadere. La apre delicatamente e ne tira fuori qualcosa di più piccolo. I suoi occhi brillano ora mentre osserva l'oggetto e un sorriso estasiato si disegna sul volto magro.
Prende il raccoglitore con emozione e lo apre all'unica pagina della sua collezione di Carte di Magick in cui c'era un posto vuoto.

Musica e suoni, Luci dai Mille Colori,
Una parte dell'Incerto si è Rivelata con un Pretesto,
Lascia che la tua Mente segua il Resto,
Ignora i Rumori che vengono da Fuori, lasciati guidare solo dagli Odori.
Fumo e sapori,
Occhi ridenti e Sorrisi Aperti,
Fissa gli Intarsi e Ricorda i lontani Deserti,
Il galoppo dei Cavalli e il rombo dei Motori.
Lascia che la musica ti guidi fino alla fine della Procedura,
Ignora i lontani Lamenti dei Ricordi spenti,
E i Capelli che si agitino al vento come Serpenti,
Studia le carte davanti a te con Etrema cura..
La Prima Carta è già stata girata, la Seconda è pronta per la lettura.
 

Mutamento

Il vento colpiva il cavaliere quasi avesse voluto disarcionarlo. Si insinuava sotto i suoi abiti sollevandoli, cessava di colpo e poi all'improvviso si abbatteva contro il suo fianco cercando di fargli perdere l'equilibrio. Diveniva una brezza leggera che gli accarezzava il viso come il tocco di una bella donna, né accarezzava le gambe dolcemente, rilassandone i muscoli e diminuendo la tensione che lo aveva spinto ad afferrarsi alle redini, poi diveniva sempre più forte e di nuovo tornava ad infuriargli attorno.
Ma, la persona che a cavallo si stava inerpicando lungo il sentiero, non era un principiante. Conosceva quel luogo come le sue tasche e, soprattutto, sapeva che presto tutto quell'accanimento contro di lui sarebbe cessato.
Egli avrebbe potuto scegliere una strada più comoda, lastricata e rapida, ma non aveva nessuna fretta e voleva evitare fastidiosi incontri. Quella era molto più lunga e presto avrebbe dovuto abbandonare la sua cavalcatura e proseguire a piedi, ma a lui non dispiaceva camminare e aveva sempre pensato che i facili percorsi portassero sempre a cattivi risultati.
Il vento si arrese come lui aveva previsto e fu il turno della pioggia.
Il cavaliere si tirò il cappuccio sul viso e proseguì la sua marcia senza rallentare fino a quando le gocce non furono talmente fitte e forti da costringerlo a smontare da cavallo e proseguire a piedi tirandolo per le redini.
Ma sapeva che anche questo presto sarebbe finito.
Il sentiero divenne sempre più stretto man mano che saliva e la visuale era così ridotta che pensò, ma solo per un secondo, di fermarsi sino a quando la pioggia non fosse diminuita. Ma anche quel momento passò ed egli arrivò al punto dal quale avrebbe dovuto cominciare ad arrampicarsi.
Legò la sua cavalcatura ad un albero striminzito e alzò il viso cercando di studiare il percorso. L'acqua lo costrinse a chiudere gli occhi, ma non fu spiacevole, anzi, la pioggia lavò via la polvere che gli si era attaccata sul volto a causa del vento.
Si sfilò il mantello e lo piegò infilandolo nello zaino che aveva appeso alla sella del cavallo. L'ultima volta che era stato lì nevicava e con il freddo non era stato facile trovare le prese giuste sulla roccia per salire, il ghiaccio aveva reso la roccia scivolosa e più volte aveva rischiato cadere nel vuoto. Afferrò lo zaino issandoselo sulle spalle e cominciò a salire dapprima lungo un piccolo sentiero in roccia, poi scalando la parete con determinazione.
La pioggia passò e venne il sole. Faceva caldo ora, forse troppo, ma i raggi asciugarono i suoi abiti e poté vedere chiaramente il percorso da seguire.
Uno, due.
Prima una mano ad afferrare la roccia, poi il piede nel buco appena sopra, e l'altra mano. Tirarsi su e cominciare da capo sino a quando non si raggiunge un punto un pò più sicuro per prendere fiato.
Ma non c'erano posti sicuri, per lo meno non su quella montagna e così il cavaliere continuò imperterrito la sua scalata, senza un momento di pausa, senza il minimo cedimento, a parte quelli dei sassi che ogni tanto volavano nel vuoto a causa di una sua presa maldestra.
Il sole cominciò a calare e vennero le stelle.
Di notte era più complicato, ma solo un pochino. Bastava essere prudenti.
Quando giunse in cima era notte fonda, i suoi abiti erano strappati in più punti e le sue mani piene di graffi, ma il suo respiro era tranquillo come se avesse semplicemente camminato.
Si chinò per spolverarsi gli stivali, poco adatti per una scalata, ma sicuramente comodi per andare a cavallo, e si sistemò i capelli lunghi, legandoli con un pezzo di stoffa.
Fu a quel punto che il tempo decise di cambiare di nuovo.
Sottili linee bianche si insinuarono fra le rocce come un ruscello che sgorga da una fonte nascosta. La nebbia crebbe attorno al cavaliere nascondendogli la strada e presto non fu più possibile distinguere nulla a parte il pallido biancore che avviluppava tutto come un sudario.
Il cavaliere si mosse come se non ci fosse stato alcun mutamento nel tempo. I suoi passi erano sicuri e il suo sguardo deciso. Conosceva quei luoghi, ogni loro piccola insenatura, ogni angolo, ogni curva.
Presto il terreno sotto i suoi piedi divenne strada ed egli la seguì con tranquillità fino ad arrivare ad una porticina scura, semichiusa.
Varcò quella soglia e si trovò in un giardino. Il profumo dei fiori scacciò la nebbia e la stradina di marmo bianco risplendeva alla luce della luna, il palazzo era proprio di fronte a lui, sulla cima della montagna.
Il cavaliere si fece largo fra le piante a fatica e raggiunse le mura. Il suo sguardo salì fino ad un piccolo balcone nella torre più alta del palazzo dal quale pendeva una sottile corda. Estrasse il mantello dallo zaino e lo indossò, poi prese ad arrampicarsi.
Sotto di lui si stendevano i giardini e, oltre le mura, la montagna che aveva scalato e, ancora oltre e molto più in basso, la lunga distesa di terra che la circondava. La luce della luna era intensa ed egli sarebbe risaltato sulla parete bianca della torre se non avesse portato con sé il mantello dello stesso colore.
Raggiunse infine il balcone ed entrò.
Al centro della piccola stanza c'era un letto a baldacchino e dietro le cortine di pizzo si intravedeva una figura. Il cavaliere si avvicinò in silenzio e scostò il tessuto restando per qualche secondo ad ammirare il corpo sotto le coperte.
Si chinò verso il volto addormentato.
La donna spalancò gli occhi spaventata e avrebbe urlato se il cavaliere non le avesse messo prima una mano sulla bocca. La mano fu sostituita da un bacio che divenne sempre più appassionato.

- Sarà forse il caso che tu ti trasferisca in città, un cambiamento farà bene ad entrambi.- Disse alla fine.

Piano, piano un Sentiero si Delinea,
Se saprai Individuarne la Linea,
Dimentica quanto ti Circonda,
Ignora la Baraonda.
La Terza Carta è già li che preme,
E il Futuro non conosce Mezze Misure
Per alimentare le tue Paure.

 
Follia

- Devi assolutamente provarlo, Jack! È uno sballo unico!
- Non so, quello che uso adesso funziona molto bene...
- Non come questo. La velocità è incredibile, la resa delle immagini perfetta, la guida on-line ottima e settabile sotto ogni aspetto.
- Mmm...
- Sai che facciamo? Te lo lascio per una settimana. Provalo.
- E se non te lo restituisco?
- Ehehehe, ti dò la versione shareware, mica quella completa, dopo una settimana non funziona più.
- Seeee...Sai quanta gente è in grado di manometterla?
- Non questo programma, Jack, non questo.

Nel silenzio del suo appartamento al 14° piano di un vecchio grattacielo, Jack "The Fool" Brisbane, studiò perplesso il caschetto nero con le strisce dorate sui lati, poi, con un vago senso di colpa, lo staccò dal computer e ci attaccò quello nuovo rosso fiammante.

- Benvenuto in FlaskNet, il nuovo programma di navigazione della ComputerWay. Di fronte a voi sono indicate le opzioni a vostra disposizione, potete procedere manualmente o attivare Selina, la vostra guida on-line.

Attorno a lui il buio, di fronte un elenco infinito di possibilità. Scelse la guida, almeno per le prime volte sarebbe stato conveniente servirsi di lei.

- Ciao Jack! Il mio nome è Selina e...

Si tolse il casco di scatto e lo gettò sulla poltrona.

- Micke!
- Ehi Jack! Che ne dici del giocattolino? L'hai provato?
- Per chi mi hai preso? Lo sai che è illegale questa roba?
- Andiamo, andiamo, il programma non infrange proprio la legge...Diciamo che penetra solo in una piccolissima parte del tuo cervello per prenderne dei dati...
- In una piccolissima....La guida on-line aveva l'aspetto di Aneeka, Jack, non mi sembra che si tratti solo di una minima intrusione!
- Evidentemente quello è il ricordo più forte che hai...È un programma nuovo, amico, puoi cambiare l'immagine se non ti piace...
- Quanto è originale questa roba, Micke?
- In una scala da 1 a 10?
- Micke...
- Beh...diciamo che si tratta di una versione beta...
- E...
- E che stanno ancora cercando di corrompere le persone adatte per farla approvare...
- E...
- Che c'è una causa contro di loro ad opera del programmatore che la stava testando, qualcosa a proposito del fatto che potrebbe dare assuefazione...
- Potrebbe?
- Sostiene che il nuovo programma crea una sorta di dipendenza in cui lo utilizza ma non è stato provato nulla fin’ora.
- Sei stato proprio un amico a propormi questo affare, volevi incastrarmi forse?!
- No, no ascoltami! Tu sei il migliore programmatore che io conosca, puoi risolvere questo problema e noi diventeremo ricchi!
- Noi?
- Beh, tu la migliori, io la vendo...che c'è di meglio?
- Micke...quanto è sicura questa linea?
- Non ti preoccupare, ho installato permanentemente il tuo Programma di Controllo Telefonico...
- Che non è affatto sicuro, la polizia lo ha beccato un mese fa.
- Ma io ho la versione Beta.
- Cosa ?!
- Andiamo, andiamo, sapevo che ci stavi lavorando e che l'avresti testata non appena possibile, è bastato ricorrere all'aiuto di un mio amico, non sei mica l'unico in grado di lavorare con i computer sai?
- Dovrei ammazzarti...
- Non sei il primo e nemmeno l'ultimo che me lo ha detto. Allora? Che ne dici della mia proposta?
- Perchè non la fai anche al tuo amico che ha preso il mio programma?
- Perchè non è bravo come te.
- E questa storia dell'assuefazione?
- Non che io ci creda molto, ma forse, dico forse, il fatto che il programma sia in grado di accedere al cervello di chi lo usa, potrebbe, dico, potrebbe creare qualche problema...ma questo, amico, non è assolutamente provato e poi tu puoi sicuramente trovare un modo per evitarlo.
- E se non ci dovessi riuscire?
- Sai quanto diventeremo ricchi?

Sorridi e ancor non ti Sovviene,

Che questo Giuoco Scordar ti fà le tue Pene.
Scherzar con il Futuro è Facile,
Come Manipolar la Mente di una Persona Gracile.
Ma quel che sembrava solo uno Scherzo,
Non riesci a toglierlo di Mezzo,
Studia i Semi con Attenzione,
E con Orrore ti accorgerai Che la Premonizione,
Alla Quarta Carta è arrivata,
Ed aspetta solo di essere Svelata.
 

Sogno

La vedo ogni giorno, è diventata un’ossessione per me.

Non ha nulla di speciale, nessuno si volta a guardarla promettendole amore eterno e fedeltà, sono io il solo, l’unico e questo mi rende felice. La vedo ed il mio cuore accelera i battiti, il fiato mi manca e non riesco, nemmeno per un secondo, a staccarle gli occhi di dosso. Adoro la sua figura, ha un portamento che non ho visto in nessun’altra donna, mi incanta, mi affascina. Le sue gambe sono perfette, i suoi occhi non sono scuri come si potrebbe in un primo momento pensare, ma del colore della nocciola con qualche lineetta gialla. A volte, quando il sole le colpisce il viso, risaltano come quelli di una civetta o di un gatto. I capelli le ricadono morbidamente sulle spalle, talvolta sono raccolti in una coda, ho sognato spesso di accarezzarli, di giocarci, di aspirarne il profumo.

Il viso non ha nulla di notevole, ma l’insieme, il modo in cui ti guarda, l’espressione seria e concentrata che spesso ha, le danno qualcosa che le altre non hanno. Il suo sorriso è se un raggio di sole, si corre il rischio di esserne scottati se non si fa attenzione. Sempre più di frequente mi trovo a pensare a lei come ad un essere non di questo mondo e capisco Dante quando parla di Beatrice come di un angelo, perché il Paradiso è il suo posto e il luogo dove sicuramente ti porterebbe se ti trovassi al suo fianco.

Sarei capace di fare qualsiasi cosa se me lo chiedesse. Amo ogni cosa di lei. La notte, prima di andare a dormire, la osservo dalla finestra per qualche secondo augurandole la buona notte .È una strega, un’incantatrice, un’ammaliatrice di uomini. È soprattutto la donna che popola i miei pensieri e che non posso fare a meno di adorare, la sola persona nella vuota esistenza di ogni giorno che mi da la forza per continuare a vivere. Bramo per averla al mio fianco, la desidero più di ogni altra cosa al mondo. Posso solo sperare che un giorno la tolgano da quella vetrina e acconsentano a vendermela. Solo allora potrò realizzare il mio sogno e farla mia.
 

Or che il Quadro sembra diventar più completo,
Serio impegno va impiegato.
Dura è la via giusta consigliare,
E fingere non puoi di saperla individuare.
Mancano solo tre Carte al termine della Predizione,
Devi capire le trame di tutta l’Operazione,
Non precipitar gli eventi con la fretta,
Il Fato insegna e occorre dargli retta.
La Quinta Carta lesta hai Girato,
L’Enigma deve essere Spiegato.

 
Enigma

Il professor Aristarco Demedis sospiro’ di fronte al monitor con aria afflitta.

- Tutto bene tesoro?
- No, ma non fa nulla.

La signora Demedis sorrise avvicinandosi al marito con una tazza di te’ fumante. Erano sposati da trent’anni e quelli erano chiaramente i sintomi di una profonda preoccupazione.

- Quale e’ il problema?

Il professore scosse la testa con aria afflitta e prese il te’.

- E’ il nuovo lavoro che ti preoccupa? Perche’ mai? E’ quello che hai sempre desiderato fare, la realizzazione di tutti i tuoi sogni....
- Non so, ho sempre ritenuto di questo fosse l’unico incarico adatto a me ed ora, tutto d’un tratto, mi sento inadeguato...

La donna lo guardo’ con aria di disapprovazione.

- Stammi a sentire vecchio testardo, per piu’ di trent’anni ho dovuto subire le tue lamentele, i tuoi sospiri , la tua indignazione ogni volta che questo lavoro veniva dato ad un altro. Non sono affatto disposta ad ascoltarti mentre ti fai prendere dal panico da primo giorno!

Il professore cerco’ di protestasre ma venne zittito dallo sguardo truce della signora Demedis.

- Non voglio sentire una parola di piu’! Ora finisci il tuo te’ e vatti a preparare che altrimenti fai tardi.

L’uomo chino’ la testa sconfitto. Una volta che ebbe finito di bere, si alzo’ e prese il vestito che la moglie gli stava porgendo.

- Come sto’? – Chiese dopo che ebbe armeggiato un po’ con le vesti.

La signora Demedis lo studio’ con sguardo severo poi se ne usci’ con un sorriso malizioso.

- Mi ricorda una certa festa in maschera...

Il professore ricambio’ il sorriso e l’abbraccio’ forte.

- Non so cosa fare senza di te. – Disse alla fine.

Il suono di un allarme li scosse, improvvisamente agitata la donna lo trascino’ verso di una parete dove una luce rossa lampeggiava. Il professore sospiro’ facendosi coraggio e le sorrise.

- Ci vediamo stasera cara.
- Non fare tardi, abbiamo Elena a cena.

L’allarme smise di suonare e la luce verde illumino’ il volto del professore mentre la parete diveniva grigio scuro.

- Caro! – Lo blocco’ la signora Demedis mentre stava per attraversare la porta. – Il viso! Copriti la faccia!

Il professore sorrise alla moglie grato.

- A piu’ tardi. – La voce le giunse attutita dalla pesante maschera di ceramica che l’uomo aveva indossato, lei gli lancio’ un bacio mentre svaniva nella parete.

Rimasta sola la signora Demedis lascio’ finalmente trasparire la preoccupazione. Il nuovo lavoro di suo marito non era affatto facile, troppe volte uomini troppo zelanti avevano cambiato anche pesantemente il corso della storia. Il professor Demedis, ne era certa, non avrebbe commesso errori. Non esisteva persona piu’ adatta di lui a fare l’oracolo.

Infine la penultima Carta è arrivata,
Complessa fin’ora la storia è stata,
Chiare diverrano maggiormente le cose?
Può dirlo soltanto chi non ha pose.
Naturali dovranno essere i tuoi Movimenti,
Lenti e tranquilli come i pensieri dei Viventi,
Non correr alla Ricerca del Lieto Fine,
Le Trame sono Fitte e alcune molto Vicine.
La Sesta Carta con timor ti aspetta,
Girala e preparati alla Verità che ella detta.
 

Desiderio

- Quando vedi una stella cadente devi esprimere un desiderio!
- Non ho più desideri.
- Balle. Tutti ce li hanno.
- Se lo dici tu.
- Bravo, dammi retta e chiudi gli occhi. Pensa a quello che vuoi più di ogni altra cosa e chiedi che si avveri.
- E se non succede?
- Ma quanto sei sciocco! È naturale che c’è la possibilità che non si realizzi! È per questo che uno lo chiede e non lo pretende! Adesso chiudi gli occhi e concentrati.
- Va bene così?
- Uhm, non so. Sembri poco convinto.
- Lo sono.
- Allora perché lo fai?
- Sei tu che mi hai praticamente obbligato!
- E perché non me lo hai detto subito che non ci credevi! Mi risparmiavi un sacco di tempo!
- Io...Bah, lasciamo perdere.
- Ecco! Lo hai rifatto!
- Rifatto cosa?
- Hai ceduto! Non hai spina dorsale ammettilo!
- In effetti...
- Ah, ah, ah, molto spiritoso. Andiamo a casa che è meglio.
- Non ti sarai mica offesa?
- Ho detto che voglio tornare a casa!
- Va bene, continuo a non capire però perché ti sei arrabbiata.
- Stai zitto e striscia e stai attento a non farti cadere quel topo dalla bocca, voglio mangiarmene un pezzo anche io! Maschi...Tsè!

Ecco l’Ultima stai per girare!
Arduo e’ stato fin qui arrivare!
Il tuo Corpo freme, la tua Mente non aspetta,
Prendi la Carta Con mano Retta.
Quel che Ora a te si Rivelera’,
Sara’ menzogna o realta’?
Chi segue le Carte un giorno lo sapra’,
Chi le fa, raramente lo scoprira’.
 

Discordia

Giugno 1999.

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.

- Buongiorno, sono Carlo, in cosa posso esservi utile?
- Buongiorno a lei, le spiego il problema: una settimana fa ho portato il mio cellulare ad un Centro di Assistenza per un guasto e...
- Mi scusi se la interrompo, lei ha un Codice Cliente?
- No, io...
- Allora prima pensiamo ad assegnarle il Codice, poi potremmo parlare del suo problema.
- Mi scusi, ma a che mi serve questo Codice?
- Rende più facili le operazioni, ha carta e penna per segnare? Il suo Codice Cliente è 1294895968. Le interessa avere informazioni sugli ultimi prodotti della Motorola?
- Si, però io..
- Mi può dare i suoi dati?
- D’accordo.
- Nome e cognome, per favore.
- Penelope Antisi.
- Dove vive signora?
- A Roma.
- La via?
- Vicolo della Spada di Orlando 7.
- Mi può dare il Codice di Avviamento Postale, gentilmente?
- Guardi non lo so, metta 00100.
- Bene, ha un recapito telefonico?
- Sicuro: 06/6979483290
- La ringrazio, allora, quale è il problema?
- Vede, ho comprato un vostro cellulare, il CP920, i primi di giugno e dopo una settimana ha cominciato a darmi problemi.
- Che genere di problemi?
- Si spegneva. L’ho portato ad un Centro di Assistenza il quale lo ha tenuto per una settimana e, quando me lo ha restituito, presentava lo stesso problema. Non posso portarlo direttamente a voi?
- Mi spiace signora, ma non prendiamo direttamente dal cliente i cellulari, sono i vari Centri di Assistenza che a seconda della gravità del guasto decidono se mandarli a noi. Dovrà aspettare un po’.
- Va bene, la ringrazio , arrivederci.

Agosto 1999

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.
- Buongiorno sono Lucia, cosa possa fare per lei?
- Buongiorno, mi chiamo Penelope Antisi, ho acquistato un mese fa un cellulare, il CP920...
- Mi scusi, ha un Codice Cliente?
- Certamente, glielo do?
- Si grazie.
- Allora: 1294895968
- Mi dica signora.
- Dunque, i primi di giugno ho acquistato presso un rivenditore di Roma un CP920 il quale da subito ha presentato problemi...
- Mi scusi, che genere di problemi?
- Si spegneva da solo. Dal momento che era ancora in garanzia, l’ho portato ad un Centro di Assistenza il quale a sua volta l’ha mandato ad un altro centro che dopo una settimana me lo ha restituito ancora con lo stesso problema, l’ho perciò riportato al Centro che lo ha rimandato a riparare e ieri mi hanno telefonato per comunicarmi che il cellulare presentava un problema di Livello 3 e che veniva perciò mandato alla Casa Madre per ulteriori riparazioni.
- Quindi si trattava di un errore di memoria logica?
- Se lo dice lei... Dal momento che è passato diverso tempo, un buon mese, mi chiedevo se fosse possibile avere notizie del mio cellulare.
- Certamente signora, però mi deve fornire alcuni dati.
- Dica.
- Il Codice IMEF e l’MFN, sono riportati sulla scatola del cellulare...Lei ha ancora la scatola vero?
- Si, ma questa si trova a Roma, devo chiamare li per farmeli dare, la richiamo.
- Va bene, buongiorno.

Sempre Agosto 1999

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.
- Buongiorno sono Daniele.
- Buongiorno a lei, il mio Codice Cliente è 1294895968.
- Mi dica signora Antisi.
- Ho chiamato poco fa per avere notizie del mio cellulare, un CP920, che è stato mandato presso di voi per un guasto di livello 3.
- A si, stavamo aspettando i dati, giusto?
- Esatto, glieli do’?
- Certamente così possiamo far partire le ricerche.
- Allora, il Codice IMEF è 345566 - 59 - 5849658 - 8, l’MFN, invece, D38GHJMPD45.
- Aspetti un secondo. Guardi, non ci risulta nulla qui a Milano, probabilmente è stato mandato in qualche altra sede. Sa per caso il nome del Centro di Assistenza cui il negozio lo ha mandato?
- Purtroppo no.
- Ci sarebbe utile saperlo, così vediamo a quale sede è legato.
- Posso telefonare al negozio e chiedere.
- Bene, nel frattempo io diramerò una richiesta a Firenze per sapere se per caso è da loro.
- Ottimo.
- Però mi sarebbe utile un altro dato il POCK NUMBER che può facilmente trovare all’interno del cellulare, sotto la batteria.
- Mi scusi ma se il cellulare lo avete voi, come posso prendere quel numero?
- Lo trova sulla scatola, inizia per SEQ e già che c’è mi dia anche il numero del modello.
- Le spiace se la richiamo, non ho con me la scatola.
 Va bene, arrivederci.
- Arrivederci.

Ancora Agosto 1999, stesso giorno

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.
- Buongiorno sono Anna, ha un Codice Cliente?
- Certamente: 1294895968
- Mi dica pure.
- Allora, ho parlato poco fa con un suo collega a proposito del mio cellulare in riparazione da voi.
- A si, doveva darci il numero POCK e il modello, esatto?
- Si eccoli: SEQ484385986 e SE34954896HJ. Ho chiamato anche il negozio cui ho portato il cellulare, mi dicono che il Centro di Assistenza è la Ensitex.
- Non mi risulta nessuna Ensitex, mi dispiace, è sicura del nome?
- Certamente.
- Facciamo una cosa, signora Antisi, io invio nel frattempo una richiesta di informazioni a Firenze con i dati che abbiamo. Di solito diciamo ai clienti di chiamarci dopo 48 ore, ma per domani sera dovremmo già avere la risposta.

Agosto 1999, giorno dopo

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.
- Buongiorno sono Caterina, cosa posso fare per lei?
-- Il mio Codice Cliente è 1294895968, ho chiamato ieri per avere informazioni sul mio cellulare.
- Ah si, Firenze ci risponde che è stato restituito a Dicembre 1999, non presentava alcun guasto.
- Come sarebbe a dire che non presentava alcun guasto?!
- Guardi, è scritto proprio così in data 12 Dicembre 1999 è stato restituito.
- Mi scusi, come è possibile che sia stato restituito a Dicembre se siamo appena ad Agosto?
- Non so che dirle signora.
- Lei è straniera vero? Forse preferisce parlare in inglese..
- No, no non si preoccupi.
- D’accordo. Senta ho chiamato la Ensitex e mi hanno detto che mandano i cellulari a voi tramite la Roma Service.
- Ah, si si, e dove li mandano?
- Scusi?
- Le hanno detto dove li mandano? Così possiamo effettuare altre ricerche.
- Senta, la richiamo Lunedì e le dico dove li mandano. Possibile che non esista un modo più facile per sapere dove è finito il mio cellulare?

Agosto 1999, Lunedì

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.
- Buongiorno sono Caterina, cosa posso fare per lei?
- Buongiorno a lei, ci siamo sentite venerdì, il mio Codice Cliente è: 1294895968. Ho chiamato la Ensitex, mi hanno detto che i cellulari che vi mandano finiscono a Catania.
- Perfetto signora, ora invio una richiesta a quella sede e domani le sapremo dire a che punto è il suo cellulare.

Agosto 1999, giorno dopo

- Benvenuto alla Moktoroka Srl., la vostra chiamata potrebbe essere ascoltata per scopi formativi e didattici nel pieno rispetto della Legge sulla Privacy. Vi preghiamo di attendere, l’operatore vi risponderà al più presto.
- Buongiorno sono Marco, cosa posso fare per lei?
- Il mio Codice Cliente è 1294895968. Ho chiamato ieri per avere notizie del mio cellulare.
- Si signora Antisi, è arrivata da Catania la comunicazione che il suo cellulare è pronto, soltanto non possono rimandarlo a Roma fino a quando la Ensitex non riapre dopo le ferie.
- E io devo rimanere senza cellulare fino a quel momento? Vi rendete conto che da quando l’ho comprato l’ho usato si e no una settimana?! E non ho potuto nemmeno cambiarlo perché avevo superato i 15 minuti di conversazione?
- La capisco signora, mi dispiace veramente ma...
- Senta per caso la vostra società ha interesse ad entrare a far parte di una Setta Segreta?



PATHOS © 1999
Associazione di Letteratura Interattiva