R INCUBO di
Alessandro CostaGrazie a: Lucia Galasso, Roberto Voce, Iacopo Venni, Tommaso Guzzo,
Elio Di Giovanni, Palmira Barbini, Andrea Bigioni, Laura Chiavini, Fabio D’Andrea, Serena Antonelli.
“In my dream I was drawning my sorrowsBut my sorrows they learned to swim”
Bono, U2
Luce bianca accecante…
un conato mi strizza la bocca dello stomaco…sono stanco di trascinarmi questa gobba… stufo di non riuscire ad aprire l'occhio… esausto di questa mia forma malata e storpia… me ne devo liberare! Apro a fatica le labbra sigillate dalle screpolature e lascio che il sogno di liberarmi di quest'incubo prenda il sopravvento; un miasma sale bruciando l'esofago proprio un istante prima che il vomito mi riempia la bocca per eruttare in questo dannato bosco, ricoprendo i rovi e gli sterpi che mi hanno ferito le gambe durante la corsa che ho appena sospeso.…BUHURHPHGLHAHAHH… i succhi gastrici divengono sempre meno disgustosi fino a che una sorta di luminescenza azzurra prorompe dalle mie labbra, cado bocconi, i capelli arruffati caduti sul volto cominciano rapidamente ad accorciarsi mentre la gobba scompare restituendo con uno schiocco il posto alla scapola, pochi istanti e torno ad avere le mie sembianze… un giovane ventiquattrenne snello, jeans e maglione, spada e anfibi.-Spadaaa??--Cazzo è vero! Ce l'ho ancora io!-Estraggo la possente lama e mi apro un varco verso la luce.Mi getto correndo in direzione della luminescenza che vedo in lontananza, il cuore batte all'impazzata, i polmoni bruciano mentre le gambe corrono e saltano senza sosta pur di non perdere di vista il cavaliere.La corsa è lunga ed estenuante ma il desiderio di uscire da questo luogo mi da la forza per proseguire finché stremato raggiungo la luce; senza fermarmi a riflettere mi tuffo in avanti a braccia protese temendo che il varco si chiuda...Una luce accecante...un silenzio assordante e un vuoto mi accolgono oltre la luce...Strizzo gli occhi… il cielo è blu e gli alberi verdi sono rigogliosi; un sorriso di gratitudine si apre sul mio volto… -Finalmente sono tornato!-Bacio il terreno umido e mi accorgo di essere tra le rovine di un vecchio maniero quasi ingoiato dal bosco che lo circonda.Abbandono le rovine, sono stanco di decadenza.Camminando senza una meta precisa raggiungo una strada asfaltata, l'automobile che mi sta quasi per investire tiene la sinistra ed ha la guida a destra, dall'improperio che mi viene lanciato contro capisco di essere in terra inglese.Un furgoncino mi carica dopo qualche miglio e mi porta in un centro abitato, qui parlano un inglese strano, devo essere a nord, forse in Scozia… ad essere sincero mi interessa davvero poco, voglio solo tornare a casa.E' Luglio inoltrato e le strade padovane sono deserte a quest'ora del pomeriggio, i cassonetti ingombri, le saracinesche chiuse e ornate da cartelli variopinti che recitano <Chiuso per ferie dal… al…>, due bambini giocano pigramente a pallone mentre una signora passeggia con il cane; non vedo l'ora di farmi una doccia e di gettare così come sono in un armadio i pochi bagagli che mi sono rimasti, non voglio nemmeno aprirlo questo fottutissimo zaino.Il tassista blatera di cose per me senza senso così come il suo mansionario prevede, la cosa non mi turba nemmeno è solo che non ho voglia di ascoltarlo, così mi limito ad annuire quel tanto che basta a non rendermi scortese.Il Taxi svolta nella via. Scendo e lo pago.Una palazzina a pochi piani mi accoglie, la facciata color crema, le imposte chiuse,-i miei vicini devono essere tutti in ferie-penso mentre mi dirigo verso il cancello ma lo trovo chiuso.-#+*§°ç^ ! Ho perso le chiavi in quel bosco di merda!-Quanto vorrei poter demolire questa cancellata solo per liberarmi dalla frustrazione che mi soffoca.-Scemo!…-Allungo la mano in cerca del campanello…DLIN-DLONIl silenzio in strada è tale da permettere al suono di giungere fino a qui.-Chi è?- mi risponde gracidando il citofono.-Sono Villalobos signora. Può aprirmi per cortesia?-CLANG… TUNGEntro, l'atrio fresco mi accoglie, salgo le scale e me la trovo lì la signora Franca, una dolce vecchina che spesso mi cura la casa mentre sono via, a volte le do persino una copia delle chiavi.-Oh buongiorno signor Villalobos! Ma quanto è stato via? Lo sa che sono passati oramai sei mesi? Ma come sta? Ma dov'è stato? La vedo dimagrito le ho annaffiato le piante ho preso io la postasa èvenutoatrovarlailsignorblabla blablabla…..-Se non fosse che la conosco da sempre potrei pensare che lavora per il servizio, che me la hanno messa alle costole per tenermi d'occhio.-Grazie signora, mi potrebbe dare le chiavi per cortesia? Temo di aver smarrito le mie in fondo alla valigia--Sachepensavochelefosse…-CLUNK CLUNK CLUNK-…successoqualcosasadopotuttoquesto…--Si grazie signora ma sto bene.--…tempoinsommanonsièpiùfattosentire.Seleservequalcosasache…--Si grazie ma non mi occorre nulla.--…oquimagariunpo'dispesagiustoper…--No grazie non mi occorre nulla.--…fareilpranzoolacena…--No…Grazie! Non mi occorre nulla.--…olacolazionedidomani…--NO!…GRAZIE!…SONO A POSTO COSI'!--… … ...va bene ma se…--La ringrazio ma va tutto bene…grazie.-CLAK-Per la miseria non me ne liberavo più!-Mollo lo zaino in ingresso, leggo la posta… un paio di cartoline, bollette, pubblicità, la banca, l'assicurazione, il condominio, la concessionaria… una volta tanto sono felice di ricevere quest'immondizia… allora sono davvero uscito dall'Incubo.Mi libero delle scarpe e comincio a spogliarmi mentre mi dirigo in bagno.L'acqua fresca mi sta rimettendo a nuovo, non vedo l'ora di accendermi una sigaretta.FZUFF… poche boccate, sul divano solo in boxer, finalmente mi posso rilassare.Lancio uno sguardo alla casa, linda fino a pochi minuti fa e ora cosparsa dell'immondizia che riesco a produrre in pochi istanti di esistenza… -ma chi se ne fotte!-Afferro il telecomando e premo <PLAY>Uno scatto secco, il nastro viene trascinato e lo schermo nero si anima: un film degli anni settanta, il mio preferito, Robert Redford e Faye Dunaway ne "I tre giorni del condor"…...<<…trova solo poche gocce d'acqua, niente proiettile, tutto finisce lì.>><<FANTASTICO!>><<Ah Tith …>><<Si?>><<Cos'è questo?>><<Mmh… la tua grafia cinese migliora di giorno in giorno.>><<Come si legge?>><<”Dehn” che vuol dire cielo.>><<Tutto qui? Nient'altro?>><<Può anche significare il migliore… il massimo, secondo i casi.>>Quel segno… quante volte lo ho visto, un tatuaggio azzurro… -chissà dov'è adesso...-<<Novità?>><<Sul rapporto tutto tace.>>L'aeroporto di Fiumicino…Quanto tempo sembra essere passato… quanto ne è passato.Tanto per cambiare ero preoccupato e incazzato con lei, tanto non sarebbe servito comunque a niente, le priorità erano, sono e saranno sempre altre… per tutti e due.Io avevo portato via tutto, avevo risposto all'appello e come sempre non sapevo cosa aspettarmi se non il peggio… ed il peggio è stato.Il "nostro" bagaglio era pronto e l'imbarco non fu certo un problema, è l'unico dei passaggi che riescono sempre.
Dobbiamo recarci in Grecia per varcare le soglie del Dominio di Platone… "ARRUOLATEVI! GIRERETE IL MONDO!" Dicevano…e non solo questo a quanto pare.La compagnia è, diciamo così, difficile.Molti volti: alcuni nuovi, altri noti.Già… mia sorella Rae, imprevedibile come sempre… quanto avrei voluto picchiarla per essere scomparsa.Il Guardiano del Volto della mia Regina, splendido e terribile, si presenta come Leonardo… un uomo, ma non pigliamoci per il culo, un dio come vicino di poltrona, amabile interlocutore, romantico emblema di valori di un tempo; mi offrì, o forse mi impose, la sua protezione; tanto puro da difendermi perfino quando avrebbe dovuto cazziarmi, grazie, senza di te non ce l’avrei fatta… una figura davvero affascinante.La Contessa, ne avevo sentito parecchio parlare, speravo di non dover averci a che fare. Lei lì, immobile, silente spettatrice del mio disperato tentativo di tenerli lontani da ciò che ci fu affidato, non mi illudo di essere riuscito ad ingannarla, tuttavia non riesco ancora a spiegarmi come mai non disse nulla. Che sia stata la sua consapevolezza del mio inutile ruolo nel disegno del nostro Destino?… Ricordo solo di aver evitato il suo sguardo e il sollievo nell’accorgermi di non aver attirato la sua attenzione… ho rischiato ma è andata.Palmyra, tutrice ma soprattutto sorella e il suo tormento scacciato da un amabile vinello greco.Gli altri sono figure evanescenti nella mia memoria, non sono sicuro di voler ricordare, mi è sempre più difficile mettere a fuoco ciò che successe……Monte Olimpo, un portale luminescente, mormorii di stupore, gioia e raccapriccio.…Fenrir, ringhio di puro odio, tratti di Narciso, furia di Leviatano, manto di Sfinge, occhi di Heimdall, follia di Platone.e dita nello sterno, l'aprirsi della cassa toracica, la carne dilaniata, il sangue... sembra goderne... il suo corpo è il guscio di un altro corpo, Alchera!In tutto quel sangue brilla solo una catenella dorata che le parte dallo sterno e si perde oltre il Portale....Il suo corpo si trasforma in una cascata di perle che rotolano in terra, è sparita.Di Fenrir è rimasto solo il manto sanguinolento di lupo....Varco la soglia e l'incubo prende il sopravvento... barba e capelli ora lunghi in certi punti mentre in altri paurosamente diradati, sul naso un porro mentre la palpebra di un occhio si è gonfiata impedendogli di aprirsi, le labbra aride e cianotiche, sulla schiena un gobba mentre i vestiti, ora sudici, sembrano essersi allargati di una taglia....Oltre il Portale il panorama desolato di una terra morta, marmi e capitelli fanno capolino da colate laviche, il vento solleva nubi di cenere nera.In lontananza un boato, una sagoma scura, lontanissima, un vulcano continua ad eruttare il suo fiume di lava crepitante il cui lento ed inarrestabile cammino spezza monconi di rami semi carbonizzati.
Nessuna forma di vita....Le perle iniziano a mutare, crescono di dimensioni, si tingono di nero, con un rumore secco escono zampe di insetto lunghe e viscose, il resto si trasforma nel carapace di uno scarabeo le cui mascelle iniziano ad artigliare ferocemente l'aria, il rumore dello scudo cartilaginoso degli insetti quando si rompe riempie di disgusto, la nausea causata dal miasma di putrefazione che secernono le interiora degli scarafaggi....Procediamo su quel terreno impervio, su quella terra dove la cenere ha inghiottito ogni colore, ogni segno di vita.Camminiamo fino a quando l'oscurità ci rivela che anche lì esistono giorno e notte, il sole che non siamo mai riusciti a vedere sta tramontando.Arrivati alla riva di un fiumiciattolo ci accampiamo per la notte, poco più in là del piccolo fiume ombre di alberi ci suggeriscono che inizia un bosco.L'acqua del fiume è rossastra e permeata del fetore del sangue, poco più in là quelli che scambiamo per tronchi si rivelano cadaveri dilaniati di uomini e donne trasportati dalla corrente.Il corpo mutilato di una bambina tocca la riva e si arena lì, muto omaggio all'orrore.La notte innaturale e limpida non lascia trapelare il brillare delle stelle.L'unico bagliore sembra provenire dal fiume, dal suo scintillio malefico, il bagliore di un fuoco fatuo.Un continuo di urla, rumori e fuochi fatui riempie il lento trascorrere delle ore buie, esseri mostruosi abbozzano per un attimo le loro forme poco lontano il cerchio del fuoco, occhi maligni rimangono ad osservarci tra i bassi cespugli. Dobbiamo guadare il fiume, è raccapricciante nuotare tra cadaveri e acqua putrida, ma non abbiamo trovato nulla con cui costruirci un'imbarcazione.Appena approdati, ci accorgiamo che il sole non ha portato giovamento a questo nuovo giorno, il cielo è denso di nuvole nere e pesanti.Un'irrazionale terrore ci è penetra nel cuore, nelle ossa, ci prosciuga di ogni nostra forza, ci divora il cervello, una paura che ci agghiaccia.E lì il bosco vivente dell'orrido, la sua ripugnante luce verde filtra tra le foglie, alberi mostruosi in ogni direzione, tronchi e rami contorti in un muto grido d'angoscia.C'è di che impazzire.Eppure, la catenella si perde in quel bosco violentato dall'Incubo.Non ci sono strade.Alcuni animali deformi, incubi viventi, balzano fuori tra gli alberi tormentati, e ci attaccano; tra di loro corrono legioni di guerrieri dai teschi ricoperti di brandelli di carne putrida.I guerrieri fantasma sembrano essere vomitati in continuazione dal bosco agonizzante.
Brevi passi concitati...una bambina immersa in un vestitino rosso, ha il volto sorridente, le tenere guance accarezzano il soffice manto bianco di uno splendido coniglio...L'animale annusa l'aria con il musetto e strofina i soffici baffi sul naso della bimba, un lieve solletico, la bambina inizia a ridere stringendolo...Uno strappo violentissimo.Il coniglio cade a terra terrorizzato...Inchiodate ad un invisibile croce le sue braccia la stanno smembrando allontanandosi, il pianto acuto ed isterico, il suono lancinante di carni che si sfibrano e strappano come corde di violino, di sangue le lorda il volto, le braccia della bimba cadono a terra contorcendosi in una macabra danza...L'orda, cambia direzione seguendo l'odore del dolore, della sofferenza e del sangue...Le loro zanne si aprono e si chiudono strappando la carne dal corpo della bambina......Inseguiamo il piccolo coniglio... l'animale impaurito si getta rapido dentro un piccolo foro, la sua tana...C'è poco tempo per pensare, dietro di noi arrivano già i rumori dell'orda che è di nuovo sulle nostre tracce.Ci gettiamo.E' come cadere nel nulla, nessuna parete, nessun cunicolo guida la nostra discesa, solo un volo senza fine dove a tratti il corpo viene sfiorato da qualcosa di viscido....La caduta è rovinosa, franiamo l'uno sull'altro su sacchi della spazzatura, la puzza in proposito è eloquente.
Siamo in un tipico sporco e male illuminato vicolo al centro di una grande città americana, gli alti grattacieli intorno a noi, ci permettono di scorgere uno spicchio di cielo scuro, è notte fonda.Un rumore secco alle nostre spalle, un altro corpo è caduto su quel letto di sporcizia, una ragazza sui quattordici anni, inguainata in una tuta di pelle nera, i capelli lunghi e neri scomposti davanti agli occhi. Subito dopo cade un'altra ragazza, una nuvola di capelli rossi nascosta da un cappotto nero. Solo un attimo per guardarsi intorno, fermare lo sguardo allarmato su di noi e gettarsi oltre il cumulo di immondizia per scappare verso l'altra parte del vicolo. A metà strada la ragazzina si ferma, e si gira verso di noi fissandoci...La corsa della ragazza fulva si interrompe, si gira al rallentatore fissandoci terrorizzata. Un rantolo. L'urlo della rossa si strozza e si spegne mentre la sua testa rotola fino ai piedi dell'amica che indietreggia guardando verso l'alto...Sulle scale di emergenza del palazzo tre figure sono appollaiate, sorridono maligne.- Gli Angeli caduti stanno arrivando -L'aria si raffredda innaturalmente, in lontananza non arrivano più i rumori del traffico ma quelli di lamiere che si contorcono, grida stridule li accompagnano.Silenzio di tomba.Una folata di vento violento prelude alla gelata di metallo liquido che investe tutte le superfici del vicolo stritolando asfalto e metallo lungo la sua discesa.La bocca slabbrata di un tunnel riempie ora il panorama di fronte a noi, in lontananza sei perle di luce dalle vaghe sembianze umane avanzano.Dopo un'apparente eternità di fronte a noi, fermi ad osservarci, sono sei giovani dall'età indefinibile. Maestosi e sensuali, sono vestiti da capo a piedi di bianca pelle lucida ed iridescente. A braccia conserte la guardano silenziosi, le nostre menti echeggiano delle loro urla...La scena è invasa dalla nebbia... poco si vede ormai... le sue umide spire si serrano sulle vittime...Il vicolo stride di antichi poteri dimenticati e ora rievocati...Le ali dei Nephilim solcano l'aria satura di nebbia, lame nere nella notte, piume nere di corvo che cadono lente e pesanti. I capelli intrecciati scossi come fruste di fuoco sul volto tatuato di Rephaim, occhi di magma, il suo urlo echeggia come un tuono nella strada, lo spazio sussulta, onde di mercurio e cemento, le ali si incurvano sotto il peso della bestia, Anakim, il suo pizzo corto e curato, impassibile, fermo, immoto... la sua immagine traslucida e sfocata, mossa e tremolante..una statua di macabra bellezza, le ali spiegate e ricurve, una gamba flessa, l'altra protesa verso il vento, le mani artigliate raccolte in un oscura preghiera...Zophim, il glabro, vola, ali strette ed affusolate, un lampo nero che lacera lo spazio......I cinque Nephilim dietro di lui ancora stretti tra le nubi di enigma si stanno rialzando, le loro ferite rimarginando, stanno sorgendo di nuovo......Alla nostra sinistra un lampo bianco passa veloce, il bianconiglio ha ripreso la sua corsa.......Vicoli sporchi e maleodoranti, un dedalo chiaro solo alla fanciulla....Continua la folle corsa.Lei si accovaccia per terra e inizia a forzare qualcosa che sembra essere un tombino di un entrata per le fogne, con uno strattone lo sposta quel tanto che basta da permetterci di entrare....Buio.Silenzio.Vuoto.Un fiammifero sfrega contro qualcosa, la ragazza ha accesso una candela dalla flebile fiammella.Attorno a noi le mura di una stanza e non il cunicolo di una fogna.Avanziamo ed apriamo una porta lasciando che la luce del sole irrompa nella stanza: suoni e profumi; rumore di fabbro al lavoro; belare di pecore, schiamazzi dei bambini, urla di commercianti.Usciamo all'aperto.Il tipico villaggio medievale del nord Europa intorno all'anno mille....Uomini e donne legati da corde, procedono stancamente verso un palco, verranno messi in vendita, attendono solo la marchiatura... ed il fuoco crepita già arroventando i ferri.Tra tutte le teste, bionde, rosse e castane ne spicca una, dal colore argenteo, il capo chino, le vesti candide stracciate, insanguinate... la donna solleva il capo, un volto cieco distrutto dalla sofferenza, qualcuno le ha bruciato gli occhi.-Alchera- un sussurro nelle nostre menti.Voce profonda e gutturale, il suono non ha eco nella stanza, limpido, tagliente...-SoGnO....sI è SvEgLiaTo...-La pelle scura e lucente, le forme aggraziate nell'ebano...Dolci sculture di piume adornano il collo della macabra statua; La dita scricchiolano aprendosi, sottile polvere nera cade lieve al suolo.La Statua di Ebano si muove lenta e pesante, il tonfo sordo dei passi, lo scricchiolare del fragile legno della taverna.Tutta la statua si muove con lentezza innaturale,...In lontananza il rombo di una tempesta, un vento gelido e tagliente la precede... a tratti sembra di avvertire un tremolare sinistro della terra......Vedo Werner camminare nel buio.Non so più dove mi trovo, perdo consapevolezza del suolo, delle pareti che mi circondano, della stessa materia che mi avvolge.Mi ritrovo all'esterno.L'ammasso informe di legno e' sempre circondato dalla foresta, è solo un albero.Improvvisamente un cavallo salta, un'unica fascia di muscoli tesi, da un cavaliere in sella, un'armatura che riflette, amplifica e propaga tutt'intorno la debole luce della Luna.Il galoppo prosegue nella foresta, i rami si ritraggono per cedere il passo.Il ritmico rumore degli zoccoli al galoppo mi riporta alla mia realtà, alla mia materia.Mentre mi allontano da quella visione percepisco qualcosa in lontananza...Luce bianca accecante…
<<Che c'è?>><<Accidenti è la terza volta stasera!>><<La terza volta?>><<Sarà qualche scassinatore che controlla se siamo in casa>><<Devi allontanarti da qui!>>Strizzo gli occhi e metto a fuoco il display del videoregistratore <PLAY 0:43> è passata mezz’ora, ho visto un altro film, poco importa tanto questo lo conosco a memoria.Chiudo finalmente gli occhi, in sogno ho affogato il mio dolore ma lui ha imparato a nuotare.
PATHOS © 2000
Associazione di Letteratura Interattiva