PRESAGI
di Lucia Galasso e Iacopo Venni
E' passata meno di un'ora da quando Alchera è scomparsa (chissà
per quale luogo) dalle braccia di Loki, quando altrettanto repentinamente,
annunciata da una leggera brezza profumata, essa riappare a pochi passi
da lui. I lunghi capelli argentei sono pieni di bagliori aurei, ma non
perché il sole ne baci la superficie, ma per le mille piccole pagliuzze
dorate che vi sono intrecciate. Per un attimo la dea guarda Loki
perplessa, poi lentamente porta una mano tra la folta chioma ed inizia
a massaggiarsi la nuca pensosamente, facendo cadere intorno a se un sottile
velo di sabbia dorata "Perdonami caro, ma sono stata chiamata con urgenza...
Come puoi vedere i deserti Domini dei nostri fratelli hanno qualche svantaggio...
Sono piena di sabbia!!!" Detto questo lo guarda con malizia, si scioglie
con lentezza il nastro che si trova dietro al suo collo e la veste le cade
ai piedi rivelandola in tutta la sua nudità... Con naturalezza Alchera
gli da le spalle e si avvia verso l'interno dei suoi appartamenti. "E'
meglio che mi conceda un lungo bagno ristoratore, Loki. Vieni anche tu?"
Detto questo si gira per tre quarti verso di lui, il movimento brusco scosta
i capelli dalla sua schiena rivelando i contorni di una brutta ferita che
si sta ormai cicatrizzando...
Loki si muove lentamente verso Alchera... Ferma, che lo guarda furbetta.
Le sue mani si posano sulle spalle della dea, calde, gentili, leggere...
Sente un fremito sulla sua pelle. Le sue labbra, delicatamente, sfiorano
appena la ferita... delicate... Gli occhi del Signore degli Inganni, per
un attimo, brillano intensi. Per un attimo Alchera sente distintamente
la rabbia, il dolore e l'amore che lo riempiono. Poi sembra che tutto torni
tranquillo... Sembra... Così appare. L'amore solamente non scompare,
e forse aumenta anche di intensità... Sembra più forte che
mai. Loki accarezza con mano leggera i capelli della sua amata, le si avvicina,
guardandola nei magnifici occhi, le labbra si sfiorano appena, ma non si
toccano.
"Sì!" dice con voce bassa e sensuale il dio "Un bagno... E'
quello che ti ci vuole, sai?"
Un lieve sorriso appare sul volto del dio... Poi la accompagna nelle
sue stanze.
"Scusami Loki... Com'è che ho tanto bisogno di questo bagno?
Per via della sabbia sper..."
"Miss Alghera!" una voce profonda e irata interrompe la dea. A parlare
è stata un donnone di colore, dal volto rubicondo e bonario. Alchera
si ferma palesemente imbarazzata di fronte alla donna che le sbarra ora
il passo, le braccia sui fianchi e lo sguardo sempre più arcigno.
"Ma come ve ne andate in giro, Signora? Nuda? Ma è imbazzita? Ber
di biù in gombagnia di un uomo!!! Ber tutte le ali degli angeli...
A guesto siamo arrivati??" Ora Loki riesce a scorgere meglio la donna che
sta rimproverando Alchera; enorme e bonaria anche nel redarguire la sua
Signora la donna è la perfetta sintesi della governante di colore
di Via col vento... Mami è lì in carne ed ossa con il fazzoletto
bianco sulla testa, gli occhi grandi e dolci, il grembiule lindo ed inamidato...
Solo delle piccole ali bianche ne tradiscono l'origine onirica.
"Mami, non ti arrabbiare, ecco Io… Ero stanca per un viaggio… E..."
"Niente bugie bambina mia, vedo che la gombagnia di questo qui - ed
indica con il mento Loki - di sta facendo un brutto effetto. Mi meraviglio
di lei, mio Signore, ghe si borta a spasso la sua promessa dudda nuda!
Dov'è che mi bordava il mio cucciolo? Ah guesti dei! Meglio berderli
ghe drovarli!"
Ad un sonoro battito di mani di Mami appaiono due ragazze vestite con
il tipico sari indiano, portano tra le braccia indumenti di una delicatezza
superba con i quali si avvicinano ad Alchera ed iniziano a vestirla…
"Bambina mia, vieni gon me... Hai bisogno di un bagno e di una massaggio
ristoratore, useremo dell'olio di gelsomino diepido vedrai ghe di sentirai
meglio dopo… Riguardo a te - si rivolge ancora una volta a Loki - di lascio
alle cure di Thara e Odissi, benseranno loro al tuo benessere" Con un gesto
ammiccante rivolto alle due ragazze e una scrollata delle ali di Mami sia
lei che Alchera scompaiono.
Odissi e Thara si guardano per un attimo, poi la prima, dalla carnagione
dorata e i lunghi capelli rossi, gli occhi verdi e le labbra rosse invita
il dio a seguirla. Alle caviglie e ai polsi le tintinnano dei braccialetti,
tanto che il suo incedere assomiglia ad una danza, tanto armoniosamente
cammina…
Loki, pensoso, non sembra guardare la ragazza, i suoi occhi sono altrove…
Un velo di tristezza spenge per un attimo le stelle che brillano nei suoi
occhi profondi… Non segue la fanciulla, ma voltatosi si avvicina ad un
divano e vi si mette a sedere. "Scusatemi dolci fanciulle, potrei avere
qualcosa da bere?" la sua voce è calma, bassa di tono e senza inflessioni.
Poi chiude gli occhi per un momento.
"Vorrei parlare un attimo con Mami appena ha un attimo di tempo!" continua.
Volge gli occhi verso la grande finestra… sembra attendere qualcosa…
Ed infatti dopo pochi attimi ecco che un grande falco dalle piume d'oro
entra nella sala e si posa sul braccio del dio. Loki lo guarda negli occhi,
e nel falco sembra di notare uno sguardo di ammirazione e amore.
"Vai a chiamare Yahvara, amico mio… e dille di sbrigarsi. Devo parlare
con lei urgentemente!" Sorride. Il falco, che per un attimo sembra annuire,
si rialza in volo, scomparendo all'orizzonte, veloce. Le stelle negli occhi
di Loki si riaccendono all'improvviso.
"Ehm… dicevamo signorine… Ah, già… se potevo avere qualcosa
da bere..."
Una folata di vento gelido gonfia per un attimo le leggere tende della
finestra alle tue spalle, e chiaramente giunge all'orecchio del dio
il nitrito e lo scalpitare di più cavalli. Loki si alza, incuriosito,
per vedere cosa sta succedendo nel cortile sottostante, quando improvvisamente
viene bloccato dalla mano di Odissi… "Mio Signore, vieni, Thara ha preparato
una vivanda per ristorarti, era quanto desideravi, vero?". Lo sguardo della
ragazza è inequivocabilmente malizioso, un sorriso tra l'ingenuo
e il vezzoso le brilla sulle labbra. Con gentilezza ma fermamente, il dio
toglie dal suo braccio la mano di lei, e si dirige verso la portafinestra
da cui provengono i rumori che hanno catturato la sua attenzione. Con la
coda dell'occhio fa in tempo a catturare lo sguardo preoccupato che si
scambiano Odissi e Thara, poi quest'ultima scompare dopo aver sussurrato
qualcosa alla compagna.
Non appena si affaccia sotto gli appare lo spettacolo impareggiabile
della delicata arte araba con cui Alchera ha voluto adornare il cortile
della sua dimora, marmo bianco e acqua sono ovunque, colonne e archi delicati
ingentiliscono la vista e parlano all'anima del vero senso della
spiritualità… In mezzo a tutto ciò si stagliano due figure,
una a cavallo e l'altra intenta, con destrezza, a montare la sua cavalcatura
nell'istante stesso in cui Loki li sta osservando. Ambedue indossano un
lungo mantello nero, di foggia militare, che ne occulta i lineamenti. Per
un attimo il cavallo dell'ultimo cavaliere scarta violentemente, ma con
maestria viene subito riportato all'ordine, solo a quel punto le grandi
porte del cortile vengono aperte e i due cavalieri ne escono al galoppo…
"Mi gercava, Signore?" La voce di Mami interrompe la scena che il dio
era intento ad osservare.
"Signore… E' arrivata anghe una visita per lei, la faccio aggomodare
qui in modo che possiate parlare con calma?" Mami con solerzia ha iniziato,intanto,
a sistemare i vari cuscini di broccato sparsi per il piccolo salotto…
Loki manda un sorriso a Mami, ma è un sorriso senza sostanza,
di convenienza, e sembra non aver neanche sentito le parole di Odissi che
gli offre da bere.
"Mami..." dice Loki "Sono preoccupato… Ho una sensazione strana, che
mi fa accapponare la pelle… E' una sensazione che non mi piace per niente."
Si volta un attimo, con fare pensoso, verso la finestra. Gli occhi profondi,
neri e pieni di stelle come sempre, non lasciano trasparire nessuna emozione.
Solo una persona è in grado di poter leggere quegli occhi misteriosi
e di comprendere lo stato d'animo di Colui Che Cammina Nei Cieli.
"Una cosa voglio dirti, Mami… Non vorrei che tu mettessi in dubbio
i miei sentimenti verso la tua Signora!"
Un rumore di passi si avvicinano alla porta, e Yahvara entra nella
sala. E' una ragazza alta, molto bella, con i capelli lunghi e rossi. Le
forme sono slanciate e si muove con grazia, ma non è leggiadra come
Odissi e Thara. E' molto più… ferina… si muove come un gatto, o
meglio una tigre, guardinga e sempre a caccia. Gli occhi sono decisi e
sicuri. E' un guerriero, una Valchiria, il comandante della guarnigione.
Ne è fiera. E si vede.
Quando vede Loki si inginocchia "Mio Signore" dice "Sono ai tuoi ordini!"
Loki sorride, "Amica mia, ti devo dare delle disposizioni."
Odissi si avvicina con due calici ricolmi "Ecco le bevande che avevi
richiesto, bevi un po' mio Signore!"
Loki la guarda un momento e sorride, sorride come prima aveva sorriso
a Mami. "Non adesso fanciulla… Dobbiamo parlare un momento in privato!"
Poi si volge nuovamente verso Yahvara "Per prima cosa recati da Nemesis,
mia sorella, e dille..." Poi la voce cambia, e Loki e la Valchiria cominciano
a parlare in una lingua passata, antica, dimenticata, morta…
Alla fine, dopo pochi minuti, Yahvara fa cenno di aver compreso bene
gli ordini, si porta il braccio destro al petto in un saluto militare.
"Sarà come tu vuoi!" dice, poi si volta ed esce dalla stanza. Loki,
Padre dei Lupi, si volta… guarda Mami e si mette a sedere.
Prende il calice che ancora Odissi tiene in mano e lo osserva.
"Mami… Anche tu pensi che io sia… diciamo… un poco di buono? E dov'è
il Sogno dei miei Sogni? Chè tante sono le cose da discutere e di
cui parlare, molti gli impegni che anche me affliggono, e, purtroppo, sempre
meno il tempo a nostra disposizione… ed ogni istante che passo lontano
da lei è una tortura. Mami, se avessi dubbi, sappi che io l'amo,
l'amo con tutto il cuore e con tutto me stesso!… E' la verità, anche
se sembra strano uscendo dalla mia bocca! Ma ricorda che io sono Enigma
di Enigma, ed in me non c'è inganno, malgrado quello che si racconta,
ma mistero… il Mistero delle domande che non trovano una risposta, dei
dubbi che non possono essere sciolti. Non Menzogna… non Odio… non Inganno!"
Mami ha incrociato le mani sul petto e lo guarda con aperta sfida "No
ghe non mi biaci Signore… E non sono obbligata a far in modo che tu bossa
biacermi, ti tollero perché la mia biccola si è incabricciata
di te… Tutto qui! Quanto alla tua reale natura non sono affari che mi riguardano,
solo una cosa ti voglio dire, fai che venga a sabere che in qualche modo
l'hai fatta soffrire e ti giuro che la bagherai cara piccolo dio dei miei
stivali! Sogno stesso mi ha messo accanto a lei quando era solo un germoglio
di vita nella sua mente! Non farti "ingannare" - calca la voce sulla parola
- da queste mie sembianze benevole..." Il tono della sua voce è
sempre stato calmo e basso anche quando lo sfidava apertamente. Un sorriso
malevolo ora le brilla sulle labbra.
"Riguardo a dove si trovi ora la mia Signora ti risbondo che ribosa,
gli ultimi avvenimenti l'hanno stangata biù del normale. Ti brego
guindi di non tediarla con righieste sciogghe e di richiedere la sua bresenza
solo per cose veramente urgenti… Se hai voglia di divertirti c'è
qui Odissi - la fanciulla china il capo timidamente - Thara deve
aiudarmi con i breparativi del matrimonio..." Finito di parlare Mami sbuffa
sprezzante verso Loki e si allontana ancheggiando grossolanamente.
Rimasto solo e irato dall'impertinenza di Mami, Odissi gli si avvicina
"Mio Signore non ti arrabbiare, qui nessuno ti capisce, ma io sì!
Tu puoi fidarti di me! Sii per me un amante e io sarò per te quello
che qui non puoi riuscire a capire: io sarò tua e con me conoscerai
i segreti della mia Signora!" Nel parlargli gli ha preso una mano e se
l'è portata alla guancia in attesa di una sua risposta…
Loki abbassa lo sguardo verso Odissi, e per un attimo i loro occhi
si incontrano. Ma subito lui distoglie lo sguardo, appena si accorge che
lei si sta perdendo.
"Perdonami..." dice "Pochi possono guardare nei miei occhi senza impazzire.
Solo i Puri possono osservare e resistere. Il mio Signore ha nascosto in
me le risposte agli Enigmi dell'Universo. E attraverso i miei occhi queste
si possono vedere, e possono far impazzire..."
Loki si allontana e si dirige verso la finestra. Osserva il sole tramontare
sul meraviglioso mondo della sua amata. Odissi percepisce ancora l'aura
di furore che le parole di Mami hanno suscitato in lui. Per un attimo egli
ha perso il controllo, per un istante le sue sensazioni ed emozioni non
si sono nascoste. Il Signore degli Inganni si volta ancora verso la bella
Odissi, e questa volta il suo sorriso è sincero.
"Odissi..." dice "Ti ringrazio per l'offerta che mi hai fatto. Ma io
amo la tua Signora, e solo lei. Mi dispiace, ma devo rifiutare la tua offerta.
E non voglio che sia detto che la mia presenza porti tradimenti!" Sorride
ancora. Odissi è ferma, in mezzo alla stanza, forse un po'delusa.
"Lasciami ora." Le dice Loki gentilmente "Ci aspettano giorni difficili
ed impegnativi. Desidero riposare un poco."
Rimasto solo Loki di Enigma osserva… Osserva la notte che sale, ne assorbe
gli odori ed il fresco che il buio gli porta, le stelle che brillano nel
cielo del suo Sogno. Ripensa all'astio che dimostrava Mami, così
simile a quello che provano per lui i fratelli della sua amata… e se ne
duole.
Per un breve istante si riposa. Poi lentamente si leva in piedi, socchiude
gli occhi e richiama a sé il suo potere, il potere di Enigma… La
Notte stessa sembra avvolgerlo, in un manto d'Ombra che lo ricopre. Il
Silenzio si pone ai suoi ordini, pronto ad ubbidirgli… e Colui che Cammina
nei Cieli esce dalla sua stanza, come il Niente che circonda il Fuori.
La faccia del Signore degli Inganni è seria e concentrata e lentamente
si avvicina alle stanze del suo Sogno.
Per un po' vaga per la dimora di Alchera senza una meta ben precisa
in mente, solo per il gusto di camminare per i locali che l'estro creativo
di lei ha creato: l'edificio reincarna perfettamente l'architettura dei
vari popoli che la dea ha visitato lungo millenni della sua permanenza
sulla terra, arte araba, indiana e tibetana sono mescolate insieme con
gusto e ricercatezza. I raggi della luna, intrecciandosi con i delicati
arabeschi marmorei, creano un gioco di illusioni talmente diverse da quelle
a cui è abituato il Signore degli Inganni che lo lasciano deliziato...
E' il potere di Sogno che pervade la dimora ora addormentata, eppure, anche
se tutto sembra immobile e trasfigurato dalla luce lunare, osservando bene
tra gli angoli bui delle stanze, coperte da immensi tappeti arabi, la vita
freme impercettibilmente, piccoli esserini alati si aggirano velocemente
da un luogo all'altro, le leggere tende vengono sollevate e arruffate non
dalla lieve e dolce brezza che proviene da fuori, bensì da mille
piccole fatine che si divertono a giocarci rincorrendosi e nascondendosi
tra le mille pieghe della stoffa… Affascinato da questo spettacolo il dio
si ritrova a percorrere il corridoio che, sa, porta direttamente alle stanze
di Alchera.
Sta quasi per raggiungere la stanza in cui lei dorme quando un rumore
lontano di passi che si avvicinano blocca il suo procedere. I passi si
fanno sempre più vicini e più pesanti, ed egli riconosce
il tipico suono di stivali calzati da speroni e di una spada che sbatte
ritmicamente al passo dello sconosciuto che si avvicina verso le stanze
della sua promessa. Curioso e percependo un probabile pericolo per colei
che ama, Loki si ammanta ancora di più del potere di enigma e scivola
con agilità nelle ombre che avvolgono il corridoio illuminato solo
da piccole lucerne ad olio. Nel momento stesso in cui il cavaliere incrocia
il luogo dove si è nascosto il Signore degli inganni questi si ferma
bruscamente, porta la mano alla spada, rimane per un attimo ancora immobile
e poi, titubante, continua a procedere verso gli appartamenti di Alchera,
la mano ancora fermamente stretta intorno all'elsa della spada. Loki non
ha fatto fatica a riconoscere uno dei due cavalieri che nel tardo pomeriggio
ha visto uscire al galoppo dal palazzo di Alchera…
Sul momento Loki rimane stupefatto che il cavaliere lo abbia potuto
sentire, anche se solo per un attimo. Ma non si era nascosto per la lotta…
si era nascosto per non dare nell'occhio… ed i suoi poteri non erano stati
lanciati per qualcuno in attesa… ma ora la situazione cambia… e il Potere
di Enigma viene richiamato… la notte e l'universo, l'infinito sono richiamati
da Enigma di Enigma.. Nota Pura di Enigma… il Manipolatore!
Pronto alla battaglia Loki segue il cavaliere… nascosto nella sua stessa
ombra "Un movimento falso, pensa… fai solo un movimento falso che possa
ritenere fatto contro la mia amata e sei fottuto!" Gli occhi del Signore
degli Inganni diventano neri e oscuri come pozzi profondi senza fondo…
E' un guerriero Loki… Anche se disarmato… Ma può una Nota essere
innocua se non ha le sue armi? Loki sorride a questo pensiero! Lui non
è indifeso… Mai… e se deve difendere Alchera… Beh, se quel tipo
ha cattive intenzioni… Ha scelto la nottata sbagliata… Dopo le parole che
Mami gli ha rivolto…
E Loki lo segue nell'ombra pronto a colpire se la situazione lo richiederà…
Con un leggero tocco delle mani, calzate da pesanti guanti di cuoio, le
porte degli appartamenti di Alchera si aprono da sole, lentamente, quasi
stessero aspettando lo sconosciuto che ora sta entrando. Agile e silenzioso
come la notte anche Loki penetra dietro la misteriosa figura un attimo
prima che le porte si richiudano dietro di questa. La stanza, di forma
ovale, è illuminata solo dalla luce lunare che penetra da tutta
una serie di finestre poste a semicerchio intorno ad un grande letto a
baldacchino. Stavolta è la brezza notturna a sollevare le diafane
tende poste attorno al letto e che fa tintinnare tutta una serie di campanellini
sospesi un po' ovunque per la stanza. Improvvisamente un movimento fulmineo,
nei pressi del letto, attira l'attenzione di Loki e quella del misterioso
cavaliere; per un attimo un sordo ringhio proviene da quei pressi, finché,
procedendo lentamente e scoprendo i denti avanza un enorme dingo bianco.
" Samuel? Non mi riconosci? Sono io..." a queste parole l'individuo cala
bruscamente indietro il cappuccio che ne nascondeva perfettamente i lineamenti,
e una cascata di capelli argentei ne rivela l'identità: è
Alchera! L'animale per un attimo uggiola interdetto, si avvicina alla dea
e inizia a scodinzolare ma è palesemente nervoso, alterna guaiti
a ringhi sommessi. "Anche tu avverti qualcosa che non va, vero amico
mio? - dice mentre accarezza affettuosamente il muso del dingo - Non so…
Sono troppo stanca per concentrarmi… Ma non ti preoccupare, qui sono al
sicuro Samuel. Ora esci da qui, voglio rimanere un po' sola..." L'animale
ubbidisce prontamente, fiuta per un'ultima volta l'aria e svanisce lentamente.
Rimasta sola Alchera inizia a togliersi i guanti e il mantello, che lascia
scivolare a terra con noncuranza "Mami?"
"Dimmi piccola mia..." la donna evocata dal suono della voce della
sua Signora appare in un angolo della stanza, il volto sereno e leggermente
preoccupato insieme. "Preparami un bagno, ho le ossa a pezzi, mi sembra
di aver cavalcato per giorni… Vieni, aiutami a togliermi gli stivali per
piacere che non mi sento più neanche i piedi!" Mami sussurra alcune
parole all'aere, dei lievi risolini si sentono in risposta alla sua muta
domanda, Alchera guarda sorridendo il luogo da cui provengono e scuote
la testa ridacchiando "Non cambieranno proprio mai!".
"Bimba… E' andato tutto bene?"
"Sì Mami, è stato stupendo… Dimmi, lui è qui?
Sì, deve esserci, avverto la sua presenza ma è molto labile,
impalpabile..."
"Sì è qui. Riposa nella sua stanza."
"Sei riuscita a tenerlo occupato in mia assenza? Non vorrei che sospettasse
qualcosa.."
" No piccola, non ti preoccupare. Gli ho detto che eri molto stanca
a che riposavi. E' facile ingannare questo mitico Signore degli inganni…
Bah! Sei proprio sicura di volerlo sposare? A me non piace proprio, preferisco
di molt..."
"Taci!" Alchera si alza di scatto dal letto sui cui si era seduta per
permettere a Mami di sfilarle gli stivali "Lasciami sola anche tu! Io lo
amo! Non riesci proprio a capirlo?!?"
" Amare piccola mia? - un sorriso pieno di amarezza compare sul volto
di Mami - Io non ti capisco più allora! Hai il cuore e la mente
confusa! Spero che tu riesca a fare chiarezza, non apprezzo molto quello
che hai fatto bimba, proprio no!"
"SPARISCIIIIIIIIII!!!!!!!" l'urlo di Alchera ha definitivamente messo
a tacere Mami che con il volto impunito scompare allontanandosi verso il
muro.
Rimasta sola la dea si rannicchia ancora vestita sul suo letto, e scoppia
a singhiozzare… Poi si alza disperata e esce bruscamente dalla sua stanza;
al suo passaggio la severa divisa militare cambia in una morbida tunica
bianca e il passo spedito la porta di fronte alla stanza di colui che ama.
Alchera si ferma guardando la porta chiusa di Loki. Ha un attimo di
indecisione, stava per entrare di corsa, ma si ferma. Loki, ancora celato
dai i poteri di Enigma è muto, silenzioso e stupefatto. "Cosa sta
succedendo?" Pensa. Un breve attimo di smarrimento gli percorre l'anima.
Poi Alchera solleva la graziosa mano e bussa alla porta del Signore
degli Inganni.
Sempre nascosto Loki apre la porta, e mentre entra, Alchera sente come
una leggera brezza che la sfiora, un brivido le scorre lungo la schiena.
Attraverso la porta aperta la stanza buia appare vuota. Alchera fa un passo
all'interno della sala, e si guarda intorno alla ricerca dell'amato, ma
il silenzio sembra l'unica presenza. Si accorge, poi, che la finestra è
aperta, l'aria fresca della notte smuove lentamente le tende, e la pallida
luce della luna rischiara debolmente la stanza. Alchera scorge una figura
sul balcone, che le da le spalle, una figura conosciuta. Loki lentamente
si volta verso di lei e rientra nella stanza. La sua espressione è
un po' triste, un po' malinconica, ma allo stesso tempo lei lo sente felice
ed innamorato. Ma sente anche la lotta che si sta svolgendo dentro di lui.
Loki la guarda, è uno sguardo pieno di amore, ma è uno sguardo
che chiede risposte…
"Perché?" chiede Loki con voce calma, rilassata, tranquilla
ma seria.
"Ti amo con tutto il cuore, Alchera, ma… Non capisco quello che è
successo stanotte. Ti ho vista andare via a cavallo mentre mi dicevano
che stavi riposando; ti sento tornare nella notte, felice e disperata…
Ti sento piangere… E sento che la tua Mami tenta, invano, di tenermi nascosto
qualcosa… O qualcuno… Ti sento confusa e spaventata… Mi devi dire qualcosa?
Hai qualche problema? Mia Stella, mia Amata, mio Sogno… Dubiti di me? Anche
tu?"
Alchera sente che non c'è rabbia o rivendicazione nelle parole
di Loki. Ma sente che il dio è ferito.
Il sangue sembra defluire istantaneamente dalle guance di Alchera alle
domande di Loki. Per un attimo indietreggia da lui di pochi passi come
se ne fosse spaventata, ha lo sguardo interdetto e pieno di interrogativi
anche lei ora…
"No… Io … Non dubito di te… Io..." sussurra la dea sempre più
agitata… Poi improvvisamente Alchera getta le braccia al collo di Loki,
scoppiando in singhiozzi, e inizia a baciargli convulsamente il viso. Ad
ogni bacio, le lacrime di lei bagnano il volto del Signore degli inganni.
Baci e lacrime si intrecciano fino a quando le labbra di Alchera trovano
quelle di Loki. Per un attimo Loki resiste alla dolcezza di questo bacio,
poi, sconvolto dal sapore delle lacrime di lei, ne ricambia l'impeto… Stavolta
è lui a perdersi nelle profondità degli occhi di un immortale…
Con naturalezza l'abbraccia facendola aderire completamente al suo corpo,
un gemito di sconforto accompagna il suo gesto, ma come si fa a resistere
ad un Sogno? Le mani di lei con tenerezza iniziano ad accarezzargli la
nuca, le dita giocano con i capelli, il respiro le diventa ansante, gli
occhi le si velano dal Desiderio… Solo allora Loki la prende in braccio
e la fa adagiare sul letto, un ultimo sguardo di complicità e di
nuovo le labbra si incontrano affamate di baci. Le mani di lui le sfiorano
gentilmente i fianchi lasciandola senza fiato, fino ad arrivare a sfilarle
completamente la leggera tunica di seta.…
Le labbra dai due amanti si sfiorano, ancora, e ancora si cercano con
passione… La mano di Loki passa fra i capelli della dea, scivolando lentamente
e dolcemente lungo il collo, le spalle per soffermarsi, finalmente, sulle
morbide forme del suo seno. Un dolce lamento esce dalle labbra di Alchera,
mentre la bocca del dio si sofferma sulla sua gola perfetta, baciandola
e suscitandole un brivido di piacere. La dea accarezza piano le forti spalle
e la schiena di Loki, ancora avvolto nella sua corta tunica di seta. E'
una tunica speciale, sottile come un petalo di fiore, i petali dei fiori
del dominio di Loki, e come i fiori cambia colore a seconda dell'angolazione
da cui viene guardata. Alchera inizia a fargli scivolare la veste fino
ad i fianchi, scoprendo il suo torace, ed assaporando la sua pelle con
le labbra.
Poi Loki, con gentilezza, ma con determinazione, la scosta da sé,
e si alza in piedi, vicino al letto. La guarda con occhi pieni d'amore
e desiderio, ma ancora confusi e titubanti per le parole che ha sentito
proferire a Mami e da Alchera poco prima.
"Alchera." chiede "Mi ami?"
La domanda è come una doccia fredda per Alchera, che lo guarda
stupefatta e lentamente dallo stupore passa alla rabbia, butta giù
dal letto le lunghe gambe riprende la tunica che le ha sfilato il
dio e si dirige verso la porta…
Loki le passa davanti e le si mette davanti alla porta… " Perché
io ti amo con tutto me stesso.. e prima di andare avanti voglio che tu
sia davvero sicura di quello che stai facendo!"
La mano di Alchera, veloce e sibilante, schiaffeggia il volto di Loki,
che rimane impassibile. Poi prova a prenderla con dolcezza e determinazione
fra le braccia per un bacio, ma Alchera non si fa baciare, stavolta le
lacrime che scendono sul suo viso meraviglioso sono frutto di rabbia repressa,
stavolta gli sguscia dalle braccia e passa oltre...
Loki silenziosamente comincia a piangere… Si inginocchia e si porta
le mani alla faccia per coprirsi. Sono lacrime sincere quelle di Loki,
perchè esiste una sola persona che lo fa essere sincero: Alchera.
La dea si ferma e si volta lentamente verso Loki…
"Perché ora piangi?..." chiede.
"Ti ho offeso… sono uno stupido… hai ragione ad andarmene.… le parole
di Mami mi hanno spaventato!"
"Hai fatto una domanda stupida nel momento meno opportuno..."
"Perdonami!" sussurra Loki…
Alchera si inginocchia accanto al dio e prende il suo volto tra le
mani e lo guarda a lungo, poi sospira lentamente e un sorriso le torna
sulle labbra
"Loki tu non devi chiedermi più nulla… Quello che faccio è
ciò che devo fare…Io posso solo seguire la mia natura... I miei
impulsi... "
"Sento tanto odio intorno a me oltre al tuo amore… ogni tanto mi perdo..."
sussurra il dio.
"Tu non devi temere questo odio mio caro… Cosa dovrei fare io? Esso
nasce da coloro che più mi sono vicini per progenie e affetto… Se
io riesco a sopportarlo lo devi fare anche tu..."
"Hai ragione, mio unico Sogno..." continua lui "E' stato un momento
di debolezza… ho paura che ogni tanto la parte umana di me si faccia sentire
anche in questi regni!" E detto questo accenna un timido sorriso.
Alchera si alza e lo guarda, è palesemente stanca…
"Ora ti lascio… Forse è meglio così...."
"Mia diletta… Riposa... Nel mio letto… Veglierò su di te… "
Alchera accenna un sorrisetto "Loki… Non ci diamo per vinti, eh?"
Il Signore degli Inganni accenna a rispondere al sorriso.. ma le sue
parole sono serie... "Non ho cattive intenzioni mia Signora..." dice Loki
"Beh… non cattivissime!" aggiunge sottovoce.
Lei scuote la testa incredula "Mi sa che ha ragione Mami!" E gli fa
una linguaccia, divertita.
Loki la attira a sé. E sorride… "Adoro il tuo caratterino!"
Nuovamente Alchera gli sguscia dalle braccia, ma stavolta si dirige
verso il letto… Loki la guarda sorridendo… si avvicina al letto e si inginocchia
di fronte alla dea.
Le porte si richiudono da sole… Per un attimo la dea socchiude gli
occhi, la sua immagine trema poi lo guarda con una luce nuova negli occhi.
Alchera si sporge verso di lui, c'è qualcosa di diverso nei suoi
occhi… Desiderio… Lussuria...
Loki osserva… silenzioso… Lei si mette in ginocchio sul letto e inizia
a togliersi la tunica… Lui si alza in piedi, di fronte alla dea.. un po'
teso.
"Alchera..." sussurra "Cosa…"
"Si?" chiede la dea dolcemente…
Colui che Cammina nei Cieli è un po' sorpreso... Non capisce
cosa sia successo.. Non aveva mai visto Alchera così… Anche prima,
sul letto… Lei era diversa.
La dea, camminando sulle ginocchia, si avvicina a Loki e inizia a sfilare
la sua tunica …
E' ormai nudo anche lui, ma qualcosa lo rende titubante e lo costrige
a fare un passo indietro!
"La ferita!" dice Loki "Non c'è più la tua ferita!" Indietreggia…
"Non sei Alchera! Che gioco è questo?"
Alchera - o quella che sembra lei - per un attimo lo guarda spaventata…
Poi scende dal letto e si avvicina al Signore degli Inganni.
Lui si allontana… gli occhi di Loki perdono le stelle che solitamente
vi dimorano.. un alone lo circonda… Il mistero dell'universo è nei
suoi occhi…
"Svelati"
E' difficile usare ora il potere, però, sente che nella stanza
ce ne è uno altrettanto forte…O forse, in questo luogo, anche più
forte... Ma inevitabilmente colei che che si mostra come Alchera svela
la sua identità: è Odissi…
"Alchera!" tuona Loki chiamando la sua promessa. Si riveste e si avvicina
alla porta.
Una risata argentina riempie la stanza, mille piccole lucciole la riempiono
e dal buio che circonda il letto appare Alchera con un grande sorriso e
le lacrime agli occhi per il gran ridere!
Loki si volta verso il punto da cui proviene la risata… "Che tiri state
cercando di farmi?"
"Cosa c'è da ridere… sono già due volte in questa sera
che cerchi di ingannarmi!"
La nuova Alchera veste un'ampia tunica di lino azzurro dalle maniche
larghe a campana
"Loki" dice ancora ridendo "Non ti arrabbiare… Dai, era solo uno scherzo!"
"Simpatico… davvero simpatico… questa piccola ha rischiato.… stavo
per..."
"Stavi cosa mio caro???" chiede la dea.
"Con quello che ho detto sull'odio che sento in questa casa verso di
me temevo il peggio..."
"Ma Loki sei a casa mia! Qui nessuno può farti del male!"
"A te..." Loki abbassa lo sguardo…
Alchera si avvicina a lui… Guarda per un po' Odissi, che china il capo
e scompare…
"Hai paura che qualcuno ti faccia del male qui, da me, Loki?" chiede.
"Ho paura? No… Non ho paura… Non temo nemici.… La situazione... Devi
però ammettere che è stata un po' strana questa serata"
"Perché?"
Loki guarda Alchera "Lo sai!" sembra dire il suo sguardo.
"Io non so nulla mio caro, tu hai semplicemente sognato..." si affretta
a dire lei.
Loki sorride… amaro.
"Beh, se sogni delle tue paure la colpa non è mia, no?" lo incalza
lei.
Il Signore degli Inganni si avvicina alla finestra.
"Comunque riposa pure tranquillo mio caro, spero che la notte ti porti
conforto..."
Loki esordisce, con voce triste "Com'è andata la cavalcata?"
Stavolta il tono allegro di Alchera si gela in un "Quale cavalcata
tesoro?"
"Beh.. ti ho vista andar via… a cavallo… "
"Ti sei sbagliato, non ero io, era Odissi..."
"Ti ho vista anche tornare" Incalza il dio, anche se il tono della
sua voce rimane calmo. "Ma se dici che mi sono sbagliato..."
"Sì, TI SEI SBAGLIATO! Era sempre ODISSI!" il tono di Alchera
si sta alzando… rabbia o altro?
Loki si volta e la guarda negli occhi… "Non vedo perché dovrei
dubitare delle tue parole, amore mio… Sono molto stanco… Non mi mentiresti
vero?"
"Appunto, non ne dubitare, ti prego" nel dire queste parole si avvicina
e gli accarezza il volto "Non ce ne è ragione..."
Un sorriso amaro appare sul volto di Loki… "Eppure mi sembravi molto
contenta di come era andata... Che strano sogno!
Ancora una volta gli occhi di Alchera si induriscono e la carezza si
trasforma in uno schiaffo
"Se non ti fidi è inutile che fai domande! Non farmi domande
allora!"
"Mi fido.. ma ho anche sentito!" dice lui.. anche il suo tono di voce
si è un po' alzato.
"Cosa hai sentito Loki? E come hai fatto a sentire????? Che vengo spiata
in casa MIA????"
"Niente… devo aver sognato!"
"Non mi prendere in giro!" dice adirata la dea.
"Non ti sto prendendo in giro, IO!" risponde Loki con lo stesso tono
di voce.
"Stasera sei intrattabile!" E da uno spinta verso il letto all'uomo
di fronte a lei. "Forse è meglio se ti riposi veramente invece di
spiare la gente!"
"Io non spio nessuno… Ma ero preoccupato per la mia Signora, ferita
e stanca… così stanca… Tzè… il Signore degli Inganni mi chiamano..."
"Ancora? Continui con questa storia????" dice Alchera
Alchera si avvicina al dio con aria di sfida lo guarda negli occhi
"Senti Loki, io ho da fare alcune cose, esco, me ne parto e non sono costretta
a darti delle spiegazioni! Se non ti fidi me ne dispiace… Ma non sono problemi
miei!" dice.
"Io non chiedo spiegazioni… Non voglio certo sapere cosa hai da fare
e dove… Ti capisco… anch'io ho molte cose da fare e non posso dire sempre
tutto… E ci dobbiamo fidare… Ma non..."
"Non cosa??? COSA?????" adesso la donna sembra esasperata.
"Niente… forse non sono io quello che non si fida...." sussurra Loki
malinconico.
"Vuoi sapere dove sono stata?" Alchera parla con un filo di voce, adesso.
"NO! non mi interessa! Non è questo quello che voglio dire!"
"Ti amo..." continua "Scusa sai.. Ma sono un minimo geloso.. Che ci
posso fare?"
"Geloso?" Alchera inizia a balbettare palesemente innervosita… Indietreggia
da lui e si avvicina alla porta.
"Beh… non mi sembra di aver detto qualcosa di terribile… " Loki la
guarda stupefatto.
"No, no. Non hai detto nulla infatti - cerca di sorridere sforzandosi
- solo che suona strano..."
"Non mi sembra il caso di prendersela così… " continua lui.
"Non me la sto prendendo… Solo che ...Sono stanchissima, tutto qui..."
"Alchera… basta!" Il dio appare spazientito, sente che la dea tergiversa
per cercare ancora scuse. "Mi stai stancando ed innervosendo… Cosa cavolo
succede… cosa non devo sapere?"
"Ma nulla Loki!" dice lei, poi cerca di tagliar corto "Buonanotte!"
Chiude la porta e se ne va…
"Non fuggire sempre!" Le dice dietro Loki mentre riapre la porta. "Insomma...
Se è tutto così tranquillo perché mi sento così
preso in giro?"
Alchera si ferma un attimo più avanti, ti guarda impaziente…
"Senti non te la prendere a male ma mi sta chiamando Mami!!!" spera di
concludere la dea, e di liberarsi da quella situazione imbarazzante. Si
appoggia ad una colonna e continua a guardare a distanza il suo fidanzato
"Loki, io non ti sto prendendo in giro… Solo che ho qualche problemino
di carattere familiare, e me lo voglio tenere per me, tutto qui..."
"Io non voglio mettere becco.." dice lui "nei tuoi affari familiari…
Chiedo fiducia, non altro! Non mi metterei mai in mezzo…"
"Appunto… Lascia che sia io a risolvere i miei problemi..."
"Già ma anche non intervenendo, ti amo.. E avrei potuto aiutarti
a sopportare dei pesi, parlando con te... Ascoltandoti!"
"NO!" grida Alchera "Scusami Loki, ma preferisco così..."
Loki si avvicina ancora… "Ti spavento tanto?" chiede.
Alchera indietreggia, poi emette un lungo sospiro "No non mi spaventi…
Dimmi pure"
"Non capisco… Sento che qualcosa ci divide… E non so cosa sia..."
"Loki… Non c'è nulla che ci divide, io sono qui dopotutto, o
no?"
Il dio si volta e si avvia verso la sua stanza…
"Sì… ma forse ora è meglio che vada a riposare!" dice,
con voce stanca, triste e un po' rassegnata.
Lei lo guarda allontanarsi e lentamente lo segue, poi quando lo vede
imbucare la porta mette la sua calda e morbida mano tra quelle di lui…
" Dai," gli sussurra "Ti canto la ninna nanna!!!" e gli sorride con dolcezza…
Loki la guarda… E sorride, un po'… "Ti amo!" le dice e le da un leggero
bacio.
Alchera entra nella camera di Loki portandoselo dietro tenendolo per
mano, poi si infila sotto le coperte del grande letto e con la mano fa
cenno a Loki di sdraiarsi accanto a lei…
Loki si distende accanto a lei, e con dolcezza la stringe in un morbido
ed affettuoso abbraccio.
Mentre la stringe così, dolcemente, sente che la tunica di Alchera
è bagnata… intrisa di sangue!
Appena Loki se ne accorge, un vento violentissimo si alza, iniziando
a crescere per intensità e rumore, le finestre iniziano a sbattere
violentemente e le tende svolazzano per la sala…
Loki, subito, si alza in piedi, si pone fra Alchera e la finestra e
si affaccia al balcone.
Vede enormi nuvole avvicinarsi , tuoni e lampi riempiono l'aria… Le
finestre del piano di sotto implodono… Poi tutto d'un tratto tutto ritorna
alla normalità… Come se nulla fosse stato, rimane solo Alchera che
si mantiene saldamente il fianco ferito…
Loki, svelto, chiude la finestra… "Alchera - dice - tu sanguini...
Troppo"
"MAMI!" Chiama Loki "Presto"
Mentre attende, Loki cerca qualcosa, una qualsiasi cosa con cui fasciare
la ferita… "Per stanotte dormi qui… io mi accomoderò sul divano…
non ti stancare mia amata! Meglio se non ti alzi per recarti nelle tue
stanze!" La voce del Signore degli Inganni è preoccupatissima.
Dal nulla appare Mami sconvolta, si avvicina al letto "Ber Sogno ingarnato
ma cosa è accaduto?! Bimba la dua ferita!" Mami lancia a Loki un
acido sguardo di sfuggita , poi batte le mani: subito alcune ancelle appaiono,
le coltri del letto vengono chiuse, mentre si sentono solo i singhiozzi
di Alchera e la nenia dolce e profonda di Mami che cerca di tranquillizzarla…
"Ha ripreso a sanguinare!" dice Loki con voce ferma e sicura "Trova
qualcosa per fasciarla meglio! Se dovrò, parlerò con te dopo!"
Mentre le donne curano il suo unico Sogno, Loki esce dalla sala, in
attesa e molto preoccupato per il suo amore, e quando le donne escono,
rientra per sincerarsi delle condizioni di Alchera.
Mami gli sia avvicina "Vai da lei!" dice "E' molto sbaventata e ha
bisogno di te!"
Loki si avvicina ad Alchera con lo sguardo dolce e ricolmo di amore.
Si inginocchia al suo fianco… "Dimmi, mio tesoro" La sua voce è
calda bassa, il dio le prende una mano fra le sue e comincia ad accarezzarla
dolcemente.
"Starai con me, vero?" chiede la dea con un filo di voce.
"Certo mio amore… non ti lascerò mai!" dice lui nel modo più
dolce che sia possibile. Alchera stringe le labbra e fa nuovamente cenno
a Loki di adagiarsi accanto a lei… Per un attimo una brezza si alza ancora,
ma è solo la brezza di un giorno che sta nascendo…
Loki si distende come lei gli ha detto cercando di muovere il meno
possibile il letto. Con lui accanto la dea presto chiude gli occhi e si
addormenta, riposandosi, finalmente. Loki la guarda dormire e sorride "Dolce
principessa!" mormora… e con delicatezza le bacia la dorata capigliatura…
poi anche lui sprofonda in un sonno ristoratore.