LA STAGIONE DELLE PIOGGE di
Diana Di Giovannicon la partecipazione di:
Il Mostro (Rafaele Venosta), Galileo (Stefano), L'Assassino (Luca), Eraclito (Fabio),
Merlino (Biagio), Annibale (Yuri), Shammuràmat (Andromaca/Medea/Aracne),
Morgana (Laura), Maya (Flavia), Marzia, Davide, Alessandro, Carlo, Habanera,
Martina, Flavius, Francesco, Marco, Gianna
Ero ancora un'Alterazione di Faust quando mi recai al processo di Mostro a Roma, era luglio 1999.
Io, Andromaca, facevo parte della giuria e ricordo che assolvemmo totalmente Mostro per i fatti che causarono l'Oblio.Alla fine del processo però lui mostrò un artefatto che chiamò Libro di Toth... l'unica cosa di cui mi resi conto fu che lo proteggeva da ogni attacco...Tempo dopo, un giorno che ero in linea, assistei in diretta, tramite messaggi icq, al rapimento del Dott. K., per caso mi trovavo a Firenze così mi fiondai a casa sua con Loki e Merlino che riuscii a contattare al volo, e anche lì qualche informazione la recuperammo: la sigla che avevano i rapitori sulle divise (HFFF) ma soprattutto quelle contenute dell'HD del computer del dottore.
Scoprimmo poi che la sigla aveva a che fare con Mostro e che il dottore era ormai sotto la sua protezione collaborando con lui al progetto della Immomachine... ne era il tecnico.Ci volle molto tempo affinché le Note ricordassero cosa avvenne quella volta ad Atlantide.
Pare che Mostro avesse costruito una macchina con lo scopo di donare l'immortalità agli uomini e, nonostante avesse funzionato sotto quell'aspetto, non aveva però bloccato l'invecchiamento e la corruzione dei corpi fisici... Erano immortali ma forse oggi li si sarebbe meglio definiti Non-Morti o Zombie... almeno per l'aspetto esteriore...Ci fu poi la sua conferenza a Modena, in ottobre, per cercare collaboratori e finanziamenti per la costruzione dell'Immomachine... Il suo Sogno era nuovamente quello di dare l'immortalità agli uomini con quell'arnese...
Alcune Note crearono un gruppo "Antimostro" con lo scopo di raccogliere più informazioni possibili sul progetto per poter cercare di fermarlo. Morgana mi inserì al suo interno così seguii passo per passo tutte le ricerche e le investigazioni anche quando non vi ero personalmente impegnata.
Mostro ormai appariva decisamente diverso dai suoi Fratelli e Sorelle: lui ricordava benissimo il proprio passato, non aveva lacune di memoria, ed era tornato ad avere lo stesso potere che nell'antichità avevano tutte le Note...
Merlino per poter scoprire precisamente la natura del potere di Mostro decise di rischiare grosso: lo sfidò ad un duello di magia con il segreto intento di catturare una parte del potere che egli gli avrebbe usato contro per provare ad analizzarla... sempre se fosse sopravvissuto...Come andò il duello ormai lo sanno tutti: Mostro vinse, Merlino restò a lungo fra la vita e la morte.
Quando si riprese e ci rivelò i risultati delle sue ricerche non fui la sola a restare sconcertata...Il suo potere, da quel poco che compresi io delle spiegazioni di Merlino, derivava dal fatto che Mostro avesse origine dalla fusione di un Guardiano e di un Messaggero, la materia intorno a lui non esisteva se non come un concetto illusorio sottoposto alla sua diretta volontà che, tramite la magia, poteva quindi essere plasmata in modo quasi immediato impedendo persino danni fisici o mentali al suo corpo.In sintesi lo scontro diretto con il Mostro era un puro suicidio, dovevamo assolutamente scoprire tutta una serie di strategie atte a minimizzare il suo vantaggio, fino ad ottenere quantomeno uno scontro equo...
Fu in dicembre, quando si stava preparando un piano per... fermare il Dott. K. che la mia vita cambiò...
In me si risvegliò Aracne ed ebbi grossi problemi insieme alla mia controparte Medea per adattarmi alla situazione... Mi ritirai quindi momentaneamente dall'azione diretta...Il Dottore non morì però per mano del gruppo... anche se non mi è ancora chiaro se fu un suicidio puro e semplice... troppe cose si intrecciarono in quel periodo... di certo so solo che aveva cercato in ogni modo di far comprendere a Mostro, suo Padre, che il suo progetto era una Follia... egli aveva infatti intuito che gli uomini avrebbero pagato l'immortalità con i loro sogni e inoltre voleva evitare il sacrificio di Mostro che, per alimentare la macchina col suo potere, avrebbe dovuto diventarne in qualche modo un componente...
Molte cose accaddero in quel periodo d'inizio anno ma, per me, una fu fondamentale: ancora non avevo risolto i conflitti fra le tre menti che convivono nel mio corpo ma mi recai ugualmente a Bagdad per ordine di Desiderio, a fermare il Demone Baalfagor, fu lì che, grazie a Fabio Eraclito, trovai la soluzione ai miei problemi e Shammuràmat divenne il nome in cui si riconoscono le tre parti che mi compongono.
Non appena tornata, avendo recuperato se non l'integrità mentale almeno una prima sorta di equilibrio, arrivò un messaggio di Marzia al gruppo...
Un investigatore, lasciato a sorvegliare la villa di Mostro a Barcellona, aveva mandato a più riprese interessanti rapporti:Uno dei laboratori di ricerca, di quelli la cui esistenza non risultava da nessuna parte, si trovava sui Pirenei. Lo avevano scavato sotto terra, nel fianco di una montagna, ben mimetizzato.
In Congo stavano curando l'allestimento di un piccolo aeroporto e una rampa di lancio spaziale!
Stavano anche costruendo un razzo spaziale e si preparavano a lanciare qualcosa in orbita, un satellite o più d'uno.La data per il lancio era già fissata: il 2 di Marzo.Conversazione registrata tra due capi del servizio di sicurezza:
A:- In quel giorno la sicurezza sarà cruciale. Ho sentito dire che lui sarà indifeso e dipenderà interamente da noi.-B: - Sì. Nel diventare Dio attraverserà una fase di transizione in cui non potrà fare nulla, questo mi è stato detto. Se ci fossero problemi, se venissimo attaccati da nemici... Dall'inizio dell'operazione fino a lancio avvenuto, noi vigileremo su di lui, con tutti gli uomini e tutte le armi a disposizione.-A: - Non permetteremo a nessuno di interferire!-Più una mappa della zona in cui si trovava la base in Congo e una sua foto aerea
A questo punto, verificata l'attendibilità delle informazioni, la domanda non era più se fermare o meno Mostro ma solo che metodo utilizzare per essere certi di riuscire... non ci sarebbe stata data un'altra possibilità...
Primo problema da risolvere era trovare un modo per entrare nella base in Congo... infatti avevamo già scartato l'idea di attaccare anche la base nei Pirenei giudicandola un obiettivo secondario a causa della nostra scarsità di mezzi...
Ci venne in aiuto un'idea di Merlino: ipotizzando che nostro Fratello utilizzasse le linee di potere della Madre Terra per far fronte alle incredibili spese in termini di energia metafisica per alimentare macchinari e poteri vari, pensò che queste linee di potere potevano essere usate contro di lui; era lo stesso metodo che aveva già sfruttato durante il duello e forse era possibile farlo nuovamente. Entrare nella base utilizzando poteri metafisici sarebbe stato normalmente difficile se non impossibile, quello che Mostro non si aspettava di certo era che noi utilizzassimo la sua fonte di energia come "autostrada"...
Biagio Biagini e Fabio Woland, da una distanza di sicurezza dalla base, lungo una di queste linee magiche, avrebbero utilizzato i loro poteri per chiamare il manto di Enigma ed entrare nella base camminando lungo la linea di potere. Normalmente poche sono le cose che possono bloccare i due opposti che lavorano insieme (Destino di Enigma con Enigma di Destino) e mentre Fabio avrebbe usato un potere che ci permettesse di entrare nella base, Biagio avrebbe chiamato a raccolta i poteri della Madre Terra in modo da "schermarci".
La speranza era che le difese magiche del Mostro non avrebbero notato il nostro arrivo semplicemente perché confusi con l'energia che affluiva normalmente sul luogo, in questo modo avremmo usato le sue stesse armi contro di lui.Nonostante io e alcuni altri non fossimo del tutto convinti di dover arrivare ad uccidere nostro Fratello (anche perché Psiche aveva detto chiaro che chi toccava Mostro si sarebbe trovato l'eeg inesistente e poi chissà dove sarebbe rispuntato fuori con la seguente incarnazione), sapevamo tutti benissimo, me compresa, che avremmo dovuto combattere duramente per fermare il suo piano, così Eraclito avrebbe utilizzato le sue capacità per occultare le armi che avremmo avuto con noi alla partenza e Annibale ci promise altri armamenti in loco, compreso il missile terra aria che Galileo si era procurato non si sa come...
***
Venerdì, 25 febbraio 2000
Ci vedemmo all'areoporto di Fiumicino, alla spedizione avrebbe partecipato tutto il gruppo più altri chiamati appositamente: Galileo, Aracne, Eraclito, Assassino, Merlino, Marzia Possenti, Annibale, Flavius Spiner, Francesco De Principe, Martina detta Naima, Alessandro Villalobos, Marco de Bardis.Fui felice di rivedere Fabio, anche se avevamo appena terminato la missione a Bagdad, provavo piacere ad averlo nuovamente a fianco, era bello potersi scambiare sorrisi con gli occhi...
Avemmo anche la notizia che un gruppetto di empathici da tempo in missione in Africa ci avrebbe raggiunti... capii subito che doveva trattarsi del gruppo in cui erano anche Morgana, Habanera e Carlo, miei Fratelli in Desiderio, mi resi così conto che i desianti impegnati nell'azione erano davvero molti...
Luca, L'Assassino, durante il viaggio si preoccupò di tenere un breve corso sull'uso delle armi da fuoco a chi ne aveva necessità... non tutti eravamo guerrieri... anzi, ma io mi guardai bene dal parteciparvi...
Abbozzammo un piano di massima: due gruppi, uno sarebbe entrato di nascosto con Eraclito e Merlino (solo Alterazioni) verso Mostro e la macchina, con l'esplosivo, l'altro che, da un'altra parte, avrebbe sferrato l'attacco diversivo per distrarre tutta la difesa fisica.
Io, forse incoscientemente, avevo portato con me il mio Figlio più piccolo che aveva appena terminato in tutta fretta il noviziato, povero Marco. Il mio piccolo Tengu era tesissimo nel rendersi conto che molti dei nostri compagni erano persone di cui lui aveva letto solo nei libri e pensandole spesso solo come leggende... se lo guardavo vedevo che la paura affiorava nei suoi occhi, eppure la fine del millennio si stava avvicinando e io, anche se sapevo che la possedeva, dovevo avere la certezza che avrebbe avuto forza bastante per i compiti che gli avrei assegnato...Cercava in me sicurezza e conforto, feci del mio meglio per far crescere in lui la sicurezza in sé stesso e nelle proprie capacità... bé... lui era diventato mio Figlio e queste non sono solo vuote parole per me...Sapevo bene che potevamo non tornare... o meglio... alcuni di noi almeno non con questi corpi...
Guardavo gli altri passeggeri immaginandomi di vedere noi stessi con i loro occhi... un gruppo di amici, forse anche parenti chissà, in viaggio per un safari di certo... con quei bagagli e quell'abbigliamento...Invece costituivamo un piccolo e determinatissimo esercito, ognuno con le sue specializzazioni, un gruppo d'infiltrazione e d'attacco...La nostra vita è davvero strana e quelli fra noi che da poco erano entrati a farne parte avevano ancora un'espressione stupita, quasi incredula... ma presto i loro occhi sarebbero cambiati, anche quelli del mio tenero cucciolo...E tutto, anche la Morte, sarebbe diventata normale...Fuori dai finestrini le nuvole. Le nuvole, viste dall'aereo, erano un territorio sterminato, distese antartiche di pianure ghiacciate e montagne, alte montagne di roccia liquida, come in pitture cinesi. Ma non c'erano piccoli uomini che si arrampicavano sui monti o che costruivano piccole case nelle valli. Solo un vasto mondo vuoto.Camminare in quel mondo, senza peso nè pensieri... Esplorare un mondo nuovo...La visione di tanta grandiosità riempiva di pace. Per un attimo, almeno.Due scali. L'aeroporto di Brazzaville, capitale del Congo fu chiuso alla fine della guerra, tre anni fa. Atterrammo a Pointe Noire, la città del petrolio, sulla costa. Vedevamo i viali alberati della città industriale post-coloniale sotto la pioggia battente, calda e pesante. La stagione delle piogge stava entrando nel suo ultimo mese, il peggiore.
Ore di formalità. Passaporto, visto, polizia locale che ci guardava storti. Come in un film. Vaccinazione contro la febbre gialla. La metà di noi aveva un certificato falso ma tanto chi se ne fregava? Pioggia e cemento, alberi fradici.Pointe Noire - Brazzaville. L'unica ferrovia del Congo. Ore di inferno cigolante a scartamento ridotto che ci avvicinarono ad un nodo del nostro Destino. Nel Destino del Mondo. La nostra vita sembrava diventata un gioco di ruolo, quindi il telefono di Flavius: Davide Rossi. Lui e i suoi compagni erano arrivati a Kinshasa. Con il Canto della Madre.
Quando ci riunimmo, li guardai appena... non volli metterli in imbarazzo: erano acciaccati, malaticci e avevano anche bisogno di una sana ripulita... ma loro erano sul campo da molto più di noi e chissà cosa avevano già dovuto passare mentre noi raccoglievamo informazioni e facevamo piani a casa nostra...
Del gruppo facevano parte: Maya, Morgana, Habanera, Gianna, Carlo Fidel e Davide Rossi.La mattina dopo, all'hotel di Brazzaville arrivò una cassa per Marco. Nel segreto di una stanza, orgoglioso la aprì, mostrandoci una ventina fra spade giapponesi e tanto, importati quasi-legalmente come oggetti d'arte...
Se ci ripenso sorrido ancora... era così tenero davanti a quella cassa mentre si destreggiava tra le frecciatine ironiche di alcuni e l'evidente soddisfazione di altri che invece sceglievano le lame... bè però non era poi così male come idea per un'Alterazione alla prima uscita: almeno aveva dimostrato d'avere spirito d'intrapprendenza e non sarebbe diventato un Figlio sempre chiedere soluzioni già pronte... si, avevo scelto bene...Vidi bene ma diedi poca importanza a Merlino che, preso uno dei pugnali gentilmente forniti, se lo passò sul palmo della mano, tingendo la lama di sangue mentre pronunciava un breve incantesimo e mentre la lama sembrava risplendere Merlino sussurrò: - L'ultimo lo hai sciolto, vedremo con questo...-
Una giornata di viaggio, sotto la pioggia e nel fango, sui fuoristrada sgangherati dalla carrozzeria arrugginita. Quattrocento chilometri. Alla piccola città di Ngo girammo ad ovest, verso Djambala, il capoluogo della regione dell'altopiano. Ma non entrammo in città. Evitando un posto di blocco, secondo le indicazioni degli amici di Yuri, svoltammo su una pista sterrata. Fango, fango, fango. Poco meno di cinquanta chilometri dalla città, in direzione ovest-nord-ovest, tra la vegetazione bassa del plateaux, verso il confine con il Gabon.
Nulla di simile a una strada, solo fango. Cominciavo a capire cosa doveva aver passato il gruppo che aveva conquistato il Canto... Infine raggiungemmo la riva del fiume Lékéti, in un punto facilmente guadabile.Se le informazioni di Costello erano corrette, sull'altra riva doveva esserci la base di lancio della HFFF. La tana del Mostro.La notte equatoriale scese istantanea, mentre la pioggia non accennava a smettere. Era la sera del 29 Febbraio 2000. Dopo due giorni, sull'altra riva di quel fiume, gli Dei che Camminano tra gli Uomini e i loro Campioni si sarebbero scontrati, lanciando i dadi su un nodo irregolare del Destino, per decidere del futuro del mondo. Quegli Dei e quei Campioni eravamo noi. Chi avrebbe mai potuto crederlo guardandoci? Ma io vedevo tutte queste cose con gli occhi nuovi di mio Figlio...
Ci accampammo sulla riva orientale del Lékéti, al riparo della vegetazione. Il viaggio ci aveva disfatti ma il tempo stringeva. Smontammo i doppifondi dei vani bagagli, ne estraemmo le armi, le rimontarono e controllarono. Tendemmo dei teloni cerati tra le auto per ripararci un poco dalla pioggia e ci consolammo pensando che se avesse piovuto meno sarebbero stati gli insetti a mangiarci vivi...
Stabilimmo turni di guardia e turni per dormire.Io scelsi i più abili per sorvegliare la base nemica. Le proteste di Marco, scartato d'ufficio, non suonarono credibili neppure alle sue stesse orecchie. Fabio W., Alessandro ed io guadammo il fiume inoltrandoci nel territorio nemico.
Ci avvicinammo lentamente, al riparo della vegetazione, scoprendo i confini dei giri di ronda. Li marcammo sulla carta, per poi poterli violare.Ammantati nell'oscurità notturna e degli scrosci fitti di pioggia, scrutammo la danza dei fasci di luce gialla delle torce, mentre il cuore tremava di tensione e adrenalina. Prima che il sole equatoriale, rapido come un batter di ciglia, avesseripreso a torturarci surriscaldando l'aria umida, facemmo ritorno per un breve riposo. Poi riprendemmo il nostro lavoro. In poco meno di 24 ore dal nostro arrivo, avremmo raccolto tutte le informazioni possibili.Il campo, di cui ora conoscevamo precisamente il perimetro, elettrificato, era circondato giorno e notte da due giri ronda, composte da gruppi di tre guardie, che si muovevano ad intervalli di dieci minuti sul giro più esterno e di cinque su quello interno. L'interno stesso della base, osservato con il binocolo, era percorso da ronde. Le guardie sembravano essere per meno di metà professionisti occidentali, lo stesso tipo di mercenari ed esperti della sicurezza di cui Venosta notoriamente circondava se stesso e la sua casa di Barcellona, per il resto milizia locale, probabilmente guerriglieri sbandati assoldati per pochi soldi. Generalmente in ogni ronda c'erano un bianco e due neri. Tutti equipaggiati come veri soldati, armati di fucili mitragliatori, vestiti di mimetiche e dotati di ricetrasmittenti. Quelli che sembravano essere gli ufficiali, quasi tutti bianchi, e i capi delle ronde in particolare, portavano anche giubbotti antiproiettile. Comunque erano parecchi...
La conformazione del terreno e della vegetazione faceva sì che gli accessi meno rischiosi al campo fossero due: uno dalla parte del fiume, l'altro dalla parte opposta, raggiungibile solo con un ampio giro attorno alla base. All'interno del campo potemmo distinguere la rampa di lancio, completata, il grande edificio indicato da Costello come "il laboratorio" e un gruppo di ciminiere che sbucavano da capannoni con il tetto di lamiera, non lontano da quest'ultimo.Non vedemmo nessun elicottero in volo.In effetti, a causa delle ricognizioni, non fui molto presente al campo ma alla fine mi resi conto che tutti erano preoccupati per il comportamento di Morgana e Maya... le mie Sorelle si comportavano in modo decisamente strano e non parlavano quasi a nessuno, sfuggendo chiunque, come non volessero averci a che fare... La prima, dopo aver fatto il diavolo a quattro per scegliere lei il posto dove montare le tende senza che nessuno l'avesse ascoltata, aveva rifiutato di dormire nella sua e ne aveva occupata un'altra e poi continuava ad aggirarsi tutt'intorno, per percorsi strani, fissando il terreno, senza contribuire minimamente all'allestimento del campo. La seconda continuava a sfuggire lo sguardo di tutti... Ne parlai con Habanera che aveva diviso con loro la prima parte del viaggio, però non riuscì a rassicurarmi completamente...
Quando mangiammo qualcosa insieme notammo, impossibile non farlo, che le pupille di Morgana erano estremamente dilatate e coprivano quasi interamente l'iride. Rimaneva solo un sottile cerchio di un inquietante verde smeraldo. E io sapevo bene che li ha castano scuro...
Appena possibile, la avvicinai e le chiesi cosa le fosse successo e se potevo aiutarla in qualche modo.Lei si alzò e ci guardò tutti, uno a uno fino a quando tutti ebbero incrociato lo sguardo con lei. Poi spiegò che si trattava solo di un Dono della Madre Terra, che alterava il suo normale stato percettivo. Disse che vedeva le Linee della Madre o, come altri le chiamano, le lay lines o linee del drago e che avrebbe potuto guidare con sicurezza il gruppo a percorrerle senza deviazioni. Invitò anche Maya a dire se aveva anche lei ricevuto un dono di qualche tipo...Maya non alzò lo sguardo a guardare nessuno ma borbottò qualcosa come - Niente di importante.-Morgana mi raccontò poi cosa ci nascosero i suoi strani umori e i suoi continui spostamenti in quei giorni...
Accadde all'alba quando il primo sole dell'alba le sfiorò gli occhi, filtrando tra i teli della tenda, e Laura si accorse di non essere sola. Un uomo sedeva sull'angolo del suo letto. Nella semi-oscurità riconobbe il colore dei suoi occhi: smeraldi che racchiudevano una fiamma bianca.La colpì come se fosse stato strano. Non si aspettava più di vedere quegli occhi così da vicino, non in quella tenda. Il fatto che lui fosse lì le sembrò assurdo.
- ssst, non dire niente...- Un sussurro. Era la sua voce.
Si scostò da lui, confusa, con uno sdegno che era per metà finzione, mentre avvolgeva le lenzuola attorno al corpo.
- Che ci fai qui? Come hai fatto ad entrare? Ti sembra questo il modo...- Ma non stava gridando.- Sono venuto solo... per implorare un bacio d'addio. L'ultimo bacio.-
La sua voce era triste. Tristezza infinita. Ma c'era qualcos'altro. Possibile che proprio lui stesse piangendo?
- Pensavo che fossimo nemici, ormai. Hai forse deciso di cambiare idea?-Ma le loro braccia si stavano incontrando. Le labbra.Un bacio. L'ultimo. L'abbandono di ogni rimpianto.Cosa significava?- Amore mio, il sole sta sorgendo per l'ultima volta su un mondo imperfetto. E questa sera per l'ultima volta tramonterà. Tutto si compirà alla prossima alba. Io comprendo che tu possa odiarmi per quello che sto facendo, ma... neppure io posso scegliere il mio Destino. Non ancora.-
Si aspettava lacrime, e invece...
Il profumo della sua pelle.Le sue ultime parole, prima di andarsene:- Non ci incontreremo mai più. Ma alla prossima alba io diventerò l'Aria della Terra. Io ci sarò sempre.-Il sole equatoriale la colpiva con forza. Il rumore delle gocce pesanti della pioggia. Faceva così caldo...
Gli spettri della notte indugiavano ancora nei suoi pensieri. Era un Sogno o un ricordo?...e poi, cosa accadde quel giorno?ALLA PROSSIMA ALBA IO DIVENTERÒ L'ARIA DELLA TERRA
Il sole era morto ancora, non sapeva se lo avrebbe rivisto sorgere l'indomani. Il campo fremeva per i preparativi dell'attacco. Ormai tutto era deciso. C'era una grande tristezza nel suo cuore. Disse agli altri che si ritirava nella tenda invece si allontanò un po' dal campo risalendo una bassa collina. Osservò il campo. Sentì il ricordo di quelle labbra bruciare sulle sue. La pioggia non spegneva l'ardore dei suoi occhi.
In fondo non poteva mentire a sé stessa, non riusciva ad odiarlo neanche un po'. Non l'aveva mai fatto, neanche ad Atlantide. Eppure era lui che aveva creato tanta sofferenza e morte, ma non era stato il solo.- Non hai ancora sconfitto il Destino, amico mio.- Pensò in silenzio con un sorriso dolce.
Poi un canto partì da solo dalle sue labbra. Nessuno poteva sentirla da lì, lui poteva? Non importava, sarebbe stato il suo addio. Era un'antica canzone celtica, parlava della notte che scendeva su un uomo addormentato all'ombra di una quercia e di dolci carezze e baci leggeri con i quali si risvegliava. La luna era alta nel cielo e una fanciulla dai lunghi capelli verdi era stesa al suo fianco. Cavaliere: seguirai il piacere lontano dai tuoi doveri o ti consumerai nel ricordo dei suoi occhi?
Quasi non si era resa conto di accompagnare il canto con la danza. I suoi vestiti erano un mucchio poco lontano. La pioggia accarezzava sensuale la sua pelle bianca. I passi della donna erano guidati dal Desiderio: lei era Morgana e la sua danza era un invito agli elementi affinché danzassero con lei: l'aria della terra avrebbe raccolto l'invito?Era quasi l'ora di andare, tra poco sarebbe cominciato l'attacco. Al campo potevano essersi accorti della sua scomparsa, non intendeva allarmarli. Laura si voltò e camminò furtiva verso il campo. Una lacrima scese lungo la guancia di Morgana. Si staccò e cadde come un seme di luce verso la terra fertile e antica. L'incantatrice immaginò un albero dai rami carichi di frutti e pensò che il loro sapore sarebbe stato quello del "Desiderio di ciò che sarebbe potuto essere".
Tutto questo rimase dietro le sue spalle.Davanti c'era solo l'eccitazione della battaglia.Nel frattempo, al campo, ormai abituati a tutte le sue stranezze, nessuno di noi si accorse di quella sua sparizione quando Marzia si sistemò vicino alla tenda e disse: - Ora direi di cominciare a discutere una strategia...-
Ne discutemmo parecchio proponendo, modificando, rivedendo... non era certo una passeggiata quella che ci proponevamo di fare...Al termine della riunione il piano finale prevedeva la formazione di tre gruppi che avrebbero agito la notte:
A – le "Voci di Gaia" (Maya, Morgana, Habanera, Carlo, Davide, Gianna) sarebbero passate seguendo le ley lines guidate da Eraclito e Merlino entrando nel laboratorio e cantando. Ciò che avevamo capito sul canto era che avrebbe dovuto impedire a Mostro di attingere al famigerato libro di Toth e contemporaneamente addormentare la sua essenza immortale...
B1 – (Luca, Andromaca, Galileo, Marzia, Alessandro) Gruppo silente, saremmo entrati dalla parte opposta di A. Cercando di infiltrarci facendo meno rumore possibile, protetti dalla tela d'ombre di Aracne, per andare a colpire le comunicazioni mandando falsi messaggi. Io avrei aperto la strada, Luca sparanto, Marzia colpito in silenzio, Galileo avrebbe pensato al sistema. Alessandro avrebbe dato una mano.
B2 – (Annibale, Flavius, Francesco, Martina, Marco) portato un mezzo vicino alla recinzione l'avrebbero lanciato a tutta velocità verso di essa in modo che l'esplosivo facesse un gran casino. Questo gruppo avrebbe agito in un luogo opposto a quello in cui si sarebbero trovati gli altri due, in modo da allontanare il maggior numero possibile di guardie. Sparando, ammazzando, attirando le pallottole, cercando di non farsi beccare...
I gruppi avrebbero dovuto riunirsi nel laboratorio a missione completata, per aiutare il gruppo del Canto a sopravvivere fino alla fine. Prevedemmo anche la possibilità di sostituire Martina, debitamente camuffata, alla segretaria di Mostro.
Mentre discutevamo concitatamente gli ultimi dettagli del piano d'attacco, scarabocchiando a pennarello sulle fotografie, il sole venne ingoiato dalla notte equatoriale come da un serpente affamato. Era ora di prendere delle decisioni definitive: il cambio di data tra l'1 e il 2 Marzo sarebbe avvenuto dopo poche ore e, per quanto ne sapevamo, Mostro potreva agire in qualunque momento da allora in poi... e Luca e Stefano si accapigliavano ancora perché il secondo non voleva impugnare alcuna arma...
Stefano, chiusa finalmente la discussione, si mise a cercare di capire quale stazione radio ripetitrice potesse servire allo scopo di disturbare e modificare le trasmissioni e Martina si fece truccare come la segretaria di Mostro.
Furono consegnate delle trasmittenti per tenere in contatto i diversi gruppi: una a Maya, l'altra a Marco, la terza a Stefano.Prima di separarci Marco venne a parlarmi, preoccupato che potessimo non vederci più, lo ascoltai in silenzio, forse un po' preoccupata... Poi, quando lo vidi fare "il duro" per convincermi che era perfettamente in grado di portare a termine ciò che gli avevo chiesto di fare, mi scappò un sorriso e lo abbracciai forte dandogli un bacio in fronte e scompigliandogli i capelli: - Annibale è... tuo zio e Morgana tua zia, Habanera e Carlo sono tuoi cugini, tutti rischiamo ma lo facciamo perché siamo convinti sia necessario al bene di Pathos. Io farò del mio meglio per tornare intera ma cerca davvero di farlo anche tu... vorrei essere orgogliosa di te ma non ti voglio morto, tieniti sempre al coperto capito?-
La notte, buia e piovosa, era appena calata quando fummo pronti a lasciare il campo.
Era stata una lunga discussione. Avevamo infine deciso di minimizzare i rischi anche per il gruppo "B2", avremmo fatto entrare tutti e due i gruppi "B" dal lato ovest, in punti il più possibile distanti. Ci augurammo buona fortuna, mentre controllavamo per l'ennesima volta che tutto fosse in ordine.Yuri-Annibale arringava accoratamente i suoi compagni di squadra. Naima sedeva al posto di guida del fuoristrada-autobomba completamente truccata... Con uno sguardo silenzioso, perché altre parole non erano necessarie, ci congedammo mentre Merlino ed Eraclito si preparavano ad invocare il Potere dell'Enigma e del Destino...Era l'ora. Non si poteva più tornare indietro.
La pioggia tra il fogliame, di notte. Teli di plastica sugli equipaggiamenti per resistere all'acqua. Appostati, immobili, con lo sguardo incollato agli orologi.BOOOOOOM
Un'esplosione in lontananza. Il lampo e il tuono. La squadra B2 aveva attaccato.Fu Flavius che mi raccontò come andò l'attacco al loro gruppo...Annibale, assumendo magistralmente il ruolo di condottiero, aveva esaltato i propri combattenti con una incitazione... urlandola con voce impostata: - Ok ragazzi, è inutile che vi dica quanto sia importante quello che stiamo facendo. Il tradimento del Pathos è ancor peggio degli Assoluti. Oggi noi stiamo riaffermando un principio: nessuno può corrompere il Pathos, nessuno. Nessuno può infangare le Emozioni con l'Assoluto. Oggi noi stiamo liberando noi stessi. E libertà è vita. Non dimenticatelo, mai!-
Le parole di Annibale andavano dritte al cuore dei suoi soldati incitando il loro Desiderio a fornire la forza necessaria a vincere la battaglia. La squadra si diresse poi verso la base, Naima conduceva con abilità ed esperienza il fuoristrada attraverso la vegetazione, su terreni impervi dove fosse possibile celarsi alla vista.
L'adrenalina pulsava nel sangue fino a dare alla testa. L'attesa fu snervante. I singoli secondi scanditi ed interminabili. Le armi che prudevano nella fondina.
Eppure un pensiero fisso permeava la mente di ognuno: -Forse morirò stanotte.-Ma a quel punto le parole di Annibale tornavano alla mente per dare forza: i valori per cui quella notte si sarebbe combattuto erano e sono troppo importanti: loro erano i crociati delle Emozioni dell'Uomo.Raggiunto finalmente il punto prestabilito l'auto si fermò.
Annibale raccomandò a Marco di restargli sempre vicino per eventuali comunicazioni radio.Naima guardò Annibale, seduto alla sua destra. Uno sguardo deciso.
Si voltò quindi a guardare verso tutti gli altri. Senza aver bisogno di dire nulla.Avrebbe guidato lei l'auto-bomba fino ad un momento prima dell'impatto con le recinzioni della base. Avrebbe rischiato la sua vita saltando all'ultimo istante.Francesco le posò una mano sulla spalla dicendo: - Forse sono un po' all'antica ma non posso permettere ad una bella donna di starmi davanti e rischiare la pelle al posto mio.-
Nel suo sorriso qualcosa lasciava intuire che non avrebbe cambiato idea.Ad un cenno di Annibale, il Condottiero, seguirono i rumori delle sicure delle armi che scattarono all'unisono. Rumore degli sportelli che si aprirono e si chiusero. Scarponi che toccarono il suolo.
Francesco, seduto al posto di guida, mostrò agli altri il segno della vittoria con una mano.Ingranò e partì.L'auto sfrecciò percorrendo il breve tratto che la separava dalla recinzione, spinta alla massima velocità sul terreno leggermente in discesa... Il pedale, incastrato perfettamente...
Nervi e muscoli tesi, un salto...BOOOOOOM
Un grido nell'oscurità:
- HASTA LA VICTORIA!-La raffica del mitra di Annibale abbattè le tre guardie della ronda, prima ancora che avessero potuto chiamare aiuto...
Grida all'unisono, euforiche, mentre i nemici cadevano...- Dietro copertura!- comandò il Condottiero, - Ne arrivano altri!-Si gettarono al riparo degli alberi, stringendo le armi come se si stessero aggrappando alla propria anima per impedirle di fuggire dal corpo. Tre soldati di un'altra ronda vicina accorsero sul posto.
Li sentirono chiaramente gridare nella radio per chiamare rinforzi.Aprirono il fuoco quando i tre soldati si affacciarono dai resti della rete abbattuta. Due teste caddero, senza sapere con precisione chi li avesse colpiti.Colpi di fucile automatico sibilarono intorno a loro, crivellando le ombre.Francesco strisciò nel fango, ignorando le ammaccature.
Appena il ronzio dei mitra sopra la sua testa fece una pausa, balzò in piedi nelle vicinanze della rete, scaricando la sua arma contro il terzo soldato.Il sibilo di un proiettile gli tagliò la camicia all'altezza della spalla sinistra, mentre il nemico indietreggiò di un passo, sputando sangue, cadendo di peso contro la rete elettrificata. Lampi azzurri nella notte, puzzo di carne bruciata.La macchina esplosa bruciava come una torcia nella notte, sotto la pioggia, senza che il fuoco riuscisse a dilagare nel fango che la circondava.
Una centralina di tensione della recinzione elettrica fu raggiunta da un guizzo di fiamme.Un'altra esplosione. Ancora lampi azzurri nella notte.Franz indietreggiò cercando copertura...
In lontanza, le ombre, le luci, i suoni dei nemici che accorrevano.Pareva che in questo settore del campo il disboscamento fosse stato rapido e grossolano.- Da questa parte! State bassi! Copritevi con la vegetazione!-Habanera, che faceva parte del gruppo del Canto, mi raccontò di come loro invece squarciarono il velo e si avvolsero in esso spostandosi dall'altra parte del velo della percezione.
Vicini alla Terra, svaniti come ombre nella sua nera luce.Stentavano a vedersi gli uni con gli altri... Si percepivano appena come sagome indistinte. Si cercarono con le mani per non perdersi tra le pieghe del respiro della Terra.
Carlo si guardò in giro nervoso disperso nel nulla e ripensando alla promessa fatta a Maya, la paura di deludere chi si era fidato di lui: - Torneremo a casa, lo prometto a te e a chi trepidante ti aspetta...- la freddezza di chi ha fatto della propria vita una burla, ridendo di sé stesso, di tutto e di tutti tornò ad impadronirsi di lui. - La morte ??? Se verrà gli riderò in faccia per l'ultima volta... no, ho qualcosa di più importante di cui preoccuparmi, ho una promessa da mantenere... e una promessa è una promessa...- un ghigno tornò a fare capolino sul suo viso mentre tentava di seguire l'ombra di Maya.
Una volta superato il fiume, Morgana cominciò ad accorgersi che non tutto era come sarebbe dovuto essere nelle Linee del Serpente. Numerose linee di dimensioni abbastanza consistenti sembravano convergere, innaturalmente in linea retta, verso la loro stessa destinazione. Altre le intersecavano circolarmente.
Qualcuno di estremamente abile aveva modificato il corso delle Linee a creare una specie di grande pentacolo. Serviva poco sforzo per immaginare chi fosse stato.Ma l'energia delle linee non sembrava alterata... le loro acque cristalline non erano meno pure che altrove.Semplicemente, la loro energia confluiva copiosa sotto il grande cubo che era la loro meta.- Dovremmo essere in grado di rimettere le cose in ordine, se non erro...- sussurrò Eraclito a Merlino e Morgana, poi guardando i grandi volatili neri: -E queste povere creature? Sono i guardiani di Mostro in questa dimensione o qualcos'altro?-
Davide si sorprese a ripensare alle prove che aveva da poco superato, mani che si stringevano a formare un cerchio intorno a due fuochi, uomini che si scioglievano e tornavano alla Terra. Ombre. Guizzanti anguille senza corpo si dimenavano intorno a lui come scariche di elettricità nera. Non si vedeva, mentre scorreva portato dall'impeto del fiume di sangue di Gaia. Neanche loro, alberi di frutti marci, mele bacate raccolte in questo nido della Vipera Tentacoluta. Loro non avevano mai visto perché ora dovrebbero vederlo. Eppure era inquieto. No, era carico, teso, era forte. La cicatrice sul suo zigomo prudeva, poi si fece sentire, scaldava, bruciava!
Gli ricordava che era un uomo Ndebele, un Uomo Leopardo.Uno scoglio di freddo metallo, quello che un tempo tanto lo aveva affascinato sortiva ora il solo effetto di bloccare la sua discesa delle linee del Drago. E era di nuovo lì, nelle sue spoglie carnali. Era l'ora di andare a prendere Mostro.- Spero sinceramente che le Note al nostro fianco sappiano come oltrepassare la porta senza dover suonare al campanello, in alternativa, ma lo sconsiglio, ho un portatile dietro, con tutti gli ammennicoli e le capacità per "tentare" di entrare nel sistema della porta e forzarla a livello informatico.-
Le sue parole caddero inutilmente... e visto che nessuno si faceva avanti, Davide tirò velocemente fuori dal proprio zaino il suo portatile e una bella matassa di cavi ben riposti, ne scartò alcuni e collegò gli altri tra di loro in un'allegra corda multicolore. Poi si toccò tutte le tasche impacciato e seriosamente si voltò chiedendo: - Qualcuno ha un bancomat? Se con chip è meglio...-Una fascia di cavi venne sapientemente spellata con il coltellaccio tribale di cui teneva il fodero accoppiato sotto quello della Katana mentre Davide sussurrava al proprio pugnale: - Non ti preoccupare, Akragas, presto spellerai qualcuno di più importante. -
Dopo tre minuti di orologio i fili di rame formavano un composto profano con i piedini del chip della carta e questa venne inserita nella fessura. - Eraclito, dammi una mano, ti prego!- disse avviando la connessione...Messo insieme il collegamento di fortuna con i sensori della porta, Davide accese il suo portatile. E iniziò a smanettare. Trascorsero altri cinque lunghi minuti. Lo videro sudare e lo sentirono imprecare.
Istintivamente preoccupati che qualcuno potesse, nel frattempo, entrare o uscire. Ma tirarono il fiato rendendosi conto che, anche senza una Linea con cui mimetizzarsi, erano ancora invisibili ad occhi umani.Improvvisamente, in perfetto silenzio, la porta si aprì...
- È fatta! Merlino, Eraclito, è stato grazie a voi... Sono finalmente riuscito a fottere il maledetto Muro S-V!-Si guardarono per un attimo ma rinunciarono a capire di cosa Davide stesse parlando.VARCARONO LA SOGLIA.
Il luogo era folle. Le pareti vive, pulsanti di meccanismi, percorse da cavi come vene...
L'ENERGIA DELLE LINEE DEL SERPENTE INCANALATA IN FORMA LIQUIDA
...si incamminarono e il corridoio si aprì in un salone.
La sala era gigantesca, circondata sui due lati da terrazze connesse da scalinate, fino quasi al soffitto, dove vetrate circolari si aprivano sulla notte come occhi visti dall'interno.
A tutti i livelli, alla loro destra e alla loro sinistra, molte piccole porte si aprivano nelle pareti... Fatte come valvole si aprivano e chiudevano con contrazioni e distensioni.Ovunque, uomini in camice bianco accudivano le macchine.
Verso il fondo, il più lontano da loro, collocato come un altare, c'era un grande e complesso macchinario con altri due ai suoi fianchi. Un mostruoso trittico di metallo contorto e cavi di plastica, circondato di indaffarati chierici in camice bianco.
L'abside appariva chiusa da una lastra di vetro, sottile e trasparente, teso tra le ultime colonne delle due file. Non potevano raggiungere il "trittico", solo guardarlo.
Oltre il vetro c'erano anche due porticine laterali, le ultime due delle molte allineate sui due lati. Evidentemente i tecnici erano entrati da lì.La parte centrale era alta tre o quattro metri e larga la metà. La base sembrava approssimativamente quadrata.
La metà superiore appariva composta di parti mobili, con una serie di "bracci" incrociati uno sull'altro. Come petali di un fiore chiuso. E ebbero l'impressione che dovesse aprirsi proprio come il bocciolo di un fiore. All'interno si intravedeva una specie di... sedia? dalle fessure tra uno e l'altro, forse non proprio, comunque un alloggiamento vagamente anatomico per un corpo umano. La macchina aveva una quantità infinita di cavi e braccia la cui funzione restava misteriosa e sembravano piegati e a riposo, come i trapani e gli altri attrezzi allineati di una sedia da dentista.Le parti laterali erano legate a quella centrale solo da alcuni cavi, che apparivano come qualcosa di vagamente provvisorio, e da giunti palesemente staccabili, come quelli tra i vagoni di un treno.
Più piccole di quella centrale, circa la metà, ma sembravano essere sdraiate orizzontalmente, invece che "in piedi". Un'infinità di cavi-vene li percorreva, molto più fitta che nelle pareti della cattedrale.Sembravano "aperte" e nel loro "cuore" si vedevano dei cilindri vuoti, lunghi poco meno di due metri, sdraiati, la cui metà superiore, trasparente, era aperta, come il coperchio di un baule. Sembravano vuoti ma non si vedeva molto bene l'interno da quella posizione...Tutto era spento, privo di energia, nulla fluiva nelle vene della macchina a tre sezioni.Carlo commentò con aria divertita: - Questo posto si confà proprio sia al nostro ospite sia al gran finale di questa sporca faccenda...- Si spostò davanti a Maya e prima di darle le spalle le sussurrò con il sorriso più rassicurante possibile: - Non si sa mai, meglio non rischiare...- Dopo aver visto l'altare, continuando a guardarsi attentamente
in giro, iniziò a dire a bassa voce: - Se dobbiamo far saltare questa baracca o Davide col suo gioiellino della tecnica si collega e convince sto affare a suicidarsi, cosa che dopo averlo visto aprire quella porta blindata, sono convinto potrebbe anche riuscirgli... oppure qualcuno spazza via tutto a palle di fuoco e fulmini... ma francamente ci credo poco... o, terza opportunità, qualcuno mi porta fino al fulcro energetico di questa immane porcata e, mentre gli altri iniziano a battersela, io ci piazzo un paio di granate sperando in una reazione a catena...,e poi che Dio ce la mandi buona e senza vento... oppure busta C, si cerca Mostro ammesso che siamo in grado di trovarlo e gli si fa la cantatina fregandosene di tutto sto circo degli orrori e sperando che la creatura segua il destino del suo creatore... qualcuno ha qualche idea migliore o ci limitiamo a scegliere fra queste???-Poi sussurrò in un orecchio a Maya in modo che nessun altro lo sentisse: - Se passa la proposta delle granate fammi il piacere di non offrirti di guidarmi tu, pensa a chi ti aspetta a casa e taglia la corda...-Infine sghignazzando aggiunse: - Non vorrai mica farmi passare per uno che non mantiene le promesse...-- Ora basta!- Detto a denti stretti, sibilato con forza ma sottovoce. Maya, il capo chino, evitando lo sguardo di Carlo lo scansò e lo spostò di lato. - Questa storia sta durando troppo, non ti mettere mai più tra me e il mio dovere, con il tuo corpo mortale, con la tua unica vita.- Quindi gli passò davanti e si pose a guardare la Macchina, guardò tutte quelle vite dedite alla sua cura, serve del dovere e pensò al destino di alcuni che non può essere scelto, né combattuto ma solo accettato. Carlo la guardò con aria fra il divertito ed il preoccupato, poi alzò gli occhi al cielo con aria rassegnata e bofonchiò: - Il solito caratterino e i soliti modi gentili... bé ci sono abituato ormai... se pensa però di farmi cambiare idea sta proprio fresca...dovrebbe parlare con Yuri per capire quanto sono testardo...- Scosse la testa sorridendo e continuò a tenerla d'occhio attentamente.
Sentito il borbottio di Carlo sulle possibili linee di condotta, Eraclito contro propose: - Io credo che a questo punto nostro Fratello debba avere una sensibilità particolare per questa sua delirante creatura. E credo anche che il confronto debba avere luogo qui, dove tutto deve accadere: la libertà ripristinarsi e le linee correggersi... Forse,- e guardò Merlino e Morgana, - potremmo causare un disturbo nel flusso dell'energia che non ci tradisca ma lo spinga ad accorrere per controllare...-
In attesa dell'inizio dell'attacco del gruppo di Annibale, da diversi minuti avevo gli occhi chiusi, una vena pulsante sulla tempia per lo sforzo di concentrazione...
Al suono dell'esplosione li riaprii.- IO, ARACNE, INVOCO IL POTERE DEL DESIDERIO A CONFONDERE I SENSI DEGLI UOMINI.-Varcammo un velo e fummo oltre, il mondo in ombra, grigio, la pioggia più sottile, vedemmo i fili lucenti della Tela d'ombre avvolgerci, privi di consistenza e di peso mentre perforavamo l'intervallo di spazio e di tempo che costituiva l'angolo cieco tra due telecamere, era molto, molto breve ma io sono ben allenata a sfruttarlo...Ma c'era qualcosa di strano...
Sagome nere nel cielo nero. Sagome nere posate sulla recinzione, incuranti dell'elettricità.Uccelli. Giganteschi, neri rapaci schiamazzanti.Si gettarono contro di noi...La loro voce era terrificante... Il loro aspetto era feroce... Il fetore disgustoso... I loro rostri, mortali...Marzia ed Alessandro gridarono. I loro corpi si diedero istintivamente alla fuga.
Ma le Note, noi Note ci rendemmo conto che... - FERMI!- esclamò l'Assassino.Galileo si lasciò raggiungere da una delle creature... che lo attraversò, come un fantasma.Le bestie illusorie si ritirarono in volo verso l'interno della recinzione, dove la grande sagoma del laboratorio, vista da quel lato del velo della percezione, sembrava un immenso, nero, cubo di basalto.La luce di una torcia indicava che una ronda si stava avvicinando... Forse le nostre voci erano filtrate attraverso la Tela?
Con disinvoltura, l'Assassino, invisibile, danzò attorno alle ombre delle guardie colpendole con il coltello.In questo modo, era anche troppo facile...Attendemmo nuovamente l'angolo cieco delle telecamere e superammo la recinzione. Fummo nel campo e iniziammo a riflettere rapidamente sul da farsi...Improvvisamente...
Una figura emerse dalle ombre e dalle gocce di pioggia. Una figura umana che apparì come dal nulla. Sul braccio aveva appolaiato uno degli uccelli illusori. Una parola. Una parola soltanto.I fili della Tela caddero spezzati.Vestito di un'impermeabile grigio, che pareva quello di un ufficiale di qualche Guerra Mondiale, i capelli scuri inzuppati di pioggia, Raffaele Venosta ci sorrideva.- Vi pare questo il modo di intrufolarsi in casa di un vecchio amico, ragazzi? Qualcuno avrebbe potuto farsi del male...-
Ricordo la sorpresa che gelò la parte di me che si chiama Andromaca... restò un attimo sorpresa dall'apparizione che infrangeva la tela come fosse veramente solo una fragile ragnatela... poi, riconoscendo chi aveva di fronte, restò per un attimo forse ancora più sorpresa... quanto meno dalle parole pronunciate da Lord Raphael...
Ne approfittò immediatamente la parte di me che si chiama Aracne che, tranquillissima, gli si rivolse:- Salute a te Fratello, da molto tempo non ci incontriamo, bè... si, forse sono metodi non molto ortodossi... devi ammettere però che, così come è protetta la tua casa, non sembra essere poi molto propensa a ricevere visite... o forse sbaglio e intendi ugualmente dimostrarci la tua ospitalità???-- Beh, ma voi avete per caso telefonato per annunciarvi?- Il Mostro scoppiò a ridere.- Potremmo andare a parlare con calma in un luogo meno umido di questo... ad esempio un luogo con un _tetto_. Ma prima, se non è di troppo disturbo... Sono amici vostri che stanno facendo tutto quel casino, laggiù?-Venosta indicava con un dito il fuoco dell'incendio che, trecento metri più in là, si confondeva nella fitta pioggia, i soldati che accorrevano sul luogo e il rumore degli spari.- Mi dispiacerebbe che si facessero del male, mi capite? Forse dovremmo dir loro di smettere...-Marzia si girò verso gli altri: - Lasciate perdere, ho visto con i miei occhi cosa sa fare costui, e vi assicuro che non vi piacerebbe.- Poi si rivolse al Mostro: - Sono sicura che sai essere un buon ospite...- lo sguardo gelido rivelava odio e sofferenza per le antiche ferite ma la bocca si forzava ugualmente in un lieve sorriso.
Chiesi: - Che dite?? Forse sono amici e non vogliamo che si facciano del male?? In tal caso... forse, se riuscissimo e ci fosse modo di avvisarli che noi cinque siamo stati invitati dal nostro gentilissimo ospite... Scusa,- voltandosi nuovamente verso Lord Raphael, - Pensi che si potrebbe avere anche una tazza di buon the in questo posto col _tetto_??? O chiedo troppo???-
- Mi sembra il minimo per uno che afferma di volerci ospitare: i vostri amici sono i miei amici... funziona così, no?- Disse Marzia sorridendo. - Beh, direi che forse sarebbe il caso di avvisarli dove siamo invitati...- e Marzia ci guardava per capire cosa pensassimo in proposito.
Il modo in cui Venosta guardava Marzia aveva qualcosa di amaro: - Ma certamente. Offrirvi il tè è il minimo che posso fare. Ma ora togliamoci da sotto la pioggia, d'accordo?-
- Boh, bisognerebbe controllare. Ma sei vero o sei un'immagine meglio riuscita di quei cosi curiosi di prima?-
così dicendo Luca si avvicinò a Venosta per controllarlo e urtò "casualmente" il braccio di Spock, quello con cui usava la radio. Luca avvicinandosi si pose dritto davanti a Venosta impedendogli di vederci, verificando la "consistenza" di Mostro, toccandolo e dicendo: - Scusa eh, non che non mi fidi...-Raffaele fu preso un po' alla sprovvista... - Che hai, l'adrenalina ti ha dato alla testa?!-
Cercava, piuttosto delicatamente, di sottrarsi all'inaspettata invadenza di Luca. Con gentile fermezza, lo premeva da parte con una mano.Intanto però Stefano era riuscito a dare l'allarme facendo gracchiare in morse <PRESI> alla radio...- Ora, per favore, se avete modo di contattare i vostri amici, dite loro di smetterla subito, prima di farsi male. Altrimenti vado subito a dirglielo di persona e poi andiamo tutti a prendere un tè da buoni amici.-
Aspettò un istante in silenzio, visto che nessuno fece nulla, si voltò verso il fuoco e gli spari, facendoci cenno di seguirlo. - Le armi potete lasciarle qui per terra. È una missione di pace.-
- Non ho armi io... e quando mai? Andromaca non hai mai sopportato l'idea della morte, non ne userebbe mai una-
poi mi girai verso gli altri, usando apposta un tono che apparisse lievemente seccato: - Andare fin là??? Mi pare un rischio inutile, tanto vale... oppure pensate che abbia maggior senso o si ottenga miglior risultato?? Quando si commettono simili errori di valutazione, l'unica grandezza che rimane è ammetterli, sorridere e affrontare la situazione con la maggior grazia ed eleganza possibili.-Vidi Luca buttare le armi e apprestarsi a seguirlo, anche Alessandro si adeguò...
- And then now I have become Death, the shatterer of worlds...- sussurrò Stefano Spock consultando l'orologio.Marzia lo guardò incuriosita poi, lentamente, un'espressione di orrore le si dipinse sul suo viso.
La parte che è Aracne stava tentando un gioco pericoloso... ma conosceva il Fratello da così tanto tempo... sorridendo:- Saresti così cortese da porgermi il braccio, Fratello?-La sentii continuare mentre distraevo l'attenzione di Mostro...- Non di nuovo, ti prego!- Per lunghi istanti il suo sguardo fu fisso su di lui... se non avessi saputo che erano amici da sempre avrei giurato che il nemico non fosse più Mostro per lei...E intanto il Mostro mi prese a braccetto incamminandosi...Mentre ci allontanavamo vidi ancora Luca guardare Stefano in modo strano per poi sorridere. Un sorriso Folle. Percepii appena la sua voce che sussurrava: - Scenario Shiva? Suona bene... Marzia, calma, potrebbe non esserci scelta.-Accanto a noi sfrecciò un fuoristrada carico di soldati armati, precedendoci verso le luci, frenando tra schizzi di fango...
Non sapevo cosa avesse scatenato l'arrivo del nostro messaggio negli altri gruppi...
Nel laboratorio Habanera si muoveva come un felino con tutti i sensi all'erta sempre attenta a seguire i compagni e a controllare che nessuno di essi si allontanasse con o senza intenzione... la pistola fra le due mani tremanti... sperando di non doverla usare... alle supposizioni di Carlo sussurrò: - Sono convinta che dobbiamo prima trovare il Mostro, perché distruggere prima la macchina, se ci riuscisse, rivelerebbe la nostra presenza e addio protezione e comunque il pericolo maggiore è Mostro ed il suo libro, quando lo renderemo inservibile anche la macchina lo sarà, almeno per il tempo che ci occorrerà per distruggerla sperando che nel frattempo arrivino rinforzi...-
Carlo la guardò ricordando una notte su una spiaggia, uomini armati dovunque, lei in piedi su una duna a sparare in qualsiasi direzione possibile tranne in quella giusta... sorrise e la guardò e, con aria più rassicurante possibile, le disse: - Mettila via per ora, finché non ci individuano non ce ne sarà bisogno, se va tutto bene usciremo senza sparare un colpo e potrai raccontare questa avventura a Paolo ridendone...-
Fu a questo puntoche la radio che Maya aveva con sé gracchiò alcuni suoni. Suoni lunghi e brevi che si alternavano. Il messaggio proveniva dalla squadra B1: "PRESI".
Maya guardò la trasmittente perplessa: - E qui dimostro tutta la mia stupidità. Che significa, che hanno preso qualcuno o che sono stati presi? Chissà se avrebbero avuto il tempo di mandare il messaggio, allora.-
- Ho terrore di dirtelo ma la seconda che hai detto. - le rispose Davide - Sono stati presi perché non potendo comunicare a voce, l'hanno fatto in morse visto che si può fare anche solo pigiando sul tasto di comunicazione della ricetrasmittente...-
Haba, che nel frattempo aveva già riposto la pistola, rispose a Carlo seccamente: - Smettila di trattarmi come una bambina! So cavarmela da sola! E lascia stare Paolo, non è il momento... Cosa significa??? Sono stati catturati?? Oppure...- Habanera cercò di osservare i volti e le espressioni dei compagni sperando di non aver capito un accidente... strizzò gli occhi in disperata attesa di una risposta...
- Sono stati catturati maledizione...- rincarò la dose Carlo con aria innervosita, poi la guardò: - Scusa Haba non ce l'avevo con te...- aggiunse guardandosi in giro. Infine riprese: - Sono gente con le palle, non ci tradiranno, dobbiamo solo stare attenti e non fare fesserie... lo stesso messaggio sarà stato ricevuto già dalla B2, ci penseranno loro a cavarli dai guai... ora siamo soli ma non è cambiato niente...- concluse guardando Haba con aria poco convinta.
Il successivo silenzio imbarazzato fu rotto infine dalla voce di Davide: - Merda! Qui per il momento è calmo, Maya, perché non avverti la squadra B2? Giusto per farglielo sapere, magari si dividono...-
Maya si ritirò nel corridoio da cui erano arrivati ed iniziò ad armeggiare con la radio.Davide restò sempre concentrato ma sguainò la spada e il coltello, pensando che la voce di Maya e il gracchiare della radio, potevano attirare l'attenzione di qualcuno.Ma la radio non dava segni di vita... potevano averla spenta oppure...- Lascia stare Maya, non chiamare nessuno, se li hanno presi possiamo farci poco ma se chiamiamo qualcuno e rilevano la nostra posizione andiamo nei casini più di loro, non sono un gran stregone ma non penso chela nostra invisibilità si estenda anche alle onde radio inviate... Se capiscono che siamo qua anche se invisibili possono sempre cercare di individuarci e darci scacco, in mille modi tecnologici e non penso che saremo in grado di fregarli tutti, soprattutto perché il nostro avversario è il Mostro e se questo non bastasse, gioca pure in casa... Quando siamo partiti ognuno si è assunto i suoi rischi ed i suoi impegni e nessuno lo ha costretto, ognuno ora dovrà sopportare le conseguenze delle proprie scelte e delle proprie promesse...- concluse Carlo guardando Maya con la radio in mano.Lei continuò a non guardarlo ma ormai aveva già armeggiato a sufficienza e se doveva fare dei guai li aveva già fatti, una trasmissione di pochi secondi a B2: - Qui squadra A. Sono Maya. Forse hanno preso B1. Ripeto: preso B1.-
Carlo alzò le braccia al cielo con aria esasperata, poi la guardò scuotendo la testa e ridacchiò dicendo: - Amen... tanto aveva parlato lo scemo del villaggio... male che vada a breve avremo un po' di compagnia... tanto vale che mi prepari a riceverla.- Carlo tolse la sicura al Uzi che teneva nella destra e prese la Beretta nella sinistra, guardò le varie entrate della sala cercando di capire da quali si sarebbe dovuto aspettare l'eventuale ingresso del grosso delle guardie e si preparò ad accoglierle...
Merlino rimasto ad osservare la cattedrale e sembrò vacillare: - Non avrei mai creduto che volesse fare una cosa del genere- mormorò, - Nostro fratello ha sublimato la sua essenza, questo è l'incubo di un folle.-
Per un istante gli occhi di Biagio sembrarono vuoti e senza luce; come un vecchio che sente su di sé il peso degli anni e vede avvicinarsi il Nulla eterno, contemplò la scena incapace di comprenderla.Dopo lunghi e dolorosi attimi sembrò riacquistare un po' di vita mentre tracciava con la mano destra dei segni nell'aria. Dapprima pensarono ad un incantesimo, poi si resero conto che sembrava seguire linee invisibili cercando di tracciarne un disegno o forse di comprenderne la trama.
Passarono lunghi minuti mentre non osavano allontanarsi dallo stregone o disturbarne la concentrazione per non farsi scoprire. - Un organismo, un gigantesco organismo pulsante di vita, ecco cosa abbiamo davanti. La progenie maledetta del libro che quel pazzo ha scritto, ogni suo sogno, ogni incubo perverso, logico ed illogico, sono contenuti in essa. Vedete là?- disse puntando l'indice verso una delle macchine, - È come una vena e quel flusso è il sangue di questo organismo.-Scosse la testa: - Ecco perché non riesco a percepire né lui né quel maledetto disco, lui, loro, sono qui, attorno a noi. Tutto questo è talmente simile a nostro Fratello da farmi rabbrividire. Non mi stupirei se alla fine di tutto questo decidesse di restare per sempre collegato alla sua creatura, parte di essa, carne, metallo, plastica e sangue.-
Morgana dopo aver osservato tutto molto attentamente si rivolse agli altri: - Penso anch'io che questo sia il cuore. Mostro verrà qui ad attivare il suo bel gioiello tecnologico. Possiamo minare il vetro (accertandosi se è antiproiettile etc) e aspettare che faccia la sua entrata. In quel momento facciamo esplodere la carica e cominciamo a cantare.-
Sentite le sue parole Carlo guardò il vetro con aria critica tentando di capire se fosse normale, solo anti proiettili o addirittura blindato anti bomba...
Rintanato tra il fogliame, insieme al gruppo d'attacco, sparando alla cieca verso le guardie nemiche, Flavius avvertì una stretta gelida nel profondo delle viscere. Tra le gocce di pioggia, le fiamme, gli spari, vide qualcosa volare nel cielo notturno... pensò a corvi in circolo sul campo di battaglia.
Una sagoma scura stava discendendo su Francesco, in picchiata.
Un enorme, mostruoso rapace nero, rostri protesi per uccidere...Tra le file, improvvisamente, esplose la sua imprecazione:- Oh no!... non di nuovo!!!!!-Spiner si lanciò in avanti, nella direzione di Francesco, superando Annibale e uscendo dalla copertura...
- Franz. Levati di lì!- urlò - Il maldistomaco di Modena... ha colpito ancora!!!!-Si gettò su Francesco, tirandolo per terra, e insieme rotolarono nel fango.Flavius urlava ancora confusamente: - Franz, qualcosa, una creatura mostruosa stava per colpirti dall'alto! Non abbiamo contro solo Ignari, anche esseri metafisici, schiavi del Mostro!-Poi urlò anche agli altri: - Ragazzi, ho visto qualche cosa, era scuro, sembrava avesse dei rostri per colpire Franz... Non era di certo un animale normale... Venosta era il "Domatore D'Ombre" no?!??-
Un conato di vomito squassò Flavius: - Queste percezioni mi fanno del male...- disse tossendo...Naima, che era rimasta con gli occhi incollati su Francesco, vide la scena ma non riuscì a notare nulla di strano - Ma che succede?? Io non ho visto proprio nulla!!!- Urlò, rivolta ad Annibale.
Nel frattempo, la radio che Marco aveva con sè iniziò a gracchiare suoni lunghi e corti... un messaggio morse... -Comandante! Messaggio di B1! Dice <PRESI>!-
Flavius si guardò attorno confuso e vomitò di nuovo per terra. Francesco lo trascinanò dietro un cespuglio.
I proiettili ricominciarono a fischiare.Flavius venne colpito violentemente allo sterno togliendogli il respiro. Il giubbotto antiproiettile gli salvò la vita. Le mani di Franz lo spinsero in basso, dietro la misera copertura.- Giù! Riparatevi ma non indietreggiate!- La voce piena di forza del Comandante.
Strisciarono nel fango, al riparo improvvisato della vegetazione bassa, dell'oscurità e dei fitti scrosci di pioggia. Sopra di loro fischiavano le raffiche dei guerrieri nemici, trincerati dietro coperture altrettanto provvisorie e fangose.Strisciarono oltre i corpi degli uomini che avevano abbattuto, cercando di non guardarli, di non pensare.
I più coraggiosi (inumani?) tra loro riuscirono a raccogliere le armi dei caduti e strisciare oltre.All'improvviso, sentirono una voce impartire un'ordine e gli spari cessarono.Sollevando lo sguardo, videro due figure avanzare verso di loro...Io avevo visto esplodere nel terreno, le raffiche cercando i corpi dei miei Fratelli, di mio Figlio... Sbagliando di pochi metri, o anche meno. Non facevano certo economia di munizioni, loro. Mi sorpresi a raccogliere l'energia per usare il mio potere, per proteggere quel Figlio che avevo così da poco trovato... Fu un vero sforzo trattenermi ma non potevo scoprire così il mio gioco...
All'improvviso, una voce, al mio fianco, impartì un'ordine e gli spari cessarono.
Li vidi sollevare lo sguardo, vedendo due figure avanzare verso di loro... Disarmate...Immaginai il loro stupore...Un uomo e una donna, a braccetto... Andromaca/Aracne?!E l'uomo con lei...Molto giovane, piuttosto alto, esile, carnagione chiara, capelli scuri... Un lungo impermeabile grigio e la testa scoperta... Occhi che scintillavano di una strana luce o era il riflesso delle fiamme?...Raffaele Venosta, il Mostro!
Lo sguardo di Yuri era fisso e pieno d'odio...
Venosta parlava:- Ragazzi, sono sicuro che possiamo concludere pacificamente questa brutta situazione, prima che qualcuno si faccia male. Cosa ne dite di abbandonare le armi e venire al coperto a bere qualcosa? Potremmo parlare da buoni amici...-
Yuri fece un cenno agli altri. Armi basse ma in pugno. Puntò il fucile in mezzo alle palle degli occhi di Mostro.Mi guardò, intensamente. Cercava un cenno nei miei occhi, aspettando un segnale o forse prendendo solo tempo.Io restai tranquilla, appoggiata al braccio di Mostro ma rivolgendogli un solo lievissimo, impercettibile, cenno come a significare di non irritare il nostro ospite, mentre lo fissavo negli occhi, cercavo di fargli capire chiaramente che quella che aveva di fronte in quel momento non era Andromaca ma solo Aracne...
- Abbassate le armi- disse rivolto ai compagni mentre continuava a tenere sotto mira l'essere che una volta considerava uno di noi. Il dito sul grilletto. Riuscivo quasi a sentire la sua mente: - Ricordati il primo limite. Fanculo i limiti, li ha oltrepasssati tutti. Con lui non valgono più. Non gli farai un cazzo... Ecco, questo è già più sensato... D'altronde non sono io a poterlo annientare. Almeno non ora.-
E infatti lo vidi abbassare l'arma. Lentamente.Stando attento che le guardie non ne approfittassero. Poi, lo guardò.- Bene, pare che hai vinto, Mostro. Orbene illustraci la tua vittoria. Facci vedere cosa non abbiamo distrutto.-- Si, hai ragione Annibale, in effetti sono molto curiosa...- lo interruppi prima che esplodesse in qualche tirata eccessiva, - Ma dopo tutta quest'acqua gradirei davvero la tazza del the che nostro Fratello Raphael è stato così gentile da promettermi, anche perché nel frattempo vorrei riuscire a capire meglio... io sono tornata da poco e in effetti ho sentito solo la vostra campana...- Mi rivolsi quindi direttamente alla figura al mio fianco: - Ora ho l'occasione di ascoltare direttamente dalla tua voce i tuoi veri scopi e vorrei capire meglio perché hai ripreso in mano questo tuo antico progetto e se davvero hai ovviato agli "inconvenienti" passati... non vorrei che la mia adesione a questa "visita" fosse stata troppo affrettata ed io avessi sbagliato ad accontentarmi delle informazioni raccolte da Andromaca. Spero che, appena ci saremo rinfrancati, sarai anche così cortese da mostrarci e spiegarci il funzionamento di questa tua "Immomachine"...- e conclusi sorridendo: - Posso sperare che vorrai ancora accontentarmi?-
Io speravo solo che gli altri capissero il mio gioco... Mostro era sempre stato alla ricerca di qualcuno di noi che lo appoggiasse, il suo Desiderio di ottenere la nostra approvazione lo avrebbe portato a concederci più credito di quello che noi avremmo concesso a lui...
Un gioco schifoso il mio e infatti Andromaca e soprattutto Medea stavano facendo i diavoli a quattro... ma tacevano, nonostante tutto, perché avevamo votato e Andromaca e io avevamo deciso che Mostro andava fermato.Povera Medea... il patto che avrebbe dovuto impedire a me, Aracne, di schiacciarle stava invece impedendo a lei di aiutare nostro Fratello ma sentivo chiaramente l'Amore che provava per lui agitarsi per raggiungerlo...Venosta mi sorrise in risposta: - Ma certo, mia cara. È più che ragionevole.- Poi, come se qualcos'altro avesse attratto la sua attenzione: - Ah, scusatemi solo un momento...-
E pronunciò con energia una singola sillaba che non ricordo affatto.Seguendo il suo sguardo, vedemmo Francesco, a terra, guardarsi attorno con occhi pieni di terrore.
La voce del Mostro, sarcastica: - Dottor De Principe, se non vuol venire con noi può dirlo, che ragione ha di nascondersi?-- Semplice prudenza, Raffaele, comunque, visto che il tuo canarino mi ha visto verrò anche io a prendere il tè. Tutto questo movimento mi ha messo sete.-
Approfittando della distrazione, Yuri si avvicinò a Marco probabilmente per fargli spegnere la radio... Il gruppo del Canto era ormai l'unica nostra possibilità... e in quel gruppo per me c'era soprattutto Fabio...
Sentii Marzia sussurrare a Luca: - Vedi, riesce a percepire qualcosa... chiedi a Franz cosa stava facendo, magari può esserci d'aiuto per capire a cosa è così sensibile il nostro ospite... e poi ti ricordo che quegli uccellacci ci hanno notato subito, appena entrati nel campo...-
Risposi a voce normale: - Credo sia meglio evitare di fare ancora di queste cose... se la mia intuizione è esatta, l'uso di un qualsiasi potere empathico brilla come un faro nella notte per lui... suggerirei quindi di non cercare di offenderlo ulteriormente con simili tentativi... o ho compreso male quanto è accaduto Fratello??- Non attesi risposta e continuai:
- Bene, vuoi gentilmente farci strada? Sai, quella tazza di the, diventa un Desiderio sempre più pressante...-Non sapevo allora, ma lo speravo, che avrebbero mandato un altro messaggio al gruppo A...
- Un organismo, certo, un organismo- continuò pensieroso Merlino. Nei suoi occhi si era riaccesa la speranza come se, improvvisamente, avesse visto un possibile spiraglio, una soluzione all'intricato problema che avevano davanti,
- Noi siamo nel cuore pulsante della macchina, qui l'energia viene convogliata e assimilata... sotto quelle navate, nella sala centrale. L'energia attraversa il pavimento, i muri e le colonne e viene sintetizzato in una forma utilizzabile dalla macchina. Questa cattedrale non è solo il cuore ma anche il polmone della macchina.-Arrivò in quell'istante un altro messaggio in codice morse: "NON USATE POTERI".
- mmmmMMMMmmmm- Davide si rilassò... - Fatta la frittata, pare che si debba contare solo su loro- disse facendo scorrere le due lame che teneva nelle mani l'una contro l'altra... - Mi chiedo se sia perché il flusso dei nostri poteri arricchirebbe in qualche modo il Mostro o se lui sarebbe in grado di appropriarsi degli stessi [tanto stranezze per stranezze] o di neutralizzarli definitivamente... E... il Canto! Se il messaggio fosse riferibile anche al Canto in qualche modo? Se il Canto non avesse effetto?-
Improvvisamente Merlino si voltò: - Ho bisogno di tempo, un'ora o forse due, sono sicuro che potrei capire come funziona il processo e modificare il rituale che Eraclito ed io avevamo preparato. Possiamo bloccare il flusso di energie abbiamo solo bisogno di tempo. Con Eraclito vicino non ho limiti di tempo, il manto di Enigma ci proteggerà all'infinito. Ora dobbiamo studiare un piano.
Quando e se scoprirò come funziona questa macchina, ne bloccherò le energie con l'aiuto di Eraclito. Basteranno pochi secondi perché in quel momento chiameremo Gaia ed il suo canto risuonerà nella cattedrale con la forza di mille campane ed i muri tremeranno davanti alla potenza della Madre di ogni Vita. In quell'istante la macchina sarà senza energia e non avrà difese!!!-- Perché non chiamare subito le energie di Gaia? Se la macchina è così simile al Mostro potrebbe avere le stesse reazioni, quindi "addormentarsi"- obiettò Maya, facendo con le dita il gesto infantile che indica le virgolette.
- E poi con quelli del gruppo B1 in pericolo non mi pare il momento di perdere una o due ore di tempo. Ma non basterebbe liberarle queste energie? Perché bloccarle? Non mi piace l'idea che qualcun altro capisca il funzionamento della macchina, non mi piace che qualcuno possa pasticciare ancora con il sangue della Terra, non mi piace questo bisogno di studiare qualcosa che non dovrebbe esistere. Merlino, non mi è chiaro quello a cuiveramente tendi.- Dicendo questo Maya alzò la testa che fino a quel momento era china a guardare il pavimento o volta agli operai della macchina e guardò dritto negli occhi la Nota a cui si rivolgeva e facendo questo vide IL SUO VERO IO.Morgana fece un passo avanti al fianco di Maya. - Ha ragione lei, Merlino. Non abbiamo un'ora e la tua sete di conoscenza non potrà essere placata oggi. Avviciniamoci all'altare, Lui non può essere troppo lontano ed è il nostro obiettivo primario.-
- Credo sia inutile cercare di interrompere il flusso, attualmente non dovrebbe essere attivo quindi prima di tutto dobbiamo arrivare di là e prima di fare troppo rumore diamo un'occhiata alle porte laterali prima della vetrata, se non ci proviamo neppure e stiamo qui a discutere sul da farsi finisce che in questo punto ci sotterrano pure!!
Quindi: prima tentiamo le porte, poi semmai usiamo le granate anche se non sono d'accordo, e non stiamo a perderci a capire dove o come interrompere il flusso, andiamo di là, scolleghiamo le due laterali e cerchiamo di rendereinservibile il tutto ma sottovoce!! È il Mostro che dobbiamo beccare e finché non riesce a prenderci o ad attivare la macchina abbiamo il tempo di agire.Il messaggio di Maya ci ha sicuramente rivelati ma i poteri che ci occultano avranno disorientato tutti e penso che riescano ad occultare anche sé stessi ma sicuramente non altri poteri che non si muovano lungo le linee... il temponon ci permette di indugiare e visto che dobbiamo muoverci insieme... facciamolo!!- Habanera sembrava sul punto di perdere la pazienza ed insistette sull'urgenza, sembrava non avesse importanza cosa si facesse purché lo si facesse e non si restasse fermi ad innervosirsi...Nel frattempo aveva osservato a lungo le persone che entravano ed uscivano dalle porte laterali per cercare di capire se una stessa persona era entrata al di qua della vetrata ed uscita al di là e nel frattempo era assillata da mille domande che le vorticavano nella mente: - perché Maya non ci ha rivelato quale dono ha ricevuto dalla Madre???
La vetrata può interrompere il canto?? Cioè se noi siamo di là e Mostro arriva di qua il canto lo raggiunge??? Il canto ha un qualche effetto sulla macchina o addormenta solo il Mostro e rende inadoperabile il libro come ci è stato detto e stop??-Arrivarono altri due fuoristrada. Eravamo tutti disarmati, tranne Annibale cui Mostro lasciò le armi anche se scariche. Ebbi l'impressione che Annibale avesse capito e mi lasciasse gestire la conversazione... Salimmo a bordo. Raggiungemmo quindi una villa prefabbricata nella zona sud della base. Alla porta ci accolse Estrella Cervantes, che lanciò un'occhiata piuttosto divertita a Naima, quando la vide... Ci accomodammo all'interno. Finalmente all'asciutto.
In un salotto piuttosto disadorno, a malapena abbastanza grande per contenerci tutti, ci sedemmo attorno ad un tavolo e il Mostro in persona preparò il tè per tutti... - Purtroppo io non berrò con voi... Questa notte devo osservare astinenza totale. Certo, immagino che alcuni di voi avranno il cattivo gusto di pensare che vi sto avvelenando. Ma in tutta sincerità è un problema vostro... In fondo nessuno vi costringe, no? Medea, cara, preferisci un Darjeeling o un Ceylon? O un tè verde? Ooops, scusa... Non so perché mi viene istintivo chiamarti Medea... Questa notte con che nome preferisci essere chiamata?-
- Avvelenarci???- Ricordo che rimasi decisamente disgustata all'idea - Mi pare un'azione non solo decisamente poco onorevole ma soprattutto indegna di te: useresti senz'altro mezzi meno rozzi che rovinare un buon the. Sono certa di non avere nulla da temere dalla tua squisita ospitalità. Un Darjeeling, grazie, e senza limone per favore, Fratello.-
In pratica ero l'unica a gustare la calda bevanda insieme a Marzia che dichiarò: - Non è certo la prima volta che accetto la tua ospitalità e non me ne sono mai dovuta pentire... per me un tè verde... se non ti dispiace.-Bé, stava facendo del suo meglio per sorridere ma non era molto brava a mentire, - Allora finalmente hai tutto il publico che vuoi per la tua arringa finale... prima di diventare il nuovo dio di questo mondo, intendo. Sono ansiosa di ascoltarti.-Io invece continuai a dargli corda: - Fratello in questo momento sono io, Aracne, ad avere la parola fra le tre...
Però, Medea dici? Strano, in effetti anche lei dimostra un certo... come dire... "feeling"? nei tuoi confronti. Cosa decisamente rara, per quanto ho capito di lei, devo però ammettere che troverei abbastanza imbarazzante lasciarla parlare con te, in pubblico, in questa occasione, anche se pare non aspettare altro... borbotta di continuo qualcosa che ha a che fare con una promessa mai portata a termine... sai per caso a cosa si riferisca di preciso?-Mi rispose: - Molto bene, sorellina. Non ci incontriamo da molto tempo.-
- Verissimo, ma il mio risveglio è molto recente se hai saputo... Ho avuto qualche problema con loro... e per quanto al momento le cose vadano molto meglio, Medea è ancora un enigma per me, ma almeno anche lei mi ha accettata -
- Qualcosa ho saputo. Spero che riusciate a stare bene, tutte e tre.-
Stefano intanto aveva smesso di confabulare con Marzia e l'Assassino...
- Ora si , grazie... ma ci sono stati momenti molto pesanti... dunque tu non sai cosa ha in mente Medea??? Perché vuole parlare con te?-
- Lo ignoro. Forse ci siamo sfiorati in sogno. Temi che abbia per me un'attrazione indecente?- Rideva.
- Non so ma temo che potrei essere fortemente in imbarazzo... chiamala intuizione... Ti diverte??- Gli sorrisi...
- Forse mi diverte o forse mi piace ridere.- Sorrise anche lui.
- Oh... davvero non saprei... ma continua a borbottare di una promessa come ti ho già detto... ma lasciamo questo a dopo... perché non ci spieghi per bene in cosa è diverso il tuo progetto da allora?-
- E tu sapresti spiegarmi bene... in che cosa era sbagliato allora?- sogghignava guardandomi...
Intervenne Stefano: - Nello stesso modo in cui è sbagliato ora... Stai tradendo la nostra religione, Fratello. Morte è Necessaria come la Nascita. Ti sei dimenticato di questo piccolo particolare?-
- Proprio così, Fratello mio. Sto tradendo la mia vecchia religione. Perché la vostra religione è sbagliata. Non soltanto ho rinnegato la Morte, io rinnego il Pathos.-
- Bene. Interessante. Questa era una delle cose che volevo sentirti dire.- rispose Stefano, - Ora, per arrivare all'altra cosa che volevo sentirti dire. Ti rendi conto, vero, che sovvertire completamente l'ordine della natura significa condannare all'estinzione la specie umana, vero?-
Venosta fece un lungo respiro... - AH, ADESSO QUELLO CHE CONDANNA ALL'ESTINZIONE LA SPECIE UMANA SONO IO. E devo sentir lo dire proprio da te, che hai rinnegato ogni umanità! Da te, che per queste tue convinzioni del cazzo hai commesso un GENOCIDIO?-
Anche Luca disse la sua: - Molto giusto. Se tu fossi meglio di Pathos, Assenza e Presenza. Se tu potessi portare agli uomini il libero arbitrio. Se anche tu con le tue azioni non avessi sempre portato sofferenza. E se non sconvolgessi il pianeta oltre ogni possibilità di recupero. Se,se,se...
Io non so se sia colpa di Pathos che l'uomo soffra, chi puo' esserne certo? Cio' di cui sono certo è che è MERITO di Pathos che io possa lottare per aiutarlo. Quindi perdonami se non concordo con te... o con nostro Padre, che pure non la pensava così una volta.-La situazione stava degenerando... intervenni: - Signori!!! Vi prego... un po' di dignità... non siete soli...-
Stefano non mi ascoltò neppure: - Le esigenze dei pochi sono INFERIORI a quelle dei molti. Le esigenze di UNO in particolare sono inferiori a quelle di TUTTI, ma questo è secondario.-
- Allora lo sai... Se anche tu lo sai, perché non capisci? No, forse non puoi proprio capire.-
Mi rivolsi a Stefano: - Ehmmmmm... vorrei ricordarti che allora siamo noi empathici ad essere la minoranza...-
E Rafaele mi diede subito ragione... - Infatti, Aracne. Hai detto la pura verità-
Stefanno ribattè: - Aracne. Non farti trarre in inganno. Qui l'unico a soddisfare la sua esigenza è lui.- Per sentirsi rispondere da Rafaele: - Le esigenze di Sette, o di Quarantanove, non possono premermi di più delle esigenze dell'UMANITÀ.-
Luca si inserì: - Togliendo la libertà agli uomini più di quanto potrebbero fare Assoluti e Pathos...
Un unico padrone. Bell'affare. E risparmiami le cagate umanitarie. Non reggono. E poi in cambio chiedi solo cieca obbedienza. Saresti l'unico dio.-Il Mostro gli rispose: - No, l'unico schiavo.-
- Galileo, Luca... io sono ora curiosa di capire... voi invece state accendendo una controversia verbale...-
- IDIOTA, fratello zuccone. Non ci si riesce proprio a farti ragionare. E allora te lo ripeto per l'ennesima volta, maledizione. Questo maledetto mondo esiste ed alloggia una specie come quella umana perché esistono una serie di condizioni a cio' indispensabili. Tu dici che la Morte non è indispensabile. Bene, vuoi fare un esperimento per provare questa tua TESI insulsa? E in questo esperimento metti direttamente in gioco il mondo INTERO?-
- ESPERIMENTO? TESI? Ti rendi minimante conto di quello che state facendo VOI al mondo? Questo mondo sta andando incontro al suo ARMAGEDDON. E voi siete disposti a gettarlo via come un calzino usato.-
- Perché colui che ti ha aiutato a portare avanti il progetto l'ha disconosciuto prima di morire?-
Venosta si interruppe e mi guardò a quelle parole: - Sì, è una domanda giusta. Ora te lo spiegherò.-
Ma Galileo continuava: - Noi siamo di troppo e noi ce ne andremo. L'armageddon, se mai esiste, siamo noi.-
- Sì! VOI SIETE DI TROPPO! E DOVETE ANDARVENE!-
- Galileo ti prego... lascia che risponda.-
- NOI, PIRLA, NOI. Siamo 49, te incluso. Te e questa orribile mostruosità che per altri 20-25 minuti resterà qui a inquinare la giungla del Congo.-
Provai ad attirare l'attenzione sulle sue parole: - Ehmmm 20-25 min???- mentre invece l'Assassino rimase pensoso borbottando: - Mmmh, comincio a sospettare che tu abbia fatto più di quanto mi aspettassi... Galileo, spero di sbagliarmi.-
Venosta fu l'unico a non sentire e guardò Galileo con pietà: - Tu non riesci proprio, non riesci proprio a RICORDARE che potresti essere UN ESSERE UMANO, vero?-
- Io SONO un essere umano, Raffaele. Lo sono stato. Ho avuto PAURA della MORTE. Al contrario di te io ho VISTO la morte. Mio padre è MORTO sotto i miei occhi. Non dico che il tuo progetto non sia AFFASCINANTE una stupenda SOLUZIONE. Semplice semplice.-
- E TU PENSI CHE IO NON ABBIA VISTO LA MORTE?-
Gridai: - ORA BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!! COSA INTENDI CON 20-25 MIN???? GALILEO???-
- Questo mondo è pieno di soluzioni semplici. Lineari. Ragionevoli. E SBAGLIATE.-
- Galileo, tu sei mai stato LAGGIÙ? No, tu non ci sei stato. Questo mondo sta PRECIPITANDO NELL'ABISSO. In quel dannato Abisso di solitudine eterna da cui non esiste ritorno. LA FINE DELLA STORIA. E tu pensi di potertene ANDARE e lasciarlo finire? Io non posso permettere che la STORIA, la storia finisca. La storia degli UOMINI.-
- Raphael... ma non riesci a riflettere per un minuto, maledizione? Noi siamo quelli che hanno creato la storia. Se ce ne andiamo, la storia passerà ai nostri discepoli. Saranno loro a CONTINUARLA, Raphael. Hai capito perché io avverso il tuo progetto, fratello? Tu in fondo a questo mondo vedi solo LEI, non la morte, ma l'anti-vita, la Bestia del Giudizio, la Fine delle Storie. Io invece ci vedo la SPERANZA. Io ci vedo un mondo che FINALMENTE È MATURO per continuare da solo. Se noi ce ne andremo questo mondo CONTINUERÀ.-
- La piantate di litigare come due bambini???-
- Oh, certo Fratello mio. Tu te ne vai. E il mondo continua. Per 5 minuti, forse. Poi l'Assenza se lo mangia!! Il giorno che ve ne andrete, la NARRAZIONE DI QUESTO MONDO FINIRÀ NELL'ASSENZA, e poi effettivamente anche gli Assoluti se ne andranno. Credo che tu questo non lo abbia capito.-
- Il giorno che ce ne andremo l'Assenza verrà con noi, con tutte le scarpe. Penso che questo tu non l'abbia ancora intuito. Il Disco e il Seme sono l'unica cosa che puo' far entrare qui l'Assenza, come TERMINATORE di noi. Non credo debba finire come l'altra volta. Non possiamo disintegrare un pezzo di pianeta o un pianeta INTERO solo per decidere chi di noi due abbia RAGIONE O TORTO.-
- Io non farò niente del genere. Ignoratemi ed andatevene, se credete... Io mi assumerò la RESPONSABILITÀ DI QUESTO MONDO.-
- Noooooooo, semplicemente romperai l'ecosistema di questo mondo cagionando infinite sofferenze... ma questo è del tutto secondario. Io mi assumero' la responsabilità di impedirtelo.-
- E in nome di cosa, brutto stupido? Chi ti ha chiesto di impedirmelo? L'umanità? NO, SOLO I TUOI SOLITI FOTTUTI PRECONCETTI.-
- Posso farti la stessa domanda. Chi ti ha chiesto di farlo? L'umanità ? No, solo i tuoi soliti fottuti preconcetti.-
Lo interruppe Estrella: - NO, SIGNORE. NOI GLIELO ABBIAMO CHIESTO.-
Stefano si voltò verso di lei fissandola intensamente e le sillabandole: - ME - NE - FOT - TO.-
- Come sempre, Fratello. Tu te ne fotti. L'importante è che il tuo ordine cosmico sia rispettato.-
- Me ne fotto delle tue belle statuine, fratello. Fermati pure e ascolta l'umanità. Lo puoi fare, se vuoi. Ascolta questo suo costante brusio, rumor bianco di gioia e di dolore, di emozione e di sofferenza. Ascoltalo perché è l'ultima volta che lo senti così.-
Provai nuovamente: - Te lo ha chiesto un tuo Figlio prima di morire Raphael... di fermarti... perché???-
Raph inspirò profondamente... - Aracne, vedi... Lui... lui voleva impedire il mio sacrificio. Sapeva che per garantire la continuazione della sua vita di essere umano... di tutta l'umanità, io avrei sacrificato l'unica cosa che desidero. La mia vita di essere umano.-
- Cosa intendi? spiegati... perché l'ha ripudiata se era il progetto della sua vita?-
- Io sono il motore della mia Macchina, Aracne. Quello che sto per fare, è trasformare me stesso in una divinità. Il garante dell'esistenza della nuova Terra. Senza Pathos e senza Assoluti.-
- Per te? Ha gettato via la sua vita e il suo scopo per te? Ti amava tanto da morire per te...-
- Sì, per me.- Un istante di silenzio. - E così io l'ho perduto per sempre... nell'abisso della solitudine che non ha ritorno... la Narrazione delle sue emozioni è finita. E lo avete ucciso voi! Come avete ucciso Gennaro. Morto per una guerra che è la VOSTRA, non la sua. Non vedete quanto male abbiamo fatto a questo mondo, con la nostra guerra? Ma ora ogni guerra finirà...-
- No, questo no Raphael, lui ha chiesto la morte per dimostrare che non voleva ti sacrificassi allora...-
- Sù, sù, bando alle ciance, vediamo quanto è diversa dall'altra questa nuova macchina. Non ricordo che l'ultima volta lo scopo fosse divinizzarti, in ogni caso... Ma forse è solo amnesia da oblio. O forse non ce l'avevi detto, il che è possibile.-
- No, Fratello, semplicemente non te l'avevo detto.- E sogghignava...
- In ogni caso era ampiamente intuibile. Penso anzi che ad Atlantide la macchina sia stata distrutta più per questo che per complesse motivazioni biologiche. In ogni caso, sono curioso. Come sempre, del resto.-
Chiesi: - E quando avverrebbe tale divinizzazione fratello?-
- Al sorgere del sole, Aracne, tutto si compirà.-
- Fratello, hai una quindicina di minuti per descriverci la tua bella macchina prima che questo posto diventi un enorme cimitero.-
- Cosa stai per fare, Fratello?-
Intervenni nuovamente: - La solita strage suppongo... se ha funzionato una volta sono certa che la sua fantasia non gli ha suggerito nuovi metodi... Sbaglio Galileo???-
- Penso tu possa intuire. Non crederai davvero che saremmo entrati qui tutti belli felici, così pochi come siamo...-
- Chissà. Come forse saprai, io non mi diverto particolarmente ad ammazzare i miei amici. A differenza di te...-
- ...Ovviamente c'è un piano di riserva. Ed è attualmente in un bel silos antiatomico. Non mi diverto nemmeno io, ma non sei l'unico con una passione per le scene sacrificali.-
!UN ISTANTE DI SILENZIO!
- Tu mi fai schifo... Cosa c'entrano LORO?- indicava tutti i presenti.
- Effettivamente questo me lo chiedo anche io Galileo... Potevi almeno avvisarci... la scelta sarebbe stata nostra almeno...-
- Avvisarvi di cosa ? Che potevate morire? Penso di avervelo detto più di una volta.-
L'Assassino afferrò con violenza Galileo e lo sollevò:- UN'ATOMICA? Credevo un'arma convenzionale! Sono un idiota... Nessuna speranza per questi umani! Nessuna.-
Poi lasciandolo di colpo con disgusto si fece da parte.Marzia intanto aveva fissato con orrore Galileo. Il suo sguardo non si era staccato più un solo istante dai suoi occhi, gli occhi di Galileo... non più gli occhi di Spock, non più, mai più.
Rincarai la dose attirando ancora l'attenzione al tempo che restava: - EHMMM 20-25?? COSA INTENDI CON 20-25 MIN???? GALILEO???-
Non eravamo gli unici a discutere animatamente in quel momento perchè nel frattempo...
Mentre Maya lo sfidava apertamente con lo sguardo, gli occhi di Merlino iniziarono a tingersi di un azzurro tenue, i tratti del volto si distesero mentre lo stregone sorrideva.
Maya sostenne lo sguardo del compagno ma non sembrò intimorita, anzi. Comunque si voltò verso il resto della compagnia tornando ad abbassare lo sguardo.
- Maya, sorella in Enigma, di cosa mi accusi? Cosa sospetti che voglia fare?-
- Cosa tu voglia fare non mi interessa, è quello che otterrai che importa.-
- Ho sfidato Mostro a rischio della mia vita. Mi ha mostrato la sua duplice anima e ho affrontato lo sguardo di un guardiano e tutto per questo,- disse mostrandogli l'anello, - per una frazione della sua energia da studiare.-
- Appunto, per studiare, non per fermarlo. Non mi piace chi mette avanti a tutto la conoscenza. Sei disposto a tutto per un briciolo di sapere? Sacrificheresti uno di noi per sapere come funziona la macchina? Due? O forse addirittura tutti?-
- Voglio distruggere questo luogo ed ogni ambizione del Figlio che ha dimenticato la Madre che lo ha allattato. Se non avessi rispetto per voi o per Colei che crea ogni vita sarei in grado di far saltare questo posto in un istante, anche senza l'aiuto di Eraclito. Gaia freme in questo luogo e liberarne le energie è un gioco da ragazzi. Questo causerebbe uragani e terremoti mentre la terra spinta dal suo sangue ormai libero farebbe di questo luogo una gigantesca tomba. Sarebbe la morte di Mostro, la mia e la vostra, ma la Madre avrebbe la sua vendetta.-
- Se non l'ha ottenuta in questo modo finora è perché non vuole. Dopo quello che è successo ad Atlantide continui a pensare che non avrebbe potuto fare tutto da sola? E comunque è una tua opinione che liberare le energie della terra
causerebbe i disastri da te descritti.-- È questo che vuoi? Io no. Tengo troppo a voi e a questi mortali che hanno deciso di accompagnarci sapendo che molto probabilmente moriranno.- disse guardando con tristezza le alterazioni.
- È per questo che ci chiedi un'ora di tempo? Vuoi salvare le vite di queste alterazioni...- facendo un ampio gesto del braccio a riunire gli umani del gruppo, - ...e chiedi che le loro vite siano sacrificate senza dargli la certezza che non sorga in seguito un altro mostro a cercare di controllare le energie di chi li sostiene? Non farmi fare accuse che, forse, non meriti. Non siamo qui per studiare la macchina del Mostro ma per fermare la sua follia.-
- Il Canto non avrebbe effetto se non in presenza del Mostro e la dinamite sarebbe inutile. Ogni cosa qui è ricolma di energia, se solo una minima parte di questa è stata utilizzata per proteggere i macchinari non vi è modo di fare nulla. Mostro ci aspettava, sapeva che qualcuno sarebbe arrivato per fermarlo. Credi forse che non abbia protetto il suo cuore con ogni risorsa a sua disposizione?-
- Siamo entrati e questo basta.-
- Quello che voglio fare è togliere energia a questa sua creatura e per farlo ho solo due possibilità: alterare il potere delle linee, filtrarlo prima che arrivi alla macchina in modo che questa non lo riconosca e non possa utilizzarlo oppure alterare le percezioni della macchina in modo che non possa usare l'energia che a quel punto non riconoscerebbe come tale. La prima cosa posso farla anche subito ma vorrebbe dire intervenire ancora sul sangue benedetto della Terra, alterarlo più di quanto è stato alterato, corromperlo per piegarlo ai miei voleri.-
- Semplicemente blocchiamo il pompaggio.-
- È questo che vuoi figlia di Enigma? Oltraggiare ancora la terra che ci da vita? Per operare sulla macchina ho bisogno di sapere come funziona. Una volta tolta l'energia Mostro non avrà più difese, il canto lo raggiungerà facilmente ed i suoi ultimi respiri segneranno la fine della sua progenie.
Ed ora lasciatemi lavorare, ogni minuto che passa è un minuto in meno per capire come funziona questa dannata macchina.- detto questo Merlino voltò le spalle a Maya e sembrò dimenticarsene mentre muoveva velocemente le mani cercando di tracciare davanti a sè uno schema dei flussi e delle energie del luogo.Maya si appellò agli altri.- Fratello, te lo ripeto: hai una quindicina di minuti per descriverci la tua bella macchina prima che questo posto diventi un enorme cimitero.- Gli occhi di Galileo si muovevano ovunque nella stanza, ma non si posavano mai su di lei: la sua protetta, la sua amica, la sua coscienza umana... ora c'era soltanto Galileo.
Marzia continuò: - Quando imparerai che l'umanità non da nulla per scontato? Quando imparerai a trattare con l'umanita? Una parte di te era brava a farlo, un tempo, ma ormai è sepolta sotto quintali di folle logica Galileiana. Noi sapevamo di poter morire, certo, ma ci sarebbe piaciuto sapere come!- Continuava a fissarlo. - Guardami, Galileo, guardami bene mentre muoio, mentre muori, mentre tutti noi rendiamo l'ultimo respiro. Guardami bene, Galileo, cosicchè tu possa ricordare per sempre, in qualsiasi essere tu sia incarnato, che una volta mi hai ucciso, ci hai ucciso. Guardami bene perché io non tornero', e neppure molti fra di loro. Te lo dissi un tempo, scherzando, te lo ripetevo spesso: tu non hai ancora capito la differenza fra note ed alterazioni! Guardami bene perché non avrai più nulla da me, nè da loro. Io non posso credere che l'eternità vi permetta di farvi scivolare addosso un sentimento simile senza che esso vi corroda profondamente. Tu sei marcio, Galileo, il tuo vascello umano era sano, ma tu lo hai corrotto così profondamente che la Psiche di Spock se ne è ritratta con orrore. Guardami e ricorda per sempre il volto di coloro che hai ucciso.-
- ...non mi pare di avere ancora ucciso nessuno. Quel missile non è ancora partito. È, diciamo, una extrema ratio per garantirci una discussione tranquilla.-
Alessandro cominciò ad innervosirsi, quella improvvisa rivelazione lo aveva colto come un pugno nello stomaco, guardava Galileo con espressione allibita, dopo aver passato lo sguardo anche sugli altri si irrigidì pronto a reagire a qualunque situazione potesse presentarsi.
Restai a guardare ancora per un attimo i due, poi, disgustata, mi servii un'altra tazza di the che iniziai a bere pensierosa, guardandomi attorno in silenzio... fino a quando incontrai lo sguardo di Marco e sentii la tristezza invadermi...
Durante la discussione Annibale era restato fermo zitto. Alla rivelazione dell'atomica aveva solo accennato un brevissimo movimento con le palpebre guardando Galileo. Lo sguardo fermo. Si poteva quasi dire un assenso.
Raffaele Venosta guardava fisso Stefano con orrore e disgusto.
Estrella Cervantes guardava Venosta con disperazione e speranza.Flavius rimase invece impassibile alle parole di Galileo ed allo sfogo di Marzia, rimanendo in piedi a braccia conserte dietro Galileo... - Marzia, ma che dici? Non dirmi che non avevi potuto intuire una mossa del genere? E dire che è in linea con quanto più di una volta Galileo ci ha detto di se e dei suoi metodi. Metodi che condivido. È Necessario fare qualche cosa per evitare che la macchina entri in funzione. Sembrerà anche una puntata di Star Trek ma ha Ragione Galileo. L'esigenza dei pochi è inferiore all'esigenza di molti, noi, sacrificando noi stessi salviamo il resto dell'umanità dalla vita eterna e senza Sogni voluta dal Mostro...- nel dire questo si sporgeva verso di lei...
- Speravo che avesse capito qualcosa dopo le nostre lunghe conversazioni, ma mi accorgo che ormai Spock non esiste più ed è rimasto soltanto Galileo, Follia di Morte, o chi per lui. Rimani pure accanto al tuo "eroe", io non sono dello stesso avviso! Possibile che non capiate che il disastro causato dal missile non è necessario? Ci sono altri modi per fermarlo, e lo sapete bene, tutti e due. Ma dimenticavo: per Galileo, nota immortale, è facile sacrificare il suo corpo umano... presto ne avrà un altro. Io inorridisco di fronte allo sprezzo dell'umanità che ha dimostrato decidendo per noi di che morte saremmo morti, decidendo per noi come sarebbe finita la storia. È così che insegni all'umanità a bastare a sè stessa? Tu decidi, un intero popolo muore, senza sapere perché? Io non voglio piu aver nulla a che fare con voi, io sono umana, sono mortale, e pensavo di godere del libero arbitrio...voi di umano non avete più nulla... e sono davvero infelice per voi.- Detto cio' si allontanò dai due limitandosi a guardare Galileo in silenzio.
Luca aveva un'espressione confusa forse non riusciva a capire se Marzia parlasse sul serio o meno oppure il dialogo coi suoi fratelli lo aveva scosso a sufficienza da farlo sembrare COMUNQUE confuso. Sottili dubbi incrinavano il suo cieco fanatismo quando disse a Stefano: - Dalle tregua. Lei non ti conosce da tanto quanto me.-
Contemporaneamente Venosta era scattato verso Flavius colpendolo al viso, con uno schiaffo violento. - STUPIDO! Vuoi gettare via la tua vita? Ti rendi conto che non hai nient'altro? Ti rendi conto di quello che perderai?-
Flavius accusò il colpo, con la mano si massaggiò il volto dove la mano di Venosta aveva colpito.
- Si me ne rendo conto e preferisco perdere tutto, perdere ogni cosa pur di far perdere ad altri i loro Sogni, non é Desiderio di martirio Zietto... non è ostinato eroismo. È un'azione Ragionata. Senza Sogni ci sono poche Ragioni per vivere, questo lo insegnasti tu...- disse fissando negli occhi il Mostro...- Mi rendo conto di quello che perderò e lo perderò volentieri per fermarti.-Il Mostro rispose in modo gentile con un sussurro diretto a Flavius: - Hai dunque così poca fede nella forza dei Sogni?-
Venosta si voltò allora verso Marzia: - Tu non ti sei mai fidata di me. Te ne ho dato tutte le ragioni. Ma ora devi farlo. Solo voi potete fermare questo pazzo. Rallentatelo, sarà sufficiente. Estrella! Avverti del pericolo e ordina l'evacuazione totale immediata. Forse siamo in tempo. Che restino solo i volontari per attuare la procedura AA. Io mi offro volontario.- E con queste parole uscì dalla stanza, verso l'esterno.
Estrella inviò rapidamente il comando via radio e poi si precipitò fuori seguendo Venosta. Concedendosi solo un istante per guardare Galileo con schifo.
- Davvero una tranquilla discussione... Marco, puoi lasciare il campo insieme agli uomini di Lord Raphael.-
Continuavo a pensare che Fabio W. era da qualche parte, con gli altri, nel campo... - Io ho ancora qualcosa da fare...-- Madre io... - aveva gli occhi lucidi. Mi guardava intensamente cercando un appiglio... una spiegazione a tutto questo... - Madre non posso lasciarti qui... - le parole incerte gli si soffocavano in gola.
Ma poi... i nostri occhi si incontrarono e vidi che ritrovava forza, determinazione... insieme la sua tanto amata sensazione di calore... e il ricordo della promessa. Il volto si fece serio. - Ti ho fatto una promessa e... penso sia questo il momento di rispettarla... farò quello che tu mi chiedi ma... voglio che tu torni... sei il mio desiderio.- M'abbracciò.E io... seguii Raphael in fretta per non perderlo...Marzia con un ultimo sguardo a colui che era il suo amico, il suo maestro... si girò ed uscì dietro a me.
Le sirene nel frattempo avevano iniziato a suonare mentre dagli altoparlanti si sentiva l'avviso:
- ATTENZIONE! SIAMO SOTTO MINACCIA DI ATTACCO NUCLEARE! SERVONO VOLONTARI PER ATTUARE L'OPERAZIONE 'A.A.'! PER TUTTI GLI ALTRI EVACUAZIONE GENERALE! EVACUAZIONE GENERALE! ATTIVARE PROCEDURE DI EVACUAZIONE AEREA! ATTENERSI AL PIANO D'EMERGENZA INFRAROSSO!-Fu Marco che mi riferì quanto accadde dopo la mia uscita...
Luca prese il controllo delle azioni: - Francesco, Flavius e chi volete: date un'occhiata a dove si sta dirigendo Mostro.- Poi rivolgendosi nuovamente a Stefano: - Bella finta, Galileo. L'atomica è stata un tocco di classe. Ora, accendi la radio e avverti A, dagli la posizione di Mostro e dove si sta dirigendo. Nel frattempo vediamo che possiamo fare: io adesso seguiro' con discrezione Mostro, nel caso possa eliminare qualcuno nei pressi per facilitare la vita ad A.-
- Se non ti secca ti seguirei, mi muovo bene e con discrezione e vorrei cominciare a capire cosa diavolo sta succedendo.- sbottò Alessandro.
- Prego, seguimi... ma credo che Mostro voglia immortalizzare tutti prima di quello che "dovrebbe" succedere.-
Yuri dopo la rivelazione del bluff si volse verso Galileo: - Se non fosse per le cagate sul tutto è scritto, ti adorerei!!- e sorridendo corse dietro a Luca e Alessandro, raccogliendo per strada un fucile, visto che il suo non aveva colpi.
Fu Carlo che rispose per primo alla domanda di Maya: - Gli lasceremo studiare la macchina? Lasceremo che comprenda come poter controllare a sua volta la linfa della Terra? Rimarremo così ad aspettare passivi i risultati? Possiamo fidarci di lui? Mostro non ha meritato la nostra fiducia. Agendo come agisce anche Merlino non la merita.-
Guardò Davide ed Haba e scosse la testa preoccupato: - Ragazzi qui si sta mettendo male, se non si mettono neanche d'accordo tra loro stiamo a posto... per quanto riguarda me sto con Maya, non solo perché sono di parte e non ho problemi ad ammetterlo, ma anche perché in questi mesi passati insieme ho, mio malincuore, imparato a fidarmi dei suoi pareri sulla Madre terra, annessi e connessi, e poi non penso che abbiamo fatto tanta strada per eliminare un Mostro e portarcene poi un altro a casa... se no tanto valeva tenerci quello originale a cui ormai siamo abituati ed andare tutti a fare una bella crociera sul Mar Rosso... che Venosta probabilmente sarebbe anche stato contento di offrirci a spese sue...- Concluse sorridendo per poi bisbigliare qualcosa all'orecchio di Haba e chiedere ad entrambi:- Voi che ne pensate? Per quanto ovviamente il nostro parere possa valere...-Davide interpellato rispose: - Basta, signori, non è questo il momento. Purtroppo non abbiamo tempo di disquisire, né di pensare alla fiducia. Entro pochissimo tempo qui succederà qualcosa e noi dobbiamo essere compatti. Già abbiamo perso la possibilità di usare poteri... Usare poteri????? Ma noi siamo entrati qui grazie a dei poteri e tuttora siamo protetti da poteri... o forse?- Davide impallidì... poi aggrottò le sopracciglia, ne alzò uno e mormorò:
- Affascinante... - Infine sguainò la spada e il pugnale e ritornò in concentrazione ma non prima di aggiungere:- Due cose: il messaggio potrebbe essere falso, viene dalla trasmittente di un gruppo catturato... non pensate che probabilmente NON gli avrebbero lasciato la trasmittente per tutto questo tempo? Secondo, non vi fidate diMerlino e del resto non c'è tempo per far ciò che vuole... non lasciatevelo alle spalle. Scusa Merlino, di più non posso fare.-Merlino afferrò Davide per la gola sollevandolo e sbattendolo al muro in un impeto di rabbia.
- Come osi MORTALE parlare così a un DIO ? Sei il seguace di una setta e sei stato risvegliato alla verità. Non è Necessaria la tua opinione se non viene chiesta. Maya è simile a me e da lei ho accettato il dubbio, tu sei solo una perdita di tempo. Non avrai una seconda possibilità. Taci ora, non ho altro tempo da perdere con te. Se non vi fidate di avermi alle spalle sto combattendo il nemico sbagliato. In ogni caso IO resterò qui, Eraclito resterà con me. So di potermi fidare di lui. Voi, se volete, uscite pure dall'aura di invisibilità e lasciatevi uccidere.-
Davide strabuzzò gli occhi più per il gesto Folle di Merlino che per la sua presa... - Ma come dall'alto della sua Deità non ha capito che ero l'unico a non dargli contro... - pensò - Ebbene se non mi ama non mi merita, sono qui per il Pathos, per i miei fratelli, ma anche per quelli che chiama così sprezzantemente mortali... ma qualche perdita è in conto... E non sarà solo dalla parte di quei "mortali" che lo stanno aiutando a salvarsi il culo.-
Eraclito si avvicinò a Merlino e gli poggiò una mano su una spalla. Sospirò. Poi: - Fratello, capisco la tua sete di sapere. Sento il fascino di tutto questo, ma... hanno ragione loro! C'è un tempo in cui bisogna lasciare che il fiume scorra e porti con sé tutto, senza preoccuparsi di cosa sia che fugge via e si perde. C'è un tempo di piena ed è quello che stiamo vivendo adesso!! Non ascoltare la voce del mistero e dell'Enigma che ci irretisce di fronte al frutto del delirio: certo, è comunque il delirio di un dio e ne ha tutta la terribile attrattiva, ma adesso è tempo che Destino faccia il suo corso. E sarà come un torrente di queste acque limpide e adesso prigioniere... E forse non dovremo mettere nulla al suo posto, dopo. Dopo, sarà di nuovo tutto al suo posto!-
Dopo le parole di Eraclito, Merlino si rivolse nuovamente a Maya lasciando Davide: - Quanto mi rattrista che la tua parte umana abbia preso il sopravvento su di te. Temi che io possa essere un nuovo Mostro. Saresti capace di costruire un fucile laser partendo da una lampadina?
Io no, come credi che possa usare la macchina se comprendo solo su che "frequenza" trasforma l'energia? Una "frequenza" adatta solo al Mostro. In un altro momento ti avrei sfidato e schiacciato sotto la Necessità di agire, sono troppo stanco e ho bisogno di ogni mia energia per fermare il progetto di Mostro e non lo farò.- e nuovamente si mise ad esaminare la macchina.Lo scontro che Eraclito aveva cercato di evitare sembrò essere comunque di nuovo alle porte quando un annuncio provvidenziale risolse in modo incruento la questione.
Sirene presero a suonare ed altoparlanti a gridare:
ATTENZIONE! SIAMO SOTTO MINACCIA DI ATTACCO NUCLEARE! SERVONO VOLONTARI PER ATTUARE L'OPERAZIONE 'A.A.'! PER TUTTI GLI ALTRI EVACUAZIONE GENERALE! EVACUAZIONE GENERALE! ATTIVARE PROCEDURE DI EVACUAZIONE AEREA! ATTENERSI AL PIANO D'EMERGENZA INFRAROSSO!
Davide sobbalzò a questo annuncio ma riuscì ancora a tenere la concentrazione e lentamente aggiunse:
- Non... potrebbe essere che il piano A.A. si riferisca alla squadra A e che qualche buonuomo stia cercando di levarci dai piedi più scocciatori possibile? Parlano di volontari per l'operazione A e tutti gli altri devono levarsi di torno. Solo l'infrarosso mi suona strano...-- Porca miseria!!! Ci mancava solo questa...- ringhiò Carlo, poi aggiunse: - Bene signori a questo punto il tempo è veramente agli sgoccioli, o quello che dice l'allarme è vero e allora qualcuno è impazzito e noi siamo già tutti morti, oppure questo non è altro che il modo con cui il Mostro ha deciso di iniziare la festicciola allontanando dal campo di gioco i non indispensabili, ergo se devo minare quel cazzo di vetro è meglio che me lo diciate subito, perchè probabilmente il nostro gradito ospite sta arrivando... se avete altre idee invece è il momento di tirarle fuori, visto che senza dubbio la proposta di Merlino oltre a non riscontrare molto successo è appena diventa inattuabile...-
Morgana disse: - Mantenete la calma, trovate un modo per farlo ma non facciamo cazzate- Il tono serio, ma estremamente deciso e calmo.
- Si potrebbe tentare con le porte laterali.- se ne uscì fuori candidamente Maya attirando l'attenzione su quanto stava accadendo: videro scene di panico tra i tecnici del laboratorio. Numerosi di loro si dettero alla fuga. Ma molti restarono.
Le persone al di là del vetro invece si bloccarono per un attimo nel terrore. Poi iniziarono a parlare tra di loro. Dopo pochi istanti, si rimisero freneticamente al lavoro. Avevano deciso di rimanere ai loro posti.
Eraclito intervenne: - Credo sia la risposta di Mostro all'attacco! Sgombra il terreno da chi è inutile e cerca di spiazzarci. Dobbiamo arrivare al trittico a qualunque costo!-
- Allora siamo tutti daccordo, stare qui a aspettare, qualunque sia realmente il messaggio, è inutile. Andiamo finalmente a rompere qualche culo!- Davide proponendo anche, una volta giunti al trittico, di mischiarsi ai tecnici, magari sparpagliandosi e cessando la copertura, di modo che Mostro non "sentisse" la magia e li confondesse da subito con i suoi amiconi...
Sparpagliarsi sarebbe inoltre servito a non farsi abbattere tutti in un colpo e ad accerchiare nello stesso tempo Mostro.Morgana, indicando alcuni scienziati che si muovevano in maniera frenetica: - Prendiamone quanti bastano per recuperare dei camici bianchi, passiamo dalle porte laterali e vediamo di accedere al trittico. Non credo che abbiamo molto tempo a disposizione. Se non avete idee migliori entro trenta secondi si agisce.-Davide si diresse verso una porta laterale dopo un gesto di assenso di Maya che ne indicò una.
Habanera, smaniosa di azione, gli fu subito accanto. Morgana prese per un braccio Merlino: - Andiamo!-Aperta la porta furono in un corridoio che sembrava un esofago. Nel corridoio, qualcuno correva verso di loro.
Davide ne stordì uno con l'elsa della sua katana, Maya fece istintivamente altrettanto con un altro. I due spogliarono dei loro camici i due tecnici.Da invisibili, prendere a pugni la gente, era come sparare sulla croce rossa.I quattro tecnici cascarono per terra, svenuti e li spogliarono dei camici.- A che serve-chiese Carlo - Siamo invisibili, no?-- Quando arriverà Mostro probabilmente non più- rispose Maya - Un piccolo trucco non farà male e ci farà guadagnare un po' di tempo.-Tutti fecero altrettanto, facendo attenzione a non destare sospetti in eventuali altri spettatori, che pur essendo in preda al panico, avrebbero potuto accorgersi di quanto stava avvenendo. Raccolsero anche un camice che qualcuno aveva gettato perché probabilmente gli intralciava la fuga.Procedettero lungo il corridoio in cerca di una porta che desse nella direzione dell'abside.Ne superarono quattro sull'altro lato poi la trovarono e furono in un'anticamera.Nell'anticamera c'era un'altra porta blindata. Riconoscimento vocale, di impronte digitali, scansione della retina...
Imprecando, Davide rimise mano ai suoi strumenti e cercò di ripetere il miracolo...
Mentre Davide tentava il bis, Eraclito disse: - La faccenda dei poteri mi lascia perplesso. Certo, potrebbe essere un trucco ma potrebbe anche non esserlo. Io sono in grado di celare le Note alla percezione metafisica di un loro pari e credo che questo particolare potere sia "qualitativamente" diverso dagli altri, perché altrimenti non avrebbe senso, Mostro quindi non dovrebbe essere in grado di individuare né me, che lo lancio, né voi che ne siete protetti. Quando entriamo, potrebbe essere il caso di abbassare gli scudi di Merlino e stare ad aspettare fingendoci tecnici, che arrivi nostro fratello. Poi canterete!-
Nel frattempo Venosta che, appena uscito dal prefabbricato era salito su un fuoristrada e vi aveva fatto salire anche Marzia e me, restò in attesa finché arrivò correndo anche Estrella che si mise al volante.
Lei e Raffaele si scambiarono un breve sorriso.L'auto partì a tutta velocità verso il grande cubo del laboratorio.Nè Estrella nè Venosta sembravano preoccuparsi della nostra presenza. Entrambi impartivano freneticamente ordini nelle proprie ricetrasmittenti, in una babele di lingue. Estrella stava comandando l'evacuazione, organizzando la partenza degli aerei. Il Mostro comunicava con i membri dello staff che avevano deciso di RIMANERE e impartiva comandi in codice, evidentemente relativi alla fantomatica "operazione AA".Nella loro attività frenetica, apparentemente quasi meccanica e insieme affannosa, colsi un guizzo di emozione. Dedizione, passione, angoscia, speranza, amore.
Ci fermammo all'ombra imponente del laboratorio e poi seguimmo Mostro attraverso una porta. poi un'anticamera conuna porta blindata. Venosta si avvicinò ad una serie di macchine, impartendo un ordine a cui la porta risponse con un 'bip' mentre una telecamera esaminava la sua retina e la sua mano era posata su uno scanner di impronte digitali.La porta si aprì sulla Cattedrale a tre navate...
Quel luogo era folle. Le pareti vive, fitte di meccanismi in movimento sembravano di carne viva percorse da cavi come vene... Il sangue della Terra le percorreva incanalato in vene bluastre.L'ENERGIA DELLE LINEE DEL SERPENTE INCANALATA IN FORMA LIQUIDA.Ci incamminammo per un ventricolo di questo mostruoso cuore pulsante artificiale.E il corridoio si aprì in un salone.Una sala gigantesca, alta come tutto l'edificio e quasi altrettanto lunga, sui lati intorno c'erano terrazze che comunicavano tramite scalinate, sul soffitto vetrate circolari si aprivano sulla notte. A ogni piano da entrambi i lati, molte porte si aprivano nelle pareti... sembravano proprio valvole cardiache e si aprivano e chiudevano contraendosi e distendendosi.
Uomini in camice bianco accudivano le macchine. Dovevano essere i volontari che avevano scelto di non fuggire.
Guardavo tutto... un brivido di disgusto mi percorreva la pelle ma non ne diedi segni all'esterno, lasciai trapelare solo la sorpresa...In fondo, come fosse un altare c'era un grande e complesso macchinario con altri due ai suoi fianchi. Un mostruoso trittico di metallo contorto e cavi di plastica, circondato di indaffarati chierici in camice bianco. Seguimmo il Mostro in quella direzione.
L'abside era chiusa da una lastra di vetro, sottile e trasparente, tesa tra le ultime colonne delle due file che ci separava dal "trittico" in modo che non potessimo raggiungerlo.
Lo guardai bene... la parte centrale era alta tre o quattro metri e larga la metà su una base vagamente quadrata. La parte superiore appariva composta di parti mobili, come petali di un fiore pronto a schiudersi... cavi e braccia, dalla funzione misteriosa e piuttosto inquietante, sembravano piegati e a riposo. All'interno del "bocciolo" si intravedeva una specie nicchia o sedile che avrebbe potuto accogliere un corpo umano.
Le parti laterali apparivano collegate a quella centrale solo da alcuni cavi, quasi provvisori all'aspetto, e altre connessioni scollegabili, simili a quelli tra i vagoni di un treno. Erano più piccole di quella centrale, più o meno della metà, ed erano posate orizzontalmente. Tubature simili a quele già viste sulle pareti della cattedrale ma molto più fitte sembravano irrorarle, come fanno le vene in un corpo vivente. Queste due parti mi parvero aperte, come attendendo qualcosa che dovesse essere posto al loro interno dove si vedevano dei cilindri vuoti, di circa due metri, sdraiati anch'essi, la loro metà superiore era trasparente ed lasciata aperta come il coperchio di una cassapanca. Erano vuoti o così mi sembrò da dove mi trovavo perchè non si vedeva bene l'interno...
Gli uomini con il camice bianco si mossero indaffarati attorno alla triplice macchina, che sembrava essere appena stata accesa. Il sangue iniziò a fluire nei tubi, mentre le braccia meccaniche si sgranchivano minacciosamente le giunture.
Al nostro arrivo, i loro sguardi si posarono sul Mostro, con apprensione e speranza.
- Master, it's all ready.- Le parole furono pronunciate da uno di loro, con la gravità di una sentenza.I petali della parte centrale del trittico iniziarono in quel momento a dischiudersi...Mentre la porta si apriva, il Mostro guardò Marzia: - Mi vergogno di quello che ti ho fatto. E so di non meritare il tuo perdono.-- Quello che hai fatto a me è nulla se confrontato a cioò che vuoi fare per realizzare il tuo sogno. Per questo non potrò MAI perdonarti e non saprai mai quanto me ne dispiace.- E per la prima volta Marzia sembrava quasi accennare
un sorriso sincero.Eravamo tutti e quattro davanti al vetro che occludeva l'abside.
Marzia posò una mano sulla spalla del Mostro: - Voglio soltanto sapere una cosa. Sacrificheresti la tua vita, il tuo progetto, il tuo sogno di dio, per salvare noi mortali da una fine inumana e questo angolo di terra dalla totale devastazione?-
E lui le rispose sorridendo, un sorriso sereno appena velato d'amarezza: - Vedi, Marzia, il mio Sogno non è di diventare un Dio. Ma io ora sto sacrificando il mio Desiderio. Perché il mio Sogno siete voi.-
Poi, rivolgendosi anche a me: - Se volete guardare, guardate da qui. Ma non sarà un bello spettacolo. Ora bisogna fare presto. Addio e buona fortuna.-
Poi, lui ed Estrella svanirono in una delle porte laterali.Non sapevo cosa fare: non avevo notizie del gruppo A ma non vedevo nessuno lì intorno... e se non ce l'avevano fatta?
Quando erano ormai arrivati alla sedia o comunque molto vicino al "cuore" della macchina, Merlino iniziò a parlare:
- Tra poco quasi sicuramente farà il suo ingresso Mostro e noi non abbiamo abbastanza camici per nasconderci.Durante il duello ho sentito arrivare mostro prima ancora che fossi in grado di vederlo, a lui probabilmente è accaduta la stessa cosa, non credo che un camice basterebbe a schermarmi.Eraclito può invece nascondere il fatto che è una nota, se ce ne fosse bisogno potrebbe farlo.Fino a che siamo invisibili non ci saranno problemi, credo.Quando Mostro prenderà posizione sulla sedia io e Eraclito lo attaccheremo (io fisicamente cercando di piantargli un pugnale nella gola, Eraclito usando il suo potere di alterare i possibili futuri SU DI ME e non SU MOSTRO, io non resisterò e Eraclito sceglierà il possibile futuro in cui trafiggo mostro.)Nello stesso momento (riconoscerete che Eraclito sta usando il potere dal fatto che vedrete sovrapporsi tutti i miei possibili attacchi e tutte le possibili difese di Mostro) inizierete a Cantare, questo dovrebbe bastare per trafiggere il Mostro nell'unico momento in cui è vulnerabile. Il suo sangue verrà sparso nel cuore della macchina e, probabilmente, sarà costretto a tornare in Okeanos per un mesetto. Nel frattempo distruggeremo tutto (la macchina non ha più protezioni non essendoci Mostro) più o meno questa è l'idea.-Morgana gli si rivolse malamente: - Così ci farai perdere la copertura! È importante che rimaniamo invisibili il più a lungo possibile. Non sarà grazie a te ma grazie alla Madre che sarà ripristinato il Destino di questo mondo.-
- Piantargli un coltello nella gola?- Con un filo di voce Maya da terra, poggiata alla parete e con le mani strette a pugno sugli occhi cercò di alzarsi di nuovo. - Vuoi veramente ucciderlo? Non ce ne sarà bisogno...-
Prese fiato e scivolò di nuovo in ginocchio sul pavimento.Questa volta non tentò nemmeno di alzarsi. - Mago, spargere il sangue di Mostro ti costerà caro...- poi tornò a portarsi le mani agli occhi quasi a volerli strappare, lamentandosi piano.Arrivò un nuovo messaggio radio, questa volta da Villalobos: "ATTENZIONE! IL MOSTRO È NEL LABORATORIO!"
Eccolo! Raffaele Venosta, il Mostro. Chimera. Toth. Raphael. Azael. Il Realizzatore di Sogni.
Lo videro attraverso la vetrata dell'abside, avanzare rapido nella cattedrale, andando verso di loro.Al suo fianco Estrella Cervantes. E poi... Aracne?! Marzia?! E sembravano seguirlo di loro spontanea volontà!
Davide grugnì: - Era ora... facciamola finita e torniamo a casa...- Poi torna a fare finta di essere un tecnico.
Habanera avvolta nel suo camice rimase un attimo stupita dalla grinta di Davide e dentro sè pensò: - Vai Davide!! Ora non ci ferma più nessuno!!!-
Osservò Aracne e vide solo Andromaca e la voglia di fargli "ciao, siamo qui" fu forte ma repressa...Cominciò a distendere i muscoli delle spalle e fare lievi esercizi di respirazione perché la sua voce uscisse impostata al meglio, continuando a fissare insistentemente il Mostro quasi avesse potuto trafiggerlo con lo sguardo...I "petali" della parte centrale della macchina tripartita si stavano dischiudendo...
Il Mostro, Estrella, Aracne e Marzia erano davanti al vetro che occludeva l'abside.Maya guardò verso la figura del Mostro che emanava una luce troppo intensa perchè i suoi occhi potessero sopportarla...
Un amore infinito spinto fino all'estremo sacrificio... Un sacrificio più grande della Morte stessa...La paura delle conseguenze atroci di un fallimento... Il dolore di non essere compreso...IL SOGNO... LA RAGIONE... LA FOLLIA..."Il sacrificio di pochi per i molti"... "Il sacrificio di uno per tutti"..."Il sacrificio di uno per pochi?"... "Il sacrificio di molti per pochi?"...I suoi occhi furono accecati, bruciati... Stette male... Si sentì mancare...
...................Si accorsero tutti che all'entrata di Mostro Maya aveva iniziato a stare malissimo.
Sembrò avere un capogiro, quasi stesse perdendo i sensi.- Ma Maya quando ci fa vedere l'asso che ha nella manica???- chiese Haba un po' perplessa.
- Il mio solo asso è che sto male alla vista di Mostro, ti basta? Bello sfigato come dono, non è vero?-
- Tipo allarme guida?? Peccato che lo abbiamo già trovato e non puoi cantare... forse un dono inutile??-
- Più che inutile, doloroso. Io sento, vedo quello che sta per fare. Un atto d'amore, si spingerà sino alla morte ed oltre per attuarlo. È convinto che non abbiamo capito il suo agire, sacrificherà tutto, tutti.-Poi ci ripensò e mormorò tra sè: - Anche sé stesso?-Maya osservava ancora la scena dal pavimento.
Carlo cercava di sostenerla guardandola negli occhi con aria preoccupata per poi sussurrarle qualcosa all'orecchio:- Ce la fai?... Tranquilla, ti tengo su io... Come ti posso aiutare?... Dimmi cosa vuoi che faccia... il Mostro è nella macchina... è colpa di questa diavoleria vero?... Ora gli scarico addosso una trentina di colpi a quel bastardo... e starai subito meglio... o preferisci che inizi il canto?... Per favore Maya dimmi qualcosa, farò tutto quello che vuoi, ma non mi mollare solo come un fesso... non te lo perdonerei... parlami e mandami a quel paese come sempre... ma non lasciarmi...-Maya lo allontanò debolmente e rimase a terra mentre gli faceva cenno di iniziare a cantare come gli altri.
- Va, fai quello che devi fare.- In un soffio stremato.Io mi stavo ancora chiedendo dove fossero Fabio e gli altri... se non ce l'avevano fatta era la fine... Ma Rafaele non aveva detto nulla che potesse farmi pensare che anche loro fossero stati scoperti...
Nel frattempo Mostro e la sua segretaria riapparvero all'interno dell'abside, entrando da una porticina.Venosta si era completamente spogliato. Il suo corpo nudo lo mostrava come un giovane fragile e fuori forma, con tracce di brufoli. Sembrava così debole.Il fiore sull'altare si era completamente dischiuso.
Estrella comunicava alcune istruzioni ai tecnici. Distinsi poche parole visto il mio inglese... - I'll be enough.- Molti di loro uscirono dalle porte laterali, evidentemente per svolgere altre mansioni.
Raffaele Venosta si sfilò un anello dall'indice sinistro, consegnandolo a Estrella e baciandola sulle labbra.Poi salì sulla parte centrale della macchina. Nel fiore di loto.Era quello il momento che aveva atteso Morgana, appena lo vide togliersi l'anello, si rivolse agli Empathici: - È ora! Cantiamo rimanendo vicini fino a quando dura l'incantesimo. Se vedete delle cose che non vi piacciono chiudete gli occhi ma non smettete di cantare. Se vi colpiscono continuate a cantare [della serie boia chi molla!] fino a che non vi strappano la lingua continuate a cantare, CHIARO??? Se l'incantesimo che ci protegge si spezza disperdiamoci in maniera che sia più difficile fermarci tutti. Buona fortuna, amici.- E cominciò a cantare.
- Chi la becca questa Estrella al momento decisivo?? Non vorrei avesse delle risorse nascoste e ci mandasse all'aria il piano vista la sua devozione a Mostro sarà disposta a tutto... che qualcuno la placchi!!- dopo questa tirata Haba cantò con gli altri e la sua voce lirica riempì con le altre lo spazio... gli occhi sempre fissi su Mostro e la coda dell'occhio su Estrella...Io, nel frattempo, non diedi mossa di scompormi e, nonostante le parole di Mostro, restai a guardare quanto avveniva avvicinandomi lentamente a Marzia. Appena certa che nessuno potesse ascoltare: - Sorella tieniti pronta... potremmo dover intervenire visto che sembra ci siamo solo noi ad assistere al "concerto"... sempre ci sia... altrimenti dovremo inventare di peggio...-
- Perché credi che ti abbia seguito? Non mi va l'idea di morire così, guardando negli occhi il mio carnefice... che un tempo era mio amico-
Ripensai solo dopo alle sue parole, altri turbamenti si agitavano in me e continuai seguendo il filo dei miei pensieri:
- Anche se... una parte di me tiene molto a lui... anche ora e nonostante tutto...- la sofferenza che provava una parte di me doveva essere evidente nonostante i miei sforzi mentre pronunciavo queste parole... le sentivo pesanti, come fossero macigni che mi schiacciavano...Raffaele Venosta, il Mostro, Toth, Raphael, Azael, Chimera, il Babau...
Nudo, apparentemente inerme, il Realizzatore di Sogni crocifiggeva se stesso al centro del loto mistico.Mentre Estrella Cervantes impugnava le lance di Longino dei comandi della macchina...Operazione A.A.: "Artificial Ascension"
I petali del loto mistico erano davvero orribili arnesi di tortura... trapani e cavi... Rapidi come serpenti si avvicinavano alle carni pallide di quel fragile corpo... E lo sforzo per trattenere Medea divenne terribile...Il volto del Mostro era una maschera di concentrazione.Ma una voce innaturale aveva già iniziato a levarsi tutto attorno...Hio' lahes inye
Lahe, lahekada kada nahekada kadinye
Vùrewoi, vùretun
Lahe hai laheUn canto inumano che poteva essere udito ma non si imprimeva nella memoria...
Il manto di invisibilità si spezzò. I membri della squadra A apparvero dal nulla, a pochi passi dall'altare sacrificale.
Morgana, Habanera, Gianna, Davide, Carlo... STAVANO CANTANDO.Solo Maya giaceva a terra silente e sembrava svenuta.Il Canto di Gaia riempì la Cattedrale di Carne e Metallo creata dal Folle Sogno del Mostro. Il Sangue della Terra pulsava nelle vene artificiali fino a farle esplodere.
Il Mostro spalancò gli occhi, pieni di orrore, e poi li chiuse, sorridendo con tristezza infinita.Estrella gridava, guardando con orrore i comandi della macchina, che non le ubbidivano più. Ma la sua voce si perdeva, annegando nel Canto.
Dalle spalle di Raffaele Venosta vidi nascere l'ombra di un paio di ali. Ma fu solo un istante... erano già svanite.Penne cadute dalle ali degli angeli parvero riempire la cattedrale, trascinate in una danza vorticosa da un vento illusorio, disfandosi in polvere di ragnatele e piccole gocce di sangue.
Merlino emerse dalle ombre, ai piedi della croce, con un pugnale nella mano!
Vidi Morgana che, guardandolo con orrore, cercò di protendersi per fermarlo. Ma la furia del Canto la pervadeva e il suo corpo le obbediva appena. Le sue dita accarezzarono appena il mantello del mago che, arrampicatosi sul loto mistico, si preparava a dispensare Morte.- Come il Destino ha stabilito- gridò Merlino - io prenderò il tuo cuore, Rinnegato!-E Medea ascoltò e riconobbe la voce che più mi è cara: - Dei molti futuri possibili, sia prescelto quello in cui Merlino trafiggerà con l'acciaio il cuore del Mostro.- Eraclito, oltre il vetro, alle spalle del mago, aveva parlato...E il pugnale raggiunse il cuore di Raffaele, nello stesso istante in cui i punteruoli aguzzi delle braccia meccaniche, inarrestabili, affondarono nel suo corpo.
Il loto mistico si chiuse in bocciolo, trafiggendo insieme il corpo del Mostro e quello di Merlino con gli aculei dei suoi petali. Fiumi di sangue si riversarono dal calice a bagnare le radici.Un nodo nella trama del Destino si era sciolto.
Non riuscivo più nemmeno a respirare, lo sforzo per trattenere Medea mi aveva come pietrificata: ogni muscolo del corpo irrigidito, il viso senza più colore, i pugni stretti a conficcare le unghie nel palmo, fissavo la scena che si svolgeva davanti ai miei occhi...Non vi fu alcun olocausto nucleare, in quel giorno.
Solo l'alba equatoriale, che si affacciò nel cielo, frettolosa come ogni giorno.La Cattedrale del Folle Sogno del Mostro si era ormai dissolta in cenere impalpabile. Cenere che ricopriva allo stesso modo vincitori e vinti, mortali ed immortali, vivi e morti. Chi aveva agito per salvare il mondo e chi aveva agito per condannarlo. Tutti erano ugualmente grigi di cenere.
Dalle ceneri dell'altare sacrificale, Merlino era emerso strisciando.
Un uomo sarebbe stato ferito a morte. Ma lui aveva sopportato ferite anche peggiori. Sarebbe guarito in fretta.Del Mostro, del terribile Realizzatore di Sogni, dell'antico Signore delle Chimere, non restava che la salma orribilmente martoriata di un ragazzo.
L'Assassino era distante, troppo distante quando vide Merlino e non poteva fermarlo in alcun modo. O meglio, avrebbe potuto ucciderlo, ma era un'alternativa inaccettabile.
Restò immobile a lungo a fissare la scena. Un altro Fratello era morto davanti ai suoi occhi.Nemmeno stavolta aveva potuto farci nulla.L'odio e la disperazione di suo Padre, il Settimo dei Sei, ribollivano in lui.Flavius aveva fissato la scena, gli occhi spalancati da quando era entrato nel laboratorio.
Sensazioni contrastanti lo pervadevano.Abbassando un attimo il capo mormorò: - È il Destino... era Necessario... Addio Zietto...-E, inginocchiata ai piedi di un cumulo di cenere, una giovane donna la cui bellezza era turbata dalle lacrime, che ci guardava con occhi inespressivi. Come una donna potrebbe guardare gli assassini dell'uomo che ha amato. Come un essere umano potrebbe guardare i distruttori di tutti i suoi sogni.
E tutti gli altri uomini e donne, che avevano creduto in quel fragile ragazzo al punto di affidargli la loro salvezza, giacevano nella polvere attoniti, immobili, incapaci perfino di piangere.
Io dovetti lasciarla andare... e, lentamente, il dolore che si agitava in una parte di me reclamò il diritto di essere vissuto...
***
Non vi fu alcun olocausto nucleare, in quel giorno. Perché Stefano aveva astutamente bluffato.
-Amen. - disse Davide, mentre la sua ciccatrice perdeva il colore rosso acceso e tornava normale, - Chi mi da un passaggio per tornare a casa?-
Marzia rimase immobile fino alla fine, con lo sguardo e la mente rapiti dall'inumana visione cui erano costretti ad assistere. Quando tutto fu finito e la cenere coprì infine gli orrori di quella notte, quando la luce del giorno sorse come ogni giorno, come se nulla fosse accaduto, si rese conto di essere ancora viva, che la terra attorno a lei era ancora viva e nel profondo del suo cuore mortale esultò... c'era ancora un soffio di speranza, qualcosa di Spock, l'antico amico, era rimasto in Galileo, il maestro: - Gran bello scherzo, amico mio, gran bello scherzo...-
Flavius fissava ancora inespressivo la salma di Venosta.
Lo sguardo passò poi a quella mostruosa macchina che lo circondava. Poi al volto segnato di Estrella e dei tecnici.Aveva apprezzato alcune cose di quell'uomo ed aveva apprezzato alcune cose di quella Nota...Ripensò alle parole che Il Mostro gli aveva detto poco prima.Guardando il corpo mutilato mormorò: - Ho fede nei Sogni, come ogni altro Sognatore, ma sono convinto che ciò che non abbia Ragione d'essere non debba esistere e tengo troppo ai miei Sogni perduti per perderli nuovamente.-Poi si avvicinò a Marzia e Galileo sorridendo: - L'umorismo di Galileo... potremmo scriverci un libro!-
Allargò le braccia ad abbracciare sia la Sorella che il Maestro e poi, guardando Galileo: - Anche io sono contento di rivedere una parte di Stefano in te, amico mio...-A Marzia rivolse una frase accompagnata da una strizzatina d'occhio: - Ah, ovviamente stavo recitando prima, Sorellina!-Una figura, coperta di cenere, avanzò lentamente verso il vetro che racchiudeva il corpo che fu di Mostro
I lunghi capelli sembravano elettrizzati e volavano in grosse ciocche agitandosi come fossero viviIl sangue colava lentamente dai palmi, gocciolando nella cenere e alzandone piccoli sbuffi solo per esserne subito assorbitoLa sua ombra apparve lunghissima e il gioco delle luci sembrò crearne altre due, che, pur seguendola, apparivano restare quasi in disparteA chi, nel passato, capitò di incontrare, in altri tempi e in altri luoghi, la parte oscura della donna che avanzava, sembrò di vedere Medea
Arrivata al vetro si inginocchiò, appoggiandovi le palme, macchiandolo del proprio sangue, la testa china
La sua voce sgraziata, stridula, gracchiante si levò nel silenzio:- Mio Signore, mio Creatore... solo ora mi è possibile porgerti quell'omaggio che la mia anima ha sempre Desiderato offrirti... solo ora...Imposi ad Andromaca e Aracne un giuramento perché era mio Desiderio continuare ad esistere e invece ha legato me...I doni della Signora che servo possono talvolta rivelarsi molto amari...-Il suono muorì, spezzato... forse, a qualcuno, sembrò di udire come dei singhiozzi soffocati...Marco aveva esitato fino all'ultimo. Dopo però aver udito la notizia del bluff era corso al laboratorio.Appena in tempo per assistere.Appena in tempo per rimanere pietrificato nell'antro più profondo della sua anima.La sua mente era ancora confusa. I suoi occhi increduli velati dal pianto.Vide tutto da dietro una colonna della cattedrale.In un sussurro: - M... madre...-L'immagine di una Venere con i lunghi capelli sopraffatti dalle divinità dei venti. Il sinuoso abbraccio di ombre dietro di lei. Marco fece qualche passo in avanti.Osservava quello di cui non avrebbe nemmeno sospettato l'esistenza.Scrutava gli sguardi dei suoi compagni, cercando di cogliere una motivazione a ciò che vedeva.Ma non trovava nulla... e i suoi pensieri erano lenti: - Ora capisco... perché spettacoli... del genere sono proibiti ai comuni esseri umani...- e capì che qualcosa in lui era cambiato.Con grande sospiro si avvicinò al gruppo di fratelli a pochi metri da lui. Era silenzioso e i suoi occhi ancora persi nei ricordi di quella notte.Carlo aiutò Maya ad alzarsi, sorreggendola dopo il mancamento...
Guardò il cielo grigio e piovoso con aria triste, poi guardò se stesso coperto di sporco e polvere, sconsolato, ed infine guardò la sua compagna sorridendole stancamente...- Sai, benchè sia contento che sia finita mi dispiace per Venosta... era un qualcosa che aveva ideali ed un cuore per seguirli e non è cosa da poco...-Poi togliendosi un velo di cenere dagli onnipresenti occhiali scuri aggiunse con un soghigno dei suoi: - bé, abbiamo salvato le penne... non so se ti sia andata poi così bene... adesso ti toccherà continuare a sopportarmi... anche se non sono più splendido come all'inizio...- Infine con un profondo inchino concluse: - Mia Signora che ne dice di un comodo volo di ritorno a casa in compagnia di un vanitoso giullare???-Le porse il braccio per abbandonare con lei quel posto moltro triste, dove due divinità avevano lottato per decidere un destino che non era il loro.Francesco dormiva, appoggiato al muro di un prefabbricato e Sognava di uomini immortali.
Alessandro porse la mano e Merlino la afferrò, stringendola con forza, quasi volesse cibarsi del suo calore.
Il giovane guardò lo stregone e nei suoi occhi non vi era più traccia di luce, non sembrano più avere quella strana luminescenza azzurra, erano scuri e vuoti, gli occhi di un morto.Per un attimo lo stregone cercò di appoggiarsi ad Alessandro poi, improvvisamente, gli occhi tornarono azzurri e con voce potente: - Non è ancora il momento, riposerai dopo.-
Come una marionetta mossa da fili invisibili Biagio si alzò in piedi trascinandosi verso il cadavere di Raffaelecon lentezza esasperante, sanguinante in più punti.Si inginocchiò accanto al suo nemico accarezzandone i capelli con la mano sporca di sangue.Maya, immobile ma finalmente in piedi, guardò Merlino avvicinarsi di nuovo alla sua vittima.
Le braccia incrociate a confortarsi da sola, una bambina con righe di pioggia sul volto di cenere.Lo ascoltò dire: - Ricordo il giorno in cui, per la prima volta, entrasti nel mio dominio alla ricerca della conoscenza; giovane stregone. Ti avevo scelto per essere risvegliato al Destino ma il signore delle Infinite Vie aveva già deciso un diverso futuro per te. Per due volte ho bagnato le mani nel tuo sangue, cancellandoti dal flusso del Tempo.Ora prego mio Padre perché sia nuovamente tuo il Dono.
Io, Destino di Enigma, ti concedo di tornare non come uomo ma come seguace dell'Arte.Quando si apriranno per te le porte del ritorno avrai il potere che l'Incubo di un Folle ti ha strappato.Fai buoni sogni, uomo.-Lo stregone si alzò e mosse pochi passi dolorosi, poi i suoi occhi si chiusero e cadde nuovamente al suolo.Maya, istintivamente sciolse le braccia e fece per andare, per sollevarlo.
Poi uno scatto, si bloccò e si sedette su una pietra. Le braccia a cingere le gambe ripiegate sul corpo.Non si mosse, non si sarebbe più mossa per aiutare chi aveva ucciso, guardò il corpo a terra con gli occhi rossi ed infiammati e vide...Niente, uno scopo raggiunto, la stanchezza di un'anima.Scosse la testa iniziando a dondolare come fanno i bambini piccoli, lentamente, e finalmente non era solo pioggia quella sul suo viso.- Con loro come la mettiamo?- Chiese Alessandro indicando gli uomini e le donne che avevano condiviso il Sogno di Mostro... Nessuno gli rispose, ovviamente, tutti capivano che stava solo cercando di tenersi attivo per evitare di razionalizzare ciò che aveva visto.
Si portò vicino a Naima, sedendosi accanto a lei, le offrì una sigaretta e sussurrò: - Ancora una volta seduti per terra in mezzo ai resti, a fumare, come in un film...- quindi sorridendole, - Sono felice di ritrovarti tutta intera sorellina, tuo Padre dov'è?- e senza attendere risposta fissò lo sguardo sui resti del Sogno, cominciando solo ora a rendersi conto di ciò che era stato...
Naima sorrise ad Alessandro, accettando la sigaretta.
- Sto bene, grazie, se dopo tutto questo si può dire così- C'era un tono triste nella sua voce poi...- Non ho conosciuto quest'uomo ma avrei voluto farlo, forse una parte di lui era terribile come dicono non so... tutto mi sembra così triste.- Solo adesso si rendeva conto che era tanto tempo che non fumava più...- Fabio sicuramente sta bene, penso che lo sentirei se gli fosse successo qualcosa- .Si appoggiò ad Alessandro, aveva voglia solo di dormire: - Scusa, fratello, posso?-Alessandro la lasciò appoggiare, le cinse le spalle in un fraterno abbraccio in modo che il viso di lei si appoggiasse al suo torace, cercando di respirare profondamente per tranquillizzarla e cullarla.
- Certo che puoi sorellina...- sussurrò tornando a fissare l'infinito...Ma Annibale avanzò: aveva sentito. A passi lenti, pesanti come macigni.
Lo sguardo terreo. Il fucile che prolungava il braccio fin quasi a terra.Guardò Estrella, guardò i tecnici, i seguaci di un dio sbagliato.Il velo era stato strappato e quello strappo doveva essere ricucito.Li guardò, uno ad uno. Loro non si accorgevano neppure di lui.
Loro non sospettavano neppure quello che li attendeva.Annibale li guardò...
...- Sono già morti - pensò - morti a causa di Sogni sbagliati, morti a causa di un unico Sogno.-Luca guardò Merlino.
- Era Destino che così accadesse,vero? SI FOTTA DESTINO.-Voltate le spalle, sordo ad ogni replica, mentre si allontanava con un rapido gesto riaprì con il coltello le ferite che si era inflitto sulle guance alla morte di Lorenzo Kolosimo.Sparì tra la vegetazione senza lasciare traccia.Evidentemente senza alcuna intenzione di tornare.Stefano subì passivamente il finale della Storia, finalmente diverso da quello delle Precedenti. Lo subì stringendo i pugni e pregando, perché non fosse una volta di più il suo Destino quello di porre fine alla vita del suo fratello più odiato.
E più amato.Solo la domanda di Villalobos lo aveva riscosso:Stefano ristette a lungo ad osservare attorno. Osservò gli illusi, esseri umani che avevano creduto alla Follia del sogno di Mostro. Li osservò e non poteva che sentire compassione, anzi, non compassione, COMPRENSIONE per quel Desiderio di superare il limite.
Come si potevano condannare coloro che sognavano un sogno condiviso in fondo da tutta l'umanità ?
- Andatevene a casa- disse, con voce calma - e vivete la vostra vita intensamente, fino al suo ultimo giorno.-Poi si allontanò assieme all'Assassino.Eraclito era rimasto in piedi, immobile, nel luogo in cui aveva pronunciato l'incantesimo. Nulla del tremore e del frastuono era riuscito a distoglierlo, a scuoterlo dal trance. Sotto il suo sguardo un dio era esploso come una nova, un Incubo crollato nel Nulla e ne era rimasta solo cenere.
Eraclito aveva visto la fuga infinita del Possibile farsi Destino. Poi Presente. Poi Passato. Ed in quel momento, com'era giusto, portava il peso dei tanti fili di luce policroma che non sarebbero più stati, che avrebbero potuto essere. Ogni scelta è una Vita al prezzo di migliaia di morti ed quel giorno era morto un suo Fratello...
Sentì le parole di Merlino sul corpo di Venosta, come avrebbe potuto ascoltarle una roccia o un uccello del cielo, poi lentamente si avviò verso i suoi figli. Quando li raggiunse aveva ancora gli occhi di una Sfinge. Anche il loro Destino pesava su di lui ed anche se era giusto che seguissero la loro via tremava al pensiero di quello che avevano dovuto subire nelle ultime ore... Li guardò in silenzio per un momento: - Sono fiero di voi, figli miei e dell'Enigma. Pochi avrebbero sopportato tanto...-
Si sedette accanto a loro, facendo cenno ad Alessandro di dargli una sigaretta. Sospirò, si passò una mano fra i capelli sudici ed improvvisamente sembrò un uomo normale, sfinito, che fumava. Poi: - Finisco questa e si va, d'accordo?-
Annibale stava ancora guardando il corpo martoriato del ragazzo pensando quanto di suo ci fosse stato nel folle progetto di Mostro. Quanto fosse stato mero strumento e quanto motore di azione.
Si avvicinò fino ad arrivare davanti al corpo di Raffaele.
Da un piccolo sacchetto estrasse una piccola pietra rossa.Le strinse forte in pugno e pronunciò queste parole...- Fuoco è il mio Nome e che la fiamma del mio Desiderio arda nel tuo cuore.-
Pian piano, il corpo di Raffaele sembrò prendere fuoco fino ad ardere in una grande fiamma...Solo il sole equatoriale si affacciò nel cielo, per un attimo.
Poi la pioggia riprese a cadere come lacrime, lavando via la cenere dal volto della Terra.
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