LA VERA MISSIONE
di Francesco Perhas
"......Il capitano, dopo una nuova notte insonne, si alzò lentamente dalla logora ed umida stuoia di dotazione. Non si poteva chiedere di più alla corona inglese; erano anni difficili quelli. Napoleone imperversava in Europa e le forze alleate stentavano a riorganizzarsi. Il grande condottiero, o meglio "The Ogre" come amavano apostrofarlo i soldati inglesi, doveva essere fermato a tutti i costi e per fare questo occorrevano uomini temerari. Il capitano Sharpe era uno di questi. Era stato messo a capo di un manipolo di uomini privi di scrupoli, rifiuti della società che in tempi di pace avrebbero forse popolato le prigioni ma di cui ora c'era un grande bisogno.
Il cap. Sharpe conosceva a memoria la sua missione ma,
dentro di sé ne percepiva un'altra, quasi a livello inconscio. Erano
molte notti che faceva quel sogno; un uomo ricoperto da un mantello bianco
con una grossa croce rossa sul petto spuntava dalla nebbia e gli indicava
una strada. "A sud - diceva - A sud! Là troverai quello che
cerchi, quello che tutti gli uomini desiderano pur essendone spesso atterriti...".
All'inizio aveva ricacciato dentro di sé quel sogno ricorrente,
lo aveva soffocato e costretto nella parte più oscura dell'intelletto.
Era arrivato a delle veglie forzate pur di non dormire. Ma ora i tempi
erano maturi, quel messaggio incoscio, represso forzatamente, stava riaffiorando.
Nessun uomo avrebbe potuto resistergli senza diventare pazzo. La "vera"
missione doveva essere portata a compimento... Sharpe non temeva certo
le conseguenze di una diserzione, ciò che lo spaventava era la pazzia
e, ancora di più, quello che avrebbe trovato sulla sua strada. Srotolò
la cartina di ordinanza sul tavolo; i suoi uomini si sarebbero diretti
a sud, verso la Francia meridionale!!!
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