IL MATRIMONIO
DEL SOGNO E DELL'INGANNO

di Autori Vari
(a cura di Iacopo Venni)


Dal 14 maggio 1999 al 4 agosto 1999

Un giorno di maggio dell’anno 1999 viene recapitato questo invito a tutti i membri del Pathos:

Fratelli tutti,
Alchera di Sogno e Loki di Enigma
sono lieti di annunciare le loro nozze
che si terranno tra dieci giorni a partire da oggi nel dominio di Solone sommo sacerdote della cerimonia.
Gli sposi vi attendono tutti in massa per poter festeggiare insieme questa lieta unione."


E fu così che cominciò una grande Evento che coinvolse tutto il Pathos…


 
Solcando le onde del mare infinito del Metasogno, o attraverso le architetture matematiche della Rete, magari seguendo le formiche sul tronco di una quercia, sei arrivato nel Dominio di Solone. I cancelli sono aperti. E' un giorno di festa, e neanche oggi si muoverà la flotta di Enigma. Un messaggero ti ha portato l'invito. Un falco, una libellula, un molmulco strisciante (partito parecchio prima degli altri due.....).

Il luogo e' una piccola radura tra gli alberi, in cima ad una collina verde e morbida. Gli alberi sono fioriti e ornati con nastri colorati e campanellini d'argento, stelline dorate e piccoli flauti d'osso che suonano eccitati. Tra gli alberi ci sono i tavoli, di legno scuro, e qualcosa da spilluzzicare nell'attesa che arrivino testimoni, sposi e invitati. Brocche di ouzo (riserva speciale) e souvlaki, champagne e tartine, vino di luna e pane delle fate, te' e pasticcini. Tra i tavoli si muovono rapidi e leggeri bambini e bambine vestite a festa, e portano in mano un calice di cristallo, si arrampicano per sistemare l'ultima stellina, si rincorrono tra gli alberi e si nascondono sotto l'orlo della tovaglia.

Seduto ai piedi di una quercia un uomo sulla trentina, alto e magro, talmente magro da sembrare quasi scheletrico, avvolto in una tunica nera, i capelli corti e bianchissimi, corteggia un liuto a sette corde, i movimenti della mano delicati e aggraziati.

Gli occhi dell'uomo si alzano per salutarti, e le labbra si piegano in un sorriso cordiale.

"Benvenuto," ti dice senza parlare, e con la tua stessa voce, "sei il primo. Serviti pure, che tanto qui ci sarà da aspettare un po', mi sa. Gli invitati sono numerosi, e alcuni vengo da molto lontano. A proposito, tu sei da parte dello sposo o della sposa?"

Si avvicina all'albero un uomo, sulla quarantina, vestito di una tunica rosso porpora con ricami argentei. La veste è tenuta in vita da una sottile cintura: è come se fosse fatta d'acqua, trasparente, mobile, che riflette le mille sfumature dello spettro della luce, ma resistente se tenuto conto del fatto che sostiene una fibbia, sempre in argento, che cambia di forma incessantemente. Il tema però più ricorrente è una ragnatela. I suoi capelli sono interamente bianchi, lunghi, mossi fino alle spalle, il suo volto leggermente scavato ma dai lineamenti dolci. Nella mano sinistra tiene un bastone alto più di lui al quale sembra appoggiarsi distrattamente.

Una volta più vicini potete però notare che le sue pupille sono totalmente bianche. Dal suo incedere non si sarebbe detto che nei suoi occhi non filtrasse luce.....

Giunto nei pressi della figura fa un lieve inchino e sorridendo: "Grazie. In un giorno come questo, in particolare, non mi ritengo né della parte della sposa né dello sposo, sono di ambedue. Comunque io sono Tiresia...." Girandosi intorno "e grazie della tua ospitalità, Fratello! Sarà un gran giorno, oggi, e a te è dato un grande onore."

Si avvia tranquillamente verso i tavoli delle vivande, dopo aver appoggiato da una parte il bastone, e con decisione prende un bicchiere e si versa una generosa dose di Metaxa

Un’altra figura si è avvicinata, è Stefano Spock… e anche lui guarda verso l’uomo seduto ai piedi dell’albero.

"E tu da che parte stai?" chiede l’uomo

"Direi di entrambi" dice Spock, accomodandosi dove può. E attende gli altri ciaccolando amabilmente del più e del meno.

Da dietro un albero frondoso spunta una donna. Da lontano pare molto giovane, ma avvicinandosi si vede che tante sono le estati che i suoi occhi hanno visto. E' alta, dei lunghi capelli neri e ricci le scendono

morbidi sulle spalle, fermati da un serto di fiori bianchi. La carnagione è chiara, quasi di luna, la bocca piena e carnosa, e gli occhi sono verdi, di un verde talmente intenso che chi li fissi per più di un attimo rischia di perdersi in quel mare di smeraldo. la donna indossa un abito rosso fiamma, senza maniche, che scende morbido fino ai piedi ed è legato in vita da una cintura degli stessi fiori che le cingono i capelli.

Si avvicina all'uomo "Grazie, gentile Signore, son qui per parte di entrambi e spero che questa cerimonia sia bella come promette".

Evitando per il momento di dire il proprio nome, la donna si avvicina ai bambini che vede nelle vicinanze e inizia a prendere parte ai loro giochi.

Camminando con passo svelto e allegro un giovane sta salendo lungo la verde collina.

Indossa una bianca camicia di lino fine aperta sul davanti, pantaloni blu notte e calza lucidi stivali di pelle. Una sciarpa di seta color rame gli cinge la vita, sostenendo un astuccio di cuoio lungo e stretto .

Mentre sale respira a pieni polmoni l'aria fresca del luogo, ai polsi porta due fini bracciali d'oro rosso.

Arrivato in cima alla collina, Arthur Turant saluta i presenti poi mentre sorseggia un bicchiere di vino dice:

"Bello! Bello il posto! Bella l'atmosfera! sarà un splendida giornata!". appoggiando il bicchiere vuoto sul tavolo il giovane va a sedersi sotto un albero appoggiandosi comodamente.

Apre l'astuccio e ne estrae un flauto traverso, lo assembla e chiudendo gli occhi inizia a suonare.

Subito nel bosco una nuova serena melodia si intreccia con quelle della natura.

Ecco un’altra figura che si avvicina all’uomo dell’albero, anche a lui la domanda: "Da che parte stai, Fratello, da quella dello sposo o della sposa?"

".....della sposa..........."- a parlare con voce profonda è un uomo alto, robusto con il viso severo, emaciato e piagato da piccole pustole.......veste un uniforme inglese logora, non certa adatta ad un occasione del genere. "Perdonate l'usura della mia redingote, signore......il posto da cui vengo non ha certo il profumo e la grazia di questa tavola imbandita........ho legato il mio cavallo a quell'albero, spero non disturbi nessuno..........Si chiederà cosa accomuni un uomo rozzo, malvestito, stanco e ignorante come me e l'angelica sposa...........me lo chiedo anch'io a dire il vero......forse la grande forza interiore che va oltre le mere apparenze, forse la caparbietà nel perseguire i nostri scopi, o forse, semplicemente.....la voglia di "sognare"...............I miei uomini mi attendono, fremono, annegano nell'ansia di una nuova decisiva battaglia........ma oggi è tempo di gioire per la dolce Alchera, nessuno più di lei merita di essere felice..........".

Detto questo il soldato accenna un saluto militare e, senza osare avvicinarsi alla tavola così perfetta, si allontana nei suoi stivali incrostati di polvere, fuliggine, sangue e dolore.........attenderà in disparte l'arrivo degli altri invitati.........

Un breve luccichio, una pioggia di scintille azzurre e un uomo appare nella radura prima come figura bidimensionale e poi man mano tridimensionale mentre avanza facendo un passo come per attraversare una barriera invisibile.

E' molto alto, di fisico muscoloso ma slanciato ed ha capelli neri lunghi fino a meta' schiena, occhi azzurro ghiaccio e veste in raffinati abiti neri.

La camicia e i pantaloni sembrano ricamati di stelle, stelle vere e luminose ma piccolissime, porta una spada dall'elsa d'argento appesa alla cintura.

"A proposito, tu sei da parte dello sposo o della sposa?" chiede incessante la voce.

Darknight sembrava essere piuttosto allegro prima di sentire questo commento.

"Sembrerò scortese da subito ma chi dice una cosa del genere non ha capito nulla di cosa e' un matrimonio."

Incessante la voce sempre ripete la stessa domanda a tutti quelli che si presentano… "Tu da che parte stai?"

"Sono qui per entrambi" risponde Akhen-Aten.

E' un giovane dalla pelle olivastra. Non molto alto e piuttosto magro. Con lunghi capelli neri trattenuti da una piccola corona d'oro, poco più di un cerchietto.

Indossa una veste bianca e porta al collo un medaglione circolare di pietra nera.

Procede con passo svelto fino al tavolo, appoggiandosi di tanto in tanto al lungo bastone sulla cui sommità si trovano due serpenti attorcigliati.

Saluta i presenti e si versa da bere.

Vedete poi arrivare un uomo alto, con vesti bianche di foggia araba, poggiato su una spalla porta un baule.

Quando si avvicina notate che le sue mani sono sporche di sangue e il suo sguardo è triste e implacabile al tempo stesso.

Benché assai mitigata dal luogo in cui si trova e dalla sacralità dell'evento, avvertite l'aura di morte che lo circonda.

"Io non vengo da lontano, non molto... Sono il Vecchio della Montagna, Psiche di Distruzione.

E vengo da parte di entrambi, direi. E ho qui doni per entrambi." dice indicando il baule.

Il Vecchio guarda il soldato che in disparte si è versato da bere e lo raggiunge, appoggia il baule ed estrae da una piega della veste un paio di spinelli ,offrendone uno al soldato.

"Non siamo i migliori invitati per un evento gioioso, Fratello. Tuttavia non potevamo mancare.

Non c'è solo Guerra nel mondo...non in questo, per lo meno.

Nei nostri, purtroppo..."

"Sono qui per assistere ad una cerimonia. Comunque vengo dalla parte dello sposo!"

Dice Pier Giorgio, vestito con stivali neri, pantaloni e camicia dello stesso colore, e sopra indossa un cappotto di colore nero.

Una scheggia di colore illumina il cielo in una rapida scintilla. Poi, dopo pochi secondi, un arcobaleno di colori scivola fino a terra sprigionando una dorata polvere di fate sotto di se. Quando il prodigio tocca terra, un uomo comincia la lunga discesa dall'alto dell'arcobaleno. I capelli bianchi sfolgoranti su un volto giovanile fanno immediatamente riconoscere il Custode dell'Aurora.

Arriva per terra con aria estremamente seria, il viso contrito e nervoso, il corno dell'Apocalisse al fianco come non succedeva ormai da secoli, o forse millenni...

<<Sono qui perché così mi ha chiesto mia sorella Alchera, amico mio>> sussurra al vecchio. Poi, il suo sguardo si volge verso l'antico Giallerhorn <<ma non chiedetemi di festeggiare un unione che non capisco e non approvo... Forse è per questo che io e Loki combatteremo fino alla morte definitiva

di entrambi, al Ragnarok...>>

Quando le parole di Heimdall non hanno ancora smesso di echeggiare minacciose nelle vostre menti, lo vedete dirigersi con passo lento sotto uno dei poderosi alberi del regno di Solone...

"E tu sei da parte dello sposo o della sposa?" ancora il vecchio chiede al nuovo arrivato.

-Dello sposo!- dice IdoLo, e tentando un grazioso inchino rovina in terra

inciampando sulle chilometriche del suo frac dorato.

Un uomo si presenta alla soglia, a cavallo di un baio.

E' vestito con abiti di foggia abbastanza moderna, con pantaloni neri, una camicia bianca sbuffante e un corto manto nero. ai piedi porta stivali da cavallerizzo.

I suoi corti capelli neri sembrano muoversi con volontà propria, e i suoi occhi di un colore indefinibile, da qualche parte tra verde, blu e grigio cambiano i continuazione di tono.

Con un agile movimento smonta dalla sua cavalcatura, e sul suo volto barbuto si disegna un enigmatico sorriso, un po' strafottente e forse un po' cinico.

"Benvenuto," Anche a lui dice il vecchio sempre senza parlare, "Serviti pure, che tanto qui ci sarà da aspettare un po’. Tu sei da parte dello sposo o della sposa?"

"Da quella dei testimoni, dello Sposo e della sposa, e di chiunque voglia festeggiare in questo giorno!", e' la risposta del giovane.

"A proposito, io sono Alexandre Krouennec, l'illusionista" aggiunge, facendo apparire nella propria mano l'invito, che porge all'uomo.

Dopo di che raggiunge gli altri invitati al buffet.

L'uomo seduto sotto la quercia conduce le note del liuto verso una specie di strambotto, poi guarda Darknight con la sua voce canticchia:

"Riempitevi a vicenda le coppe, ma non bevete da una
coppa sola.

Datevi cibo a vicenda ma non mangiate dello stesso
pane.

Cantate e danzate insieme e siate giocondi, ma ognuno
di voi sia solo.

Come sole sono le corde del liuto, sebbene vibrino di
una musica uguale."

(G.K. Gibran)

E ancora si volta verso Tiresia che lo aveva ringraziato dell’ospitalità e le note del liuto si sollevano di nuovo, e di nuovo l'uomo dai capelli bianchi intona un canto leggero, stavolta con la voce di Tiresia:

"Si e' arrivati a questo: siedo sotto un albero,
sulla sponda di un fiume,
in un mattino assolato.
E' un evento futile
e non passera' alla storia.
Tuttavia siedo su questa sponda, e' un fatto.
Si da' il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell'aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un'ombra,
non un'altra, non d'un altro, ma solo sua.
A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che e' importante
sia più importane di ciò che non lo e'."

(W. Szymborska)

E sorridendo l'uomo conclude:

"Sono qui
per cantarti le mie canzoni.
In questa tua stanza
il mio posto e' in un angolo.
Nel tuo mondo
non ho alcun lavoro da compiere.
a mia vita inutile
può solo prorompere
in melodie senza scopo."

(R. Tagore)

Un’ esile figura gira tra gli invitati salutando i conoscenti, è una ragazza dai lunghi capelli castani, occhi azzurri, indossa per l'occasione una tutina aderente, verde acqua, che le lascia le spalle scoperte, in vita come cintura un filo d'argento, porta un largo bracciale di filigrana d'argento sul braccio sinistro decorato con un motivo a foglie di quercia, e un fine braccialettino con campanellini al polso destro.

Al collo ha una strana macchina fotografica Verde...in tinta con l'abbigliamento....e ogni tanto scatta foto agli invitati e al posto!

Il vecchio che ha finito di cantare e suonare guarda la nuova arrivata: "E tu fanciulla sei da parte della sposa o dello sposo?!

Laura Lari si volta e cortesemente risponde:

"Da entrambe le parti naturalmente! Il Servizio Fotografico sarà il mio regalo di nozze a entrambi!"

Detto questo scatta un bel primo piano del vecchio e continua:

"Questa però la regalerò sicuramente alla mia Signora Morgana, Sicuramente le sarà gradita!"

Quindi saluta si volta e torna a chiacchierare con gli invitati!

Pantarkos giunge da lontano, una macchia nera che si allarga pian piano assumendo i contorni di un uomo alto e massiccio.

Cammina compunto e calmo, fiero dei vestiti neri di Armani che il reame di sogno gli permette, almeno una volta nella vita, di indossare. Giunto ai pressi della quercia rallenta, per fermarsi di fronte all'uomo seduto ai piedi di essa; chinando il capo fa un cenno di saluto.

-Sono felice di rivederti, è un onore poter passare un po' di tempo qui!-

Prosegue verso il centro della radura, abbassando gli occhialini a specchio alla vista bizzarra degli invitati che lo hanno preceduto e che si stanno già mettendo a loro agio: cavalieri, guerrieri, soldati, illusionisti.

Un respiro profondo, un'alzata di spalle. -Sarà una grande festa.... - mormora con un sorrisetto.

-Ben trovati! Per chi non ho mai incontrato prima: mi chiamo Andrea Pantarkos; lieto di unirmi a voi!-

Giù per la collina avanza un gruppo di persone guidato da un giovane in abiti neri attillati. Il volto, incorniciato da lunghi capelli neri, ha un colorito pallido.

Il suo seguito è formato da una decina di omettini bassi e sgraziati, dalla pelle grigiastra e umida, vestiti con l'uniforme, di un rosso acceso, da banda musicale. Gli ometti, abbracciati a vari strumenti, arrancano per tenere il passo del giovane. Ecco lì la tromba, e lì il violino, e lì il duclimer. In due stanno portando un amplificatore. La chitarra è poco più indietro. Il batterista si aiuta facendo rotolare i tamburi.

Arrivato davanti agli invitati, il giovane si ferma e si esibisce in un inchino.

"Eccomi qua! Come promesso, e Faust mantiene sempre le promesse, ho portato la musica". Con un ampio gesto del braccio indica il gruppo di omettini che si è fermato a rispettosa distanza.

"Questo è il complesso degli "Homunculus"... No, non sono un rimasuglio degli anni '60, tipo "Homo Sapiens". E' un gruppo che ho creato fresco fresco. Sono di creta, ma non vengono da Creta! Speriamo che non piova sennò se ne vanno via. Sciolti, capite."

Con un altro inchino Faust si congeda e conduce gli omuncoli in uno spiazzo poco distante dai tavoli imbanditi. Impartisce alcuni ordini e i piccoli suonatori iniziano a montare gli strumenti e a mettersi in posizione.

Soddisfatto del lavoro si dirige verso il giovane flautista e gli si siede accanto, con la schiena appoggiata al tronco dell'albero. Per un po' osserva il gruppo di omuncoli che si stanno ancora sistemando, poi scuote la testa. "... Ecco, vedi, ai flauti non ci ho pensato". E appoggiando la mano alla spalla del giovane, esclama: "Suoni bene, perché non ti unisci alla banda?"

Saltellando e inseguendo alcune libellule azzurre venite arrivarvi incontro una ragazza dalla buffa pettinatura da angioletto della fiorucci. I boccoli rossicci le incorniciano il viso mentre si muovono su e giù in risposta ai saltelli ed ai sobbalzi della sua andatura. Tra i capelli vedete brillare piccoli strass colorati. Indossa un abito dalla fattura semplice, a sottoveste e lungo fino ai piedi. La cosa che stupisce dell'abito è che sullo sfondo blu notte della tela vi sono disegnate grandi stelle e lune dai colori cangianti. Intorno alle spalle ha una stola leggera di colore azzurro cielo ed in mano porta una pochet minuscola dello stesso colore.

Mentre si avvicina saltellando notate che i suoi piedi sono scalzi.

La ragazza si avvicina all'uomo e dice "Ciao sono qui per il matrimonio! Tu hai l'aria di sapere dove devo andare!"

E poi attratta da qualcos'altro e distratta da pensieri incomprensibili segue una coccinella che si è alzata in volo dal tronco dell'albero.

Fortunatamente la coccinella vola nella giusta direzione...

E ancora una volta la voce del vecchio seduto sull’albero chiede da che parte un nuovo arrivato si voglia porre…

"Non faccio di queste distinzioni. Non sono sessista. Diciamo che sono dalla parte di tutti e due".

Semirea porta l’abito della festa che consiste in un paio di pantaloncini verde militare, una maglietta a frange semitrasparente rossa mattone e un paio di sandali greci.

"Scusate, ma non ho fatto in tempo a cambiarmi tra un Dominio e l'altro. Cos'è che andava di moda in questo millennio per i matrimoni?"

Dal dietro un albero giungono in volo, e si fermano sopra uno dei tavoli come a farsi ammirare dai convenuti, due spiritelli. Una e' una donna dai capelli rossi, alta si' e no una quarantina di centimetri, avvolta in piccole lingue di fuoco che le ballano addosso al ritmo della musica che riempie l'aria, o appena più veloci.

L'altra e' anch'essa una donna in miniatura, ma ha carnato chiaro e capelli scuri, e tutt'intorno una piccola nube di nebbia o vapore.

Insieme svolazzano verso l'uomo col liuto, gli girano un po' intorno, e quindi : "Ciao, messere! Siamo qui per il matrimonio, in rappresentanza. E siamo dalla parte di tutti e due, naturalmente!".

E senza attendere risposta se ne tornano ai tavoli, dove passano in rassegna cibi e bevande, lanciando qua e la' occhiatine incuriosite e sorrisi. Ma soprattutto verso un giovane vestito, per una volta, Armani.

Pantarkos le scorge, impegnato com'è ad osservare tutti i presenti; ne rimane stupito, perché nonostante quasi tutti i presenti abbiano modificato le loro fattezze, nessun altro ha scelto di essere ridotto di statura....

-Ciao...- saluta con voce cauta, sempre al riparo del suo paio di occhiali scuri -...non vi riconosco: siete qui per la festa?-

In un gesto abitudinario, sta per portare avanti la mano in segno di saluto, poi si ferma: come potrebbe stringere quelle minuscole manine?

Faust viene distratto dall'arrivo di un'angioletta dai boccoli rossi e l'abito blu.

"Scusa un momento...". dice Faust ad Arthur e scatta in piedi, osserva il prato intorno poi si china a cogliere un piccolo fiore, mormorando "Mi dispiace strapparti via da casa, fiorellino, ma mi devi capire... l'hai vista?! Mi ha ammaliato, con un arte che pensavo solo la mia Signora possedesse."

La ragazza intanto insegue una coccinella che si è alzata in volo dal tronco dell'albero.

Fortunatamente la coccinella vola nella giusta direzione... di un fiore dai petali di un blu intenso, costellato di piccole macchioline argentee e dorate, minuscola replica del tessuto del vestito della ragazza. Il fiore è in mano al giovane pallido dai capelli lunghi e neri.

"Credo che nella notte dei tempi parte del tuo spirito sia rimasto in questo reame e abbia dato vita a questo fiore meraviglioso. Come te.

Prendilo, così che la tua forma possa risplendere nella perfezione della completezza." le dice porgendole il fiore.

"Qui il mio nome sarebbe Faust, ma preferisco Massimo."

La ragazza guarda la coccinella posarsi sul fiore e poi alza gli occhi verso il ragazzo e gli sorride allegramente socchiudendo gli occhi. "Grazie! Si stava stancando. Le coccinelle non volano mai per molto" Detto questo prende il fiore dalle mani del ragazzo e gli fa un inchino. "Il mio nome è Michaela, piacere di conoscerti". Sorride nuovamente, poi volta la testa in direzione dei tavoli imbanditi e degli altri ospiti. "Oh! Già! La festa. Mi era passato di mente!". E come se niente fosse si dirige verso la musica e le danze ogni tanto accennando a ballare....

E indovinate come il vecchio accoglie il nuovo venuto… Esatto avete ragione: "Tu da che parte stai?"

"Direi da parte di entrambi, anche se forse sono più legato al Signore degli Inganni, che cammina per i cieli con un corteggio di lupi eccetera eccetera. Da oggi potrà aggiungere un altro titolo alla sfilza, già me l'immagino!" ridacchia tra sé e sé. "Sono Fabio Woland, buon Solone e ti ringrazio del benvenuto e dell'ospitalità in questo splendido luogo... e dell'opportunità di incontrare tutti questi amici!".

Con un ampio gesto del braccio e un sorriso saluta i primi che vede, Faust che traffica con un gruppo di... boh, eppure gli sembrava di vederci bene :o?, il fratello Tiresia, Alex e i suoi trucchi, e poi Matteo, Andrea...

Accidenti, era tempo che le vie del Pathos ci riportassero insieme!

Si dirige verso Tiresia, già intento ad onorare il buffet e, dopo averlo abbracciato, si versa una dose generosa di acqua di luna. Sussurra all'amico: "Meno male che almeno posso berla qui, all'altra festa sono terribilmente anchilosato".

E' vestito da elfo, con tunica e pantaloni di morbida pelle di un beige caldo e luminoso, camicia di un arancio tenue e stivali. Porta un piccolo cerchio d'oro all'orecchio sinistro. Si guarda intorno soddisfatto, sorseggiando l'eccellente bevanda e godendosi il momento.

E' gruppetto di poche persone quello che scende dal maggiolone color senape che è arrivato rombando da dietro una collina. Appena scesi si mettono in fila davanti all'emaciato musicista.

Il primo a presentarsi è un uomo di circa quarantacinque anni, robusto, castano, occhi verdi cerchiati da occhiali dorati. Ha un elegante vestito di velluto nero, con una camicia nera, con un papillon di lana bordeaux ed emana un piacevole odore di tabacco. In una mano ha una ventiquattrore nera, nell'altra tiene due piccoli pacchettini.

Ha una voce piuttosto fredda con un vago accento castigliano, ed annuncia: "Sono il dott. Velero, rappresento, insieme a coloro che mi seguono, Enigma. Vorrei proprio sapere perché questo matrimonio si deve tenere proprio quì. Credo che Loki ci debba delle spiegazioni. Non sono i giudici a sposare la gente, soprattutto quelli che non rispettano le leggi, ma i preti. Abbiamo dato la nostra benedizione agli sposi."

Dietro a Velero, c'è la Signorina Notte, è piuttosto pallida, molto bella, ha un bellissimo vestito nero, stretto, che mette in risalto le curve. E' piuttosto magra e non alta, ha le labbra dipinte di rosso e i lineamenti del volto piuttosto marcati. "Ciao bellezza", esordisce con una voce che ricorda molto, molto da vicino quella di Marilyn Monroe "Devo assolutamente vedere la sposa prima del matrimonio, dicono che porti fortuna. E mio nipote dov'è... Loki, lui sì che è un bel ragazzo, ma lo avete visto?... sono secoli che gli faccio la corte, secoli!... Sono così contenta... ed emozionata!! Alcheraaa!, ma dove sei?!". Finita la frase si incammina, lasciando dietro di se una nota pungente d'odore di muschio, non completamente gradevole.

Dopo Notte una visione grottesca si para davanti agli occhi del musico, davanti a lui c'è un ragazzo di una ventina d'anni, è piuttosto grasso, di statura media. Ha una barba incolta ed un tremendo aspetto trasandato, un odore pessimo di vomito, vino e sangue, ha il colorito cianotico e gli occhi ribaltati, sembra decisamente morto. Si trascina lentamente emettendo un gorgoglio schifoso, spingendo davanti a se un carrello pieno di masserizie di varia natura. "Sono... beh, ero Beltrami, Francesco Beltrami. Non potevo mancare al matrimonio di Loki, no? Sapete se ci sarà Eco? No, non Umberto, Eco, semplicemente Eco... Mi dicono che la sposa è uno schianto! C'è Nella?

Oh capitano, mio capitano! Si è riempito, sapete, il buco dico, si è riempito... bah!, Vi ricordate quando Samuele faceva la sassaiola? no? Aixo és molt bé!" Beltrami prosegue brontolando fra sé e sé, zigzagando.

E' seguito da due figure, alte, oscure, uno è un uomo incappucciato, se ne vede solo il mantello nero con alla vita un cordone rosso. Dev'essere un frate. Porge al musicista un rotolo di pergamena chiuso da sigilli in ceralacca. "Sono le mie credenziali, ma le può leggere solo colui al quale vengono consegnate." Ed è proprio mentre vengono lette le credenziali che entra, senza dir nulla, ma tollerato dall'usciere l'ultimo personaggio. Abbiamo già detto che è alto ed oscuro. E' un giovane, ha un cappotto nero ed un profilo aquilino. Non guarda da nessuna parte e passa defilato.

Coloro che hanno gli occhi più acuti possono notare che ha una pistola nella tasca del cappotto. Ogni tanto tira su col naso.

Il gruppetto si sparpaglia, e il musicista tira un respiro di sollievo.

Un uomo sulla trentina appare ai margini della radura, indossa un poncho di lana informe che ne copre quasi interamente la figura lasciando visibili solo dei pesanti stivali.

Dopo aver osservato lo spettacolo offerto dai presenti alla festa ed aver riconosciuto un po' di amici, muta il proprio aspetto in quello di un uomo sulla cinquantina, con indosso un abito grigio adatto ad una cerimonia diurna; porta un paio di occhiali da sole neri, un bastone da passeggio ed una vecchia borsa di pelle con chiusura in ottone.

Arrivato di fronte al vecchio, si inchina per salutarlo:

- Grazie del benvenuto, Signore, ti ringrazio della ospitalità che ci stai offrendo; rappresento la parte di Destino legata alla famiglia della sposa, ma sono qui anche per l'amicizia che mi lega al Signore degli Inganni.

Dopo i saluti al padrone di casa, la figura si dirige verso il piu' vicino tavolo contenente del souvlaki e dopo essersene trangugiate un paio di porzioni si appropria di due bicchieri di Moet & Chandon, prendendo il bastone con la stessa mano che regge la borsa.

Dopo aver aggirato con un sorriso un giovane dalla pelle olivastra (non molto alto e tanto sbronzo quanto magro), che continua a bere appoggiandosi al lungo bastone sulla cui sommità si trovano due serpenti attorcigliati, l'uomo si dirige verso la collina cercando di impedire che qualche componente dell'orchestra gli faccia rovesciare lo champagne.

Salendo, accenna un saluto a Faust, che pero' si dimostra troppo affaccendato in altre faccende per accorgersene ed infine, raggiunto il giovane che sta per riprendere a suonare il proprio flauto traverso gli porge la mano con i due bicchieri.

-Uno e' per te, spero che le bollicine non ti diano noia.-

E dopo essersi seduto accanto a lui, posando la borsa ed il bastone nel mezzo:

- ... e non ti ci abituare.

Dopo un po’ di tempo IdoLo si rialza in piedi, si porta una mano alla testa e bofonchia: --

"Accidenti, devo smetterla di bere così !!!"

Si spolvera il frac dorato e mentre sistema le code si avvia, seguendo il ritmo della musica che si diffonde nell'aria, al tavolo dei liquori.

...E finalmente, quando molti sono arrivati, si presenta lo sposo...

Loki di Enigma arriva su di una carrozza dorata spinta, da dietro, da otto cavalli di otto differenti colori. Si ferma di fronte alla figura seduta sotto l'albero e scende dalla carrozza.

E' vestito con una grigia e d'argento, intessuta con i broccati di Lobisma da Alchera in persona, senza maniche, una cintura grigia scura gli cinge la vita, un bracciale argentato cinge il suo braccio destro. Ai piedi calza dei leggeri mocassini, un cerchietto d'argento gli circonda la fronte, gli occhi neri come la notte e brillanti come le stelle che illuminano il cielo di primavera, sfavillano felici.

"Salute a te vecchio..." dice facendo un leggero inchino all’uomo dell’albero "Sono veramente grato ed onorato che il giorno più felice della mia vita si svolga in questo Dominio." Poi Loki si volta verso gli ospiti "Fratelli e Sorelle grazie, grazie a tutti."

Le sue parole suonano sincere come non mai alle orecchie dei presenti.

"Oggi è per me una giornata veramente speciale, ed il mio cuore trabocca di gioia. Sono felice di vedere così tanti ospiti. Ma sono felice, anche, di vedere i fratelli di Colei che amo più di me stesso! Benvenuti, soprattutto a voi Fratelli di Sogno, anche se non siete qui per me io sono felice per la mia Signora che voi siate presenti! Heimdall... per un giorno dimentica il Ragnarok e la profezia... per un giorno esiste solo gioia."

Si volta poi verso il dott. Velero, verso madamigella Notte e gli altri sopraggiunti. "Mio Signore niente di male c'è nell'esser qui a festeggiare il matrimonio... Solone è un uomo di legge? E' vero, ma rappresenta qualcosa di più alto, come me, la mia sposa e molti dei miei fratelli qui presenti... ma le spiegazioni vengano dopo... Madamigella Notte, incontrarti è sempre per me motivo di gioia, ed adesso nel vederti qui in questo giorno la mia gioia è ancora più grande. Faust, anche tu fratello, è bello averti qui e sentire la tua musica. Ti ringrazio per il dono... e qualcuno faccia smettere di bere Idolo... mi sembra già alticcio e il momento di bere non è ancora arrivato" Dice ancora Loki sorridendo.

"Attendo con trepidazione la mia sposa, perché hai ragione mio Signore," dice rivolto ad Heimdall, "invero nessuno è più bello e aggraziato di lei... del mio Sogno!"

Heimdall si erge minaccioso e si muove con lo sguardo colmo d'odio verso Loki, ma prima che possa muovere un passo una mano si posa sulla sua spalla nervosa... e' il saggio Platone che sbuca all'improvviso da dietro il maestoso albero alle spalle del Fratello furibondo.

"Forza, avrai bisogno di molta forza per controllarti in questo giorno per te cosi' cupo, ma la nostra amata sorellina e' cosi' felice...il regno di Sogno non e' mai stato cosi' roseo e sorridente come in questi ultimi tempi; coraggio Heimdall non rovinare quello che sembra essere il giorno più bello per Alchera: raccogli le tue forze e sopprimi l'odio...almeno per un giorno." Quindi il vecchio sorride e si rivolge con un cenno del capo a Loki, in segno di saluto.

E' vestito con un frac bianco e candido come la sua lunga chioma e la sua folta barba, ad osservarlo direttamente si resta quasi abbagliati da tanto candore... il minuto papillon, la fibbia della cintura, i gemelli ed il bastone su cui si appoggia sono d'oro ma ciò che più risalta da quell'imponente figura che si erge alta e fiera accanto al guardiano del sacro volto e' lo sguardo: gli occhi sono di un azzurro cosi' intenso che avvolti da tutto quel biancore sembrano lanciare tanti guizzi di blu!

Come se fino ad ora nessuno l'avesse notata, una figura quasi appare accanto a Solone. Facilmente, sebbene il suo volto sia differente, lo riconoscete come Paolo Lucchesi, colui che sovente si fa chiamare Cagliostro. Il suo abito, impeccabilmente elegante, è quasi indescrivibile nel suo taglio moderno e, allo stesso tempo, decisamente "retrò". E la stessa sensazione vi viene data dalla sua persona.

"Carissimo giudice e legislatore del Pathos, maestro di giustizia, celebratore di unioni eterne e molto altro ancora, ti ringrazio per l'ospitalità concessaci. Sono qui in rappresentanza sia dello sposo, sia della sposa, nonché complic... ehm... testimone di questa unione."

Dopo di che inizia a destreggiarsi con affabilità fra gli altri ospiti (e le bevande, ovviamente)...

"Salve, Alex... Fabio, felice di vederti... Piergiorgio... a quanto pareLoki diceva sul serio quando affermava di volersi sposare..."

"Laura, sei ancora più affascinante del solito... vuoi stregare tutti

gli invitati, per caso?"

"Sharpe, vecchio veterano... non mi pare che tu ti stia divertendo... Lasciati un po' andare... andiamo a servirci ancora da bere... hai mai assaggiato il vino di luna?"

Un sax soprano apparso dal nulla gli permette di unirsi per qualche minuto all'assolo di Arthur Turant. Qualche commento ozioso sulla banda portata da Faust, un altro paio di bicchieri, il doveroso omaggio a Velero, a Notte e al fu Beltrami.

In attesa che la cerimonia inizi.

Loki restituisce il saluto a Platone, e negli occhi della Prima Nota di Enigma non c'è né risentimento né odio. Solo gioia, tanta gioia. "Non è questo il luogo, Heimdall, non è ancora il momento."

Poi si avvicina a Cagliostro.

"Cagliostro, carissimo fratello e testimone, sono lieto che tu sia arrivato, mi sembra che manchi ancora qualcuno, ma fra non molto vedrai la più bella delle belle comparire in questo luogo. E la cerimonia inizierà. Fratello... certo che dicevo sul serio... ne dubitavi?"

Darknight si avvicina allo sposo e gli tende la mano:

"Salute Loki, in questo giorno sono felice di poter partecipare della tua gioia."

Loki stringe con vigore la mano di Darknight!

"E' un piacere averti qui, amico mio, spero che ti diverta... gli ospiti sono tanti e la festa sarà grandiosa!"

Intanto arriva anche Nemesis, sorella dello sposo. La sua faccia sembra più appropriata ad un funerale che ad un Matrimonio. La dea si dirirge verso il Gruppo di Velero.

Si inchina prima a Velero, poi a Beltrami e per ultima a Notte pronunciando le parole :"Mio Sgnore..... Mio Signore..... Madre....".

Poi si dirige verso Loki : "Fratello le mie Felicitazioni" ma dal tono grave che usa sembra che stia pronunciando delle condoglianze.

"Soreliina," le risponde Loki con un sorriso "In questo momento puoi fare tutta l'aria Afflitta che vuoi. Ma Loki è felice... e non sarà certo il tuo sguardo o il tuo tono di voce a mettermi di cattivo umore...

I tre in realtà sono lontani tra loro. Velero sta bevendo del vino rosso, ed in mano ha un piccolo spiedino con della carne arrostita.

Notte beve da una coppa champagne, dentro ha messo una fragola e intanto si guarda intorno cercando sia Alchera che dei possibili corteggiatori.

Beltrami sta bevendo un Mojito da un bicchiere scolpito nel ghiaccio.

Velero risponde prontamente sorridendo... "Niente inchini Nemesis, ben arrivata, spero che tu ti diverta e sia lieta in questo felice giorno.

Spero che non ti faccia sciupare l'umore dal fatto che tuo fratello non abbia

voluto sposarsi in altro luogo."

Beltrami dice, guardando a terra "Le signore, sì, e poi il frate, sì, e poi la scimmia, sì! Nemesis, ciao, hai visto Eco? O magari hai visto Alchera...

mia sorella qui, la mia sorellina, tua madre, la sta cercando... mio fratello e mia sorella... ma io sono morto! Nemesis!"

Notte accetta di buon grado l'inchino della figlia.

"Vendetta figlia mia, sei bellissima... come sempre. Sto cercando Alchera, forse mi potrai aiutare, oltretutto la cosa che le debbo chiedere riguarda, vedo, anche te."

L'oscuro frate si è messo in disparte, osserva tutti scuotendo spesso il capo. Il giovane armato si è tolto il cappotto ed adesso si può vedere che indossa dei jeans neri strappati, degli anfibi verdi con una placca di metallo appuntita sulla punta e una felpa nera unta e lacera. E' estremamente pallido, ha degli occhi rapaci, che con il profilo affilato gli danno una espressione grifagna assolutamente sgradevole. Non guarda da nessuna parte e si abbuffa, mangiando e bevendo di tutto. Ogni tanto inghiottisce anche delle pasticche, che estrae dalla tasca destra dei pantaloni, con grande sforzo dato che sono veramente stretti.

- ciao.... - mormora di nuovo Pantarkos, osservando le due figurine che volteggiano sopra un tavolo riccamente imbandito. Esse lo osservano, poi confabulano fra loro con voci acute, infine cominciano ad allontanarsi svolazzando tra gli altri invitati.

- ma cos... - si chiede il greco, cominciando a seguirle con passo deciso; passa di fronte alla strana banda musicale, strizzando l'occhio al suonatore di flauto; urta lievemente con la spalla un corrucciato guerriero dai capelli cangianti : sembra che le due donnine siano sparite.

Si volta per cercarle con lo sguardo ma resta fermo, imbarazzato; si accorge di essere a pochi passi da una vecchia conoscenza.....una donna.

Lei sembra non essersene ancora accorta, si sta guardando intorno in silenzio, come in silenzio lui le si avvicina, lento, una mano stretta dentro l'altra.

Quando i loro sguardi si incontrano, per un istante il silenzio sembra circondarli, o forse è la loro attenzione ad essere tanto concentrata da ignorare il resto?

- ciao Monica.... - dice lui con voce di un ottava più bassa - ....è da tempo che non ci si vede.... - e si rende conto che il sorriso diplomatico proprio non gli riesce, stavolta.

Ad un certo punto arriva agli ospiti un, da dietro la collina, un canto. E' una voce limpida che basta a se stessa e il canto è in una lingua antica e sconosciuta ai più. Un canto che per un attimo stringe il cuore di ognuno di voi in una melanconia dolcissima. E per un attimo ogni rumore si ferma e vi è difficile non ascoltare. E per un attimo avete l'impressione di comprendere le parole o il loro senso.

Poi arriva, portato dal vento, un profumo di gelsomini, dolci come la musica, come se anche il vostro olfatto dovesse partecipare di questa emozione.

Infine una figura si staglia sulla cima e lentamente scende verso di voi. Riconoscete il blu intenso dei capelli di Morgana. E quando si fa più vicina notate mille luci tra i capelli come stelle sul velluto del cielo e una veste lunga e bianca. E un profumo che quasi stordisce.

Le sue labbra leggermente imbronciate sembrano dolci come la musica e il profumo. E quando infine giunge ai piedi della quercia comprendete che le luci sono lucciole e che il bianco della veste sono bianchi fiori di gelsomino intrecciati.

Il suo sguardo si posa leggero su ognuno di voi. Quando incontra lo sguardo di Loki accenna un sorriso. Poi si rivolge all'uomo ai piedi dell'albero:

"Salute a te, Il Muto. Molti eventi sono trascorsi> dall'ultima volta.

Porto doni per entrambi ed anche la mia benedizione."

E infine, sedendosi ai piedi della quercia, lo sguardo perso lontano:

"Arance i tuoi capelli e intorno il vuoto
Del mondo, e intorno il vuoto anche dei vetri
Carichi d'ombra e di silenzio dove
Cercano tutti i tuoi riflessi queste
Mie mani nude.
Chimerica è la forma del tuo cuore
E il tuo cuore assomiglia al mio perduto
Desiderio. O sospiri d'ambra, sogni,
Sguardi.
Ma tu non sei rimasta sempre
Con me. La mia memoria è ancora nebbia,
Ché t'ha vista venire, andare. Il tempo
Di parole si avvale, come amore."

Paul Eluard

Il Muto guarda Morgana e…

"La preferisco così:

Ha parole il tempo, come l'amore ;-)

"Piuttosto, credo che presto giungera' la sposa, e ancora molti invitati non sono tra noi. Sarebbe assai scortese presentarsi dopo la sposa, io credo. Talmente scortese che forse questi ritardatari troveranno chiusi i cancelli delle Lawlands...

"Eccomi, eccomi".

E da un sorriso nell'aria inizia ad apparire, a poco a poco, tutto il corpo, vestito di un sari multicolore e con anfibi infangati, di Maya.

"Non è stata colpa mia, sono rimasta senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per il taxi, la tintoria non mi ha restituito il sari, c'era il funerale di mia madre, è crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!. Sigh!"

Detto questo fa un sorriso a sessantaquattro denti.

IdoLo sente finalmente una voce a lui familiare; sì, indubbiamente ha sentito il suo amico, signore e padrone, Loki.

Posato un bicchiere ancora colmo di Wild Turkey si gira e si dirige verso Loki. Il suo incedere è stranamente (per quanto abbia bevuto come un grande) sobrio e deciso!

Arrivato da Loki gli rivolge il suo saluto. "Salve, oh Loki, mio signore, sono qui per felicitarmi con te e con la tua futura Signora. Ma come mai ancora non si vede?" -- "Se posso fare qualcosa per te fammelo sapere! Come al solito Udire/Obbedire" --

Nel frattempo gli pare di vedere in lontananza Palmyra e le fa un cenno di saluto.

Semirea si avvicina con il quattordicesimo bicchiere tra le mani e, avendo udito l'altrui interloquire, interviene a sua volta: "Sebbene la presenza di una moglie sia indispensabile ad un matrimonio, non lo e' affatto al ricevimento. Lo sono, invece, cibo e bevande, che, per quanto ho potuto constatare sinora, sono ottime ed in quantità più che soddisfacente.

Certo che... se si dovesse attendere la sposa ancora a lungo, sarebbe forse il caso di creare un diversivo... Trovando un angoletto idoneo..."

Dopo un paio di coppe di acqua di luna, il buon Woland decide, avendo scorto le possenti prestazioni di IdoLo, di passare anche lui al Wild Turkey. Se ne versa una dose generosa e si avvicina ai due che si stanno salutando (lo stesso IdoLo e Loki): "Amico, felice di conoscerti," dice rivolto al primo, "ho sentito parlare bene di te. Forse non sai però che il tuo signore e padrone Loki è un fanatico del whisky scozzese... Non so se approverà la nostra scelta a favore di questo eccellente bourbon. Spero che, visto il clima festivo, ci perdoni." e abbraccia il novello sposo sussurrandogli all'orecchio: "Temo tu mi abbia rovinato una certa sorpresa. Per fortuna ne ho in serbo qualche altra... Dev'essere una caratteristica del nostro movimento!"

"Beh," risponde allora Loki con lo stesso tono di voce a Fabio "Io non ho rovinato la sorpresa a nessuno se non a me stesso..." Sorride il Signore degli Inganni "D'altra parte a chi beve il bourbon invece di classic single malt delle highland... è il minimo rovinare le sorprese!" poi con un sorriso "Sono davvero contento che tu sia qui!"

Una voce echeggia fra gli ospiti…

"Aspettate a chiudere i cancelli"

Un vestito di lino bianco e un cappello (un panama per l'esattezza), vestono un uomo quarantenne dal mento adornato da una barba bionda che si presenta all'uomo seduto sotto l'albero che accoglie gli ospiti di questo sponsale. "salute a te" e porgendo una bottiglia di Bhang (per chi non l'abbia mai bevuto vi elenco gli ingredienti: latte, acqua, zucchero, semi di melone, pepe nero e 30 grammi di marijuana)

"Questo e' un dono per il tuo Signore Solone, che ringrazio per aver accolto nel suo dominio gli amici degli sposi"

Detto questo si allontana verso gli altri.

Maya si avvicina a Loki "Saluti fratello," dice "e complimenti per il tuo "improvviso" matrimonio. Ma tant'è, come dice Moliere è sempre meglio essere sposati che morti.

Adesso devo andare a salutare un poco di gente, ma dopo torno (lo dice come fosse una minaccia.

Si avvicina al tavolo del ricevimento, cerca e trova un bel boccalone di latte fermentato con un poco di menta.

Poi si metti alla ricerca dell'unica bottiglia di Coca-Cola. Si accontenta anche di un poco di gazzosa con il tappo a pallina.

Maya con il bicchiere di latte in mano scorge Nemesis a parlottare con Notte, e sentendo che la chiama "Madre", si avvicina con sguardo meravigliato…

"Ma la signoria Notte è la mamma? Ma allora è vero che nella mia Armonia non mi dice niente nessuno." E finge un broncio. "E parchè parlate sempre con Nemesis usando sempre il femminile, eppure non mi sembra della stessa sponda di Semirea."

Semirea guardandola con un mezzo sorriso, fingendosi offeso/a "Perché, scusa, io di che sponda sarei? Vogliamo parlarne in privato?"

Idolo guarda i due, e poi senza un’apparente ragione chiede alla Nota di Enigma "Scusa Maya, ma perché <Tutto fumo e niente arrosto?>"

Maya non si lascia sorprendere da una domanda così strana e al volo risponde con una frase che sembrava anni che attendesse di essere usata "Perché sono solo apparenza, vuoto velo, scavi scavi e non trovi niente. Si potrebbe dire anche Maya la cipolla, se togli le bucce non rimane nulla."

Semirea sorride, sia alla domanda di Idolo che alla risposta di Maya "Eppure sono sicuro che qualcosa in fondo in fondo, sotto a quei veli ci deve pure essere..."

Velero, accennando un sorriso: "Forse Maya, non ti ricordi che Nemesis figlia di Nyx, la Notte, è la dea della Vendetta... sarà colpa dell' oblio, o del bhang, comunque sia, benvenuta alla festa"

Il giovane armato si è tolto il cappotto ed adesso si può vedere che indossa dei jeans neri strappati, degli anfibi verdi con una placca di metallo appuntita sulla punta e una felpa nera unta e lacera. E' estremamente pallido, ha degli occhi rapaci, che con il profilo affilato gli danno una espressione grifagna assolutamente sgradevole. Non guarda da nessuna parte e si abbuffa, mangiando e bevendo di tutto. Ogni tanto inghiottisce anche delle pasticche, che estrae dalla tasca destra deipantaloni, con grande sforzo dato che sono veramente stretti.

"Hei Zanna, sono Maya, ti ricordi di me?"

Il giovane risponde con accento bolognese: "Zanna? guarda che ti sbagli, io sono Giovanni Fabbri, sono qui con un mio amico, mica sono uno scroccone" poi annusa un po' Maya "Puzzi di fumo, hai un po' di nero, per caso? 'Sta festa c'ha di buono che è tutto gratis. Ascolta, dopo mi fai un favore, devo dare un pacchetto a uno, ma mi vergogno..."

Dopodiché Maya si rivolge al gruppetto di Enigma e porge rispettosi omaggi a tutti guardando Notte di sottecchi sperando in un riscontro.

Uno degli invitati siede silenzioso di fronte a un bicchiere vuoto. Lo rigira tra le mani come se stesse pensando.

Poi si alza e si avvicina a Loki. Gli pone una mano sulla spalla, e il Guerriero si volta verso di lui. Stefano sorride appena, lo scruta e gli chiede:

"Signore degli Inganni, questa e' una festa stupenda, e mi spiace non riuscire a rendervi onore con il mio stato d'animo quanto mai malinconico.

Spero che mi perdonerai, ma l'assenza di molti dei miei fratelli e' per me motivo di apprensione e di malinconia. Ma ti auguro con tutto il cuore di avere compiuto la scelta migliore per te e per la tua sposa."

Michaela si reca incurante di tutto e tutti al tavolo dei rinfreschi. Alla fine trova un succo di frutta rosso allungato con lo champagne e inizia a sorseggiarlo estasiata. All'improvviso come colpita da un fulmine inizia a girarsi intorno disperatamente, come alla ricerca di qualcuno o di qualcosa. Di fianco a lei una donna sta sorseggiando una gazzosa con il tappo a pallina. "Mi scusi signora, potrebbe indicarmi dove si trova mia madre, Demetra. Sono appena arrivata e ho bisogno di trovare qualcuno che conosco...".

Mentre attende la risposta, Michaela sente alla sua sinistra un rapido battito di ali e alcune risatine acute; di fronte a lei sfreccia una piccola figura luminosa: una donnina circondata da fiammelle che sfreccia all'altezza del tavolo sacendo slalom tra bicchieri e bottiglie.

Michaela non fa in tempo a seguirla con lo sguardo che si trova una seconda fatina, questa volta avvolta da una chiara nebbia, a pochi centimetri dal viso; per metterla a fuoco incrocia leggermente gli occhi e questa le posa un bacio delicato sulla punta del naso, prima di svolazzare via trillando.

-Anf anf.....- ansima qualcuno alle sue spalle: un tipo alto vestito di nero arrivato di corsa -....scusa, hai visto dove sono andate quelle due elementali?- chiede lui, poi si ricompone leggermente.

Michaela guarda il tipo vestito di nero non meno stranita di come abbia guardato le due fatine che le sono sfrecciate addosso. senza smettere di fissarlo gli indica la direzione alzando il braccio.

-Scusa, non volevo essere maleducato: mi chiamo Andrea Pantarkos , di Distruzione....non ti ho mai visto prima- e sorride.

Al suono della parola distruzione, gli occhi di Michaela guizzano di uno strano bagliore. La sua bocca si apre in un largo sorriso.

-Oh! Che bello!!! Finalmente qualcuno della mia famiglia. Piacere io sono Michaela.

La sua mano destra posa il drink colorato sulla tavola e si tende nella direzione di Andrea.

-Sto cercando la mia Signora, Demetra. L'hai vista per caso?-

Pantarkos si toglie per un attimo le lenti scure e si guarda intorno.

"A me non sembra di averla vista ancora, eppure sentivo dire che fosse arrivata; io stavo cercando di bloccare quei due spiritelli: prima mi fissavano parlottando e volevo sapere se mi conoscevano o se avevano qualcosa a che fare con me....ora li ho persi di vista-

- Vieni, proviamo a cercare Demetra insieme; dovrebbe esserci anche la mia "amica" Monica....-

e così, porgendole il braccio per accompagnarla, Pantarkos comincia a chiedere di Michaela e a raccontare qualche cosa di sè.

Insieme si incamminano in mezzo ad una folla di creature strane, fiabesche, alla ricerca della Nota di Distruzione.
 
 

Idolo si agita un po’, sembra spazientito, e un po’ agitato "Non per sapere i fattacci suoi," esclama ad un certo punto a voce alta "ma quando arriva la sposa? No, mica per altro, la festa è divertente, c'è bella gente (veramente variopinta), .... ma ho parcheggiato il CIAO in doppia fila."

Una bambina saltella nel prato. I suoi occhi sono blu cobalto e i capelli biondi e mossi a formare dei piccoli boccoli che incorniciano un visetto paffuto. Indossa un semplice vestito bianco che si solleva dolcemente ogni volta che lei tocca il terreno e piccole macchie color rosa si disegnano sull'erba non appena uno dei piedini nudi la sfiora. Il risultato, una volta che arriva finalmente all'altezza degli ospiti e' un prato a pois rosa, e il rosa e' rappresentato dai petali che si formano spontaneamente ad ogni suo passo.

La bambina sorride felice a tutti, poi spicca una corsa fino a Loki disegnando una scia rosa discontinua che segue il ritmo dei suoi passi. Una volta giunta a destinazione, solleva verso lo sposo il visetto e spicca un ultimo balzo arrivando a stampargli sulla guancia un bacio, poi scappa velocemente via.

In quel momento, chi e' rimasto ad osservare il prato, nota che delle piccole macchie azzurre sono andate a riempire il vuoto lasciato dai balzi della bambina.

Autore di tale opera e' un bambino di colore che distribuisce con aria concentrata dei petali blu sul terreno.

Ogni volta che deve saltare per riempire il successivo spazio vuoto lasciato dalla bambina, la sua espressione si fa ancora piu' seria, la bocca diviene

una linea sottile e prendendo la rincorsa si stacca da terra con una spinta che non vi aspettereste da un bambino. Quando atterra, vi sembra di sentire il terreno leggermente tremare.

Una volta arrivato anche lui fra gli ospiti, solleva il viso deciso verso lo sposo e gli invitati, come a sfidarli a fermarlo. Poi compie un ultimo lungo salto e mentre e' in volo i petali blu cadono a mescolarsi con la scia rosa lasciata dalla bambina. Atterra di fronte a Loki e, calmissimo, si inchina per poi allontanarsi subito a passo marziale.

Luci pastello colorano l'orizzonte, come se un'artista dall'animo allegro, si fosse divertito a passare con il pennello imbevuto di colore il cielo azzurro, mescolando il giallo con il verde, il marrone con il blu scuro, il rosso con il rosa. Ma il contrasto non e' spiacevole alla vista, anzi molto delicato, soprattutto per il fatto che proviene da una corte in avvicinamento.

A guidarla sono due figure dall'aspetto etereo, un uomo ed una donna dalla pelle diafana, gli occhi leggermente a mandorla e i capelli lunghi. Le loro vesti sono leggere come ali di farfalla e il loro avanzare ha un che di regale, di ultra-terreno. Dietro di loro, in un miscuglio stupefacente, vengono gnomi, fate, nani, elfi, uomini, piccoli esseri alati, lupi, esseri mai visti ad occhio umano ed altri che sembrano usciti dritti dritti dai libri delle favole. La folla in arrivo, che non sembra mai aver fine segue il sentiero tracciato dai due bambini e attorno a loro i petali blu e rosa si allargano a macchia d'olio facendo nascere fiori la dove prima si trovava solo prato verde.

Quando passano fra gli ospiti, la coppia alla guida saluta chinando dolcemente il capo e prosegue alla volta di Loki dove si ferma.

Il loro seguito fa quasi fatica a fermarsi, un folletto si avvede troppo tardi che il corteo si e' fermato e va a sbattere con il nano di fronte, che a sua volta schiaccia la coda di un centauro che, affatto contento, si gira strisciando lo zoccolo sul terreno. Ma, nel fare questo movimento, la coda pestata dal nano, colpisce sul volto un elfo li affianco che con sguardo scandalizzato e un po' incerto se adirarsi o meno prorompe in un richiamo all'ordine deciso che ristabilisce la calma.

Intanto, la coppia regale si inchina allo sposo e la dama con la mano delicata gli accarezza il volto sorridendo come una madre fa al figliolo.

Poi l'uomo solleva un braccio e d'improvviso la corte si apre in due a formare due cordoni umani che delimitano il percorso lungo il quale sta sopraggiungendo un gruppo di persone a cavallo. A mano a mano che si avvicinano notate che si tratta di tre donne che cavalcano tre destrieri mitologici: la prima è Alchera che monta all'amazzone uno stupendo unicorno dal mantello bianco. La sposa indossa un impalpabile abito bianco in chiffon di seta a doppio strato che le lascia scoperte le candide spalle. In alto l'abito è chiuso da un nastro di perle e trattenuto da due spalline a palloncino che si appoggiano sulle braccia. Uno stretto nastro bianco è legato intorno allo snello collo di cigno. I capelli color del miele, raccolti in una massa di riccioli morbidi, le scendono a cascata sulle spalle e lungo la schiena, folti e lucenti, in uno studiato disordine. In mezzo alla fronte le brilla un piccolo brillante.

Dietro di lei procedono Deifobe e Monica in sella a due stupendi Pegasi, la prima ne monta uno nero, la seconda uno dal mantello argenteo. Ambedue le damigelle indossano un abito stile impero di colore azzurro a più strati di morbida organza in seta impreziositi da perline trasparenti dello stesso colore. Un lungo nastro azzurro si chiude in un vezzoso fiocco sotto il seno. Al loro passaggio i petali si sollevano da terra a formare una cortina di fiori profumata e colorata...

Pantarkos rimane ancora in disparte, voltando la testa in tutte le direzioni in cerca di Demetra, mentre Michaela ogni tanto gli regala uno strattone per farlo andare nella direzione voluta.

Michaela strattona il poverino tirandolo per la camicia.

"Andrea, sono sicura di averli visti di là! A sinistra!" Improvvisamente si blocca dopo pochi passi ."No no no! A destra di sicuro! Quella sembra Nella! Uffa! Ma arriva ancora gente! Non la troveremo mai!"

Nel marasma di creature che hanno accompagnato l'arrivo della sposa, lui non riconosce il volto della Nota di Distruzione, né quello di Monica, sua Alterazione. Non scorge nemmeno più i due spiritelli dietro ai quali s'era tanto affannato poco tempo prima.

Lasciandosi trasportare dall'esuberante Sorella, attende il momento buono per salutare gli sposi, leggermente imbarazzato di fronte alla vena poetica e declamatoria di alcuni altri invitati, qualit=E0 di cui lui si sente privo.

-Aspetterò il "sì"- pensa. -Poi andrò a congratularmi.-

Poco dopo aver preso la decisione, passa di fianco ad un elegante destriero;

alzando gli occhi riconosce colei che lo sta montando: Monica. Da quel momento diventa inamovibile alle spinte di Michela, ma resta fermo con i piedi piantati a terra e fissa la sua compagna di Armonia, in attesa che uno dei due rompa il silenzio.

Michaela, vedendo che non riesce pi=F9 a muovere Andrea alza gli occhi per vedere cosa lo attrae così tanto. "Uh! ma che bel cavallo! Monica!! Che bello vederti, finalmente un'altra faccia conosciuta!"

Palmyra si avvicina a Tiresia che creca di distrarsi da tutto il marasma bevendo e alzando un po’ il gomito… "Basta bere, Maestro, oggi è un giorno di gioia e di spensieratezza ma senza eccessi, ehm, credo... perchè non vieni con me a salutare lo sposo? Vedo con lui Fabio Woland ed un nuovo amico, IdoLo, e te lo vorrei presentare. Dai, fammi compagnia, c'è tanta gente che non conosco".

Tiresia, appena ode la voce di Palmyra, si gira verso di lei, le cerca la mano: "guidami, per piacere". La sua voce è calma è tranquilla, ma i suoi occhi, benchè senza luce, brillano di una strana luce.

"Suppongo che tutto questo frastuono significhi che sta arrivando la sposa....meno male, altrimenti qui saremo ubriachi prima del tempo. Non dirmi nulla Palmyra, m'immagino che la sposa vorrà fare una delle sue entrate, eccentriche come sempre, come molte prime donne spesso vogliono cercare di fare, anche se per fare certe cose ci vuole classe," si guarda intorno e sottovoce al suo orecchio "cose di cui alcune a volte sono un po' sfornite, ma non solo le donne, anche i maschietti molto spesso sono dei disastri, machi fuori, pippette dentro!"

Sorridendo: "meno male che sono cieco: non tutti i mali vengono per nuocere.

Solo mio fratello Solone, in quanto dominus, potrà farmi riacquistare la luce. A dir la verità non so mica se chiedergli ancora questo piacere. So che non vedere un evento simile può essere un vero peccato, mah...Bhè, sicuramente il Sommo Legislatore, saprà sicuramente se e quando giungerà il momento per me di rivedere."

Il corteo nuziale della sposa si e' arrivato, e gli amici si avvicinano alla sposa per salutarla e baciarla. I bambini che giocavano attorno (ma anche sopra e sotto) ai tavoli si avvicinano alla scolta di Alchera con coppe e vassoi di bevande e dolci, e li offrono ai nani e agli elfi, ai centauri e a tutte le altre creature senza nome (i cui gusti pure sono ignoti ai piu'...).

Il Muto, esile cantore, si alza dall'ombra della quercia e intonando un girotondo si avvicina al corteo.

"Eterea Signora dei Sogni, Sincero Signore degli Inganni, il momento tanto atteso e' giunto, infine.

Sono contento. Solone attende voi e tutti i gentili convitati oltre gli ultimi alberi, i bambini vi accompagneranno. Io restero' qui a scambiare quattro

parole con gnomi e spiritelli, tanto gia' avete chi si occupera' di allietare con dolci note l'aria della festa. Addio e buona fortuna!"

Cosi' dicendo vi passa oltre, canticchiando un motivetto che riconoscete: "Sposi, oggi si avvera il Sogno e siamo sposi....".

I bambini lasciano il corteo e vi prendono per mano, uno per uno. Notate in loro una strana somiglianza con le vostre foto da bambini. Dietro di voi, piccoli coppieri e paggi portano bevande e dolci, e piccole ancelle lasciano sull'erba una scia e il profumo di rose.

Raggiungete il boschetto e la quercia, e li superate. Dietro l'ultimo albero si apre ai vostri occhi un piccolo anfiteatro alla greca, verde d'erba sugli spalti e nella piccola arena. Al centro, le statue di un giovane e di una ragazza che si tendono la mano, formando un piccolo arco. Sotto l'arco vi guarda giungere Franco.

In onore degli sposi, e' piu' alto e piu' bello del solito, la barba piu' folta, le spalle piu' larghe, e cosi' via. Tanto che per un istante fate fatica a riconoscerlo... Per una volta ha pure rinunciato a jeans e camicia nera, e indossa una lunga veste bianca ornata sui bordi da figure e parole in nero che lascia intravedere la sua possente (almeno per oggi) muscolatura. Ai piedi, pero', riuscite a scorgere gli immancabili anfibi...

I bambini lasciano le vostre mani per correre a disporre i fiori e i dolci sui gradini e versare il vino nei calici.

Franco li guarda sorridente.

Vi avvicinate, e la vostra attenzione e' attirata dalle due statue. I due giovani dal sorriso scolpito nel marmo lasciano il posto, ai vostri occhi, a due altri giovani. La donna e' una ragazza dai capelli rossi, vestita di nero, gli occhi lucidi di chi ha appena pianto, o piangera'. L'uomo e' una ragazzo dai capelli neri e lunghi e un rado pizzetto sul mento. Sorride, appena. Un sorriso triste. Le loro mani tese si sfiorano quasi, appena un millimetro li separa.

Forse e' lei, e' lei che pone quell'ultimo millimetro, perche' lui lo cancelli. O forse e' lui, lui che se ne sta andando, lui che allontana la mano, lui che non cede piu' alla bugia.

Forse.

Ma quelle mani non si incontreranno piu'.

"Amici...."

Il saluto di Franco vi riscuote. Adesso le statue sono solo statue, due giovano sorridenti che si guardano negli occhi e si porgono la mano, per sempre.

"Alchera, Loki... anzi: Lucia, Iacopo.... come sono contento! [Franco bacia Lucia e da' la mano a Iacopo].

Siete a dir poco raggianti! Avvicinatevi, iniziamo subito.

"Amici [rivolto agli altri], sedete.

"Non preoccupatevi, non ho intenzione di annoiarvi con un discorso sul matrimonio, sulla felicita' coniugale, ecc. ecc., e per due motivi. Uno: attualmente non sono sposato, e se anche lo sono stato in passato (cosa piu' che probabile) non me ne ricordo, quindi ciccia.

Due: io non sono qui per officiare il matrimonio. Sono qui semplicemente perche' volevo essere io ad ospitare questo momento. Cavolo, Alchera e Loki che si sposano!

Nel mio Dominio! Questo fara' alzare il valore dei terreni qui intorno "Comunque, ho deciso che un officiante nemmeno serve.

Lucia e Iacopo pronunceranno la loro promessa d'amore con le parole che vogliono, qui davanti a noi (e ricordo a tutti che le promesse fatte davanti al Sommo Legislatore valgono doppio...). Poi si scambieranno gli anelli.

"Prima, pero', se qualcuno degli invitati vuole dire qualcosa... leggere una poesia o un brano... fare gli auguri agli sposi...."

Alle parole di Franco dagli spalti si alza Maya, che sorridendo si dirige verso il centro della piccola arena : "Guarda caso, mi e' appena venuta in mente una cosa che lessi..."

Maya si mette sotto l'arco, si schiarisce la voce e recita:

"[..] Dunque, un giorno, Simon Pietro disse ai suoi discepoli, con voce forte, perché anche il Maestro udisse: "Non sarebbe ora che questa Màrizia venisse

allontanata dal nostro gruppo? Che ci sta a fare tra noi? E' inutile che ascolti le parole del Maestro, tanto è una donna e le donne non sono degne della Vita Eterna". Gesù allora disse: "Màriza, vieni più vicina e stai qui, dolcissima creatura, stretta a me! Non dar retta alle parole di quell'uomo. Anche tu entrerai nell'eternità, quando saprai completarti, arricchendoti di quella parte maschile che ti manca.

Allora diventerai Spirito, eternamente vivo. E voi, discepoli, ascoltatemi, e anche tu, Pietro: la stessa cosa avviene per voi maschi: ognuno di voi è un "ESSERE" tagliato a metà, ma se questa mezza anima sarà capace di completarsi con l'altra metà che le manca, potrà entrare nel Regno, perché nel Regno si entra a due a due, una donna e un uomo, un uomo e una donna. Per fare l'altalena, due persone non possono stare sedute dalla stessa parte".

"E se lo dice Lui deve essere vero, no?"

"Ehm....", inizia Franco, ma uno sbocco di intelligenza gli suggerisce che non e' il momento, e si cheta.

"Qualcun'altro vuole dire qualcosa?", domanda.

Del gruppetto di misteriosi individui giunti in maggiolone, il primo a aprire la bocca dopo le parole di Solone è il redivivo Beltrami.

Per darsi un tono scrosta via un po' di vomito dai laceri vestiti, e poi attacca:

"Se una notte d'inverno un viaggiatore, fuori dall'abitato di Malbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l'ombra s'addensa, in una rete di linee che s'allacciano, in una rete di linee che s'intersecano, sul tappeto di foglie illuminato dalla luna intorno ad una fossa vuota, quale storia laggiù attende la fine? Quale? Quante cose ci sono Orazio nel matrimonio di sogni e enigmi? Orazio, invece di dire cagate, gioisci con me di questa unione. Gioiamo tutti"

Poi inizia un applauso disarticolato, presto seguito da buona parte dei presenti.

Il secondo a prendere la parola è Velero:

"Con la speranza che questa unione duri, vorrei dedicare agli sposi una poesia, è di Pablo Neruda, spero che vi piaccia, si intitola "La notte, nell'isola":

Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell'isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l'acqua.
Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell'alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscura
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
- pane, vino, amore e collera -
ti dò a mani piene,
perchè tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l'oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede sapore di terra,
d'acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora,
cone se mi giungesse
da mare che ci circonda.

Finita la poesia Velero si tira indietro, lasciando spazio a Notte, che fa qualche passo in avanti e attacca, con la solita voce sexi alla Marilin Monroe:

"Bravo eh, ne sa un sacco a memoria, davvero, io non so come fa. Una però la so anch'io: me l'ha dedicata un turco un po' ribelle, ormai saranno sessant'anni... è più corta di quella di Cisco, ma a me è piaciuta:

"Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto,"

(Nazim Hikmet)

Quando l'eco della voce di Notte ancora non è sparita viene alla ribalta il frate, che finora si era tenuto in disparte. Ha una voce bassa e torbida:

"Un matrimonio senza officiante non ha ragione d'essere. Ci deve essere un tramite tra gli sposi e l'Universo. Spero che Loki voglia concedermi l'onore di pronunciare le frasi di rito. Poi gli sposi diranno 'SI' e così la tradizione sarà salva."

Il giovane della combriccola di E? invece non dice un bel niente, ma mentre gli altri parlano non fa altro che sghignazzare.

Deifobe alza lo sguardo da terra e i suoi occhi sono due pozzi neri privi di iride, il volto e' serio e la pelle del colore del marmo.

"Le carte hanno parlato su questo matrimonio e indicano molte cose e nulla:

E' uscito per primo un Re di Picche, un uomo, potente, noto come ingannatore dai piu' e come amico da molti; E' uscito una Donna di Fiori, simbolo delle Speranze che si avverano, del vento caldo della Passione, dei Sogni;

E' uscito il Due di Cuori, Amore, Unione;

E' uscito un Asso di Picche, indica un percorso complesso, difficile, arduo, ma per chi non lo e' nella vita?

E' uscito un Jolly, vuole dire tutto o niente, insidie e mistero, amore e passione, forze che si muovono e scuotono la terra, sentimenti potenti e ardori possenti;

E' uscito un Sette privo di Segno, non ha bisogno di spiegazioni; E' uscito Dieci di tutti i colori, anche qui abbiamo gioie e dolori.

Il tutto sommato da 49, valore simbolico dai molti significati, ma per noi al momento ne ha uno solo. Pensiamoci e ogni carta cambiera' di significato, per il momento posso solo dirvi: Amatevi e il Destino sara' segnato."

Un sorriso spunta sulle labbra di Deifobe mentre i suoi occhi tornano del colore del mare profondo.

"Come predizione non rivela nulla, ma puo' colei che e' stata la Sibilla Cumana essere piu' chiara di cosi'? Il vero significato e' che ognuno si sceglie il proprio percorso e nessuno puo' deviarlo a meno che non gli venga permesso. Continuate per la vostra strada amici miei e non date retta ad altri discorsi che non vengano dal cuore."

Fabio Woland si alza e con un piccolo stratagemma, ricordo dei suoi tempi teatrali, cattura l'attenzione di tutti: si fa un silenzio di attesa. Si schiarisce la gola, rivolge un sorriso luminoso a tutti gli invitati e poi si inchina ai due sposi felici:

"Forse non è ancora tempo per i regali, ma vi chiedo di fare una piccola eccezione perché il grande affetto che vi porto mi ha spinto ad azzardare una combinazione che spero vi piacerà ed è questo il momento per offrirvela!"

Da una tasca della sua blusa tira fuori un astuccio da gioielli, poi si guarda intorno come se cercasse qualcosa. Fa un gesto quasi negligente ed una musica gioiosa di archi inizia a spandersi, avvolgendo il gruppo festante. Poi, ecco, lascia l'astuccio a mezz'aria e questo non cade!

Una luce brillante ne emana mentre si schiude e tutti, quale che sia la loro posizione, possono vedere il magnifico cammeo che contiene, modellato nei tratti di Alchera.

"E' il regalo della sposa, Loki, per il tuo dovrai pazientare un po'" sorride Fabio, "e quindi credo sia più opportuno che glielo porga una dama, la mia dama per questa festa!" Batte le mani ed agli archi si sostituisce il suono discreto di un invisibile clavicembalo. In un guizzo di luce multicolore appare Andromaca: la figura esile, scalza, dai lunghi capelli neri, accarezzata da una morbida e lunga veste grigio perla accenna un lieve inchino all’indirizzo degli sposi, quindi la sua voce bassa, calda e morbida come l’abbraccio di un velluto color della notte, si unisce a quella dello strumento …

Amor, Amor
se con leggiadro
e nuovo Inganno
ahi! del tuo segno, ahimè,
ferì questo misero petto
Mirami per pièta, mirami gli occhi
Ahimè, perché il mio Sogno
non v’è già quanto in me
gli strazi, gli strazi
Mirami per pièta, mirami gli occhi

Andromaca termina il suo canto con un'aggraziata riverenza, poi con passo cerimoniale si avvicina alla sposa porgendole il dono. Sfiora con un bacio lo sposo, sorridendo enigmatica alla sua espressione stupefatta e poi torna con la stessa grazia verso Fabio che le cinge la vita e stringendola a sé e baciandola leggermente sulle labbra, grida "Felicità agli sposi!!!" e torna insieme a lei tra gli invitati.

Devo chiederti un favore mio cavaliere, è mio dovere e piacere porgere i miei omaggi ad Enigma, vedo che tutti i Volti sono presenti e io non li conosco tutti ... puoi accompagnarmi, per favore?

"Sara' con immenso piacere che mi mettero' a tua disposizione, dolce signora", risponde Fabio alla richiesta di Andromaca.

La folla festante li stringe da ogni parte, mentre altri amici prendono la parola per festeggiare o ravvivare altrimenti la cerimonia, gli occhi di lei sono cosi' belli e il suo sorriso cosi' luminoso che Fabio, per quanti sforzi faccia , proprio non riesce a trattenersi.

"Prima di dare il via alle presentazioni, però, ci sarebbe una questioncina in sospeso da un po' troppo tempo!" e detto questo la stringe a se', si china verso il suo viso e la bacia con passione a stento trattenuta.

"Ehm,... ehm, .... EHM!!!" Palmyra, rimasta sola dopo l'allontanamento di Tiresia, si rivolge a Fabio ed Andromaca cercando con un certo imbarazzo di interrompere la loro apnea "ho sentito che volevi conoscere il popolo di Enigma... se potessi vorrei aggregarmi a voi, sono abbastanza nuova e tante persone mi sono sconosciute......... scusate, dico a voi..... ma insomma..... incredibileeeee...." lo sguardo di Palmyra rispecchia una crescente ammirazione per la performance a cui sta assistendo "... vabbè, ci riprovo più tardi" e si allontana con aria un po' imbarazzata senza che nessuno dei due si sia minimamente accorto della sua presenza.

Fabio, gli occhi accesi, sorride ad Andromaca fingendo, senza riuscirci troppo, imbarazzo. Le sussurra: "Perdonami dolce signora, ma susciti in me passioni che stavolta non sono riuscito a frenare. Sai da quanto tempo aspettavo questa occasione... Il sapore delle tue labbra...".

La prende per mano e comincia a destreggiarsi nella ressa: "E poi non saranno stati mica tutti li' a guardare noi, con lo spettacolo degli sposi... Piuttosto, mi e' sembrato di sentire qualcuno, poco fa..." Si da' un'occhiata intorno e, come guidato da un sesto senso, si dirige verso una giovane donna vestita di rosso, coi capelli neri fermati da un serto di fiori bianchi. Lei cerca con tutte le sue forze di far finta di essere da un'altra parte e questo puo' aver qualcosa a che fare con la scelta di Fabio.

La fissa sogghignando negli occhi incredibilmente verdi: "Credo che ormai potremmo presentarci... Io sono Fabio Woland di Enigma e la mia dama e' Andromaca Gualtieri, di Desiderio. Con chi abbiamo il piacere?"

Il viso di Palmyra prende rapidamente la stessa tinta del suo vestito "Sono... ehm... Palmyra De Piris,.. ehm ... anch'io di Enigma... cof cof (colpetti di tosse imbarazzatissimi)... non volevo interrompervi..." e si fa sempre più carminia " ma mi sento piuttosto spaesata qui, le poche persone che conosco o sono testimoni degli sposi oppure si sono allontanate verso altri loro amici... ehm, cof (etc.). Avevo sentito le parole della tua accompagnatrice e mi sono intromessa sperando che mi aiutaste a conoscere un po' di gente". Nel frattempo il suo viso riflette l'intenso desiderio di essere ALTROVE, poi si fa coraggio "beh, visto che tanto ormai siamo qui insieme, che ne direste di prendere parte alla festa?"

Andromaca, pur avendo ricambiato con uguale passione, non appena ripresasi dall'ardente bacio sussurrerà a Fabio arrossendo visibilmente: "Ti prego ... Non così ... Non davanti a tutti ... L'attesa non è stata lunga solo per te ... " mentre, rapidamente, lancia un'occhiata intorno ....

"Il carminio ti dona, cara amica." Dice Fabio a Plamyra "Fa sempre piacere incontrare qualcuno del proprio movimento, soprattutto in occasioni cosi' festose e liete... Credo che avremo piacere della tua compagnia, non e' vero Andromaca? C'e' qualcuno in particolare che le signore gradirebbero conoscere?"

Nel frattempo Maya si avvicina ai tre e con un sorrisino si rivolge ad Andromaca: "Guarda, cara, che con il Woland abbiamo una cosa in ballo da ... Oddio, ma quanto tempo è? Da DICEMBRE??? Ebbene sì, da Dicembre gli sto avviticchiata addosso sotto l'albero vicino la casa del muschio.

(ma devo dire che non ho ottenuto ancora reazioni dal soggetto)".

Fabio indossa per l'occasione un'espressione smarrita, tossicchia a sua volta, poi sorride: "Nel caso non la conosceste lei e' Maya di Enigma, il suo stretto collegamento con Discordia mi sembra piuttosto evidente, temo... anche quando sono coinvolti i suoi confratelli. E dire che sono stato piu' che signorile nei suoi riguardi... forse troppo!"

Ridendo Maya si avvicina a Palmyra e improvvisa le molla una manata sulle

"Carissima. Non star qui a tener moccoli, qualcun'altro da importunare lo troviamo insieme. Io sono Maya di Enigma, bel nome Palmira."

"Palmyra, prego, come la città della Siria che nel III sec. d.C. ha fatto, come si dice, una finaccia".

Non appena sistematasi, Andromaca scocca un sorrisino a Maya, quindi si rivolge molto amichevolmente a Palmyra: "Ciao, sono davvero felice di rivederti. Avevo chiesto a Fabio di accompagnarmi a presentare i miei omaggi ai Volti di Enigma e ritardare ancora sarebbe, da parte mia, veramente imperdonabile. Se vuoi unirti a noi, sei la benvenuta, non preoccuparti. Se invece preferisci conoscere un po' di persone, " continua, con tono lievemente sarcastico, "sono certa che girando con Maya non potresti evitarlo ... neanche se lo volessi ..."

"Non potremmo cercare di salutare qualcuno tutti insieme, invece? A me sono sempre piaciute le comitive numerose." Dice Palmyra

All’idea di andare a salutare i Volti di Enigma l'ombra di Andromaca diventa sempre più strana: se fino ad ora era stata "quasi" normale ora sembra prendere sempre più consistenza, le braccia si allungano iniziando ad artigliare il terreno e i capelli, simili a serpenti, si agitano sempre più man mano che la distanza si riduce ....

Andromaca avanza al braccio di Fabio e quando giunge al gruppo dei Volti di Enigma si inchina lievemente: "Sono veramente lieta di incontrarVi anche se, fino ad oggi, molti di Voi mi erano sconosciuti spero vogliate tutti accogliere con benevolenza i miei saluti......" la voce le si spezza all'improvviso e mentre il suo sguardo si fa vuoto l'ombra che si erge alle sue spalle sembra quasi metterla da parte, le chiome sempre più agitate frustano letteralmente l'aria intorno, poi si esibisce in un profondo inchino e con voce tutt'altro che gradevole: "Salute a Voi o molteplici aspetti del mio Signore, a Voi Medea si inchina rispettosamente e porge i suoi omaggi libera d'esser se stessa sotto i Vostri occhi"

Cortesemente tutti si voltano verso Andromaca/Medea. E' però Velero a farsi avanti, ed è sempre lui a parlare. Non sembra che il frate sia disturbato, anzi, il tutto pare essere parte di una strana coreografia. "Mi fa piacere vederti Andromaca..." o ha detto Medea? "Da sempre seguiamo i tuoi passi con passione e interesse, da..." Velero viene interrotto da Notte, che con la sua voce da diva del cinema grida "Medea! ma dove ti eri cacciata?!? E' un bel po' che vi cerco, in casa mia... "

Medea pur sempre presente sembra essersi accontentata di aver porto i suoi omaggi, Andromaca, invece, sembra tornare presente: "Medea?.... Non capisco.... " dice guardando i visi intorno con una espressione decisamente preoccupata "Io ... in effetti ... mi ero nascosta ma poi ... " la sua voce è appena un sussurro, guarda Fabio W. al suo fianco come a chiedergli aiuto, decisamente sentir nominare Medea l'ha sconvolta oltre modo ed ora dire che sia pallida è solo un eufemismo ....

Quando Heimdall finalmente si avvicina agli sposi, l'espressione del suo volto non lascia presagire nulla di buono. Per un momento sembra che tutti i colori scompaiano in favore di una triste e cupa varietà di grigi. Ma è solo un attimo, e forse lo avete solo immaginato.

Quando finalmente è abbastanza vicino al corteo degli sposi, ma ancora lontano dalla folla inneggiante, Heimdall punta un dito accusatore nella direzione di Loki.

<<Loki, tu stai rubando ciò che di più caro avevo al mondo. Potessi farti del male senza fare soffrire lei, lo avrei già fatto... ma Alchera non merita di soffrire!

Ti avverto, Loki: attento a come ti muovi e a quello che farai, perché se Ingannerai mia sorella dovrai vedertela con me, e non aspetterò più che la profezia si compia! Attento a quello che fai, Loki, a dovrai pentirtene per l'Eternità!!!>>

Detto questo, e lasciando gli astanti allibiti, Heimdall da le spalle ai novelli sposi e si allontana nuovamente verso la possente quercia che aveva usato come sedia...

"Se in un solo momento ho mentito in quello che ho detto su tua sorella," gli risponde Loki "i Sette possono incatenarmi nuovamente sotto il Valhalla, affinché il serpente possa versarmi addosso il suo veleno... Se in un solo momento il mio amore per tua sorella è stato falso che Enigma mi cancelli dalla memoria di uomini e dei... Loki di Enigma è il Signore degli Inganni, ma mai è stato uno spergiuro! Ed io giuro, qui, ora, davanti al Pathos riunito, davanti al mio Signore e Padre, di amare il Sogno dei Sogni con tutto me stesso... Non riuscirai a togliermi l'immensa felicità di questo momento... e le tue minacce non possono spaventarmi perché non possono avverarsi... e se farò soffrire la dolce Alchera o, come tu dici, la Ingannerò, subirò la tua ira in silenzio... perché mai, MAI nei millenni da me vissuti... tanta è la felicità nel mio cuore come in questo momento!

Mia dolce Dama, tu sai che il mio amore è vero, e adesso io qui lo grido a tutto il Pathos. Ti amo mia Signora, mio Sogno... Ti amo e il mio cuore è tuo... tua è la possibilità di farlo vivere, tua la possibilità di farlo morire. Nella tua mano delicata stringi la mia vita e la mia morte. "Eccomi!" un giorno ti dissi... "Eccomi!" ancora ti ripeto... che questo nostro gesto possa mostrare al Pathos intero che la pace e l'amore non sono impossibili malgrado l'avvicinarsi del Millennio... e che il Fato non è forse quello che ci è stato rivelato!

La figura possente del vecchio saggio, Platone, si avvicina agli sposi e dopo aver ammiccato con i suoi occhioni blu la dolce Alchera, che prontamente lo ha fulminato con lo sguardo, si rivolge con tono sommesso e rassegnato ai commensali: " In realta' avevo gia' da tempo preparato un interessantissimo saggio su questa unione che sicuramente..." e sembra essere piacevolmente preso ed appassionato da questo discorso quando un colpo di tosse della sposa lo riporta alla r4 "...ehm..mah credo che sia meglio farvi dono di questo capolavoro in altra sede.... vorra' dire che mi limitero' a testimoniare questa felice unione senza proferire ulteriori parole , avete la mia benedizione miei cari!" E un sorriso malizioso sbuca dalla folta barba mentre una luce blu, che solo il piu' profondo e lindo degli oceani puo' regalare, illumina per un attimo lo sguardo di Alchera, sorridente ed orgogliosa dell'amato fratello.

Quindi Platone , dopo un cenno di cortesia agli invitati, si posiziona imponente alle spalle della sposa in qualita' di testimone nuziale.

Tiresia, sempre vicino a Palmyra, bofonchia a voce non così tanto bassa da non essere udito dai più: "Se il buongiorno si vede dal mattino......di sicuro la noia non la farà da padrone in questa unione! ?'Sta smania di matrimonio e di vendette....mah, a me pare stiano un po' tutti perdendo la testa, e non per amore!"

La sua espressione da sarcastica e divertita diventa seria: "Speriamo bene, ma nulla di buono mi fa presagire questa unione, gli auspici raramente si sbagliano....spero che questa sia una di quelle poche volte."

A testa bassa si allontana un po' dal corteo, quasi cercasse qualcosa che solo lui può vedere.

"Ehm,... ehm, .... EHM!!!" Palmyra, rimasta sola dopo l'allontanamento di Tiresia, si rivolge a Fabio ed Andromaca cercando con un certo imbarazzo di interrompere la loro apnea "ho sentito che volevi conoscere il popolo di Enigma... se potessi vorrei aggregarmi a voi, sono abbastanza nuova e tante persone mi sono sconosciute......... scusate, dico a voi..... ma insomma..... incredibileeeee...." lo sguardo di Palmyra rispecchia una crescente ammirazione per la performance a cui sta assistendo "... vabbè, ci riprovo più tardi" e si allontana con aria un po' imbarazzata senza che nessuno dei due si sia minimamente accorto della sua presenza.

Maya si avvicina ad Heimdall con fare un po’ incupito per il suo intervento "Se dovevi mandare all'aria l'atmosfera (zuccherosa) di questa cerimonia potevi farne abbondantemente a meno. Mi meraviglio che Alchera non ti abbia rimesso al tuo posto."

Franco si avvicina ai due.

"Per favore: non adesso. Siete tutti ospiti di Loki, Alchera e miei, e non mi sembra cortese da parte vostra lasciarvi andare a queste piazzate. Non mi interessano i motivi ne' chi abbia o creda di avere ragione: accompagnero' personalmente fuori dal mio Dominio il prossimo che sara' poco meno che cortese e urbano.

"Adesso torniamo insieme agli altri e beviamoci sopra un bicchiere di vino!".

E poi rivolto al Frate "Non ti facevo cosi' amante della tradizione, sai?

Forse mi hai un po' deluso, di certo mi hai stupito..."

Il frate guarda con occhi di bragia Franco, la sua statura pare aumentare, apre la bocca per parlare, e dietro ai suoi denti potete vedere una massa oscura muoversi. Parla: "Mi sa che tu, un mortale, inizi ad avere troppa importanza quì, e forse in tutto il Metaverso. Il Solone che ricordavo, e che è ospitato nelle ore diurne nelle tue spoglie, amava la tradizione. Non avrebbe mai permesso ad un mortale di diventare dominus del suo feudo. Io sono la tradizione.

Io sono Dogma, il lato più potente di Enigma. Non sono uno stupido indovinello, odio gli indovinelli. Sono la nemesi di Epifania. Sono i divieti immotivati, Sono 'non aprire quella porta per nessunissima ragione, per nessunissimissima'. Sono il sepellimento, la paura, la non coscienza.

Sono quello che vive dietro la montagna. Sono l'ombra sul fondo della caverna.

Sono oltre le colonne d'Ercole. Sono dove ci sono i leoni. Sono il solco dell'aratro."

Quando finisce ormai ha raggiunto la considerevole altezza di cinque metri, ma a farlo abbassare ci pensa il divertito applauso di Notte. Che imitando il gigantesco frate geme: "Ma soprattutto, Voi non sapete chi sono Io!!"

"Allora stai svolgendo bene il tuo compito, Dogma." Risponde Franco "Se Loki e Alchera vogliono credere che un frate possa rendere le loro promesse piu' solide e piu' vere, liberissimi. E' il loro matrimonio, e possono celebrarlo come vogliono. Ma dubito fortemente che dal mio Dominio le tue parole possano arrivare fino al cielo stellato, frate, perche' qui c'e' posto solo per la legge morale. E ti assicuro che basta e avanza.

"Adesso pero' finiamola con questi discorsi, che' non e' ne' il luogo ne' il momento".

Nemesis che fino quel momento era stata silenziosa dietro a Notte si avvicina e si pone alle spalle del Frate, guardando Solone con i suoi occhi di Ghiaccio.

Ma Tace alta e scura come al solito.

"Ti sbagli...", continua il frate "Che questo non sia il luogo più adatto, sono stato il primo a dirlo. Non ci si sposa in casa di un giudice, ci si sposa nei luoghi da sempre deputati a tale scopo. Soprattutto se questo giudice è stato deposto da un... da un mortale. Soprattutto se questo giudice trova difficile rispettare le leggi. Soprattutto se questo giudice ha la tendenza a perdere le staffe ed a minacciare di morte persone assolutamente innocenti.

Il momento però è assolutamente quello più idoneo. Le mie parole giungeranno dove devono giungere anche partendo da questo squallido luogo peccaminoso.

Da questa terra che è una bestemmia a tutte le gerarchie dei creatori. Si deve sciogliere questo nodo.

Sarò io a celebrare il matrimonio o chi altri? Voglio che Alchera si pronunci e che poi i due sposi mi comunichino congiuntamente la loro decisione, che, come tutte le decisioni, comporterà delle conseguenze."

"Ho detto e lo ripeto: questa e' la cerimonia di Alchera e Loki. Che siano loro a decidere.

"Quanto a te, frate, sei riuscito a ricordarmi tutti i motivi per i quali ho dedicato la mia anima a Psiche.

Ma ritengo comunque giusto affrontare gli argomenti che sollevi. Non ora, pero'. Appena termina la cerimonia. A Bsorgu. Anzi, davanti a Bsorgu".

Detto questo, Franco si gira e si allontana.

E mormora tra se' e se', accendendosi una sigaretta:

"tanto, con gente come voi questo e' il massimo del dialogo che si riesce a raggiungere...".

Darknight si alza e si avvicina agli sposi, poi guarda ancora nel corteo della sposa sorridendo al se stesso da bambino, come ricordando cose passate.

"Io non diro' molto perche' alla fine non sono le parole a contare, quello che conta e' la felicita' di due persone che hanno avuto la fortuna di poter vivere insieme la loro vita. Sono un guerriero percio' ho pensato ad un dono che li facesse sentire vicini anche quando sono lontani (prende una breve pausa), a qualcosa che permettesse loro di sapere il momento in cui avranno bisogno l'uno dell'altra. Ecco."

Darknight fa un altro passo tenendo in mano un drappo di velluto nero, su di esso sono appoggiati due anelli identici in tutto tranne che nelle dimensioni. Sono d'argento scintillante ed ognuno di loro ha incastonata una gemma candida come la neve, non e' una perla, non e' nessuna gemma che si sia mai vista prima.

"La gemma perdera' la sua purezza nel momento esatto in cui la persona amata da chi indossa l'anello si trovera' in pericolo. Questo e' il mio dono, con la speranza che si riveli inutile per tutta l'eternita'."

Poi si avvicina a Maya le bacia la mano (se lei la porge :).

"Salve Maya, noi ci conosciamo gia' ma chi e' questa graziosa signorina? Temo che non ci abbiano ancora presentati."

"Salve. E' la prima volta che mi sento chiamare 'graziosa signorina', ma c'è sempre la prima volta per tutto. Sono Palmyra De Piris, del movimento di Enigma e mi trovo in R4 per la prima volta... CHE BELLO, STO FACENDO AMICIZIA!"

"Non ci sperare, cara," dice Maya "non in questo covo di vipere che è il Pathos. Fatti

dare un consiglio da Maya (oddio, parlo in terza persona come i cattivi dei

fumetti americani...), non ti fidare mai fino in fondo di nessuno. Nessuno, nemmeno quelli della tua Armonia.(e con questo ho fatto il mio dovere )

"Perdonate la mia poca educazione, ho chiesto il vostro nome prima di presentarmi, io sono Darknight e sono felice di fare la vostra conoscenza. Siete soddisfatta di come la festa sta procedendo? In caso contrario provvedero' a redarguire Solone..."

Maya porge a Darknigh entrambe le mani, poi gli prende il viso tra le mani e gli dà un bacio in fronte.

"Come ti ha detto lei, è Palmyra con la y, come la città che nel III secolo eccetera, eccetera"

"Lui è Darknight...Ora che vi hanno presentati non fate, per favore la fine di quasi tutti qui, occhi dolci e cose varie. Questo matrimonio è partito male con

melelnsaggini varie, ma potrebbe finire addirittura in un'orgia. Chissà se

c'è lo zampino di Semirea..."

"Eh? Scusate, qualcuno ha pronunciato il mio nome?" Semirea spunta da sotto il tavolo del rinfresco. "Scusate ma qui il vino e' buono, e nessuno sembra interessato a fare VERAMENTE baldoria."

"Veramente sono un po' confusa." Risponde Palmyra a Darknight "ci sono davvero tante persone "curiose"

a questa festa... Boh! Staremo a vedere come procede. Intanto, se mi permettete, vorrei andare a salutare Monika, che vedo laggiù, forse ora mi potrà dedicare un po' di tempo"

Es di Discordia fa il suo ingresso,ha il viso molto pallido, due piccole corna nere sulla fronte, tiene le ali, e porta jeans e una camicia bianca, gli occhi sono abbastanza inquietanti "Un inchino di Auguri ai due Sposi, alla Dama e al Cavaliere. Sono qui al seguito del mio Signore, e vi porgo i miei omaggi.

Se i miei servigi possono essere di qualche utilità, sono a vostra disposizione."

Stefano all'udirti si volta di scatto.

"Es !" poi guarda la Nota, sorride con tristezza e dice: "Che scemo, mi aspettavo di veder comparire Giuliano..."

L'ingresso di Es precede di poco quello di Discordia Un volto diafano, un vestito fatto di veli di Pelle d'Angelo quasi del tutto trasparente (si vede la sagoma del corpo ma nessun dettaglio che interessi Semirea o gente come lui/lei). E' particolare l'assenza degli occhi dalle orbite.

"Come potevo mancare, invitata in modo cotanto esplicito?" dice con voce maschile.

Nemesis dopo aver osservato il diverbio tra Dogma e Solone si avvicina ad Es e lo scruta per un lungo istante poi parla con la sua voce bassa e cavernosa: "Salve Fratello era da lungo tempo che non ci vedevamo, non mi aspettavo di vederti qui"

"Ma quale piacevole incontro," Dice ES "Sono millenni che no ti vedo… Cosa mi racconti?… Non ti aspettavi dici? beh... la crioterapia è ottima per ringiovanire, non trovi? Dovresti dare qualcosa per quella voce tu piuttosto... hai preso anche tu MOLTO FREDDO ultimamente? ehmmm, dimenticavo...come mai rifiuti gli inviti ultimamente? in certi casi il RSVP sarebbe di rigore...."

"Di quali inviti parli Fratello" dice Nemseis facendo finta di non capire…

Dal momento che questa frase e' stata pronunciata talmente sottovoce che la si e' sentita fin nei Domini confinanti, Stefano scoppia a ridere: "Per lo meno il senso dell'Humour e' rimasto lo stesso..."

Deifobe si volta verso Es e sorride triste e dolce nello stesso tempo.

-E' bello rivederti Fratello/Sorella Maggiore, quale aspetto di te ci rivelerai ora?

Poi si inchina al/la suo/a Signore/a.

-Le carte avevano detto qualcosa circa la comparsa di persone importanti, di certo una dovevate esserte voi.

Andrea Pantarkos si volge verso Monica a cavallo del Pagaso, e le rivolge un cordiale e dolce saluto, ma Monica non sembra degnarlo di uno sguardo e l'espressione di Pantarkos si indurisce ulteriormente, mentre fissa fermo la donna a cavallo.

Monica si accorge perfettamente che Andrea e' stizzato dal suo apparente menefreghismo nei suoi confronti...ma fa finta di nulla...forse la cosa la diverte.

-Quando ti ho vista sparire ho pensato che non gradissi la mia vicinanza....e ammetto che la cosa non mi stupirebbe. Nonostante i nostri modi diplomatici e gentili, le ultime parole che ci scambiammo erano tutt'altro che amichevoli.-

Monica non smette un attimo di fissarlo negli occhi. Gli sorride leggermente mentre si adagia verso di lui per scendere da cavallo.

"Andrea, devo ammettere che questo tuo interesse nei miei confronti mi stupisce...in parte s'intende.

Se non ricordo male, l'ultima volta che i nostri sguardi si sono incrociati cio' che ti muoveva nei miei confronti era un sentimento ben diverso da quello attuale, in parte mi hai ferita, ma siamo in un giorno di festa, la mia amica sta vivendo cio' che crede un momento magico ;-))))...il passato non mi interessa, ora.

Importa cosa sei oggi e domani si vedra', non pensiamoci".

Monika poggia delicatamente i piedi a terra e poi si volta nuovamente verso di lui. Si piega e si solleva l'abito, odia le calze smagliate.

Un piccolo controllo ed e' tutto a posto. Molto garbatamente si alza. Guarda Andrea palesemente imbarazzato e sorride.

- Demetra non c'è? La stavamo cercando.... - procede Pantarkos con tono asciutto.

Monica volta le spalle per raggiungere gli sposi e si avvia lentamente.

"Demetra? Non cercatela, non parteciperà a queste nozze, vai a capirne il perché".

-Sentito Mich?- chiede Pantarkos rivolto a Michaela, che ancora gli poggia una mano sul braccio. -Oggi la vostra mammina non ci sarà, beh: faremo gruppo-forza noi Alterazioni. -

Detto questo, con un buffetto sulla mano di lei, invita a seguire Monica verso il gruppo degli invitati.

Ad un tratto si ferma. Si ,volta. Andrea e' li che la osserva e non si muove.

Monica torna indietro verso di lui.

Si ferma davanti a lui. Un lieve sorriso, fissandolo negli occhi gli accarezza il volto.

Si avvicina verso di lui e gli offre un leggero bacio sulle labbra.

"Allora?" porgendogli la mano "Andiamo ?".

-Ma certo, stellina- ghigno storto -Due donne così al mio fianco mi faranno fare bella figura sicuramente!- sorride più sinceramente, questa volta, e si incammina con le due Sorelle ai lati, rasserenato.

- Mi chiedo cosa direbbero quelli di Discordia: il loro influsso non si rivelato fatale, nel nostro caso.....avete notato quella figura semi-angelica? - e indica in direzione di Es, che sta parlando con Nemesis.

Monica cammina a passo veloce e si allontana dai due fratelli. Arriva accanto alla sposa.

"Sei uno splendore" la bacia e le sussurra qualcosa all'orecchio.

Le lascia un piccolo sacchettino tra le mani. Poi si allontana.

cerca un posticino appartato e si toglie l'abito stile Rossella.

Indossa di nuovo l'abito con il quale era arrivata al banchetto.

"Ahhh finalmente non ne potevo più, tutti questi veli'" Torna verso il cavallo alato che Alchera le ha regalato.

Salta di nuovo in sella allo stallone e resta un po' in disparte. Da lontano vede Palmyra. "Ecco, finalmente ritrovo la mia amica".

Pantarkos alza le spalle e sospira, rivolto a Michaela.

-Ah, voi donne....non si fa in tempo a finire un discorso serio che partite già in quarta....-

Poi si rende conto che anche Michaela si guarda intorno distratta.

-Ecco....appunto - ed elucubrando sulla natura femminile va in cerca del buffet coi tramezzini: gli è venuta fame.
 
 

Dogma si rivolge poi a Discordia, avvicinandosi all’Eterno suo fratello "Sorella..." o ha detto Fratello? non sapreste giudicare "Non puoi certo mancare ad un matrimonio. Sono lieto che tu sia voluto (a?) venire e felice che la tua benedizione si stenda su quest'unione" Il frate fa un breve inchino, imitato dagli altri di Enigma.

Discordia si avvicina e con la solita voce maschile dice "Fratellino caro, sarei ben felice di affiancarti in questo tuo compito, una matrimonia e' assieme Discordia" <voce femminile> "e Concordia, e poi quest'unione senza precedenti non deve essere appalto solo di uno" <voce maschile> "di Noi..." <guarda Alchera> "...e poi dobbiamo un favore a Nostro Fratello Sogno".

Palmyra si è avvicinata a Monica ma, sentendo i vari scambi di battute, è tentata di tirarsi da parte (e no! il moccolo di nuovo no!). Poi si fa coraggio e timidamente si rivolge a Monica: "Ciao Monica, speravo proprio di rivederti; mi accompagneresti a salutare la sposa?... o forse è meglio un altro momento?"

"Ciao Palmyra!" la voce di Alchera ti prende un pò alla sprovvista "Perché sarebbe meglio salutarmi in un altro momento? Dai, accompagnami! Tra breve io e Loki ci scambieremo le nostre promesse e lo faremmo senza che nessuno si senta moralmente obbligato a benedirle, ma lo faremo in piena coscienza e libertà davanti a tutti gli amici che si sono riuniti qui per entrambi.

Fammi una cortesia dolcissima Palmyra, porta tu gli stupendi anelli che Darknight ha donato a me e a Loki, quando avremo pronunciato le nostre promesse ce li porgerai per suggellarle definitivamente. Vuoi?"

Detto questo la sposa prende gentilmente per mano Palmyra e la trascina in direzione di Loki...

Dogma guarda Alchera, poi guarda negli occhi Loki e Palmyra. Pare abbia intenzione di far valere la propria autorità.

Palmira arrossisce "ma ci sono persone più degne di me per questo, in fondo io sono nuova e certo tra i presenti ci saranno amicizie più di vecchia data.... ma se proprio insisti (diciamo che non mi faccio pregare molto, anzi...)" Questa cosa mi fa molto piacere e mi accodo ad Alchera e Loki. E' come se la mia statura fosse cresciuta di qualche centimetro, e dentro di me mi sento quasi come se la sposa fossi io.

Saluto Loki con un bacio sulla guancia e gli sussurro in un orecchio "forse tanti non saranno d'accordo, ma io sono proprio felice di vivere questo momento, Amico, e ti auguro ogni bene". Quasi quasi mi spunta anche una lacrimuccia di commozione..

Loki ricambia lo sguardo di Dogma, così come ha affrontato lo sguardo di tutti coloro che in un senso o nell’altro si sono dichiarati ostili al matrimonio, o al suo modo di essere "Padre, per me un modo vale l’altro. Che io pronunci il mio Voto davbanti a te e al Pathos, o al Pathos e basta (di cui fai parte), rimane un Voto unico e sincero.

Che ne pensa la mia sposa... Se anche lei è d'accordo non vedo problemi.

Il buon Solone, o Franco come si è presentato, se vorrà discutere ne discuterà magari più tardi.

Questo è un giorno di festa, continuiamo a farlo restare tale. Anche se non solo le posizioni di Dogma hanno tentato di farlo incasinare."

Alchera incrocia lo sguardo di Dogma, per un attimo si ferma per ricambiarlo, poi fa spallucce, gli fa una linguaccia e si allontana borbottando "il matrimonio è mio e me lo gestisco io!"

Maya, staccandosi dalla parete dove faceva tappezzeria, si avvicina a Discordia.

"Salute, aspettavo che si allontanasse tutta la gente che ti ha omaggiato, che piacere, ora sono arrivate veramente tutte le primedonne..."

<voce femminile>"Vedo che il vizio di Eris "Kallisti" e' un po' di tutte le Note Discordanti in una parte o l'altra..."

E bacia teneramente sulla guancia il gelido volto dell'Eterno, che la trattiene e ricambia con un bacio appassionato in bocca...

Maya si stacca a forza " E no, non in questa forma... Pure col rossetto. Bleah! Dovrò lavarmi la lingua col sapone"

<voce maschile>"Oh, beh... vedo che sei molto "<voce femminile>" legata a pregiudizi umani. Bene."

Indicando Alchera e Loki e sboccoccelando qualche canapé: "Quei due però la stanno tirando un poco troppo per le lunghe, si decidessero. O non si decidessero."

<voce maschile>"Sara' una cosa lunga. Piuttosto, a proposito di Matrimoni non (ancora) celebrati, come sta tuo figlio?"

Franco si avvicina ad Alchera e a Loki e li porta al centro del piccolo anfiteatro.

"Amici", dice rivolto a tutti, "la piccola discussione tra me e uno dei Volti di Enigma non deve farci dimenticare che siamo qui per festeggiare l'amore tra Alchera e Loki, e il loro desiderio di condividere con noi la gioia che hanno trovato.

"Alchera, Loki, prendetevi per mano e pronunciate le vostre promesse d'amore guardandovi negli occhi e guardando i vostri amici, i testimoni del vostro incontro."

Cosi' dicendo, Franco fa un passo indietro.

Palmyra si trova poco dietro Alchera pronta a porgere le fedi che le erano state affidate.... che buffo, ora sono appoggiate su un cuscinetto che somiglia tanto ad una nuvoletta.... no, è davvero una nuvola soffice e bianca, che bello...........!

Pantarkos si avvicina a sua volta al gruppo di persone che si sta formando alle spalle dei due sposi.

Intreccia le dita e si posiziona tra le ultime file, guardando la coppia che sta per scambiarsi gli anelli.

- Finalmente ci siamo... - pensa ansioso; il matrimonio lo ha sempre

emozionato. Dice mentre cerca di mangiare pomodorini con l'interno a 500 gradi senza ustionarsi. Poi sente una mano che si poggia leggera sulla spalla.

Pantarkos si volta con espressione allegra, anche se gli lacrimano gli occhi.

-mannaffia 'fti pomod.....ah, sei tu - nel trovarsi di fronte Maya si incupisce.

"In certi momenti non c'è controllo, risvegliare certe cose fa troppo male."

Dagli occhi un'immagine:

Si è portata via la bambina, LA MIA BAMBINA!!!!!!

aggrotta le sopracciglia: non capisce.

"Vedi, conosco il tuo dolore. Tu però non conosci il mio, risvegliato in un lampo straziante dall'incontro con Fenice. Forse mi esprimerò con quella che tu consideri aria fritta, ma se questa è la mia esperienza il fatto di non essere originale non la cambia.

- Spesso si parla e si agisce sull'onda del momento.....comunque no, non vi ho ancora comprese del tutto, voi Note -

Quello che è successo è successo, non rimane che reiniziare e se ci sarà bisogno di uno scontro non mi tirerò indietro.

- Non ho ancora intenzione di morire, ho ancora varie faccende da sbrigare.. - risponde con un sorriso amaro.

Si allontana con una carezza lieve lì dove aveva rabbiosamente colpito.

finché è a portata d'udito, Pantarkos le dice: - C'è una ragione a quello che ho detto e all'astio che provavo. -

Si rende conto di avere la bocca in fiamme, si allontana così dagli infernali pomodori per trovare qualcosa da bere.

"Andrea"...alle sue spalle una voce.Monica accompagnata da un gran sorriso gli porge una mollica di pane. Non serve bere, prima questa che da' sollievo alla

lingua, dopo bevi.

Nell'altra mano ha un bicchierone d'acqua con ghiaccio. "Mi spiace, sono un po' irrequieta, mi sento a disagio qui e non ne so il perche' cosi' corro torno e corro e torno. Non farci caso ok?

Tu, pero'...mica ti capisco...anche tu cambi in un baleno..., mi spiace se il mio bacio ti ha imbarazzato, non pensavo fossi cosi' timido, scusami".

Detto questo fa per andarsene...

- Ma ... veramente .... non è che fossi imbarazzato...ero sulle spine: cacchio, tre mesi fa ti avrei fatto la pelle senza pensarci un attimo, ma poi mi sono reso conto di aver sbagliato molte valutazioni, molte cose che credevo sicure si sono dimostrate incerte. Per questo ho colto questa occasione per riallacciare il nostro rapporto, per averti di nuovo come amica.... -

Monica si e' avvicinata anch'essa agli sposi seguendo e parlando con Andrea. Ora

osserva tutti intorno a se'.

" Sei emozionato? Un cuore tenero quindi..." Sorride. "Non parliamo piu' del passato daccordo? Forse potremo diventare amici come una volta superando le difficolta' che ci hanno messi in contrasto. Con il tempo vedremo.

Comunque, ho apprezzato le tue scuse".

Lo fissa negli occhi, una carezza amichevole in volto e si volta per andarsene.

- Resta qui. - le chiede lui, prendendole la mano.

Nemesis si posiziona dietro a Notte e guarda gli sposi intensamente, ad un certo punto si ha quasi l'impressione che versi una lacrima spostando il suo sguardo da Loki ad Alchera e da lei ad Heimdall.

Alla fine il suo sguardo si posa intenso su ES.
 
 

Dopo che Franco ha portato i due sposi nel centro dell'anfiteatro, Loki guarda profondamente Alchera negli occhi... occhi luminosi, bellissimi, che lui adora... e per un attimo, come rapito, sembra perdersi nella loro bellezza.

Poi, con voce alta e stentorea, che copre ogni altro suono e rumere parla: "Alchera, io, Loki di Enigma prendo te come mia sposa, e prometto di amarti e rispettarti di esserti fedele e ... ehm... sincero, in ogni giorno a venire, nei momenti di gioia ed in quelli più difficili. E questo io lo prometto di fronte al Pathos, qui riunito, in rappresentanza di tutte le Armonia. Che gli Eterni odano le mie parole e ne siano testimoni della sincerità e dell'amore con cui sono dette."

Alle parole di Loki la sposa si gira brevemente indietro per incontrare lo sguardo dolce e comprensivo del caro Platone, poi, come rassicurata, torna a guardare in viso Loki e intrecciando le sue mani con quelle di lui pronuncia, sorridente, la sua promessa:

"Il mio diletto è per me e io per lui.
Io sono per il mio diletto
e la sua brama è verso di me.
Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore
tenace come gli inferi la gelosia:
le sue vampe sono vampe di fuoco,
una fiamma Eterna!
Vieni, mio diletto, andiamo nei campi,
passiamo la notte nei villaggi.
Di buon mattino andremo alle vigne;
vedremo se mette gemme la vite,
se sbocciano i fiori,
se fioriscono i melograni,
là ti darò le mie carezze!
Le mandragole mandano profumo;
alle nostre porte c'è ogni specie di frutti squisiti,
freschi e secchi;
mio diletto, li ho serbati per te."

Per un attimo Alchera tace per poi riprendere a parlare: "Con questi antichi e bellissimi versi, Loki, prendo te come mio sposo, donandomi a te come tu hai fatto con me, nella cattiva come nella buona sorte. Che il nostro amore benedica egli stesso quest'unione e che gli Eterni ne gioiscano!"

Non appena Alchera ha finito di pronunciare la sua promessa dietro di lei compare una bellissima fanciulla dai lunghi capelli rossi, gli occhi verdi sottolineati dal Kajal nero, vestita di una lunga tunica verde in seta cangiante. Tra le mani, ricoperte di complicati arabeschi e disegni fatti con l'hennè, porta un nastro di seta rossa con il quale unisce le mani dei due sposi annodandolo delicatamente. Con gesti eleganti la ragazza disegna nell'aria un mandala lucente, il nastro come per magia sparisce, lasciando al suo posto solo un sottile tatuaggio rosso a forma di anello attorno all'anulare sinistro di Loki e Alchera. Poi, la fanciulla si tira indietro, e si affianca a Platone poggiando il capo sulla spalla del vecchio filosofo.

A questo punto Alchera guarda contenta Palmyra "Ora mancano solo gli anelli mia cara..."

Loki continua a fissare Alchera negli occhi mentre osserva il tatuaggio rosso intorno al dito.

"Al matrimonio di due menti non sarò certo io
a trovare impedimenti: non è amor l'amore
che cambia quando trova un cambiamento,
che sia allontana quando l'altro si allontana.
O no: è un faro fisso per sempre
che guarda la tempesta senza esserne scosso;
l'amore è la stella di ogni nave vagabonda
e il suo valore è ignoto, per quanto il sestante la misuri.
Non è zimbello del tempo, sebbene rosee guancie e labbra
finiscano per piegarsi alla sua falce che gira;
l'amore non cambia in brevi ore o settimane,
ma tiene la rotta fino all'orlo del Giudizio:
Se qualcuno dimostra che tutto ciò è sbagliato
allora è vero che io non ho mai scritto, e nessun uomo amato."

Poi sorride e teneramente si porta le mani di Alchera al volto per porvi sopra un tenero bacio.

Velocemente il suo sguardo si sposta verso Odissi, per ringraziarla del suo gesto e attende che Palmyra porti gli anelli.

Discordia guarda entrambi, sorride. Sembra compiaciuta, ma gli occhi tradiscono anche altri sentimenti.

In fondo, ma molto in fondo agli ospiti seduti per la cerimonia Maya canticchia inudibile:

"Ci vuole un fisico bestiale
per sposarsi e non crepare,
ci vuole un fisico bestiale sai
bestiale sai
per sposarsi e non farsi male sai..."

Akhen-Aten sente gli applausi e sembra risvegliarsi dal torpore causatogli dalle abbonti bevute.

Si guarda attorno e si appoggia al bastone.

Il suo sguardo si posa poi sui serpenti del suo bastone, beatamente addormentati e ronfanti.

Tenta quindi un mezzo applauso.

Poi come folgorato "Giusto, il regalo. Me ne sono dimenticato" e nelle sue mani compare una sfera di luce dorata.

Sembra indeciso sul da farsi poi borbotta: "Hmmm... ora non è il caso, meglio dopo la cerimonia..."

Si siede quindi sul tavolo e inizia a canticchiare.

Giungono, dopo le promesse, gli applausi da parte di Enigma. Non ci crederete, ma il primo 'clap' che si sente proviene dalle mani di Dogma, che sorride, maligno, e continua a battere le mani lentamente, come se fosse il solo ad applaudire. Invece già Notte e Giovanni Fabbri stanno già spellandosi le mani in uno scrosciante applauso. Tutti e due piangono.

Velero composto come al solito, batte le mani sorridente; Beltrami ci prova, rendendosi conto che durante le promesse degli sposi gli si è staccato il braccio sinistro, fa sfarfallare a vuoto la mano destra.

Quando gli sposi si voltano verso Palmyra, si accorgono che questa si è allontanata di qualche passo da loro e apparentemente da un po' non segue più la cerimonia... ha lo sguardo rivolto verso l'alto, scruta il cielo..... è come se fosse in attesa di qualcosa......

Tiresia da sotto l'albero, posando un momento la bottiglia di Metaxa, si unisce all'applauso, stanco e lento, di Dogma.

"Auguri, ma non figli, mi raccomando! Né maschi, né femmine, né ermafroditi, mi raccomando! Datemi retta, di queste cose di sessi me ne intendo, lasciate perdere!"

Ridendo e con tono scherzoso si avvicina un momento alla coppia: "E poi se Loki è il Signore degl'inganni....chissà a letto chi e cosa non potrebbe........ingannare!"

Tornando serio: "Comunque, spero siate contenti se questo è proprio ciò che volevate che accadesse. Spero solo siate coscienti di tutto ciò che una tale unione porterà al Pathos. Mio Signore, mia Signora."

S'inchina rispettosamente e torna verso il suo albero.

Unendosi al coro di applausi, Pantarkos non si trattiene e, messosi due dita in bocca, prorompe in un assordante fischio di festa.

Distogliendo per un attimo a fatica gli occhi dalla sua amata Loki guarda il cielo... Ma subito li riposa in quelli di lei, felice di abbandonassi e perdersi in quelle meraviglie!

Monica non se l'aspettava proprio questa "mossa" di Andrea. Ma la cosa le piace e non poco, per la prima volta dopo chissa' quanto prova un po' di piu' che un fremito corporale. Toh! Anche l'anima si risveglia. Il tutto dura una frazione di secondo. Guarda la mano di Andrea nella sua, poi...

"Andrea scusami ma devo proprio scappare, mi dispiace tanto, ma non ho scelta".

Detto questo lo abbraccia forte e corre via.

Avvicina le dita alla bocca ed emette un fischio del tipo "pecorara".

In un baleno il bianco cavallo alato le si avvicina.

Un salto e sale su'. Il cavallo si alza leggermente da terra e Monica si dirige verso gli sposi. Si avvicina a Palmyra. Palmyra fa un balzo e con l'aiuto di Monica e' sul destriero bianco.

"cavoli e questo gatto???" Dice Monica nel trovarsi con grande sorpresa uno splendido miciotto tigrato bianco e nero sul dorso del destriero.

Una carezza alla criniera dello stallone e in un battibaleno le due donne sono vicine agli sposi. Tra la sorpresa di tutti riescono a sollevare Loki per le braccia.

"LIKUAAAAA...il nome del gatto e LIKUAAAAAAA" Urla Monica. "Andrea guarda nella tascccccccccccccccccccccccccccc". Improvvisamente scompaiono davanti a tutti.

Dal "puff" della sparizione dei tre "cavalieri" svolazza un foglio.

Piano piano cade ai piedi di Alchera.

Alchera ha assistito allo spettacolo completamente imbambolata con la bocca aperta e gli occhioni sgranati... Non appena i tre cavalieri scompaiono rimane per un attimo ancora interdetta, poi si guarda in giro imbarazzata, cerca di accennare un sorrisino di convenienza a destra e a manca tanto per rassicurare gli invitati (in realtà sembra più voler rassicurare se stessa...!!!)... Con un piedino smuove l'erba ai suoi piedi finché si accorge del foglio, lo raccoglie e inizia a leggerlo...

Sul foglio:

-Alchera, cara sorella. So che sarai molto arrabbiata per questo. Loky, devi sapere e' troppo ambito da una miriade di donzelle. Il suo matrimonio mette in pericolo il desiderio di tutte di continuare a sollazzarsi nel suo Harem. Non e' possibile, tu non saresti felice.

E' nella sua natura essere un rovinafemmine

Un bacio Monica e Palmyra e altre.-

"Monica e Palmyra e altre..." senza rendersene conto Alchera ha letto ad alta voce il contenuto del foglio e nel farlo ha calcato il tono sulle parole "Harem" e sul nome "Monica" "Palmyra" "e altre"... Il colore sembra defluire dal suo incarnato adesso! Si gira indietro verso Platone, poi con lo sguardo cerca Sfinge ed Heimdall mentre grosse lacrime gli si formano agli angoli degli occhi...Sta per scoppiare in lacrime!!!!!

"Wow... questo si che è un regalo", mormora Akhen-aten guardando il vuoto lasciato dai cavalieri.

"Bene, allora non sarà sconveniente il mio" dice avvicinandosi ad Alchera. "A te, luce del sogno. Prediletta di Morfeo, ispiratrice delle nostre notti più buie. A te questo piccolo regalo, un presente, un nulla che ti eri dimenticata nel mio regno". Dice mentre allarga le braccia e la sfera di luce che teneva nella mano destra inizia a svolazzare davanti a lui.

Improvvisamente brilla più forte e sembra condensarsi.

Pochi altri istante e davanti al faraone fluttua una piccola gabbia di metallo nero.

All'interno, spaurito e debole, un piccolo spiritello, una fatina dalle ali trasparenti si guarda attorno e alza una manina in direzione di Alchera quasi a

chiedere aiuto.

"Lo avevi lasciato nel mio dominio, a me non serve. Quindi te lo restituisco"

"Ti auguro un felice matrimonio" dice sghignazzando mentre guarda verso il luogo dove i cavalieri sono scomparsi.

Poi senza aspettare risposta torna al tavolo delle bevande e si versa una coppa di vino.

Alchera nuovamente rimane senza parole... Guarda la fatina, e la paura che legge negli occhi di quel piccolo essere la riporta bruscamente alla realtà... Quando poi l'esserino alza la piccola mano verso la sua Signora questa inizia a guardare torvamente il faraone, poi sempre più torvamente quando Aken-aten le augura un felice matrimonio "Senti ambarabacciccicoccò - sbotta Alchera - a parte il fatto che non mi ricordo proprio di aver lasciato qualcosa dalle tue parti, se poi pensi che questo sia un regalo allora hai proprio sbagliato visto che già mi apparteneva! Noto però che non tieni molta cura alle cose degli altri, e questo mi fa infuriare! Guarda come è ridotta! Certo è, mio caro, che da quando Morgana s'è fatta una risata vedendo i tuoi attributi maschili quando eri Merlino non ti sei ripreso più, eh? Poretto che sei! Ti compatisco...Ma non ti PERDONO!!!!!!"

Detto questo non appena il faraone si volta per tornare al tavolo delle bevande gli fa uno sgambetto con la speranza che Aken-aten rotoli poco dignitosamente sul tavolo... ma ecco che:

puff...

dopo pochi attimi il cavallo ricompare accanto a ad Alchera e Loki scende dacavallo...

"Scusate..." dice Loki con uno strano sorriso "Ma il cavallo all’improvviso sembrava aver dimenticato cosa fare! Ed è voluto a tutti i costi tornare qui!"

Il cavallo sembra completamente "fuso", imbambolato, gli occhi vuoti e persi chissà dove... guardando fisso di fronte a sé, e soltanto con la forza si riesce a spostarlo per lasciare di nuovo libero lo spiazzo dove i due amanti stanno celebrando il matrimonio.

Il povero Loki scende dalla cavalcatura proprio quando Alchera aveva allungato la zampetta verso Aken-aten e invece di far cadere il faraone fa rovinosamente inciampare Loki, che travolge prima Aken-aten stesso poi Platone e infine Odissi che (rumore di tamburi) gli cade fra le braccia in una posa languida e compromettente!!!!

"AAAAAAahhhhhhhhhhhh!!" Alchera guarda ora il suo quasi-sposo furiosa " ma allora è vero! Sempre con le donne tra le braccia stai sciupafemmine che non sei altro!!! Che sono queste illazioni qui (indica rabbiosamente il foglio) Che è sta storia dell'Harem, eh??????"

"Che sei la Dama più invidiata del Pathos, amore mio..." tenta miseramente di giustificarsi Loki "mi sembra ovvio... Le "signore" in questione pensano che tu non possa avermi tutto per te... ma almeno una delle due avrà presto una bella lavata di capo!"

Prima che Loki si riabbia dalla rovinosa caduta la sposa guarda il bel Pegaso che aveva donato a Monica...L'animale ha la bava alla bocca, gli occhi fuori dalle orbite e una faccia talmente rincretinita che ormai è solo un ricordo della mitica e regale cavalcatura del mito... "Ma che gli hai fatto?!!??" fa Alchera rivolta a Loki "Cosa hai fatto al mio bel cavallo?? Ma è mai possibile che qui nessuno tiene alle mie creature???"

"Il tuo cavallo sta benissimo! Guarda!" e Loki mostra lo splendido animale che NITRENDO si esibisce in una magnifica impennata... sincerando tutti delle sue splendide condizioni fisiche! "Ha avuto solo un piccolo momento di confusione, e non sapendo più dove andare è tornato da te!"

Alchera sfinita e rattristata inizia a piangere tra le braccia di Platone, che previdente, le si era avvicinato per confortarla...

Loki, tutto imbarazzato, si alza pulendosi le vesti e cercando di togliersi signorilmente di dosso la bella Odissi. Si rischiara la voce per un attimo cercando di dire qualcosa alla sua sposa in lacrime...

"Amore mio e mio Sogno" sussurra Loki ad Alchera "Non ti arrabbiare, si sa che si cerca sempre di fare strani scherzi agli sposi durante i Matrimoni."

Alchera per un attimo lo guarda per poi rimettersi a singhiozzare più forte di prima!!!

Tiresia, dopo aver fatto gli auguri agli sposi, si avvicina al banchetto, arraffa un paio di metaxa:"Grazie Solone, magnifica festa, ma secondo me avresti fatto meglio a non prenderti questo delicato impegno di presiedere alle nozze, secondo me sarà latore di dolori più che di gioie..."

Con il bastone nella sinistra si avvia, sghignazzando, da una parte e piano piano la sua figura si fa sempre più diafana fino a scomparire come nebbia.

Da dietro un albero compare una ragazza dalla pelle bianca come il latte, capelli corvini mossi fin sotto le spalle. I suoi occhi sono decorati con un sottile tratto di matita nera, i cui disegni ricordano vagamente dei tratti egizi.

Vestita con un leggero vestito di lino nero svolazzante, che lascia scoperte le braccia, stivali quasi fino al ginocchio dove poco sopra termina il vestito. Si avvia verso gli sposi per fare gli auguri, anche se un po' in ritardo, quando vede il cavallo e quanto quelle due combinano.

L'Oban che stava bevendo le va di traverso e, dal ridere, lo sputa. Non si capisce bene se stia ridendo o singhiozzando.....l'unica cosa che si può vedere sono le sue lacrime. Dopo un momento di smarrimento riprende il controllo, si pulisce un po' il viso dalle lacrime, guarda prima il cielo e poi Alchera dritta negli occhi e la sua mano, a mala pena, cela un beffardo sorriso. Apre le braccia in segno di rassegnazione: "Che non si possa fidarci di un uomo, passi...ma adesso anche delle donne! Complimenti, inizi proprio bene, mia Signora." Si mette di nuovo a scrutare il cielo e ricomincia a sorseggiare il suo whisky. Appena vede tornare Loki un sorriso sarcastico le illumina il viso: "Già a pensare alle fughe d'amore con altre donzelle?"

Si gira, si guarda intorno e a squarciagola: "Palmyra!!!!!"

"Su tesoro,non piangere..." Dice Loki adesso con voce calma tranquillizzante "E' stato solo uno scherzetto di due piccole pestifere che volevano scherzare... VERO CHE VOLEVATE SCHERZARE?" Dice Loki con una voce piuttosto dura rivolgendosi a Palmyra... Poi il suo sguardo si posa su Manto come per dire "Vedi di scherzare meno e di tenere un po' a freno le tue amichette!"

"E sono convinto che c'è qualcuno che si sta divertendo un mondo a vedere questo trambusto..." ... e mentre diceva queste parole, Loki non poté fare a meno di incontrare lo sguardo furioso di Heimdall, i pugni stretti e la mascella serrata.

Poi, come facendo finta di niente, lo sguardo del Signore degli Inganni si spostò verso una ben più allegra pesrona.

"Ho ragione, Maya, sorellina mia?" e volge lo sguardo verso la nota che se la sta ridendo a più non posso sulle spalle di Zizzania.

Platone stringendo al petto la sorellina disperata ed indicando con il braccio teso lo sposo: " Loki,non volevo credere alle parole del mio piu' caro fratello Heimdall, guardando gli occhi di Lucia vedevo amore e perdizione ed anche Tu mi eri sembrato sincero......COME SINCERO PUO' ESSERE IL SIGNORE DEGLI INGANNI!!!!"

E il volto del vecchio saggio che fino a qualche istante prima sembrava estasiato ascoltando le promesse degli sposi trasmuta in una maschea di rughe che lo segnano profondamente.

Gli occhi blu caldi come abbracci e rilassanti come lo scrosciare di una piccola cascattella di montagna avvampano di un rosso acceso e la candida chioma sinuosa si anima come un mare in tempesta tingendosi nera come la pece.

Ormai il tono e' rabbioso e le parole sembrano un ringhio...sembra completamente un'altra persona.

Quindi volgendo il braccio ad indicare Monica e Palmyra "VAI TORNA DALLE TUE SGUALDRINE, NON SEI DEGNO DEL PIU' BEL FIORE DEL PATHOS!"

"Andiamoci piano con le parole, signor Platone o ha forse dimenticato l'etichetta??? I toni non sono piu' accesi dell'inizio della cerimonia, e' un capro espiatorio che serve a tutti lor signori?"

Loki guarda Platone, serio, poi il suo sguardo passa anche da Heimdall, su Monica, che se la ride sotto i baffi.

"Fratelli di Sogno" dice "il vostro odio nei miei confronti è così forte da rendervi ciechi? Così tanto da non vedere il gioco che viene condotto? Il gioco a cui anche quella sciagurata di Palmyra si è prestata, SPERO, inconsapevolmente? Sui miei sentimenti nei confronti di vostra sorella sono stato sincero come non mai, e lei lo sa, forse unica nel Pathos a conoscere i miei sentimenti più intimi. Ma forse questa unione, CHE E' D'AMORE VERO E SINCERO, da noia ad altre Armonie.

Hanno paura che i legami tra enigma e Sogno si possano rafforzare troppo? Sembra che abbiano orchestrato ad arte una gran bella mossa, non vi pare?"

Loki di volta ancora verso Alchera.

"Alchera, amore mio, tu dubiti davvero di me? dei miei sentimenti? Dubiti che io con te non sia sincero? Non posso e nonvoglio crederci! Posso capire i tuoi fratelli, il loro odio e rancore nei miei confronti è cosa risaputa, e mi sembra che venga sfruttato bene da chi non vuole questa unione.

Contro le accuse che mi sono state rivolte ho solo la mia parola ed il mio amore"

"Inconsapevolmente??" Sbotta Monica "Ragazzi rilassatevi ok?? Ora Palmyra ha bisogno della baliasciutta????? Calmi please, uno scherzo e basta, punto.

Lascia stare il mio movimento fuori da cio' ok Loki?

Non c'e' nessun complotto in corso, rilassati tesoro.

Ora se gli altri hanno paura e gli tremano le gambine nel dire che hanno partecipato allo scherzo va bene, sono solo io l'artefice contento? Ora se non vi spiace, e non credo, vorrei andarmene.

Felicitazioni e andateci piano con le parole daccordo?

Ah, dimenticavo a me non frega nulla di chi con chi si imparenta, lo "scherzo" era solo per ravvivare quest'aria patetica di cui tutti parlano ma nessuno ha il coraggio di ammettere.

Scusate di nuovo e bye a tutti"

"Il tuo movimento?" dice Loki con voce falsamente sorpresa! "Non mi sembra di aver fatto nomi mia cara Monica1 O hai la coda di Paglia?

Tesoro mio," dice guardando nuovamente Alchera "Come ti avevo detto all'inizio siamo incappati in un bello scherzo... bello davvero!!!" con voce un po' dura verso Palmyra e Monica.

"Adesso però, mi sembra che stia durando anche troppo!"

Poi vedendo che Monica se ne sta andando! "Ma come?" chiede "C'è chi non sa stare agli scherzi qui! Ma guarda.. uno non può dire una cosa, che subito è pieno di gente che si offende. O certa gente ha il monopolio su scherzi ed affini?"

Gli anelli gli abbiamo, quelli di Merlino, quelli di Darknight, e sono convinto che adesso anche Palmyra ci darà gli anelli giusti... VERO?" dice con una voce che non accetta troppe repliche guardando la donna! "Su tesoro... ti prego... tu sai che ti amo.. più di ogni altra cosa al mondo, e fuori dal mondo!"

Solone si rivolge allo sposo, che tra l’imbambolato, l’arrabbiato il confuso e l’emozionato risponde in pieno all’appellativo di enigma di Enigma… non si capisce che faccia abbia…"Ehm, Loki.... mi sa che c'e' un problema... Palmyra si e' portata via gli anelli... e non possiamo mica continuare senza gli anelli! Fosse per me, lo sai....ma vorrei evitare un'altra discussione con Dogma... non so come finirebbe, stavolta. Allora, che si fa?"

Malauguratamente il tono di Solone è stato poco più forte di quanto intendesse, tant'è che viene sentito da diversi degli astanti Logicamente la replica di Dogma non può non farsi sentire immediatamente: "Ah! Solone, forse non sono stato chiaro: per me questa parodia di matrimonio non vale assolutamente nulla, anelli o meno. Anzi, Palmyra, sparendo, ha solo fatto un errore in meno di voi. A differenza di Loki non ha voluto sottostare ai capricci della mutevole Alchera.

Continuate pure senza anelli un matrimonio è un matrimonio anche senza anelli, una farsa è una farsa anche con gli anelli."

"Ehm," dice Semirea con un mezzo sorriso "io ci avrei questo qui... Pero' e' un po' largo... E poi e' di gomma. Forse dopo…"

Sentendo le parole di Solone Akhen-Aten quasi si strozza con il drink che stava bevendo.

Il volto diventa rosso fuoco mentre l'abbondante dose di alcool si riversa improvvisa nel suo stomaco.

Una risata soffocata in un colpo di tosse e il faraone cerca di riprendere il controllo.

Dopo qualche profondo respiro si avvicina agli sposi con insperata sicurezza, quasi fosse sobrio.

Accenna un inchino ad Alchera e parla : "Sogno di ogni Sogno, perdonami se il regalo non ti è stato gradito. Lo lasciasti a me quando le porte del sogno si chiusero senza motivo, privandoci della nostra essenza. Dicesti che mi avrebbe aiutato in caso la cosa si fosse ripetuta.

Ma non è questo l'importante.

Non ho potuto fare a meno di sentire le parole del nostro ospite e, pur apprezzando il divertente scherzo, non posso che dolermi della situazione.

Vorrei quindi farvi dono di questi, possano portarvi ciò che meritate."

Detto questo afferra i serpenti del suo bastone e li porge ad Alchera.

"Non temere, sono fidati" dice stringendoli nel pugno. Un lampo, un leggero bagliore e i serpenti sono scomparsi.

La mano del faraone porge agli sposi due anelli d'oro, piuttosto sottili raffiguranti un serpente che si morde la coda.

"Accettate questo mio dono, per la buona riuscita di queste nozze".

Quando il Akhen-Aten ritrae la mano gli anelli restano sospesi in aria davanti agli sposi.

Il faraone accenna un nuovo inchino e poi si allontana.

Mentre cammina, i serpenti sul bastone riacquistano consistenza si stiracchiano e riprendono la loro posizione abituale.

"Gli anelli gli abbiamo adesso" dice Loki "Quelli di Merlino, quelli di Darknight, e sono convinto che adesso anche Palmyra ci darà gli anelli giusti... VERO?" dice con una voce che non accetta troppe repliche guardando la donna! "Su tesoro... ti prego... tu sai che ti amo.. più di ogni altra cosa al mondo, e fuori dal mondo!"

Palmyra è davvero mortificata, ha gli occhi bassi e si agita su un piede molto imbarazzata ".... si, uffa, stavamo scherzando, volevamo animare questo mortorio così solenne.... poi te lo avremmo riportato, Alchera, stai tranquilla... Volevamo solo giocare! Buhhhhh.........." e scoppia in un pianto dirotto.

"E tu, Platone...... non siamo sgualdrine... (non io perlomeno!).. come ti permetti.....non siamo ........Buhhhhh........"

E porge agli sposi gli anelli veri che finalmente potranno infilarsi al dito (dopo averli asciugati dalle sue lacrime).

Quando Palmyra riappare con gli anelli è Dogma a sparire, non prima di averle lanciato una delle occhiate che lo hanno reso celebre in tutto il multiverso.

Il resto di Enigma è già a gozzovigliare.

Maya si avvicina a Palyra e la fa appoggiare sulla sua spalla abbracciandola e dandogli piccoli colpetti sulle spalle come si fa con i bambini.

"Dai che non è niente."

Detto questo fa un gesto con le mani e la nuvoletta su cui si trovavano gli anelli si allarga, si gonfia, diventa una nera nuvola di pioggia e si posizione sopra la sposa.

"Questa te la sei cercata, Alchera" Dice con la faccia nera.

Brontolii e piccoli lampi partono dalla nuvola che inizia a far cadere una leggera e fresca pioggia profumata di zagare e mista a piccoli fiori multicolori.

"Scherzetto" dice ridendo e cercando di far ridere Palmira

Alchera cerca ancora di fare lo sguardo serio e compunto ma non ce la fa e

scoppia ridere!

"bene...bene! Vi ho fatto prendere un bello spavento, eh! Vi sta bene!!!!! beh, ora mi sono stancata...Visto che Palmyra ci ha reso gli anelli di Darknight non importa più usare quelli del caro Aken-aten... Su scambiamoci questi benedetti anellini e continuiamo la festa che sennò qui scoppia una tragedia!!!" Alchè si dirige verso il quasi-sposo prende un anello che galleggia nell'aria e:

"Con questo anello, Loki, io ti prendo come marito" e lo mette all'anulare dello sposo.

Loki guardando Alchera e pensando fra sé e sé, se magari lo scherzo l'aveva organizzato anche lei (ma troppo felice perché la cosa lo turbi più di tanto). Prende l'anello di Darknight e prende dolcemente la mano di Alchera, ed inserendo l'anello al dito (già segnato dal tatuaggio rosso):

"Alchera, con questo anello io ti sposo!"

Lo sguardo di Heimdall, fino a quel momento concentrato solo su Loki, si sposta rapidamente sugli occhi splendenti di Alchera.

Tutta la rabbia sembra essere sparita mentre il viso del Dio Nordico sembra essersi trasformato in una maschera di dolore. I lunghi capelli bianchi fiammeggiano per una attimo, e poi Heimdall chiude gli occhi e si volta nella direzione opposta ai due sposi. Quando ormai volge loro le spalle, svanisce lentamente nel nulla.

Al suo posto, dove prima era il suo volto, resta un'unica lacrima iridescente, che dopo pochi secondi crolla al suolo fra l'erba verdissima per scomparire definitivamente.

Platone sembra furibondo mentre squadra le due pulzelle incriminate con gli occhi sempre piu' rossi, iniettati di sangue.

" La mia ira si abbattera' su di voi, la pagherete molto cara per questo affronto, la peggiore delle punizioni vi sara' inflitta IMMEDIATAMENTE!"

Detto questo Monica desidera di sparire e sparisce.

Ma immediatamente dopo sparisce anche Platone e Palmyra per poi riapparire tutti e tre insieme poco piu' in la' ai piedi di una quercia: il vecchio saggio e' tornato candido ed ammantato in una comoda tunica azzurra con in mano un indicatore volto alla lavagna alle sue spalle mentre le due donzelle sono sedute dietro due banchetti trabordanti di TUTTE le opere del filosofo che ha tutta l'aria di aver iniziato un predicozzo interminabile!!!

Franco abbraccia gli sposi, e rivolto ai presenti:

"Forse ha ragione Dogma: questo matrimonio e' una farsa e io il signore dei giullari, ma per me non e' cosi', e con la gioia che mi da' essere presente qui, amico della sposa e dello sposo, e con l'autorita' che Alchera e Loki mi hanno conferito, li dichiaro marito e moglie!".

Quindi batte le mani due volte, e i bicchieri di ognuno si riempono della bevanda a ciascuno piu' gradita, entre i fanciulli si muovono tra gli invitati portando in mano calici e vassoi colmi di dolci e confetti.

"Adesso un bridisi, amici miei: ad Alchera e Loki!"

Ma il braccio che solleva il calice si blocca a mezz'aria, e gli occhi di Franco si fissano su un punto poco distante, davanti a lui, poco oltre l'ultimo ordine di gradoni del'anfiteatro.

Li' la terra è profumata e ricoperta di rose color porpora, di tenere viole ed esile zafferano. Dalle piccole sorgenti fuggitive scorrono balsami che inondano i prati erbosi e lambiscono gli steli di candidi gigli.

Cori armoniosi e gentili intonano canti ritmati dalla brezza.

Ma come stella sulfurea che emerge dalle tenebre, così un vortice in perpetuo movimento scaturisce dal cielo e dalla terra, penetra in pertugi e fenditure, solleva le zolle, ricopre di nuvole nere gli orizzonti.

Chi riesce a sopportare la vista dell'improvviso e incessante estinguersi della materia scorge nelle fiamme danzanti il volto dell'Artefice, la fronte aggrottata, gli occhi torvi, le labbra turgide, i capelli bruciacchiati e i 777 uncini che permettono alla sua forma di non dissolversi nel nulla.

Chi riesce a sopportare l'urlo straziante dei millesimi di secondo che si frantumano come gocce di cristallo tra il martello del tempo e l'incudine della memoria ascolta la voce roca dell'Artefice strepitare nell'aria incandescente:

"Voi non mi avete invitato, pensando così di lasciare fuori dell'uscio il Mutamento e la Catastrofe. Ma io non mi offendo, mi invito da solo e mi compiaccio della bella festa in corso. Anzi vi porto pure un regalo.

Ecco, prendete questo braciere in cui arde il fuoco del vostro amore.

Per un anno intero brucerà intensamente con la fiamma gialla del vostro desiderio; poi per un altro anno volgerà nel blu del sogno infranto, prossimo ormai a svelare la fiamma viola dell'inganno che per tutto l'anno successivo vi terrà occupati a tenere accesa la fiamma bianca della ragione, cercando di far fronte al fuoco nero delle vostre piccole follie.

Ma non durerà a lungo, perché nel sesto anno la fiamma verde della discordia sorgerà inarrestabile a dividere la follia dalla ragione e nel settimo anno il fuoco rosso della distruzione estinguerà per sempre il dono stesso che oggi vi ho portato.

Ma ora brindiamo, gli anni sono lunghi e il braciere è acceso.

Coppiere, non mi offri da bere?"

Ma tutto sembra essersi fermato, e nessuno dei bambini osa avvicinarsi alla figura dell'Artefice.

"...non sia mai, caro fratellone! Ecco, prendi, ti offro io la coppa... bevi al mio calice..." così dice una ragazza, spuntando da dietro l'apparizione dell'Artefice. Il suo corpo è snello e flessuoso, coperto da un vestito di seta bianca, tagliato alla moda romana. I suoi capelli sono lunghi riccioli neri, che ricadono liberi lungo la schiena. Ai piedi, alti sandali allacciati. Con incedere lento, sensuale, si fa avanti e porge un calice dorato all'artefice, che adesso appare come un piu' rassicurante giovane di bell'aspetto, vestito di toga.

"Mio amato fratello" dice la ragazza, con voce vellutata, appoggiandosi alla spalla del giovane e guardandolo negli occhi con malizia... "la loro Follia si è spinta ben oltre, in quanto essi pensavano che si potesse celebrare un matrimonio persino senza Desiderio!"

Poi la ragazza passa dietro le spalle del giovane, accarezzandole. Quando la vedete di nuovo, sembra leggermente più bassa.

I suoi piedi ora sono scalzi, il suo vestito piu' semplice e lineare, colorato con diversi toni di azzurro tenue. I suoi capelli sono più lisci, e mandano bagliori ramati.

"E invece come potrei mancare in una simile occasione? Visto poi che c'eri anche tu, non ho saputo resistere alla tentazione... anche perchè resistere alle tentazioni non è mai stato il mio forte!" Dice, e poi scoppia in una risata argentina, apparendo ancora più piccola ed efebica, praticamente poco più di una bambina sbarazzina. Si avvicina di nuovo al giovane, e con uno sguardo implorante si fa prendere in grembo, e gli schiocca una bacio su una guancia.

"Non so, forse dovrei essere arrabbiata. Ma se non ti sei arrabbiato neanche tu, perchè dovrei esserlo io? In fondo una festa per un matrimonio è sempre una festa in mio onore! Anzi, quasi quasi dovrei avercela un po' con te, caro fratellone..."

allungando le gambe adesso tocca facilmente terra. I suoi capelli sono del colore della sabbia, e toccano appena le spalle. La voce assume un tono piu' basso, e diventa maschile:

"Non è carino che tu ti metta a trafficare con le mie cose! Ma come, tu presenti un dono in cui arde la fiamma del desiderio? Beh, come minimo io dovrei presentare un dono che racchiuda il seme della catastrofe... ma che dono sarebbe, per questi giovani sposi felici? Non si puo' fare una simile ingiustizia!

Perchè voi siete felici, non è vero?" dice, rivolgendosi agli sposi. Mentre fa qualche passo verso gli altri invitati, scuote leggermete la testa, per passarsi dietro le spalle i capelli tornati lunghi, stavolta pero' perfettamente lisci e chiari come la luna... i suoi occhi sono grigi, il suo volto gentile, indiscutibilmente femminile. Come per controbilanciare, il vestito è diventato scuro, un tailleur pantalone blu oltremare, elegantissimo, degno del miglior Armani... e di nuovo si mette a sorridere.

"...lo so cosa state pensando, non è facile vivere con noi sempre tra i piedi! Mi spiace, non potete farne a meno, rassegnatevi! E tu, cara Discordia, cosa hai

regalato loro? Ma basta, scusate, mi sto dilungando... bene questo è il mio dono!"

Sul palmo della mano di quella che di solito conoscete come Laura W. appare un piccolo cuscino di velluto rosso sangue, su cui sono appoggiati due cuoricini d'oro, legati da una catena. "E questa è la mia dedica: che la vostra felicità e la forza del vostro Desiderio vi tenga per sempre vincolati in maniera indissolubile. Ma attenzione, io non amo l'ipocrisia. Se i vostri cuori non fossero sinceri, e questa che state per contrarre non fosse un'unione dettata dal Desiderio, esso vi abbandonerà per sempre, prigioniero da questa stessa catena che voi avete voluto..."

...e a questo punto, forse sarà un'impressione, ma vi pare che il suo sguardo si soffermi per un attimo, beffardo, subito sotto l'ombelico di Loki...

"...e sarete costretti ad una vita immortale noiosa e triste. Ma sono sicura che questo non sarà il vostro Destino, suvvia, non siamo tristi... festeggiamo!! Canti, balli e risa sono di rigore!!!

Improvvisamente, scosso daltrambusto, IdoLo esce dallo stato di ebbrezza, per non dire di ubriachezza, incui era sprofondato.

La sua fronte si imperla di sudore freddo, il suo volto cambia tutti i colori dell'arcobaleno, inizia a tremare. Trema sempre più fino a che la sua immagine risulta completamente sfocata. A chi lo sta guardando sembra, ed in realtà è così, che il suo corpo si stia smembrando lentamente. Qualche istante dopo al suo posto appaiono una donna ed un uomo.

Lo, la donna, è bella come raramente se ne incontrano. Lunghe e splendide gambe escono dalle elegantissime e candide mutandine che indossa. La parte alta del corpo è vestita della camicia, la giacca ed il papillon che indossava IdoLo.

Ido, l'uomo, ha un fisico invidiabile e muscoloso, è alto e slanciato. Indossa i pantaloni e le scarpe di IdoLo ed è a torso nudo.

Si presentano come Lo ed Ido.

Loki guarda il Volto di Distruzione con i suoi occhi, scuri come la notte e brillanti come le stelle che in essa risplendono... "Che tu sia il benvenuto!" Esclama a voce alta il dio "E ti ringrazio per il dono. Ma il Mutamento e la Catastrofe non mi spaventano... Cosa viene dopo di essi non è dato neanche a te saperlo, è un Enigma, e questo è la mia vita. Se fossi atterrito da ciò non potrei più esistere, e se una cosa ho imparato dagli uomini nel corso dei millenni, è che possono avvenire tutti i Mutamenti e le Catastrofi che ti possono venire in mente, mio signore, ma i Sogni e la Speranza non muoiono mai.

Io ho il mio Sogno e cosa avverrà domani è un Enigma, e proprio il mistero di questo è l'Emozione che non mi fa mai dire <Basta!>

"Mia Signora" dice quindi Loki rivolto a Desiderio "A parte il fatto che noi

abbiamo invitato tutti, ma è un altro discorso... Certo che è un matrimonio d'Amore e Desiderio! Potrebbe essere altrimenti? E poi, mamma mia, 'sto fatto che la gente si ricordi solo del Signore degli Inganni comincia a stressarmi... Tutti sono convinti che qualsiasi cosa faccia sia in malafede e con malignità! Guardate che mica è facile vivere così!

Per fortuna c'è chi ha saputo andare oltre a queste cose!" Loki delicatamente prende la mano di Alchera e la bacia. "E ti posso assicurare che il Desiderio c'è, eccome!" Un sorriso eloquente illumina il volto di Loki. "Quindi ti ringrazio enormemente del dono che ci fai, te ne sono veramente grato!"

Poi si volta verso Alchera... "A questo punto è d'obbligo che lo sposo

baci la sposa!"

Teneramente, ma deciso, stringe Alchera fra le braccia, e i due novelli sposi si abbandonano in un lungo e appassionato bacio di fronte ai presenti.

(applausi, please)

[Solone applaude]

Ora brindate con noi, graditi ospiti, in questo lieto giorno... alza con

noi il calice, Distruzione... che Loki di Enigma è felice... e non teme il

domani!"

Detto ciò guarda la sua sposa con occhi trepidanti d'amore, sembrano anni da

quando attraversò il Sogno per inginocchiarsi ai suoi piedi. E beve il nettare che ancora di più sigilla la loro unione.

Maya si fa avanti, cercando nella manica, e ne estrae una mela d'oro con qualcosa scritto sopra, la guarda e sbotta: "Ma questa è ancora qui? Certamente a questo matrimonio non mi serve."

Si volta e la tira a Discordia che la prende al volo. "Questa è tua, era rimasta a me per troppo tempo"

E tira fuori finalmente dalla manica una piccola anfora nera a figure rosse con fauni in pose oscene. "Ora dovete romperla tutti e due insieme con questo batacchio da campana"

E porge appunto un batacchio agli esterrefatti due.

"Mi spiego, il matrimonio è un passaggio, un equilibrio si rompe e un' altro se ne crea. E nessuno dica che rompere un vaso con un batacchio per simboleggiare il matrimonio è osceno, perché è veramente così, è apotropaico. Serve a scacciare i demoni"

E qui si rivolge alla folla degli invitati come ad indicare qualcuno, ma poi si volge di nuovo agli sposi con aria di aspettativa.

"Naaaaaaaaaaaaa" ride Alchera un po’ perplessa "manco pagata faccio sta cosa!!! Che la rompa Loki...Loki la rompi tu per favore?"

"E rompila che ce ne andiamo tutti a casa," sbotta Maya "Quello col motorino in terza fila ed io che ho lasciato il pupo sul fuoco ed il latte che piangeva...!"

"Se si rompe si rompe insieme, tesoruccio!" dice Loki "Dai, dai si rompe??? Mi piace rompere le cose!!"

"Vabbè..." sospira Alchera "Apriamo insieme sto vaso su, 1...2...3!!!!!!"

CRASH

Improvvisamente, la Terra trema ed insieme a lei il Cielo. In lontananza, l'orizzonte si fa confuso.

Per qualche istante, il Cielo si strappa, permettendovi di scrutare dal buco della serratura una realtà folle ed incomprensibile, la visione fugace di disegni di Escher ridipinti da Giger e rimontati da un incallito regista di videoclip.

Da quello strappo nel tessuto del Metasogno, si riversa nel Dominio del Legislatore un'impressionante processione.

A decine, cavalieri rivestiti d'armature d'alluminio e plastica su bipedi draghi artropodi cyborg guidano il corteo di silenziosi soldati, macchine impassibili di carne deformata. A centinaia, in schiere serrate, trascinano grandi carri, d'oro e di legno, d'argento e lamiera, di plastica e d'osso, di lacca e di cuoio, di cristallo e cemento, su ruote e su zampe, su cuscini d'aria e su cingoli, ornati di zaffiri, di smeraldi, di rubini, di teschi, di doccioni, di bassorilievi, di insegne al neon, di elitre di scarabeo.

Alla testa del corteo, su un cavallo bianco, un bambino, corti capelli scuri ed occhi vuoti, pesante tunica nera ricamata in oro.

Raggiungono l'anfiteatro, e lo circondano.

Il bambino cavalca tra voi, scortato da due cavalieri di ferro, zaffiri incastonati negli elmi che scintillano come occhi, l'uno dall'armatura bianca, l'altro dall'armatura nera.

Scende di sella, e si inchina agli sposi.

"Nobilissima Signora, Padrona dei Sogni dei Mortali e degli Immortali.

"Nobilissimo Signore, Re dei Ghiacci Eterni ed Ingannatore degli Ingannatori.

"Nobile Legislatore, Signore di questo luogo.

"Giungo nel Sacro Nome del mio Supremo Signore, Colui che Realizza i

Sogni.

"Sono messaggero del suo dolore e della sua vergogna, poichè il mio Amatissimo Signore e Padrone non può in alcun modo unirsi a voi in questo giorno.

"Sono altresì latore dei suoi preziosi e tuttavia del tutto indegni doni, che in alcun modo pretendono di riparare all'esecrabile torto del non essere presente in prima persona."

Dalla tunica estrae un rotolo di carta di gelso avvolto in un prezioso astuccio di broccato. Inizia a svolgerlo: è una lettera.

"Permettetemi di dare lettura delle umili Parole del mio Eccelso Sovrano, affinché io possa adempiere al mio dovere di messaggero:

Ciao Loki bello! Amico mio, come diavolo hai potuto permettere a quella mocciosa svitata di incastrarti così? Guarda che se ti dai una smossa fai ancora in tempo a cambiare idea! Ricordati che il matrimonio è la peggiore disgrazia che possa capitare ad un uomo dopo quella di diventare padre. Non fare stronzate, taglia la corda finché puoi.

Vabbe', tanto alla peggio esiste il divorzio.

E tu Alchera, vacci leggera, che se lo tratti con la tua usuale delicatezza non ti dura una settimana.

Comunque rassicurati, quando verrai a cercare i miei tentacoli non te li negherò soltanto perchè sei sposata.

Un saluto speciale a Solone: e visto che non ci sono io, fammi il favore di bere anche la mia parte, fratello!

Saluti e baci a tutti. E ricordate: "nessuna disgrazia è irrimediabile, dopo gli incantesimi di resurrezione adesso hanno inventato anche il divorzio"!

...ehm ...così ha parlato il Signore dei Sogni Realizzati. Amen."

A questo punto gli ufficiali della scorta si fanno avanti, portando agli sposi i numerosi doni del Mostro.

Tra questi:

* Una schiera di ventidue dei migliori soldati meccanici del Dominio del Mostro, ultimo modello, serie limitata numerata da collezione, che immediatamente si mettono agli ordini di Lord Loki.

* Un feroce beholder, imprigionato in una gabbia di ferro meteoritico, i peduncoli oculari legati da cappucci di cuoio per impedirgli di lanciare incantesimi.

* Una spada forgiata in Atlantide con una lega metallica di qualità superiore ed ormai dimenticata, l'elsa rivestita di pelle di serpente e decorata con oro rosso e rubini, che viene consegnata a Loki insieme ad una preziosa armatura di finissimi anelli d'acciaio intrecciati con fili d'oro ed argento, con guardaspalle in legno e lacca nera decorati a maki-e ed un elmo ricoperto d'argento con maschera in forma di teschio ed un lupo d'avorio come cimiero.

* Un set completo di manette, fruste, maschere, catene ed altri strumenti per i giochi di coppia.

* Una graziosissima schiava di dodici anni, della rarissima razza dei Mezzi Elfi, che immediatamente si mette al servizio di Lady Alchera.

* La statua in terracotta di una civetta (4 volte le dimensioni naturali) inscritta con simboli alchemici: è il ricettacolo di un demone servente vincolato a proteggere dagli intrusi l'abitazione del suo possessore.

* Una collezione di farfalle rare (morte) ed una di coleotteri rari (vivi).

* Una coppia di dragoni a sei ali addestrati a servire come cavalcature.

* Dodici bottiglie di vino rosso di cento anni.

* Un impianto stereo a 22 amplificatori prodotto con tecnologie atlantidee, e tutti i CD di Marilyn Manson.

* Un kimono la cui stoffa cambia di disegno per dodici volte in un anno, adeguandosi alla stagione. E' tagliato su misura per Alchera e corredato di un obi con le stesse proprietà, e di spilloni per capelli e un pettine ornamentale realizzati con guscio di scarabeo gigante, meravigliosamente iridescenti.

* Una coppia di amuleti gemelli di Protezione dal Concepimento in oro bianco e piombo, con decorazioni floreali.

* Una coppia di paraventi pieghevoli a tre pannelli della scuol Rinpa, originali del Giappone Tokugawa. Riproducono susini in fiore sulle rive di un fiume.

* Un cofanetto recante l'iscrizione "strumenti indispensabili per la serenità della vita di coppia" che viene consegnato ad Alchera.

Contiene un paio di guantoni da pugile doppiamente imbottiti! :P

Alchera, molto signorilmente fa finta di non aver sentito ne la parola "mocciosa" ne "svitata" di cui fa menzione il messaggio del mostro... ma rimane incantata dai doni (alcuni, eh! Mica tutti!!!), anzi se guardate bene fa la ruota per la contentezza alla vista del Kimono, della piccola schiava, della coppia di dragoni a sei ali e per i paraventi pieghevoli. Il resto lo guarda tra l'imbarazzo e lo schifo!

Poi si rivolge al bambino "Ringrazia da parte mia e del mio sposo il tuo Signore e digli che ho molto gradito i suoi doni, anche se alcuni se li poteva anche risparmiare... Rimani quindi qui con noi e partecipa al banchetto e alle danze, mi faresti contenta!".

Poi si guarda intorno "Ragazze è arrivato il momento di lanciare il Bouquet... Loki e io siamo un pò stanchi e stressati, e ci attende una lunga luna di miele... quindi a breve vi lasceremo a bere e mangiare alla nostra salute!!!! Sù chi lo vuole sto bouquet???" Intanto si è girata di spalle e sta per lanciare il grazioso mazzolino di fiori che stringe tra le mani...

E Palmyra si dà ad una fuga precipitosa che la porti fuori dal tiro di Alchera

"E' mio, e' mio!". Semirea, evidentemente 'mbriaco/a fracico/a, e' ora un'avvenente fanciulla bionda (ubriaca), dai fianchi generosi e lo sguardo da mediano di mischia

Lo ha l'aria di volersi fare sotto, Ido la fulmina con uno sguardo. Lo si ferma verso le ultime file del gruppetto di donne che cerca di disputarsi il mazzolino!

La sposa gira le spalle agli invitati, e mentre dietro si scatena il fuggi fuggi generale, prende un bello slancio per lanciare il mazzolino... e lo scaglia in aria, in alto, sempre piu' in alto... poi si gira ad osservare, incuriosita, e per un attimino rimane delusa dal vedere il mazzolino che atterra, pressoché ignorato, in una zona dove non sono presenti invitati. Poi, un secondo dopo, dal

cielo scende un secondo mazzolino... e poi un altro, 5, 10, 100, migliaia di mazzolini!!! Piovono a dirotto!!! Mentre tutti si guardano intorno, cercando come possono di ripararsi ma senza riuscire a scansare la profumata precipitazione...inevitabilmente l'attenzione di tutti si rivolge verso il luogo dove c'era Laura Wilde... al posto della quale adesso c'e' una bambina vestita da pastorella, con una ghirlanda di fiori intrecciata tra i capelli, che sta danzando in cerchio, canticchiando. Ad ogni giravolta guarda divertita gli invitati, ed addita le signore che vengono colpite dai mazzolini, ridendo con la sua voce cristallina, e canzonandole a mo' di filastrocca: "E ora a chi tocca?

A te... e poi a te... e la prossima sei te!!!!"

E poi, mentre la pioggia comincia a smettere, schiocca un ultimo paio di baci agli sposi, e si rigetta in braccio all'Artefice, sparendo un attimo dopo...

Akhen-Aten ride di gusto, guarda per un'ultima volta la scena e poi si volta verso gli sposi.

"Possa Fortuna esserti amica Loki dei Lupi... hai bisogno più di ogni altro della sua protezione."

Detto questo fa un piccolo inchino in direzione di Alchera e scompare.

Dopo che Alchera ha lanciato il bouquet, i due novelli sposi salutano tutti i presenti, amici, parenti e conoscenti, ringraziando tutti per esserci stati e per i doni ricevuti.

"Un lungo cammino ci aspetta... e lunghi giorni ci sono davanti!" dice Loki "Un sentito grazie a tutti! Ed a Solone in particolare, che così gentilmente ci ha ospitato in questo nostro felice giorno!"

Poi i due corrono verso il porto (c'è un porto, vero?) e salgono sulla nave dorata che gli aspetta. E mentre il sole comincia appena a tramontare, salgono sull'imbarcazione, che subito salpa e porta i due verso la loro Luna di Miele.

E la telecamera inquadra per un attimo il nome della nave.

"HMS Titanic II"

Nemesis segue gli sposi fino alla Nave dove aiuta Alchera a salire sulla passerella.

Si rivolge poi a Loki: "Bene Fratello ti porgo ancora volta le mie più sincere congratulazioni e ti auguro tanta felicità"

Poi si china all'orecchio di Loki e dice "Occhio Fratello se le fai anche una sola piccola cattiveria diverrai più ricercato di me nel Pathos".

E se ne va lasciando Loki interdetto , erano almeno due millenni che non si sentiva Nemesis fare una Battuta.

Lasciati gli sposi si dirige verso Solone: "con il tuo permesso Legislatore prendo congedo"

Avuto il permesso Nemesis alza gli occhi al cielo e compare un Pegaso nero che atterra l centro della radura.

Nemesis poi si dirige verso gli ospiti e li saluta uno per uno inchinandosi

di fronte hai Volti e salutando cordialmente gli altri (troppo cordialmente

per lei).

Poi sale a cavallo , e decolla dopo aver lanciato una nuova intensa occhiata

ad ES e Deifobe... incrociando quello di Discordia-

Es fischietta "living on the edge" tra i denti… appena il pagaso è svanito si volge a discordia... "ma i Minipony non erano fuori commercio?"

Franco saluta gli sposi che si allontanano, poi si rivolge agli ospiti ancora presenti.

"Amici miei, e’ stato un grande piacere avervi qui e festeggiare con voi la felicita’ di Alchera e Loki.

Adesso pero’ il sottoscritto se ne va in vacanza, e chiude il cancello del suo Dominio. Altre cose incombono, nel bene e nel male, ed e’ giunto il momento di lasciare questo piccolo sogno, come una perla di gioia nella memoria. Si’, e’ stato un bel momento, e lo ricordero’". Quindi Franco saluta gli ospiti uno per uno e li accompagna ai confini del suo Dominio.

Alla fine, quando ormai non resta piu’ nessuno, si versa un bicchiere di rosso e si siede sull’erba. Per terra riso, coriandoli e fiori. I bambini si muovono

tra i relitti della festa, cercando tesori abbandonati.

E l’eco si e’ smorzata appena

delle risate fatte con gli amici

dei brindisi felici....



PATHOS © 1999
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