LA VEGLIA DI HORUS di Carlo Fedele
da un'idea di Iacopo Venni
E' tardi ed il cielo è particolarmente scuro questa notte.
Guardo fuori attraverso i vetri della mia veranda e osservando il cielo vedo la costellazione del lupo.
Mi soffermo a guardarla e non so perché ma me la immagino come un grosso lupo, anzi come un signore dei lupi
sghignazzante...
Sorrido perché infondo so che il Signore dei Lupi sta ridendo di me...
E ripenso a tutti quegli eventi che ormai per tutti sono passato da dimenticare. Eppure ciò che avvenne a Uruk il 15 Agosto 2000 ha lasciato una cicatrice indelebile nel mio cuore.
Potrei stare a narrare di cosa avvenne quella notte di tradimenti, ma lascio ad altri il compito di giustificare ciò che successe, io ho la mia idea, e benché sia tutto fuorché positiva, me la terrò ben stretta. L'unica cosa che importa è che quell'infame notte persi un amico, con la morte di Loki in quell'indegno duello, ma quella in realtà non fu né l'inizio né la fine di questa triste storia...
Purtroppo tutto era iniziato con me molto prima in una strana notte d'inizio estate in una terra da sogno e tutto sarebbe finito nuovamente con me in un altrettanto strana notte di fine estate in Terre di Sogno. Ancora ora riesco a vedere il giusto epilogo della fine del Signore degli Inganni, un epilogo che vide protagonista però un altro.
Ultimo scherzo del mio amico, pronto a burlarsi di me anche fra le braccia della fredda morte.Dopo un viaggio snervante verso gli antichi domini di Lancillotto in quattro giungemmo lì dove il Campione di Artù controllava uno dei passaggi verso i mondi del Sogno e dell'Incubo.
Lì fummo guidati con passo fermo dal Cavaliere del Lago attraverso le porte che separano il sonno dalla veglia, la realtà dal sogno. Sotto la sua protezione percorremmo le lande sconfinate ed eterne del Sogno, sotto cieli e stelle irreali ed impossibili portammo il nostro triste fardello, con il cuore colmo di tristezza e di ira, e gli sguardi freddi e duri giungemmo lì dove si trovava l'ultimo luogo di riposo che il Signore degli Inganni aveva scelto per il suo corpo mortale.
Finalmente eravamo giunti, un viaggio che sarebbe potuto sembrare eterno era invece terminato mentre un viaggio che sembrava ormai terminato stava per riprendere il suo eterno cammino.
Ci guardammmo per un attimo, Lancillotto, Horus, Tiresia e Giorgio Notti figlio di Cagliostro, avevamo finalmente raggiunto il luogo destinato all'eterno riposo del Signore dei Lupi.
Davanti a noi un circolo di sette pietre maggiori che davano la forma al cerchio. Pietre antiche più del mondo testimoni nel loro silenzioso e immobile silenzio del eterno fluire del tempo e dello spazio. Luogo sacro a Enigma nelle terribili e pur magnifiche terre del Sogno.
Posammo delicatamente il nostro triste fardello a terra e mentre tutti mi osservavano strinsi con la mano un po' sudata, un'antica daga di bronzo.
Con un sospiro mi inginocchiai e dopo ancora un attimo in cui cercai dentro di me il coraggio per svolgere il mio macabro compito mi preparai.
Con un sorriso triste pensai come il mio fosse un compito che forse non avrei voluto avuto l'onore di compiere, ma avevo giurato.
Il suono delle mie parole mentre promettevo a Loki di riportarlo a casa mi risuonò ancora una volta forte in testa...
Malgrado tutto mi sentii onorato di essere io a compiere questi gesti.
Era il minimo che dovevo al mio povero amico.
Era il minimo che dovevo al mio onore ferito.
Allungai la lama, con mano un po' tremante, appoggiai il freddo metallo sul torace del mio compianto amico e con un movimento tanto delicato quanto solenne gli aprii il petto.
L'odore di sangue è dolciastro era forte e penetrante, e per un attimo ebbi un accenno di nausea.
Quanto era diventato debole Il Falco Solare, pensai sarcastico, ridendo della mia debolezza.
Poi con determinazione portai avanti il macabro compito che mi ero assegnato e con attenzione e precisione tirai fuori il cuore dal petto di colui che ospitava Loki di Enigma.
Quasi trattenendo il respiro posi il cuore all'interno della pergamena, poi tornai verso il corpo di Loki e tagliai anche una ciocca dei suoi neri e folti capelli. Con abilità e senza perdere troppo tempo creai una piccola treccia e la riposi delicatamente insieme al cuore e all'orecchino che era stato del mio amico.
Chiusi il tutto con il nastro che pendeva dall'antica pergamena che aveva portato le parole del testamento di Loki a me ed ai suoi fratelli.
Con stupore notai come il nastro sembrasse fatto apposta per quel compito, e sorrisi pensando all'ultimo scherzo che mi aveva tirato il Signore degli Inganni.
Poi con passo lento e solenne mi avviai verso il Cerchio di pietre.
Vi entrai mentre la luna calante ancora illuminava il mio percorso con i suoi pallidi raggi, che quasi mi ricordavano traslucide lacrime versate in commiato per un vecchio e comune amico.
Ero solo all'interno del cerchio mentre il freddo iniziava a stringermi nella sua sinuosa stretta invitante e il vento accarezzava con maligno gelo il mio viso assorto ad osservare il mistico luogo in cui in fine ero giunto.
Improvvisamente mi sentii solo, tremendamente solo, mi girai indietro soltanto per vedere lo sguardo dei miei compagni che mi osservavano da fuori, e mi ricordavano ancora di più la mia estrema solitudine...
Improvvisamente la luce cambiò e neanche la prodigiosa vista del Falco Solare riusci più a vedere nulla fuori dal cerchio.
Mi guardai intorno percependo un qualcosa di indeterminato, percependo un Enigma intorno a me ed in effetti un mistero c'era.
Il Cerchio era cambiato, e le sette pietre non apparivano più rozzi sassi malamente intagliati, ma statue ben definite.
Dalle statue cominciarono a staccarsi sette luci che mi si avvicinarono, tutte tranne una che rimase immobile al suo posto.
Le sei figure formate dalle luci mi guardano con aria calma.
All'unisono mi parlano, una melodia di voci come una sola.
Un’Armonia!"Perché sei da noi, Horus, Falco Solare di Desiderio ?"
"Ho promesso di riportare Loki a casa !
E mai Horus mancherà alla sua parola...
Eccolo...
Onoro il mio giuramento e lo riconsegno ai suoi...""E qui noi ti ringraziamo ed affermiamo che hai adempiuto al tuo giuramento, Falco Solare !
Grazie !
Enigma non si scorderà del tuo senso dell'onore !"Poi insieme le sei figure si voltarono, e vidi finalmente anche la settima figura di luce.
Sulla settima statua, ma era voltata di spalle.
Riconobbi le altre: Cagliostro, Eraclito, Tiresia, Arianna, Nemesis, Hiram.
La settima, di spalle mi sembrò Loki in persona.
Poi la luce tornò normale, le pietre tornarono pietre.
E nuovamente fuori dal Cerchio riapparvero le figure di chi mi stava aspettando.
Il sacchetto non c'era più!
Il freddo tornò a ricordare la mortalità del mio povero corpo, ma finalmente per la prima volta dopo quella terribile notte fra la maledetta Uruk ero nuovamente calmo e rilassato.
Il mio giuramento era stato onorato.
L'onore di Horus era nuovamente immacolato.
Sorrisi un ultima volta verso il cerchio di pietra.
Sorrisi all'ultimo scherzo giocatomi dal Signore degli Inganni.
E alle parole di scherno che sicuramente mi avrebbe rivolto per le mie preoccupazioni.
Tornai dagli altri...
Tutta la notte era passata...
Il mio amico, il Signore dei Lupi era tornato finalmente a casa...
Ora era tempo che noi facessimo lo stesso.