PATHOS: IL GIOCO DEL TERZO MILLENNIO
di Giorgio Pulitzer
Quando lo vedo arrivare, nella saletta dimostrativa di Strategia
& Tattica, il negozio di giochi di ruolo e di simulazione, mi sento
rassicurato. Luca C. Giuliano è un signore sulla cinquantina, sorridente,
con l’aria vagamente professorale. E’ impossibile notare in lui qualcosa
del terribile ritratto del master che mi ero fatto leggendo i giornali:
violenza in salsa mistica, paccottiglia fantasy, eroi maciullatori dei
manga, cappellino da baseball con il simbolo della Harley Davidson, grandi
mani da manovratore di joystik da tre chili, passione per la vita e amore
per la morte.
No. Non mi sembra uno “impregnato” nel ruolo e nemmeno il profeta di giochi
“orgiastici o satanici”. L’unico tratto di inquietudine che posso notare
è un pin sul bavero della giacca con l’effige di una maschera: il
Fantasma dell’Opera.
Sono venuto qui per parlare con lui di questa nuova creatura ludica
che aleggia nella Rete e, da qualche tempo, si materializza nelle convention
di giochi di ruolo: Pathos. C’è chi lo ha definito il gioco
del Terzo Millennio, una ricetta miracolosa per scavalcare il secolo indenni
senza essere sommersi da fiumi di idiozie che stanno per essere scodellate
sulle nostre tavole mediatiche.
Sarà davvero così? Chiediamolo a lui.
Per cominciare, come definirebbe Pathos?
“Un gioco di ruolo cospirativo, New Age e autopoietico.”
Professore, lei parla difficile. Cominciamo dalla fine: cosa significa “autopoietico”?
"Significa che nessuno ha creato un gioco che si chiama Pathos; sono i giocatori che lo autoproducono partecipando ad esso. Pathos è nato un anno fa per iniziativa di un gruppo di autori e giocatori che hanno iniziato a interpretare tra di loro i ruoli degli Eterni Ispiratori dell’umanità narrante: Desiderio, Enigma, Distruzione, Discordia, Sogno, Destino e Psiche. Ad essi se ne sono aggiunti successivamente altri risvegliati da questa creazione collettiva e hanno scoperto, a poco a poco, di essere parte di un ampio disegno che attende la loro opera e la loro fantasia per essere portato a termine.”
Si respira un’aria da "rivelazione iniziatica", non le sembra di esagerare?
"Certo. Pathos si muove nei grandi spazi immaginativi aperti
dai gruppi New Age. Chi può negare il loro immenso potenziale creativo,
il loro anticonformismo, il loro universalismo? Basta non dimenticare che
si tratta di uno spazio di libertà, di un grande gioco che viene
creato da noi stessi per il piacere di fingere e di essere trasportati
nell’Altrove del mondo.
La rivelazione iniziatica non è altro che l’accettazione della sospensione
di incredulità che è alla base di tutte le opere di fantasia,
dal teatro al cinema.”
Lei ha parlato di “cospirazione”. Non vorrà negare che questa parola ha dei significati niente affatto tranquillizzanti?
"La cospirazione universale purtroppo è presa anche troppo seriamente dalla pubblicistica esoterica. Fortunatamente Pathos è un gioco e può permettersi di accettarla come una fantastica cornice avventurosa. D’altra parte sono i giocatori di ruolo stessi ad essere accusati da alcuni predicatori fondamentalisti di essere uno strumento di Satana, insieme alla musica rock, ai cartoni animati e alla dieta vegetariana. Se costoro prenderanno sul serio Pathos non faranno che confermare quello che già sappiamo, e cioè che sono persone fondamentalmente stupide.
Quindi Pathos è il gioco di ruolo della setta esoterica di Pathos?
“Pathos è un gioco di ruolo dal vivo, che utilizza tutti
i mezzi di comunicazione disponibili e quindi anche, e soprattutto, Internet
e la comunicazione telematica. Ci sono dei momenti di interazione faccia-a-faccia,
ma una gran parte del gioco si svolge via E-mail. Lei parla di setta esoterica
perché vuol colpire l’immaginazione dei lettori. E allora diciamo
pure che i giocatori fingono di far parte di una setta esoterica che ha
come scopo, nientemeno che la “cerca del Graal”.
Come nuovi Cavalieri della Tavola Rotonda essi dovranno svelare il più
grande segreto che l’umanità abbia mai concepito. Ma, ciò
che è più importante, potranno essere nello stesso tempo
esploratori del mondo di Pathos e suoi creatori. Dipende dal grado
di coinvolgimento e dallo stile di gioco che essi sceglieranno.
Nemmeno io saprei dire oggi quale sarà l’evoluzione di Pathos.
Cambia giorno per giorno come una creatura vivente.”
Professore, lei scherza con il fuoco. Non c’è il rischio di confondere la realtà con la fantasia?
“Veramente non sono io, e tanto meno i giocatori, a confondere i diversi
piani di realtà. I giocatori di ruolo sono perfettamente consapevoli
di essere all’interno di un cerchio magico e guardano con ironia sia se
stessi che coloro che li osservano dall’esterno. Sono ben altri i rischi
di confusione tra realtà e finzione.
Pathos è uno strumento critico per riflettere proprio su
questo problema. Il mondo reale è il mondo di Pathos, così
come il mondo di James Bond è un riflesso del mondo reale. Se qualcosa
accade nel mondo reale accade anche nel mondo di Pathos ma non viceversa.
Tra i giocatori vige ua convenzione: Realtà 1 è la
realtà percettiva, in genere abbastanza condivisa da tutti (il fuoco
che brucia); Realtà 2 è la realtà soggettiva
dei sogni e delle esperienze di ciascun individuo, le sue antipatie e simpatie,
le cose che ama e le cose che odia; Realtà 3 è la
realtà simulata di Pathos.
Per segnalare questo passaggio, i giocatori di Pathos quando entrano
nella Realtà 3 si mettono questa spilla, su cui c’è il simbolo
della P greca e la scritta: E’ solo un gioco.
Come sto facendo io in questo momento....”
Che cosa sta accadendo! non mi metta paura! professore, dove siamo?
“Non si preoccupi. Volevo presentarle questo amico: il Dott. Esar. E’ un esoterista ermetico, un tipo curioso, instancabile viaggiatore e, più di me, esperto in sette e neo-paganesimo.”
Il Dott. Esar appare inaspettato alle spalle di Luca Giuliano. Ha una certa somiglianza con lui, ma il suo sguardo è ipnotico, mutevole e inafferrabile. Il Dott. Esar sembra uscito da uno specchio immateriale sospeso tra me e il mio interlocutore.
Dott. Esar: “Lei non si deve sorprendere. Tra di noi vi sono presenze debolmente ancorate alla realtà che stanno tornando, trasportate dalle onde del Pathos. Il loro rifugio è in un luogo della memoria o in una memoria senza luogo. Essi si nutrono di emozioni e come onde sonore avvolgono la Storia in armonie e dissonanze senza fine.”
Sono a disagio e, come sempre mi accade in questi casi, faccio una domanda idiota:
Ma siamo sicuri che è solo un gioco?
Dott. Esar: “Un gioco? E’ tipico di queste sette esoteriche apparire nel modo più innocuo e adatto all’ambiente scelto per il reclutamento. Siamo in un negozio di giochi. Che cosa pretende? Che le dica che Pathos è una scuola di medicina alternativa? E’ un gioco di ruolo. Uno di quei giochi in cui uno si identifica totalmente in un personaggio fino ad annullare se stesso, e allora, solo allora, saprà chi è veramente e qual è il suo destino! Venga con noi: la ricerca è già iniziata....”
Mi guardo intorno, cerco un’ancora di salvezza. Le parole del Dott. Esar mi affascinano, ma io stavo solo conducendo un’intervista... Mi getto sul Luca Giuliano e gli strappo di mano la spilla di Pathos. Lui è sorpreso.
“Ma che fa! Le stavo spiegando la differenza tra Realtà 1 e Realtà 3. Si calmi!”
Mi scusi, professore. E’ che... sono un po’ confuso...
“Mi rendo conto. Proprio per questo abbiamo fondato un’associazione culturale. Si chiama Pathos - Associazione di Letteratura Interattiva (Via del Pratellino, 3 - 50131 Firenze). Lo scopo è di creare le condizioni per un esperimento di creazione letteraria collettiva in cui lettori, autori e personaggi si trovano tutti all’interno del grande gioco della fantasia. Se vuole salire a bordo anche lei non deve far altro che collegarsi ad Internet e venirci a trovare nel nostro sito: http://www.pathos.it”
Un’ultima domanda. C’è qualche relazione tra Pathos e la canzone di Silvia Salemi dell’ultimo Festival di Sanremo?
"Direi di no. Il progetto Pathos è nato il 23 marzo
1997, ben prima che la canzone venisse scritta. Però, se lei vuol
trarre delle conseguenze dal fatto che nel Festival precedente la Salemi
aveva cantato la A casa di Luca, faccia pure.
I sentieri della cospirazione universale sono contorti e sfuggono alla
vostra logica di esseri umani.
Giorgio Pulitzer
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