INCROCI IN SEQUENZE CONVERGENTI di Lazar Jakovic e Nella Portieri
Settembre 1999Incrocio 1 - Emersione dal Nulla
Madre, aiutami!
Galleggio nel nulla.
Sono morto, ne sono certo.
Ne ero certo.
Ma ora sento la consapevolezza della vita scorrere in me.
Ho ricordi confusi, sfuggenti, non so chi sono.
Eppure ho la percezione della mia morte,
delle mie morti.
Mi concentro sui miei occhi. Li sento, ma non riesco ad aprirli,
o non voglio?
Odore di disinfettanti, di medicinali...
Silenzio ovattato, bip di apparecchiature elettroniche...
Il mio corpo poggia su qualcosa di soffice...qualcosa
mi avvolge la testa...
Gusto amaro in bocca, sapore di male...
il male che ho fatto? Ho fatto del male?
Bip... bip...
Flash
Gli occhi di quella bambina, il fumo degli incendi, le
urla delle vite troncate...
Qualcuno, lo sguardo disperato di uno spettro, mi
punta un'arma alla tempia...
Potrei fermarlo facilmente, basterebbe un soffio,
ma non reagisco...
È giusto così.....
Bip... bip ...
Flash
Il ghigno degli assalitori. Sono in trappola. Volevo
essere utile ai miei fratelli, volevo dimostrare di poter
fare tutto da solo, ma sono stato incauto, ho sottovaluto
il nemico. E ora sono nelle loro mani. Perdonatemi.
Mi stanno uccidendo. Vogliono il mio cuore, vogliono
le mie emozioni, vogliono la mia anima.
Bip ... bip..
Aiutami Madre.
Quale madre? Quella dolorosa che piange sul corpo di
mio padre straziato dal fuoco degli assassini?
Quella immortale che piange il figlio trovato e perso?
Ero morto. Perché allora tanta sofferenza?Incrocio 2 - Della Consapevolezza
È terribile.
Lentamente la coscienza di me riaffiora.
E riaffiorano i ricordi. Dolci ricordi, spaventosi ricordi.
Il pranzo di Natale, il calore della famiglia ... l’alzabandiera nel buio
di un’alba che stenta a spuntare, il grido di mille voci che fa
vibrare l’aria ..."Tigri!" ..e promette sangue onore e morte ..e promette
riscatto e distruzione ...Distruzione ...questa parola tremenda, che pure
suscita un senso di nostalgia in me...
Ma sono miei questi ricordi? Non capisco, io non ho fatto il male di cui
sento il peso, non tutto quel male, nella mia vita....oppure si?
Io ero al servizio della Legge e della Giustizia.
Si, Legge e Giustizia, quella che deve essere resa al mio popolo, umiliato
dall'arroganza di coloro che si ergono a padroni del mondo…l'arroganza degli
imperialisti americani e dei loro lacchè…
ma che sto pensando, questo non è il mio modo di vedere il mondo,
in me c'è amore....
...certo, Amore per la Grande Patria, amore per la mia Terra, odio per chi
la disunisce, la spezzetta, si appropria di ciò che è nostro..
Io credo nella persuasione … certo, la persuasione di un machete .. il
tagliatore di teste ... la persuasione di un’arma puntata al cuore…
NOOO, era solo una smargiassata, non ho mai tagliato una testa....
IO SI
... la pistola solo per il tiro a segno, un hobby…
Ah, come a Vukovar, ah è stato proprio
un bel tiro a segno….è stata la mia prima volta, la prima volta di pratica….
la prima volta, che grandi emozioni!, Lucca, la città murata… insieme ai fratelli,
c’era armonia ... e tra noi…
...c'era lui che ci guidava, in prima linea, sfidando la morte, per portare la morte
ai traditori e ai nemici. "Tigri!", bastava il nome, …scavate, sono tanti….
Nooo, non posso sopportare tutto questo…
Lo so, ma il passato non si può cambiare….avevo scelto di morire…
Madre, perdonami, ho vendicato mio padre, ma non abbastanza…e non ho
sopportato la vendetta, non abbastanza, come ci si aspetta da un forte figlio di
di questa grande ...
Madre, Fratelli, potrete mai perdonarmi? Io vi ho lasciato nell'angoscia
Io non so più … chi …cosa....Incrocio 3 - Verrà la Morte e avrà il volto di bambina.
Flash...
Una notte serena, Lucca, la piazza dell'Anfiteatro, risate, allegria, è stato bello trovarsi con i fratelli, discutere, polemizzare, scherzare. Cammino lentamente, forse sono un po’ brillo. Qualcuno mi tira per la manica. Reazione istintiva, sobbalzo e mi viene da ridere. Una zingara, sbucata da un portone socchiuso.
- Bello giovane - dice con voce roca - io ti leggo futuro, fortuna, salute, felicità. Tu mi dai lire, io ti dico cose buone di tua vita.
Non faccio in tempo a rispondere, mi prende la mano sinistra e osserva attentamente il palmo alla fioca luce dei lampioni. È una donna piena e rubiconda, sembra anche simpatica. Ma si, dai, predici il mio radioso futuro!
Passa lentamente il suo dito indice con l’unghia laccata di un rosso chiassoso sulle linee della mia mano, cantilenando parole che non comprendo.
Poi il gelo. Scuote la testa, mi guarda con occhi preoccupati. Lascia la mia mano.
- Verrà la morte e avrà il volto di bambina.
mormora mentre indietreggia e scompare nel buio, senza aspettare le sue lire.Flash...
Una notte triste, come molte altre. Pristina, una delle tante piazze che non hanno nemmeno più nome, case diroccate, rottami ovunque. Giro senza meta per smaltire qualche bicchiere di troppo prima di concedermi un sonno senza pace. All'improvviso qualcuno mi tira per la manica. Reazione istintiva, sobbalzo, la M-70 è già in mano. Calma, è solo una zingara, sbucata da un portone socchiuso.
- Bel giovane soldato - dice con voce roca - io ti leggo il futuro, fortuna, salute, vittoria. Se mi dai qualche dinaro, io ti racconto le cose buone della tua vita.
Non faccio in tempo a rispondere, mi prende la mano sinistra e osserva attentamente il palmo alla fioca luce della luna. È una donna magra e pallida, sembra anche molto dolce. Ma si, dai, predici il mio radioso futuro!
Passa lentamente il suo dito indice con l’unghia sporca e frastagliata sulle linee della mia mano, cantilenando parole che non comprendo.
Poi il gelo. Scuote la testa, mi guarda con occhi preoccupati, lascia la mia mano:
- Verrà la morte e avrà il volto di bambina.
mormora mentre indietreggia e scompare nel buio, senza aspettare i suoi dinari.Flash...
Il fumo degli incendi, le urla di disperazione, l'odore di morte...
È calata la notte nel villaggio di Koriljie. Ci stiamo ritirando, ce lo hanno imposto. Siamo pieni di rabbia, l'onore ferito, la vittoria perduta. Forse c'è già la pace, ma a noi non importa. I terroristi kosovari ci attaccano anche mentre lasciamo il campo libero per le loro scorribande. I padroni del mondo ci chiedono di consegnare la nostra gente nelle mani dei nemici, di abbandonare i nostri fratelli alle loro vendette. E allora facciamo tutto quello che possiamo per impedirgli di godersi una vittoria non conquistata nè meritata.
Avanzo a fatica, il fumo acre mi fa bruciare gli occhi. Forse è meglio non vedere quello che mi circonda. Crepitio di armi automatiche, sporadiche esplosioni ora vicine e ora lontane, colpi isolati. Qui abbiamo finito, possiamo andare. Le voci dei miei compagni. Ci chiamiamo a turno per tenerci in contatto, per sapere chi è ancora vivo. Cadaveri, ce ne sono tanti, sparsi ovunque. Hanno avuto quel che meritavano. Ottimo lavoro. Ottimo lavoro? Quel vecchio inchiodato dalla morte sulla porta di casa ... quella donna abbracciata al ramo contorto di un albero ... quel pozzo che non riesce più a contenere i corpi che sono stati gettati dentro ... OTTIMO LAVORO? Sono stanco, un peso insopportabile mi preme sul cuore, non riesco quasi a respirare. Sarà colpa del fumo. Ho perso il contatto coi compagni. Devo riunirmi al commando.Un singhiozzo. Una voce appena percettibile. Pa-a-paaà. Davanti a me qualcosa si muove. Mi fermo, la M-70 pronta a fare fuoco. Guardo verso terra, c'è il corpo di una donna, quel che resta del corpo di una donna. E accanto a lei ora vedo ... una bambina,
che e ' viva
che piange
che si trascina a fatica verso di me
tracciando sulla terra massacrata
una scia di sangue
che ha gli occhi spalancati su un abisso nero
che tende le piccole braccia verso di me
che mi supplica chiamandomi paapaaà
Qualcosa mi si spezza dentro
Getto a terra la M-70 e mi inginocchio
La prendo tra le braccia e la stringo a me
e la cullo
e urlo dove diavolo è suo padre
perché non è qui a occuparsi di lei
forse
forse lo abbiamo ammazzato
forse IO l’ho ammazzato
I singhiozzi diventano più flebili
Con fatica solleva una mano verso il mio viso
e mi carezza dolcemente la guancia
Un momento eterno
Poi più niente
La poso delicatamente in terra
Le mie mani sono sporche di sangue
Le mie mani grondano sangue
Mio Dio cosa ...
Un movimento alla mia sinistra. Una figura barcollante
emerge dalla carcassa di un furgone.
Si avvicina, raccoglie la mia M-70
ha lo sguardo disperato di uno spettro
con la mano che trema mi punta l’arma alla tempia
potrei fermarlo, è indeciso, non si regge in piedi
basterebbe un soffio
ma non reagisco
penso alla piccola mano che mi ha accarezzato
guardo le mie mani che grondano sangue
non reagisco
è giusto così.Flash...
Corridoi, lunghi corridoi, fredde luci al neon.
Mi stanno trasportando da tempo immemorabile, il mio corpo adagiato su una barella, le ruote che scorrono sul linoleum, visione confusa di camici bianchi. Non ho la forza di muovere un dito. Torpore, senso di spossatezza. Odore di disinfettante, suoni ovattati. Parlano, parlano, ma non riesco a capire quel che dicono. Che cazzo di lingua! Porte automatiche che si aprono e si richiudono con un secco clack al nostro passaggio. Sto arrivando al capolinea. Sento che da qui non ci sarà ritorno. Ma ormai sono rassegnato. In fondo ho vissuto bene la mia breve vita. In fondo ho tanti bei ricordi. Sarò forte. Degno dei miei fratelli.
Una enorme sala, per quel che la mia debole vista mi permette di percepire. Il mio corpo sollevato e deposto su una superficie fredda. Ronzio di apparecchiature elettroniche. A breve distanza altre due ... postazioni ?... dove vengono adagiati altri corpi. Che succede, cosa vogliono fare? Paura. Perché non riesco ad alzarmi e fuggire? Ora ho paura. Nonostante la mia rassegnazione. Sarò forte? SARÒ FORTE? Mio Dio, tiratemi fuori da qui! Non voglio, qualunque cosa sia, non voglio. Nudo nelle loro mani. Mio Dio, chiunque tu sia, fai qualcosa, ti prego, accenderò candele in tutte le chiese del mondo, andrò a Lourdes, a Fatima, a Loreto... Ora la paura è qualcosa di materiale, una spirale scura che si insinua dentro di me e mi pervade tutto. È insopportabile, vorrei urlare tutto il mio dolore, ma non posso. Dalla mie labbra sfuggono solo gemiti sommessi. I miei boia si sono allontanati. Stanno intorno alle altre due ... vittime?... Ho ancora qualche minuto di vita, qualche prezioso istante, non posso sprecarlo così, lasciandomi travolgere dal terrore.
Qualcuno mi si avvicina con discrezione. Vedo confusamente una cuffia bianca da cui spuntano due riccioli dorati. È una bambina. Ma che dico? È una infermiera. Si china verso di me, mi guarda. Ora metto a fuoco il suo volto. È una ragazza molto giovane, dai tratti dolcissimi, sembra proprio una bambina.
Che ci fa una bambina vestita da infermiera in un posto come questo?
Ha qualcosa in mano, una piccola siringa, forse
sta per usarla
i miei occhi gridano disperati
si ferma
i suoi occhi sono velati di tristezza
muove lentamente la mano libera verso di me
con tocco delicato sfiora la mia testa.
Il mio cranio è rasato! Ora lo percepisco.
Ondata di panico bruciante
mi agito, gemo
porta un dito alla bocca
e ... ssshhhh ...mi invita al silenzio
allunga la mano piccola e affusolata
mi carezza delicatamente la guancia
mentre dalle sue labbra rosee
scaturisce una melodia
dal ritmo infantile
non capisco le parole
che cazzo di lingua!
ma sembra una ninna-nanna
e mi pervade un senso di pace
mentre canta sottovoce
e continua a carezzarmi la guancia
e continua a guardarmi negli occhi
coi suoi occhi di bambina triste
e avvicina incerta alla vena
lo strumento che mi precipiterà verso l’oblio
potrei fermarla
non reggerebbe il mio sguardo disperato
ma non reagisco
penso alla dolcezza di quella carezza
non reagisco
non è giusto
ma è cosìIncrocio 4 - Onda d'amore
Affetto, amore... un amore così immenso da sommergere la mente
in un'onda gigantesca che scalda, scotta, brucia, infiamma...
Un' onda che nasce, cresce, romba, rimbomba, s'innalza,
s'infrange.
E distrugge la solitudine e il dolore, lava ogni colpa, spazza
via i rimorsi.
Ora è tutto nuovo, come appena creato, pulito, puro.
Amore di madre, di amante, di sorella, di amica... non c'è più
differenza.
Sensazioni di comprensione, amicizia, affetto. Calore, calore,
calore.
Non sei solo.
Immagine di una donna che culla teneramente un bimbo.
Immagine di una donna che bacia con passione un uomo.
Il bimbo e l'uomo sono la stessa cosa.
Non sei solo.
Non sei solo.
Un bambino che piange ed una donna, in ginocchio vicino a lui,
che gli parla piano, con dolcezza.
Un uomo ed una donna che si guardano negli occhi e sorridono.
Non sei solo.
Non sei solo.
Non sei solo.
Una donna che si china su un ragazzo, steso su un letto,
sofferente, e gli accarezza la fronte...
Sono qui. Sono con te.
Non sei solo.Incrocio 5 - Amore e odio
Apro gli occhi, ed è come se fossero chiusi.
Non voglio più cercare nella memoria.
Fa troppo male.
Ma è la memoria che cerca me e i suoi continui assalti
non mi concedono tregua.
Nel mare tenebroso in cui navigo
naufrago
su una zattera sgangherata
si rincorrono
le immagini di una vita serena
e altre immagini che sembrano
vomitate dall'inferno
Si rincorrono
si intersecano
si scontrano
si amalgamano
È l'inferno che infine prevale.
E allora
corro a rannicchiarmi
nel mio cantuccio buio
tremo
batto i denti
freddo
ho tanto freddo.
Poi improvvisamente
un vento dal nulla
increspa la superficie oleosa.
Un'onda nasce, cresce, romba, rimbomba, s'innalza,
s'infrange
Un'onda gigantesca che scalda, scotta, brucia, infiamma
Amore ... un amore così intenso ...
Non sono solo.
E il dolore si trasforma in piacere
e il freddo si trasforma in calore
e la paura si trasforma in speranza
e l'odio si scioglie come neve sfiorata da un lanciafiamme.
Questo dunque è l'Amore?
così caldo, così pulito,
così vivo, così totale!
Una donna che culla teneramente un bimbo
Una donna che bacia appassionatamente un uomo
Il bimbo e l'uomo sono la stessa cosa
Non sono solo.
Una donna che si china su un ragazzo, steso su un letto,
sofferente, e gli accarezza la fronte...
È qui, è qui con me...
IO lo conoscevo già questo amore, IO conoscevo già Lei
Non è vero! È una emozione nuova, che non avevo mai
provato, IO ...
Non sono solo .. non...
SONO
SOLO
FREDDO
Non è per me
Non è per me tutto questo Amore.
RABBIA
È per lui
È per lui questo abbraccio che avvolge e scalda
ODIO
è l'Altro che lei guarda con quegli occhi
è l'Altro che lei vuole liberare dalla sofferenzaRannicchiato nel mio cantuccio buio
guardo me/l'altro che riceve amore
Io sono solo
Và via, madre, amante, sorella, amica
và via, non tornare più
Anche lui sarà solo come me
sarà solo con me.Non era per me
Non potrà mai essere per me
IO
SONO
UN BAMBINO
CATTIVO.Incrocio 6 - L'abbraccio
Una stanza scura.
Due bambini si stringono fra loro nel buio.
Piangono. Sono soli. Disperati. Dolore. Paura.
Mura nere, altissime, li dividono dalla luce e dal calore.Un boato.
Un muro si sgretola.
Si apre una breccia. Luce.
Sulla breccia una donna, alta, bionda, sensuale e materna.
Solare. Viva.
Indossa un pallio rosso ed ha i capelli intessuti di papaveri e
fiordalisi.
Si china verso i bambini ed apre le braccia.
Uno dei due corre verso di lei e si rifugia sul suo seno.
Madre. Amante. Sorella. Amica.
L'altro si rincantuccia ancora di più nel suo angolo di
oscurità.
Trema.
Paura. Rabbia. Livore. Invidia.
Pensa di non meritarsi nulla: è un bambino cattivo.
La donna apre ancora le braccia... è un invito...
Ondate di affetto avvolgono il bambino.
Carezze non più provate, tenerezza dimenticata.
Sono per lui.
L'amore, l'affetto, il calore... tutto a portata di mano.
Basta un piccolo gesto.
Un solo piccolo gesto...
e nulla sarà come prima...Vieni.
Vieni nella luce, vieni fra le mie braccia, bambino cattivo.
C'è amore e calore e affetto e luce, per te.
L'amore non si divide.
L'amore si moltiplica.
Non aver paura.
Non sei solo.
Neanche tu.
Sono qui per te.Incrocio 7 - Andata e Ritorno
Il giovane uomo si alza e sguscia fuori dalla zona scura.
Avanza incerto verso la splendida figura colorata che lo chiama a sè.
Il giovane uomo si strappa di dosso la tuta mimetica sporca di sangue e
va
nudo e mondato verso la donna e il ragazzo che le si stringe accanto.
Guarda il ragazzo e gli sembra di guardare in uno specchio. È il suo
stesso volto quello che gli sorride.
Le loro mani stanno per sfiorarsi.
All'improvviso una figura nera e impalpabile.
Dove credi di andare?
Non è questa la tua via.
La tua Patria ha bisogno di te.
Hai del lavoro da fare.
Pensavi davvero di liberarti del passato?
Il passato è inciso nella pietra.
Non può essere cancellato da un sorriso.
Non può essere cancellato
MAI.
Pensavi davvero che ti avremmo lasciato andare?
Tu ci appartieni.
Il giovane uomo afferra la mano del ragazzo se/altro
e quello con un sospiro si fonde in lui.
Ora è di nuovo uno solo.
Mi dispiace
mormora rivolto alla donna che ancora tende le braccia
ma è sempre meno sostanza.
Gli occhi del ragazzo mandano lampi disperati
poi il suo volto si indurisce
mentre si gira e si allontana lentamente
vestito di una divisa nuova
controlla il caricatore della sua M-70.
PATHOS © 2000
Associazione di Letteratura Interattiva