FURTO CON... SORPRESA
di Tommaso Bardazzi
Non avevo intenzione di farmi ammazzare, ma trecento milioni erano tanti
e mi avrebbero aiutato a realizzare quei progetti che avevo in testa.
Lasciai i soldi sul banco, salutai la barista, un paio d’amici e me
ne tornai a casa…
Poco dopo, camminando per il centro… “camminando ? Ma io ho il motorino
!!!” pensai.
Mi giro per tornare indietro e … “cosa ci faccio in piazza Santa Maria
Novella ?”
“Ma che razza di strada ho fatto?” Preso da un raptus prendo il foglietto
su cui era scritto l’indirizzo…
“Si è proprio qui!…Questa poi…”
Trovai il palazzo facilmente, cercai fra i campanelli…
“Eccolo qui, terzo piano…”
Spinsi distrattamente il portone, quasi un gesto meccanico… era aperto.
“Beh visto che siamo in ballo… balliamo!”
Entrai e salii le scale. La serratura era abbastanza facile da scassinare…
mi chiusi delicatamente la porta alle spalle… sentii dei rumori “Il portone!
Sono fregato il padrone di casa sta tornando…”
Mi nascosi in un angolo.
“Se entra qualcuno lo stordisco e me ne vado…Addio al colpo ma almeno
salvo la pelle”
I passi si avvicinavano, cominciai a sudare…
Sempre più vicino… sentii la maglietta che cominciava ad appiccicarsi
alla pelle.
Erano quasi al pianerottolo… trattenni il fiato e strinsi i pugni pronto
a scattare… le nocche erano già bianche…
Sentii i passi, le risate, ero quasi in grado di distinguere le singole
parole e risi anche io quando sentii che non si fermavano e continuavano
a salire… Una porta si aprì e poi si richiuse.
Ripresi a respirare solo quando il silenzio era di nuovo padrone
del palazzo.
Mi rilassai e iniziai a girare per la casa; non mi ci volle tanto per
trovare ciò che cercavo. La statuetta si trovava dentro una vetrina…
la presi sorridendo
“ Cari miei trecento milioni.”
Io non me ne intendevo ma doveva essere qualcosa di molto prezioso…
Sentii un sussurro alle mie spalle, quasi una risata smorzata. Mi girai
brandendo la statuetta impugnandola per il collo, avrei steso anche un
bue, ma colpii solo l’aria.
“Devo stare più calmo… o posso dire addio alla mia libertà”
Un senso d’inquietudine mi assalì, accelerai il passo deciso
ad uscire, ma arrivato alla porta…
questa non c’era!!
“Forse mi sono sbagliato.. la casa mi sembra un labirinto.” Tornai
sui miei passi “Ho girato di qui.. sì venivo di qua non mi sono
sbagliato! La porta prima c’era!!”
Una risata e una voce dalle tenebre.
“Nessuno aveva mai rubato in casa mia… potresti essermi utile… ti va
un bicchiere di vino ?”