"Eccomi!"
Un storia d'amore
di Loki
Era una mattina di primavera, calda e tiepida, ed il sole cominciava timidamente ad affacciarsi all’orizzonte, quando i portali di Bidemurgh, il grande castello di Lingstir, la Capitale, si aprirono per lasciar uscire il cavaliere.
Il cavallo correva veloce sul sentiero. Il lungo mantello del cavaliere, nel quale sembrava risplendere una notte stellata, disegnava strane figure nell’aria fresca del mattino.
Lo aspettava un lungo viaggio, difficile e pieno di avversità fino al Centro del Sogno.
Ma era felice di affrontarlo.
Il cuore del cavaliere era gonfio di Gioia e di Speranza, e un po’ anche di Timore.
Al suo passaggio i boschi si aprivano e gli alberi si inchinavano. Gli uccelli cantavo inni e gli animali si fermavano ad osservarlo con ammirazione, perché lui è Loki di Asgard, Prima Nota di Enigma, e Signore di quelle terre.
Cavalcò per giorni e notti, senza riposo, senza stanchezza, attraversò valli e scavalcò montagne, guadò fiumi e saltò burroni.
Incredibili creature, che non appartenevano al suo mondo, provarono a fermarlo, ma lui è un dio, e un dio innamorato non si ferma davanti a niente. Aveva un lungo cammino da fare… e lo avrebbe fatto. Niente e nessuno avrebbe potuto impedirgli di arrivare da Colei che, oramai, aveva stregato il suo cuore e catturato la sua mente.
Eppure dentro di sé aveva delle cattive certezze. Il suo Sentimento non sarebbe stato ben visto da tutti.
Gli Eterni… cosa avrebbero detto? Avrebbero provato ad impedirgli di Amare? Enigma, il suo Signore, cosa avrebbe pensato? Avrebbe pensato qualcosa?
Non importa, Lui è una Nota Pura, il suo Eterno gli aveva donato Volontà e Ragione. Non si sarebbe fermato. Sentiva la Purezza del suo Sentimento, del suo Amore.
Mai aveva provato una sensazione del genere. O forse non se lo ricordava, dopo un Oblio durato Millenni? No, se avesse provato qualcosa del genere non ci sarebbe stato Oblio che avrebbe potuto farglielo scordare.
E arrivò alle stalle di Winnyedhal, dove il suo destriero alato era pronto per aiutarlo ad attraversare le aspre montagne. Silenzioso il cavallo si alzò in volo, librandosi nel cielo azzurro di una mattina di primavera; le possenti ali sferzavano l’aria con forza per essere più veloci e portare il loro Signore e Cavaliere lungo il cammino che aveva scelto.
Dall’alto del cielo Loki osservava il suo Dominio, che si espandeva per ogni dove; aspre montagne e dolci colline, piccoli laghi e terribili cascate, villaggi e città. E tutto ciò veniva lasciato indietro da Colui che cammina nei Cieli.
Il suo cuore era trepidante d’attesa e speranza, ed era pronto a mettere tutto ciò ai piedi della meravigliosa ed unica donna che l’attendeva.
Attendeva il momento in cui l’avrebbe rivista, splendida come un Angelo, bella come un Sogno.
E superò i suoi domini, non credeva che sarebbero finiti, ma superò i confini, e giunse in vista del porto di Lobisma, famoso per le sue meravigliose sete e i suoi incantevoli broccati. Il Porto del Dominio di Enigma.
La Nave con la Falena di Enigma e il Vessillo con l’Occhio di Loki era già pronta, e cominciava a spiegare le vele.
Il carico di doni per il Sogno dei suoi Sogni era già pronto, e lentamente Loki, il Padre dei Lupi, attraversò la passerella che lo portava alla sua nave.
E la nave salpò.
E passò mari in tempesta e giornate di calma, incrociando, non vista, altre navi che solcavano i mari… ma chi poteva scorgere la nave del Signore degli Inganni? Chi fra i tanti avrebbe potuto riconoscere nella nebbia che si muoveva sull’Oceano del Pathos il Vascello della Prima Nota di Enigma?
E i giorni passarono, e così le notti, ma finalmente, in un dorato mattino, Loki vide la sua prima meta. Il porto di arrivo di tutti suoi Sogni.
Il porto più bello che si possa immaginare, ancora illuminato dalle luci notturne che non del tutto si sono spente.
E il vascello del Signore degli Inganni, lentamente entra nel Porto, e Loki di Asgard ne discende e si reca verso il castello dei Sogni.
Loki di Enigma si trovò di fronte al grande portone della Dimora di Alchera di Sogno… Lentamente la porta si apri e Lei gli apparve. E fu come se tutti i sogni del dio si fossero avverati.
Bella come il mattino, era Alchera di Sogno, e splendente come una notte stellata.
Loki ne fu ancora una volta abbagliato. Ogni volta che la vedeva rimaneva estasiato, e pensava che mai aveva visto una tale bellezza, una tale armoniosità nelle forme, un colore così puro come quello degli occhi della dea.
E in quegli occhi avrebbe voluto perdersi, affogare, smarrire.
E ogni volta era sempre la stessa cosa.
E il Primo dei Figli di Enigma si inginocchiò di fronte alla Prima Figlia di Sogno.
"Eccomi!" disse.
Loki di Enigma