DESTINO INELUTTABILE
di Serena Antonelli
Buio, freddo, “tic, tac - tic, tac - tic…” è l’unico rumore
della notte, regolare, discreto, eppure assordante! Rimbomba quell’orologio
nella testa della Contessa; anzi non è l’orologio, ma il tempo stesso
a confonderla. Perché invece che nel suo letto si trova lì,
nella Biblioteca, in quella stanza a lei così cara e così
familiare fino a poche ore fa (o erano secoli?) e adesso così insignificante?
Perché è tutto così buio? Non ha risposte la Contessa,
sente solo di essere lì spinta dalla Necessità!!!!
“TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC TIC TAC
TIC TAC TIC ”
Il Tempo scorre più veloce! Il Buio è più
fitto! Il Freddo è più intenso!
All’improvviso una luce, debole, chiara, in fondo. La luce lentamente
cresce fino ad illuminare un nuovo ambiente.
Spinta dalla Necessità e consapevole di trovarsi lì per
osservare, la Contessa si mette in cammino con molte altre anime, finché
non giunge in un luogo ove sono due coppie di voragini contigue,
una in cielo e l'altra in terra, e in mezzo siedono i giudici. Dalla voragine
celeste a sinistra e dalla voragine terrestre a destra escono altre anime,
le une pure e le altre sporche e impolverate, reduci da un viaggio di mille
anni in cielo o sottoterra.
Dopo Sette giorni di permanenza in quel luogo le anime vengono fatte
camminare per Quattro giorni, finché non giungono in vista di una
luce simile all'arcobaleno, che tiene insieme tutta la circonferenza del
cielo. Alle estremità è sospeso il fuso del Destino ineluttabile,
per il quale girano tutte le sfere. Il fusaiolo, che è il contrappeso
che mantiene a piombo il fuso, è formato da Sette vasi concentrici,
messi uno dentro l'altro, e ruotanti in direzioni opposte sull'asse del
fuso. Su ogni cerchio sta una Sirena, che emette un'unica Nota, e le diverse
Sirene tutte insieme producono ruotando un'Armonia.
Le tre Moire siedono in cerchio su tre troni a uguale distanza; esse
sono figlie di Destino: Cloto, la filatrice, canta il presente, Lachesi,
la distributrice, il passato, e Atropo, colei che non può essere
dissuasa, l'avvenire.
La scena che appare agli occhi della Contessa è reale (lei
ne è sicura), ma allo stesso tempo fissa, come se stesse leggendo
una descrizione accurata in uno dei suoi libri!! Nella staticità
generale all’improvviso si staccano le Tre Sorelle (come se le figure del
libro prendessero vita) e le si rivolgono parlando in coro!
Parole delle vergini Moire: “Salve a te carissima sorella! Tu certo
Ci conosci e sai qual è il Nostro compito! Ti abbiamo chiamata perché
è giunta l’ora per Noi di unirCi a te, e per te di compiere
il tuo Destino!!”
Parole della vergine Cloto: “Anima, che vivi solo un giorno, comincia
per te un nuovo periodo di generazione mortale, portatrice di morte! Tu
sei ospite, non prima e non ultima, del Theos di Destino, così come
anche Io con le Mie Sorelle lo siamo state millenni prima di te! Sei involucro
di carne e sangue di un grande Spirito, Primo tra i Primi, e Servo del
Suo Adespoton! Ma la virtù è senza padrone e ciascuno ne
avrà di più o di meno a seconda che la onori o la spregi!!”
Parole della vergine Lachesi: “Anima, che hai vissuto pochi
giorni, fino ad ora sei stata dormiente, ma così come accadde per
Er, hai osservato ed è avvenuto il tuo Risveglio!
Si perde nel Tempo la memoria del Pathos e dei Sette Eterni, e delle
loro Sette Note! Anche Io con le Mie Sorelle ospitai Destino di Destino,
ma molti altri prima e dopo ebbero lo stesso importante compito; infatti
è il Caso che ha determinato la scelta tra vite di animali, di luoghi,
di uomini, di donne, di tiranni di successo o fallimentari, di persone
oscure o insigni!! La Memoria non Ci aiuta nel riconoscere i singoli ospiti,
Ci parla però di un uomo saggio e anziano, a cui Destino diede il
dono del profetizzare; Nostradamus era il suo nome!!”
Parole della vergine Atropo: “Anima, che vivrai molti giorni, ti
aspettano sacrifici e tormenti! Il tuo compito sarà quello di guidarCi
sulla Terra e di portare il Pathos nel Terzo Millennio!! A differenza delle
altre anime, tu non berrai l’acqua del fiume e quindi ricorderai, ma il
tuo ricordo sarà monco e dovrai chiedere aiuto ai tuoi fratelli
così da poterli condurre e diventare loro massimo sostegno!! Quando
Destino saprà, allora Io stessa spezzerò il filo della tua
mortale esistenza!”
Appena le anime giungono in questo luogo, un araldo le mette in fila per presentarle a Lachesi; egli, presi dalle ginocchia della Moira alcuni destini e modelli di vita, estrae a sorte l'ordine della scelta delle anime, offrendo loro una grandissima quantità di paradigmi di vita. Dopo la scelta, le anime si presentano a Lachesi, dalla quale ciascuna ottiene il daimon che si è preso, perché gli sia custode e adempia quello che ha scelto. L’araldo guida l'anima da Cloto, a confermare sotto il giro del fuso il suo Destino, e poi da Atropo a renderlo inalterabile, e quindi verso la pianura del Lete, afosa e senza alberi. Alla fine della giornata le anime si accampano sulla riva del fiume Amelete la cui acqua non può essere contenuta da nessun vaso. Tutti - tranne la Contessa - vengono obbligati a bere quell'acqua, che fa dimenticare. Poi le anime si addormentano e a mezzanotte, con un terremoto, vengono lanciate nell'avventura del nascere. La Contessa, che non ha bevuto, si risveglia con la memoria del suo mito.
Roma, Giovedì 07/10/1999 h. 24.00
Buio, freddo, “tic, tac - tic, tac - tic…” ora non è più l’unico rumore della notte!! Nella testa della Contessa ora rimbombano delle voci, TRE VOCI, e la mente per un attimo vacilla, ma poi ricorda!! Ricorda come contattare i suoi fratelli!! Corre al computer ma il suo corpo improvvisamente inadeguato la fa cadere; si rialza; tutto deve ricominciare, nulla può più essere dato per scontato!! Ora la Necessità la spinge a cercare i suoi alleati!! Destino di Destino E’ TORNATA!!!!!!!!!