L'incarnazione di un Desiderio
  di Laura Wilde e Yuri Kondratiuk


Nebbia.

Ero sicuro, fino ad un attimo prima lei era con me.
Potevo sentire il suo calore, il suo profumo.

Piano, piano, inizio a vedere. Ombre di cose, non è una stanza, o forse sì...
I muri ancora avvolti dalla nebbia.
Uno specchio?
Sì, sicuramente quello è uno specchio, un grande specchio ovale, ma inspiegabilmente è appeso nel vuoto.
Poi, una donna.

Laura Wilde mi sta dando le spalle, è di fronte allo specchio.
Il vestito che indossa è lo stesso che aveva pochi attimi fa.
Pochi attimi.
Chissà quanto tempo e’ passato in realtà!

Le spalline del vestito scendono, il vestito scivola a terra lentamente.
Si sofferma un attimo sui fianchi, poi... giù fino alle caviglie, come se la seta le carezzasse la pelle.
E’ completamente nuda.
Mai alcuno spettacolo della natura mi ha tanto incantato!
Il candore della sua pelle, la leggiadria della braccia, la sinuosa linea dei fianchi, la rotondità dei glutei e la grazia delle gambe.

Il cuore all'improvviso parte in una cavalcata tesa a raggiungere la musa ispiratrice d'ogni pittore, scultore o cantore.

All'improvviso un rumore...

L’istinto di sopravvivenza mi fa voltare di scatto a controllare la natura di quell’intrusione.
Nulla.
L’attenzione torna alla donna che mi ha trascinato in questa nuova avventura. Lei non è più lì, rimango a contemplare la mia immagine nello specchio.

** Cosa ci fa lui qui?**
Annibale, la sua voce, ma anche la mia, che parla.
"Cosa ci faccio io qui? Ha ragione, io non dovrei essere qui."
**Questa è la fortezza di Desiderio, a nessun mortale è mai stato consentito entrare**
Lo dice con un tono di invidia. E’ bello sentirsi addosso l’invidia di un immortale...
" Questa è la fortezza di Desiderio, e LEI fa quello che vuole!" gli rispondo inorgoglito.

Ora posso vedere tutta la stanza.
Una grande finestra con le tende tirate, le pareti di un colore caldo e rilassante.
L’arredamento e’ essenziale, intimo, la luce viene da più lampadari che scendono dal soffitto a cassettoni, sorretti da carrucole in ceramica, pieni di candele.
Al centro della stanza un grande letto di legno, coperto da tende di lino trasparenti.

Lei e' lì seduta.
Indossa una camicia, vago ricordo di una veste egizia.
Non riesco a vedere altro di lei, tranne il suo sorriso.
Molti sono morti per vederlo, molti non l’hanno neppure sognato.
Io invece sono qui, ancora vivo davanti a lei.
 

Poi la sua voce.

" Benvenuto Yuri, tu sei il primo a cui e' stato concesso di entrare qui
Non sorprenderti se in questo momento non sei Annibale, ci sarà tempo per tutto. Vieni!"

Il petto si gonfia. Lei vuole me, Yuri Kondratiuk di L’viev.
Mi faccio avanti. I passi sono insicuri, le gambe tremano.
Tanto è il Desiderio, tanta è l'emozione, tanta è la paura di fronte alla realizzazione di un sogno...

Mi avvicino al letto, la guardo negli occhi, ma tanta è l'intensità che distolgo lo sguardo.
Allungo la mano, sembro affetto dal Parkinson.

**Codardo** Un singulto di gelosia dell’immortale

"Fanculo! Oggi hai perso, mio bel condottiero, oggi hai perso..."

La tenda si apre, mi siedo sul letto, al suo fianco. Vedo solo adesso che la camicia e' leggermente trasparente, legata in vita da una piccola cintura, incrociata sotto i seni.
Con la punta delle dita le sfioro il viso, le scosto i capelli in modo da poter vedere la perfezione del collo. Poi, impacciato, mi avvicino.
Il mio corpo è così teso dall'eccitazione da muoversi a scatti: ora non riesco a muovermi, ora quasi le frano addosso.

Alla fine le mie labbra sfiorano il suo collo, leggere, incerte.
Il profumo che sento mi fa girare la testa, ma forse non e' soltanto il profumo.
Lei si adagia sui cuscini, assaporando il piacere dei baci.

"Adoro essere baciata sul collo"

Il sorriso con cui lo dice e' malizioso, come se assaporasse sì il piacere dei baci, ma anche il piacere del mio turbamento, della mia incertezza, della mia lotta interiore.
Le sue parole mi danno coraggio, il mio bacio si riempie di passionalità, si sposta un po' più indietro, poi un po' più in alto. Infine mi separo e con timore torno a perdermi nei suoi occhi.
Mi guarda.

"I tuoi occhi sono meravigliosi, lo sai vero?"

In un attimo sento che tornano neri, di fuoco, pieni di passione, ma anche di sfida.

"Annibale finiscila, non puoi essere geloso di te stesso, e' Yuri che voglio stanotte, ci sarà tempo, non temere"

Il tono della voce non e' arrabbiato, anzi, sembra divertito.

Si avvicina, scioglie i lacci della mia camicia, la apre, continuando a guardarmi fisso negli occhi.

Lacci? Mi sembrava di non avere una camicia.
Abbasso lo sguardo su di me, indosso un paio di pantaloni morbidi di tipo orientale legati in vita da una sciarpa, sono scalzo.

La camicia e' scesa, sento le sue mani che mi sfiorano la pelle, mi adagio sui cuscini.
Le sue labbra sfiorano il mio collo, prima in maniera dolce, poi sempre più passionale, lentamente scendono, sono sul mio petto.
Tendo le braccia lontano dal corpo, le mani si aprono con forza ad assaporare questo stillicidio di piacere.
Il corpo si inarca ad anticipare i suoi gesti, ingordo di tanto piacere.

I capelli mi sfiorano, i baci cominciano a diventare piccoli morsi, sento le sue labbra su di me, il peso del suo corpo sul mio, il suo calore, i suoi seni premuti contro il mio corpo. La sua bocca risale lentamente, molto lentamente, verso le mie labbra.

Ho di nuovo la visione del suo corpo davanti alla specchio.

Le sue mani cercano affannosamente le mie, scivolando lungo le braccia.
Le dita si intersecano in una stretta d'acciaio.

Un morso sulle mie labbra interrompe il rincorrersi delle nostre lingue e con non poca fatica, inarco la schiena fino a mettermi seduto, trascinando con me anche lei, il suo corpo.
Con le mani ancora saldamente una nell'altra, la abbraccio.
Un infinito, dolce ed immenso abbraccio.

Le mie dita sciolgono la presa, cercano la cintura, raggiungono il nodo,
lo sciolgono.
La veste si apre, le mie labbra sono tornate sul suo collo, sulle spalle, per scivolare sul petto.

Sentire le sue labbra su di me, il suo calore, e' Nutrimento... Nuova Vita.
Il piacere si diffonde sul mio corpo e su quello di lui... tutto intorno a noi.

La veste è scesa fino alla vita, le mani cominciano ad accarezzarla, dolcemente, quindi si arrampicano come piccole formiche lungo la schiena fino ad arrivare ad incrociarsi dietro le spalle, per saldare i due corpi uno contro l’altro in un abbraccio più forte e passionale del primo, come se tutte le incertezze fossero sparite.

Cullarsi in quell'abbraccio... rimanere così... uniti!

"Sì. Ho scelto bene!"

Non ci sono state parole, ma io ho sentito.

"La tua dolcezza e anche un po' della tua paura, sono Estasi per ME"

E’ lei a sciogliere l’abbraccio.
Scivola lentamente indietro, distendendosi sul letto.
La sua camicia e' poggiata sui fianchi, aperta.
La guardo.
I capelli, il viso, il suo corpo, le lunghe gambe.

Un piede si appoggia sul mio petto, un brivido, come una scossa elettrica, attraversa il mio corpo.
Unghie perfettamente laccate, caviglia fine, mi carezza piano.
Lentamente si abbassa, raggiunge la sciarpa legata in vita, che si scioglie, cadendo.
Il piede scende ancora, i pantaloni scivolano... l'ombelico, poi più giù, sfiorandomi solamente.

La lucida stoffa dei pantaloni accarezza l'evidente erezione, rendendo infinito l’attimo di piacere, nella loro caduta.

Il piacere fa tremare il mio corpo.

L'attesa.

Il desiderio sta diventando insopportabile, le carezze sempre più decise,
non so per quanto riuscirò a resistere ancora.

Il piede non cessa le sue carezze sempre più abili, anzi!
Vorrei urlare, il cuore non regge i battiti, poi...

Mi ritrovo inginocchiato sul letto, nudo.
Il suo sguardo e' posato su di me, lo sento, come se mi toccasse.
Il suo piede e' di nuovo lievemente poggiato sul tuo petto.

Sorride... attende...

Prendo il piede delicatamente fra le mani, appoggio le labbra sul dorso.
Piano, piano i baci risalgono lungo la gamba facendosi sempre più arditi, assaporano la dolcezza della carne, la pienezza delle cosce, l'aroma stordente del sesso, la tensione dell'addome, la turgidezza dei seni.

Via via che i suoi baci si fanno più arditi, il mio piacere diventa estasi.
Le mie mani sentono il bisogno di stringerlo, toccarlo.
Le mie dita si intrecciano nei suoi capelli.
Il piacere che provo quando sento le sue labbra.
Fermare l'attimo quando poggia la lingua sul mio corpo, sentire la pelle non rasata che mi punge...

Le mie braccia avvolgono il suo corpo, lo stringono forte.
Rotoliamo sul letto uno contro l'altro, petto contro petto, pancia contro pancia, sesso contro sesso.
Infine, il mio corpo cede all'inevitabile e, nonostante gli inutili tentativi di prolungare ancora l'immenso piacere, scivolo in lei.

I muscoli si serrano. Le sue gambe avvolgono i miei fianchi in una morsa.
La danza dei nostri corpi si fa più frenetica, i baci violenti.
Rotolando mi trovo sotto di LEI.
Si ferma. Seduta su di me.

Assaporo il piacere di averti in me.
Mi avvicino alla tua bocca, ti bacio e sussurro
"Sei davvero pronto?"

Non aspetta la mia risposta, la sua bocca quasi mi soffoca.
E' un attimo, sono trascinato in un vortice, un abisso di emozioni e di piaceri, molto più forti di quanto possa sopportare.
Quel Desiderio non e' umano.

Gli occhi si spalancano, le braccia si tendono ai fianchi, la mani afferrano con forza le lenzuola.
Più esplosivo di ogni orgasmo il suo Desiderio irrompe in me schiacciandomi contro il letto.
La sua forza è così intensa che ne potrei essere annientato, ma lei questa volta ha pietà.
Torno in me, le sue labbra si staccano dolcemente.

Mi rendo conto adesso che lei, per un solo attimo, non più di quello che il mio povero corpo e il mio cuore limitato potesse sopportare, ha condiviso con me le sue emozioni , il suo piacere.
Mi guarda, sorridendo

"Non ho intenzione di ucciderti, non preoccuparti"

Poi piano, perché tutto non finisca troppo in fretta, ricomincia la danza, muovendosi piano...

Sento in me nuovo vigore. Per nulla annientato dall'estasi appena provata, mi unisco alla danza, seguendo il ritmo, un dolce crescendo, mai troppo forzato.
Mentre le mie mani accarezzano i suoi fianchi, sento il Desiderio che chiede di uscire, prima con calma, poi sempre più insistente.
Il mio corpo si flette sotto la sua spinta, cercando di trattenerlo, ma lui è più forte, con intenso piacere e immane dolcezza, mi abbandona incosciente sul letto.

Le sue braccia cingono il mio collo. Mi portano su, fino a quando non siamo seduti, stretti l'uno nelle braccia dell'altro.

"Questo e' il mio Amore, il mio Desiderio, più te ne riesco a dare, più ne possiedo, perché entrambi sono infiniti..."

C’è sempre un po' di tristezza quando tutto finisce, ma anche un’infinita dolcezza. Si stende su di me. La dolce sofferenza di staccarsi, poi baciandomi mi sussurra:

"Dormi..."
 


* * *

Mi risveglio e lei e' distesa sopra di me. La sua testa e' poggiata sul mio petto, posso sentirla respirare, le sue gambe sono intrecciate con le mie.
Le mie braccia la stanno ancora stringendo, non riesco a capire se dorme.
Piano le sfioro i capelli, le carezzo la schiena. Sembra cosi' indifesa.
Il mio primo istinto e' quello di proteggerla ad ogni costo, ma continuando a guardarla e stringerla, si risveglia in me il desiderio.
La sua testa si muove, mi guarda:

"Dimmi Yuri, chi e' Silvie Neupert?"

Rimango un attimo sbalordito. E' come una sveglia che mi riporta alla realtà dopo un lungo sonno. E smarrito rispondo:
"Silvie... E' una giornalista francese, l'ho conosciuta ai tempi della Lancia... Quando ero ancora con Pan... Ma perché questa domanda?"

La sua mano si allunga verso il mio viso, con un dito segue il profilo delle mie sopracciglia, il naso, si ferma sulle labbra continuando a guardarmi fisso negli occhi.

"Non preoccuparti, non e' la domanda di una donna gelosa, ma ho bisogno di sapere esattamente cosa provi ancora per lei, un tempo credevi di amarla, forse anche adesso?
So che l'hai cercata di nuovo e che lei e' in pericolo.
Da adesso in poi ho bisogno di ognuno di voi, non solo della parte immortale, ma anche di questa, che la racchiude, siete rimasti cosi' pochi...
Per molti può non essere importante ma per me lo é.
Devo fare una scelta, devo sapere esattamente alcune cose prima.
Tu in questo momento sei in pericolo. Potresti imbatterti in qualcosa molto più grande di te e anche di Annibale purtroppo e io non potrei che rassegnarmi a perderti.
Annibale potrebbe tornare, ma tu no, io ho bisogno anche di te."

Mi bacia, il suo sguardo è molto triste.

" Si, c’è anche un altra ragione, ma la saprai in seguito"

"Mia Signora, è così difficile rispondere a quello che tu chiedi. Amo Silvie? Non so. All'inizio è stato ‘lavoro’. Era utile prendere contatto con lei. E così l'ho fatto. Poi, quando lei è venuta piangente a chiedermi aiuto non gliel'ho potuto negare. Mi sono accorto di chi era veramente, così non è più stato ‘lavoro’...
Dopo più nulla, fino a poco tempo fa, quando di nuovo per lavoro l'ho cercata. Ho sentito che era di nuovo in pericolo, mi sono sentito male per averla abbandonata. Sinceramente non posso dire di amarla, o forse non voglio.
Dopo Stasyia non me lo sono più concesso. Ho giurato a me stesso che mai più avrei sbagliato per amore. Pertanto, forse l'amo, ma non posso permetterlo.
Ora meno di prima.
Non perché sia Annibale a dirmelo, guardami negli occhi e capirai che non mento."

I suoi occhi mi guardano, il modo di fare è strano, diverso.

"Ora! Non puoi permetterlo?
Interessante. Visto che non c'entra Annibale, come dici, quale sarebbe la ragione di negare il tuo desiderio, Yuri?
Sempre che sia un tuo desiderio.
Come ti ho detto lo rispetto.
Vedo che non menti, ti sto guardando negli occhi, ma tu hai mai guardato attentamente nei miei?

...Bene, ho saputo ciò che volevo, ed ho fatto la mia scelta. Sei libero di tornare a casa quando vuoi, basta chiedere, o desiderare.
Un’ultima cosa, faro' in modo che tu non dimentichi nulla di questa notte,
anche se forse sarebbe meglio il contrario. Non e' detto però che questo sia un regalo..."

Sorridendo si avvicina, fa per baciarmi, mi morde, dal labbro esce del sangue.
Il suo bacio si fa violento, mi sento scivolare lontano, sento nei miei occhi tornare la forza e la focosa passione dell’immortale...
 


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