LA
CHIAMATA
di Loki
Molti secoli fa, o forse erano millenni,
colui che un giorno sarebbe stato chiamato Loki, viveva con il suo popolo
al Nord.
Non aveva ancora un nome quel popolo, viveva nel freddo e del freddo, riuscendo a sfruttare le poche risorse che quelle regioni offrivano con astuzia ed ingegno.
Ed io ero con loro… vivevo con loro… e già soffrivo con loro.
Come posso dimenticare?
Ora nel corpo in cui vivo, in un mondo alterno di vita e di morte… dove ancora, dopo Millenni, il Fratello uccide il Fratello… non posso non ricordare!
C’è sempre stato sangue nella mia vita! Non sempre ho portato la saggezza, non sempre ho dominato le mie emozioni… non sempre il Limite ha imposto le sue giuste leggi!
Ho guidato uomini in battaglia, ho governato popoli, e non sempre ho avuto la saggezza di ricordare chi ero, anche in quei passati giorni in cui più viva avrebbe dovuto essere la consapevolezza.
Ma l’Uomo ha sempre vinto sul "dio"! Le emozioni della scoperta, dell’ignoto e delle domande cui dare risposte mi hanno sempre perseguitato, assillato, dominato! Anche quando non c’erano risposte.
Lentamente dentro di me riaffiora il ricordo di vite passate, ancora troppo sbiadite per dar loro un nome ed una collocazione… ma episodi tornano alla mia mente, e li fisso in me, li inchiodo nella mia memoria nella speranza di ritrovarli… se perderò di nuovo la coscienza di me.
La vita in quel lontano passato, tra fiordi e capanne e navi. Alcune volte mi trovo a rimpiangere quei momenti.
Ma ricordo qualcosa che accadde, che accade e che un giorno, so accadrà ancora…
Ricordo…. Ricordo… ricordo
Ricordo quando dentro di me sentii i miei Fratelli… e mi ricordai di non essere Solo… che eravamo tanti… e avevamo lo stesso scopo.
E capii che mi stavano chiamando… mi tornarono tutti in mente… tutti.
E partii.
Passai i fiordi, passai i laghi ed i mari, incontrai nuove popolazioni, sapevo che c’erano, l’avevo sempre saputo. E loro sapevano chi ero, lo avevano sempre saputo.
Non fui disturbato durante il passaggio, ovunque trovai riposo e conforto alla stanchezza. Ovunque trovai aiuto parole di conforto.
Mi viene da ridere oggi a distanza di tempo, di tanto, tantissimo tempo, vedendo l’umanità che stiamo aiutando, o che crediamo di poter aiutare.
Arrivai al mare.
Ho sempre vissuto sul mare… un mare freddo, grigio, gelido come spesso è stato il mio cuore.
Come spesso ho voluto che fosse il mio cuore.
Ma questo mare era diverso, era azzurro, limpido e caldo.
Ma anche qui era il mare, era la vita, era la morte.
E finalmente giunsi là, dove nessuno mai potrà tornare, dove pochi hanno mai messo piede e dove nessuno ormai lo rimetterà più!
Sapevo di esserci già stato, sapevo che un giorno ci sarei tornato, e so che un giorno ci tornerò… in mezzo al mare.
Ci trovammo tutti lì. Eravamo sette, eravamo i Sette!
Ci eravamo già conosciuti, ci siamo sempre conosciuti!
Abbiamo lottato, amato, odiato. Insieme o contro. Per noi o per i nostri Padri. Ma da sempre abbiamo saputo che, in un modo o nell’altro, il nostro scopo era lo stesso.
Abbiamo metodi e mezzi diversi. Abbiamo seguaci, abbiamo amanti, abbiamo e siamo nemici e amici. Ma abbiamo uno Scopo… un Motivo… un Pathos… unico!
E da lì, da quel luogo in mezzo al mare, stavamo per unirci come nessuno dei nostri Fratelli aveva mai fatto… come nessuno dei nostri fratelli farà ma… come nessuno dei nostri Fratelli potrà mai fare.
E lo faremo anche per loro.
Sinceramente
Vostro
Loki di Enigma
Signore degli Inganni