CERVETERI
Cronaca di un piano astuto

di
Demetra (Nella), Dubbio (Gloria), Maya (Flavia),
Es (Ariel Rubedo), Alchera (Lucia), Deifobe (Penelope),
Monica Rewinsky e Andromaca Gualtieri

con la partecipazione di
Pan (Fabio), L'Assassino (Luca),
Misha Valois, Andrea Pantarkos e Alex Pelter

Arbirtraggio narrativo di
Luca Giuliano

Stesura definitiva a cura di
Diana di Giovanni


Il piano è perfettamente congegnato ma Nella ripassa mentalmente la sequenza ancora una volta:

Martedì 31 agosto faccio un paio di telefonate (in particolare a Penelope e Lucia) in cui parlando come una cospiratrice, dico che martedì mattina andrò a spostare la "cosa": l'intento, se qualcuno mi ascolta è quello di far sembrare la telefonata un'informazione in codice, ma che si capisca, sullo spostamento imminente della Lancia.

Invece il giorno stesso, verso le nove e mezza, mi reco dalla notaia, prendo la chiave della cassetta, poi vado alla Cariplo e prelevo davvero la Lancia. Maya e Gloria, saranno già nella banca con una scusa plausibile, riceveranno da me la Lancia, se la metteranno addosso (è importante che non ci siano borse visibili) ed usciranno tranquillamente.
QUALCUNO starà guardando loro le spalle e controllerà che nessuno le segua.
In motorino andranno a Montecitorio (è lì vicino, dieci minuti a piedi, cinque in motorino) dove le aspetta la cognata di Gloria che deve far da garante per entrare alla banca interna e depositare la Lancia in una delle cassette di sicurezza.
Se ci dovessero essere problemi con il metal detector della Camera, suppongo che sia Gloria sia Maya siano ben attrezzate per evitare storie...
Io uscirò invece dalla CARIPLO di Piazza Barberini con un vistoso zainetto tra le braccia e mi recherò in un altra banca (ho scelto la filiale del Credito Italiano di Via Nomentana) dove prenderò una nuova cassetta di sicurezza e ci metterò dentro un bel coltello da cucina portato da casa...
In tutto ciò serve quindi che Andromaca controlli se io sono seguita o controllata da qualcuno.

Sì, dovrebbe funzionare!!!-
 

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Roma - Martedì 31 agosto 1999

Ore 10.00
Nella ha prelevato la chiave della cassetta di sicurezza presso la sua notaia di fiducia, in via del Corso, e si è diretta verso la sede della Cariplo di Via Barberini dove la aspettano già Gloria e Maya.
Quanto tempo è passato da quando la preziosa Lancia è stata depositata nella cassetta di sicurezza? Questo pensiero si è affacciato alla mente di Nella mentre il suo sguardo incrocia quello della guardia giurata che staziona davanti alla banca. Cinque mesi? Troppi. Cerberus. È il nome della compagnia di sorveglianza della Banca che appare sul cartellino in evidenza sul petto dell'agente. Nella entra e saluta con un cenno le sorelle che si avviano con lei presso il servizio di accesso alle cassette.

Gloria e Maya scendono con Nella nel caveau, Cerberus... Perché, mentre Nella scende nel caveau, questo nome e l'agente che la guarda fissamente negli occhi, ritorna come un flash nella sua mente?

Nella è davanti alla cassetta. Maya e Gloria le sono accanto.
Eppure Nella è sola, immersa in un'attesa interminabile... pochi istanti e pochi centimetri la separano dalla Lancia... flash! È cambiata la sorveglianza nella Banca. Avrebbe giurato che l'ultima volta che è stata lì la sorveglianza era affidata ad un'altra società... Il cuore comincia a batterle forte... La cassetta si apre... Cerberus...
Un lampo di luce, una scintilla, appare dal buio all'interno della cassetta, al di là dello sportello che si spalanca: ...La Lancia è lì, scintillante, perfetta! Con un sottile velo di sangue, appena visibile verso la punta...
Nella allunga la mano per afferrarla... Maya e Gloria sono lì accanto a lei con il cuore in tumulto...
Quanti sguardi sono posati su di loro?
La mano di Nella si avvicina lentamente all'artefatto...
Cerberus!

La Lancia... non c'è... la mano affonda nel nulla...
La Lancia... il cuore che si rovescia su se stesso... un conato di vomito appena represso e deglutito all'istante... l'amaro, l'acido in bocca...
La Lancia non è lì...

Che fare?
Già... che fare?
 

Calma...
È possibile che sia un'illusione.
Maya ha la netta impressione che sia un'illusione che fa sembrare che la Lancia ci sia, ma la Lancia non c'è...
Cerca quindi di verificare in qualche modo se la realtà è manipolata e se effettivamente la sparizione è reale e purtroppo dopo poco arriva alla conclusione che è davvero un'illusione che nasconde alla vista il fatto che la Lancia non è al suo posto, ovviamente solo alla vista: toccando... la mano passa attraverso il nulla...

Se la rete di protezione intessuta è stata violata o dissolta in qualche modo, come mai nessuna se ne è minimamente accorta? DOVEVAMO sentire... invece neanche una lieve perturbazione. Non è possibile.

Tre minuti di concentrazione assoluta e tutte sono d'accordo: Il sorvegliante della Cerberus c'entra qualcosa. Bene, allora deve parlare.
Le tre donne si muovono come una persona sola. La cassetta è richiusa normalmente.

Maya rimane a controllare che nel caveau non sia successo nulla di strano e guardando con attenzione nota che c'è un blocco di cassette intorno a quella che conteneva la Lancia che sono più nuove di quelle più distanti. È qualcosa di appena percepibile, qualcosa che risalta solo agli occhi attenti di una come lei particolarmente sensibile agli inganni... vede distintamente che il blocco non appartiene alla costruzione originale: si tratta di una vero e proprio "pezzo di muro blindato" tagliato e sostituito a regola d'arte. Ora ha la certezza che la Lancia non si trova più nella Banca.

Nella chiama al cellulare Andromaca, le dice di tenere d'occhio il sorvegliante della Banca, di stare molto attenta, c'è qualcosa che non va. Le chiede di stare pronta, tra poco usciranno ma se vede il sorvegliante fare qualche mossa strana le chiede di seguirlo e di non perderlo di vista un attimo, tenendosi in contatto col cellulare. Ora non può spiegare meglio, non c'è tempo.

- Ok!! Userò tutte le mie abilità, puoi starne certa, - la rassicura l'amica.

Gloria risale al piano superiore e va a confondere la guardia giurata perché la segua nel piccolo parcheggio dietro la banca. Gli fa venire il dubbio che stia organizzando qualcosa perciò è necessario seguirla. Li segue anche Es ma una volta nel parcheggio è provvidenziale l'arrivo di  Nella che "convince" l'uomo a salire tranquillamente nella sua auto, parcheggiata proprio nel vicolo.
 
L'agente è un italoamericano (Bob Colletti), parla piuttosto bene in italiano ma l'accento lo tradisce. La Cerberus è un'agenzia di guardie del corpo e sorveglianza con sede a Chicago.
Lui lavora in Italia da circa un anno. È stato utilizzato più volte alla Cariplo, dall'inizio di Maggio in poi.

È presto chiaro che lui non sa cosa è successo: è solo uno che esegue degli ordini. Tra le varie cose inutili che dice, l'unica interessante è che nel caveau della Banca sono stati fatti dei lavori, ultimamente...
Su queste parole reclina il capo...
... è morto.

Nel frattempo Andromaca chiama avvertendo che altri due Agenti della Cerberus stanno uscendo dalla Banca e si stanno dirigendo verso il parcheggio...

In effetti, poco dopo girano l'angolo...

Gloria li "confonde" perché distraggano la loro attenzione dalla macchina mentre viene scaricato il corpo e si allontanano non senza essersi assicurate che nessuno si ricordi di loro...
L'auto si allontana dal vicolo, solo Andromaca rimane ancora a controllare cosa succede.

Scaricato l'infartuato, Gloria torna verso la banca a piedi, nel vicolo dove furono sacrificati i tizi da Rustavich, vuole verificare se confina con la banca e se ci sono tracce di lavori; si tiene nei paraggi per essere contattata in caso di ritrovamento della Lancia per spostarla velocemente. È furibonda, è convinta che l'Ammerikano sia l'artefice di questa faccenda quindi comincia a pensare a delle adeguate contromisure da adottare nei suoi confronti mentre, nella mente, rimugina - Vendetta, tremenda vendetta... arde in me tremendo il foco, il tuo sangue o scellerato, ad estinguerlo fia poco- chiaro segno dello stato d'animo in cui si agita.

Andromaca, che è in osservazione, nota che i due agenti della Cerberus, benché abbiano visto quello che è accaduto, non si scompongono. Si avvicinano al loro compagno, lo sollevano come se avesse un malore, e lo riportano all'interno della banca. Qualche passante lì vicino appare sorpreso e perplesso, ma il comportamento degli agenti della Cerberus è troppo tranquillizzante perché la cosa possa destare dei sospetti.

Intanto, le altre, hanno parcheggiato poco più lontano restando in contatto con Andromaca per sapere in tempo reale cosa succede e se qualcuno ha notato delle donne che erano da quelle parti al momento della strana morte della guardia perché nel caso non le abbiano ricollegate alla cosa, Nella vuole tornare indietro.
Intanto telefonano a Lucia chiedendole di correre urgentemente alla banca, che è successo qualcosa e c'è bisogno del suo aiuto.

Mentre l'amica si prepara di corsa e prima di uscire avverte Roberto che se non la vede rientrare per le 13 si deve impensierire, Penelope e Monica vengono anche loro messe al corrente di quanto è successo e Penelope assicura che prenderà subito il primo aereo da Milano.
 

Ore 10:45
Maya è rimasta un po' all'interno del caveau, poi è risalita al piano principale su sollecitazione dell'impiegato che era rimasto con lei.
All'interno della banca tutto pare procedere regolarmente ma alcuni impiegati sembrano prestare moltissima attenzione a lei che si mette a compilare moduli, fare file e poi fingere di aver dimenticato qualcosa, ecc. ecc. mentre altri continuano indifferenti a svolgere il loro lavoro con i clienti.
 

Ore 11.15
Nella rientra nella banca senza alcun problema e Maya si avvia verso di lei.
Un impiegato, quello che aveva accompagnato il gruppo nel caveau, si muove sorridente in direzione di Nella: - Di nuovo qui, signora? Ha dimenticato qualche cosa?.-
In quel frattempo arriva Lucia.
- Vorrei scendere nuovamente nel caveau, se non le dispiace.-
Durante il tragitto Nella chiede all'impiegato se hanno fatto dei lavori ultimamente.
L'impiegato minimizza...
- Aaahh, si vede che le banche ci hanno i denari da buttare... - polemizza Nella.
L'impiegato spiega che sono stati potenziati i sistemi di sicurezza, la sorveglianza, cose così. Tutti interventi rivolti a migliorare il rapporto di fiducia tra la banca e il cliente (ampio sorriso di commento).
Ovviamente alle insistenti richieste di Nella su chi ha eseguito i lavori, spiega che quella è un'informazione riservata e si dimostra sorpreso per questo suo interesse: - I lavori sono stati decisi dalla direzione ed eventualmente lei, Signora Portieri, dovrebbe rivolgersi al direttore... -

Intanto il gruppo è arrivato alle cassette di sicurezze.
Nella prende la cassetta e con Lucia va nella saletta per aprirla.
La situazione non è cambiata. La Lancia sembra essere lì ma al tocco appare evidentemente un'illusione.
Lucia si concentra e cerca di individuare l'origine di questa energia illusoria.
Improvvisamente il suo volto diventa di un pallore mortale... e con voce flebile sentenzia: - Assenza.-

La cassetta viene rimessa al suo posto e il gruppo si appresta a uscire quando Nella volge lo sguardo intorno per verificare se la stanza delle cassette ha un sistema di telecamere: c'è, ed ha anche una copertura invidiabile! Infatti, ora che guarda con attenzione si rende conto che tutte le loro azioni sono state sorvegliate.
- Vuoi vedere che siamo state sorvegliate anche mentre aprivamo la cassetta?- pensa tra sé e sé con apprensione.

A questo punto piuttosto preoccupata, Nella si informa sulla fine delle videocassette di registrazione, mostrando la più grande nonchalance nel rivolgersi all’impiegato che le accompagna: - Le tenete a lungo... le riutilizzate... così per curiosità... -
- Ma lei signora ha un grande interesse per i nostri sistemi di sicurezza?!-
- Mi sembra normale, visto che in questo caveau ci sono i miei gioielli e che poco tempo fa ci sono stati furti clamorosi anche qui vicino... Per esempio... chi ha garantito per la ditta che faceva i lavori?-
- Non si preoccupi, la banca ha preso tutte le precauzioni necessarie, ci mancherebbe. Nessuno dei nostri clienti si è mai lamentato di niente. Le videocassette, secondo la normativa vigente, sono conservate per 48 ore a disposizione di eventuali interventi della magistratura, poi, passato questo periodo, sono riutilizzate. Sa... la legge sulla privacy. E poi non avremmo mica i mezzi per archiviare tutto ciò che viene registrato dalle nostre telecamere. (Ampio sorriso di commento). Mi scusi, signora Portieri, ma ha avuto qualche problema aprendo la sua cassetta di sicurezza? Spero di no... -
 

Ore 11.45
Quando Nella, Maya e Lucia risalgono nella sala principale tutto è regolare. La banca è piena di clienti. L'impiegato saluta gentilmente e ritorna dietro il suo bancone. Tutto regolare, tutto procede in una calma assoluta.
Però quante telecamere... questo prima non lo avevano notato!!!
E poi!!! Quegli impiegati sollevano gli occhi verso di loro fingendo di guardare distrattamente altrove...

- Accidenti!- esclama Maya dandosi una pacca sulla fronte in maniera plateale - Ho dimenticato di controllare un'altra cosa- si volta e tirando Nella per la manica si rivolge di nuovo all'impiegato e gli chiede di ricondurle di sotto mentre Alchera e Nella la guardano interrogativamente ma lei le azzittisce con un cenno del capo.
Mentre ridiscendono l'impiegato inizia a mostrarsi un poco seccato e le due Note continuano a fare cenni a Maya come per dire - Ma che ridiscendiamo a fare, diamocela a gambe più presto che possiamo.- Lei le ignora.
Nella saletta, una volta sole, Maya le tranquillizza: - Fidatevi, al massimo ci sparano- e scocca loro un sorriso a cinquanta denti. Quindi si frappone tra la cassetta e la telecamera e tira fuori dalla giacca un oggetto, poi si gira come se l'avesse tirato fuori dalla cassetta.
Sembrerebbe... sì è la Lancia, le altre non capiscono...
- L'avevi presa tu... - Non fanno in tempo ad incazzarsi che Maya gli sussurra leggerissimamente - È una copia, ma ci servirà per mandare, se siamo fortunate, quelli di sopra nel pallone.-

Quindi escono tutte insieme, sorridenti, dalla banca osservate sempre più insistentemente dagli agenti della sicurezza...

Appena si sono allontanate, Andromaca vede uscire dalla Banca le due guardie che avevano accompagnato il "ferito". Una delle due ha un radiotelefono. Guarda verso l'alto e si vede che nel cielo, sopra piazza del Tritone, c'è un elicottero che, poco dopo, sfreccia in direzione nord-ovest... Rubedo riesce a seguirlo per un po': si è diretto nella zona tra l'Aurelia e il lago di Bracciano.

È necessario fissare un incontro e Nella chiama tutte per un consiglio di guerra, propone il  pub Orshingal, in una traversa di via del Corso, la sera stessa alle nove. Poi va a casa e Fabio la vede arrivare un po' stravolta (eufemismo... ) ma alle sue domande risponde soltanto di essere in grave pericolo e che forse avrà bisogno anche del suo aiuto. Fabio insiste molto per sapere che succede, ma capisce presto che è determinata a non fargli sapere nulla così non gli resta che guardarla chiudersi in camera a telefonare.

La sera al pub ci sono Penelope, arrivata di corsa da Milano, Monica, Lucia, Maya, Gloria e Rubedo.
Andromaca resta di guardia fuori ancora per una mezz'oretta dopo che è entrata l'ultima delle amiche per vedere che nessuna sia stata seguita e che non ci sia nessuno di sospetto fuori e le raggiunge solo quando è rassicurata.
 
Dopo un riassunto degli avvenimenti della giornata cercano di fare il punto della situazione.
Nella dice: - Secondo me la protezione è ancora attiva. Insomma loro ci hanno fregato la Lancia ma non possono toccarla. Uno pari, palla al centro. Ora si tratta di cercare di fare un piano per capire come arrivarci. Io ho già mosso alcune pedine per provarci con le "buone" ma se così non ci si riesce, occorrerà provarci con maniere meno "cavalleresche"...  Un'altra cosa: se possibile, per ora, eviterei accuratamente di far trapelare la notizia, so che succederà lo stesso, ma almeno per qualche giorno sarebbe meglio tacere... Che ne dite?-
Purtroppo le altre non hanno idee migliori al momento e la riunione si conclude piuttosto malinconicamente.
 

Roma – Giovedì 2 settembre

La sera tutte nuovamente all'Orshingal per gli ultimi aggiornamenti.
Le pressioni tentate da Nella sul direttore della banca non hanno avuto esito: pare sia troppo ben protetto. Una perquisizione fatta dalla Finanza non ha scoperto nulla... tranne che il giorno 17 luglio c'è stato un trasporto speciale, fatto con un TIR. Però da indagini presso la Polizia stradale ed i vigili urbani pare che nessuno sia a conoscenza di questo fantomatico trasporto eccezionale transitato per il centro di Roma e il sopralluogo, fatto in mattinata alla banca, ha appurato che sia il direttore che alcuni impiegati si sono letteralmente volatilizzati.
Gloria propone allora un rituale da fare tutte assieme per cercare di percepire la rete di protezione della Lancia:
- Dovrà intervenire però necessariamente anche Morgana, che "sa di magia".-
 

Roma – Venerdì 3 settembre

Monica si ricorda che un suo amico ha l'edicola proprio in Piazza Barberini, all'angolo con Via Veneto, decide quindi di andare a trovarlo e questo le dice che, in effetti, ha notato un TIR: veramente era un po' troppo vistoso per un furto, ma lo ha guardato bene perché stava per chiamare la polizia.
Così facendo ha notato la sorveglianza e lo stesso direttore della banca che dava gli ordini e si è tranquillizzato.
La polizia stradale è arrivata, ma poi sono andati via prima che il TIR mettesse in moto. Comunque lo ha descritto: sulla fiancata aveva come marchio un cane a tre teste. Gli sembra anche di ricordare che ci fosse la scritta "London-Chicago-Moscow" da qualche parte.
 

Roma – Sabato 4 e Domenica 5 settembre

Certe dell'esistenza del TIR Monica, Andromaca e Penelope decidono di andare a fare indagini lungo la direttrice che dall'Aurelia arriva a Tarquinia e Civitavecchia, passando per Montaldo di Castro.
Avendo la descrizione del TIR, chiedono in giro: a Civitavecchia arrivano un sacco di TIR ed è difficile notarne uno diverso dagli altri; a Canale Monterano nemmeno c'è la strada per un TIR; a Montalto di Castro non hanno visto nulla... e neppure a Tarquinia... Però...
C'è una traccia che ne segnala la presenza a S. Severa: è una vecchia signora che abita lungo la strada che porta dall'Aurelia verso l'interno. Se ne ricorda perché il TIR, facendo una manovra, ha urtato i suoi vasi di geranio e li ha letteralmente distrutti...

Anche Rubedo ha approfittato del week end per andare in giro da quelle parti ma ha scelto la zona delle necropoli etrusche e, sì, effettivamente un grosso TIR è passato da quelle parti sulla strada che va da Bracciano verso il mare, inoltre, sul ciglio della strada che va da Bracciano a Cerveteri, ha persino trovato un distintivo della Cerberus...

Roma – Lunedì 6 settembre

Mattino
Lucia e Nella vanno alla banca ancora una volta.
Lucia ha intenzione di usare la sua vista "sognante" per cercare di percepire le immagini o le sensazioni lasciate dai "ladri" ma il tentativo si rivela un'esperienza terrificante: appena lancia il suo potere lampi di luce le provocano una immediata sofferenza... Poi una oscurità profonda... Un buio assoluto dal quale emerge solo uno strappo, una lacerazione che sembra un graffio sulla pelle... Ha un brivido alla schiena, come se avesse ricevuto una scudisciata...
Sente scorrere un rivolo di sangue, che scende lentamente verso l'incavo tra le natiche, poi... vede una figura demoniaca che cerca di oltrepassare una barriera ma viene respinta mentre delle voci ne invocano il nome: Tuchulcha...  Il tempo, una clessidra che si spezza e la sabbia che si dissolve nel nulla...

Nella piccola cabina, in cui sono sedute, c'è un calendario... Accanto alla data del 15 settembre c'è una mosca...
No, vedono improvvisamente che è un carbone acceso... il calendario s'incendia...
Suona l'allarme... scatta l'antincendio che le inonda con uno spruzzo d'acqua violentissimo...
Accorre l'impiegato...  C'è grande allarme in tutta la banca. Accorre anche la polizia.
Si pensa ad un attentato: Lucia è stremata ma deve dare mille spiegazioni prima che siano soddisfatti.

Sera
Tutte le donne si riuniscono con Morgana sulla terrazza della casa di un'amica di Gloria, all'Aventino e ascoltano attentamente Gloria illustrare il rituale che ha studiato: - La ragnatela di incantesimo che abbiamo steso sulla Lancia è ancora attiva e ci permetterà di ritrovarla, perché noi cercheremo non "l'oggetto Lancia" ma il nostro incantesimo. Ognuna di noi questa notte dormirà con un filo bianco avvolto intorno al polso sinistro affinché l'energia vitale di ognuna si trasmetta al filo. Morgana li intreccerà poi in una ragnatela, specchio fisico della ragnatela metafisica che avvolge la Lancia. Il simile chiama il simile, ciò che è in alto è riflesso in ciò che è in basso. - Poi si rivolge a Morgana - Danza tenendo in mano la ragnatela esposta alla luce della luna calante e delle stelle, consegnala su uno specchio nelle mani di Monica e cantando con lei: "Doppio e Bianco per la luna io vi chiamo ad una ad una, ogni filo ora è intrecciato ogni nodo ora è legato, (a questo punto chiamate i veri nomi di chi ha partecipato al rituale della Lancia), arda il filo dentro in fuoco e del nodo mostri il luogo." a quel punto Monica deve dare fuoco alla ragnatela di fili. In quel momento lo specchio rifletterà il luogo dove è la Lancia, come se ci zoomasse sopra dall'alto, sarà veloce e breve per cui prestate tutte la massima attenzione; dovrete anche stare attente a non respirare sullo specchio perché la cenere del filo andrà raccolta, mischiata con una goccia del nostro sangue e posta in un fazzoletto bianco. Dovremo portarlo con noi durante le ricerche perché, guardandolo, ci accorgeremo di essere fisicamente vicine alla Lancia ed al rituale che l'avvolge.-

Il rituale viene eseguito, attentamente, come descritto da Gloria, officiato da Morgana e lanciato da Monica e l'immagine, molto spezzettata e "stroboscopica", mostra una villa antica, in una zona abbastanza isolata, lontana dalla strada e con un po' di boscaglia intorno. Si intravede un TIR fermo nel piazzale davanti all'edificio e alcune persone che sorvegliano, molto discretamente. Un flash mostra i ruderi di un tempio, nel giardino della villa.

Quando l'immagine scompare Gloria riprende la parola: - L'effetto d'individuazione sarà efficace solo di notte, entro settecento metri dal punto in cui si trova la Lancia e si esaurisce in sette notti... Questo ci obbligherà a correre per le campagne del Maccarese per sette notti, fino a che non avremo individuato il luogo con certezza. La caccia incomincia domani, 7 settembre, dall'imbrunire fino all'alba, per sette notti.-

Mezzanotte
Il cellulare di Misha squilla...
- Ciao, sono Nella. Mi serve il tuo aiuto, domani sera (il 7 settembre). Quando ci vediamo cercherò di spiegarti meglio. Nessuno sa che ci sarai anche tu. Sto cercando un oggetto, ho la possibilità di trovarlo. Ma potremo trovarci davanti qualcosa di molto più pericoloso di un essere umano. Forse una notte di ricerca non basterà.
Ci vediamo domani sera, al distributore IP all'uscita dell'Aurelia a Torrimpietra: non puoi sbagliarti, è l'unico
sulla destra venendo da Roma ed è l'unico ad avere dietro un grande ristorante-bar. Ti aspetto li' alle dieci di sera. Vieni in auto.-
 

Roma – Martedì 7 settembre

Mattino
Andromaca continua a valutare i rischi che comporterà il recupero della Lancia: si rende conto che potrebbe anche non tornare.  I suoi pensieri continuano ad affollarsi intorno ad una sola persona che è diventata importante nella sua vita come non pensava potesse più accadere. Presa la sua decisione passa parecchie ore a trafficare con computer, CD, scrivere lettere a mano e confezionare un pacchetto. Finalmente, con l'animo più leggero, si dirige al più vicino ufficio postale e lo spedisce: il destinatario è Palmyra De Pyris.

Sera
Nella ha chiesto la pistola a Fabio e lui ha fatto un sacco di storie, per cui ha dovuto dirgli che si sarebbe recata a Cerveteri, alla necropoli, ma non il perché: le è venuto il dubbio che l'avrebbe seguita con l'altra auto.
 

Cerveteri – Martedì 7 settembre – 22.00

Nella è in macchina quando vede affiancarsi una BMW Blu notte, si abbassa il finestrino:- Eccomi Madre, sono pronto.-
- Ciao Misha, seguimi in auto.- C'è qualcuno in auto con lei ma, nella semioscurità, non si capisce chi possa essere, avvia la macchina e si avvia sull'Aurelia in direzione di Cerveteri.
Poco prima del paese mette la freccia e gira a destra, su una strada laterale. C'è un cartello indicatore turistico giallo che indica la zona degli scavi della necropoli etrusca. Poco dopo ferma la macchina sul ciglio della strada e sale su quella di Misha abbracciandolo con affetto, cercando conforto nella sua presenza.
Dal sedile accanto a lei emerge una figura femminile che guarda e saluta: - Ciao soldato...-
Nella guarda sorridendo: - Penso che vi conosciate già, vero?-
Lui guarda la figura avanzare mentre una leggera e fredda folata di vento le respira tra i capelli, sorride: - Ciao incantatrice, come sta il mio lupo?-

Avviano l'auto a fari spenti per il viottolo fino al cancello della necropoli mentre spiegano a Misha che stanno cercando un oggetto di potere che si trova nelle mani dell'Assenza...
Che non si conosce il luogo esatto ma c'è la possibilità di trovarlo... e gli mostrano un fazzoletto bianco avvolto come un piccolo fagotto ed uno specchio.
- Un rituale ideato da Gloria e celebrato da Morgana ci permetterà di trovarlo. Di sicuro sappiamo che si trova in questa zona.- Gli mostrano una serie di cartine militari della zona, in scala 1: 10000, estremamente particolareggiate,
- Sono pochi chilometri quadrati, nel territorio compreso fra il lago di Bracciano, l'Aurelia, Santa Severa e Cerveteri. Bisognerà batterli palmo a palmo con una maglia non maggiore di 700 metri e si potrà fare solo di notte e solo per sette notti. Sette notti per trovare il modo di fermare il demone. Pare che il suo nome sia Tuchulcha, antico demone etrusco... La barriera che lo tiene lontano non reggerà ancora per molto...
Dobbiamo localizzare l'oggetto prima che lui possa raggiungerlo... e raggiungere noi...
Ora andiamo, abbiamo molta strada da fare stanotte... L'idea è di localizzare l'oggetto e poi rimanere a sorvegliare la zona mentre arrivano i rinforzi. Poi decideremo che fare.-

Nella, Misha e Laura sono appena sgusciati nella campagna quando... Un rumore alla loro destra, un fruscio.
Dall'entrata di un piccolo tumulo arriva il sussurro di una voce conosciuta: -Ben arrivata, come al solito perfettamente pronta, ben equipaggiata e ben accompagnata- dal pertugio sbreccato si affaccia Maya, con un completo da moto della Dainese e si trova la pistola di Misha puntata ma viene subito abbassata,: - Scherzi del cavolo.-  - Mai andata per boschi con la pioggia, a maggior ragione per necropoli, come vedi, io, non sono per nulla attrezzata per queste cose.- Con la mano solleva una torcia spenta e fa spallucce masticando qualcosa, - Ma non è venuta nessun'altra, Ariel, Gloria?-
- Gloria non potrà partecipare alle prime notti perché è dovuta partire per Modena.- risponde Nella.
- Mmmm. Comunque sono arrivata praticamente adesso anche io, aspettiamo se arriva qualcun'altra o partiamo?-
Nonostante il tono scherzoso la voce di Maya tradisce il nervosismo, piccole gocce di sudore sulla fronte ed occhi leggermente infossati, sicuramente non ha potuto riposare decentemente, Nella riconosce sul suo volto i suoi stessi sintomi... dopotutto non è una donna di ghiaccio...
Dopo pochi secondi dalla strada sbuca anche Monica, accompagnata da un uomo armato, si avvicina al gruppo ed in silenzio si affianca agli altri. - Ehi sorellona, mi sento un po' tradito.- la saluta allegramente Misha facendole l'occhiolino.

La prima notte di ricerche non da molti frutti, poi, quando il sole sta per sorgere... Ecco un segnale... Evidentemente la zona è quella giusta ma ormai è troppo tardi. Bè, non importa: ora che si è scoperto dove si trova, si possono circoscrivere le ricerche nei dintorni di Cerveteri con la speranza di far meglio la prossima notte.

Modena – Martedì 7 settembre

Notte.
Gloria sta dormendo quando un sogno la visita:
[immagini confuse:]
... la Lancia... il sangue che la macchia... quattro giannizzeri e un'ombra che li trapassa... una mano nera si posa sulla Lancia, passa sulla lama, ne raccoglie del sangue con un dito...
... quel sangue siete voi e una bocca avida di eoni d'arretrati succhia la vostra vita, la vostra immortalità...
... buio...  ... un coltello da cucina, sporco di ketchup... movimenti guardinghi, ombre che si muovono in un ambiente sconosciuto... una chiave... ed il ketchup si sostituisce al sangue.
... seminare Zizzania fra amanti innaturali...

Si sveglia di soprassalto, fradicia di sudore e con un sapore amaro e metallico in bocca, il sapore dei sogni inviati da Discordia in persona... È ovvio che dopo questo sogno avrebbe raggiunto le Sorelle, da tempo ha imparato a non sottovalutare i segni e i sogni che invia Discordia! Entra in bagno e si fa una lunga doccia bollente, serve a poco: sembra comunque uno spettro passato al tritacarne ma ormai è giorno e raggiunge i suoi compagni giusto per avvisarli che c'è chi ha bisogno di lei urgentemente e parte per Roma senza dare altre spiegazioni se non che ha ricevuto un messaggio da Discordia.
Chiama Maya appena possibile: il sogno è chiaro, bisogna sostituire la Lancia con il falso fatto da lei e non c'è molto tempo, un terribile senso di urgenza la spinge, ogni minuto che passa in viaggio è tempo perso...
 

Cerveteri – Mercoledì 8 Settembre

Notte
Questa volta c'è anche Gloria: scarpe comode, pantaloni verde scuro, kway, torcia maglite, coltello svizzero, spray antiaggressione "ammericano" (dono di un amico), zippo, un pacchetto di alpenlibe e una manciata di gianduiotti in tasca... mostra il suo armamentario tutta soddisfatta mentre fa il "ripassino" alle amiche: - Vi ricordate la visione vero? Cerchiamo una villa antica, in una zona abbastanza isolata, lontana dalla strada e con un po' di boscaglia intorno. Si intravedeva chiaramente un TIR fermo nel piazzale davanti all'edificio e c'erano diverse persone che sorvegliano; si vedevano anche dei ruderi di un tempio, nel giardino della villa. Avanti ora, cominciamo a cercare: sicuramente è da queste parti... -
Ricominciano là dove avevano interrotto e dopo un paio di Km. ecco il segnale che attendevano...
Un colpo sordo!!!
Misha scatta come una molla, mentre anche le guardie del corpo si uniscono a lui, fa stendere tutte a terra e...
I colpi risuonano nella notte colpendo la corteccia degli alberi tutt'intorno...
È difficile raccapezzarsi... È un agguato in piena regola... Rapido e mortale.

Misha, abituato a destreggiarsi in situazioni di questo tipo, non ha esitazioni: non spara immediatamente, sa bene che nel buio anche col silenziatore si vede la fiammata, cerca prima di capire da dove è partito il proiettile e poi parte a zig - zag tra gli alberi, un'ombra nera nella notte, per arrivare sorprenderli.
La guardia del corpo di Monica è tesa come un arco: d'improvviso scatta contro una figura che emerge dalla macchia che circonda il gruppo e la stende con un colpo di pistola. Incominciano a piovere proiettili, si scatena un finimondo.
Le donne sono stese a terra, immobili ma Gloria, guarda nella direzione da cui provengono i colpi e scatena un'ondata di incertezza e confusione, il riflesso del suo vero aspetto le si appiccica addosso: mille espressioni sembrano alternarsi rapidissimamente sul suo viso e Gloria sembra scivolare via per lasciare posto solo a Dubbio...
E Dubbio è felice: danza nelle menti che incontra, le possiede, canta per loro, non importa se siano uomini o bestie, sono menti, territorio di Psiche da fecondare col seme di Discordia. Quando torna indietro per ricongiungersi con Gloria è appagata e divertita, tutte e due pensano all'unisono: - Dovremmo farlo più spesso- per un istante ancora divise, prima di abbracciarsi e rifondersi nell'essere unico che sono di solito.

Andromaca non è lì con loro ma di "palo" nei dintorni, sa che Nella è pronta a chiamarla al cellulare, che tiene in modalità vibrazioni, esattamente come la notte prima, e tutto si aspetta tranne l'improvvisa indiavolata sparatoria che si scatena nella direzione presa dagli empathici...
Sapendo di non essere d'aiuto nello scontro a fuoco cerca di approfittare della situazione e si avvicina, facendo un largo giro nel bosco, usando, man mano che lo percepisce, il rumore degli spari per regolarsi e non cacciarsi nel mezzo della mischia.

Dalla figura di Nella, che ha completamente dimenticato la pistola che ha in tasca... anche lei rannicchiata a terra, emerge un tremolio nell'aria, come un'ondata di calura: le onde si allargano da lei schivando gentilmente i suoi compagni e dilagano intorno a trecentosessanta gradi. Poco distante si sentono immediatamente alcuni gemiti di dolore... Poi, Nella alza la testa, pallida, come a controllare di essere riuscita a mantenere il controllo dell'energia che ha appena scagliato, evitando di far del male ai suoi compagni.

Si sentono ancora alcuni spari, ma il volume di fuoco sta velocemente diminuendo... Delle voci, alcune con accento americano, sembrano dare ordini, infine torna il silenzio: evidentemente, le azioni combinate di Misha, Gloria e Nella, hanno, per il momento, avuto ragione del gruppo che li aspettava.

Dopo meno di mezzo minuto ritorna Misha e non è solo: trascina con sé un uomo che indossa la divisa col distintivo della "Cerberus". È ferito ma non in modo grave e sotto tiro, Misha lo sbatte in malo modo a terra, consegnandolo a Nella, che si alza, estrae finalmente la Luger dal giubbotto, gliela punta alla tempia, toglie la sicura e poi fa un cenno di assenso a Misha, che riparte in silenzio per la macchia, in perlustrazione. Rapidamente tutti si guardano, come meravigliati di essere ancora interi. Nessuno è stato ferito gravemente ma tutti portano i segni dello scontro, anche solo per la corsa tra i rovi...
Il rumore di rami spezzati attira gli sguardi allarmati ma subito compare dalla macchia Rubedo: ha un visore ad infrarossi, completamente vestita di nero, anche il viso è annerito e porta un giubbetto antiproiettile, una katana agganciata alla schiena e... un bisturi d'acciaio di venticinque cm. sporco di sangue...
- Salve ragazze... ci sono anche io con voi... - Sorride ghignando e indicando con il pollice nella direzione da dove è sparito Misha tra gli alberi... - Non ho avuto il piacere di conoscere Tom Cruise... lì... lavora benino... ma è addestrato per non morire d'infarto? Quelli là dentro, non credo avranno solo mitragliette, non è di quello che mi preoccupo... quindi, se Rambo lì non ha una testa più che salda, dopo il suo dovere sarebbe il caso che sparisse... che mi dite? Ci sono forze in gioco che devasterebbero la mente di una Nota, figuriamoci di Uomini... - Lo sguardo è molto cupo... - Odio questa sensazione di ricorrenza... Sorelle... lo ripeto, non è delle bombe che mi preoccupo... questa è una zona Potente... -
- Finalmente arrivi- la saluta Gloria con un respiro di sollievo.

Andromaca si muove agilissima riuscendo perfettamente nel suo intento: hanno tutti troppo da fare per notare fruscii sull'erba, rametti rotti e cose così... Come sperava, il momento di confusione la favorisce.
La zona è a circa quattro Km. dalla necropoli etrusca di Cerveteri, in direzione di Castel Giuliano: un po' impervia, in certi punti, con fitta boscaglia, isolata, ma non del tutto. Sente ancora qualche colpo d'arma da fuoco, delle voci e poi più nulla. Vede una villa a cinquecento metri di distanza, con un cancello per l'ingresso delle macchine, un viale alberato e un muro di cinta quando il probabile gruppo degli assalitori ritorna alla base... trascinando due corpi...
No, non sembrano Empathici. Sono dei loro, probabilmente morti, o comunque feriti gravemente. Sono molto confusi e hanno il volto rigato di sangue.
Riesce ad entrare furtivamente e grazie alla "protezione dell'ombra" si nasconde proprio sotto il TIR che è parcheggiato nel piazzale davanti alla Villa, osservando attentamente i movimenti intorno a lei e preso il cellulare invia silenziosamente un rapporto alle amiche.

Misha ritorna dopo aver perlustrato la zona per rendersi conto meglio del luogo: c'è una villa a cinquecento metri di distanza. C'è un cancello per l'ingresso delle macchine, un viale alberato e un muro di cinta: è evidente a tutti che si sono ritirati lì...
Nella, continuando a tenere la pistola puntata alla tempia del tizio catturato da Misha, chiede, senza distogliere le sguardo: - Che ne facciamo di questo stronzo?- E poi, senza neanche aspettare che qualcuno le risponda incomincia a minacciarlo pesantemente, lisciando con l'indice il grilletto della Luger.
Per chi si intende un po' di armi, la pistola che impugna è abbastanza singolare: è un modello degli anni '30, che
stranamente monta un silenziatore di fattura moderna. È una pistola grossa e pesante, di acciaio opaco. Un pezzo di pregio storico, evidentemente ben tenuta e perfettamente funzionante.
- Senti, brutto pezzo di merda, se vuoi avere una vaga possibilità di vivere ora ci dici esattamente come siete organizzati e quanti siete. Voglio i nomi dei tuoi capi e di quelli che sono qui. Voglio sapere dove sta la cassetta e come è protetta... ma soprattutto QUANDO e DOVE deve essere fatto il rituale per richiamare Tuchulcha...
La tua vita vale esattamente quanto le informazioni che tu ci saprai dare ma stai bene attento, perché non c'è solo la morte ad aspettarti, nel caso io pensi che tu non sia stato abbastanza esauriente... – e rapidamente sposta la pistola dalla tempia al ginocchio dell'uomo e spara, tenendo l'arma a due mani - Capito cosa intendo? non mi va di sprecare energie con te, stronzo... ma se mi ci costringi... -

L'agente emette qualche parola in inglese... non è un eroe, è addestrato, ma non è pronto a morire... Forse non parla per paura, più che per nascondere qualcosa. Nella aspetta pochi secondi e poi, visto che l'uomo non incomincia a parlare, punta la pistola all'altro ginocchio...
In quelle condizioni uno direbbe tutto quello che sa.
E lui dice tutto quello che sa.
E non sa quasi niente... e sa di non sapere.
È questo che lo terrorizza. Il fatto di essere sicuro di non poter rispondere alle domande.
È bianco come un cencio, alla luce della torcia che disegna la sua smorfia di dolore nell'aria umida della notte.
- Siamo in venti li dentro, e poi ci sono loro... Ma io non so chi sono... Se mi lasciate andare, scapperò via e non farò niente contro di voi... Rustavich, lui sa perché siamo qui... Il vecchio... è in cantina... lui non sa niente, se è lui che cercate, io non so come si chiama... è un archeologo, mi hanno detto. La villa è sua... Parlavano del 15 settembre, del fatto che ce ne saremmo andati quella notte stessa, e al vecchio non sarebbe successo nulla... e nessuno si sarebbe accorto di nulla... -
Capito che non ha altro da dire Demetra fa partire un colpo e l'uomo muore con il cervello fritto che tinge di rosa le felci piegate a terra dal suo corpo che si accascia senza vita e senza gemiti.
Maya non ha fatto cenno di interferire ma commenta: - Demetra, non onori il tuo nome, non mi meraviglio, a questo punto che le tue alterazioni siano maleducate anche con una Nota.-
Nella la guarda con gli occhi sgranati: c'è stupore nei suoi occhi... ed un lampo di divertimento... come se avesse trovato assurdamente buffo il commento di Maya: - Tu non hai ancora capito bene chi abbiamo di fronte, sorella. E ringrazia la mia "maleducata" alterazione se puoi ancora fare i tuoi graziosi commenti... Perché Nota o non Nota, senza il suo aiuto e la sua prontezza a quest'ora eravamo tutte a veleggiare nell'oceano del Pathos... Quanto all'onore del mio nome... io sono una figlia di Distruzione... oppure te lo sei scordato? Ah... e già che ci sei, trova un modo per far sparire il cadavere: meglio non lasciarci alle spalle troppe tracce... –
- Non sono qui per farti da serva, Demetra, non è importante se lasciamo uno dei loro qui, sanno benissimo che l'abbiamo preso.-

Monica ascolta in silenzio la discussione tra Demetra e Maya. È perplessa. Non pensa che sia l'occasione giusta. Tra l'altro crede che Demetra abbia perfettamente ragione e pensa: - Questi personaggi sono pericolosissimi, non hanno scrupoli. Forse non dovremmo averne neanche noi. Però tutti quei "soldati" forse sono solo plagiati. Forse.-
Non sa se è giusto che Demetra abbia ucciso quell'uomo. Ma non ha voglia di pensarci. Gli ultimi eventi della sua vita l'hanno scossa profondamente. Loro del resto non avrebbero scrupoli con loro: se prendessero una delle sue sorelle, a caso, la ucciderebbero di certo senza pietà.
Gloria guarda con aria vagamente schifata Maya e Demetra che discutono a bassa voce poi sibila: - La vogliamo piantare? Vi sarei grata se discuteste a cose fatte.- Quindi estrae il cellulare: si è ricordata che poco prima aveva percepito la vibrazione ma non c'era stato il tempo di controllare subito i messaggi in arrivo e ci sono ben cinque messaggi in coda, tutti di Andromaca:
1) villa a 500 m/cancello ingresso auto/viale alberi/muro cinta.
2) TIR nel piazzale davanti/ok!! raggiunto e agganciato ;-)
3) capi 2 (1 USA+1 italiano)+guardie 14 (12 sane +2 f. gravi)
4) armi = mitragliette e bombe a mano/preparano difesa
5) attendo risultato

Anche Nella estrae il cellulare e controlla. Gli stessi messaggi scorrono velocemente anche sul suo visore: - A quanto pare Andromaca è riuscita ad entrare. Il TIR è nel piazzale... Ora è necessario sapere se è ancora carico e come è rivolto: suppongo che la cassetta che cerchiamo sia ancora lì, ma è meglio esserne sicure.-
Gloria digita velocemente due messaggi e li invia al cellulare di Andromaca.
1) controlla gomme/TIR carico?/posizione TIR/posizione villa
2) portellone visibile?/tutti ok/aspetta
Dopo pochi minuti la vibrazione del cellulare di Gloria annuncia i messaggi di ritorno
1) TIR carico/ fianco villa/apertura verso cancello
2) impossibile muovermi/guardie armate/serve diversivo

Il TIR è ancora carico... quindi la cassetta è ancora lì. Il portellone è rivolto verso il cancello d'ingresso ma visibile
dalla villa e ci sono guardie armate in giro. Bene, serve un piano, abbiamo poco tempo... Dobbiamo distrarre la loro attenzione dal TIR per permettere ad Andromaca di aprire il portellone e a Maya, nascosta dai suoi poteri di Enigma, di entrare, aprire la cassetta e sostituire la Lancia con la sua copia.- Gloria tace per un istante come se ponderasse le possibilità del suo piano.
- Maya, questo è compito tuo...  tieni la chiave della cassetta - dice Nella porgendogliela e  prosegue - Noi dovremo fare in modo che l'attenzione delle guardie sia attirata sul retro della villa... C'è un muro di cinta, vero? Io posso occuparmi di quello... ne farò esplodere un piccolo tratto... suppongo che il botto sia un buon modo per attirare da quella parte la loro attenzione... Misha... tu come sei equipaggiato? Puoi organizzarci una copertura di fuoco per tenerli impegnati una decina di minuti? Gloria, tu puoi fare qualcosa alle loro menti, vero? E tu, Ariel? immagino che anche tu abbia qualche possibilità... -
- Perché no... ma facciamo in fretta... Sorelle... - lo sguardo è decisamente divertito...
Anche Gloria annuisce e con un mezzo ghigno dicendo che, effettivamente, non vede l'ora di rendere le loro menti talmente confuse da renderli incapaci di discernere tra amici e nemici... chissà... magari si spareranno fra di loro...
- E poi? - domanda Nella - Supposto che il diversivo riesca, cosa facciamo? Li attacchiamo in massa? Andromaca dice che uno dei capi è americano e io non vedo l'ora di averlo fra le mani... -
- Calma... - le risponde Gloria - Ho un 'idea migliore. Perché rischiare noi? Lasciamo che sia il loro SIGNORE a fare il lavoro sporco... Intendo dire che noi dobbiamo solo fare in modo che Andromaca e Maya abbiano il tempo di sostituire la Lancia e di allontanarsi in tutta fretta. Anzi, Monica, tu è meglio che vada con loro: prendi la tua auto e aspettale a motore acceso fuori dal cancello, lontana dalla zona in cui ti possono vedere. La tua guardia del corpo baderà a coprire loro le spalle. Appena arrivano andate via, immediatamente, e cercate un posto protetto... magari uno dei tuoi amichetti miliardari potrà ospitarvi per un paio di notti... E avvertici subito quando siete in salvo, ok?
Quando saremo sicure che la Lancia e voi siete andate via possiamo anche ritirarci... -

- Ritirarci... ma sei diventata matta? Io lo voglio, voglio l'americano, costi quel che costi... ho un po' di cosette da
fargli pagare... - Nella si altera immediatamente...
- Aspetta, - continua Gloria, - mica ho finito... Secondo te, perché dobbiamo sostituire la Lancia vera con una copia? Ti ricordi il demone? Tuchulcha? Devono avere l'impressione che noi ci siamo sentite deboli e ci siamo ritirate senza aver potuto toccare la Lancia. Così faranno il loro rito... e per la SECONDA volta il demone sarà evocato per l'oggetto sbagliato: credi che dell'americano resterà qualcosa dopo che il demone avrà sfogato la sua rabbia?
Non ti ricordi cosa successe al Dolci? e quella era solo la prima volta... -
- Scusatemi se vi interrompo,- dice Monica sorridendo, - Babis ed io ci avviamo all'auto. Attendo segnale sul telefonino per far correre Babis a copertura della fuga di Maya e Andromaca. Io li attenderò in auto pronta a scappare. Non so usare le armi ma con la guida me la cavo bene. Correrò come un razzo e, con l'aiuto di Maya, le nostre tracce si confonderanno nel nulla. Ho inviato un messaggio di richiesta di accoglienza ad un mio amico. Ci aspetta nella sua villa. Ci invierà un'auto di scorta quando saremo a Roma. Appena saremo in fuga invieremo un segnale a tutti i fratelli e sorelle perché corrano a darvi una mano. Non ho alcuna intenzione di fuggire lasciandovi sole in una situazione del genere. Le discussioni circa le scelte operate in questa missione, se avremo la fortuna di ritrovarci tutte insieme ancora e tutte vive, potremo riprenderle in altri momenti più tranquilli.-

Durante la tirata di Monica, Nella è rimasta a guardare Gloria in silenzio, si vede che è combattuta ma alla fine annuisce... - Si, va bene... hai ragione tu... però mi dispiace di non averlo nelle mani quello stronzo: sono convinta che sia Rustavich... Bene... se siamo tutte d'accordo allora mando ad Andromaca le istruzioni che le servono per agire. Penso che ci servano almeno una decina di minuti prima di agire, per preparare le nostre "armi"...  Il resto, all'interno della villa dipende dalle azioni di Maya e di Andromaca. Noi ci occupiamo dell'esterno.-
Però Maya non sembra approvare tutta la proposta: - Visto che sono venuta in moto non sarebbe proprio il massimo lasciarla qui. Preferisco seguirti o precederti, eventualmente ci si divide per confondere eventuali inseguitori.-
È Gloria che interviene a concludere la discussione: - Maya tesoro, va bene, fai come credi. Quando sei in posizione avvertici con un messaggio sul cellulare e noi attacchiamo, mi raccomando, deve sembrare un attacco serio ma non dobbiamo spingerlo fino in fondo, OK?- Guarda in modo significativo Ariel e Misha, si siede in terra e comincia a concentrare il suo potere, ogni tanto ridacchiando fra di se mentre Maya si allontana per eseguire la sua parte del piano. Intanto Monica si avvicina a Demetra e la abbraccia forte, poi va da Misha e infine si avvia con Babis.

Dopo essersi organizzato il gruppo di empathici inizia l'attacco diversivo.
Si avviano verso il muro di cinta, seguendo Misha che ha già perlustrato la zona. Il silenzio è interrotto solo dal canto monotono dei grilli e dal latrato dei cani di qualche casale lontano.
Sanno tutti bene che li stanno certamente aspettando.
Poi, qualcosa di insolito.
Il muro che doveva essere lì, davanti a loro, è scomparso. Ormai avrebbero dovuto raggiungerlo... Cercano inutilmente tra la sterpaglia, inoltrandosi nel bosco... Sottovoce, qualche richiamo, per sentire se sono ancora tutti lì... È possibile che nella notte si siano smarriti? Non c'è alcuna luce che possa fornire qualche indicazione... Solo il rumore dei passi che schiacciano il fogliame secco... Passi...
Gli empathici sono perplessi: nessuno si è allontanato più di tanto dagli altri... non è luna nuova, quindi qualche cosa, anche senza visore ad infrarossi si distingue... eppure anche se la direzione pare a tutti esatta, il muro di cinta sembra sparito come pure la villa, l'idea di essersi definitivamente persi nella macchia mediterranea di Cerveteri inizia a apparire possibile... quando...

Un colpo prende Misha al braccio, di striscio... ma lui scarta agilmente, evitando la raffica che segue immediatamente dopo... e, mentre scatta, dirigendosi verso la direzione dove doveva essere il muro, si sente a filo di voce una bestemmia che sembra abbia come destinatario Merlino...
Nonostante la confusione ed il disorientamento le donne si appiattiscono a terra cercando di fondersi con il terreno... Un pensiero passa per la mente di tutte... volevano un diversivo... beh, in fondo in qualche modo ora lo hanno... non resta che resistere per il tempo necessario.
Rubedo velocemente si avvicina, protetta dal giubbotto antiproiettili, per fare scudo a Gloria che, mentre fra sé e sé mastica un madonnone gigante, fa un disperato tentativo di schiarire le loro menti riportandole alle condizioni normali, non era questo ciò che aveva intenzione di fare fino a pochi istanti prima, ma la situazione ora lo richiede e lei non ha esitazioni. Quasi contemporaneamente l'essenza di Es, la Discordia pura, si libra nell'aria alla ricerca di menti fertili per i suoi semi. Trova le menti di chi li sta attaccando e le spinge ad un odio profondo fra di loro... un vento di odio talmente forte da far loro apparire i compagni come i nemici più aspri che abbiano mai incontrato, i veri ed unici degni di essere fatti segno di tiro al bersaglio...
Nella, con la voce strozzata, riesce appena a sibilare: - Tenete giù la testa - e poi libera, d'improvviso, come se non potesse più trattenerla, l'energia che aveva raccolto e compresso causando una esplosione sul terreno ad una ventina di metri di distanza, in quella che lei suppone essere la direzione giusta...  Un lampo di luce azzurra, accecante, illumina la zona per pochi attimi appena prima del boato, poi piovono sterpi, sassi e terriccio e tutti sono investiti da una folata di vento caldo... Poi, rimanendo sempre stesa a terra, incomincia a sparare verso l'alto, nella direzione dell'esplosione...
 
Intanto Monica arriva all'auto. Si ferma un attimo. Pensa all'uomo ucciso da Demetra. Prova una fitta al cuore. È profondamente scossa. Per un istante pensa che le Note stiano davvero perdendo molto dell'umanità che c'era in loro. Anche Demetra aveva gli occhi di ghiaccio. Era un guerriero pieno di odio. Non l'aveva mai vista così.
Mette in moto e si avvia al limite del bosco in attesa delle sorelle Andromaca e Maya. Babis la consiglia di camminare adagio e a fari spenti mentre lui si guarda intorno con circospezione.
Quando Monica lo manda a proteggere l'arrivo delle sue sorelle lui la riempie di raccomandazioni: -Non mi sento molto tranquillo a lasciarti qui da sola, ascolta: indossa il giubbotto e cerca di non fare rumore, cercherò di tornare velocemente. Ho un fischietto, ha un suono assordante, si può udire a lunghe distanze. Se qualcuno viene verso di te, e la situazione è senza controllo lo userò, anche se vengo colpito. Sempre che non muoio immediatamente. Appena lo senti metti in moto l'auto e scappa più velocemente possibile.-
- Si, d'accordo ma non so se è il caso che me ne vada senza di loro, non so... -
- Monica, ascoltami. Capisco l'affetto nei confronti delle tue amiche ma noi siamo in gruppo e tra un minuto tu resterai sola. Le tue amiche sono un po' "strane". Alcune hanno uno sguardo che mi provoca una strana sensazione, non sembrano temere la morte... non saprei, ma non è importante ora. Sono comunque tutte molto coraggiose. Se io uso il fischietto tu scappi e basta! Qui si muore capisci? Si muore! E poi c'è qualcosa di più che semplici problemi di guerriglia. Fidati. Non è la prima volta che combatto e lo sai bene, so che c'è di più. E poi quell'uomo ha detto delle cose prima di morire... -
Monica non sa che dire e preferisce tacere, spera solo che presto arrivino anche gli altri. Durante la conversazione ha inviato dei messaggi a qualcuno, poi Babis la saluta con l'occhietto e scende dall'auto allontanandosi, il buio lo avvolge, passa un istante e Monica resta sola.

Andromaca ha ricevuto le istruzioni di Nella e aspetta in silenzio, controllando che non vi siano nemici nella sua zona d'azione e che il potere usato continui a proteggerla nell'ombra. Quando il frastuono provocato dal diversivo la raggiunge, approfittando di un momento sicuro, si azzarda ad uscire dal riparo solo il tempo strettamente necessario ad aprire il portellone del TIR. Prima dell'arrivo di Maya però un agente, pur non notando nulla di strano, si trattiene proprio davanti allo sportello...
Naturalmente è ancora lì quando sopraggiunge Maya che è costretta a neutralizzarlo ricorrendo ai propri poteri affinché non possa poi insospettirsi. Gli spari e l'esplosione permettono ad entrambe di agire senza essere viste: Maya apre la cassetta e sostituisce la Lancia richiudendola regolarmente e Andromaca, prima di andare via, chiude accuratamente il portellone in modo nessuno possa accorgersi della loro intrusione.
Dopodiché fuggono velocemente, portando via la vera Lancia, raggiungendo Monica senza correre alcun rischio.
mentre sono in viaggio avvisano le compagne di aver portato felicemente a termine la sostituzione.

Terminata con successo la manovra diversiva, appena ricevuto il messaggio di Andromaca che segnala la loro uscita dall'azione, il gruppo finge una ritirata strategica, simulando una necessaria e faticosa ritirata verso le auto.
Improvvisamente una sagoma scura e velocissima nello spostamento si presenta alla spalle del gruppo che si sta allontanando dalla Villa. La velocità è tale che appare come un cambiamento rapidissimo tra il fogliame, più che un movimento.
Misha e Nella (che sono armati) puntano subito le armi nella direzione da cui proviene un rumore appena percettibile di rami spezzati.
- Non sparate... sono Pan- e dopo un attimo  appare davanti a loro.
Dà un'occhiata intorno per vedere chi c'è e poi dice, rivolto a Nella, e tendendole il bigliettino delle Cerberus:
- E ora, amore, mi vuoi spiegare dove diavolo ti sei cacciata? E ridammi la pistola, che mi sembra meglio che la tenga io... -
- E tu come cazzo fai ad essere qui... ma porca... mi hai seguita!-
Dopo un attimo di comprensibile smarrimento, Nella gli salta al collo e poi incomincia a farfugliare una storia a base di satanisti, covi, demoni e rituali. Non UNA parola sulla Lancia, of course, però gli dice che nella villa c'è Rustavich... e gli tende la pistola.

Appena c'è un po' di calma mentre medica a Misha  la ferita al braccio, Nella gli parla senza farsi ascoltare da nessun altro: - Ascolta. Come hai sentito, nessun altro, all'infuori di te conosce la ragione vera per cui abbiamo dovuto attaccare la villa. Ci avevano rubato la Lancia e noi dovevamo recuperarla a tutti i costi ma la cosa deve rimanere segreta. Ti chiedo quindi di giurare sul tuo onore che neanche una parola sulla questione uscira' dalla tua bocca con chiunque. La verita' che tutti conosceranno e' che l'attacco era al covo dei satanisti perche' stavano per evocare il demone e dovevamo fermarli. Il resto non e' necessario che sia detto.-
- I tuoi desideri per me sono ordini, ciò che chiedi sarà sempre fatto a qualunque costo. Solo una cosa ti chiedo, capisco segreti e velocità nell'azione, ma la prossima volta accennami almeno qualcosa che mi possa far arrivare meglio equipaggiato e/o preparato o non potrei essere in grado di darti altro che la mia vita.-
Guarda la ferita che gli sta medicando: - Un'altra cicatrice... ma ormai che differenza fa...-

Gli empathici organizzano dei turni di sorveglianza per assicurarsi che nei giorni seguenti tutto proceda come previsto fino alla data del 15 settembre.

Roma – Giovedì 9 settembre

I pochi giorni dalla notte dell'assalto sono trascorsi frenetici fra ricerche e richieste di aiuto.
Hashishin e Pelter offrono il loro aiuto a Gloria che li ha informati di aver individuato, insieme ad altre sorelle, il covo in cui si nasconde Rustavich e che la notte del 15 settembre ci sarà un rito di evocazione del demone etrusco Tuchulcha.
Nella intanto, dopo essere tornata a casa e aver riposato alcune ore, Nella si reca al catasto di Roma per controllare sulle mappe a chi appartiene la villa. Scopre così che è stata costruita nel 1935 da Radames ed è ora regolarmente intestata a suo figlio, prof. Agenore Pizzetti, uomo schivo e solitario. Spesso assente per lunghi periodi dall'Italia per studi che sono diventati la sua ossessione senile: lo Yeti.
I suoi colleghi ritengono che sia oramai fuori di testa, anche se lucido. Chi è stato nella sua villa (pochissimi), sostiene che qualche anno fa ha fatto degli scavi in proprio, mettendo alla luce nel suo parco un antico tempio dedicato al demone etrusco Tuchulcha. La sua teoria è che lo Yeti è una reincarnazione di Tuchulcha.

Cerveteri – Mercoledì 15 settembre

Al tramonto, il gruppo è in vista della villa. Hanno oltrepassato la necropoli di Cerveteri in direzione di Castel Giuliano. Temono di essere osservati. Sono cauti e attenti. Hanno lasciato la strada e si sono inerpicati su per una collina, seguendo le indicazioni di Misha che si muove con perizia in queste situazioni di "guerriglia".
Il luogo prescelto per l'appostamento è abbastanza vicino da poter utilizzare il microfono direzionale procurato da Pelter. La visuale non è ottima ma si riescono ad intravedere i ruderi del tempio all'interno del parco dove, con ogni probabilità avverrà il rito di evocazione.
Pelter ha portato con sé un paio di giubbotti antiproiettile: uno lo indossa Gloria ed uno Nella. Rubedo lo ha già indosso, è armata di una katana e ha gli occhiali infrarosso.
Nella ha la pistola che Fabio ha preso ad uno della Cerberus, Misha è armato fino ai denti, Fabio ha la sua Luger...
Pelter ha la sua pistola d'ordinanza... Gloria e Hashishin camminano fianco a fianco, silenziosi.

Dal posto d'osservazione, abbastanza distante e sicuro, la villa appare molto ben sorvegliata. Gli uomini della Cerberus (cinque, almeno quelli in vista) sono appostati nei punti strategici, armati di tutto punto, con mitragliette e occhiali infrarossi. Il TIR e' sempre sul piazzale, sorvegliato da due uomini in grigio, con giacca, cravatta e auricolare.

Sono passate le 19,30 quando un gruppo di persone incappucciate esce dall'edificio. Indossano una lunga veste nera e si dirigono verso i ruderi del tempio: poco più di una decina di pietre rossastre, disposte in modo apparentemente irregolare, emergono dal prato verde come piaghe di una terra ammalata. Sono in cinque. Cinque figure che si muovono lentamente in processione e si dispongono in semicerchio nell'area "sacra".

Altre tre figure identiche si dirigono verso il TIR, fino allo sportello posteriore. Si fermano ed iniziano una litania sommessa, alla quale fanno eco, con leggero ritardo, gli altri celebranti:

- Tre volte tuo, tre volte mio,
tre volte ancora e fanno nove.-

Nella postazione di osservazione sono tutti attenti e tesi. Misha e Pelter hanno gli occhi (e non solo gli occhi) puntati sulla scena. Rubedo fa qualche passo indietro e sparisce tra i cespugli.

Intanto Alex, vedendo che Misha cerca Rustavich gli si rivolge sottovoce: - Stai attento a non farlo fuori, voglio essere il primo a mettergli le mani addosso. Stavolta non mi scappa!-
Misha gli sorride di rimando: - Sono abbastanza preciso, chiedilo a Horus o a Merlino.-

Quando il canto di tutti i celebranti raggiunge l'unisono l'aria diviene afosa e soffocante. Il sole è ormai tramontato e il cielo si copre di nuvole nere. Si sente il primo tuono lontano e cominciano a cadere grosse gocce di pioggia. Ancora improvvisamente si alza un vento che sibila e soffia con inusitata violenza da rendere impossibile qualsiasi movimento. Eppure i celebranti sembrano preservati da tanta furia. I loro gesti sono lenti e accurati: chi estrae dalla veste delle foglie secche che sparge al suolo, chi versa da un'ampolla un denso liquido rossastro, chi si segna il
volto con polvere d'argento mista a cera e chi mastica larghe foglie di palma.
Qualcuno, all'interno della casa si sta preparando.
Un fulmine fende l'aria e lacera l'oscurità con una luce intensa: il nono celebrante è sulla soglia, dietro di lui, per un istante, si possono vedere in volto le altre due persone che aprono la porta e la richiudono subito dopo.

Nella, dal suo punto di osservazione, è sicura di riconoscerne almeno uno.
L'uomo, incappucciato come gli altri, distinguibile solo per l'argento che adorna i bordi della sua veste nera, avanza lentamente nel prato.
Il rumore di un aereo in manovra di atterraggio verso Fiumicino copre il canto lamentoso di questa lugubre liturgia.
Un fulmine sembra colpire l'ala dell'aereo in volo, che sparisce in una nuvola nera e minacciosa.
La pioggia cade a torrenti e diviene un'alluvione.
Lampi e tuoni in continuazione rumoreggiano e illuminano la scena con tinte cupe.
In prossimità del TIR, uno dei due uomini in grigio, si avvicina allo sportello posteriore.
Lo apre. Entra.
Poco dopo si affaccia barcollante, il volto paonazzo, reso ancora più livido da un debole fascio di luce graffiato dalla pioggia incessante. L'uomo si porta la mano al petto e cade riverso in avanti ai piedi dei celebranti che proseguono il loro canto come se nulla fosse successo. Il nono celebrante, nel frattempo, e' entrato nell'area sacra.

Tu, Signore delle Cose Morte,
serpente delle pietre tombali,
sentina dei massacratori,
Maestro del putridume,
aiutaci Tuchulcha,
lascia che il Potere del Sacro Congresso,
giunga a noi oltrepassando
tutti i confini e
tutti gli ostacoli.
Lascia o Tuchulcha,
che le acque amare,
le acque amare del nulla,
giungano a noi che invochiamo
l'Ultimo Viandante,
Kharun,
testa di morto,
perdona il nostro ardire e prepara la tua barca,
che le acque amare del nulla
trascineranno fino a noi,
noi che sapremo onorarti
con il nostro potere.
Tuchulcha,
serpe, putrido figlio di serpi,
aiutaci.
Noi siamo qui,
nel recinto a te consacrato.
Lascia che le acque amare del nulla,
giungano a noi copiose
da Torino,
da Urumchi
da Chicago
da Hong Kong
da Usak
da Luxor
da Helsinki
da Alma Ata
lascia, oh Tuchulcha,
o possente afferratore di anime,
che il nostro potere spezzi
le catene che le figlie delle Jene,
hanno forgiato.
Lascia, oh Tuchulcha,
che la Sacra Lancia Sanguinante
giunga alfine nelle nostre mani,
e che il tuo servitore Kharun,
sia appagato della sua rabbiosa sconfitta.-

Al termine di questa invocazione, riprende il canto dei celebranti:

- Tre volte tuo, tre volte mio,
tre volte ancora e fanno nove.-

Allora ecco che minaccioso e selvaggio si alza l'uragano, irrompe tra il fogliame, piega le chiome degli alberi, strappa le imposte della casa e infuria sulle tegole del tetto. Le nuvole si addensano come una marea nel cielo già nero come la pece e "le acque amare del nulla" scendono come un artiglio torrenziale in direzione del TIR, lo investono come un vortice, strizzandolo come un asciugamano bagnato.
Una lama, balza fuori dallo sportello e cade al centro del piazzale.
L'uomo in grigio si avvicina per guardare. È un coltello da cucina.
Lo raccoglie, alza lo sguardo indeciso e perplesso verso il nono celebrante che si erge dritto come un fuso, con le mani alzate verso il cielo, incapace ormai di fermare l'energia del nulla che si concentra sopra di lui.
Una smorfia di dolore e di delusione deforma il suo volto già deforme per la fatica.
Gli altri celebranti dondolano il capo come per allontanare da loro una sofferenza che speravano di non dover mai provare…
È breve l'istante in cui la morte coglie l'ultimo soffio di vita.
Ancor più breve è l'istante in cui il nulla divora la morte stessa.
Il Nulla che divora la realtà.
Un'onda calda e fredda investe i celebranti, i loro mantelli neri, le pietre rosse sparse sul prato, la casa con le finestre divelte come occhiaie di un moribondo, il piazzale schiaffeggiato dalla pioggia, la lampada spezzata dal buio, il TIR spaccato in due come una mela, gli alberi sradicati e gli agenti innalzati verso l'alto come pulviscolo e la polvere turbinante che si sparge intorno su per le colline fino a lambire la postazione in cui gli osservatori si sentivano al sicuro… fino all'istante in cui il Nulla ha preceduto l'istante.
Un'onda calda e fredda.
Penetra nella carne.
Fruga sotto la pelle.
Nulla.
E poi, Pan sdraiato a terra con le gambe paralizzate, impossibilitato a muoversi, benché lucido nell'osservare quanto accade intorno a lui. Ride. Urla. Chiede aiuto. Ride nuovamente. Poi si guarda intorno... si trascina con la sola forza delle braccia per pochi metri: - Uccisi... sono morti tutti!!!! Quei gran figli di puttana sono morti!!!!!- Crolla di nuovo a terra, non riesce a muoversi ma, nella luce dell'incendio, i suoi occhi brillano di gioia selvaggia, - Presto Rubedo. Tu che stai bene, aiutaci. Dobbiamo andare via di qui. Il prima possibile.- Per quanto può fare, urla, sbraita, incita, soprattutto Demetra e Misha; è evidentemente sotto l'effetto di un quintale di adrenalina.

Demetra frastornata, con il capo tra le mani e l'urlo che lacera la notte come il latrato di un cane è rimasta a terra, con la testa fra le mani e gli occhi sbarrati. Passano alcuni momenti prima che faccia anche un solo movimento. Poi alza la testa, come se volesse urlare ma dalla sua gola non esce un suono. Un altro tentativo.
Inutile. La sua voce sembra morta.
Con un sospiro si alza e si avvicina a Misha, sbattuto a terra, assordato dal frastuono di mille bombe, incapace di muoversi per alcuni minuti che sembrano un'eternità, gli posa le mani sulle spalle, in un gesto di affetto. Con gli occhi sembra interrogarlo. Lui apre gli occhi, un debole sussurro: - Madre, cosa...- poi sgrana gli occhi, - MaDrE- la voce è un alto e basso come se non riuscisse a modularla, si alza di scatto in ginocchio con la faccia stralunata, si mette le mani alle orecchie: - SoRdO, SOrDO, NOOOOOOOOO!!!!!- e si riaccascia a terra.
Nella continua a tenergli una mano sulla spalla, con una espressione di dolore, come se si sentisse colpevole, mentre il suo sguardo passa in rassegna gli altri: Fabio, Alex, Gloria, Luca, Laura e Rubedo.
Quando vede Laura in preda alle convulsioni le si avvicina, si accoccola e cerca in tasca qualcosa da metterle fra i denti per evitare che si faccia del male da sola. Sono tutti vivi ed è più di quanto si potesse sperare...
Poi i suoi occhi si posano sull'unica apparentemente immune da questo sfacelo. Ed è una muta richiesta di aiuto.

Rubedo è la sola in piedi, ferma, con lo sguardo rivolto verso la villa che brucia ormai di un fuoco naturale, così naturale da fare tenerezza. Si avvia lentamente...

Gloria, accasciata al suolo con lo sguardo spento, di chi ha visto il Nulla e ha perso tutto. Si rannicchia su se stessa in posizione fetale, tremando, con un sorrisino idiota stampato sulla faccia. Sembra non abbia più consapevolezza di nulla, più alcuna capacità di pensiero e anche se, a tratti per un brevissimo istante, una vampata di rabbia e di consapevolezza sembra apparire nei suoi occhi, subito riacquista lo sguardo idiota del decerebrato.

Hashishin resta in silenzio... accecato da una luce nera che ha avvolto i suoi occhi in un velo di pece.

Morgana, con gli occhi sbarrati e la bava alla bocca, si contorce al suolo come in preda ad un attacco epilettico.

Pelter è in ginocchio, ricoperto di sangue e con una testa in mano tenuta per i capelli. Ride, ride e guarda in direzione del tronco di un agente della Cerberus, o meglio, quello che rimane di lui. Irriconoscibile, nemmeno per la divisa. La testa cade rotolando per terra, lasciando la sua macabra scia rossa, e Pelter continua con la sua ilare risata fuori luogo. Per un attimo sembra rilassarsi. Osserva le proprie mani gocciolanti e si volta verso i suoi amici. Riacquista un attimo di lucidità ma di nuovo una fragorosa risata interrompe il silenzio della notte.

Dalla villa, una figura ritorna: ricorda un uomo, simile a Luis di Interview with Vampire; gli occhi sono completamente neri ma, a parte questo, sembra quasi umano. Porta su una spalla un uomo anziano, privo di sensi, piccolo e canuto. Appena la figura si avvicina, sembra diventare più bassa e minuta e non appena appoggia ad un tronco delicatamente l'uomo anziano, appare chiaramente essere  Rubedo, visibilmente alterata come una poiana (di cui è nota l'iracondia). Si appoggia a un tronco, ha sangue su un braccio, sembra causata da un proiettile. Tira fuori il cellulare e compone un numero: - Monica, ho bisogno dei tuo influenti amici, trova un medico, possibilmente intelligente, e portalo con un Van per 10 alla Villa. Fai presto. Qui stanno male. Credo puoi venire anche tu se fai presto... non dovrebbe esserci più pericolo ormai.- Compone un altro numero: - Lete, vieni al rendez vouz: sono stanca, non mi sento bene... devo guidare, spero di farcela.- Finalmente si volge agli altri, chiude gli occhi, percepisce la devastazione delle loro menti, percepisce il Nulla, se ne lascia coprire come un manto nero di inchiostro aderente. Lo fa suo, lo tempra, lo addomestica, lo blandisce... vecchie parole mai sapute... lo prende... tutto insieme pesa, pesa come una mare profondo, oceano mare di bianco assoluto, di negativo latte. E di quel mare, tenta di portare ghiaccio, che lo congeli di pace. Prova, con le loro menti, prova ad essere presenza nel nulla, stilita nel vuoto, polo positivo di un messaggio... riapre gli occhi e spera di vedere qualcosa che le faccia capire di essere riuscita a sanare, seppure un minimo... poi li guarda e si volge a Pan, che sembra il più lucido: - Ora arriverà Monica. Devo portare via di qui quest'uomo, se rimanesse qui, quel poco che resta della sua mente sparirebbe. Non c'è più pericolo, credo, sono tutti morti... devo andare.- Si dirige alla sua motocicletta, una Ducati, con le cinghie del bagagliaio lega il vecchietto alla propria schiena e parte, sbandando un po', perché non si sente affatto bene...

Laura si rilassa e lentamente fino a riprendere il controllo dei muscoli. Sputa la terra che le è entrata in bocca e si  guarda intorno frastornata ma lucida. - Dobbiamo andarcene al più presto...- dice forse rivolta più a se stessa che ad altri, - Chi è in grado di muoversi? Nella?- e si volta verso Demetra. - Vado a prendere la macchina, li portiamo via.- Si volta per andare e inciampa in Fabio che si è trascinato fin lì. Cade, fa per rialzarsi ma una gamba le cede e rotola per terra. Riesce a mettersi a sedere e vedete che si tocca le gambe come ad assicurarsi che siano al loro posto. Poi urla, un urlo di paura e sgomento e guarda con gli occhi sbarrati, quasi a supplicare Pan che non sia così. Si rotola lontano da Fabio, ansimante e rimane a terra fino a quando il suo respiro torna normale. Allora si alza, quasi incredula, e si avvia di corsa verso le macchine, senza voltarsi, le lacrime che scorrono lungo le guance e
grida: - Nella, faccio più presto che posso, non farli muovere!- E tossisce, forse inciampa, ma la notte l'ha già inghiottita.
Dopo poco anche Misha si alza e il suo sguardo e la sua espressione sono impassibili, guarda Pelter, sogghigna, si carica in spalla Pan, poi Gloria, prende la mano dell'Assassino, l'appoggia alla cintola di lei, portandoli verso le macchine. Una volta caricatili, sale sulla sua e scompare.

Roma – Sabato 18 settembre

Mattina
Sono circa le undici quando suonano alla porta di casa di Nella e Fabio.
È Lucia, con in mano un grosso pacco di pasticceria...

È Fabio che apre la porta e dà il benvenuto alla ragazza.
È su una sedia a rotelle, ma sembra che il suo umore non risenta in modo particolare della cosa.
Invita Lucia ad entrare.
Nel soggiorno c'è Nella, un po' pallida, con in mano un grosso bloc-notes...
Lucia entra e, dopo aver salutato Nella, apre l'involto, da cui appare una Sacher Torte gigantesca...
Ed ora, davanti a questa bella torta, mi racconti cosa è successo?- chiede rivolta a Nella, che la guarda e scrive in fretta sul foglio: - Io non riesco più a parlare, ho perso l'uso della parola... –
Poi fa un cenno a Fabio che, dopo aver tagliato la torta e distribuito i piatti, incomincia a raccontare.
- Ecco, non so bene da dove incominciare... - In quel momento un'altra scampanellata.
Stavolta è Monica, che entra in casa come un ciclone e corre ad abbracciare Nella, poi Lucia e Fabio.
Non sembra sorpresa dalle condizioni dei due, forse n'era già al corrente.
Anche a lei Fabio porge una fetta di torta e poi ricomincia a parlare.
- Ecco, è meglio che incominci dalla prima sera, credo fosse l'otto settembre, quando Nella è uscita da casa con l'aria di chi andava al macello, chiedendomi la pistola e dicendomi che dovevo occuparmi di suo figlio nel caso a lei fosse successo qualcosa. Ovviamente l'ho seguita. Questa pazza ha un'abilità speciale per cacciarsi nei guai...
Ho visto che si dirigeva verso l'Aurelia e poi a Cerveteri, verso la necropoli etrusca.
Lì si è incontrata con altri.
La prima sera non è successo nulla. Le vedevo, lei e le altre, andare in giro per la campagna agitando un fazzoletto bianco... Verso l'alba sono risalite nell'auto.
Io ho fatto appena in tempo a tornare a casa prima che arrivasse lei.
Stessa scena la notte successiva.
Ma, mentre perlustravano una zona a circa 4 Km dalla necropoli, verso Santa Severa, ho notato che qualcuno le aspettava: stavano per cadere in un agguato. C'erano almeno sei uomini armati, pronti a sparare loro addosso. Fortunatamente loro non si erano accorti di me, così li ho aggirati e ne ho stesi un paio...
Gli altri hanno incominciato a sparare.
C'è stato un finimondo. Loro, le ragazze, si sono difese mica male...
Ho sentito le loro energie focalizzarsi su chi sparava e ricacciarli indietro. Gli spari si sono spenti piano, piano.
C'è stato una pausa. Gli uomini che le aspettavano si sono ritirati: c'era una villa a circa cinquecento metri, con un muro di cinta ed un TIR parcheggiato sul viale.
Stavo per avvicinarmi a loro quando d'improvviso ci sono stati nuovamente spari, poi un'esplosione sul muro di cinta e di nuovo spari, ma sembrava che fossero gli assalitori a spararsi addosso.
(Nella ti porge un foglio con su scritto: Avevamo con noi Ariel... lei ha fatto solo il suo lavoro).
Gli spari sono andati avanti per una decina di minuti. Ho intravisto una del gruppo che si dirigeva verso il viale della
villa e poco dopo, ho sentito un'auto che si allontanava. Quando gli spari sono cessati, mi sono avvicinato a loro e per poco un mi beccavo una sventagliata da parte di Misha...
C'erano Gloria, Nella, Misha, Morgana e Rubedo. Ce ne siamo andati. Poi mi sono fatto spiegare cosa avevano combinato e mi hanno detto che voi tutte avevate ideato un piano per intrappolare i satanisti che cercavano di rubarvi la Lancia
Siete state brave, complimenti. L'idea di una Lancia falsa, perfettamente imitata è stata geniale.
Ed anche il finto attacco per recuperarla...
Per farla breve, Nella mi ha raccontato che sapevate che loro avrebbero richiamato Tuchulcha per offrirgli la Lancia, non immaginando che avrebbero offerto un falso...

L'evocazione c'è stata. E il demone è sorto, sul richiamo dei suoi adepti...
Ma quando gli hanno offerto la falsa lancia, la sua rabbia è dilagata.
Non ho parole per descrivere ciò che è successo: c'era la morte ma non era la cosa peggiore. Il Nulla totale che inghiottiva la realtà e dilagava...
Loro sono stati spazzati via, ma il Nulla ha lambito il nostro gruppo, appostato poco distante.
Tutti noi siamo stati colpiti: Nella è diventata muta, Gloria sembra non avere più pensieri, Luca è cieco, Misha è sordo, Alex è impazzito, Morgana si contorceva in preda agli spasimi delle convulsioni ed io... beh, lo vedete... io ho le gambe paralizzate. Solo Ariel è rimasta immune agli affetti del Nulla.
Ce ne siamo andati, a fatica, subito dopo: la villa bruciava e stavano arrivando auto dei pompieri e della polizia... So che hanno ritrovato 15 corpi carbonizzati. Ecco, questo è quanto è successo.-

Fabio smette di parlare, poi vi chiede scusa e si allontana.

Nella guarda Lucia e poi Monica scrive in fretta alcune righe e poi porge un foglio: - La Lancia è al sicuro, l'abbiamo sostituita al momento giusto, mentre c'era la sparatoria, era ancora nel TIR. Ci hanno pensato Maya e Andromaca. Ora sono loro, con Monica, che la custodiscono. Ma bisognerà pensare a dove nasconderla... ed a tenerla d'occhio un pochino più saggiamente... -

Mentre le due donne leggono, Nella scrive un secondo messaggio: - Nessuno sa che la Lancia vera era stata rubata, a tutti è stato detto che era un falso che avevamo preparato per intrappolare i satanisti... -

E mentre porge il secondo foglio lancia un lungo sguardo penetrante a Lucia, poi scrive di nuovo: - Nessuno lo sa, vero Lucia?-
 

*******************************

 
Sabato 18 settembre.

Maya, Andromaca e Monica sono alla villa di Bill Rates. Babis, si stanno sollazzando tra piscina, sauna e leccornie di ogni genere. Le mie amiche di Monica sono ospiti gradite della Villa di Rates.
- Con mia gran sorpresa Andrea Pantarkos è giunto alla Villa per vedermi. Cosa vorrà da me? In ogni caso Babis è scapolo ed io non sono interessata a lui. Datti da fare sorella, sono sicura che il tuo fascino enigmatico l'ha
colpito.- dice Monica rivolta a Maya.
Qui Maya inizia a non sollazzarsi più tanto, chi ha detto a questo Pantarkos che siamo qui? Chi mi dice che "ovviamente" non sappia niente? Non mi piace, Distruzione è troppo presente in questo luogo.

Monica dice: - Ho ricevuto un messaggio da Nella, domenica mattina vado a casa sua, vuole parlarmi, anche se non so bene come farà giacché è muta... troverà un altro modo.-

Qui Maya oltre a non sollazzarsi più inizia anche ad irritarsi. Pantarkos di Distruzione viene alla villa, poi Monica va da Nella. Enigma che è in me non riesce a tranquillizzarsi, Discordia spinge la sua mente in svolazzi frenetici. Pensieri paranoici la legano e la portano lontano.
- Non riesco a contattare Gloria, sono circondata da Distruzione.
Complottano!
Non mi sento al sicuro, non sono al sicuro... Maledizione. La Lancia! Non è più al sicuro nemmeno la Lancia!
A chi rivolgermi per aiuto che poi non approfitterebbe dell'occasione di impossessarsi a sua volta di un oggetto di potere? Non riesco a mettere in ordine i pensieri, Discordia confonde ed Enigma cela i nomi fidati.
Decido lo stesso che lo farò anche da sola, la Lancia è troppo importante per lasciarla in mano a Distruzione, devo portarla via da questo posto ostile, questo posto in cui sono sola tra amici di Monica e di Nella.-
- Resterete tu e Andromaca nella villa a fare la guardia alla Lancia.- continua tranquilla Monica.
- Di Andromaca mi fido ma anche lei è legata a Distruzione, anche involontariamente potrebbe...
Un pensiero inquietante mi coglie. Frugo nella tasca dove da quando l'abbiamo recuperata ho tenuto sempre la Lancia. Un tranquillizzante involto fa ripartire il respiro che si era fermato.
Queste ultime notti Andromaca ed io abbiamo dormito nella stessa stanza, ci sentivamo più tranquille.
Monica non era con noi. Pensavo fosse in compagnia del suo amico ma adesso sono sicura che era a far piani, a cercare un modo di impossessarsi della Lancia. Tutto quel cercare di tranquillizzarmi, di farmi allontanare dal mio compito. Hanno calcolato tutto, non sei indispensabile all'attacco ai satanisti, per l'evocazione siamo anche in troppi (siamo chi? Io appartengo al Circolo, chi sono questi altri che mi hanno relegata a fare il cane da guardia?) Qualcuno deve pur sorvegliare la Lancia, fargli la guardia.
Sono rimasta io, pensavo fosse una mia scelta, ma mi ci hanno portato.
Hanno pensato che mi avrebbero potuto circuire più facilmente. La più infinocchiabile del gruppo.
E invece no, gli faccio al guardia io alla Lancia.-

- Ma veramente non vuoi farti un bel bagno?- Andromaca si affaccia al bordo della piscina, i capelli bagnati e tirati
indietro, il costume prestatogli da Monica lucido d'acqua. La strappa ai suoi deliri... - Prima avrei pensato che voleva solamente mettermi a mio agio ma ora la guardo con occhi diversi, vedo i suoi occhi accesi dalle fiamme di Distruzione. Devo pensare lucidamente (sic!:-).- pensa Maya prima di dire: - Non mi sento bene, mi avrà fatto male tutta quell'aragosta divina e tutta quella maionese non industriale. Devo scappare (bella questa) a rifarmi il trucco, scusami.-

Monica dice: - Tornerò da voi nel pomeriggio. State tranquille, la villa è super protetta.-
- Tu e chi altri? No, non mi troverete a fare bagni e ad ingozzarmi di aragosta.
Ti avrò fregata, come te, e Nella, e Pantarkos e tutti quelli di Distruzione avevate intenzione di fare con me,.
Ma solo loro? Forse non sono soli, forse tutto il Pathos vuole la Lancia, tutti me la vogliono togliere, a me che sono l'unica che la può proteggere, che la può nascondere... - Maya si veste velocemente, l'adrenalina a mille, lascia un bigliettino per Babis sotto la sua porta "Devo allontanarmi, ma spero di aver occasione di continuare la conoscenza" ed esce dalla Villa.
- Spero che il diaframma difensivo sia solamente verso l'interno e che per uscire non debba usare i miei poteri. Metto il casco e sono in viaggio, non so nemmeno io bene dove. Ogni tanto tocco la tasca dove è la Lancia come a tranquillizzarmi sulla sua presenza.-
 

Monica torna alla villa.
Non sa ancora cosa l'aspetta. È serena. La Lancia è al sicuro e sicuramente Maya e Andromaca nel frattempo se la saranno spassata in piscina e in sauna
- Maya poi che faceva gli occhi dolci a Babis. Chissà come è andata? Accidenti se non fosse arrivato Andrea, così per gioco le avrei dato filo da torcere-

Pensa Monica, mentre accompagna Andrea nella dependance piuttosto lontana dalla Villa con l'auto elettrica da erba. Il parco intorno alla villa è talmente grande che sono a disposizione degli ospiti delle piccole auto elettriche da erba per raggiungere le dependance e il piccolo lago con il boschetto dove Monica va spesso a rilassarsi.
- Andrea sarai stanco vero? Mi spiace è tutto il giorno che ti faccio girare e girare a spasso per ROMA. Puoi restare qui e riposarti. Lì ci sono accappatoio per una doccia rinfrescante. Se lo desideri puoi dormire un poco. Verrò più tardi a chiamarti per la cena. Ok io vado, a dopo tesoro.-

Riprende la piccola auto elettrica e raggiunge le sue amiche in villa.

Si dirige in piscina tutta contenta per rimettersi a bagordare ma Maya e Andromaca non ci sono. Le cerca dappertutto. Non le trova. Comincia ad essere preoccupata. Non capisce cosa sia accaduto. Alla villa sembra tutto normale e le guardie all'ingresso erano tranquille. L'avrebbero avvista se c'erano problemi.

Si avvicina al tavolo con ancora su i tre bicchieri bevuti la mattina prima di andare in città. Accanto alle Marlboro light trova un biglietto scritto da Diana:
- Scusatemi amiche mie ma ho contratto un grande debito d'onore con un Fratello che ora chiede il mio aiuto, non posso rifiutare di andare... Sono certa che, vista la sistemazione, qui non ci saranno problemi, resterò con voi fino a quando non mi sarà comunicata l'ora e la data di partenza poi vi lascerò per un po' ma se, come credo, mi sbrigherò in fretta, mi farò sentire per terminare quanto abbiamo iniziato.
Andromaca-

Monica diventa paonazza. Le si gonfiano i lobi delle orecchie. Succede sempre così quando è in stato di agitazione.
Dopo pochi istanti comincia a gridare. - Jimmyyyyyyy Jimmmyyyyyyy-
Jimmy è il domestico fidato di Bill Rates. Un pover'uomo che conosce molto bene Monica. Arriva con molta calma come suo solito la guarda e con un gran sorriso dice:
- Signorina Monica, eccomi... che succede???-
- Le mie amiche, Maya e Andromaca dove sono????-
Con molta calma Jimmy risponde - mah, se ne sono andate. Hanno detto che avevano da fare... non saprei cosa dirle, sa io sono sempre molto riservato con le nostre ospiti.-
- Si, va bene Jimmy va bene. può andare grazie.-

Monica è agitatissima e comincia a cercare Babis (lo trova??? Se si chiede se sa dove è andata Maya con aria molto minacciosa!!!)
Mentre è tutta trafelata e sudata appare Andromaca dal nulla.
- Monica che hai??? Sembri una fuori di testa! È successo qualcosa con Andrea????-
- Andromacaaaa sei qui!!! Sapevo che non mi avresti mollata senza avvisarmi. Ma dov'eri?? Leggi qui!!!- porgendole il biglietto.
Andromaca lo legge perplessa e guarda Monica con aria preoccupata.
- Mah, io sono solo andata qui vicino a comprare le sigarette. Maya era qui quando sono uscita. Santo cielo e ora che si fa? Cavoli, la Lancia!!!!!!-
Monica corre immediatamente nella sala controllo e chiede subito i films delle ultime ore.
Un operatore la sta accontentando (cosa vedo?) Mentre all'improvviso arriva Andromaca.
- Monica esci un secondo devo parlarti. Ascolta, ho chiamato Maya sul telefonino- Le racconta la telefonata con il fiatone ma a voce bassa stando ben attenta che nessuno la ascolti.

- Le ho chiesto: "Maya, che succede? Perché sei fuggita con ciò che sai???
Hai forse avuto sentore di qualche pericolo??
Sorella, ti prego non hai lasciato alcuna spiegazione, siamo in pericolo?? La sei tu??
Parla, facci sapere i motivi che ti hanno portata a lasciarci senza una parola..." E lei:  "Andromaca?" Rispondeva ma non con il suo solito tono leggero e canzonatorio, aveva come un fiatone causato da una corsa frenetica. "Per fortuna sei tu, non avrei sopportato di parlare con quelle traditrici. Si quelle due e quegli altri e tutti gli altri ancora..."
Non riuscivo ad interromperla, parlava concitata, frenetica continuava a parlare: "E gli altri, ed ancora tutti e... Mi seguono sicuramente, mi seguono e vogliono la Lancia, non potevo lasciarla a loro, la userebbero..."
La voce le si spezzava, ho sentito come una frenata a secco, un colpo ed un rumore di scontro di metallo, poi dei lamenti e la trasmissione si è interrotta...-
- Oh Eterni belli!!!!- Esclama Monica agitatissima.
- Che le è preso???? Che facciamo???? Bisogna assolutamente sapere che strada ha preso!!!
Dobbiamo trovarla ad ogni costo!!! Sarà ferita????-

Rientrano immediatamente nella sala operativa e cominciano a guardare i filmati.
Sembrano pensare ad alta voce dicendosi ogni dubbio ogni domanda che passa per le loro menti:
Con chi è scappata via???
Ha preso un Taxi??
Che direzione ha preso???
E Babis va strizzato per bene. Che parli!!!

- Cavoli!!! Maya e la sua mania di persecuzione uffa. Ma dimmi te che paranoie che si deve fare!!!-
- Babis???- A questa parola Monica comincia a correre giù per le scale urlando come una pazza il nome di Babis.

Jimmy arriva frettolosamente. - Che succede signorina Monica???-
Monica con il fiatone e piegata dai dolori alla milza: - Babis, dov'è Babisssss!!!!-
Jimmy composto e sorridente risponde.
- È appena andato a fare un bagno in piscina gli ho appena dato l'acc- Jimmy non termina di parlare che Monica corre verso la piscina con gli occhi di fuori.

Arrivata al bordo piscina resta senza parole.
Babis, corpo da far resuscitare Matusalemme con 50 anni di meno. È lì tranquillo che sbraccia nell'acqua mettendo in mostra tutta la sua muscolatura dannosissima se la si osserva con troppa attenzione.
Andromaca è giunta di corsa alle spalle di Monica.
- Cavoli, Andrea proprio ora doveva venire??? Guarda che pezzo di... - Le arriva sul braccio un buffetto di Andromaca: - Ma ti sembra il momento???-

Babis sente le voci delle due donne che continuano a scambiarsi delicate affettuosità e sorride: - Ragazze?? Avete bisogno di aiuto?-
A queste parole Monica si volta di scatto verso Babis: - VIENI IMMEDIATAMENTE FUORI!!!-
Il suo sguardo deve essere stato convincente perché il ragazzo si precipita ai bordi della piscina. Poggia le muscolose braccia sul bordo e si solleva con un salto uscendo dall'acqua e mostrandosi in tutta la sua bellezza.

Monica e Andromaca restano un attimo in silenzio.

Monica si riprende con difficoltà dalla visione si mette le mani sui fianchi e: - BABIS ORA TU MI DICI DOVE CAVOLO È FINITA MAYA!!! E SUBITO!!!-
Babis le sorride. Con calma si volta verso la sdraio e tira fuori dei calzoncini un foglio che porge a Monica.

"Caro Babis, mi spiace andarmene così ma ho delle cose urgenti da sbrigare. Grazie per essere stato così carino con me. Grazie... " Monica si volta verso Andromaca e sorride. Andromaca ammicca divertita.

La lettera continua... "Se hai voglia di chiamarmi questo è il mio numero di telefono. Sono in una Villa al Terminillo." Segue anche l'indirizzo e la firma di Maya con uno svolazzo.
- Terminillo, Andromaca al Terminillo!!! Presto andiamo!!! Tu Babis vieni con noi!!!-

I tre si mettono in moto per partire. Poi a Monica viene in mente un... piccolo particolare: - Scusate un secondo, preparate una borsa torno subito, dimenticavo Andrea!! Uffa Vado a dirgli un'altra palla, torno subito.-

I tre partono verso il Terminillo.
Arrivano all'indirizzo scritto sul biglietto e Babis è leggermente agitato.
- Mi sa tanto che c'è del tenero tra voi eh?- Dice Monica sorridendo. Si volta da Andromaca: - Hai capito Maya???- e le sorride.

Scendono dall'auto e decidono che debba essere Andromaca da sola ad Entrare. Loro seguiranno successivamente. Maya è già sufficientemente in paranoia forse vedere Monica non è la cosa migliore, almeno prima che Andromaca spiani la strada e le spieghi che non c'è nulla da temere.

Andromaca bussa alla porta. Maya apre dopo aver prima sbirciato dalla finestra e poi dallo spioncino della porta
e aver aperto con la catenella.
Andromaca entra: - Maya ma che diavolo ti è preso??? Come stai eravamo preoccupatissimi per te. Che cosa è successo ho sentito un tonfo al telefonino.- Andromaca capisce che Maya ha cappottato con la moto a causa delle escoriazioni varie che ha sulla pelle.
Le viene un po' da ridere ma sta ben attenta a trattenersi. Sarebbe la fine!
- Ma che paranoia ti è presa? Oh poi mettiamo le cose in chiaro io sono Figlia di Desiderio di Enigma non sono linkata a Distruzione!-
- Non ti preoccupare, mi sono calmata, probabilmente Gloria è di nuovo in sé e quindi il Dubbio, che lei sempre frena per me, è regredito nuovamente nei punti bui della mia mente.-

- Ti prego cerca di ragionare. Monica è andata da Nella solo perché lei stava male dopo lo scontro con i satanisti. È muta lo sai? Anche Pan è stato colpito è rimasto paralizzato dalla vita in giù.-
- Sì, ho capito, non ti preoccupare. Uff!-

- E poi la storia di Andrea...- Qui Andromaca inizia a sorridere: - Maya non c'è nessun complotto. Andrea è innamorato di Monica. È venuto a Roma per andare con lei alla festa di Morgana. È stata solo una coincidenza. Credimi. Non c'è nulla da temere.-
- Anche io vorrei andarci... –
- Ti prego sorella. Per piacere cerca di rilassarti.-
- Ti ho già detto che non c'è problema, che è tutto a posto. Prima alla porta temevo fosse qualcuno di più pericoloso, per quello ero così guardinga.-

- Ognuna di noi ha fatto un patto. Nessuno lo ha sciolto. Dai Maya, non pensiamoci più e torniamo a Roma. Mettiamo 'sta lancia al sicuro e andiamo tutti a riposarci un po'.- Così dicendo Andromaca mette un braccio sulla spalla di Maya quasi a volerla consolare.
Scansando il braccio scocciata sbotta: - Ma non mi stai a sentire, allora! Ho detto che è tutto a posto!-

- Ci sono Monica e Babis qui fuori... vuoi che li chiami? Monica è preoccupata per te. Ne abbiamo parlato. È dispiaciuta quanto me che hai potuto pensare che potevamo tradire tutte le sorelle. Su Maya, ora basta. Rilassiamoci tutti e non pensiamoci più. La chiamo ok????-
Maya la guarda sconsolata. Non prova neppure più a contraddirla, ormai rassegnata.

Monica e Babis sono entrati in casa. In effetti, Maya ora è più tranquilla. Tra l'altro lei e Babis restano un minuto in silenzio a guardarsi. - Allora che si fa sorelle, riportiamo tutto al suo posto??? Abbiamo una festa tra pochi giorni no?-

Babis capisce che è il caso di aspettare fuori. Basta un'occhiata di Monica che ha già cominciato a rivolgersi a Maya:
- Potrebbe venire anche Babis con noi alla festa che ne dici??? Mi spiace per tutto questo trambusto. Ora, cerchiamo un luogo sicuro per la Lancia? Che ne dite? Così ci rilassiamo un po'. Credo ne abbiamo tutte bisogno.
Io il 24 settembre devo partire. Per allora vorrei sistemare tutto. Se volete si può nascondere temporaneamente in banca nella cassetta di Bill. Oppure avete altre idee? Contattiamo le altre sorelle. Forse è la cosa migliore.-

Monica invita Maya a riprendere le sue cose e a tornare a Roma e subito dopo telefona velocemente a Nella per avvisarla, quindi: - Ok ragazze torniamo a Roma, ci aspetterà Gloria, scortiamo Maya fino a casa sua e poi Andromaca ed io possiamo andarcene. Ehm, io avrei delle cose da sistemare.-

I quattro si mettono in viaggio per Roma. Si assicurano che Maya arrivi sana e salva da Gloria dove Babis e Maya si salutano affettuosamente mentre stanno già per partire: - Accidenti, addirittura due volte, mi avete scortata. Non vi fidate proprio. Posso portare Babis alla festa?- la domanda di Maya fa sorridere Monica: - Sì che ci fidiamo, è per la tua incolumità sciocchina. Devi portarlo altrimenti chi lo regge???- Non vede l'ora di tornare alla villa di Rates, c'è qualcuno che l'aspetta e infatti: - Ci vediamo alla festa di Morgana ragazze!!!-


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