Aveva più o meno la mia età, 36/37 anni circa, piccola
di statura ma ben proporzionata, i capelli d’un color fulvo stinto, con
una ricrescita piuttosto evidente, raccolti in una coda tirata.
Era una donna ancora bella ma abbastanza comune seppure aveva negli
occhi qualcosa di represso.
Si presentò con una falsa sicurezza, tradita dalla stretta di
mano alquanto timida:
- Salve! Sono Lidia, mi manda la fam. Federici.
- S’accomodi, sono Habanera. Mi dica, di cosa si tratta?
- Bè, ecco... si tratta di mio fratello... - Disse titubante.
– Non so se...
- Non abbia paura, capisco che il non poterle rivelare la mia identità
la metta a disagio, ma deve fidarsi di me e dirmi tutto il possibile per
il buon esito delle ricerche. Gli amici comuni che l’hanno indirizzata
a me potranno rassicurarla ulteriormente, se vuole può chiamarli...
- No, no, non importa, è che non so bene neppure io di cosa
si tratti... Vede, mio fratello si è perduto, o non saprei come
dire, d’un tratto, o meglio, non saprei, lo vedevo già cosi’ poco.
Fatto sta che si è allontanato andando a vivere a Prato per studi
o altro. So che viveva con amici: gente strana!
- Dica, dica pure.- la invitai a proseguire, pareva un po’ spaventata
e confusa.
- Vede… pensi: frequentava un negozio di giochi ed ha cominciato a
fare strani giochi con gli amici, sa quei giochi di ruolo… dove non ti
rendi più conto se sei tu o il personaggio del gioco a vivere la
tua vita?
Il fatto è che ha cominciato a cambiare, non telefona più...io...
Scoppiò a piangere, come capitava spesso, la consolai promettendole
di risolvere i suoi problemi e di prodigarmi affinché ciò
accadesse nel minor tempo possibile. Mi porse allora una busta gialla,
l’aprii, conteneva degli indirizzi, alcuni numeri telefonici e delle foto,
alcune di un ragazzino magro, scialbo, con gli occhiali di tartaruga: il
tipico ragazzino “rompiballe” pieno di domande. Ma, scorrendo le altre,
si compiva fra le mie mani il miracolo della crescita: il ragazzino “rompiballe”
era diventato un fusto, un Adone, un dio greco, un…
Ero rimasta a bocca aperta. Di questo caso mi sarei occupata PERSONALMENTE!!
Ero ancora rapita dallo sguardo fiero e ardente delle ultime foto quando
ricominciò a parlare:
- Ecco, vede non riesco più a rintracciarlo, non è importante
che io lo veda se lui non vuole ma sono preoccupata per la sua salute mentale.
Ho chiamato tutti i suoi amici che conoscevo, inutilmente, molti non lo
vedono da anni, altri sono stati vaghi. Ma uno mi ha detto che era entrato
in una “ setta segreta” e che gli aveva proposto di entrarne a far parte
anche lui ma che al suo rifiuto non lo aveva più contattato probabilmente
offeso. Non ha saputo dirmi molto più del nome di questa setta:
PATHOS e del fatto che deve trattarsi di pazzi che adorano dèi musicali
che hanno a che fare con armonie, note o che altro. La prego, mi aiuti!!
Nella busta troverà il suo ultimo indirizzo, non saprei a chi altri
rivolgermi senza essere presa per pazza anch’io, con i precedenti che abbiamo
in famiglia, sembra una maledizione... anche mia sorella... poveraccia...-
aggiunse piano, poi d’improvviso - Oh, scusi non si tratta di lei e non
vorrei annoiarla con discorsi inutili... speravo che almeno lui...- e ancora
sottovoce - mi toccherà, prima o poi mi toccherà... - disse
con lo sguardo vuoto.
L’avevo lasciata parlare osservandola: con la crisi di pianto era crollata
la sua maschera, era una donna fragile e tormentata con gravi problemi
familiari e probabilmente soffriva di crisi ansioso-depressive.
Ci accordammo e quindi se ne andò mormorando fra sé e
lasciandomi dubbiosa: era pazza? Certo uno scherzo non era, i conti Federici
non mi avrebbero tradita né mi avrebbero mandato pazzi senza rendersene
conto, potevo fidarmi almeno di loro.
Appena giunta nel mio studio-covo ripresi in mano le foto: com’era
bello!! Mi attiravano soprattutto le ultime due foto: qualcosa gli brillava
negli occhi accendendoli di fierezza ed accendendo in me il Desiderio.
Non potevo lasciar perdere! Chiamai uno dei miei ragazzi e lo mandai a
Prato a controllare l’indirizzo, sapeva come sbrigarsela, era uno dei migliori
malgrado le tendenze sessuali ma a volte servivano anche quelle.
Al numero di telefono non rispondeva nessuno, mossi tutte le mie pedine,
dovevo saperne di più, dovevo sciogliere l’Enigma!
Iris era la più giovane, non potevo usarla nelle ricerche “più
forti”, non era abituata a subire, era però, come molti giovanissimi,
attratta dai computer ed un’abilissima “navigatrice”. Fu lei a portarmi
i primi indizi: Pathos era un gioco interattivo con un sito web. Non c’era
altro, assolutamente nulla, solo un gioco, eppure...
Le mie ricerche continuavano invano, pareva che attorno a Pathos vi
fosse una fitta rete protettiva, come uno scudo impenetrabile... quando...
Conoscevo Andromaca Gualtieri da qualche tempo, era cliente dell’atelier,
(la copertura per le mie investigazioni “particolari”) quando per un mio
imperdonabile errore ascoltò e vide qualcosa di troppo. Cominciò
un discorso strano dove confessava d’essere una ladra, d’essersi introdotta
nel mio appartamento e di avere scoperto il mio studio-covo. Imprecai dentro
di me: come poteva esserci riuscita! Stavo facendo troppi errori! Ma con
mia grande sorpresa non era tutto lì.
Non capii subito ma quando nominò il Pathos capii che la mia
fortuna non mi aveva abbandonata: il Pathos veniva a me!!
Mentre Andromaca mi sondava durante le spiegazioni, il Desiderio di
risolvere il caso era sopraffatto dal Desiderio di raggiungere il giovane
delle foto.
Pathos?…Pathos! Sembrava tutto naturale, mentre Andromaca svelava l’Enigma,
mi sentivo coinvolgere da un qualcosa che sembrava essere sempre stato
in me, ero sempre più affascinata: gli Eterni, le emozioni, le Note,
gli Accordi, le Armonie, le Alterazioni...lentamente mi sembrava di capire,
di capirne il senso o la verità nascosta.
Il resto venne da sé, ora sono Habanera, alterazione di Faust,
Desiderio di Enigma, Andromaca Gualtieri è mia sorella ed il Pathos
è forte in me.
Le mie ricerche? Hanno perso importanza: altro che setta di pazzi!!
Se sono pazzi ormai la sono anch’io e non posso più giudicarli.
Ho ricontattato la sorella di Leonardo. Eh si che gli pareva strano,
un “demone” s’era svegliato in lui, un immortale, una Nota Pura, “Primo
di Desiderio”, il grande guerriero Gilgamesh custode del Sacro Volto….
Come dire questo ad una donna comune, un’ignara, preda di ansie e depressioni
venate di follia?
Le ho reso il suo denaro aspettandomi il dolore sul suo viso mentre
le comunicavo il mio fallimento: suo fratello era veramente scomparso irrimediabilmente.
Mi ha riso in faccia! Giurando di non conoscere nessun Leonardo, che
suo fratello si chiama Elio e malgrado non si sentissero spesso non era
affatto scomparso.
Mi ha guardato attentamente poi mi ha chiesto:
- E poi, chi saresti tu ??
Al mio stupito mutismo si è voltata ed accompagnandolo con un
gesto:
- Mavaffanculo che cazzo di scherzi.- Poi borbottando:
- Certo che ce né di gente matta!! - si è allontanata
e non l’ho più rivista.
Un caso?! Uno strano caso!!
Certo è che la mia vita è cambiata anche grazie a lei.