Gerusalemme e Berlino, legame di Destino

di
Marco Oreste Mario Migliorini

con la partecipazione di
Serena Antonelli, Patrizia Frosi e Giuliano dal Fra
Coordinamento arbritrale e narrativo di
Luca Giuliano



 
Capitolo primo

Incertezza su incertezza a Berlino

15 Marzo 2000. Telefonata Berlino-Miskolc
- Virag, Sono Farkas. Liberati al più presto e raggiungici, a Berlino, sì. MOMM sta un po' meglio. Ha fatto anche un paio di telefonate e mi ha spiegato - a monosillabi ed espressioni facciali (mi piace quella che fa quando nomino la dottoressa Carabella, poi te la faccio vedere). Succede qualcosa a Berlino e a Gerusalemme. Le notizie su quell’Otto Buchenwelt te le riferisco a voce.
MOMM passa il tempo sul puzzle, sta completando alcune figure di capitani e lo aiuto a dividere vele e bandiere. Sarà una cosa lunga ma possiamo portarcelo appresso in macchina. Che ti devo dire? Adesso ha la mania dei puzzle.
Continua a dormire male. Stamattina si è alzato bofonchiando di essere nelle mani del Dottor Destino. Insiste, con questo Destino, ma che si crede? Capitan America?
Ci sentiamo domani, ciao.-

16 marzo

ePosta - MOMM a Contessa.
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Mi sento molto, molto meglio. Come se la vita mi fosse sfuggita per intero dal petto. Stiamo stringendo la gabbia intorno ad Otto Buchenwelt, il portiere di Berlino contattato dal rapitore della sorella di Lazar; tracce raccolte in Bulgaria con l'aiuto di Paolo Malatesta.
Traccia verso Israele in mano a Aliria e ‘Art’ Artieri.
Ilona e Virag alloggiano al Berlin City Center. Una doppia. Risultano due manager ungheresi di un'agenzia cinematografica che devono fare il casting per una coproduzione ungaro/tedesco/austriaca sulla vita di Sissi, la moglie di Francesco Giuseppe. Gli incontri con le aspiranti attrici si svolgono nella all, al bar dell'albergo o in città, secondo i casi. Farkas studia la casa del nostro per un'effrazione.
La terrò informata.
Ossequi umilissimi
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Berlino Holiday Inn City Center.
Otto Buchenwelt sistema per la decima volte le matite dietro il bancone: ordine, precisione.
Uno schizzo perfetto dell'ungherese alta, bella da far paura:
- Come esercito schierato a battaglia.-
E' stata nella all quasi sempre, o al bar, a fare il suo lavoro. Una sfilata di belle ragazze, anche qualche fanciullo non male (questo non è il genere di Otto ma ha imparato ad essere tollerante oggigiorno). Quanto è importante la tolleranza per mantenersi nell'ordine della vita. Nessun problema con il lavoro delle due donne. Breve intervista, ripresa con telecamera portatile, un paio di battute da recitare nel registratore professionale, l'ungherese bassa era il tecnico del suono - quando c'era.
Casting, Otto ne ha già visti diversi; certo non così assidui: tanto che hanno finito, sembra, l'ungherese bassa parte domattina. La bellona resta - interessante - certo non il tipo da farsi impressionare dai soldi; deve essere uno dei responsabili, sempre in taier, al telefonino. Una telefonata l'ha ricevuta in reception.
E' venuto a prenderle un loro amico. Nessuna altra novità.
Ecco il giapponese della 405. Non è mai in camera. I giapponesi non sentono e non vedono, troppa sicurezza da razza superiore per curiosare. Bene.

16 marzo - Giovedì - Gerusalemme

ePosta – MOMM a Aliria
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>Ciao, MOMM!

Ciao.

>Ho organizzato la cosa a Gerusalemme come se fosse un viaggio d'affari, per avere una copertura, per questo dovrò fare alcune visite in uffici governativi ed una alla nostra ambasciata.

Non sappiamo cosa vi troverete davanti. Vai avanti con i tuoi mezzi e con 'Art'. Mettiti in contatto con lui.

>Quali sono le info sulla traccia a Gerusalemme?

Record 7 - un numero di Gerusalemme, intestato a una società editoriale: "Gross-Er" Tenetemi informato di sviluppi interessanti, se notate qualcosa di strano e se avete bisogno di supporto. Incontratevi e agite insieme, ma cercate di non rendere troppo facile notare che siete collegati. Guardatevi le spalle l'un l'altra. Ogni due giorni ricontrollate la stanza per eventuali microspie. Insomma, queste cose le immagini da sola, sei una ragazza intelligente.
Fine
MOMM
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...
Leggo la posta già a Gerusalemme, metà pomeriggio. L'albergo è davvero centrale: comodissimo! Dunque, ho le mie istruzioni, vediamo di contattare questo Giuliano Artieri. Gli manderò una mail. Tiro fuori il portatile, da una delle valige, acceso, connesso. mi fermo con le dita a mezz'aria sulla tastiera: e se la mail fosse tracciata ? ... la paranoia impazza ... ...meglio paranoici che nei guai.. Vediamo..

ePosta - Aliria ad 'Art'
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- Egregio signor Artieri, il suo nome mi è stato dato da un comune amico italiano. Visto che siamo entrambi soli in un paese straniero, ho pensato che potremmo bere un drink insieme. Cordiali saluti A presto Patrizia Aliria Fabbri –
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A metà strada tra una lettera commerciale ed un tentativo di rimorchio. Ma non posso sbilanciarmi di più senza essere sicura di non essere "letta" da occhi indiscreti. Esco a fare un giro: mi guardo intorno, vedo come è vestita la gente: se non devo dare nell'occhio sarà bene che cerchi di uniformarmi il più possibile allo stile locale. Per fortuna Israele è un tale miscuglio di razze che l'aspetto fisico non ha nessuna importanza. Cerco un infopoint e faccio incetta di depliant, piantine, orari e percorsi di autobus, moschee, chiese, ecc. Ok. Torno in albergo. Sono circa le 19 apro piantine e depliant sul tavolo: intendo studiarmele un pò. Ma prima accendo di nuovo il portatile per vedere se ci sono messaggi...

- Ho fatto qualche indagine, aspettandoti - davanti ad un bel piatto di cuscus Giuliano 'Art' fa il punto della situazione - La società editoriale Gross-Er non ha un sito Internet. La sede si trova in un palazzetto in Ranbon Street, al n. 27, nel quartiere sud-occidentale di Rehavia. Nulla di particolarmente eccitante. Occupa tutto il terzo piano. Curano la stampa di cataloghi commerciali, in qualsiasi attività merceologica: scarpe, elettrodomestici, grandi magazzini, ecc. Quei bei cataloghi illustrati, su carta patinata, che vengono utilizzati dai rappresentanti, oppure che vengono inviati per posta ai clienti importanti. Il personale è misto e internazionale: ci sono palestinesi, tedeschi e francesi. -
- Possiamo andarci domani. Ufficialmente sono in viaggio d'affari, per cercare nuovi mercati, niente di strano che voglia far stampare un catalogo. -
- Ok! Se ti fai mandare per mail un po' di documentazione (foto e descrizioni), ci masterizzo un CD e glielo portiamo, un’apparenza più professionale; diciamo che io sono un tuo collaboratore, più convincente. Una volta dentro l'ufficio, mentre tu ti intrattieni con il commerciale della ditta, voglio stamparmi nel cervello tutto quello che riesco a vedere; in particolare eventuali vie di accesso.

17 marzo - Venerdì - Gerusalemme

Gerusalemme da questa mattina è imbandierata a festa. Ci sono dovunque le bandiere di Israele alternate con le bandiere bianche e gialle della Città del Vaticano. Gerusalemme si prepara ad accogliere la visita del papa. La polizia controlla ogni varco stradale in cui dovrà passare il corteo papale. La sorveglianza, già eccezionale normalmente, è strettissima. Nonostante questo, giovedì sera c'è stato un attentato nei pressi del quartiere palestinese. In un pub, una bomba ha ferito due persone. Una telefonata che ha avvertito dell'esplosione ha evitato per un pelo una strage.  Nel nostro albergo, stamattina ci sono un paio di poliziotti che il giorno prima non c'erano.
Facciamo un giro intorno all'edificio in cui ha sede la Gross-Er, al n. 27 di Ranbon Street, c'è una macchina ferma, dall'altro lato della strada, che osserva attentamente l'ingresso della palazzina. Bene, abbiamo compagnia.

Verso le 11 decidiamo di entrare negli uffici della Gross-Er. La macchina è sempre là, dall'altro lato della strada. I due uomini all'interno sono sempre gli stessi.

Ci fanno accomodare in sala d'aspetto. Non mi è mai piaciuto aspettare.
Sirene. Della polizia. Mi avvicino alla porta.
Poi un gran trambusto. Urla che vengono dalle scale. Un'impiegata viene verso di noi e ci invita a restare lì. Pochi secondi dopo entra un'intera squadra di poliziotti (polizia militare- squadre antiterrorismo). I militari non vanno tanto per il sottile. Hanno le armi in pugno. La segretaria alza subito le mani e guarda verso di noi come per dire di fare altrettanto. In israeliano dice qualcosa rivolta ai militari. Due militari entrano nella sala d'aspetto e ci intimano in inglese di alzare le mani. Poi, senza tanti complimenti, ci spingono verso il muro e ci tastano per verificare che non abbiamo armi. Altri, stanno entrando negli uffici: urla e rumore di vetri infranti.
Dopo aver verificato che siamo "puliti", in modo più calmo ci chiedono i documenti. Prendono i documenti e li danno a un altro militare che si allontana. Ci fanno restare in piedi con le mani dietro la schiena e ci sorvegliano a vista. I documenti ci vengono restituiti. Il militare si scusa gentilmente con noi. Dalla sala d'aspetto possiamo vedere in strada la macchina che sorvegliava l'ingresso allontanarsi. I militari che si sono addentrati negli uffici stanno uscendo con un uomo, un arabo o un palestinese, ammanettato. Lo spingono verso l'uscita molto rapidamente. Poi escono tutti. Salgono nelle macchine e se ne vanno a sirene spiegate. La segretaria si scusa molto sbrigativamente: "Mi dispiace. Sono i normali controlli di polizia in un'occasione straordinaria come questa. Sicuramente ci sarà stato un equivoco. Il nostro collega sarà sicuramente rilasciato. Dovete comprendere. Voi siete stranieri e non potete capire in quale clima noi viviamo. Ora dobbiamo chiudere. Potrete ritornare lunedì per parlare d'affari. Ora siamo troppo sconvolti".  Usciamo. Non c'è altro da fare.
Bene, siamo al punto di partenza e, in più adesso siamo noti alle autorità israeliane.

18 marzo - Sabato - Gerusalemme

E' tutto chiuso in Israele. I giornali non parlano dell'arrestato. Ma si sa che in questi giorni gli arresti dei sospetti di attività terroristiche si sono intensificati, se non altro con l'intenzione di tenerli fuori dal giro nei giorni cruciali della visita del papa. Intanto ci sono spesso - nelle strade di Gerusalemme - dei piccoli gruppi di "fondamentalisti" che contestano la visita e il governo per averla autorizzata.
Nel caso che ci convochino per interrogarci, concordo con Art una versione su come ci siamo conosciuti e che ci facevamo alla Gross Er: mi attengo il più possibile alla verità: è più facile da ricordare. Art si è offerto gentilmente di accompagnarmi nei miei giri ed io ho accettato.

20 marzo - Lunedì - Gerusalemme

Torniamo alla G.E. E' chiusa e sprangata.

ePosta da MOMM a Aliria
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Ciao! Le mie vacanze vanno benone. Mi sto rilassando molto, peccato che il mio amico ancora non mi ha mostrato niente di interessante. Sei andata in cerca di quel ristorante che ti ho consigliato? È grande? Che tipo di cucina fa adesso? Il personale è gentile? La scelta dei vini esteri è estesa o hanno solo prodotti locali? Se hai troppo caldo puoi scendere a visitare qualche cripta. Se vuoi mandarmi un messaggio lungo, magari anche uno di quelli belli confusi dei tuoi, a nome del nostro GRANDE comune amico, puoi usare uno dei miei altri indirizzi.
Mario
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Scrivo a MOMM gli avvenimenti degli ultimi giorni. La risposta, criptata, è quasi immediata.

ePosta da MOMM a Aliria
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Gli uomini che sorvegliavano la G.E. non dovrebbero essere il Mossad, altrimenti non li avreste notati. Comincia col mandarmi le informazioni 'bianchè sull'obiettivo, la Gross-Er, cioè quelle che si possono raccogliere senza infrangere la legge. Ragione sociale, finanziatori, storia societaria, prodotti, personale, indirizzi e numeri.
L'uomo che controllo a Berlino è un tedesco di nome Otto Buchenwelt. Non fare a nessuno questo nome. Ricorda che ci interessa l'uomo che è stato in Bulgaria. Quindi i rapporti internazionali della Gross-Er. Viaggi effettuati dai membri o spedizioni di materiale, sia import che export. Ultima cosa. Se siete bruciati e vi sentite in pericolo mollate l'osso e verrete sostituiti da facce diverse. Non fate gli eroi.
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20 marzo, primo pomeriggio. Berlino. Quartiere di Schöneberg

- Bene. Avete studiato le facce?-
- Marco, riconoscerei la tua finta psicologa venezuelana anche se la trasformassero in una simmental.-
- Va bene, va bene, passiamo a Otto.-
- Ecco la foto.-
- Smonta alle sette.- puntualizza Virag.
- Ci sarete. Rileggimi il testo della telefonata.-
- Telefonata in arabo: Ci sono dei problemi. Dobbiamo aspettare. Mi dai la conferma che il pacco è in attesa? Si, confermo.
Il traduttore ha chiesto poco. Glielo abbiamo rivenduto come parte del materiale del casting. Non farà domande. Le altre registrazioni fatte col microfono nascosto nella all non dicono niente di interessante neanche oggi, neanche il microfono sulla linea di casa.-
- Idee? Che ne dici, Ilona?-
- Il pacco potrebbe essere la donna, Neda Jakovic. Quello che sia il problema sarebbe il posto.-
Farkas è un tipo schematico:
- Casa, albergo, resto del mondo. Non ci sono altre possibilità.-
- Lui è tutto casa ufficio. Per tenere qualcuno segregato in un luogo terzo avrebbe bisogno di complici. E non ne abbiamo traccia. Vede solo le sue puttane. -
- Oc. Sposiamo la tesi 'casa o albergo'. Che possa avere in mano la donna è il jolly. -
- Quindi è lui il Falco?-
- Ne dubito. Ma lui conserva qualcosa. Casa o albergo.-
- Casa?-
E' il servizio di Virag, fatto mentre Otto era a lavoro sotto l'occhio di Ilona, fuori della giornata della domestica che pulisce casa al portiere:
- Serrature elementari. Nessun problema. L'ho girata bene e se la mappa è precisa non ci sono posti per nascondere una persona. Se parliamo di altro non ho avuto tempo di frugare. Le foto delle bollette ve le ho fatte avere in copia.-
- La mappa è di catasto tedesco ottenuta dai fratellini lituani. Teutonica. Non nasconde nessuno a casa. Albergo? Ilona. -
- Niente di particolare. Ci sono un sacco di stanze, lo sai. Ho occhiato il libromastro mentre prendevo la chiave, poi registravo sul mio blocco tutti i movimenti di chiavi mentre facevo il casting: ce ne sono poche dove potrebbe tenere qualcuno o qualcosa da giorni. Ecco la lista.-
- Mamma mia, che precisione! Ti sarai slogata il cervelletto...-
- Farkas, sei un deficiente. Tutto il giorno a tenerlo d'occhio e la notte a pensarci su. Non lavoro coll'uccello come te!-
- E non vi beccate come polli! Madonnina! comunque Ilona ha ragione, Farky, non la punzecchiare e dimmi come è andata con la puttana. -
Si vede che Farkas è stato piccato dalla battuta della donna, lavorare di sesso non è il suo genere. Prima di una scopata vengono il cibo, il calcio, il bere, la televisione, un libro. Ma stavolta non c'era scampo, non si può parlare di calcio con la professionista con cui Otto ha fatto l'ultimo giro:
- Lo sssai che non mi piacciono le bbbionde...-
- Non c'era scelta, Fo'. Che ha detto?-
- All'inizzio era sospettosa, poi si è un po' sscciolta.-
- Erano domande innocue stimolate da un bel gruzzolo e riguardanti un tipo apparentemente innocuo. Le controindicazioni dell'apparenza da uomo normale.-
- La casa era davvero normalissima, a parte quelle cazzo di tartarughe, ma dormivano,- si intromette Virag.
- Dicevo che la donna ha detto che era la prima volta che la contattavano per Otto dall’agenzia di escort. Nessuna stranezza, solo che sul più bello ha mormorato:
Ale'.
- E tu che hai detto?-
- Ilona, piantala così. - Farkas non raccogliere la provocazione e continua.
L'occhiata di Farkas è di pazienza necessaria:
- Unica cosa la donna gli ha chiesto se potevano vedersi regolarmente - il nostro amico è di tasca larga - e lui ha detto di no, parte, vacanza. Il Baltico.-
- Meglio di nulla. Una conferma di quello che avete visto sul calendario dell'albergo, il mar Baltico. Ecco la busta con l'ultimo conto della carta di credito-, prosegue MOMM con tono saccente.
- Capirai che fatica. Rubargliela dalla cassetta - spero che tu non hai rischiato troppo!-
- In primo luogo si dice 'abbià, in secondo poi non vorrai che io stia tutto il giorno su quel puzzle o a sentire le vostre menate!-
Ilona da di gomito a Farkas:
- Poi sei tu quello che non deve raccogliere...-
Un attimo di silenzio per la decisione del d-istruttore:
- Vedo che le stanze papabili sono la 327, la 404 e la 611. Le controlliamo già stanotte. Voi donne tornate in albergo con la roba dello sciopping...-
- Maschilista dei miei stivali...
- Chiamo Kaunas e mi faccio portare la roba che gli abbiamo affidato. Farkas?-
- Alloraaa diciamo un garage sicuro stanotte, una macchina, un furgone, bende, corde, etere, una mazza, due mitra..-
- Pistola.-
- Pistole con silenziatore, fumogeni, bomba al fosforo, binocolo con visore notturno, telecamera sonda, microfono da porta, passpartù elettrico, cacciavite elettrico, un caffé, du' paste...-
- Se la donna è in una delle stanze, falso allarme incendio e la portiamo via. Ragazze, fateci sapere cosa c'è nelle stanze. Orologi: sono le 18:52.-
Otto si prepara a lasciare il lavoro. Nessun problema, solo manca la solita busta della carta di credito che arriva in questo giorno del mese.
Buonasera, Herr Buchenwelt.

20 marzo, h. 23:22
MOMM e i suoi uomini sono in posizione. Telefonini e radio portatili per quelli nell'ombra. Un furgone con due uomini dei fratelli lituani nelle vicinanze contiene altro materiale. Virag si aggira tra i piani con il microfono da muro ultrasensibile e la telecamera.
Ilona alla oll a bere un drink con un lumacone tedesco per tenere d'occhio la reception e chi entra e a che piano va .
Stanza 611 - chiacchiere con cameriera, bagno rotto, fuori uso da tre giorni.
Stanza 327 - voci di uomini, lato strada, Farkas entra nell'Europa Center dall'altro lato della strada con il binocolo a intensificazione di luce. Impiegati tedeschi sbevazzano birra.
Stanza 404 - ultima da controllare. MOMM in strada in macchina.
- Calma ragazzi. Operazioni passo passo. Virag?-
- Silenzio assoluto. Niente sistema d'allarme. Nessuno in vista.-
- Vai dentro, bella.-
La cera trabocca dal bordo della candela, precipita in un istante di luce. Poi congela goccia a goccia.
- Sono dentro. Vedo una stanza attrezzata con macchinario ospedaliero, sembra la camera di una clinica. Non manca nulla. Un piccolo reparto d'urgenza. Mancano solo il malato e il personale.-
- Fatti un giro, filma tutto e esci. MOMM a tutti. Dust off appena Virag è al sicuro.-

21 marzo, martedì.

Il giorno dopo, come da prenotazione, la bassa ungherese lascia l'albergo.
MOMM, chino sui dodicimila pezzi della battaglia di Lepanto, ascolta Farkas.
-Il dotttoree che ho pagaaato ha detto che la stanza sembra attrezzata come un ospedale, macchina dialisi, ossigeno, e altra rrroba di cui ha fatto la lista come si vede nel film fatto da Virragg.-
Silenzio.
Lazar Jakovic o sua sorella? Nessuno è così malato. Ho in mano un pezzo verde, il suo spazio nel puzzle è in campo rosso. Non è il pezzo che cerco. Devo trovare un pezzo uguale. Dove sono i rossi? Il sovrano Destino ci ha donato il mondo del possibile.
- Sssecondo me questa bandiera ggialla è più a ddestra. -
Silenzio. Puzzle.

ePosta - MOMM a Contessa.
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Mi serve un medico. Può segnalarmi qualcuno dedito e fidato al Sovrano?
La situazione resta indecifrabile. Nessuna novità dagli agenti a Gerusalemme.
Mi prostro.
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Nel pomeriggio il piano ha preso forma.
Farkas prende un appartamento al Palace Hotel, dall'altra parte della strada si vedono le finestre della 404 al Holiday Inn Crowne Plaza Berlin Center. La stanza 404.
Farkas nella sua comincia a sistemare la sala riunioni. Poi arrivano le apparecchiature elettromedicali per la teleterapia, e Klaus. Il tecnico tedesco e Farkas si incontrano con MOMM per definire i dettagli tecnici della sorveglianza:
- Vediamo se c'è tutto...
31120 Professional Surveillance Recording;
System 4420-RXP-100 Programmable Briefcase Recorder;
ER-4 Longe-Range Parabolic Microphone;
PCA-1000 Computer Protocol Analyzation System;
Sistema di rilevazione sonora al laser;
Una radio multifrequenza con una antenna parabolica orientabile e il finale più potente che abbiamo trovato. Ochei, io mi metto in questa stanza.
Nella suite viene installata una base d'ascolto puntata sulla stanza dall'altra parte della strada. Sono apparecchiature passive. Quelle attive le useremo il meno possibile.-
- Il tipo di attrezzature mediche da spiare sarà dato dalle riprese fatte di Virag. Inoltre lo stesso tipo di apparecchi lo sto facendo comprare al volo da un distributore austriaco, ci facciamo consigliare da un medico che ci faccia da consulente. Le stesse macchine, comprate dal fax del Palace con fatturazione a società ungherese di comodo e pagate con assegno su conto svizzero vengono usate per mettere a punto i macchinari d'ascolto. Poi le stesse macchine vengono istallate in una stanza d'emergenza ricavata in un appartamento in periferia trovato grazie agli amici di MOMM con cortile interno con accesso veicoli. Così avremo la copia esatta della stanza 404, una nostra stanza per il misterioso malato.
- Stasera pago consulenza altro medico su tipo di malato che potrebbe essere atteso. Chiamo medico amico per consulenza su materiale di consumo - incluse medicine - da procurare. Le compro. Mi faccio consigliare infermiera fidata della mala. -
- Dirrei che da questo punto siamo in una bara di ferro…-
- Una botte, Farkas, è meglio una botte…-

MOMM prende una stanza all'Holyday Inn, prestando attenzione ad entrare uscire e riprendere il documento sempre quando non c'è Otto.
Ilona è ancora all'albergo. Fingono di non conoscersi.
Si contatta agenzia di attori per provino di medici.

La riunione notturna scorre tranquilla come un fiume pieno di cocomeri.
- La stazione di spionaggio verrà attivata presto.
Aspettiamo gli sviluppi tenendo sempre sotto controllo le linee e i mex di Otto.
Ilona, continua a controllare a chi entra o esce e ai movimenti di Otto. Tieni, lo schizzo che Otto aveva fatto della tua faccina; l'ha ripreso dal cestino Virag. Disegna bene, l’amico. Incorniciatelo.
Tuttora non abbiamo idea di cosa succede. Il piano è di aspettare che la stanza 404 sia occupata, sapere chi c'è dentro, prelevarlo.-
- Da soli?-
- Ho chiesto aiuto alla gente per cui lavoriamo. Arriva presto aiuto cazzuto.-
- Era l'ora di vedere la facccia di uno dei tuoi aaamici...-
- Non ti ci abituare, Farkas...-

21 marzo - martedì – Gerusalemme

Martedì’sera, a cena. Ristorante tipico, specialità locali, atmosfera rilassata, almeno qui. Musica di sottofondo che ti entra nel cervello, filastrocche sonore che si mescolano con i profumi della cucina. Tavolo appartato, atmosfera complice.
Art è un po' sconsolato, me ne accorgo.
- Cos'hai, Giuliano? E' tutta la serata che comunichi a monosillabi -
- Hai ragione, Pat, scusa. E' che dall'inizio di questa storia sta andando tutto storto; non lo so, ma ci hai visto? Non riusciamo neanche a parlare con una centralinista, porca miseria, che un altro po' ci arrestano!!! Ma io sono un musicista, mica uno 007!! -
Lo fisso con un aria indecisa tra il rimprovero e la comprensione.
Art tira una boccata dall'ennesima sigaretta, e continua: - Vabbè, ho capito, mi devo dare una regolata. Siamo in ballo, vediamo di imparare i passi giusti, almeno. Dobbiamo decidere il da farsi; credo che qui le vie 'regolarì portino tutte a vicoli ciechi. Temo che dovremo pensare di fare una visita notturna alla casa di Biancaneve, magari riusciamo a cavarci fuori qualcosa di più; e poi, mi piacerebbe molto sapere chi cavolo fossero i due tipi nella macchina scura - Spegne nervosamente la sigaretta nel portacenere, mentre mille dubbi mi affollano la mente. Saremo in grado di forzare quella porta? O forse è il caso di affidarci a qualcuno un po' più esperto? Forse potremmo chiedere a MOMM. E se riuscissi a ricordare la targa di quell’automobile, magari potremmo risalire a chi è che sorvegliava la sede della Gross-Er

23 marzo - giovedì - Gerusalemme

La targa israeliana, non riusciamo proprio a ricordarla. Era una macchina scura. I tipi che sorvegliavano l'ingresso della palazzina erano robusti, capelli corti, facce da schiaffi, probabilmente palestinesi. Uno dei due leggeva un comic-book americano: "Battleaxes". In copertina un paio di feroci guerriere vikinghe.
Torniamo alla Gross-Er. La macchina non c'è più. In compenso l'ufficio ha ricominciato a funzionare regolarmente. Decidiamo di ripetere il tentativo di contatto commerciale. Alle brutte cercheremo di entrare di notte; in quel caso dobbiamo prepararci adeguatamente.

- Buongiorno, sono Miss Erika Schuster, del commerciale. E' un piacere trattare con lei, miss Fabbri. Siamo onorati che abbia scelto la nostra ditta per un catalogo che reclamizzi i vostri prodotti in Israele. -
Dopo i convenevoli si passa alla trattativa, ci mostra alcuni loro cataloghi. Ce n'è uno sulla sua scrivania che attira la nostra attenzione probabilmente è l'ultimo prodotto editoriale della Gross-Er. E' un catalogo di attrezzature mediche per malati terminali. Monitoraggio funzionale, interventi d'urgenza, tecnologia avanzatissima per fronteggiare l'assistenza a persone con gravissimi problemi fisici. Riusciamo a leggere il nome della società produttrice: Fraundeskreis der Tod - Berlino, Britzer Strasse 12. Lasciamo il CD masterizzato, prendiamo alcuni campioni, anche quello della FdT. Saluti, sorrisi.
 

23 marzo. Giovedì.

Da Milano, parte un ambulanza diretta a Berlino. E' un'ambulanza attrezzata per la rianimazione e il mantenimento di feriti gravi. L'arrivo a Berlino è previsto per le prime ore del mattino. L'autista consegnerà il veicolo nel parcheggio dell'aeroporto di Berlino.
Parte un pacco via corriere espresso, è indirizzato all'ufficio postale dell'aeroporto Tegel a Berlino. Nel pacco ci sono tutti i moduli in bianco che vengono usati in clinica per fare richieste di trasferimento pazienti, e autorizzazioni alla dimissione. Insieme ci sono anche i timbri necessari, qualche radiografia di un incidentato, una cartella clinica di paziente che ha subito una terapia prolungata per ferite da incendio senza nome o foto.

Ginevra, 17:15.
Destino di Discordia lascia la villa della Contessa e si reca all'aeroporto. Con sé ha il suo inseparabile zaino, insieme alla borsa da medico di urgenza.

SMS a MOMM ore 18:15
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Sto salendo in aereo. Sue informazioni sufficienti. Le utilizzerò appena giunto. Attendo suo contatto prossime ore. Arthur Dal Cais.

Messaggio per il dott. Dal Cais presso bancone arrivi, aeroporto Tegel, Berlino.
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Ben arrivato. A presto. Svejk.
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Berlino, Hotel Palace Berlin, ore 22:00.

Un uomo si avvicina alla reception, porta un impermeabile bianco, i capelli biondi raccolti in una coda e la barba di due giorni. Porta uno zaino molto capiente e sulla spalla destra è appesa una grossa sacca da viaggio. Una sciarpa indiana passata intorno al collo sostiene il braccio sinistro dell'uomo. Non avrà più di una trentina d'anni, si rivolge immediatamente al portiere.
- Buonasera. C'è una camera a mio nome: Arthur Dal Cais,- dice l'uomo in un buon tedesco. L'accento è molto strano, un misto di inglese e italiano, non è facilmente definibile. L'uomo consegna un documento, passaporto irlandese. Prende le chiavi e si dirige verso la stanza. Dal Cais si ferma davanti alla porta della stanza. Posa la sacca dei ferri a terra e apre la porta. Esita un attimo, poi entra. Chiude la porta. Non ha acceso la luce, avanza con cautela. Si muove lentamente. Aiutandosi con la memoria e le mappe di MOMM attraversa l'alloggio. Si ferma ad ascoltare. Poi dopo essersi assicurato di essere solo fruga in una tasca dello zaino. Ciò che ne estrae sembra un accordatore acustico elettrico. Lo accende e lo orienta in tutto l'alloggio.
- L'agenzia di Mario e Mirko ha lasciato in eredità alla FATO questo gioiellino. Vediamo quante pulci troviamo.-
Con calma l'uomo comincia a sondare l'alloggio con quel piccolo dispositivo, dovrebbe trovare eventuali microspie di media sofisticatezza. Lo fa con calma, mentre aspetta di essere contattato.
Dieci minuti dopo l'arrivo ti arriva una telefonata:
- Sono Farkas. Salgo e busso. Non mi spaccare il testa. Eh? Ho segno di riconoscizione, OK?-
Dopo due minuti arriva nella stanza di Dal Cais il tipo magro con la barbetta che prima mostra il libro. Svejk.
- Il amico dovrebbe essere messo in stanza 404 di Holyday Inn Crowne Plaza da altra parte strada, vedi? ora la stanza è vvuota.
Ecco mappa di zona, pieno centro commerciale di Berlino, un mucchio di gggente.

Cerchio rosso entrata albergo. Il portiere è avversario. Lì in albergo ci sono MOMM e Ilona. Io abito qui. In stanza lusso. Copertura questa: all'albergo risulta che io sono stato mandato da società magiara a fare dimostrazione di attrezzatura ellettttronica medicale e usiamo la mia suite come expo rum. Tu risulta mio consulente. Tutto il giorno di sopra. Ci sarà via vai di medici. Invece tutto finto. Attori pagati che non sanno, MOMM detto loro che è provino, devono fare il medico che va a vedere una expo, arrivare a reception, salire due battute dieci minuti con me, riprendo domande, caffé via. Invece nella stanza da letto (ecco mappa mia suite) vogliamo mettere stazione spionaggio. Teniamo d'occhio attrezzatura elletronica e discorsi a distanza. Tu ti studi i dati del paziente della 404. Appena pronti organizziamo e preleviamo. MOMM dice che forse “scorre o'sang'”. Capisci? ecco numero di MOMM. Puoi chiamare. Da hhhall. Si attacca domattina, colazione a sette. Csà.-

24 marzo. Venerdì - Gerusalemme

In giro per gli uffici amministrativi in cerca di notizie sulla Gross-Er. La società è stata costituita nel dicembre 1998. C'è un solo rappresentante legale: Marcus Stinkel, residente ad Hannover. Rapporti con l'estero non particolarmente significativi. Svezia, Danimarca, Germania.
 

24 marzo. Berlino.

La mattina, dopo la colazione in cui Farkas si è mangiato una vagonata di formaggio, gli agenti di Destino cominciano a ricevere gli attori-medici nell'appartamento di lusso. Uomini silenziosi hanno portato diversi scatoloni verso le 08:00. Il nerd coi capelli lunghi biondi e abbigliamento punk presentatosi come Klaus si occupa di mettere in opera i macchinari nella camera da letto e nella 'exporoom', con la consulenza di Dal Cais per gli aspetti medici.
Per chi viene c'è una stanza con macchinari simil medicali e computer-collegati con dei cavi verso la camera da letto. Andirivieni di medici e odore di caffè.
Alle dieci vengono accese le prime macchine. Le letture sono piatte.

Dal Cais riceve una telefonata sul cellulare in affitto ricevuto da Farkas.
- Una macchina ti aspetta alle 11:30 esatte all'incrocio con la Budapester-strasse, una mercedes verde con i finestrini azzurrati. L'autista non farà domande, ci pensa Farkas affinché tu sia riconosciuto. Puoi andare a prendere il tuo pacco e l'ambulanza. Portala dove preferisci in un parcheggio a pagamento tra i più vicini: pagano i miei amici. In un'ora e mezza sarai di ritorno.-
Mentre Destino di Discordia sta andando all’aeroporto il telefono vibra ancora:
- Sono ancora io. Io me stesso. Ti chiamo dalla metro. Spero sia chiaro il movimento. Quando la 404 è occupata prendiamo il paziente. Dalla stanza a un furgone. Dal furgone alla stanza sicura di stabilizzazione. Dalla stanza sicura con ambulanza verso casa. Mi rimetto a te per ogni variazione.
Volevo dirti una cosa. Il mio avvocato ha visto l'amante della Mater Catastrofae il 16. Lazar era rimbambito forte, ma in buone condizioni. Quindi non so cosa gli abbiano fatto per metterlo in condizioni di aver bisogno di una stanza di terapia intensiva. Qualcosa non quadra. Quindi si recita a soggetto, il mio preferito. Posso prospettare tre eventualità.
La stanza non è per chi crediamo ma per un signore sconosciuto che ha bisogno di molte cure. La stanza è un luogo di riserva, in caso di emergenza, e allora devo trovare dove si trova il luogo principale. La stanza accoglierà chi crediamo, allora si procede al prelievo dopo che tu avrai valutato le condizioni sanitarie per effettuarlo. Il prelievo lo faccio io: non voglio correre rischi con la vita di Lazar o della sorella.
Ma dubito che ci troveremo davanti uno degli Jakovic. Le loro tracce le abbiamo perse in Bulgaria, indizi invece portavano al Brasile, qui e a Gerusalemme. Il Brasile era una strada chiusa, dal 14 di marzo DESTINO il sovrano ha due alterazioni nella Città Santa a investigare. ‘Art’ Artieri e Aliria Fabbri, occhi e orecchie dello scorretto MOMM.
Tieni i ferri e la tua roba dove preferisci. La copertura per adesso è sufficiente.

25 marzo. Sabato.
Virag pedina Otto per controllare i suoi spostamenti casa-albergo. Ilona e MOMM con un gioco di entro-esco-prendo un caffè-mangio-faccio shopping restano nei paraggi dell'albergo per controllare i movimenti sospetti. Ilona rileva chi si trova nelle stanze adiacenti alla 404 e chiama ancora alcuni dei giovani attori che avevano fatto il casting per 'approfondimento e selezione ulteriore'.
Si continua a non perdere di vista Otto, ma non ci sono particolari novità. A parte altre due telefonate in arabo. In arabo.

Durante il giorno Farkas e Dal Cais hanno fatto la vita normale dei rappresentanti all'estero.
In questo pomeriggio di sabato MOMM chiama Destino di Discordia per fare il punto sulle operazioni:
- Ho il nome dell'autista dell'ambulanza per il trasferimento verso l’Italia, in regola con i suoi documenti, è Markus Fahl.
Ho un amico nell’ambasciata a Berlino. Già mi ha aiutato per il caso di Andrea Gnesi. Chiamiamolo ‘Gennaro’.
Ho organizzato con una clinichetta privata di medici turchi nella periferia, la SchoenKraken Klinika del Dottor Amir Goeroengul. Ti risparmio i dettagli. Ho pronta la testimonianza del medico di guardia e del direttore della clinica su un ricovero e che la mattina dopo il paziente è stato inviato in Italia. Il dottore lo trovi nella oll stasera alle 21:00, vi bevete qualcosa e ti mette tutte le firme che vuoi. Fino a stasera la stanza risulta vuota. Sembra che vada tutto bene. Otto è sotto stretto controllo. Ha fatto un altro paio di telefonate in arabo da cui risulta che il 'pacco' è in ritardo.
Lingua araba. Sussiste la relazione con Gerusalemme, ma che cascasse la testa di Pantarkos se ho capito cosa abbiamo per le mani. Da Aliria e ‘Art’ nessun chiarimento.-

25 marzo. Sabato. Gerusalemme

Di sabato gli uffici sono chiusi. La città si sta preparando al grande evento: la visita del papa nella Città Vecchia, nel centro delle tre religioni monoteiste: il Santo Sepolcro, la moschea el-Aqsa e il Muro del Pianto. Gerusalemme è stracolma di visitatori da tutte le parti del mondo. Non c'è un posto libero negli alberghi e negli ostelli nemmeno a pagarlo oro.
Con Art facciamo un po’ di turismo ed esaminiamo il catalogo preso alla G.E.
- Aliria, tu che conosci il tedesco, che significa Fraundeskreis der Tod ?-
- Significa "circolo degli amici della morte" o "circolo del signore della morte", che, visto quello che fanno mi sembra un nome adatto. Tutte le cariche della G.E. sono tedeschi. -
E MOMM mi ha parlato di Otto Buchenwelt, di Berlino anche lui...
- Coincidenze... Un po’ troppe, per i miei gusti. Direi che è proprio il caso di fare una "visita" alla G.E. Ad uffici chiusi, naturalmente. Dobbiamo fare un altro sopralluogo e organizzarci. Prima aspettiamo che il Papa torni a casa: saranno tutti più tranquilli. -
 
 

* * *

Capitolo secondo

Sorpresa da Gerusalemme

26 marzo - Domenica
Il sistema di spionaggio è completo. Microfono laser puntato sulla 404, macchinari nella stanza sotto controllo attraverso una serie di antenne. Le antenne più appariscenti, che puntano verso la finestra, vengono smontate temporaneamente quando arrivano le donne delle pulizie, che comunque sono allontanate abbastanza in fretta per-il-fatto-che-dobbiamo-lavorare. Il resto delle macchine appare compatibile con la copertura della “showroom di teleterapia” approntata dagli agenti di Destino. C’è una microtelecamera che guarda l'entrata della 404 da un allarme antincendio del corridoio.
L’opinione dei consulenti è concorde che i macchinari servano a una persona che ha una serie di problemi fisio-patologici molto complessi: cuore, circolazione sanguigna, dialisi, respirazione difficile.
 

27 marzo. Lunedì.

ePosta. Aliria a MOMM.
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Ciao, Momm!! Ti aggiorno sulle ultime vicende israeliane: Siamo andati alla Gross Er: lì dentro sono tutti tedeschi: l'impiegata Erika Schuster, il legale rappresentante Markus Stinkel, che vive ad Hannover, l'ultimo catalogo è stato fatto per una ditta di Berlino che si chiama "Fraundeskreis der tod", che produce attrezzature mediche per malati terminali. La G.E. commercia con Svezia, Danimarca e Germania. Credo comunque che ci vedremo presto a Berlino: a meno di fatti nuovi, qui a Gerusalemme non si combina più niente.
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ePosta. MOMM a Contessa.
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Aliria e ‘Art’ confermano collegamento tra la Gross Er a Gerusalemme e Berlino. Mi metto alla ricerca della ‘Fraundeskreis der tod’.
Genuflesso.
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Bisogna prolungare la sorveglianza senza insospettire la direzione dell’albergo. la storia della exporum comincia ad essere stanca.

Istruzioni per Farkas.
- Ti mando un fax "Il camion è rotto" Tu farai un po' di ammoina, cacci qualche bestemmia alla tua sfortuna e li informi che non sai come far andare via la roba e aspetti istruzioni. In tarda mattinata io ti telefono e tu tutto rilassato annunci che la società ungherese parcheggia te e tutto il materiale nella suite più costosa che c'è fino a martedì quando arriva il camion speciale dall'Ungheria, nel pomeriggio arrivano i documenti e il pagamento all'albergo non faranno storie. Piazzate tutta la roba nella nuova stanza e riprendete le osservazioni sulla 404. Martedì prossimo mi invento qualcos'altro.-
 

30 marzo - Giovedì - Gerusalemme
Siamo di nuovo lì, Questa mattina c'è una grande agitazione intorno alla palazzina in cui ha sede la Gross-Er. Due ambulanze sono ferme in strada. Hanno il marchio della "Fraundeskreis der Tod", una rosa nera su sfondo rosso.  Ci sono quattro infermieri e quattro autisti.
Mi guardo rapidamente intorno, l'attenzione di tutti è concentrata sulle ambulanze: tiro fuori la macchina digitale, mi defilo dietro le ampie spalle di Giuliano e fotografo la scena: facce di medici ed autisti, targhe, cose, persone.
C'è una macchina ferma sul lato opposto della strada, non è quella dell'altra volta, ad ogni buon conto fotografo pure loro.
Poi, dopo 30 scatti in 30 secondi, ritiro la  macchina e ci avviciniamo.
Uno degli autisti, vedendoci mi trattiene dando il tempo a due infermieri di accostarsi. In un inglese marcatamente teutonico, ma con modi fermi e gentili, ci spiegano che stanno organizzando il trasferimento di un malato grave. Ci chiedono di restare lontano per non intralciare le operazioni. Altri due uomini stanno spalancando il portoncino della palazzina, mentre una delle due ambulanze si accosta con il portellone posteriore aperto.
Cerco di eludere gli infermieri con un bel sorriso, ma dalla macchina ferma sul lato opposto della strada scendono un paio di uomini con la chefia palestinese e un po' sbrigativamente ci dicono di farci i fatti vostri.
Ok, non è il caso di disturbare.
In quel preciso istante una barella attrezzata con flebo viene prontamente fatta uscire dal portone per essere caricata sull'ambulanza. I movimenti sono molto rapidi, non è facile vedere chi c'è nella barella. Sembra un uomo, molto magro e anziano. Poi tutto accade con una rapidità ed un’organizzazione impressionanti. Gli infermieri e gli autisti salgono a bordo dell'ambulanza. I due palestinesi corrono rapidamente verso la loro macchina. Le ambulanze partono a sirene spiegate. L'auto dei palestinesi dietro e, a seguire, una quarta macchina con i vetri oscurati che è uscita nel frattempo dal garage della palazzina. Non ci sono taxi in giro. Quindi è esclusa ogni possibilità di seguire il corteo. Cosa comunque poco salutare, secondo me.

Art cerca, nei paraggi della palazzina della Gross-Er, qualche ragazzetto che parli un minimo di inglese, un tipo un po' più "occidentalizzato" degli altri. Gli da una mancia per andare a curiosare nella palazzina, per sapere chi era il malato, chi erano quelli che l'hanno portato via, dove l'hanno portato, ecc. Il ragazzino non ha bisogno di chiedere, lo sa: si tratta di una persona molto anziana, un arabo, pare. E' stato trasferito in quella palazzina alla fine del '99. Abitava al piano terra.  Nessuno sa chi sia. C'era sempre un certo andirivieni di infermieri palestinesi o arabi.  A quanto pare la FDT ha "sponsorizzato" le sue cure, forse per farsi pubblicità.

Non ci sono sedi della "Fraundeskreis der Tod" a Gerusalemme. Pero' hanno due ambulanze che vanno in giro a prelevare gente malata dalla stessa palazzina della Gross-Er.
Analizziamo le foto scattate sul monitor del PC, alla ricerca di qualcosa, un particolare stonato. Particolari stonati? Uno forse. Analizzando con cura le foto notiamo, facendo gli opportuni ingrandimenti, che uno degli infermieri aveva una mitraglietta nascosta sotto il camice. E gli altri? Cosa sono quegli strani rigonfiamenti sul fianco?
E le ambulanze fanno pensare ad automezzi preparati per "sembrare" delle ambulanze. Troppo nuove, lucide, perfette. Anche i copertoni delle ruote sembrano appena usciti dalla fabbrica.
Poi 'Art' si mette al lavoro. Contatta alcuni hacker amici suoi. La risposta non è una sorpresa: le targhe sono fasulle quanto tutto il resto.
 

ePosta  da MOMM ad Aliria e Art
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La ‘Fraundeskreis der tod’ non esiste a quell'indirizzo di Berlino: ci sono stato, e non c'è un cavolo. Su Markus Stinkel niente. Mi servono vostre foto formato tessera, meglio non recenti. Se qualcuno in Italia (parente o similia) le tiene pronte, le passo a far ritirare. Mandate conferma e indirizzo e nome della persona che consegna le foto se ce la fate.  Informatemi quando tornate in I.
Salute
MOMM
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31 marzo. Venerdì. Gerusalemme
La visita alla G.E. è fissata per il 1 aprile: bello scherzo!
Facciamo un giro di shopping per procurarci l'attrezzatura necessaria. Il 31 sera l'ultimo sopralluogo.

1 aprile  - Sabato - Gerusalemme - esterno notte.
Il piano è semplice: 'Art' entra ed io faccio il palo. Riesce ad intrufolarsi senza troppi problemi: la strada è deserta, la macchina che ho noleggiato ha il motore acceso al minimo.
Nessun movimento. Poi degli spari: Art schizza fuori dalla casa, lo carico in macchina e sgommo via . Non sembra ferito.
Albergo - interno notte.
- Ho preso un dossier, poi è entrato un tizio e mi ha sparato addosso: per fortuna non mi ha preso. Il dossier sembra una cartella clinica, ma è in arabo. C'è anche una foto. E' allegata qui sotto. La data di nascita si legge: 1895!!! Il nome è: Amin Hussein -
- Dobbiamo trovare qualcuno di fidato per tradurla -

2 aprile - domenica - Gerusalemme

ePosta da MOMM ad Aliria e Art.
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Documenti quasi pronti. Se non trattenuti rientrare operazioni in zona B fase critica.
 NON RISPONDO VOSTRA INCOLUMITÀ
The Spark
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ePosta. Aliria a MOMM
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Ciao momm! Ho ricevuto il tuo messaggio, ma per il momento restiamo. Siamo tornati alla Gross Er ed abbiamo assistito al "prelievo" di un anziano arabo in barella, da parte di ambulanze della FdT: hanno come emblema una rosa nera in campo rosso. Abbiamo cercato di avvicinarci ma alcuni palestinesi scesi da una macchina ci hanno gentilmente cacciato via. Ho fatto delle foto, sia delle 2 ambulanze con relativi 4 infermieri e 4 autisti che dei palestinesi e loro auto.
Te le invio, le ho fatte con una macchina digitale. Noterai che uno degli infermieri ha una mitraglietta sotto il camice, e anche gli altri sono armati. Le ambulanze e le targhe sono altrettanto fasulle. Art si è introdotto in casa dell'arabo ed ha prelevato la sua cartella clinica. Il problema è farla tradurre, perché naturalmente è in arabo.
A presto
Almeno lo spero
Aliria
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Immagina una caverna, immagina che sia piena di nebbia sia fitta come ovatta, immagina che si intraveda una figura. La novità confusa di un vecchio in barella, MOMM, non fare quella faccia.
-Ma chi è ‘sto qua? Eppoi il mio nome si scrive tutto maiuscolo…-

ePosta. MOMM a Dal Cais
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Abbiamo la macchina per la dialisi. Inoltre ho fatto procurare un frigorifero nella stanza di stabilizzazione. Quanto si mantiene il plasma? Posso averlo con dei magheggi con la clinica dei turchi. Per sapere cosa sta succedendo bisognerà che prima lo capisca io. Stiamo seguendo le mollichine come Pollicino e spero non ci portino alla capanna della strega cattiva. La traccia della sorella di Lazar, che stavo seguendo veniva dal Brasile passando per la Bulgaria si diramava qui e a Gerusalemme. Avrai letto della società brasiliana che compra castello a Meiningen in Germania. Ho mandato Ilona a investigare. Parte domattina presto da Potsdam con l'ordine di fare una prima ricognizione della zona di lavori. Vediamo se tutte queste mollichine sono state gettate dallo stesso pupo. Anche perché sembra che la pista da Gerusalemme torni qui.
Saluti
MOMM
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2 aprile 2000. Domenica. Berlino.
Berlin City Centre Nürnberger Straße 65. Di servizio Otto Buchenwelt, sempre impeccabile e preciso come un orologio svizzero-tedesco.

Ore 14.30 - Si ferma davanti all'albergo una mercedes nera (vistosamente in affitto Herz) dalla quale scendono quattro uomini, giovani, vestiti sportivi, un po' all'americana. Molto "normali": capelli a spazzola, atletici. Hanno una grossa borsa da viaggio per ciascuno.
Farkas segue tutto col binocolo.

Entrano molto rapidamente. Qualche secondo dopo uno di loro esce, sale in macchina e se ne va.

Ore 14.40 - Arriva un'autoambulanza (senza sirena). E' seguita da una macchina con targa svizzera di Losanna dalla quale scendono due donne vestite da infermiere e un uomo con la chefia alla palestinese. Si affiancano anche due motociclisti vestiti di pelle nera. Si tolgono il casco e si può notare la loro appartenenza ad una qualche etnia araba.

Ore 14.45 - Dall'ambulanza (targa di Berlino) scende un uomo dal posto a fianco del guidatore. Apre il portellone e fa scendere altri due uomini (infermieri) che si occupano di trasportare all'interno un malato, evidentemente molto anziano e con flebo annessa. Non si può riconoscere chi sia.

Ore 14.50 - La barella viene riportata nell'ambulanza. L'uomo risale accanto al guidatore e l'ambulanza se ne va seguita dalla mercedes nera, nella quale era rimasto l'autista. I motociclisti si accendono una sigaretta e restano di sorveglianza in modo molto discreto.

Ore 16.00 - I motociclisti se ne vanno. Non accade altro per tutta la sera e tutta la notte. Nessuna delle persone che avete visto entrare esce dalla porta principale. Ovviamente entrano ed escono altri clienti come sempre. Otto stacca alle 23.00 - Poi subentra il turno di notte.

Klaus nella stanza di spionaggio raccoglie le prime letture utili dal sistema di sorveglianza elettronica. L’ECG è quello di un vecchietto col cuore malandato – niente trucchi: non si tratta di Lazar camuffato.
- Allora chi mmminchia è?- ha borbottato MOMM.

Il vecchio è nella 404, La situazione sembra stabile. Il paziente parla in arabo e con lui le infermiere parlano in arabo. Lo chiamano con il nome di “padre santo”. Si intuisce dalla loro conversazione che non resteranno lì per molto. Nella stanza ci sono anche due uomini. Al telefono con qualcuno (in tedesco) si accenna ad uno scambio.
In serata MOMM stila il piano d’azione con Destino di Discordia: rapire il vecchio appena pronti, prevedibilmente martedì 4 aprile.
- A parte la Contessa, teniamo all'oscuro chiunque, anche Aliria e ‘Art’ in arrivo da Gerusalemme.-
- D’accordo. Sei sicuro che possiamo far saltare il supporto vitale del vecchio? –
- Certamente, ho una radio con un finale da migliaia di vatt puntata sulle macchine della 404. Basta che Klaus vada in trasmissione dalla stanza di Farkas e dall’altra parte della strada salta tutto. Niente pallottole, scarica elettromagnetica. Mejo evità ‘e raffiche de mitra tra du’ arberghi ner mejo centro de BBerlino -
- Abbiamo in mano la vita del vecchio. Ti esporrò il mio piano per mettergli le grinfie addosso in modo tranquillo e pulito. Hai idea di chi sia?-
- So solo che lo togliamo dalle mani dei nostri nemici. Non mi servono dettagli come nomi e cognomi per voler rompere le uova dell’Assenza. In effetti se dovessi dire…
Viene richiesta una stanza per Matteo (nome docu falsi) al Holiday Inn, da lunedì per tre giorni.
La stanza di stabilizzazione viene attivata. Si fa affluire il plasma.

Lunedì 3 aprile, mattina
Evacuazione dall'hotel Palace delle attrezzature non necessarie su camion numero 1, con giustificazione fax a albergo e pagamento conti, nella stanza rimane Farkas con radio e arma. Il resto della giornata di lunedì viene dedicato a seguire i turni e a capire meglio qual’è la strategia migliore. Martedì Otto non è di servizio: il SOVRANO DESTINO protegge i suoi figli.

4 aprile 2000. Martedì

Ore piccole di martedì. MOMM mette a punto il meccanismo fin nelle più piccole rotelle.

ePosta MOMM a Aliria e Art
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TORNATE ALLA BASE. INFO INSUFFICENTI PER GIUSTIFICARE RISCHIO.
DA CASA RECATEVI A MILANO.
PIAZZA DUOMO, DOPODOMANI ORE 16:00.
M.
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Martedì mattina: Matteo lascia l'albergo Palace e prende stanza all'Holiday, porta il materiale per diverse iniezioni anestetiche.
Virag è in strada con l’autista d’ambulanza assoldato dal Pathos. MOMM è nell'albergo Holiday Inn, Farkas nel Palace con binocolo. Il piano degli agenti del Pathos prevede che si cerchi di farsi consegnare il misterioso malato senza chiasso. Mettere a nanna gli arabi forzandoli con la minaccia contro il vecchio – in caso di resistenza stanarli con la forza.
MOMM toglie dalla stanza la sua roba e la manda via qualche ora prima dell'azione. Tutte le nostre stanze vengono ripulite di rimasugli e impronte digitali.
MOMM lascia il suo telefono cellulare con SIM rubata nella sua casella alla oll.
I centauri arabi alloggiano nello stesso albergo. Hanno preso la stanza nella serata di domenica, quando tutto è apparso abbastanza calmo. In ogni caso almeno uno di loro sta sempre di sorveglianza.
E’ lui che riceve il biglietto a mano portato da un ragazzino turco:
-Il padre santo finisce subito se non prendi il telefono dalla casella 633 e fai quello che diciamo.-
Il telefono sta già squillando, in linea c'è Farkas pronto a dare le istruzioni…Che l’arabo non aspetta!
Un'imprecazione in lingua e la conversazione s’interrompe subito. Sono due; uno corre al piano di sopra nella 404. L'altro esce nella strada e chiama qualcuno al telefonino. A questo punto scatta il piano B. B come boato, baraonda, brutale.
Farkas apre la potenza all’antenna a microonde, in un istante un torrente di vatt satura i macchinari della 404 e li manda in frittura. L’ECG si spegne con un ‘TAK!’ da ‘fine partità mentre la macchina cuore polmone gracchia come un citofono guasto.
Prima che arrivi la guardia del corpo le infermiere hanno già dovuto saltare a staccare spine e tubi.
MOMM si cala il mefisto sul volto e scende in garage mormorando i nomi dell’ETERNO:
- Fortuna, necessità, caso…
- Padre santo è senza supporto vitale! Padre santo va portato all’ambulanza!-
Farkas sta già smontando tutto e si allontanerà.
- Padre santo al garage!-
Mettono il vecchio su una sedia a rotelle e abbandonano precipitosamente la stanza. Due per le scale e due col vecchio.
L'uomo con la chefia scende nella hall a capire cosa succede.
La prima infermiera si ferma nella all e poi esce in strada. Parla in modo concitato (in arabo) con quello che si sta incazzando al telefonino (mezzo in arabo e mezzo in tedesco). La guardia del corpo via scale arriva per prima a prendere la macchina d’emergenza, l’ambulanza è lì, il parcheggio sotterraneo enorme, tutte macchine che dormono in penombra come file di scarabei nel nido. Un momento d’esitazione, il mezzo sussurro inconscio della paura di poter essere alla mercé di qualcuno, magari un uomo col passamontagna, forse fuso nell’ombra e invisibile. Con una pistola di precisione di grosso calibro, silenziatore e mirino. La palla calibro 45 trapassa un collo nerboruto facendo lo stesso rumore del cartone, identico.
L'altra infermiera, il vecchio e il secondo uomo scendono con l'ascensore, lui esce per primo - pistola alla mano. Aprendo la porta tagliafuoco rimangono delineati controluce, a MOMM in ginocchio tra due auto non serve il mirino per il tiro al volto. Tra lo scampanellio dei bossoli che rimbalzano in mezzo alle carrozzerie la guardia del corpo si rovescia indietro con un rantolo, l’infermiera presa di striscio torna urlando all’ascensore. E il vecchio rimane lì, vivo ma troppo debole per reagire. Viene caricato sulla sua ambulanza da Markus Fahl e MOMM che sale dietro. L’ambulanza accelera verso l’uscita, il riquadro di luce della rampa - dove arriva un terzo giovanotto, agitando il braccio teso che spara con una makarov automatica silenziata. Raffica alta.
Dal soffitto pioggia di briciole di cemento e bucce arancioni di un lampeggiatore.

- Niente da fare con una ecler e coc 23, amico! – strilla MOMM scaricandogli addosso il caricatore con uno “Stu! Stu! Stu! Stu! Stu! Stu! Stu! Stu!”

- Daje, mettilo sotto!- la guardia del corpo viene anche sbattuta contro il muretto sine ulla pietas.
- Ragdoll!-
Si gettano letteralmente sulla strada.
- My name is mister Rasputin! Yeah!-
I due arabi che sono in strada non ci pensano nemmeno a sparare da lì, piuttosto salgono sulle motociclette per inseguirli. L’uomo sull'ambulanza è bravissimo, sa fare solo quello ma lo sa fare bene. Dopo pochi isolati sono costretti a lasciar perdere, seminati.
Virag, che è rimasta di sorveglianza racconterà che ha notato che dopo pochi minuti sono arrivati gli altri due uomini che si sono fiondati nell'albergo al seguito dell'infermiera Da fuori non si è visto nulla di eccessivamente preoccupante, salvo l'ambulanza che sgommava fuori del garage. Ma questo, tutto sommato, non è troppo strano. Nessuno chiama la polizia. Dopo una mezz’oretta arriva Otto, scurissimo in volto.
Matteo nella camera del Holiday Inn non aveva neanche disfatto i bagagli; era talmente nervoso che non fumava nemmeno, la sacca con il materiale medico aperta sul tavolo in attesa. Appena sentito una sgommata, si è avvicinato alla finestra e vedendo l'ambulanza allontanarsi rapido ha chiuso la borsa sul tavolo, cancellato le impronte dai pochi oggetti che ha toccato e via dalla stanza.
Ha preso l'ascensore fino al secondo piano ed è sceso per le scale al ristorante dell'hotel, molto tranquillamente da lì ha lasciato l'edificio. Con passo rapido si dirige lungo un tragitto studiato sulla carta di Berlino nei giorni precedenti che lo porta alla fermata di mezzo pubblica più vicina, verso la stanza di stabilizzazione.
Il vecchio viene trasbordato su un furgone per mollare l’ambulanza degli arabi, anche perché ad un esame attento quella porta buchi di pallottola e segni di investimento.
- E per fortuna che doveva essere un'azione senza chiasso...-
Volano alla stanza di stabilizzazione, dove il paziente viene immediatamente collegato alle macchine di supporto vitale, alla meno peggio. Gli vengono scattate delle foto. Destino di Discordia arriva di lì a poco. Si fa riconoscere entra. Dallo sguardo si vede che è abbastanza spaesato per il cambio di programma ed è abbastanza preoccupato per la piega della situazione. Comunque sia non appena mette lo sguardo sul vecchio entra il modalità DOC.
Dopo le prime procedure concitate e alcune ore di esami si chiarirà che il vecchio sopravviverà al rapimento ed è trasportabile in ambulanza.
Operazione riuscita.
 
 

MOMM ha aspettato in un'altra camera dell'appartamento dove si trova la stanza di stabilizzazione. Si rilassa con un po' di tè. Ha fatto delle telefonate per sistemare la questione organizzativa con la clinica che vende la copertura per il trasferimento. A sentire che il paziente è un vecchietto i turchi protestano e accampano problemi tecnici, cine alzano il prezzo. E' normale, sono gli affari. Virag è nella zona di guardia per l'arrivo di visitatori non invitati. Farkas raccoglie il materiale tecnico e lo sistema in un magazzino sicuro presso i fratelli lituani. MOMM aspetta che Matteo finisca la fase medica per scambiare qualche idea:
- Il vecchio potrebbe non parlare, non possiamo risolverci alla tortura, ovviamente. Siamo completamente all'oscuro della sua identità e funzione in questa storia. A dire la verità mi ricorda qualcuno, somiglia a uno che ho visto sui libri di storia quando facevo l’università.
Klaus sta controllando all’archivio Wiesenthal, i cacciatori di nazisti.-
- Secondo me abbiamo preso il cugino di Arafat…-
- Sapremo presto chi è: Art e Aliria dovrebbero essere riusciti a mettere le mani sulla sua cartella clinica. Li ho convocati da Gerusalemme a Milano per domani. Poi li farò affluire qui. Non è necessario informarli che il vecchio che hanno visto a Gerusalemme è adesso in nostro potere.–

Nelle ore successive si accerta anche che il vecchio è un arabo, capisce solo l'arabo e un po' di tedesco. I nomi Jakovic e Rustavic non gli dicono proprio nulla. E' anche un po' sordo e quando parla non è che si capisce molto quello che dice, in qualsiasi lingua lo dica. Dice solo un nome: Amin. Amin è molto vecchio - molto, molto vecchio.
Dal Cais parla arabo – dice di averlo studiato in Mauritania - ma riesce solo ad ottenere una dettagliata maledizione:
- Amin dice che Allah - grande e misericordioso - ci farà morire tutti tra i più grandi tormenti. Sta scritto:
“I Malvagi saranno riconosciuti dai loro segni e saranno afferrati per i capelli e per i piedi. Ecco la Hehenna che i malvagi negavano esistesse, ora si aggirano in mezzo ad essa nell'acqua bollente che brucia.”
Dice il Profeta:
“Sta ben attento alle suppliche degli oppressi, perché tra essi e Dio non si interpone nessuno schermo…” e così di seguito. E' un centenario. Non è che sia particolarmente ben conservato. E' un uomo forte che è arrivato a cent'anni. Di certo è uno importante. Lo si vede dalle mani affusolate, per quanto incartapecorite. Si vede che è un intellettuale, uno che non ha mai lavorato veramente. Come noi, insomma!-
Viene deciso il trasferimento alla villa della Contessa per la notte del giorno successivo, con l’ambulanza della clinica di Dal Cais, documenti falsi, scorta e copertura a cura di MOMM. Farkas viene mandato a Monaco a seguire le indagini su Meiningen.

Il 5 aprile tutto si svolge senza novità.

6 aprile, giovedì. Milano.
Aliria e ‘Art’ si incontrano con Ilona a piazza Duomo. Ricevono documenti falsi sicuri e consegnano la cartella clinica del vecchio.

Nello stesso momento, a Ginevra, Dal Cais, Discordia di Destino, passa il vecchio alla Nota pura di Destino, e abbandona l’operazione dopo aver telefonato:
- Momm, ascolta. Io ho da fare da altre parti. Non posso trattenermi di più. E' possibile comunque che nei prossimi giorni sia qua a Ginevra con qualche alterazione di Destino. Se ti serve una mano fammi sapere. Davvero. Di più non posso restare.-
Il vecchio è nelle mani delle Moire.

* * *

Capitolo terzo

Alterazioni rampanti

Telefonata tra MOMM e Art, 6 aprile, sera.
- Ciao. Riceverai nella posta il materiale aggiornato. Ho trovato la Fraundeskreis der Tod. A Berlino, Britzer Strasse, 12 12109 Mariendorf Riceverai la mappa, il guaio è stato che di via Britzer, a Berlino, ce ne sono due! L’altra è a Niederschöneweide
Il telefono è stato staccato all'inizio di marzo, ma c'è ancora una targa sulla porta. C'è solo scritto FdT e la rosa stilizzata graficamente sul fondo in ottone. Le vecchiette del circondario lo sanno che lì c'è un ufficio, ma non sanno di che cosa si occupano. Gente tranquilla, precisa. L'ufficio apre solo per pochi giorni al mese. Ha iniziato la sua attività un anno fa, circa. Ora è dall'inizio di marzo che non si vedono più. L'ultima volta c'è' stata una riunione con dei tizi che parlavano in russo.
DOBBIAMO SAPERE CHI SONO QUESTI RUSSI
Sappi che a Berlino c'è Otto, il portiere del Holiday Inn. Otto Buchenwelt nato a Marieburg, 1963. Abitazione: Thiellalee, 27 (nei pressi del giardino botanico). Occupazione: portiere d'albergo al Berlin City Centre Nürnberger Straße .
Stai attento. Usa con oculatezza i documenti che hai. Riceverai il nome di qualcuno che ti potrà aiutare.
Recatevi alla Fdt
Fate attenzione. Il nostro caso tratta di uno scambio. Non ne conosciamo i termini. Sappiamo che Otto è un intermediario e c'entrano i russi. Prima di chiedere a lui cerchiamo tracce nella FdT. Sono coinvolti anche degli arabi. Occhio a facce semite e carnagioni olivastre. Non potrò darvi molto supporto. MOMM
Dov'è Aliria, Art?-
- Arriverà con un altro volo -

A notte inoltrata MOMM telefona a Farkas e lo fa tornare a Berlino. Farkas borbotta perché aveva ritrovato la ragazza abbordata al tempo del caso Gnesi, esegue e piomba a Berlino dopo aver trattato via telefono con la Erste Mitwohnzentrale per un appartamentino tranquillo a Orianenburg.

7 aprile. Venerdì.
Grazie alla traduzione della cartella clinica si ha l’identificazione positiva del vecchio. MOMM faxa le novità da Berlino:
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Abbiamo in mano un vecchio pazzo maniaco. Mi pareva che somigliava.
Hajj Amin Al Husseini, di professione Gran Muftì di Gerusalemme, classe 1895. Esatto, 115 anni d’età e non sentirli. Altro che olio cuore, qui c’è sotto il gerovital Assente con le braccia uncinate.
Uno dei principali capi arabi in Medio Oriente e in Palestina durante LA Guerra. Fanatico nazionalista arabo e antisionista. In contatto con i nazisti fin dal 1937. Prese parte a diverse iniziative in supporto dell’Asse, tra cui la creazione di reparti musulmani in Bosnia per combattere i partigiani titini (sempre la Bosnia…) Entusiasta dei metodi di Hitler con gli ebrei e simpatico tifoso della soluzione finale, dopo aver visitato un campo di sterminio ne propose l’applicazione in Medio Oriente. Arrestato in Francia, scappa nel giugno 1946 e riceve asilo in Egitto, dove conosce il piccolo Arafat. Ne è lo zio - alla lontana; Dal Cais ci aveva quasi preso. Ufficialmente morto nel 1974. Invece vediamo che per i suoi fini l’Assenza rossonerobruna è riuscita a tenerlo in pista, con qualche curetta miracolosa. Allego foto del nostro che chiacchiera con mediocre pittore austriaco dalle strane abitudini sessuali e in grado di combinare grossi guai.
E’ un vecchietto pericoloso. Simpatico come tutti i fanatici politici, venefico per la mania di risolvere i problemi con la pelle del prossimo.
Fare attenzione col soggetto:“Non c’erano pesci piccoli, erano tutti squali.” (Higgins di Magnum Pi Ai)

Saluti distintissimi

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ePosta MOMM per Art.
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Incontrati con Farkas al Ackerkeller, 23:30. Puntuale. Foto allegata. La tua parola d'ordine è: Lo famo strano. Se è tutto a posto ti risponderà in italiano: Non ti sei fatto aspettare.
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Giuliano ‘Art’ Artieri ha scelto di stare lontano dalla zona di Otto ed è sceso all’Hotel am Scheunenviertel, Orianenburger Strasse 38, a Orianenburg Il quartiere della vita notturna, dei locali, delle gallerie d'arte, happening, mostre. C'è il centro di documentazione ebraica. Stradine vicoli che attraversano isolati passando per i cortili dove ci sono negozi di artigianato etnico.
Il locale Ackekeller invece è al Mitte. 5 marchi l'entrata, la musica non è molto alta, hit anni '80 e '90. Art nota subito che vi sono solo uomini all'interno. Un simpatico locale gay, niente di strano a Berlino. Farkas è al bancone. È tutto a posto, Farkas beve del vino rosso. Se qualcuno li volesse seguire dentro avrebbe i suoi problemi a non farsi notare, sarebbe avvicinato da diversi ammiratori se non accompagnato - insomma meglio di questo, per gli incontri tranquilli, ci sono solo un locale lesbo (pedinatori sono quasi sempre uomini), la Torre al Confine dell’Infinito e la campana del silenzio di Maxwell Smart. Farkas parla un buon italiano, anche se sarebbe meglio che non lo infarcisse di forme assurde imparate chissà dove tipo: "Figa di balena", "Son mi" invece di "Sono io".
Fornisce qualche foto della sede della FdT, ma non sono molto utili. Si offre di fornire qualche attrezzo da scasso, un'arma o una macchina. Tanto le chiacchiere stanno a zero. Bisogna entrare nella sede della FdT al “più prima.”

‘Art’ si fa mandare il "compasso" con ventosa e punta di diamante per praticare simpatiche aperture sui vetri delle finestre, spadini per le serrature, uno spray anti stupro.
- Sapete, sono un così bel ragazzo… -
Compra guanti leggeri per non lasciare impronte. Anche un paio da regalare ad Aliria...
Si è già scaricato la cartina di Berlino con il portatile. Ha una Twingo nera e fa un primo sopralluogo già il 7.

La zona è periferica, c'è una viona di scorrimento e la ferrovia, intorno una zona verde di laghetti e collegi. Nessun locale notturno o posto di polizia nei pressi. Dietro al palazzo dove si trova la FdT c'è una via chiusa a forma di anello che sbuca alla sinistra. Ci arriva il viale di uno dei parchi e permette di arrivare alle strade del quartiere circostante. Rari ma possibili passanti notturni. Il palazzo è perfettamente squadrato, stile industriale anni '50, ma di abitazioni. Anche il palazzo alle spalle al centro dell'anello.
La FdT è al pian terreno. Subito dopo il portoncino C'è una porta sulla destra. C'è anche un'uscita esterna sulla strada. Sul lato interno. Fino a due anni fa era un ufficio di spedizioni. Sull'altro lato, speculare, hanno ricavato un garage con una porta basculante. Al piano di sopra ci sono quattro famiglie.
Interrogata la porta della FdT risponde:
- Sono una solida, normale porta in tamburato dipinta di bianco.-

L'8 Aprile ‘Art’ contatta Aliria.
Lei ha noleggiato un’auto, una BMW nera con tettuccio apribile tuuuuuuuuuuuuuuuutta lucida. Bella. MOMM le ha spiegato che i documenti che ha ricevuto sono di una certa Anna, commessa in un negozio di guanti a Via del Corso. Questa identità è sicurissima, ma rende inevitabile il rischio di non riconoscersi tra empatici e di dare una saccata di botte a dei fratelli.
- Questo è uno dei più grandi problemi del Pathos, dopo la forfora, la mancanza di donne comprensive, la generale diffidenza e l'idea popolarissima 'io sono più furbo degli altri.’-
Meglio agire da soli. Sempre meglio agire da soli. Le alterazioni di Destino si incontrano e stabiliscono di penetrare nella ‘Fraundeskreis der Tod’ lunedì, prendendo domenica come giornata di preparazione.
Sabato pomeriggio, prima che chiudesse tutto, Aliria ha comprato il seguente materiale: pinza-cesoia, un martello, torcia elettrica, un guinzaglio per cani, coltellino svizzero a 4 lame, straccio, zainetto leggero nero. Danke, bitte.

Domenica 9 aprile
Il posto è stato conosciuto a fondo. Alle 18:00 è arrivato un maggiolone grigio, vecchio modello, quello vero. Ne è sceso un uomo, sulla trentina, corporatura massiccia, capelli lunghi, giacca di pelle e pantaloni neri, anfibi. Stile schined, solo che lui ha lunghi capelli biondo scuro che gli cadono sulle spalle. Entrato con le chiavi da davanti ed è andato via dopo cinque minuti. Non sembrava un problema per lunedì.

10 aprile, lunedì notte. Berlino, quartiere di Mariendorf.
‘Art’ è fuori a fare il palo. Aliria, abbigliamento nero, cellulare e macchina digitale, parcheggia l'auto nella strada ad anello e si avvicina alla finestre sul lato dx. Se suonasse l'allarme fingerebbe di star cercando Fritz, il cane, che le è scappato. Ha indossato i guanti regalo di ‘Art’.
Forza facilmente una serranda, nessun allarme:
- Che Destino di Fortuna sia con me.
Che Destino di Necessità mi assista.
Che Destino di Morte sia altrove stanotte. -
Usa la lama di diamante con ventosa, come spiegatogli da Art e entra in possesso di due simpatici tondi di vetro. La finestra è doppia con telaio in legno, l’alterazione di Merlino fa un po' di acrobazie per aprirle entrambe e entrare. Da dentro abbassa la serranda dopo una prima occhiata in giro. C'è un controsoffitto. Con delle bocchette per l'aria e quattro segnalatori antifumo. Il locale interno è un salone con moquette. Al centro è stata ricavato un grande spazio con dei pannelli. Uno dei pannelli ha una porta. Questa stanza sembra una sala riunioni, ci stanno un tavolo grande con nove sedie, una lavagna riscrivibile, un secondo tavolo con 4 sedie due tavolini bassi, due cestini per la carta, pennarelli di vari colori. I pannelli che delimitano la sala sono solidi, si direbbero isolanti acustici, forse sono blindati. Il resto del salone rimane nello spazio che corre tutt'intorno alla sala riunioni. Da un lato un tavolo basso con un telefono. Riviste, pubblicità in cassetta, elenco telefonico di Berlino, un libro Osprey sulle divise delle Waffen SS fronte russo. Una scatola di soldatini scala 00, 'Afrika korps'. Non ci sono computer. Alle pareti ci sono un'immagine di Monaco di Baviera con una birreria, anzi LA birreria. Un manifesto copia di propaganda all'arruolamento nella Wehrmacht: "Una forza contro il bolscevismo." Sull'altro lato ci un cesso, pulito e lucido, e uno spazio cucinino, con il materiale per caffè tè. Niente frigo. Sotto un dei tavolini da fumo della sala riunioni una palla di carta, evidentemente sfuggita a chi ha vuotato i cestini. Non ci sono chiavi di sorta.

Mentre Aliria è dentro arriva il maggiolone nero. ‘Art’ la avvisa per telefono ma lei non ha il tempo di uscire. Il maggiolone ferma davanti all'entrata con la freccia.
- Aliria, nasconditi, non sembrano intenzionati a restare molto!-
- Che Destino di Fortuna sia con me.
Che Destino di Necessità mi assista.
Che Destino di Morte sia altrove stanotte. -
Nel maggiolone c'è una donna coi capelli platinati a spazzola con la faccia seria. Il ragazzone biondo entra e si dirige rapidamente al telefono. Non accende la luce, Aliria semplicemente girando come un fantasma intorno ai pannelli non si fa vedere. Da dove è nascosta sente la donna urlare un po' seccata:
- Allora? Ho sonno! Quel concerto era un @*&^^%!-
- Li ho trovati! Ecco dove li avevo lasciati! Ecco, ecco!-
Al buio l'uomo non ha notato i due simpatici buchi nel vetro. Richiude. Il maggiolone si allontana. Tutto a posto.
Aliria esce dopo aver ricontrollato il locale. Lo schined capelluto si è portato via l'Osprey e i soldatini.

11 aprile. Martedì.
Le indagini sul maggiolone e la proprietà degli uffici della FdT portano a Kurt Droyser, Lobekstrasse 34.
La palla di carta si dimostra essere una piantina accartocciata del Mar Baltico con un X segnata su un punto a metàstrada tra l'isola di Gotza Sandon e l'isola di Gotland.
MOMM stesso si mette in contatto con Aliria in serata:
- Aliria, qui MOMM. Cosa succede, vi ha catturato la Presenza?-
- No, è che stavo pensando... Dunque, siamo andati a Gerusalemme a cercare una ragazza slava ed abbiamo trovato, nell'ordine: una tipografia fasulla, un vecchio arabo malandato, qualcuno che spara addosso ad Art, una confraternita della buona morte che non esiste. Ci siamo trasferiti a Berlino e troviamo, nell'ordine: una sede di nostalgici nazi, uno schinhead biondo che gioca con le miniature, una mappa di uno sconosciuto tratto di mare.
Abbiamo trovato di tutto ma niente che abbia minimamente a che fare con ciò che stiamo cercando, per cui siamo sulla strada giusta!! O no ? -
- Sei sempre sulla strada giusta. -
- Stiamo già facendo ricerche sul tipo col maggiolone. -
- Bravi. -
- Oggi non ho sentito ‘Art’.-
- Art è stato trascinato via da un fiume di impegni ignari. Resisti al fiume. Devi operare da sola. -
- La cartella clinica dell'arabo è stata tradotta? Ci dice niente? -
- Dimentica quell’arabo. Non è più importante. -

Il 12, 13 e 14 passano senza novità.
Otto continua a telefonare a un telefono pubblico di Stoccolma abbastanza regolarmente. Parla in russo e dice cose del tipo:
- Abbiate pazienza. Ho dei problemi ma si chiarirà tutto. -

Vengono raccolte le notizie sull’intestatario della sede della FdT. Kurt Droyser, Lobekstrasse 34. Il quartiere è decente, residenziale popolare. Lo si vede partire alle 06:00 e rientrare col maggiolone alle 18:00. La mattina esce con la ragazza e un bambino piccolo biondissimo tutto vestito di pelle. Il bambino va all'asilo con uno zainetto, sullo zainetto c'è il simbolo dei NY Raiders. Non si separa mai dalla sua scatola di soldatini Afrika korps regalo del padre. Kurt è insegnante di educazione fisica in un liceo. Lo beccano che fa ginnastica con i ragazzi nel cortile della scuola, sembra molto attaccato al suo lavoro e ha un buon rapporto coi ragazzi. Tra questi ci sono diversi immigrati dalla carnagione scura. La sua donna si chiama Gisela e lavora in una birreria. Kurt scende alle 20:00 e entra al civico 38, dove si trova un circolo del pingpong. Fa tornei con la squadra del circolo, all'entrata Aliria curiosando può vedere delle foto di lui che brandisce coppe insieme ai suoi compagni. Hanno fatto degli incontri anche in Polonia, Olanda e Cechia. Al circolo è molto popolare ed è soprannominato 'il nazi’. Uno dei suoi compagni di squadra e amico è un cinese che fa il cassiere nel ristorante al civico 17. Mangiano spesso lì tutti assieme. La sera di sabato prende un paio di birre con altri bistecconi dalla faccia truce, la fisiognomica e l'abbigliamento schined. Chiacchierano un paio d'ore con l’incazzata faccia tuffata nei boccali, si salutano con grandi pacche sulle spalle verso le 22:00. Kurt se ne torna a casa, gli altri si calcano in testa gli elmetti a coda di gambero, montano sulle arlei-devinson (misteri della mistica neonazista) e si allontanano. Lo stesso giorno gli empatici vengono informati che nel pomeriggio, alle14.00, Otto è andato a fare visita alla mamma in ospizio. Seguito attentamente da un auto con quattro arabi, localizzati dai pedinatori di Otto. Impossibile intervenire per gli agenti di Destino.

MOMM ordina a Yuri di andare di nuovo a San Pietroburgo e poi in Svezia. Ce ne vuole a fargli capire che adesso non ci sono collegamenti con le operazioni legate alla Croce del Sole del museo d’arte: da San Pietroburgo parte un peschereccio per una campagna di pesca al merluzzo nel Baltico centrale, nelle stive alcuni scatoloni di sigarette ben incellofanati per fingere, quando sarà il momento, il contrabbando.

17 aprile. Lunedì.
Otto riceve tre telefonate in arabo mentre si trova di servizio all'albergo. E' sempre molto turbato durante e dopo queste telefonate. Di solito si limita a rispondere di sì a tutto quello che gli dicono.

18 aprile. Martedì.
Mattina: Otto fa un paio di telefonate a Stoccolma in russo.
- I soldi sono già stati depositati ma non li avrete se prima non ci sarà stato la scambio. Ci vuole ancora un po' tempo. E' tutto a posto, ma ci sono dei problemi. Forse ci vorrà ancora qualche settimana. Lo so che non può restare lì... Fatevi venire qualche idea... è compito vostro, no -

* * *

Capitolo quarto

Una Pasqua da dimenticare, Herr Buchenwelt.
 

19 Aprile. Mercoledì. Ore 01:55.
ePosta. MOMM per Aliria.
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Aliria.Ci sono novità c'è stato uno scontro Otto-arabi 1 a 2 Arabi sono a Berlino e sono andati anche dalla mamma stravecchia di Otto all'ospizio. Adesso devi trovare gli arabi. Farkas ti aiuterà. Sta già raccogliendo le info per mettere il sale sulla loro coda olivastra.
Una precisazione: non sei stata informata della loro presenza a Berlino per la tua sicurezza.
Appena Farkas avrà notizie di farà sapere.
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TENSIONI RAZZIALI A BERLINO
RISSA FURIBONDA TRA SKINHEADS E ARABI

BERLINO 19 aprile - Una rissa furibonda è esplosa ieri sera alle 23,30 in un locale frequentato dagli skinheads, il Chamberlain Stube. La polizia è stata richiamata da alcuni passanti che hanno assistito al pestaggio, nella strada davanti all'ingresso, di un uomo circondato da un gruppo di arabi. All'arrivo, gli agenti hanno trovato la zona, a sud della cittadella di Spandau, in piena guerriglia urbana: macchine rovesciate e incendiate, spari, caccia all'uomo nelle strade. I due gruppi che si fronteggiavano, arabi e turchi da una parte e neo-nazisti dall'altra, sono stati ricondotti alla ragione solo dopo l'intervento delle squadre antisommossa. Alla fine il bilancio è stato drammatico: ventisette feriti e tre morti, un arabo e due tedeschi. L'uomo aggredito, Otto Buchenwelt, era già morto, massacrato di botte, all'arrivo della polizia.

Giorgio Pulitzer Pathos News - Dai Fatti alle Parole

ePosta MOMM per Aliria.
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Hanno tagliato il bandolo. Otto è morto. Sappiamo pochissimo.
Se riesco vengo anch'io a Berlino. tieniti in contatto con Farkas.
Un piccolo gruppo di quelli coinvolti nella rissa alla Chamberlain è stato arrestato.
Sono arabi, turchi e tedeschi. La polizia è venuta a capo, più o meno, di quello che è successo. Otto è stato preso di sorpresa da quattro arabi che lo hanno strapazzato un po' perché volevano farsi dire qualche cosa. Alla fine si sono fatti prendere a mano, l'hanno ammazzato e sono fuggiti prima che arrivasse la polizia.
Anche il ragazzo tedesco è stato ammazzato da un colpo di pistola sparato dai fuggitivi. Il resto è avvenuto dopo, scatenato da questa prima rissa. L'arabo ucciso, un marocchino che lavorava come cameriere in un ristorante della zona, sembra che sia stato colpito alla testa da un corpo contundente. Credo che tutti coloro che sono stati coinvolti nella "sommossa" sono del tutto inconsapevoli di quello che è successo. Otto, andava qualche volta in quel locale, ma non era un frequentatore abituale. Probabilmente andava a reclutare qualcuno quando ne aveva bisogno.
Stai attenta, gli arabi hanno regolato i conti con Otto, credo. Avevano un qualche tipo di patto per uno scambio. Qualsiasi cosa dovessero scambiare, è tutto finito in merda.
Loro hanno preso qualcosa che aveva la madre di Otto all'ospizio. Non so cosa sia, potrebbe essere un numero di conto, una reliquia, un oggetto di valore. Qualsiasi cosa sia, adesso ce l'hanno. Vatti a informare.
Se trovi gli arabi cerca di seguirli con l'aiuto di Farkas. Hai il suo telefono. Lui sta indagando se hanno preso alloggio in città con gli stessi nomi con cui erano scesi al Holiday Inn dove lavorava Otto. Gli arabi del Holiday Inn erano stati coinvolti in una sparatoria, avevano coperto tutto ed erano dei professionisti. Ma giocano fuori casa e non sanno con chi hanno a che fare. Mi sono fatto l'idea che Kurt sia solo una testa di legno (nel doppio senso di prestanome e fessacchiotto)
Per la mappa del Baltico non ho idee ma ho mandato uno dei miei a occuparsene.
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Aliria si è riletta tre volte la mail di MOMM. A Berlino è rimasta sola a condurre le operazioni, con il generico aiuto a distanza di MOMM e dei suoi uomini. I tasti del portatile emettono solo un lieve fruscio mentre apre un file dopo l'altro...
Eccole!!
Le foto fatte a Gerusalemme, davanti alla Gross Er, del prelievo dell'arabo.
Sapevo di averle. E pure gli ingrandimenti. Tutti. Quelli del tipo con la mitraglietta, dei palestinesi che ci hanno cacciato via, delle ambulanze fasulle. Facce, targhe fasulle, auto, tutto nitidissimo.
Giuliano è un vero Art-ista in queste cose. Sorrido tra me per l'atroce gioco di parole, poi mi infilo i guanti da ladro, per non lasciare impronte, prendo la scatola dei dischetti ancora sigillata che ho comprato l'altro giorno, ne infilo uno nel portatile e comincio a copiare. Ci vuole un po’ di tempo, e di dischetti...
Ed ora un bel comunicato.
"Queste sono per voi, sionisti teste di **@@/!\, che tormentate i fratelli palestinesi ai quali volete rubare la terra che è nostra! Voi pensate di poterci controllare, ma noi ve lo mettiamo nel @§]*** quando vogliamo, perché siete soltanto degli >@§*%%£^."
E vai con altri 20 K di deliri nazi/antiebraici.
Bene. Prendo i floppy e li metto in una busta. Dunque, vediamo, qual è l'indirizzo dell'ambasciata israeliana a Berlino ?
Eccolo...
Farkas mi ha telefonato per dirmi che stamattina è impegnato. Prendo la macchina e mi allontano di parecchio dalla zona dell'albergo, un quartiere dove non sono mai stata. Scelgo una grossa tabaccheria e compro una busta imbottita, francobolli ed uno stick di colla. Mi faccio mettere tutto in un sacchetto, così non tocco niente. Torno in macchina e, con i guanti, preparo la spedizione. Poi imbuco tutto.
Vediamo cosa fanno gli arabi se entra in scena il Mossad!

23 Aprile. Domenica di Pasqua.
Aliria sta guidando di buon mattino nella sua mercedes nera, tuuuuuuuuuutta lucida:
- Volevo chiedere a Farkas chi sono 'sti lituani? No, meglio non sapere: come dice il capo meno cose so e meglio è. Chi non sa, non parla.
Quando Farkas mi telefona non so mai se è per informarmi o per controllare cosa faccio. Forse tutte e due le cose insieme. E così ne salta fuori un altro pezzo: se mai un giorno dovessimo riunire tutti quelli che stanno lavorando su questo "caso" dovremmo affittare lo Stadio Delle Alpi. Chissà se basterebbe. trovare Frau Buchenwelt è stato facile, invece.

Pomeriggio.
ePosta. Aliria a Farkas.
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Ciao, Farkas!
Sono stata dalla vecchia Buchenwelt.
Mi sono presentata alla portineria dell'ospizio come una volontaria dell'organizzazione "Guardiamo il nostro futuro" incaricata di distribuire dolci e compagnia agli anziani soli nelle festività pasquali. Era un po’ perplessa, ma, dopo una breve attesa, un'altra frau, che dev'essere la capo infermiera o qualcosa di simile, mi ha fatto entrare e mi ha accompagnato dagli anziani. Distribuendo biscotti e sorrisi, mi sono state mostrate foto di figli e nipoti tutti casualmente troppo impegnati con il lavoro o troppo malati per essere lì oggi. La guerra vista dalla parte di chi l'ha persa, la costruzione del muro, le loro vite.
Frau Buchenvelt stava sfogliando un album di fotografie, ed era sola. Mi chiedevo se le avessero detto che le hanno ammazzato il figlio. Non lo volevo fare certo io. Chissà se c'è qualcun altro a pagare la sua retta, adesso.
Mi sono avvicinata e le ho porto biscotti e sorriso. Agli altri non ho dovuto fare alcuna domanda, avevano tutti troppa voglia di parlare. Con la vecchia signora ho dovuto pilotare la conversazione su ciò che ci interessa. Frau Buchenwelt è ancora sconvolta per quello che le è accaduto il 19 aprile, mercoledì scorso. Ho avuto conferma di quello che diceva MOMM, il mio preoccupante nume tutelare, dell’incursione dall’anziana. Due uomini, che si sono presentati come amici del suo Otto, sono entrati con lei nella sua cameretta e hanno cominciato a fare delle domande su un certo giocattolino... una camioncino dei vigili del fuoco di latta, che lei aveva comprato al suo kleine Otto a Norimberga. Ci teneva tanto a quel giocattolo! L'hanno immobilizzata per portarle via il camioncino. La signora si preoccupava che ora quando Otto verrà a trovarla sarà molto arrabbiato.
Una delle infermiere mi ha preso da parte e mi ha avvertito che la signora non ci sta tanto con la testa, poi dopo l'incidente di mercoledì sta ancora peggio. Le hanno detto del figlio, ma lei si comporta come se nulla fosse....
E' stato del tutto inutile chiedere a Frau Buchewelt cosa conteneva il giocattolo:
- Era il giocattolino di kleine Otto, poverino. Ora si arrabbierà molto.... Ogni volta che veniva qui lo prendeva in mano e se lo guardava... –
Più facile parlare con l'infermiera che con la povera vecchietta. Il giocattolo era abbastanza noto al personale. Una ventina di cm di lunghezza. Spesso era appoggiato sul davanzale e le infermiere si lamentavano del fatto che faceva disordine... Era Otto che lo lasciava in giro. Solo ultimamente, da un paio di mesi, non si vedeva più. Otto si era raccomandato con la madre che lo tenesse nell'armadio.
Saluti
Aliria
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24 Aprile. Lunedì di Pasquetta.

Date: Mon, 24 Apr 2000
OPERAZIONE "NONNA RIDESTATI!"

GERUSALEMME, 24 aprile - Questa mattina i servizi segreti israeliani e la polizia militare della Città Santa hanno portato a termine un'importante operazione svolta in collaborazione con l'Interpol e con la polizia di Berlino. Le indagini, iniziate durante i controlli di routine per la visita del Papa del marzo scorso, hanno portato ad identificare una connessione tra alcuni gruppi neo-nazisti europei e una frangia estremista del terrorismo arabo. Il centro organizzativo di questa attività sarebbe stata una piccola casa editrice tedesca, la Gross-Er , con sede al n. 27 di Ranbon Street. Gross-Er, secondo gli esperti israeliani, starebbe per "Gross(mutter) Er(wache!)", un sorta di parola d'ordine che significa: "Nonna ridestati!". Il motto ricorda quello dell'NSDAP (Partito nazionalsocialista dei lavoratori) : "Deutschland Erwache!" (Germania ridestati!). Il riferimento alla "nonna" rimane oscuro. I responsabili della casa editrice, Erika Schuster e Marcus Stinkel, sono stati arrestati all'aeroporto di Tel Aviv. In concomitanza con l'intervento israeliano, la polizia tedesca ha messo sotto sequestro la sede di una associazione di beneficenza di Berlino, Fraundeskreis der Tod - Britzer Strasse 12, che agiva da copertura di alcune attività sulle quali gli inquirenti si sono tenuti sul vago.
La connessione tra arabi e neonazisti viene ritenuta particolarmente pericolosa dagli studiosi della Shoa. Non va dimenticato che Hajj Amin al Husseini, Gran Muftì di Gerusalemme, tentò di organizzare una "Legione della nazione araba" da schierare con le forze tedesche nella Seconda Guerra Mondiale, e che agenti arabi operarono al fianco delle SS durante le feroci repressioni in Bosnia contro i partigiani di Tito. Tutto questo pone degli interrogativi inquietanti, che potrebbero ridisegnare la mappa delle responsabilità nei recenti conflitti in Yugoslavia. Forse un primo segnale potrebbe essere la messa sotto accusa del governo musulmano di Sarajevo da parte del Tribunale internazionale dell'Aja, divenuto particolarmente attivo in questi ultimi giorni con numerosi arresti e incarcerazioni.
Il portavoce del Mossad, Benjamin Shidoth, ha dichiarato: "Oggi abbiamo messo in luce l'esistenza di un complotto antisionista vasto e articolato. Non sappiamo, sul momento, quali siano le basi finanziarie di queste operazioni e quali ne siano gli obiettivi tattici, ma certamente è noto il loro obiettivo strategico: la distruzione dello stato di Israele. Noi vigileremo affinché anche questo tentativo sia destinato all'insuccesso. Ma non possiamo fare nulla senza la collaborazione di coloro che hanno a cuore la nostra causa. Anche a loro, va il nostro ringraziamento."

Giorgio Pulitzer Pathos News - Dai Fatti alle Parole

MOMM ripiega il giornale cerchiato di caffè:
- Allora Aliria c’ha messo er carico da undici. Speriamo di non trovarci i ragazzi circoncisi sotto al letto… Mi metterò ancora un po’ sul puzzle in attesa degli sviluppi. Che ne dici, Farkas? –
- Che non possiamo fare nulla. La tua àmica gioca con fuoco, con dito di Dio. Poi arabi non si trovano in tutta Berlino, come sparriti, in nullla… Lei è ggià stata dalla vecchia. Attiva. -
- Lei è molto attiva. I levantini sono nel piccolo Nulla. Non ci possono restare a lungo. La chiamerò, non deve agitarsi troppo… Sono tranquillo con Aliria. Qualcosa troverà. -
- Io ho trovato che questi due pezzi di tizzio con turbante rosso sta qui, vedi?, a testa in giù. -
- Come ho fatto a non notarlo prima… -

Telefonata MOMM-Aliria.

- Pronto? -
- Salve, Aliria. Ti chiamo per ricordarti di non dimenticare il fine a Berlino. Devi seguire gli arabi, non rompergli le scatole. -
- Il fine era trovare la sorella di Lazar Jakovic, l'ultima volta che ne abbiamo parlato. -
- Sono sempre contento di notare che hai una mente così pronta. Dobbiamo sapere cosa hanno preso. Abbiamo il luogo sulla mappa del Baltico, ma manca il tempo: quando avverrà l'incontro? Se gli israeliani sono entrati sul palcoscenico adesso devi guardarti le spalle anche da loro. Aliria, non permettere che mettano le mani sugli arabi a Berlino prima del Pathos. -
- Hai dato a Farkas l'incarico di trovarli, e tutte le indicazioni necessarie a farlo. Come sta andando?
- Vieni tenuta aggiornata su tutto ciò che è utile. Vedi da sola che non abbiamo tracce importanti. In generale poi non abbiamo nulla che conduca alla sorella di Lazar, la cosa ha contorni ormai completamente diversi. La tua è stata una scelta che ha messo in campo forze molto efficaci, mi sento tranquillo a lavorare con te. Resta il fatto che sono forze anche molto potenti e io stesso non credo di poterle controllare appieno. -
- Hai scoperto qualcosa nel Baltico? -
- Un mio uomo è già sul posto. La zona è sorvegliatissima dalla Regia Marina Svedese.
Un'altra cosa: è un fatto che ti dico solo parte delle cose che so. Dal nostro punto di vista se ti catturassero la tua eliminazione sarebbe la cosa meno grave: un empatico nelle mani dei nemici del Pathos è un elemento di scambio. Per questo cercavamo la sorella di Lazar, per ridurre le opzioni in mano ai nostri avversari. Quanto pensi di valere per DESTINO? –
- Siamo solo tessere di un immenso mosaico, utili ma non indispensabili, e perfettamente sostituibili. Ma questo lo sapevo già dal momento del mio risveglio. E l'ho accettato. -
- Stai calma, questo è un atteggiamento poco salutare. È una posizione estrema e quindi fragile.
Nessuno vale niente. Valiamo tutti qualcosa.
Siamo tutti sacrificabili, non da sacrificare.
Anche la morte di Otto è una perdita per il Pathos, questa è la nostra forza. Togliti dalla testa queste idee da fedayn lazzziale.
- Tranquillo, non ho nessuna intenzione di farmi ammazzare, a meno che non sia indispensabile -
- Sarebbe un bel colpo se riuscissimo a agganciare gli arabi e a sfilargli la cosa XYZ prima che lascino Berlino. Ti saluto. -
Aliria si reca subito al posto di lavoro del defunto Otto, l’albergo Holiday Inn, arrotolata in una ridda di pensieri:
- Gli arabi sapevano tutto di lui, è probabile che anche lui sapesse molto di loro. Forse teneva qualcosa sul posto di lavoro. Fingerò di essere una giornalista freelance che vuol fare un servizio sull'integrazione razziale a Berlino, o qualcosa del genere. –
All'albergo distribuisce sorrisi e chiede notizie di Otto al personale, parla con i suoi colleghi, chiede di poter fare qualche foto del "ventre della balena", la parte di albergo che gli ospiti di solito non vedono. E poi...:
- Ma Otto non aveva un armadio dove teneva le sue cose ? Potrei fotografarlo? Per favore… -
L’armadietto porta chiari i segni che c'è già stata la polizia, ovviamente. E ora anche i servizi segreti. Se c'era qualcosa lo hanno preso loro. Qualcosa che può essere sfuggito? E' possibile… Bisogna cercare i fretta e solo negli anfratti più estremi, dove sciaborda l’onda di Okeanos, dove s’aggrovigliano viticchi di Pathos. C'è qualcosa, nello spogliatoio di Otto c'è una cartolina: rappresenta Sassnitz, una cittadina sull'isola di Rügen, nel Mar Baltico. Gli è stata inviata il 23 febbraio 2000, presso l'indirizzo dell'Hotel. Il messaggio dice: "La nonna sta bene. Si può iniziare il trasferimento". La firma non è molto leggibile, ma sembrerebbe "Vladimir".
In seguito MOMM commenterà con un:
- Ah-haaa! - di soddisfazione.

Il giorno dopo, martedì 25, si inizia a sorvegliare la casa di Otto e venerdì 28, in serata, con la copertura di Farkas e le istruzioni di Virag che lo ha già fatto, Aliria si ripete nel famoso numero della violazione di domicilio, variante Deserto di Destino, ai danni dell’abitazione di Otto, Thiellalee, 27 (nei pressi del giardino botanico).
Anche qui c'è già stata la polizia, ma non hanno pensato a staccare la segreteria telefonica. Così qualcuno ha telefonato, giovedì, si tratta di una voce femminile:
- Otto, sono Helga. Com'è che non ti fai più vedere? L'ultima volta hai lasciato a casa mia una cartellina con delle fotografie. Dev'essere per quei wargame che ti piacciono tanto. Però i miei giochetti ti piacciono di più... vero? telefonami: 8877659."
MOMM commenterà con un triplo:
- Ah-haaa! – di soddisfazione.
- Non si riesce a credere a quante tracce lascia la gente da morta. Sapere queste cose da Otto vivo sarebbe stato un gran problema, invece ecco qui. Prendiamole come una specie di eredità…-

30 Aprile. Sabato.

Farkas rintraccia Helga. MOMM chiama Aliria:
- Aliria, non c'è bisogno che tu passi il tempo con le effrazioni. Da Helga sarebbe la terza, vai ogni tanto a fare un altro po' di shopping... Helga è una professionista, un'equilibrista della fava, per avvicinarla e parlarci basta un appuntamento, ci andrei io, se non fossi impegnato a spianarti la strada per la tua prox missione: Otto è andato all'altro mondo, per Helga quelle foto non valgono nulla finché non andiamo noi con un po' di soldi e ce le compriamo. Non farà storie. Ci mando Farkas e i ragazzi lituani così si svagano. Sembra che gli arabi si stiano già dirigendo verso il Baltico. Normale, hanno il camioncino di Otto e quello che conteneva. Non hanno altro da aspettare a Berlino. Conosci le loro facce, speriamo non loro la tua.
Mai stata in Svezia?
Il mio uomo sul posto è in difficoltà. La situazione si fa più difficile. Intanto tutta quella zona di mare è pattugliata, da qualche giorno, dalle motovedette svedesi. Poi ci sono delle navi da guerra russe che si tengono al largo. Lo hanno fatto allontanare. Anche se i documenti sono in ordine. Gli hanno detto che presto ci saranno delle manovre militari non meglio specificate. -

3 Maggio. Mercoledì.

Farkas incontra Helga nello Zoologischer Garten, davanti ai famosi gorilla. L'atmosfera è tesa. Helga teme di essere seguita. Cerca Farkas, con cui ha preso l'appuntamento, ma non sa di essere controllata anche dai ragazzi lituani. Helga non è una stupida. Ha capito dal tono delle telefonata che quelle fotografie scottano. Che fine avrà fatto Otto? Ora, quello che le interessa, è tirarsi fuori da questa storia con qualcosa in tasca. Davanti alle gabbie dei Gorilla c'è molta gente. Bambini, famiglie, turisti. Helga ha una borsa che tiene stretta sul fianco. Lascia cadere per terra un pacchetto di noccioline. Farkas l'ha vista. Questo era il segnale. Si avvicina per raccogliere il pacchetto. In quel momento, un uomo si butta su Helga e le afferra la borsa. La donna viene trascinata per un paio di metri poi lascia la presa. Farkas si lancia all'inseguimento, facendo un cenno ai ragazzi che scattano verso l'uscita. Un sorvegliante, che cercava di fermare il fuggitivo viene travolto. L'inseguimento continua nei viali. Nelle gabbie, le scimmie strepitano, come fanno sempre quando c'è tensione nell'aria. Qualcuno grida. Uno sparo. Uno dei ragazzi perde la pazienza. L'uomo viene colpito e ferito alla spalla. La borse gli cade. Cerca di afferrarla, ma Farkas è più rapido di lui. I loro sguardi si incontrano per un istante. E' un uomo, sulla trentina, testa rasata e giubbotto di pelle nera. La polizia sta arrivando. L'uomo, braccato e ferito, salta in un recinto. Un sorvegliante gli fa un cenno di fermarsi, ma lui non gli da ascolto. Salta il fossato per uscire dall'altra parte. Una massa enorme e scura gli si avvicina a lui. E' un orso bruno americano, un grizzly, attratto dall'odore del sangue. E' veloce. E' forte. L'uomo è polpetta tra sue zanne.
La gente intorno grida, le madri portano via i bambini che non smettono di guardare pensando che si tratti di un film. No, non è un film. E' davvero sangue quello che scorre nel fossato che circonda la gabbia. Helga è ancora là, circondata dagli infermieri. Ritroverà la sua borsa e sarà fuori della storia ancor prima di quanto non avesse immaginato.
I ragazzi si allontanano discretamente e anche Farkas. Non ci ha messo molto ad aprire la borsa, prendere le foto e lasciare il resto per terra.
- Devo ricordarmi di non fare scippi negli zoo, in futuro, anche se me lo chiede MOMM. Porta male, - pensa Farkas uscendo dallo Zoo, la mano nella tasca e lo sguardo soddisfatto.
Nel pomeriggio i ragazzi lituani gustano una birra.
- Piano con le pistole, siamo a Berlino! -
- Non volevi certo che mi mettessi a correre dietro a quel balordo... Non sarebbe stato serio, - si giustifica Kaunas. I fratelli ci tengono alle forme, danno anche un’occhiata alla cartellina di Otto:
 

Documenti recitano: Foxtrot U-454. Active service with the Russian Baltic Fleet . Riga, Latvia. Captain Vitalij Burtha. At 92 meters in length, this submarine is the Soviet Navy's biggest conventional submarine. The Russian Northern Fleet is experiencing problems with its nuclear powered vessels and with the storage of spent nuclear fuel and other radioactive waste that the operation of these vessels generates.

- Vedo che vi occupate di cose grosse, tu e MOMM. Cosa volete fare? Furto di materiale atomico? -
Farkas inforchetta un viuster bianco coperto di salsa al formaggio:
- Aspettiamo che lasciano un sottomarino atomico col motore acceso e le chiavi nel quadro e scappiamo... Non credo sia così semplice. Dovrò dire a MOMM una delle sue frasi preferite... -
- Aspetta! Indovino! Quella di Predator 2! -
- Quel ragazzo guarda troppi film... -
- Ci hai preso. Adesso lo chiamo e gliela dico:
- Sono cazzi, amico! – tanto lo so poi cosa mi risponde. Di cercare notizie sull’ubuut… -
- Comunque quello che se la prende in quel posto è Yuri. Tutto ciò che sa di cirillico gli tocca. -
- Allora alla salute del deretano di Yuri! -
Altro giro di birra.

Invece la notte MOMM si arrabbia di brutto. Vuole che si scopra chi era lo scippatore mancato, non gli frega niente che è diventato cibo per orsi, ce l'avrà una casa, no?! Nel Baltico le cose vanno male: il ministero svedese della difesa ha diffuso dettagli sulle esercitazioni che non spiegano niente a parte che tutta la zona è sorvegliata dal 1 maggio al 31 maggio, e Yuri ha dovuto mollare l’osso; peggio che peggio, cercare notizie sull’U-454 è impossibile a questa temperatura: vorrebbe dire tirarsi appresso anche lo FSB. Solo quando si calma scrive ad Aliria.

ePosta. MOMM a Aliria
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Ciao, Aliria. Ottimo lavoro a Berlino. Yuri non vede l'ora di conoscerti, non ti do un suo recapito, sarà lui a trovarti, si crede un dongiovanni slavo, quando si parla di donne è un vero babbeo - i collaboratori sono come amici e genitori, non si scelgono. La situazione resta offuscata. La zona in Svezia è troppo sorvegliata per un'operazione ortodossa, anche non-convenzionale. Qualsiasi cosa abbiano in mente non possiamo impedirla. Hai qualche idea su cosa stia succedendo?-
Pensaci mentre ti rechi a Sassnitz. Prima che tu parta ti fai quattro foto tessera e le dai Farkas, OK?
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Aliria si mette in viaggio per l’isola sul Baltico, giusto il tempo per le foto, alterare la fisionomia con occhiali e cambio di pettinatura, di procurarsi: un binocolo piuttosto potente, mappe dell'isola, del Baltico, della Svezia, orari di traghetti, treni, ecc,ecc.

* * *

Capitolo quinto

Pesce veloce del Baltico

4 maggio. Giovedì.

La permanenza del Muftì in Svizzera, in balia della Contessa, da i suoi frutti:
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ePosta. Contessa a MOMM e altri.
giovedì 4 maggio 2000 22.17
Oggetto: Il Mufti.
Ho usato un potere per portare il Mufti avanti nel tempo e l'ho posto dinanzi la propria morte, farcendo il tutto di belle visioni mitiche nella miglior tradizione dell'oltranzismo islamico! Quindi l'ho interrogato! Quello di seguito è ciò che ho ottenuto!
Il Gran Mufti non sa il motivo per cui lo hanno preso e lo hanno portato via da Gerusalemme. Cioè non sa quali erano le condizioni e i rapporti tra i palestinesi e i neo-nazi che lo stavano per prendere in consegna. I palestinesi che lo hanno lasciato a Berlino gli hanno promesso che sarebbe stato portato là dove lo attende il suo destino. Che grande ironia!
Hajj Amin Al Husseini si sente il depositario di un segreto, un segreto che egli condivide con pochi altri di cui non conosce il nome:
“Verrà una razza, più evoluta della razza umana, che annienterà e sostituirà le razze umane. Hitler lo sapeva e stava preparando i pochi eletti che avrebbero dovuto amalgamarsi con questi conquistatori. Essi sono già qui, in attesa del momento in cui si apriranno le porte che consentiranno loro di venire alla luce. Io ho conosciuto, molto tempo fa Hadji Scharif, il principe afgano che ebbe la fortuna di entrare nel loro regno e di parlare con il Re del Mondo. La convivenza con loro, per il tempo sufficiente a permettere l'avvicendarsi delle generazioni, ha un prezzo. La fine delle razze inferiori e la loro riduzione in schiavitù. Senza questo "passaggio" saremo tutti perduti per sempre. Hitler è stato solo uno strumento. Prima di andarsene nel bunker in cui passò i suoi ultimi giorni, vinto ma non sconfitto, Hitler mi ha dato la chiave che mi ha protetto finora dalla morte e mi conserverà in vita fino a quando non sarà detta l'ultima parola. La parola di Halla.”
Questo è tutto! Non so aggiungere altro! Poi è caduto stremato dalla fatica!Aspetto i vostri commenti.
S.
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MOMM si reca a Sassnitz. Treno a Rostock e macchina in affitto. Armato pesantemente.
 


 
 

ePosta. MOMM a Aliria
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Aliria, sono venuto di persona! Yuri è sul lato russo del Baltico. Mi trovi al Ferienwohnung Peter Müller
18551 Lohme/Rügen Am Teufelsberg 52
Tel.: 038302/ 93 51 Fax: 038302/ 90109
L'indirizzo è tutto un programma. Arrivo di notte, sono uno scrittore ungherese in cerca di ispirazione. Ho un PC e un accredito a Berlino. E l'ennesimo telefonino in affitto.
Aliria! Tu che parli il tedesco, scusi, pardon, vediamo se ci sono altri stranieri in città. I tedeschi sono molto disponibili. Diciamo che abbiamo organizzato una riunione di ornitologi per sfruttare i parchi dell'isola. Che io non sembro un ornitologo dilettante, con la birra in mano e la skorpion alla cintola?
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I giorni successivi passano in fretta perché senza novità. Con l’aiuto di Aliria il Pathos affonda nelle sabbie dell’isola. Non vengono rilevati movimenti. Unica particolarità il peschereccio Ginestra, che si allontana raramente dal porto per brevi giornate di pesca, molto meno delle altre barche.

La mattina del 10 maggio MOMM e Aliria stanno discutendo in pub il da farsi:
- Riassumendo davanti al merluzzo con crauti, antipasto aringa e cipolla. Sappiamo che era in corso un complesso scambio tra satanisti di varia fatta, il sensale era Otto Buchenwelt.
'Grazie' ai nostri sforzi empatici ci siamo inseriti. Sappiamo che c'entra il Muftì di Gerusalemme, la sorella di Lazar, un sottomarino, la cosa custodita nell'automobilina di Otto bambino. Ma Otto è morto, il Muftì come elemento degli scambi è stato sottratto.
<Chomp! Gnaf, gnaf, gnaf…>
Non mi guardare con quella faccetta, Aliria. Sei adorabile quando non mi segui... Io ho rapito a Berlino il Muftì di Gerusalemme, il vecchiaccio che con 'Art' avete visto uscire dalla Gross-Er. Non sappiamo cosa c'è a Sassnitz.
<Glup! Glup! Arf!>
Dobbiamo trovare se ci sono arabi o neonazisti, o sorprenderli se arrivano. Qualsiasi cosa succede bisogna cercare di mettergli i bastoni tra le ruote. Se è troppo rischioso, almeno sapere che cosa stanno architettando. La zona del Baltico centrale, indicata sulla mappa che hai trovato alla FdT, è troppo presidiata per agire. Ci sono altre cose che bollono in pentola. Armageddon è vicino e io ho miei piani a riguardo. E tu, mia cara, ne fai parte. L'isola è piccola, la gente mormora, i muri hanno orecchie le finestre occhi e le porte i nasi, insomma con la tua perfetta conoscenza del tedesco in pochi giorni ci faremo un'idea. Vuoi un po' di aringa?-
- No. Grazie. –
- Dai, non te la prendere se non ti ho detto un sacco di cose: MOMM lavora sempre un po' alle spalle.-
- Non alle mie, spero! Ammetto che non ci si dica proprio tutto, e che si possano fare delle azioni all'insaputa dei soci, ma vorrei tanto non dovermi guardare proprio da tutti, Insomma, se decidi di vendermi ai russi per un cavallo ed un Winchester, almeno dimmelo prima!-
- Una figliola come te non la do via per meno di un fuoristrada col cambio automatico e i vetri oscurati, non meno. -
Aliria sorride: bhe, nel suo genere è un complimento!
- Appropò, che ne dici, per semplificare le indagini di venire a stare con me nel cottage?..-
Una breve pausa nel mandibolamento dell’aringa.
- …No, eh? Era solo una domanda. Sai sparare? Come va la sete di sangue?-
- Ho il porto d’armi per l’azienda. Non ho mai ammazzato nessuno, ma non mi sono neanche mai trovata nella condizione di dover decidere di farlo. -
- Il fatto è che qui qualcuno ci rimette le penne. Sta tutto a sapere quando…-

Altri giorni si perdono nel grande Nulla. In attesa di messaggi che non vengono MOMM dedica un mucchio di tempo ai suoi obbi. Per curare la copertura lui si dedica alle osservazioni ornitologiche e a scrivere dei racconti. Non tralascia di fare una corte spietata a Aliria.
Dal primo Giugno, però, diventa molto affaccendato con frequenti telefonate.

ePosta criptata. G. a C.
Date: Thu, 01 Jun 2000 21:44:46 +0200
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Il vecchio è sacrificabile. Le ragazzone di Stoccolma no.
Giona è asserragliato nel ventre della Balena e minaccia Sansone e i Filistei.
Gli Angeli dell'Annunciazione non sanno ancora nulla, ma non per molto.
Se consegniamo crudo il pesce l'Uomo con il Cappotto di Pelle sarà contento.
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7 Giugno. Mercoledì.

- Aliria. Sono MOMM. Ti confermo che non ho più segni di vita dalla Contessa, né segnali dalle Moire.
Alla sua villa ho trovato per telefono solo la servitù, che non ha saputo essermi utile da questo punto di vista. Invece mi hanno detto che sono passati in visita certi amici miei, che hanno prelevato l’amico che immagini alla data convenuta, di buon mattino. Nessun problema, nessuna comunicazione.
Quindi tu adesso ti vesti e aspetti una mia altra telefonata. Quando ti chiamo esci e recati tra Glowe e Sagard, all’indirizzo che ti dico io a fare quello che ti dico io, solo quando lo dico io – tipo Giucascasella. Ciaaaao.-

7 Giugno pomeriggio.
Aliria ha lasciato nel primo pomeriggio la macchina ben infrattata tra le eriche.
La villetta è l'ultima di una frazione, i sentieri che si incrociano alle spalle sono stretti e passano tra i nidi dei ragni. Aggirando la casa nota un piccolo camion col telone blu abbandonato tra gli alberi.
A poche decine di metri nel fango c'è un'impronta di uno scarpone. Lì si ferma e fa il segnale, anche se una vocina le dice che avrebbe fatto meglio ad andare a chiudere il gas a casa, in Italia, a non essere nel Baltico inferiore, dietro ad una casa con le finestre verdi, con una porta posteriore sull'orto. La porta che si apre, da dentro un uomo le fa cenno di avvicinarsi con calma. Un uomo col mefisto. Arriva al cancelletto dell'orto. La signora abitante la casa è su una sdraio tra le lattughe, addormentata. Ha un cappello di paglia che le copre il viso. Le manca una pantofola. Tira dritto verso l'incappucciato e mentre le passa accanto le sembra di vedere una vecchia, accucciata dietro la sedia a sdraio, che accarezza la mano della morta. E' solo un'impressione fugace che non la turba. L'uomo in nero lascia entrare in casa un donna decisa dallo sguardo duro che si toglie gli occhiali da sole e fa:
- Allora?-
- Mi segua-, dice in tedesco.
I pensieri vanno a treno nella testa della ragazza:
... Non dorme! La donna non dorme! E' morta! ...
E il suo accompagnatore si gira a guardarla.
Passano nel corridoio verso l'anticamera, accanto sale ripida una rampa di scale. Lungo tutto il corridoio la striscia di sangue lasciata da un corpo trascinato si appiccica sotto le scarpe di Aliria. Girando per salire getta un'occhiata nella grande cucina. Un uomo dall'aspetto arabo sta mangiando del pane imburrato. Sul tavolo c'è un arma da fuoco. Il commensale in polo bianca ha ricevuto  colpi al torace e siede in una cascata incollata di sangue e altri liquidi. Risente le parole di MOMM:
- Qui qualcuno ci lascia le penne.-
... Non mi accadrà nulla. Io sono i buoni, e c'è un accordo. Mi fido di MOMM. DEVO fidarmi. Il tipo si gira ancora a guardarmi: perché? Mi ha già visto? ...
In cima alle scale crede di vedere allontanarsi tre vecchine in grisaglia. Questa casa è nel dominio delle Moire.
... Non sono qui per me. Non è la mia ora. Devo mantenermi calma. Devo mantenere il controllo dei miei nervi, ma, soprattutto, del contenuto del mio stomaco. ...
Chiunque vi fosse prima dell'arrivo degli uomini col mefisto, adesso è stato buttato via dalla vita. Una camera. Scorgi diversi piedi immobili di cadaveri ammucchiati accanto al letto sfatto.
... Questo posto è un carnaio, e il tipo si gira ancora a guardarmi: perché? ...
Un vago senso di inquietudine comincia ad impadronirsi di lei.
... Non devo, non devo...
In un'altra camera, alla luce della lampadina, tre uomini col cappuccio e armi da guerra col silenziatore guardano un uomo in slip legato a un letto nella camera dalle finestre chiuse. Ci sono delle siringhe sul pavimento.
Droghe, interrogatorio, dolore, vergogna, paura, morte. E' legato prono, con i piedi verso la testiera e non ha la forza di alzare il capo che pende oltre il materasso. I piedi di Aliria sono l'ultima cosa bella che vedrà in questo mondo, accanto alla polla di bava.
 …Non devo, non devo...
L'uomo incappucciato le mostra una chiave dalla testa rossa e poi se la rimette nel corpetto tattico.
- La parola d'ordine è “Remember Shatila”.
La controparola che devi dire è “Arctagaia Lives”.
Qui pensiamo a tutto noi. Ci vediamo.-
Aliria lo guarda scandalizzata:
... Non ci credo. Non ci posso credere !
Ma brutto figlio di una #'^^@<\ ma di una |%$&@]+>>>
Mi ha portato a vedere tutto 'sto carnaio, questo spiaccichio di frattaglie per dirmi quattro parole che poteva dirmi anche in giardino???
E che ti aspettavi, @#§*^//|, che mi mettessi a vomitare e fuggissi urlando? Ecco perché mi guardava continuamente!! ...
La rabbia prende il sopravvento sullo schifo e la paura.
Lo guarda, gelida:
- Tutto qui?-
Potresti pattinare sulle parole. L’altro ha un lampo di sorpresa nello sguardo.
... E vai a ++@"?$%&/()=?, anche! ...
Si gira e si avvia all'uscita. Guarda davanti a se, grazie, ha già visto lo spettacolo. Lo sente che le trotterella dietro.
... E che ti venisse una foruncolosi gigante dove non batte il sole! ...
Aliria esce ancora da dietro. Va alla macchina. Si è pulita bene le suole strusciandole nella sabbia.
MOMM si stava cucinando dei viusterl quando arriva.
- E che ti aspettavi? D'altronde lo hai invitato tu, al ballo, il Mossad.-
- Un po’ più di professionalità e meno sceneggiate.-
- Quelli non vanno per il sottile. E fanno bene.
Allora il seguito della commedia è questo. Ora il vero equipaggio terrorista è stato eliminato, un equipaggio quadro, nove uomini, sufficienti a fare andare il sottomarino fino ad un appuntamento col resto della gente degli arabi che aspettano su un mercantile. Hai la parola d'ordine. Stanotte ti imbarchi sul Ginestra coi soldi.
Il comandante non sa delle nostre manovre.
Al largo, con dei gommoni, vi raggiungono gli uomini del Mossad che si fanno passare per l'equipaggio quadro. Andate all'appuntamento. Il som emerge e il grosso dell'equipaggio sale sul Ginestra. Gli lasci i soldi e salite sul sommergibile, ma non ricevete la seconda chiave di lancio dei missili da crociera a testata nucleare. Il Ginestra si dirige su Kaliningrad, Russia.
Nella pancia della balena restate con una decina di russi. Quelli se ne vanno e vi lasciano il mostro quando ricevono dai loro compari sbarcati il segnale che è tutto a posto. Se davvero è tutto a posto - in ogni caso cerca di tirarne fuori la coda - a quel punto gli israeliani aspettano un equipaggio CIA e tu vieni riportata qui in fretta e bene. Questo il pacco.-
MOMM caccia fuori una grossa borsa in pelle nera. Pesa.
- Sono sassi. Carbonio cristallino. Questo piccolo dispositivo è un galleggiante che si gonfia automaticamente a due atmosfere se dovesse cadere in acqua. Non vorremo gettare ai pesci veloci del Baltico cinquanta milioni di dollari in diamanti, vero?-

Quando Aliria si allontana MOMM chiama la Slovacchia:
- Prosim?-
- Natasku spii?-
- Sei tu.-
- Sono me medesimo.-
- Ma piantala. Senti il tuo amico gli ho dato il dito e si prende il braccio: vuole che faccia da mediatore con un tale Santillana a Lisbona.-
- Ho letto la posta che mi hai girato. Il FALCO sarebbe Sebastian, lo sospettavo.-
- Non so di che parli. Non mi va di entrare nelle tue storie. Si dice in giro che Kresimir Horvath era in affari con te ed è sparito.-
- Non ho bisogno che tu mi ricordi Kreso. Questa storia è peggio di quella ma se Kreso rischiava con me vuol dire che ne valeva la pena. Non era uno stupido, giusto?-
- In effetti il tuo prezzo è buono. Aiuterò il tuo amico, ma fagli capire che non sono ai suoi ordini e non rischio la pelle.-
- Nessuno deve rischiare la pelle. 10 cubi già li hai, le tue spese, 10 cubi a lavoro finito con i miei amici in salvo, 20 cubi a donna libera.-
- E quel carico di estasi.-
- Oc... oc... ricorda: tallonalo stretto e non ti fare incastrare. -
- Siamo d’accordo. Ti saluto.-

... Il vento è pungente, sulla tolda del Ginestra. Non mi piace il comandante. Ha l'aria troppo contenta. Non ho armi. Solo il telefono satellitare. Gli uomini del gommone sembrano tutti uguali, facce che ti scordi cinque minuti dopo averle viste.
Il sommergibile è molto diverso da come me lo aspettavo, più spazioso di quelli che si vedono nei vecchi film americani.
"Caccia ad ottobre rosso". Sorrido. Adesso viene fuori Sean Connery e ci offre una vodka.
Ci siamo solo io e gli israeliani a bordo, e naturalmente, adesso parlano solo israeliano, ed io non capisco niente.
E adesso?
Abbiamo un accordo.
Ma loro lo sanno ?
Non ho paura. In una situazione come questa non puoi avere paura: è del tutto inutile.
Perciò, cerchiamo di goderci la crociera. ...

L'arrivo dell'equipaggio americano è questione di poco. Dalla notte gelida si imbarcano dei marinai di colore, altre facce tutte uguali. Le dicono di uscire e sulla sua testa, nel vento mortale del Baltico, vede aspettare un elicottero. Sale la scaletta nel rombo del rotore, fa freddo, ci mette lunghissimi secondi, sotto di lei il mare ha un aspetto infernale, nero, agitato. Il sottomarino diventa nulla nel buio, resterà come un incubo d'acciaio nei sonni della giovane Alterazione di Merlino. Adesso un errore e sparisce tra le onde. E se qualcuno la buttasse giù durante il volo? Un testimone di meno. Invece viene caricata nella puzza di cherosene e le danno una coperta. Elicotteristi svedesi biondi. Viene portata in una base della costa meridionale. Senza parole messa su una BMW con targa militare e portata a Sassnitz. Nella luce dell'alba, intirizzita e stanca, arriva a casa.
MOMM non c'è. Un biglietto:
- Mi cercano per eliminarmi e non voglio che tu possa essere coinvolta. E' una partita tra me e i miei ex fratelli Caino.
Grazie di tutto e anche per quello che non mi hai dato.
I neonazisti assenti scambiavano coi palestinesi il sottomarino per annientare Israele, contro il vecchio Muftì che gli serviva per il proseguimento della Grande Cospirazione Antisemita e il Progetto Vril. Resta mistero su cosa dovessero farci di preciso e cosa hanno dato ai Russi per avere il somm. Almeno questo braccio dello scambio lo abbiamo tarpato.
Hai salvato dalla morte atomica gli abitanti di Stoccolma. Forse il mondo intero. Ora tocca all'ARMAGEDDON.
Riconsegna tu la macchina.-
Ha ancora la pistola col silenziatore e il mirino. Fa le valige e parte. A Rostock riconsegna la macchina e le restituiscono dei documenti che non ha mai visto. Un passaporto tedesco intestato ad una fotografa di Berlino. Dentro la foto è la sua.
 


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