IL RACCONTO DELL'AVIATORE

di Massimiliano Roveri


Io sono Sir Charles William Darlington. Sono morto durante la Battaglia d''Inghilterra. Questa è la mia Storia:

da giorni i combattimenti si protraevano, senza un attimo di pietà o di respiro. Avevo appena perso, crivellato dalle mitragliatrici di uno Stukas, il mio co-pilota: il mio migliore amico.

Quella mattina mi fu presentato, al comando, il mio nuovo compagno di volo. Si chiamava Daniel Roderick Eaming. Non mi fece una buona impressione, con la sua aria emaciata da dandy. La guerra non faceva per lui: lo si vedeva perfettamente, e mi preoccupava doverlo avere con me in battaglia. In privato manifestai i miei dubbi al Comandante, ma egli fu irremovibile.

Quel giorno non ci furono, dopo tanto tempo, attacchi tedeschi. Ma l'aria era elettrica, ci guardavamo intorno aspettando il ruggire dell'allarme. Nell'attesa immobile cercai di socializzare con Charles. Guardarlo negli occhi era insopportabile: sembrava di attraversare tutta la notte con lo sguardo. Gli posi la più classica serie di domande per far conoscenza; non mi sono mai ricordato che cosa mi disse.

Mancava poco al tramonto quando le sirene ci lacerarono.

Io e Charles prendemmo il volo con il mio aereo. L'attacco si mostrò subito massiccio, la superiorità nemica era, come sempre, schiacciante.

Abbattemmo un bombardiere e due caccia, colonne di fumo nero nel cielo rossastro. Ma il nemico non si dava per vinto, l'attacco continuava, gli aerei tedeschi sembravano infiniti. Uno ci arrivò alle spalle mentre tentavamo di togliercene altri due dalla coda. Ci colpì. Non riuscii a vedere le condizioni di Daniel: svenni immediatamente. Ma ebbi l'impressione, la stupidissima impressione, che non fosse sull'aereo. Svenni o... mi addormentai. Di certo, sognai. Sognai la collina di Glastonbury. Merlino mi fece cenno di entrare. Vidi Artù. era adagiato su un altare di marmo. Era morto, no, stava dormendo.Si stava svegliando. Mi chiamò per nome e mi chiese dove si stesse svolgendo la battaglia per la salvezza dell'Inghilterra. <Nell'aria>, risposi.

Vidi allora Artù che cavalcava nei cieli un enorme drago azzurro. Il drago lanciava fuoco e fulmini sugli Stukas, che cadevano insignificanti. Vidi il sovrano di Camelot dividere in due un bombardiere con la sua spada.

Mi svegliai. Era ormai notte. l'aereo era atterrato, senza grossi danni, in un prato non lontano dalla base. Qualcuno mi vide e mi portò via da lì. Chiesi notizie di Daniel. Ma nessuno sapeva niente di lui, o meglio: mi dissero che ero solo sull'aereo, che avevo combattuto come non mai e che mai nessun Daniel Roderick Eaming aveva prestato servizio alla base. Mi dissero che ero ancora sconvolto per la morte del mio amico.

La battaglia d'Inghilterra terminò il giorno successivo. Il giorno in cui sono morto.


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