AURORA di Stefano Masi e Laura Chiavini
Misha collegò il suo portatile per scaricare i messaggi della giornata, era un gesto ormai abituale e i suoi pensieri erano altrove.
C'era il secondo round con quel maledetto demone da affrontare e la strana apparizione di Rae nella sua vita a cui pensare.
Gli occhi accarezzarono svogliatamente lo schermo.
Demetra, una risposta alla sua richiesta di informazioni, un click del mouse.....La porta si e' da poco chiusa e Rae ha già gettato le chiavi della camera sopra l'ampio letto.
Le mani passano distrattamente a massaggiare i muscoli del collo, ancora contratti dalla lunga serata, poi scorrono sulla schiena a cercare la chiusura del vestito.
Una breve doccia e poi di corsa a letto.....
Questi sono i suoi soli pensieri coscienti.
Durano poco.....giusto il tempo di togliere le scarpe.All'improvviso un rumore di qualcosa che si infrange sul muro e cade a terra proviene dalla camera di Misha e un improvviso sbattere di porte a vetri.
Le mani interrompono bruscamente il loro lavoro. In un attimo Rae si ritrova con la schiena schiacciata contro la parete comune. Tutti i sensi proiettati nell' altra camera.
Silenzio.
L' occhio cade sulla consolle alla sua sinistra. Inventario.
Vaso di fiori, portaritratti, tagliacarte, penne fogli di carta......Tagliacarte!
Rae riempie i polmoni come se si preparasse ad una lunga immersione.
Un calcio poderoso alla porta di comunicazione ed irrompe nella camera del fratello.
La porta, socchiusa, si apre di colpo, una prima occhiata ....
la stanza è in ordine tranne un computer portatile in terra, vicino alla parete, fracassato.
Sul letto la pistola di Misha.
La porta finestra che da sul terrazzo è spalancata, una brezza leggera entra da essa.
Rae guarda con prudenza fuori e lo vede...
In piedi di spalle,la testa bassa, le mani serrate intorno alla balaustra, con solo i boxer addosso, la luce che filtra dalla stanza e la mezza luna che si specchia sul mare di Montecarlo le illuminano quel corpo martoriato.
La schiena è coperta da una ragnatela di cicatrici larghe un dito tipiche della frusta, interrotta da quelle inconfondibili dei proiettili che nota anche sulle gambe e sulle braccia, non sa dire quanti colpi abbiano trapassato quel corpo in passato.
Nell'incantato silenzio della notte Monegasca sente che sta singhiozzando.
A piedi nudi si avvicina a colui che ha iniziato a conoscere come guerriero e che ora scopre Uomo.
Il dolore curva le sue spalle in un richiamo straziante. Assordante.
Ed lei risponde, avvicinandosi in assoluto silenzio.
La mano allenta la presa sul tagliacarte, e lo lascia scivolare al suolo.
Le dita si tendono delicate come ali di farfalla a sfiorargli la schiena.
Sono gelide ed assorbono il calore del suo corpo, solido e possente, così come il cuore vorrebbe fare con il dolore che lo sta straziando.
Cosa può averlo vinto dopo che nemmeno le armi sono riuscite a piegarlo?- ....Misha?- un sussurro che ti arriva.Timido e forse inopportuno.
Ti sembro un fantasma, vestito di madreperla, che ti fissa con gli occhi dilatati dall'apprensione.
-Ho paura che tu mi dica di andarmene - ti stanno dicendo.
E Misha cede riluttante alla loro supplica.
Piano piano ti scosto dalla balaustra e ti stringo in un abbraccio. Ma sembri stordito dal dolore, troppo preso dietro i tuoi pensieri per far caso a me ed è come cercare di spostare una montagna.
Le mani si allacciano dietro il tuo collo e la mia testa si posa nell'incavo della tua spalla.
Lunghi attimi di nulla e poi un piccolo bacio alla base del collo prova a sciogliere il tuo silenzio.
-Avrei preferito affrontare mille nemici che vedere così tanto dolore nei tuoi occhi......-Le labbra di Rae sentono il salato sapore delle lacrime, i miei muscoli
sono immobili come se aspettassero ordini che non arrivano mai e solo per vecchia abitudine tengono il corpo in piedi, sostenendo anche il suo abbraccio.
La fiamma della rabbia è ormai dormiente sotto la brace, quella rabbia che tanti hanno conosciuto e da cui rifuggono appena ne sentono le avvisaglie.
Le mie mani sono adesso lungo i fianchi, quelle mani che uccidono, che spezzano, ora non sono capaci nemmeno di sfiorare il suo corpo di donna.
La mia bocca si apre, l'arie esce, ma non vi è suono ... un'altra volta, un singhiozzo ... ancora una volta e quell'aria assume un senso:
- Che senso ha ... che senso ha combattere ancora, violentarsi a tal punto da tramare, mentire, agire nell'ombra per il futuro dell'uomo se questo futuro ti si spezza sotto i piedi.
Qualcuno disse che il destino più nobile che potesse toccare ad un uomo è quello di mettere il proprio corpo mortale tra la propria adorata casa e la desolazione della guerra, ma se ti volti e vedi che la tua casa, la tua famiglia sono distrutti ... dimmi, perché ho sparso pezzi della mia carne e litri del mio sangue in ogni sporco angolo di questo fottuto mondo?.
Ho combattuto senza un attimo di pausa, affrontando cose che avrebbero fatto impazzire un Dio, tutto perché i nemici non entrassero a minacciare le persone che amavo.
Ed ancora una volta ho fallito.
Non fui capace di proteggere mia moglie, poi mia sorella Monica, adesso mia madre.
Mia moglie fu uccisa mentre era incinta, ed io lontano, da un gruppo di soldati nemici, Monica abortì per colpa di un fottuto rituale che non sono riuscito a fermare, e Nella ha appena abortito perché per amore suo non ho eliminato colui che lei credeva di amare.
Che futuro possiamo dare all'uomo se noi stessi non riusciamo a darcelo?
Perché tutto intorno a me si trasforma in tragedia, perché intorno a me, nonostante tutto, si sviluppa quell'amore che a me sembra negato ....
Pourquoi ... POURQUOI?" i miei muscoli si tendono, il torace si gonfia quasi ad allontanarti, la fiamma della rabbia ora splende potente, una folata di vento gelido ci investe, poi, d'improvviso tutto si placa, i miei muscoli si scordano anche le vecchie abitudini e cado in ginocchio:"pourquoi ... perché?-.Un Balcone sul mare, due figure immobili baciate dalla pallida luce lunare.
Silenzio.
Un uomo e' in ginocchio, le sue braccia riposano lungo i fianchi Quasi fossero troppo stanche e non riuscissero più a lottare.
Il suo bellissimo volto mostra ora solo rabbia, dolore e disperazione, mentre piccole scie luminose si rincorrono su quella splendida tela e piovono sul petto.
Una dopo l'altra. Ora più rade, ora più copiose.
Lacrime.
Che parlano di lui. Di un dolore immenso.
Di un Destino troppo crudele da accettare.
La ragazza invece e' in piedi, esposta alla brezza che viene dal mare.
Trema in maniera incontrollabile, ma non a causa del vento.
Si morde il labbro inferiore quasi a dominare essa stessa le lacrime.
Ma e' una lotta impari, ha già perso.
Ora segue il suo compagno a terra e spinge le sue esili ginocchia a sfiorargli le cosce.
Vuole che nulla li separi in questo momento, così ne afferra le grandi mani e rimane a guardarle mentre inglobano le proprie.- Non ci riuscirai, Misha...non mi allontanerai da te! E' inutile corazzarsi contro la vita. E' follia voler smettere di amare. Tu stai pensando che se mi lasci entrare nel tuo cuore......andrò in contro ad una morte violenta.
Se mi doni la tua amicizia avrai un' altra donna da proteggere, da difendere, da piangere.-
Ti stringo le mani con tutta la mia forza, le scuoto.
- Sai, Misha...fin da bambina sono sempre stata coraggiosa, non avevo paura di nulla, non piangevo mai. Così tutti pensavano che io fossi una dura.......ed intendiamoci, lo ero davvero.
Non e' facile ritrovarsi orfani a 10 anni e vagare per istituti, famiglie che ti tengono solo perché sei una fonte di guadagno.
Capita molto spesso di incontrare persone senza cuore e senza scrupoli che giocano con la tua piccola inutile vita.
E devo essere stata un giocattolo davvero divertente, fino a che un giorno, uno di loro non si ritrovò un coltello piantato sulla coscia....
E da lì iniziai un nuovo giro di giostra.
Psicologi, riformatori, ma sopratutto fughe. Matte e disperatissime.
Mi definivano intelligente, irrequieta, con spiccate tendenze antisociali.-
Una risata amara accompagna queste sue parole.
- Ci pensi Misha? sono stata una piccola criminale. Per quattro anni non ho fatto altro che nascondermi.
Ho rubato, ho ingannato, ho persino ucciso......uno...."zio" .......dalle mani lunghe.....-
Il volto di Rae ripercorre con orrore quegli attimi, un animale assolutamente solo, braccato, che colpisce a morte con la forza della disperazione.
Un lungo sospiro.
- Poi a quattordici anni si e' scoperto che a mio nome c'era un fondo fiduciario e che non poteva essere svincolato come avevano fatto con il resto...mi hanno messa in un collegio......e lentamente sono diventata ciò che sono -.Ora Rae ti si avvicina ancor di più, si siede fra le tue ginocchia e appoggia il capo al tuo torace, circondandoti la vita con le mani.
- Nascere guerriero ti permette di compiere azioni che sconvolgerebbero la mente di chiunque.
Dentro te scattano meccanismi di difesa automatici, e tu sopravvivi.-
I miei occhi sono sui tuoi, a colmare le lacune lasciate dalle parole.
- ....Io so cosa provi, so cosa significa esseri soli in mezzo alla folla.
Lontani, alieni, inarrivabili.
Ma ho scoperto che tutto ciò ha un retrogusto amaro come il fiele....Ti fa scivolare la vita addosso.-
Poso il palmo di una mano sul tuo cuore.
- Questo, invece, è' un fiore che va nutrito. Devi lasciare che soffra, che gioisca.
...E' il dolore che fa di noi ciò che siamo.
Noi siamo solo uomini Misha, e non possiamo nulla contro il Destino.
Egli e' crudele e capriccioso.
Se tu non avessi amato, non sarebbe cambiato molto, tutti loro sarebbero comunque morti.
Ma tu avresti perso tutto.
Non avresti ricordi che inumidiscono il tuo sguardo, non avresti amori a
nutrire il tuo cuore.
Non saresti l' uomo che sei diventato.-
La voce si spezza sotto il peso di una violenta emozione.
- Io non ho paura di perderti, Misha.....la morte va a braccetto con la vita.
Ma sono terrorizzata dall' idea di perdere Te, ora su questo balcone.
Non te lo posso lasciar fare!.
Non puoi morire con loro, non e' ancora giunto il tuo tempo.
Tu devi lottare, per tua madre, per i tuoi fratelli, per te....
Lasciati amare, Misha....-
Ti sussurro lieve,
- Lasciati andare -
La voce è come una carezza,
- Lascia che sia io per una sera a proteggere te-.La mia testa si alza, un'ultima goccia di dolore, brillando, ti cade sul viso, i nostri occhi si incontrano.
Non ci sono più lacrime nei miei occhi, il mio sguardo ha una profondità senza fine, un'immensa dolcezza si irradia da esso.
Le mie mani si sollevano sfiorandoti i fianchi, la schiena, senti un tremito in esse, un tremito di incerta timidezza, mani che laceravano, che carezzavano solo per opportunità, ora piene di quell'emozione mai veramente scordata, sorprese anch'esse di tutto questo.
Una mano inizia a farsi strada tra i tuoi riccioli biondi come riabituata a quel piccolo gesto.
La notte avvolge come un manto le due figure su quel balcone senza toccarle per paura di contaminare la purezza di quel momento, una purezza che non può comprendere.
I nostri volti sono più vicini e vedi in me il completo abbandono, per la prima volta mi vedi davvero indifeso, con negli occhi una silenziosa assordante preghiera ... non uccidermi, non uccidermi, non uccidermi, che sia vita, vita , vita per te, per noi .... le mie labbra si avvicinano alle tue.Come un colibrì in cerca di nettare, esse si posano su di un fiore appena dischiuso.
In un bacio breve ed intenso. Delicato, incerto, eccitante....
Mi stai offrendo la vita, mi hai lasciato entrare nel tuo cuore.
Mi hai consegnato su un piatto d'argento tutte le armi necessarie per distruggerti.
Ed ora so come usarle....
Ti accarezzo una guancia e ti guardo negli occhi.
Le mie mani tremano in risposta al battito furioso del cuore...
- Non puoi farlo!", mi grida disperato " Fermati!!-.
Ma non gli do ascolto.....non posso.
Percorro lentamente il tuo profilo con il pollice fino ad arrivare alle tue labbra.
Sulle quali mi soffermo in una pigra lentissima carezza.
So che mi pentirò di quello che sto per fare.
So che non finirò mai di maledirmi....
Perdonami, Misha, non posso fermarmi.....
Una mano raccoglie il tagliacarte da terra.
....
In quest' istante si cristallizza un solo pensiero cosciente.
So che cosa voglio realmente.
Il pensiero del domani e del prezzo che questi attimi pretenderanno in cambio, assumono la consistenza di una nebbia ai limiti della mente.
E con un gesto impaziente del capo la dirado.
Lentamente il tagliacarte si avvicina all' esile collo.
Si inserisce sotto la stoffa del vestito e lo trancia di netto.
Il tessuto scivola lentamente a terra e vi cade in morbide onde.
Nuda e senza più difese, ti guardo.
- Voglio che sia ora, il nostro tempo, Misha.-
Dico sfiorando i muscoli del tuo petto con il palmo delle mani.
- Voglio che nulla più ci separi, nessuna difesa, nessun artefatto.-
La voce trema in risposta ai piccoli fremiti che ti scuotono.
Sopraffatta, vinta, conquistata da emozioni fino ad allora sconosciute.
- Amami, Misha....anche solo per una notte.-
Dico iniziando a sommergerti il viso di piccoli teneri baci.
- Donami questo ricordo prezioso.-
...Le dita seguono la scia lasciata dalle mie labbra.
- Regalami un pezzo di cielo.-la mia voce è un sospiro...: - non solo per una notte-
...silenzio.
Le parole non sono più necessarie.
Due cuori si sono trovati ed ora pulsano, in una danza antica come il tempo. Insieme.La brezza del mattino arrossì d'aurora trovandoli addormentati.
Entrambi per la prima volta dopo molti anni stavano vivendo nella magia dello stesso respiro.
PATHOS © 2000
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