AURORA BOREALE

di Lucia Galasso e Iacopo Venni


E' sera quando gli sposi, salutati gli amici e gli ospiti, salgono sulla nave dorata che li porterà al castello di Loki. Una brezza leggera e fresca smuove, le loro vesti con dolcezza. Il loro sogno si è finalmente avverato... E poteva essere altrimenti?
Il sole che tramonta all'orizzonte si riflette maestoso con sfumature rosse sfavillanti sui delicati e complicati intrecci di cui la nave è adorna.
Alle loro spalle il dominio di Solone diventa sempre più piccolo, mentre l'imbarcazione corre veloce sulle acque argentate. Nessuno, oltre loro, è sulla barca che sembra muoversi di propria volontà, conscia del luogo da dove è partita e dove dovrà arrivare.
Loki ed Alchera si stringono in un tenero abbraccio, al centro del ponte di maestra, osservando la calma e la pace che il mare e le terre attraversate trasmettono loro.
Il rumore della festa sembra ormai lontano. Luci ed ombre si alternano creando magnifici giochi di luce che danzano di fronte ai due immortali.
"Finalmente il mio Sogno si è avverato." Sussurra Loki "Non temo il domani mia sposa, qualsiasi cosa abbiano detto o pronosticato gli Eterni! E' una sensazione nuova, grandiosa e stranissima il sentire con tanta forza la sincerità dei miei sentimenti verso di te! Eppure non mi sembra stonata in me... l'Amore è un Sogno, ma è anche un grande mistero... Mille le domande che assalgono gli amanti, mille i dubbi. Fino a che non capisci che è inutile dubitare, chiedere spiegazioni o altro... inutile... rimane l'amore. E quello è!"
Alchera si scioglie delicatamente dall'abbraccio del marito e si avvia verso la balaustra dell'imbarcazione. Per un attimo si sofferma a guardare il paesaggio rimanendo via via sempre più meravigliata quando questo inizia a cambiare sotto il suo sguardo. Il mare si fa di un azzurro scuro, quasi blu, larghi fiordi frastagliati tolgono il respiro per la loro bellezza e immensità, vette innevate appaiono in lontananze soffuse da una nebbiolina grigio magenta... Il verde scuro delle grandi foreste, qua e là baciate dalla neve, abbraccia tutto il panorama.
"E' bellissimo qui da te Loki! Assomiglia alla mia Shangri-là! Ma allo stesso tempo ne è completamente dissimile... Sono curiosa! Posso farmi costruire una dimora solo mia qui? Eh? Eddai Loki, posso?" Magicamente, un bellissimo mantello di seta color malva bordato di soffice volpe grigia ha avvolto la figura di Alchera, e ora il suo volto incorniciato dal cappuccio in pelliccia sembra essere quello di una bimba felice con le gote arrossate per il freddo e gli occhi luminosi e allegri mentre si gira verso il suo sposo e gli porge la mano come ad Invitarlo a condividere con lei quel panorama incantato....
Loki, lì per lì, rimane interdetto: lui le stava parlando dell'amore, del suo scoprirsi sincero grazie a questo sentimento e Alchera, invece di rispondergli, si è fatta rapire dalle bellezze del suo Dominio... Il Signore degli Inganni scuote la testa e sorride fra sé e sé... Eccola lì sua moglie, sempre persa in qualche sogno, in qualcosa che colpisce la sua anima e il suo cuore... Ed entusiasta come una bambina!
Le si avvicina, quindi, con un sorriso sulle labbra e prima che lui possa dire qualcosa Alchera gli getta le braccia al collo baciandolo dolcemente e a lungo, poi, quando le loro labbra si separano, la Dama dei Sogni guarda intensamente suo marito "Sono felice anche io Loki... E non voglio pensare per un po' ad altro che a continuare ad esserlo... Quindi non stare a tormentarti amore mio, e godiamoci questa felicità alla faccia di tutti quelli che ci invidiano!"
Anche Loki è felice, e mentre lo abbraccia, Alchera sente il rilassamento e la tranquillità dello spirito del dio. La nave si inoltra così nei fiordi e comincia a seguire un grande fiume che scorre fra pianure e montagne.
Nonostante la neve, il cielo è limpido e pieno di stelle, e non una nuvola si scorge.
Così, dopo molto viaggiare, i due sposi giungono in vista del castello.
Sospeso nel vuoto si erge un alto picco di roccia sulla cui sommità è costruita la dimora di Loki.
Il castello, illuminato a festa, si staglia nel cielo con vivida lucentezza. Le alte torri si innalzano verso il cielo, e un suono di musica dolce sembra uscire dalle imponenti mura.

All'improvviso la grande porta si apre, ed un ponte di arcobaleno ne fuoriesce dirigendosi verso la nave. Questa come se conoscesse la propria posizione si ferma per farsi raggiungere dal ponte scivolatele a fianco.
Dal castello esce poi una carrozza, trainata da otto cavalli, che corre verso i due sposi.
La carrozza si ferma accanto all'imbarcazione, non c'è un cocchiere, ma solo una maschera, sospesa in aria, è al posto di guida.
Il Signore degli Inganni fa cenno alla moglie di avvicinarsi, e con premura l'aiuta a salire.
La maschera sorride, poi si volta verso i cavalli, e con un silenzioso incitamento fa ripartire la carrozza, che torna verso il castello.
"Vuoi una casina tutta tua qui, mio tesoro? Mmm..." Loki sembra pensoso "Mi potrò fidare?" Sorride però il dio "Ma certo, amore mio, scegli pure un luogo che più rispecchia quello che vuoi o quello che sogni. Ma ora guarda, ti voglio mostrare il mio castello!"

La carrozza si ferma di fronte al grande portone aperto, che sembra invitare i due ad entrare.
Loki si volta, e leggero posa un bacio sulle labbra della consorte "Vieni!" la esorta.
Un raggio di Luna risplende tra i capelli della Signora dei Sogni mentre scende dalla carrozza, rilucendo come oro, abbagliando lo sguardo estasiato di Loki mentre la fanciulla guarda meravigliata gli intrecci e i simboli che sono incisi sul grande portone d'argento.
"Sono simboli antichi." Dice Loki notando che lei li sta osservando "Parole ormai dimenticate, ma che non hanno perso il loro significato. Parole i cui suoni nessuno più pronuncia. Parole tanto antiche che anche loro cominciano a dimenticare se stesse."
Poi si avvicina alla sposa
"E adesso, mia cara, entra nella mia dimora!" Detto questo Loki la solleva fra le braccia e la porta nel grande salone, che è l'ingresso del castello.
Illuminata da mille candele è la grande sala, e alte sono le colonne di alabastro che sorreggono il soffitto a volte.
La sala è grande, e giochi di luci ed ombre creano misteri e movimenti irreali.
"Signore" dice una voce "E' tutto pronto!"
I due sposi si voltano in direzione della voce, e la figura si mostra alla luce per meglio farsi vedere.
Un vecchio dalla lunga barba bianca appare ai due. Malgrado si capisca che l'età dell'uomo non sia poca, ancora dimostra vigore e forza, intelligenza e saggezza. I grandi occhi sono azzurri come il cielo di primavera e risplendono alla luce delle candele.

Loki posa delicatamente Alchera a terra, poi si rivolge al nuovo arrivato.
"Grazie Astor. Arrivo subito..."
Accanto al vecchio appaiono tre giovani ragazze, vestite di lino e seta, bianche come la neve dai capelli argentati, sembrano delle bambine dalle fattezze e corrono intorno alla sposa  cominciando a tirarla delicatamente per le vesti.
"Vai con loro, amore mio" le dice dolcemente Loki dandole un altro bacio "Io dovrò assentarmi, ma sarà per pochi istanti!"
Alchera segue le tre bimbe, verso una piccola porta tonda;  quando la sta per oltrepassare si volta un attimo verso il  marito, che sta seguendo Astor verso un'altra porta.
La faccia di Loki è seria, tesa e triste, e la lucentezza nei suoi occhi, così viva fino a pochi momenti prima, sembra nascosta.

Alchera ha fatto una lieve resistenza a seguire le tre bambine, l'espressione triste di Loki l'ha impensierita. Anche se, alla fine, le ha seguite verso la piccola porta ovale, lei non ha smesso di seguire con lo sguardo il marito fino a che questi non è scomparso alla sua vista.
Arrivata nella grande sala, il volto della Dama dei Sogni è ancora preoccupato e solo un sorriso triste le ingentilisce le labbra.
La stanza è ben illuminata, al centro c'è una grande vasca riempita con acqua tiepida, da cui salgono gradevoli profumi dalle fragranza più esotiche e dolci, alle pareti grandi specchi sono appesi ed una grande finestra mostra il panorama di vette innevate che risplendono al chiarore della Luna.
"Venite mia signora." La esorta una delle tre giovani "Mentre il nostro signore è impegnato perché non vi fate un bagno e vi cambiate... Alla festa avrete faticato parecchio, e questo potrebbe aiutarvi a rinfrancarvi." Poi guarda le altre due, e tutte e tre ridacchiano fra di loro, birichine.
Ma non appena vede la grande vasca Alchera sembra illuminarsi "Vi ringrazio fanciulle, ne avevo veramente bisogno, sapete? Ora aiutatemi a spogliarmi e a prepararmi... Poi mi lascerete sola ad aspettare il vostro Signore." Le bimbe si guardano furbamente tra loro, poi iniziano ad occuparsi della toeletta della loro Padrona. Mentre due di loro aiutano Alchera a spogliarsi, la terza butta altra legna nel grande camino di pietra che contribuisce ad illuminare la stanza. Finito di attizzare il fuoco la fanciulla tira fuori da una cassapanca di quercia scura, finemente lavorata, la camicia da notte e la vestaglia per la sua signora che allegramente porta in una stanza attigua di cui Alchera vede solo la porta.
Nel frattempo le altre due fanciulle hanno liberato la dea dal vestito nuziale e del mantello, lasciandola completamente nuda alla luce delle candele; mentre una le appunta i lunghi capelli sulla nuca, con piccoli fiocchi di raso bianchi, l'altra adagia nelle vasca un grande telo di lino imbevuto delle stesse fragranze di cui l'acqua è profumata "Servirà a rendervi il bagno ancora più riposante Signora, è un segreto di bellezza delle nostre parti!" le fa la fanciulla tutta compunta. Poi, silenziosamente le tre fanciulle si ritirano nella stanza vicina lasciando Alchera libera di godersi il suo bagno. Essa si immerge lentamente nella vasca, socchiudendo gli occhi e sospirando di piacere, lasciando che l'acqua calda e profumata porti via tutta la stanchezza e le preoccupazioni della giornata...
Passato un po' di tempo essa riapre gli occhi per godersi lo spettacolo offerto dalla grande finestra, sospira allegramente e richiama le fanciulle per farsi asciugare... Le tre piccole donne si affaccendano intorno a lei premurose e gioiose: una le pettina i lunghi capelli umidi fino a quando non le scendono morbidi e ondulati lungo le spalle lasciate nude dalla camicia da notte color crema, che un'altra, ha provveduto a farle indossare; la terza aspetta in disparte pavoneggiandosi con la delicata vestaglia in tono alla camicia da notte.
Finita la toeletta, Alchera saluta gentilmente le fanciulle ed esse, solertemente, escono dagli appartamenti degli sposi lasciandola sola in attesa del marito.
Solo a questo punto, timidamente, Alchera entra in quella che sa essere la stanza da letto del Signore degli Inganni: è una stanza sobria ed elegante al tempo stesso, dove pesanti tendaggi in velluto grigio adornano grandi finestre, e nel mezzo della quale troneggia un grande letto di quercia con un baldacchino anch'esso dello stesso tessuto delle tende, anche qui il fuoco scoppietta in un camino che riscalda piacevolmente la stanza.
Alchera, incuriosita, indugia per la stanza per un po' poi, come se un pensiero fugace le avesse attraversato la mente, indossa velocemente la leggera vestaglia ed esce dagli appartamenti di Loki, in cerca di suo marito... Scalza e sperduta inizia a vagare per il castello...

Si racconta che, ogni tanto, anche se per fortuna non spesso, un Ignaro capiti, dormendo,  nelle Terre del Metasogno, e che la sua venuta possa portare dolore disperazione... Ma è solo un racconto, una leggenda... O no?

Uscendo dalla stanza da letto del Signore degli Inganni, Alchera si trova in un corridoio, la luce non è molta, quella che viene dalle poche candele appese alle pareti. Fatti pochi passi la dea si trova di fronte una porta socchiusa e, per un attimo, è stordita dalla vista delle cose che non sono: scale si alzano verso il soffitto senza un apparente disegno, e piani obliqui stanno là dove dovrebbe essere il pavimento. Un grande lampadario di gemme e candele penzola dalla parte sbagliata. Un senso di vertigine e nausea assale Alchera nel roteare di forme e colori che trascendono le tre dimensioni, per superarle e ridurle; la gravità non sembra aver senso, se senso ha mai avuto, ma...
Ma dopo un attimo tutto sembra lentamente svanire, e la sala sembra sorridere alla fanciulla che vi è entrata. Lei è Alchera di Sogno, la dama del Signore del castello; possono scatenarsi contro di lei le difese che la costruzione ha in sé? Come riconoscendola, la sala le si apre di fronte, accogliente, calda e rilassante. Alchera sa che la stanza è viva, tutto il castello è vivo... E si muove e si modella al volere del suo Signore e, ora, e della sua Signora, tentando in ogni momento di difenderli da possibili pericoli.

La dea ora, più tranquilla, dopo il senso di vertigine che aveva provato, entra piano piano nella sala e la riconosce per quella che era: la stanza dalla quale sono entrati nel castello. Dalla parte opposta vede la porta che il suo sposo ha preso seguendo Astor.
Silenziosa la dea si avvicina alla porta, che si apre al suo avvicinarsi.
Il corridoio è tetro ed un brivido scorre sulla sua schiena ma la fanciulla non sente ostilità nelle Ombre che popolano quel corridoio... Nonostante tutto, però, il suo cuore si stringe nel sentire un'aria di pena e dolore che sembra scaturire dalle pietre stesse.
In fondo al corridoio una flebile luce filtra da una porta socchiusa: il suo sposo è là!
Si avvicina, la dea, a quella luce; quando vi arriva, cercando di fare ancora più in silenzio se ciò fosse possibile, manda uno sguardo al suo interno e...

...E quello che le appare la lascia per un attimo allibita.

Vede la vecchia ma possente figura di Astor in piedi di fianco ad un altare, nero come la notte e coperto di simboli e rune.
Disteso sopra l'altare sta un bimbo, immobile, bianco come il marmo, i riccioli ricadono scomposti sul viso, bello come quello di un angelo. Il petto del bimbo è fermo... inerte... senza vita.
Di fronte all'altare, porgendo le spalle ad Alchera, sta Loki che, avvolto in un mantello nero, tiene  in mano un coltello inciso con gli stessi simboli che vi sono sull'altare.
Per un breve istante il Signore degli Inganni si volta verso di lei. E' solo un momento e lui non sembra averla vista. Ma a lei non sono sfuggite le lacrime che scendono dagli occhi  dello sposo...
Se all'inizio la scena l'ha stupita, rapidamente lo stupore di Alchera si trasforma in rabbia mista ad incredulità... Mille domande affollano la sua mente ma la realtà che le si para di fronte è troppo crudele perché riesca a trovare una spiegazione plausibile a quanto si sta svolgendo sotto i suoi occhi. Un sacrificio umano? Indubbiamente... Ma allora perché Loki sta piangendo? Poi come un fulmine al ciel sereno, Alchera pensa di aver capito: Loki si sta disfacendo del frutto di una precedente relazione? Possibile? Qui, nelle Terre del Metasogno? Basta! Figlio o non figlio quello è un bambino che sta per essere sacrificato, e nulla può giustificare un simile atto, quindi, senza pensarci due volte, la Dama dei Sogni apre bruscamente la porta "Che cosa sta succedendo qui? Spero che tu abbia una buona spiegazione da darmi, Loki... Anche se sono sicura che non mi soddisferà!"
Gli occhi di Alchera sono duri mentre si avvicina all'altare...
Loki si volta verso Alchera; la faccia della dea è furibonda per la rabbia di trovare il marito in una situazione così innaturale.
La meraviglia di Loki nel vedere la moglie in quella sala, in quel momento è tanta. "Alchera, amore mio, che fai qui?" mormora con un filo di voce. "Dovevi essere nella sala del bagno adesso..."
"Cerca di essere meno gentile... Hai ingannato anche me!" urla con rabbia la fanciulla.
"Signore!" interrompe Astore "Scusate, ma non c'è più molto tempo! Dovete sbrigarvi!"
Loki, con lo sguardo ancora triste guarda il fanciullo. Un'altra lacrima scorre sul volto del dio.
"Ma come è successo Astore? Come è stato possibile?" chiede Loki
"Mentre eravate al matrimonio, mio Signore!" dice Astore "E' arrivato all'improvviso... dal niente... ed era malvagio! Ho provato a farvi avvertire subito, ma i Domini di Solone erano chiusi e non sono stato in grado di avvertirvi!"
"Ma insomma!" Esclama Alchera "Cosa stai per fare? Non puoi uccidere quel bambino!"
"Alchera, ti prego..." Le dice Loki con una voce molto triste e stanca "Vieni qui, accanto a me... Non so se avrò la forza di fare quello che devo da solo... aiutami!"
La dea è esterrefatta dalla faccia tosta del "marito"... Osa anche chiederle il suo aiuto in quello scempio...
Loki si fa nuovamente serio, stringe forte il pugnale... un rivolo di sudore scende dalla sua fronte.
Con un ampio cerchio il coltello si muove, e Loki, sotto lo sguardo inorridito della moglie, comincia a cantilenare e recitare strani versi, poi...

...Poi, con un veloce sfavillio, la lama penetra nel braccio del bimbo.
Alchera lancia un urlo, e si lancia sullo sposo per fermarlo, ma Astore la ferma scuotendo la testa "Osserva!" le dice.
La lama torna a brillare, e ferisce anche il braccio di Loki. Il sangue rosso, brillante e vivo del dio si mescola con quello scuro e senza vita del bimbo... Le due ferite si accostano e una smorfia di dolore appare sul volto di Colui che Cammina nei Cieli.

"Ascoltate Lady Alchera" le dice sottovoce Astor "Mentre eravate al matrimonio il Dominio del mio Signore è stato violato. Un Ignaro è entrato nel sonno ed è capitato proprio mentre il mio Signore non poteva essere avvertito. Il bimbo si trovava sulla sua strada e l'uomo... Non so se per cattiveria o per paura, l'ha ucciso. Il mio potere non è tale da contrastare chi vìola i confini venendo da "fuori". L'uomo è fuggito in preda al panico quando mi ha visto arrivare come una furia, e penso che si sia svegliato... Ma ormai il danno era fatto. Ha ucciso un pezzo del Sogno del mio Signore... E solo Lui ha la forza di poterlo rimettere insieme. La Morte e la Vita... Quale enorme Mistero sono, tanto per l'uomo che la prova, quanto per Voi Immortali... che mai la provate completamente! E chi meglio di Lui può comprendere il sottile legame dell'Enigma della Morte e della Vita?
Guardate... Sta infondendo se stesso, la sua stessa vita per ricreare quel pezzo di Sogno che era stato infranto... Purtroppo solo qui lo può fare... E solo ad un prezzo molto alto!"

Mentre il sangue di Loki passa dalla sua ferita a quella del bambino, il volto del fanciullo riprende lentamente colore, mentre Loki diventa sempre più pallido e scavato... Poi Loki stacca, con un gemito, il braccio dal bimbo... e crolla in ginocchio sorreggendosi all'altare.
Il bimbo respira ora solo addormentato, ed il suo petto si alza e si abbassa regolarmente.
Il Padre dei Lupi ha la faccia stanca e segnata.
"Astor!" chiama "Porta il fanciullo nella stanza degli ospiti, e fallo sorvegliare... Sono arrivato in tempo, ed è salvo. Vedrai che domani sarà in grado di tornare al villaggio."
Astor si precipita a fianco del suo Signore come per sincerarsi delle sue condizioni, ma il dio lo allontana con un gesto secco.
"Va!" gli ordina.
Mentre Astor prende il fanciullo fra le braccia e lo porta via lo sguardo si posa su Alchera "Amore mio, ti prego... aiutami a tornare nella mia stanza. Sono sfinito... " Poi la guarda con un sorriso malizioso negli occhi "Ma non preoccuparti... in breve mi riprenderò... abbastanza!"
Tutta la vicenda ha scombussolato anche Alchera... Ora ha capito cosa stesse succedendo, ma di certo questa ultima emozione ha pesato anche su di lei...
Dolcemente aiuta il marito a rimettersi in piedi e alla battuta maliziosa di Loki gli risponde con un sorriso stanco "Scusami Loki, se ho dubitato di te... Ma ammetterai che la situazione era alquanto soggetta a varie... Ehm... Interpretazioni... Questa giornata è stata pesante per tutti e due e tu, in particolar modo, hai bisogno di riposarti... Per il resto – arrossisce lievemente - penso che avremo l'eternità di fronte, no?"
Nel frattempo, quasi la dimora del Signore degli Inganni si fosse modellata sulla volontà di Alchera, i due immortali si ritrovano davanti agli appartamenti nuziali, la porta si apre ad un lieve tocco di Alchera e i due entrano dentro. La dama dei Sogni fa sedere Loki su una comoda poltrona e poi batte due volte le mani: le tre fanciulle compaiono immediatamente "Di solito funziona sempre" fa la dea sorridente rivolta al marito.
"Bene, mie care, portate una bella cenetta per il vostro Signore e preparategli anche un buon bagno, gli servirà per mandare via la stanchezza...  A me preparate un'altra stanza da letto, per stanotte ho deciso che dormirò sola." A queste ultime parole le fanciulle lanciano uno sguardo perplesso al loro Signore che sembra essere rimasto quanto loro sorpreso dalla decisione di Alchera.
"Ma Alchera che senso ha, scusa? Puoi comunque dormire con me... Ora siamo marito e moglie... saperti vicina mi aiuterà a togliermi di dosso le brutte sensazioni di questa assurda vicenda..."
"No Loki, preferisco stare sola... Non volermene... Mi sento stranamente confusa, ho bisogno di un po' di solitudine per trovare un minimo di equilibrio... Sai quanto sia importante per me... ok? Grazie!" detto questo bacia il marito sulla fronte e se ne esce baldanzosa dalla stanza lasciando Loki ammutolito.
Non sono passati che pochi istanti e Alchera fa capolino dalla porta "Posso arredarla come mi pare vero amore mio? Ok! Grazie!"
Poi scompare nuovamente in una nuvola di trine e pizzi color crema! Stavolta Loki è veramente senza parole! Sarebbe inutile arrabbiarsi, lo sa bene... Ma cavoli, quella era la sua prima notte con sua moglie e lei invece di stargli vicino, si da (in piena notte!) all'arredamento!
Bah, le donne!
Silenziosamente Loki inizia a spogliarsi per concedersi il bagno che la sua sposa gli ha fatto preparare... Stranamente le fanciulle non sono lì ad aiutarlo... Il malcontento del dio incomincia a crescere di intensità... Esse ricompaiono solo dopo che il loro Signore ha finito di lavarsi e vestirsi, un po' impacciate sono intorno ad un piccolo tavolo ricoperto di prelibate pietanze, e lo guardano di sottecchi, consapevoli del suo malumore.
Appena Loki ha finito di mangiare una di loro gli si avvicina porgendo una tazza fumante ricolma di un liquido ambrato e profumato "Me lo ha fatto preparare Lady Alchera, Signore, assicura che l'aiuterà a dormire tranquillo..."
A questo punto una delle fanciulle sogghigna consapevole della beffa della sua Signora, ma subito le altre due la fulminano con lo sguardo per poi girarsi preoccupate per vedere la reazione di Loki...
Questi sorride torvamente mentre le guarda "E così la vostra Signora pensa che per trovare giovamento da questa notte di nozze senza di lei, mi debba accontentare di una camomilla?... Bene... Ora lasciatemi solo"
Le fanciulle si inchinano per scomparire subito dopo, lasciando il loro Signore ai suoi pensieri di rivalsa…
Loki osserva la tazza di camomilla fumante... Spesso aveva sentito la sua diletta parlargli di quella miracolosa bevanda che usava per addormentarsi quando qualcosa la turbava.
Sorride Loki, e dentro di sé sente che la reazione della moglie, anche se esagerata, è da comprendere.
Lui non si era certamente comportato bene... poteva anche avvertirla di quello che era successo e che doveva fare, invece di essere tanto misterioso come sempre.
La sua prima reazione sarebbe stata quella di andare subito in camera della moglie, e vedere quello che succedeva... Ma sicuramente, conoscendola, avrebbe sortito l'effetto opposto di quello che desiderava adesso. E cosa desiderava? La compagnia della sua sposa... Quello che ha sempre desiderato.
"Yavahara!" Chiama Loki, ma non si ode nessuna risposta.
"Yavahara!" chiama ancora... ma già, Yavahara non c'è! L'ha mandata a casa di Gilgamesh, per la festa.
Loki socchiude gli occhi, e subito una delle tre bimbe cui aveva affidato Alchera compare, con un inchino ed un po' intimorita.
"Fai preparare i cavalli, Trissi!" le ordina il Signore degli Inganni.
"Dovete uscire mio Signore?" Chiede la fanciulla.
"Che domande fai? Se faccio preparare i cavalli è certo che devo uscire! Su dai non fare quella faccia spaventata... mica ti mangio!" Loki le sorride dolcemente "Dai... vai ora!"
La bimba corre via mentre Loki si riveste, con abiti più idonei ad una cavalcata.
Appena pronto il Signore degli Inganni esce dalla camera e si dirige verso la porta della sposa.
Si ferma un attimo davanti alla porta, trae un profondo respiro, bussa ed entra.
"Chi è?" chiede Alchera ritraendosi sotto le coperte "Ah, sei tu! Sapevo che saresti venuto! Ma ti ho già detto che stasera voglio stare da sola. Su, dai, non fare i capricci e torna in camera tua!"
Poi la dea si accorge di come è vestito il suo sposo e la sua faccia si fa perplessa. "Dove vai a quest'ora?" chiede "E poi non eri stanco?"
"Lo sono" dice "Ma non preoccuparti, ti ho già detto che mi passa presto!" Poi l'aiuta delicatamente ad alzarsi dal letto.
"Vieni!" le dice dolcemente "Voglio farti vedere una cosa!" la porta piano verso la finestra, poi guarda la splendida veste da notte che la moglie indossa... "Però questi non sono certo gli abiti adatti!" Esclama. E subito la Signora dei Sogni si trova vestita con un bellissimo abito di pelle, un corpetto dorato e splendidi stivali di camoscio, morbidi come piume. Loki la osserva un momento "Non vorrei tu avessi un po' freddo, fuori!" E subito uno splendido mantello, caldo e morbido, avvolge le spalle delicate e bellissime della dea.
Poi Loki si avvicina alla sposa, e un tremolare degli oggetti indica un cambiamento... Ma se sia cambiato il palazzo o se si siano spostai i due sposi ancora nessuno lo può dire... Comunque sia, alla fine si ritrovano entrambi all'aperto, vicino all'entrata del castello.
Accanto a loro due splendidi cavalli arabi attendono frementi e impazienti che i due montino sulle loro groppe.

Veloci i destrieri corrono nella notte, lasciando appena flebili tracce nella neve fresca da poco caduta.
Il vento agita i mantelli degli sposi disegnando figure danzanti.
Presto si ode un ululato ed a questo altri rispondono. Un grande lupo argentato appare al fianco delle cavalcature e con loro si mette a correre nella notte. Tutto il branco ora è al loro fianco. Splendidi lupi d'argento sembrano scortare la coppia.

Ad un certo punto le cavalcature si fermano, sbuffando, e i lupi, un po' a distanza si accucciano uggiolando felici di avere il loro Signore presente.
"Eccoci!" dice Loki "E' qui!"
"Cosa?" chiede Alchera "Cosa è qui? Insomma..."
"Shh" dolcemente il signore dei lupi si avvicina alla moglie "Guarda" le dice con un soffio in un orecchio.
Ed ecco, di fronte ai due sposi, alto nel cielo cominciano a disegnarsi forme e colori: rosa, azzurro e argento che si intrecciano misteriosamente nel cielo nordico e limpido.
Alchera si accorge di non avere freddo e che la temperatura è tiepida e mite. Osserva estasiata la scena che le si para davanti.
"Un'aurora boreale!" esclama.
Gli occhi di Loki sono persi in quelli splendidi della moglie. "Dio mio!" pensa il dio "Ma quanto è bella?"
L'aurora boreale si muove intrecciandosi in disegni sempre più complessi ed affascinanti, ed il mulinare dei colori illumina la scena come in un racconto fantastico.
Loki stringe delicatamente la moglie al fianco "E' bellissimo" dice "Non mi stancherei mai di ammirarla."
La luna piena risplende fra i capelli della Signora dei Sogni come catturata dalla loro bellezza.
Alchera rimane ancora ad osservare l'aurora boreale, con la testa dolcemente posata sulla spalla del marito, poi gli passa le braccia intorno al collo ed incontra gli occhi di lui
"Ti ringrazio per avermi offerto questo meraviglioso spettacolo, amore mio... Hai allontanato da me tutta la tristezza e tutta la preoccupazione con questo tuo gesto... Ora mi sento decisamente meglio, sai?" nel parlare le labbra di Alchera si sono avvicinate lentamente a quelle del marito e ora le sfiorano leggermente pronte a baciarlo, quando un guaito sommesso le fa voltare la testa verso il rumore.
Due cuccioli di lupo stanno giocando tra di loro, rotolando l'uno su l'altro, mordendosi scherzosamente, ruzzolando e facendo capriole sul prato illuminato dai raggi lunari arrivando fino ai pochi passi dai due immortali.
Un lampo di allegria illumina lo sguardo della Dama dei Sogni che si scioglie dall'abbraccio di Loki per avvicinarsi ai due cuccioli. Non appena Alchera si avvicina loro, inchinandosi sui talloni, i lupacchiotti si fermano a guardarla stando maldestramente seduti, ancora arruffati dopo la finta lotta "Sono bellissimi Loki! Guardali. Hanno il colore di una nuvola d'argento!"
Poi improvvisamente i due cuccioli si gettano su di lei per giocare con i suoi lunghi capelli, infilandosi tra questi  mordendoli e.. Tirandoli! "Ahi! Ehi birbantelli siete un po' troppo irruenti!"
Un ringhio sommesso sembra riportare all'ordine i due scatenati lupacchiotti, che, timorosi, si voltano verso un lupo adulto che si è staccato dal branco col il fine evidente di rimettere in riga i due cuccioli. E' un esemplare stupendo dalla folta pelliccia argentata con sfumature grigio scuro sui fianchi e occhi a mandorla gialloverdi,  è impossibile sbagliarsi, è il capobranco, nessuno sembra poter competere con lui all'interno della muta, tranne un secondo lupo che gli si affianca, solo di poco più piccolo.
Alchera guarda affascinata la coppia di lupi che, fieri e regali, ricambiano il suo sguardo, poi si alza e si volta verso il marito quasi a chiedere il permesso per quanto si accinge a fare.
Loki è rimasto ad osservare la scena con il volto imperturbabile, appoggiandosi a braccia incrociate contro un tronco.
Alchera allora socchiude gli occhi e con le labbra mormora appena delle parole, solo un sussurro... Eppure i due lupi sembrano capire quanto la dea stia dicendo ed in risposta l'intero branco prorompe in un lungo e potente ululato. Poi il capobranco e la sua compagna trotterellano verso i due lupacchiotti e con il muso li sospingono delicatamente verso Alchera che si inchina per prenderli tra le braccia, voltandosi, subito dopo, verso il marito che la guarda sbalordito
"Guarda Loki, mi hanno affidato i loro cuccioli! Dicono che si fidano di me, che mi riconoscono come loro Signora perché tu mi hai scelto come sposa... Li chiamerò Kunia e Liru e saranno i miei compagni di caccia..." Così dicendo si è avvicinata al marito  mentre i due lupacchiotti hanno iniziato a leccarle il volto uggiolando felici.
La meraviglia di Loki si trasforma, però, in un dolce sorriso. Se non ha resistito lui alla bellezza e alla dolcezza di Alchera come possono resistere i suoi lupi?
Staccandosi dall'albero cui era appoggiato il Signore dei Lupi si avvicina alla moglie, passando accanto al grande capobranco e arruffandogli la pelliccia della testa con una carezza.
Kima, il maschio capobranco, alza la testa verso il suo Signore, uggiolando per la felicità a quel gesto affettuoso, e subito anche Asher, la femmina, ed il resto del branco, si fa intorno a Loki per farsi un po' coccolare ed accarezzare. L'immortale non si fa pregare, e a nessuno nega una carezza o un gesto di affetto.
Poi si rialza e si avvicina alla moglie, che ancora sta ammirando i due cuccioli.
"Un gesto d'affetto e amore è una cosa da incoraggiare!" dice Loki, dando un bacio sui capelli della moglie "Mi hanno un po' sorpreso i due, ma sono felice che ti abbiano affidato i cuccioli. Sono ancora piccoli, però, ed hanno bisogno del latte della loro mamma. Ma i lupi sono un branco, e se ti hanno accettata non lo dimenticheranno. Vieni, prendi Kunia e Liru... dopo tanto giocare avranno bisogno di mangiare un po'." Mentre Alchera solleva in braccio i due cuccioli, Loki accompagna la moglie ad una piccola baita lì vicino e apre la porta facendo segno di entrare. Nella sala arde un grande fuoco, unica luce che rischiara il luogo, rendendolo caldo e accogliente; dalla stalla sul retro, dove si sono accomodati i due cavalli, arriva un buon odore di paglia e fieno.
Un grande tappeto copre il pavimento e dalla finestra entrano ancora i raggi della luna che aiutano il fuoco ad illuminare la casa.
Insieme ad Alchera e Loki entra anche Asher, la splendida femmina che, trotterellando, si va a distendere sotto la scala, un po' in ombra.
Alchera posa delicatamente i due cuccioli a terra, i quali subito corrono, buffi e un po' goffi, verso la madre, e si mettono a prenderne il latte.
La dea guarda i due con infinito amore. Poi si volta verso Loki con un sorriso gioioso.
Il Padre dei Lupi le si avvicina circondandole la vita con un braccio.
"Sono veramente stupendi, amore mio!" dice la dea.
Loki sorride.
Alchera, ancora abbracciata al marito, inizia ad osservare meglio la piccola e confortevole baita notando solo ora l'accuratezza dell'arredamento in legno che pur se semplice e spartano, contribuisce a donare all'ambiente quella calda sensazione di accoglienza tipica di tutte le baite montane.
Le finestre sono ingentilite da tendine e le pareti tappezzate da trofei di caccia ma più di tutto attrae l'attenzione di Alchera la rampa di scale che porta al piano superiore.
"Che c'è di sopra, Loki?" chiede curiosa.
Per un attimo il Signore degli Inganni rimane in silenzio, quasi stesse soppesando la risposta da darle, poi inizia a baciarle delicatamente il collo e la sprona ad accertarsene di persona ma non prima di averle tolto dalle spalle il pesante mantello.
Alchera guarda in tralice il marito, alzando un fine sopracciglio, ma poi vinta dalla curiosità sale le scale. A mano a mano che si avvia per la rampa  appare ai suoi occhi la stanza: è una mansarda con le travi di legno in vista che ospita una camera da letto, anch'essa in tono con il resto del mobilio della baita, solo che qui i toni del legno sono più chiari e i particolari più ricercati.
Di fronte al camino è distesa una folta pelliccia bianca a guisa di tappeto, e il letto è ricoperto da una soffice ma pesante trapunta in Pachwork di mille colori sulla quale spicca il biancore di vari cuscini finemente ricamati.
Con una veloce occhiata ad Alchera non è sfuggito che, sì, la baita sarà stata usata come punto di appoggio per le battute di caccia del suo proprietario, ma che indubbiamente il suo utilizzo avvenisse anche per incontri di tutt'altro genere!
Un sorriso malizioso aleggia sulle labbra di Alchera mentre accarezza distrattamente una tendina, finché il rumore della porta di sotto che è stata chiusa la riporta alla realtà.
Dalla finestra chiusa vede Asher e i suoi cuccioli dirigersi verso il bosco, mentre soffici fiocchi di neve hanno preso a scendere dal cielo.
Un lieve colpo di tosse la fa voltare e Alchera si ritrova di fronte il marito che, con occhi dolci, le porge un calice "Brindiamo amore mio, in fondo questa è la nostra prima notte, no? Ed è stata fin troppo movimentata... Chissà cosa altro potrebbe accadere ancora?" nel dirlo un lampo di malizia gli ha attraversato lo sguardo mentre i suoi occhi hanno lasciato quelli di Alchera per spostarsi verso l'enorme letto che troneggia, invitante, al centro della stanza.
La splendida dea per un attimo sembra non capire, poi segue lo sguardo del marito... Resasi conto di cosa Loki intendesse, un sorriso furbo le increspa le labbra, e prima che il Signore degli Inganni possa contraccambiarlo si ritrova completamente inzuppato dal contenuto del calice della moglie!
"Porco" l'affermazione è stata fatta da un'Alchera ormai sfuggita dalla portata di Loki, il quale sgocciolante e stupefatto solo ora inizia a capire la mascalzonata della moglie. Un sorriso bieco gli si dipinge sul viso mentre si avvicina lentamente ad Alchera che altrettanto lentamente indietreggia verso il letto.
"Non ti avvicinare Loki! Non ci provare...!"
Il sorriso di Loki si è trasformato in un sogghigno ironico "Ma tu guarda che deve fare un marito per poter vedere soddisfatti i suoi diritti coniugali!" nel parlarle le si è avvicinato ancora di più. Alchera ha spalancato la bocca senza parole, e sentendosi messa alle strette ha iniziato a guardarsi intorno in cerca di qualcosa da frapporre tra lei e il marito, finché sotto le mani non le capitano i cuscini del letto che, senza pensarci due volte, inizia a lanciare verso Loki; questi si prende in pieno volto il primo, ma riesce tranquillamente a schivare gli altri due "Allora vuoi la guerra, mogliettina! Bene... Poi non lamentarti!" detto questo le arriva quasi addosso con due falcate... Alchera gridando spaventata si getta sul letto per sfuggirgli, ma Loki previdente, con una mano le ha afferrato la gonna, la quale con un rumore sinistro di stoffa lacerata gli rimane in mano a brandelli ... Con l'altra mano, contemporaneamente le ha afferrato una sottile caviglia, bloccandola su letto.
"E adesso dove vai, amore mio?" le dice guardandola con fare beffardo, poi con un movimento fluido si porta Alchera tra le braccia, inchiodandola sotto di sé. La dea lo guarda con finta rabbia, cercando di non scoppiare a ridere "Ti dovresti vergognare Loki di Asgard! Esercitare i tuoi diritti con la forza! Contro una debole fanciulla!"
Ma quando gli sguardi dei due immortali si incrociano, essi si perdono l'uno nell'altro e l'allegria, la voglia di giocare lasciano il posto alla passione, al Desiderio...
Lentamente, quasi timidamente, le loro labbra si incontrano, si cercano per poi continuare con maggiore frenesia scoprendosi affamati l'uno del corpo dell'altro. Il rumore del fuoco che scoppietta nel camino presto si mescola a domande appena sussurrate e a dichiarazioni d'amore fatte a voce bassa, come un dolce mormorio, mentre baci e sospiri ricadono su labbra piene di passione. Poi, i vestiti dei due amanti cadono a terra, casualmente, mentre iniziano ad amarsi...

Il corpo sinuoso della dea si muove delicato alla ricerca del calore di lui, e le mani sempre più ansiose di scoprire segreti solitamente nascosti.
Le labbra dei due amanti si incontrano e si sfuggono, si cercano e si negano.
Sfiorano delicatamente, quelle di lui, la pelle di lei, sulla bocca, sul collo, soffermandosi ansiose sui seni perfetti, che fremono con brividi di piacere.
Le mani della dea scorrono sul corpo di Loki con passione, sulla schiena, sui fianchi...
Delicato il dio si alza, e quasi senza sforzo solleva la Dama dei Sogni fra le braccia, baciandola con passione e dolcezza, rimanendo per un attimo davanti al grande letto.
"Vieni con me." Le sussurra Loki in un orecchio, è quasi un soffio la sua voce, ed Alchera si stringe ancora più a lui.
Loki scende le scale, e lentamente, sempre baciando la sua sposa, si avvicina al grande fuoco nella sala e delicatamente la posa a terra, sul grande tappeto.
Alchera si distende, muovendosi nuda, invitante e maliziosa. "Vieni qui, amore mio." Il suo sguardo non lascia adito a dubbi e Loki non  si fa pregare due volte. Mentre si distende al suo fianco l'immortale la guarda, perdendosi nella sua bellezza. "Mmm... Ora non sono più un bieco approfittatore di deboli fanciulle?" chiede, e sorride.
Alchera gli getta le braccia al collo e lo bacia "Quanto sei sciocco!" lo apostrofa "Adesso la debole fanciulla si approfitta del grande mascalzone!" e dopo aver ammirato soddisfatta, ancora una volta il corpo del marito, ridendo lo rovescia a terra distendendosi sopra di lui... ed ancora le loro labbra si incontrano e si perdono in lunghi e dolci baci.
Il fuoco risplende disegnando con luci ed ombre figure irreali sui corpi nudi dei due amanti.
Le mani di Loki, si muovono, leggere sulla schiena di Alchera, morbida come la seta, strappandole brividi e gemiti, accompagnati da un bacio sempre più profondo ad ogni nuova carezza.
I due amanti si guardano profondamente negli occhi quando, finalmente, i loro corpi si uniscono, ed insieme si muovono, perfetti, tra baci e carezze... E' un'unione di due spiriti, di due anime e di due corpi che si sono trovati ed insieme assaporano l'una il gusto dell'altro...

E' una lingua umida e morbida che sveglia Alchera, un raggio di sole risplende sulla sua pelle dorata.
"Loki" dice la dea con la voce ancora sonnacchiosa "Ma che stai facendo?"
Poi apre gli occhi, e si trova davanti il musetto vispo e arzillo di Liru che le annuncia che il nuovo giorno è arrivato.
Alchera si guarda intorno, meravigliata, il luogo in cui si trova non sembra somigliare troppo alla sala del fuoco, e neanche la camera da letto con il tappeto bianco.
La dea si guarda intorno, e si ritrova, nuda, in un giardino rigoglioso, pieno  di fiori e piante, distesa su un talamo di gigli. Grandi alberi proteggono dal sole proiettando un po' d'ombra sul terreno.
"Loki ma dove siamo?" chiede stupita la dea, ma nessuna risposta le arriva dal marito.
"E adesso dove si sarà cacciato?" sospira...
Guardandosi intorno nota un laghetto non lontano dal luogo in cui stava riposando, e su un lato una piccola cascata, fresca e spumeggiante.
Nel lago Alchera vede il marito che fa il bagno, e che con potenti bracciate raggiunge proprio la cascata, e lo ammira mentre l'acqua riflette il sole sulla sua pelle rendendola brillante.
Di fronte a lei vi è una tavola riccamente imbandita: fette di pane dorato attendono di essere imburrate e recipienti colmi di marmellate di ogni genere e miele invitano all'assaggio; bricchi fumanti annunciano che il tè è pronto.
I cuccioli felici le saltellano intorno, giocando birichini; poco lontano Asher li osserva premurosa.
Cullata dallo splendido scenario in cui si è risvegliata, Alchera inspira fortemente per assaporare meglio i profumi della radura, inebriandosi sentendo il sole sulla pelle e la fragranza dei fiori di cui è impregnata l'aria.
Poi il suo sguardo viene rapito nuovamente dal marito che si sta godendo la sua nuotata, e si siede in terra, abbracciandosi le ginocchia, per osservarlo non vista, mentre un sospiro le sfugge dalle labbra... E' bello suo marito, pensa, ammirandone la figura atletica, il profilo perfetto anche se dai tratti leggermente spigolosi, i capelli neri come le piume di un corvo, e gli occhi... I suoi occhi!... Forse si è innamorata di lui affascinata dal loro colore... Di un grigio talmente scuro da essere scambiato per nero...
Occhi che solo a lei hanno svelato i misteri di cui sono custodi. Poi, scuotendosi dai suoi pensieri, Alchera si alza e si dirige verso la tavola coperta di tante prelibatezze e inizia a spilucchiare qualcosa distrattamente ma il richiamo dell'acqua è più forte del languorino che la tormenta, quindi cautamente si avvicina al piccolo specchio d'acqua saggiandone le temperatura con la punta del piede. Incredibilmente l'acqua non è né calda né fredda, solo piacevolmente invitante e, piano piano, Alchera entra in quell'acqua blu cobalto increspata da una lieve brezza. Prima di procedere verso il marito, la dea si ferma per intrecciarsi i capelli e appuntarli sulla testa quando nel farlo mette un piede in fallo sul fondo scivoloso del laghetto e cade fragorosamente spruzzando tutto intorno. Solo ora Loki si è reso conto della presenza della moglie, che annaspando si sta rialzando dopo il poco elegante tonfo. Alchera si guarda sconsolata la lunga treccia bagnata e poi guarda Loki che le si sta avvicinando ridendo.

"Volevo farti una sorpresa... Ma non ci sono riuscita..." Gli fa imbronciata, poi gli va incontro per baciarlo delicatamente sulle labbra mentre lui con un braccio le cinge la vita facendola aderire a se e con l'altra mano le scioglie la treccia districando i capelli con le dita "Ti preferisco così, amore mio... Ti stavo aspettando... Vieni, andiamo alla cascata è piacevole lasciarsi massaggiare dall'acqua." Poi le prende una mano e la guida verso il getto scrosciante della piccola cascata.
Le urla deliziate di Alchera e le risate di Loki fanno sollevare il muso ad Asher, che li osserva da lontano muovendo le orecchie interessata e un po' incuriosita da quel baccano, fino a quando quel vociare allegro scompare lasciando il posto ad un silenzio complice. Gli occhi degli amanti si incontrano… perdendosi in quelli dell’altro… colmi di passione. E mentre si riabbracciano baciandosi con passione, Asher riporta il muso sotto le zampe anteriori e chiude gli occhi soddisfatta.

Una leggera brezza profumata lambisce i corpi accaldati dei due amanti, trovandoli uno nelle braccia dell'altro, felici e soddisfatti.
Alchera riapre gli occhi per osservare il volto disteso, nel sonno, del marito "Vorrei vederti sempre così..." Gli mormora dolcemente "Vorrei che non ci fosse nulla a dividerci... Cosa ci aspetta amore mio? Quanto tempo ci è ancora dato prima che i Fratelli ci dividano, prima che gli Eterni chiedano il loro tributo di sangue?" poi scuote il capo tristemente, si scioglie dall'abbraccio del marito e torna a bagnarsi nelle acque cristalline del laghetto.
 
 


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