NOTRE DAME DE PARIS

      di Alessandro "DarkSin" Bracchi (dal Musical ispirato a Victor Hugo)
      Sceneggiatura per On Stage!

        Personaggi

        Quasimodo: il gobbo campanaro di Notre Dame
        Esmeralda: la seducente zingara
        Claude Frollo: il malvagio arcidiacono di Notre Dame
        Pierre Gringoire: il poeta
        Clopin Trouillefou: il capo della Corte dei Miracoli
        Febo de Châteaupers: il capitano delle guardie
        Fiordaliso de Gondelaurier: la ricca promessa sposa di Febo

        DURATA

        La durata è di 4 Atti divisi in 3 scene. La 3a scena del atto II è comandata dal regista.

        LOCAZIONI

        La Place de Greve: piazza dove si riunisce il popolo.
        Fuori Notre Dame: l’esterno della cattedrale.
        Dentro Notre Dame: l’interno della cattedrale.
        Il Val d’Amore: un luogo di piacere.
        Il Ventre della Corte dei Miracoli: i quartieri più poveri di Parigi dove dimorano i poveri e i delinquenti.
        La prigione: l'interno della prigione *
        Le strade di Parigi: genericamente una strada di Parigi.
        Parco: un generico parco romantico con tanto di laghetto.

        * Sono scene raggiungibili solo in situazioni credibili.

        PROLOGO

        (da far recitare ai giocatori)

        Fuori Notre Dame.
        In scena ci sono:
        Gringoire davanti a tutti, Esmeralda da un lato che balla, Febo appena fuori la visuale, Frollo e Quasimodo dall’altro lato. Clopin è seduto in un angolo a chiedere l’elemosina.

        Gringoire inizia a parlare come se stesse recitando:
        «È una storia che ha per luogo Parigi nell'anno del Signore millequattrocentottantadue, storia d'amore e di passione. E noi gli artisti senza nome, della scultura e della rima, la faremo rivivere da oggi all'avvenire.
        E questo è il tempo delle cattedrali, la pietra si fa statua, musica e poesia. E tutto sale su verso le stelle su mura e vetrate la scrittura è architettura.
        Qui crolla il tempo delle cattedrali, la pietra sarà dura come la realtà. In mano a questi vandali e pagani che già sono qua. Questo è il giorno che verrà. Oggi è il giorno che verrà.»
        Gringoire si sposta ed un lato della scena.

        Esmeralda avanza e continua a ballare.

        Frollo e Quasimodo si avvicinano e iniziano a parlare.
        Frollo dice a Quasimodo guardando Esmeralda «Attenzione l’inferno è con lei! È una zingara, è una straniera! È una strega, una cagna, una gatta, va scalza alludendo alla sua nudità! È un peccato mortale, è magia! Dovrebbe vivere in gabbia, che lei non possa strappare i nostri cuori onesti incatenati a Notre Dame!
        Stasera, le arriveremo più vicino e poi la prenderemo e l’imprigioneremo in una torre e lì le mostreremo la religione di Gesu Cristo del ventre santo di Maria!»
        Quasimodo risponde a Frollo «Da me, qualsiasi cosa solo se la domandassi a me. Io la farei soltanto se tu la chiedessi a me. Se fui bambino anch’io, fu perché fosti tu. La vita per me fu perché fosti tu. Quello che mi adottò e che non mi chiamò mai mostro.
        Tu mi hai legato come un cane, e mai un cane ha tanto amato, mai. Io ti appartengo più di un cane, e mai un cane ha tanto amato, mai!»
        Frollo si nasconde al limitare della scena e Quasimodo cerca di aggredire Esmeralda.

        Febo interviene in difesa di Esmeralda e dice «Adesso basta! Fermate quel gobbo infame! È una vergogna, quel cane attacca le donne!»

        Quasimodo fugge via dalla scena.

        Febo inizia a parlare con Esmeralda cercando di sedurla «Io sono il capitano! La sicurezza è in mano a me! La tua incolumità, ora la decido io! Permettete che vi accompagni dove vivono gli zingari come voi!»
        Esmeralda «Andate via, fate un errore signore. Io Esmeralda non do ai soldati l’amore!»
        Febo «Forse tu vorrai. Domani forse tu verrai. Verrai, non ti sbagliare. Ti al Val d’Amore!»
        Febo esce di scena baldanzoso.

        Esmeralda tra sé e sé sospirando «Mi aspetta al Val d’Amore»

        Gringoire «C’è amore, al Val d’Amore!»

        Frollo tra sé e sé infuriato, sempre da nascosto «Amore, al Val d’Amore…»

        INFORMAZIONI RISERVATE

        Claude Frollo

        Frollo è il severissimo e arcigno arcidiacono di Notre Dame.
        La sua vita era composta da due pilastri portanti: la religione, messa a dura prova conoscendo Esmeralda, e la scienza.
        Essendo uomo di Dio deve fingere rettitudine e moralità, ma le passioni che sono sorte in lui offuscano tutto il resto. È un uomo cattivo, spietato e senza scrupoli, il suo scopo ultimo è il raggiungimento del suo attuale desiderio più grande: avere Esmeralda per se, in un modo o nell’altro.
        Ha allevato Quasimodo nella cattedrale per pura “carità cristiana” ma lo considera un idiota ed un inetto, un semplice cane da usare per i propri scopi, uno sgherro a cui far fare il lavoro sporco, un essere patetico.
        Odia la Corte dei Miracoli (l’unione della marmaglia più vile, i mendicanti, le prostitute, gli assassini, i ladri e simili) e non ci penserà due volte a non concedere il Diritto d’Asilo dentro Notre Dame; anzi farà uso di Febo e delle sue guardie per disperderli, arrestarli, esiliarli o peggio ancora.
        Frollo può sempre accedere sia all’interno di Notre Dame che alle Prigioni.
        Frollo sarà il giudice in caso che qualcuno finisca in prigione per atti contro la religione. Non si farà problemi a accusare Esmeralda di stregoneria per poterla avere sotto controllo e se lei non vorrà donare a lui il proprio amore, non si farà problemi a condannarla a morte!

        Battute
        “Mi distruggerai e maledico te perché di te non vivo”
        “Una banda di miserabili straccioni non può turbare la quiete così al buon popolo di Parigi!”
        “Il diritto è negato! Entrate soldati, io rompo il divieto! Entrate con la forza!”
        “Scegli tu a chi tieni di più, al patibolo o a me, o la morte o l’amore, impiccata o svestita”

        Abilità
        La parola di Notre Dame: Dibattito +5 nel convincere Febo o Quasimodo ad agire con la forza in sua vece, facendosi portavoce della moralità e della religione.
        Tramare dall’Ombra: se Frollo è in scena, può rimanere nascosto nell’ombra e non visto per ascoltare o parlare come se fosse la voce della coscienza di qualcuno.

        Pierre Gringoire

        Gringoire è un poeta e artista da strada. È famoso e rinomato a Parigi per i suoi spettacoli in piazza. È una persona istruita e colta, romantica e sagace.
        È un libertino, apprezza la compagnia delle donne (pur non volendo legami), la baldoria e la festa più sfrenata. La sua voce è sempre la prima a dare il via alle feste popolari.
        La sua arte è per tutti, per i ricchi e per il popolo, e la sua vita si svolge sempre per le strade e tra la gente più povera quindi è molto alla mano.
        È una persona benevola ma ironica e pungente. Si mette sempre dalla parte dei deboli e non avrebbe problemi a chiedere Asilo a Notre Dame per i poveri della Corte dei Miracoli. L’indole di Gringoire è talmente passionale, romantica e sognatrice da farlo parlare persino con la luna stessa. Sarà l’unico che pur volendo Esmeralda per se, riuscirà a provare pena e dolore per l’amore impossibile e non corrisposto di Quasimodo.

        Battute
        “Lasciate che sia mia la voce che dà il via e spinge l’allegria folle alla follia”
        “Io sono il poeta Gringoire, l’aria lieta in questa città”
        “Luna serena passi e te ne vai, guarda con che pena si muore d’amore quaggiù”
        “Fatalità ha il tuo destino in mano!”

        Abilità
        Oratoria: Dibattito +5 nel persuadere un gruppo di personaggi o una folla a intraprendere un’azione collettiva da portare a termine nella scena stessa.
        Spargere la voce: Gringoire può far arrivare una singola frase o messaggio in scena, come se fosse un bisbiglio della gente nei dintorni, anche quando non è presente.

        Clopin Trouillefou

        Clopin è il capo della Corte dei Miracoli, il quartiere più povero di Parigi dove vivono insieme gli straccioni, i poveri, i ladri, le prostitute e gente del genere.
        È un uomo forte e pronto a lottare per le proprie convinzioni e ideali, anche fino alla morte.
        Si considera come il fratello maggiore di Esmeralda e farebbe qualsiasi cosa per proteggerla e liberarla in caso di sua prigionia. Si sente completamente responsabile per lei e avrà un atteggiamento quasi paterno, dicendole anche di far attenzione agli uomini.
        Odia i soldati e le guardie perché maltrattano senza ragione la sua “razza” ovvero i clandestini, gli esclusi. Vorrebbe un mondo dove tutti possano vivere insieme senza distinzioni sociali.
        In caso di problemi con le guardie e la legge cercherà aiuto nella religione, sperando che venga concesso il diritto d’Asilo all’interno dei luoghi sacri, in questo caso la cattedrale di Notre Dame.
        Lui crede che all’interno della Corte dei Miracoli i poeti vadano uccisi, quindi se troverà Gringoire all’interno della corte gli darà due possibilità, o sposarsi con una della Corte dei Miracoli o morire impiccato.

        Battute
        “Noi siamo il popolo eterno, fratello della miseria”
        “Rabbia in te, libertà! Fuoco in te, libertà!”
        “Come fare un mondo dove non c’è più l’escluso?”
        “Esmeralda lo sai è finita l’infanzia, io ti guardo con l’ansia di non aver occhi abbastanza”

        Abilità
        Duellare: Lotta +5 nello scontro in singolar tenzone.
        Forza della Folla: Clopin chiama a se una folla di straccioni che impediscono a chiunque di entrare e uscire dalla scena (compresi sicari e cose simili, anche Guardie a me) fino a che Clopin non esce di scena.

        Esmeralda

        Esmeralda è la conturbante e seducente zingara legata a questa storia. Di stirpe gitana venne affidata da piccola a Clopin, che considera come un fratello maggiore, dalla madre morente. Ed ora vive a Parigi nella Corte dei Miracoli, il quartiere più povero di Parigi dove vivono insieme gli straccioni, i poveri, i ladri, le prostitute e gente del genere.
        Tiene molto alla propria gente ed ama ballare per le strade e le piazze di Parigi, scalza. È seducente in tutte le sue mosse, ma è allo stesso tempo ingenua e tenderà a fidarsi, almeno dal principio, di tutti.
        È religiosa a modo suo e adora Notre Dame.
        Si innamorerà perdutamente di Febo e crederà che lui sia la persona migliore di questa terra. Quando nell’introduzione Febo le chiederà di venire al Val d’Amore, fingerà di non volere, ma alla fine andrà sicuramente.
        Sa che la sua gente viene maltrattata dalla legge e la difenderà, ma allo stesso modo sa che a volte la sua gente, Clopin compreso, sono troppo aggressivi e a volte persino crudeli; accetterà qualsiasi cosa per non far commettere a Clopin atti disdicevoli, compreso sposare qualcuno di cui non è innamorata.

        Battute
        “Zingara, è la strada la madre mia”
        “Febo è colui che amo e amerò, Febo per me è il sole”
        “Vivere per amare. Amare, quasi da morire. Morire, dalla voglia di vivere.”
        “Se è per salvarlo, lo sposerò. Moglie si ma l’amore io non te lo do”

        Abilità
        Seduzione: Dibattito +5 nell’affascinare completamente un singolo personaggio maschio per tutta la durata di una scena, solo quando è credibile.
        Attrazione: Dibattito +5 per attrarre l’attenzione di tutti i personaggi maschi in scena.

        Fiordaliso de Gondelaurier

        Fiordaliso è una giovane e ricca borghese. È la promessa sposa di Febo, il capitano delle guardie, e non ha certo intenzione di lasciarselo sfuggire per colpa di una zingara.
        È una giovane molto bella, ma anche molto viziata e punterà i piedi contro ogni cosa che non va come lei desidera.
        Quello che cercherà di mostrare agli altri sarà una maschera di innocenza, virtù e castità, ma in verità non si farà grossi problemi ad usare i metodi più vili e bassi, anche se magari non pubblicamente.
        Non ha una precisa idea su tutti i personaggi, ma sicuramente odia la Corte dei Miracoli (l’unione della marmaglia più vile, i mendicanti, le prostitute, gli assassini, i ladri e simili) e Esmeralda prima di tutti perché vuole rubare il suo promesso sposo.
        In caso si senta tradita da Febo non lo ripudierò, ma anzi cercherà di far leva sul senso di colpa e sull’enorme ferita che ha inflitto a lei per riportarlo da lei e per metterlo contro (in qualsiasi maniera) ad Esmeralda.

        Battute
        “Tu cavaliere e io, ti chiamo amore mio. E ti amerò di più di quanto credi tu”
        “Febo è bello come il sole, è un soldato e scapperei, ma più mi stringe e più mi attrae”
        “Cos’hai nell’armatura un cuore con l’impugnatura?”
        “Ti amerò se tu mi giuri che morirà la zingara”

        Abilità
        Libertinaggio: Dibattito +5 nel persuadere Febo a compiere nella scena un atto licenzioso o ad abbandonarsi al piacere dei sensi.
        Tradimento: Indicare segretamente al regista una personaggio: questo dovrà scartare casualmente una Frase Fatta in suo possesso, una volta per scena (in versione Vox Populi invece una volta per atto può spostare su qualcuno a sua scelta l’effetto di una singola carta usata su di lei).

        Quasimodo

        Quasimodo è lo sfortunato e tragico campanaro di Notre Dame. È brutto, gobbo e zoppo. Una figura mostruosa che spaventa i bambini di Parigi col suo aspetto senza volere. Tragicamente simile ai gargoyle di pietra della sua amata Notre Dame.
        Passa tutto il suo tempo in solitudine nel campanile di Notre Dame, nel suo mondo, dove le campane per lui sono veri e propri amori, un mondo dove anche lui può essere un re e godere di felicità rubate con gli occhi.
        È stato salvato e allevato da Frollo, l’arcidiacono di Notre Dame, e prova per lui un affetto, una riverenza e un senso di riconoscenza senza limite, è disposto a fare quasi tutto per lui.
        La visione di Esmeralda però lo ha cambiato, si è perdutamente innamorato di lei e soffre perché sa che il suo amore non sarà mai corrisposto, quindi cerca di aiutarla il più possibile. Il suo amore è l’unico vero e sincero.
        I comportamenti di Quasimodo saranno sempre divisi tra il proteggere Esmeralda e il compiacere Frollo, almeno all’inizio. Poi dovrà decidere da solo da quale parte schierarsi.
        Ha una certa simpatia per la Corte dei Miracoli perché in un certo qual modo si sente più simile a loro che non alle persone normali, mentre odia Febo perché secondo lui non è sincero con Esmeralda.

        Battute
        “Da me, qualsiasi cosa solo se la domandassi a me”
        “Io ti appartengo più di un cane e mai un cane ha tanto amato, mai”
        “Se la mia razza è immonda, di che razza è il loro cuore?”
        “Io suono le campane, coi miei tormenti e le mie gioie”

        Abilità
        Arrampicarsi: Quasimodo è molto forte fisicamente e può sempre fuggire da una scena arrampicandosi sui palazzi e scomparendo.
        Resistenza: annulla un livello di ferite in un confronto di Lotta o in una catastrofe (da “Ferite Gravi” a “Ferite Leggere” e così via).

        Febo de Châteaupers

        Febo è il capitano delle guardie. Uomo forte, affascinante ma assolutamente privo di moralità.
        È promesso sposo di Fiordaliso, ma non ritiene questa promessa importante quanto la propria sessualità. La vista di Esmeralda lo riempie di desiderio di lei, desiderio dei meno casti e puri.
        Cercherà in tutte le maniere di possedere Esmeralda, senza che però diventi un legame serio o una cosa di pubblico dominio. Se nei guai Febo non si farà problemi a rinnegare il proprio amore per Esmeralda e ad accusarla di averlo ammaliato.
        Odia profondamente tutte le creature patetiche di Parigi, quindi disprezza la Corte dei Miracoli (l’unione della marmaglia più vile, i mendicanti, le prostitute, gli assassini, i ladri e simili) e non si farà problemi a passarli per le armi o ad arrestarli tutti se provocano un problema. Odia anche Quasimodo e la sua bruttezza. Rispetta Frollo, l’arcidiacono di Notre Dame, e farà di tutto per soddisfare le sue richieste quanto uomo importante di Parigi.

        Battute
        “Se necessario scateno un massacro! In nome di Dio farò pulizia di questo miscuglio di nullità!”
        “Per le due donne che ami e non sai se c’è in te più colpa o più felicità”
        “Quella zingara mi aveva stordito”
        “Io ti amerò fino a perdere la mia vita”

        Abilità
        Duellare: Lotta +5 nello scontro in singolar tenzone.
        Guardie a me: Febo può chiamare le guardie per far arrestare una singola persona sempre che abbia fatto qualcosa, una sola volta per atto. Chi viene arrestato in questo modo torna libero la scena dopo.

        INTERVENTI DEL REGISTA

        Atto II, scena 3
        La scena si svolte al Val d'Amore, il bordello. Sono present Febo, Esmeralda, Gringoire e Frollo nascosto. Quando il regista lo ritiene opportuno fa calare il buio in scena, e poi riapre subito al scena, uguale a prima ma con Febo ferito dal pugnale di Esmeralda.

        NOTE PER IL REGISTA

        "Notre Dame de Paris" originalmente è un dramma. Questa sceneggiatura può essere usata sia cercando di rimanere fedeli a tale atmosfera, sia rendendola grottesca e comica.

        Frasi Fatte
        Per questa sceneggiatura eliminerei tutte quelle carte che permettono di ferire o uccidere direttamente un avversario eccetto chi di spada ferisce, di spada perisce. Eliminerei anche carte che possono permettere eventi troppo forti, come per deus ex machina.

        © Alessandro "DarkSin" Bracchi - www.cronaca-italiana.it

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        On Stage! Il gioco dell'attore - © L. Giuliano 1993 - DaS Production 1995.
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