Sceneggiatura per On Stage! di Andrea Assorgia
(da William Shakespeare)
DON PEDRO, principe di Aragona
DON JUAN, suo fratello bastardo
BORRACHO, guardia al seguito di Don Juan
CLAUDIO, giovane signore di Firenze
BENEDETTO, giovane signore di Padova
BEATRICE, nipote di Leonato
ERO, figlia di Leonato
LEONATO, governatore di Messina
CORRADO, guardia al seguito di Don Juan
Don Pedro, principe d'Aragona, di ritorno dalla guerra ferma il suo esercito a Messina e assieme alla sua corte viene ospitato dal governatore della città Leonato. Assieme a lui arrivano i nobili amici Benedetto e Claudio e suo fratello bastardo Don Juan. Don Juan è da poco rientrato nelle grazie di suo fratello dopo essere stato condannato per aver ordito trame contro il suo regno. Ora Don Juan aspetta solo l'occasione giusta per vendicarsi. Il caso ha voluto che nella villa fosse ospitata anche Beatrice, nipote di Leonato, perché facesse compagnia a sua cugina Ero, figlia di Leonato. Beatrice è quella che tutti definirebbero una allegra bisbetica. Uno spirito focoso e una mente brillante che danno libero sfogo a una lingua pungente come l'aculeo di una vespa. Solo una persona le è pari in quanto testardaggine, facilità di parola e odio per l'altrui sesso: Benedetto. Da tempo però i due non perdono occasione di incrociare duelli dialettici mirati a più ferire che a uccidere e taluni sospettano che sotto sotto tra i due vi sia del tenero e gli allegri battibecchi altro non siano che cinguettii d'amore. Di tutt'altro stampo è l'amore che il nobile Claudio nutre per la bella Ero. Egli, nobile schietto e sincero si è innamorato della sua grazia e della sua modestia e subito ne parla a Don Pedro il quale intercede presso il padre Leonato durante la festa in loro onore.
Felici per la vicina unione e esaltati dalla calda e gaia estate siciliana Don Pedro, Claudio e Leonato decidono di darsi un compito superbo: di riuscire a far innamorare i due esseri più intrattabili e antitetici sulla faccia della terra: Beatrice e Benedetto. Così cominciano privatamente le loro opere di convincimento e tanto fanno e tanto tramano che alla fine i due ammettono di amarsi e il loro matrimonio viene programmato assieme a quello di Ero e Claudio.
Accade però che Don Juan veda in tutta questa gaiezza un momento propizio per vendicarsi di suo fratello e aiutato da Borracho, soldato a lui fedele, decida di rovinare la festa. Sedotta una cameriera infatti, il giorno prima del matrimonio, Borracho si fa vedere in atteggiamenti amorosi con questa travestita da Ero, diffamandone così la reputazione. Al matrimonio Ero viene pubblicamente accusata da Claudio di meretricia e piantata sull'altare. Ero cade svenuta e verrà finta morta mentre Claudio lascia la villa.
Così mentre Beatrice chiede vendetta al suo amato Bendetto pretendendo che sfidi Claudio in duello e Don Perdo lascia offeso la casa di Leonato tutto sembra volgersi in tragedia. Solo il fortuito origliare di Carruba, capoguardia della ronda notturna, che sente Borracho vantarsi della sua impresa finisce per rimettere le cose a posto. Don Juan e Borracho arrestati, Claudio perdonato, Ero rediviva e tutti finalmente sposati.
(da leggere ai giocatori)
Don Pedro, principe di Aragona sta tornando vittorioso dalla guerra
ed è diretto alla villa del governatore Leonato. Con lui ci
sono Don Juan, suo fratello bastardo, alcuni soldati di grado superiore
come Borrracho e i nobili Benedetto e Claudio. E' giunta voce che suo fratello
Don Juan abbia tentato di ordire un piano contro di lui, ma Don Pedro ha
smantellato il piano, giustiziato i capi della rivolta e perdonato pubblicamente
Don Juan. Sulla porta li attendono Leonato con sua figlia Ero e sua nipote
Beatrice.
(da far recitare ai giocatori)
Nel cortile della villa di Leonato Leonato, Beatrice e Ero. Entrano Don Pedro, Don Juan, Claudio e Benedetto.
DON PEDRO: Caro signor Leonato, siete venuto a procuravi delle noie?
Il mondo si ingegna per evitare le spese e voi ve le cercate.
LEONATO: Noie non ne sono mai entrate in casa mia sotto l'aspetto di vostra
grazia.
DON PEDRO: Vi accollate con troppa gentilezza. - indicando Ero -Credo che
questa sia vostra figlia. LEONATO: Così mi ha detto molte volte
sua madre.
BENEDETTO: Ne dubitate, signore, per doverglielo chiedere?
LEONATO: No, signor Benedetto, perchè allora voi eravate un bambino.
BEATRICE: Mi meraviglio che parliate ancora, signor Bendetto: nessuno vi
bada.
BENEDETTO: oh, la mia cara signora Sdegnosità, siete ancora viva?
BEATRICE: E' possibile che muoia la Sdegnosità quando a nutrirla
trova un cibo come il signor Benedetto? BENEDETTO: Beh, è sicuro
che tutte le donne mi amano, eccetto voi. E in fondo al cuore mi piacerebbe
pensare che non sono senza cuore, perché in verità non ne
amo nessuna.
BEATRICE: Ringrazio Dio e il mio sangue frigido che in questo sono uguale
a voi; prefersico sentire il mio cane abbaiare a una cornacchia che un
uomo giurarmi amore.
BENEDETTO: Bene, così qualche uomo scamperà al destino di
avere la faccia graffiata.
BEATRICE: I graffi la peggiorerebbero ben poco se fosse una faccia come
la vostra.
DON PEDRO: E questo è tutto. Signor Claudio, signor Benedetto, il
mio caro amico Leonato ci vuole tutti suoi ospiti. Gli ho detto che ci
fermeremo qui almeno un mese, ed egli si augura che qualche imprevisto
ci trattenga ancora di più; oso giurare che non lo dice da ipocrita,
ma di tutto cuore.
Don Pedro - Il Ruffiano
Sei Don Pedro, Principe di Aragona. Uomo bonario, diposto al perdono
e alla tolleranza, ma implacabile nella sua ira. La vita ti sorride. Hai
vinto la guerra, hai smascherato un complotto organizzato dal tuo fratellastro
per ucciderti e hai fatto giustiziare i colpevoli. Tuo fratello ha dovuto
umiliarsi e chiederti la grazia pubblicamente, dovrebbe tenerlo a posto
per un pò, ma non ti sei sentito di uciderlo. Ora comunque hai deciso
di prenderti una vacanza dalle preoccupazioni. Finchè rimarrete
a Messina ti dedicherai solo ai tuoi amici. Hai notato infatti come Claudio
guardava Ero prima di partire per la guerra, e acnhe per Benedetto è
giunta l'ora di calare la maschera del misogino.
Benedetto - Il Fanfarone
Sei Benedetto. Di te si dice che hai giurato al cielo che non ti saresti
mai innamorato e ti conoscono come un nemico giurato del gentil sesso,
ma in fondo provi dei teneri sentimenti per Beatrice, l'unica donna che
riesca a tener testa a quella tua linguaccia. Quella donna è
un diavolo in gonnella, una spina nel fianco di chiunque osi attraversarle
la strada, acida come uno yogurt al limone e dalla lingua di vipera come
una bambina viziata. Che donna! Ma avresti il coraggio di confessarle quello
che provi? Vorresti dichiararle il tuo amore e poi essere vittima dei suoi
sfottii per l'eternità? E i tuoi amici, che penserebbero?
Beatrice - La Frivola
Sei Beatrice. Di te si dice che hai giurato al cielo che non ti saresti
mai innamorata e ti conoscono come una nemica giurata dell'altro sesso,
ma in fondo provi dei teneri sentimenti per Benedetto, l'unico uomo che
riesca a tener testa a quella tua linguaccia. Quell'uomo è
un diavolo travestito da imbecille, una vespa nell'orecchio di chiunque
gli capiti attorno, vanaglorioso e presuntuoso come un soldato mercenario.
Però che uomo. Finora non hai avuto il coraggio di confessare a
nessuno quello che provi. E poi lui... sopporteresti di dichiarargli il
tuo amore e poi essere vittima dei suoi sfottii per l'eternità?
E la gente cosa penserebbe di te?
Claudio L'Amante - L'Intrepido
Sei il giovane Claudio, appena tornato dalla guerra e già innamorato.
Sarà l'aria della città, sarà questa bellissima villa,
sarà questo sole ma trovi Ero la più incantevole creatura
che sia mai comparsa in tutto il creato. Bisogna che ti decida immediatamente
a chiedere la sua mano a suo padre Leonato.
Ero - L'ingenua - L'Innamorata
Sei la figlia di Leonato, governatore di Messina. Fin da piccola hai
avuto la preoccupazione di chi sarebbe stato l'uomo a cui saresti andata
in sposa. Ora hai incontrato un uomo bello, dolce e gentile: Claudio, speri
solo che ti chieda in sposa.
Don Juan - Il Malvagio
Sei Don Juan il fratellastro del principe di Aragona. Lo odi con tutte
le tue forze perchè a lui sono toccate tutte le fortune mentre a
te solo vergogna e umiliazione. Pochi mesi fa ha scoperto che tramavi un
complotto contro il suo trono, egli dopo averlo smascherato e giustiziato
i pesci piccoliti ti ha pubblicamente perdonato e ora si fa bello del suo
fratello redento. Tu sei stato costretto a cedere e a sottometterti, o
ti avrebbe fatto tagliare la testa, ma non avrai pace finchè non
ti vendicherai di lui e dei suoi inseparabili amici.
Borracho - Il Demoniaco
Sei una guardia al servizio di don Pedro, ma segretamente uno scagnozzo
di don Juan. Il Tentativo che avete fatto per prendere il potere è
fallito ma non avete ancora rinunciato alla vendetta. Se Don Juan dovesse
diventare principe d'Aragona ti ha promesso onori e gloria, quindi ti conviene
assecondarlo.
Personaggi secondari - da interpretare a carico del regista o da inserire se si è in più di sette o in caso di morte di qualcuno.
Corrado - La Canaglia - DIB 2 / LOT 3 / FOR 5
Sei una guardia al servizio di don Pedro, ma segretamente uno scagnozzo
di don Juan. Il Tentativo che avete fatto per prendere il potere
fallito ma non avete ancora rinunciato alla vendetta. Se Don Juan dovesse
diventare principe d'Aragona ti ha promesso onori e gloria, quindi ti conviene
assecondarlo.
Leonato - L'Amico - DIB 7 / LOT 2 / FOR 3
Sei Leonato, Padre di Ero, zio di Beatrice e governatore di Messina. In
questi giorni hai l'onore di ospitare Don Pedro, il principe d'aragona
insieme alla sua corte. Lo reputi un uomo sincero e onesto e lo ammiri
molto. Certo lui è il tuo principe, ma non è per questo che
ti affanni per ospitarlo nel migliore dei modi; ti piace quella gaiezza
che lui e i suoi amici portano in casa tua. tua figlia è in età
da marito, ma non sei tipo da metterle fretta; lei è molto bella
e gentile e sicuramente presto troverà un uomo che sappia amarla
e rispettarla.
Prologo
Si renda noto che Leonato ha preparato una festa di benvenuto per il
principe e la sua corte. La festa avrà luogo a partire dalla prima
scena del secondo atto.
Atto II, scena 1
Ha inizio la festa in onore del principe d'Aragona. La festa dovrà
durare almeno tre scene, e avrà termine appena verrà chiamata
una scena diversa dopo la fine del secondo atto. Durante la festa tutti
i personaggi hanno l'abilità Travestire.
"Molto rumore per nulla" è una commedia e nulla dovrebbe rovinare quel velo di spensieratezza che passa sopra la versione originale. Per questo motivo Don Juan e Borracho sono soli contro altri cinque personaggi. Se avete otto giocatori comunque dovrete inserire Corrado prima di Leonato o veramente se la passeranno molto male.
Frasi Fatte
E' opportuno eliminare dal mazzo delle frasi fatte le carte soprannaturali
come Vade retro Satana o Faccio un Pandemonio, mentre se
si gioca in piedi si possono utilizzare gli effetti teatrali (pubblicati
in On Stage! News n. 2).
Sicari
Per evitare le solite frecce vaganti a metà delle scene aggiungete
ai sicari la limitazione che per essere giocati devono avere una scena
tutta per loro e chiedete a chi li usa di inventare dei modi più
ingegnosi di far assassinare le proprie vittime.
Obbiettivi
I personaggi di questa sceneggiatura non hanno obbiettivi scritti sul
background. Per tutti è molto facile indovinarlo ma dovrebbe comunque
servire a non legare i giocatori a schemi prestabiliti.
Fatemi sapere.
© Andrea Assorgia - Via Padova 2 - 09125 Cagliari - Tel. 070/303648
On Stage! Il gioco dell'attore - © L. Giuliano
1993 - DaS Production 1995.
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